1 / 26

Piano Strategico “Sassari competitiva” Idee per il comparto Agroalimentare M. Budroni

Piano Strategico “Sassari competitiva” Idee per il comparto Agroalimentare M. Budroni. È un atto volontario di costruzione e condivisione di una visione futura di un territorio,

ham
Download Presentation

Piano Strategico “Sassari competitiva” Idee per il comparto Agroalimentare M. Budroni

An Image/Link below is provided (as is) to download presentation Download Policy: Content on the Website is provided to you AS IS for your information and personal use and may not be sold / licensed / shared on other websites without getting consent from its author. Content is provided to you AS IS for your information and personal use only. Download presentation by click this link. While downloading, if for some reason you are not able to download a presentation, the publisher may have deleted the file from their server. During download, if you can't get a presentation, the file might be deleted by the publisher.

E N D

Presentation Transcript


  1. Piano Strategico “Sassari competitiva” Idee per il comparto Agroalimentare M. Budroni

  2. È un atto volontario di costruzione e condivisione di una visione futura di un territorio, del suo posizionamento, di esplicitazione di obiettivi e strategie per conseguirli mediante politiche ed interventi pubblici e privati. La pianificazione strategica contribuisce a costruire un’identità del territorio. un patto tra tutti coloro che hanno delle responsabilità, compresi ovviamente l'Amministrazione Comunale e gli altri enti locali, che presenta in modo esplicito e sensato quali sono gli impegni che ciascuno è in grado di assumersi. Per questo motivo un Piano Strategico, dopo essere stato concertato, viene firmato congiuntamente da chi lo condivide.

  3. 9° gruppo - Gli accenni di qualità: Benevento, Campobasso, Grosseto, Imperia, Trapani, Viterbo, Agrigento, Brindisi, Crotone, Foggia, Matera, Nuoro, Oristano, Potenza, Ragusa, Sassari La parola chiave per lo sviluppo futuro di questi territori è l’integrazione. Integrazione che riguarda sia i comparti produttivi, poiché l’obiettivo è quello di consolidare il sistema manifatturiero sviluppando al contempo il terziario a supporto del turismo e dell’accoglienza e il comparto agroalimentare (il cosiddetto modello manifatturiero-terziario), sia il dialogo interistituzionale, poiché come nel resto d’Italia, anche in questi territori le istituzioni locali sono attive nella promozione dello sviluppo. Questo modello, evidenza l’esistenza di un “altro Sud”, basato su sistemi dinamici di piccola e media impresa ai quali si affiancano realtà locali dove invece la media e grande impresa può ancora svolgere un ruolo significativo nel dar vita a processi di sviluppo endogeno e nel favorire la crescita di investimenti solidi e duraturi Italia al 2010: una svolta possibile” Sistema/Italia 2004 – Rapporto sulle economie e le società locali. Vedi anche Progettazione integrata

  4. imprese alimentari manifatturiere (esclusa l’agricoltura), 2.894 unità, 11.348 addetti. artigianato circa l’82% delle imprese ed il 60% degli addetti Negli ultimi 5 anni, assunti 1.843 giovani apprendisti ed oltre il 78% (1.442) sono stati assunti dalle imprese artigiane, di cui 806 uomini (il 56%) e 636 donne (il 44%) export artigiano in dieci anni, del 130%. investimenti le imprese hanno effettuato investimenti per oltre 54 milioni di euro (100 miliardi di vecchie lire), di cui il 63% per attrezzatura e macchinari e oltre 34 milioni di euro) ed il 27% (quasi 20 milioni di euro), per la costruzione. si considerano i 3,3 miliardi di euro (oltre 6.300 miliardi di vecchie lire) (tabella 7), che rappresentano i consumi alimentari della popolazione sarda.

  5. Tabella 2 Di cui imprese artigiane Tabella 1 Imprese e addetti Anno 2000 Fonte: Osservatorio Industriale della Sardegna Elaborazione: CNA Sarda Tabella 3 Assunzione di apprendisti Fonte: Ministero del Lavoro – Ufficio regionale del Lavoro Elaborazione: CNA Sarda

  6. Dati 2004 (tratti da relazione finale GAL 2003) Settore agricolo: Sassari: prodotti alimentari, industria lattiero casearia, pruzione derivati del latte, carne e derivati; vino, olio Principali coltivazioni: olivo, vite,

  7. CHE cosa chiede il consumatore???

  8. Tipicità e qualità fanno rima con Identità (Conferenza di Cork, Carta rurale europea) Siamo ricchi, sovralimentati e abbiamo paura Metanolo, Mucca pazza, sofisticazioni varie, adulterazioni etc

  9. Comparto lattiero- caseario 95% latte ovino per formaggio Aziende: cooperative e privati Pecorino Romano DOP 50% si esporta negli USA MONOCOLTURA POTENZIALITA’ INESPRESSE

  10. Da solo l’intero comparto zootecnico sardo contribuisce a formare il 50% della produzione complessiva vendibile agricola regionale, il cui valore, nel 2004, è stimato, a prezzi correnti, in 1.577 milioni di euro. Alla formazione di questo fatturato concorrono in misura determinante le oltre 17 mila aziende in cui si allevano ovini e caprini, le cui produzioni di latte e di carne concorrono rispettivamente al 14,62% e al 10,84% della plv agricola regionale. Il patrimonio zootecnico isolano al 2004 vede ancora la prevalenza degli ovi-caprini, sia come numero di capi allevati che come numero di aziende. Con 3.784.782 capi, di cui 3.349.694 ovini e 435.088 caprini, 17.421 aziende che occupano il 40% della superficie agricola isolana, il comparto rappresenta il 37% di quello nazionale e il 54%, sempre a livello nazionale, rispetto ai bovini e ai suini.

  11. Il comparto lattiero caseario Nel sistema agroalimentare isolano, il comparto lattiero-caseario occupa ancora una posizione di rilievo. Nonostante le difficoltà degli ultimi anni, a causa di emergenze come la lingua blu, nell’annata 2002-03, con un valore medio pari a 242.592 migliaia di euro, la produzione di latte ovi-caprino ha rappresentato il 14,62 % della plv regionale. Nell’annata 2003/04, secondo i dati forniti dall’assessorato regionale dell’Agricoltura, sono stati trasformati 323.545.600 litri di latte ovino, 11.493.200 litri di latte caprino, 22.913.000 litri di latte vaccino. La produzione totale di formaggi è stata di 595.658 quintali che hanno mosso un fatturato di circa 350 milioni di euro, pari al  22% del fatturato agro-industriale regionale. L’export ha raggiunto il valore di 95,4 milioni di euro. L’allevamento ovino, che si attua su 14.399 aziende, occupa 14-15.000 unità mentre sono 2 mila quelle occupate nel settore industriale. Il sistema di trasformazione ha perduto quasi integralmente il carattere artigianale di produzione presso l’azienda pastorale; modalità che si conserva, attualmente, quasi soltanto per il formaggio Fiore sardo.

  12. La trasformazione industriale coinvolge 37 caseifici di proprietà privata, che trasformano circa il 38% della produzione di latte (il 55,76% in provincia di Cagliari; il 35,12% in quella di Nuoro; il 35,98% in provincia di Oristano e il 25,46% in quella di Sassari) ed in 40 stabilimenti ad organizzazione cooperativistica, che raccolgono il 67% del latte presente sul mercato.

  13. Le biotecnologie Nuove e vecchie

  14. La Biodiversita’ microbica e le produzioni agroalimentari Sezione di Microbiologia Generale ed Applicata DISAABA Sassari 26 ottobre 2006

  15. La biodiversità • La biodiversità e la qualità • l’utilizzo della biodiversità • Produzione di starter commerciali • Caratteri tecnologici degli starter • Casi studio • Prospettive • Studi ecologici • Starter misti

  16. La Biodiversità E’ il risultato delle infinite ricombinazioni geniche e dell’interazioni tra individuo e ambiente.

  17. vino

  18. Salumi

  19. Pane

  20. Lattiero Caseario

  21. Diversificare la produzione e l’offerta Denominazioni Servizi alle imprese Integrazione

More Related