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PARTE II: RESPONSABILITÀ SOCIALE D ’ IMPRESA

PARTE II: RESPONSABILITÀ SOCIALE D ’ IMPRESA GLI GLI STANDARD DI CERTIFICAZIONE DELLA RESPONSABILITÀ SOCIALE. L ’ EVOLUZIONE DELLA CERTIFICAZIONE DELLA RSI. La Responsabilità Sociale e le parti interessate

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PARTE II: RESPONSABILITÀ SOCIALE D ’ IMPRESA

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  1. PARTE II: RESPONSABILITÀ SOCIALE D’IMPRESA GLI GLI STANDARD DI CERTIFICAZIONE DELLA RESPONSABILITÀ SOCIALE

  2. L’EVOLUZIONE DELLA CERTIFICAZIONE DELLA RSI • La Responsabilità Sociale e le parti interessate • L’attenzione all’argomento Responsabilità sociale è un’esigenza documentata da tempo: •   1. Dal Documento ONU del 1977 •   2. Articolo 41 della Costituzione Italiana •       3. Decreto Legislativo 231/2001 • 4. Il Modello EFQM • Una politica orientata alla Responsabilità sociale implica il soddisfare pienamente gli obblighi giuridici applicabili e investire di più nel capitale umano, nell’ambiente e al di là nei rapporti con le parti interessate (stakeholder). La ricerca della loro soddisfazione è ora uno dei fattori chiave dello sviluppo delle imprese in un contesto altamente globalizzato. • Nel governo dell’impresa occorre tener conto delle aspettative delle parti interessate o stakeholders. • L’influenza degli stakeholder dipende, e non solo, dalla legittimità delle richieste, dal potere o capacità di influenzare le scelte dell’impresa, dall’’urgenza delle richieste. • Operare in un contesto di sviluppo della Responsabilità Sociale comporta un impegno. • L’impegno deve essere reso visibile o riconosciuto.

  3. L’EVOLUZIONE DELLA CERTIFICAZIONE DELLA RSI • 2)  Sviluppo dei Sistemi di Gestione • Nel tempo si è passati da modelli di gestione orientati al Command e Control , a Sistemi creati per dare garanzia in merito a determinati aspetti oggetto di interesse da parte del Cliente. Si è passati da sistemi orientati all’MBO a sistemi di gestione per processi e altri sviluppi sono previsti man mano che tali sistemi coinvolgono l’intera Azienda. Il Sistema di Gestione è uno strumento che correttamente usato consente di perseguire obbiettivi di miglioramento, la chiave di volta per l’esistenza e lo sviluppo delle aziende in un contesto sempre più competitivo. • I fattori comuni nei Sistemi di Gestione attuali sono: •   rispetto di norme tecniche cogenti e leggi correlabili allo scopo dell’Impresa • miglioramento continuo • Alla base di tutto. è posto il PDCA o ciclo di Deming (Plan, Do, Check, Act) che va visto in maniera ripetitiva , e cioè con l’ultima fase quella dell’Actsi riparte con una nuova serie di obbiettivi che impostino il miglioramento continuo ripartendo dal Planning di nuovi obbiettivi.

  4. L’EVOLUZIONE DELLA CERTIFICAZIONE DELLA RSI 2)  Sviluppo dei Sistemi di Gestione Il sistema di Gestione convive e si integra con le norme e leggi in quanto pur rimanendo entro i binari stabiliti abbiamo dei margini di manovra per migliorare il nostro comportamento e quindi l’efficacia e / o l’efficienza. La Mission di questi sistemi è quello di identificare il proprio posizionamento rispetto agli aspetti normati, di tenerli sotto controllo, di coordinare tutte le attività con impatto positivo o negativo su questi e distribuire responsabilità specifiche per la loro esecuzione. Attraverso l‘organizzazione e gli audits periodici viene garantito che tali attività aziendali vengano continuamente migliorate. I problemi diventano in questo modo parte integrante della gestione aziendale. Ogni azienda definisce quindi degli obiettivi volontari, come in qualsiasi altro ambito, il cui raggiungimento viene controllato dall‘azienda stessa. In questo modo le aziende vengono chiamate alla responsabilità personale e ad un approccio preventivo Si sono Sviluppati progressivamente Sistemi di Gestione orientati prima alla Qualità, poi all’Ambiente e poi alla Sicurezza ma tutti con lo stesso DNA :rispetto di regole e miglioramento continuo

  5. L’EVOLUZIONE DELLA CERTIFICAZIONE DELLA RSI 2)  Sviluppo dei Sistemi di Gestione Di pari passo è nata l’esigenza di avere una certa confidenza che tali sistemi fossero applicati con efficacia ed efficienza. Questa esigenza ha fatto nascere normative preposte alla definizione di criteri organizzativi e gestionali tipiche dei sistemi stessi, strumento per orientarsi ad applicarli o per una verifica di rispondenza o conformità a norma. Assieme a tali norme sono nati Enti preposti alla Certificazione per fornire a terzi l’adeguata garanzia che le aziende operassero in un contesto conforme a determinati criteri gestionali. Tale esigenza di confidenza è nata come una logica conseguenza di una libera decisione del Management, ma si è poi sviluppata in un requisito per poter mantenere la clientela non per ciò che veniva fatto ma per ciò che doveva essere dimostrato . I requisiti contrattuali o criteri di qualifica per appartenere ad albi o partecipare a gare o essere meritevoli di finanziamento hanno orientato diversamente lo scopo delle certificazioni. Conseguenza di ciò è stata una perdita di confidenza nell’Istituto della Certificazione e la Certificazione è stata un obbiettivo , un bollino, non un atto dovuto a seguito di uno sviluppo

  6. STRUMENTI DI RENDICONTAZIONE E STANDARD • Strumenti esterni di promozione e gestione della responsabilità sociale e della rendicontazione sociale: • Etichette sociali; • Premi per la CSR; • Proposte di codici di condotta e linee giuda etiche; • Regole ed indici per rientrare nell’ambito degli investimenti socialmente responsabili; • Iniziative multistakeholder; • CSR toolkit; • Linee guida e modelli per la rendicontazione. • Strumentiinterni: • Strumentistrategici: mission statement, manifesto deivalori, codiceetico; • Strumentioperativi di relazione: social auditing e rating, bilanciosociale; • Strumentioperativisisupporto: sistemi di rilevazione, formazione e gestione del patrimoniointellettuale.

  7. STRUMENTI DI RENDICONTAZIONE E STANDARD: I valori ed i principi di riferimento ILO - International Labour Organization • Dichiarazione tripartitica dei principi concernenti le imprese Multinazionali UN - United Nations • Convenzioni e dichiarazioni sui temi di sviluppo sostenibile • Principi del Global Compact • Rio Declaration on environment and development, United Nations conference on environment and development, Rio de Janeiro, 3-14 June 1992 • Agenda 21 - Chapter 30 - Strengthening the role of business and industry, Section III. Strengthening the role of major groups • Johannesburg Plan of Implementation (JPOI), Johannesburg, South Africa, 26 August - 4 September 2002 • OECD - Organisation for Economic Cooperation and Development • Linee guida per le imprese multinazionali • European Union - European Commission • Commission Green Paper 2001 • Communication on CSR 2002 • European Alliance for CSR. • For SMEs: Report on European SMEs and Social and Environmental Responsibility 2002, Commission Communication ""Implementing the Community Lisbon Programme - Modern SME Policy for Growth and Employment"" 2005, Pan-European Awareness Raising Campaign on CSR for SMEs"

  8. STRUMENTI DI RENDICONTAZIONE E STANDARD: Standard organizzativi e di processo COINVOLGIMENTO E PARTECIPAZIONE AA1000 - AccountAbility 1000 • standard di processo e linee guida per la rendicontazione delle performance economiche, sociali e ambientali delle imprese, basati sul coinvolgimento degli stakeholders ISO 9000:2000 • standard di riferimento per i sistemi di gestione e certificazione della qualità EFQM - European Foundation of Quality Management • modello di gestione e valutazione per raggiungere la "business excellence” ISO 14000 • standard di riferimento per i sistemi di gestione e certificazione ambientale QUALITA’ AMBIENTE

  9. STRUMENTI DI RENDICONTAZIONE E STANDARD: Standard organizzativi e di processo QUALITA’ SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO SA8000 (Social Accountability 8000) • standard di riferimento per i sistemi di gestione sociale sulle condizioni di lavoro, sulla base dei quali si può ottenere la "certificazione etica" ILO-OSH 2001 • linee guida dell’ILO per la gestione della salute e sicurezza sul lavoro BS 8800 • guida sui sistemi di gestione per la salute e sicurezza del lavoro OSHA - Occupational Safety & Health Administration • standard di riferimento per la salute e sicurezza sul lavoro OHSAS 18000 • standard e linee guida per i sistemi di gestione e certificazione per la salute e sicurezza sul lavoro, che tiene conto anche dei documenti BS 8800 ISO 22000 • sistema di gestione per la sicurezza nelle organizzazioni operanti nella catena alimentare

  10. STRUMENTI DI RENDICONTAZIONE E STANDARD: Standard organizzativi e di processo SISTEMI INTEGRATI ISO 26000 • Futuro standard sulla Responsabilità Sociale (prevista per il 2008), per la cui realizzazione ISO sta coinvolgendo numerose delegazioni, osservatori, attori e stakeholders internazionali. Per l'italia, un gruppo di lavoro UNI sta già lavorando dal 2003, ed è stata definita la composizione della delegazione italiana che fa parte del gruppo di lavoro ISO, composta da esponenti del mondo delle imprese (ABI), dei sindacati (CGIL), dei consumatori (ACU), del governo (Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali); delle istituzioni pubbliche (INAIL), e del mondo accademico (Università di Castellanza, già coinvolta nel progetto Q-Res) SIGMA Project • Linee guida per la gestione dell'impresa e la rendicontazione degli aspetti economici, sociali e ambientali

  11. STRUMENTI DI RENDICONTAZIONE E STANDARD: Standard di rendicontazione AA1000 - AccountAbility 1000 • standard di processo e linee guida per la rendicontazione delle performance economiche, sociali e ambientali delle imprese, basati sul coinvolgimento degli stakeholders GRI (Global Reporting Initiative) • linee guida per la misurazione ed il reporting nell'ambito dello sviluppo sostenibile Q-RES Project • modello di riferimento e linee guida per la gestione, rendicontazione e verifica della responsabilità sociale d’impresa GBS (Gruppo di studio sul Bilancio Sociale) • standard di riferimento per la redazione del bilancio sociale CSR – SC (Corporate Social Responsibility - Social Commitment) • modello di rendicontazione della CSR proposto dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. SA8000 (Social Accountability 8000) • standard di processo e rendicontazione sulle condizioni di lavoro EMAS (Eco-Management and Audit Scheme) • schema europeo di audit, che prevede l'adozione di un sistema di gestione ambientale, la misurazione delle performance ambientali e la realizzazioni di audit e rapporti di rendicontazione

  12. STRUMENTI DI RENDICONTAZIONE E STANDARD: La nascita delle etichette sociali • Sono generalmente costituite da una serie di principi da rispettare (standard), procedure organizzative da implementare e da una certificazione, rilasciata da società esterne, normalmente enti di certificazione accreditati che attesta la conformità dell’ente ai requisiti previsti dall’etichetta. • Ogni etichetta si rivolge ad uno o più specifici ambiti che spaziano sui seguenti temi: • diritti umani; • sicurezza sul lavoro; • pari opportunità; • gestione ambientale; • gestione della qualità. • Fra le etichette sociali di maggiore interesse: • Social Accountability 8000 (SA 8000) • Accountability 1000 (AA 1000) • ISO 14000 • OHSAS 18000 (Occupational Health and Safety Assessment Series ) • BS (British Standard) 779 – ISO 17799

  13. STRUMENTI DI RENDICONTAZIONE E STANDARD: una visione d’insieme

  14. STRUMENTI DI RENDICONTAZIONE E STANDARD: Social Accountability 8000 Primo standard internazionale che elenca i requisiti da rispettare affinché un’organizzazione possa certificare la propria responsabilità sociale, fornendo garanzia di un comportamento eticamente corretto della propria filiera produttiva e del proprio ciclo produttivo. Nasce dal CEPAA (Council of Economical Priorities Accreditation Agency), emanazione del CEP (Council of Economic priorities), istituto statunitense fondato nel 1969 per fornire agli investitori ed ai consumatori, strumenti informativi per analizzare le performance sociali delle aziende. Basata sulle convenzioni dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro, sulla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani,sulla Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti del Bambino, SA 800 è una norma studiata per contrastare gli impatti sociali del lavoro minorile, del lavoro coercitivo delle discriminazioni di razza,religione o sesso e garantire condizioni di salute e sicurezza ai lavoratori. E’ una norma applicabile ad aziende di qualsiasi settore merceologico, coinvolge direttamente qualsiasi entità appartenente alla filiera produttiva di un determinato bene o servizio (fornitori, clienti, consumatori e loro associazioni, gruppi ambientalisti ed umanitari, organizzazioni sindacali, mass media). La conformità dei processi di un’azienda ai requisiti i responsabilità sociale della norma SA8000 viene certificata da un Organismo di parte terza indipendente, attraverso un meccanismo analogo a quello dei sistemi di gestione per la qualità ISO 9000 e per l’ambiente ISO 14000

  15. STRUMENTI DI RENDICONTAZIONE E STANDARD: Social Accountability 8000 Le tematiche:

  16. STRUMENTI DI RENDICONTAZIONE E STANDARD: Accountability 1000 Elaborato nel 1999 dall'International Council of the Institute of Social and Ethical AccountAbility, (organismo formato da imprese, ONG, università e società di consulenza), l'AA1000 è uno strumento che mira ad assicurare la credibilità e l'autorevolezza del bilancio sociale attraverso la redazione dello stesso secondo standard condivisi a livello internazionale. AA1000 nasce quindi per far fronte all'esigenza di uniformare gli approcci alla rendicontazione sociale e rendere così confrontabili le informazioni provenienti da realtà differenti. Esso può essere definito come uno standard di processo, consentendo così l'integrazione con le linee guida del Global Reporting Inititiative. Il modello si pone l'obiettivo di migliorare la performance e il bilancio di un'organizzazione attraverso un processo sistematico di coinvolgimento degli stakeholders e di integrazione di tali processi nelle normali attività quotidiane.

  17. STRUMENTI DI RENDICONTAZIONE E STANDARD: Accountability 1000 Accountability 1000 ha due fondamentali possibilità di utilizzo:

  18. STRUMENTI DI RENDICONTAZIONE E STANDARD: Accountability 1000 Accountability 1000 permette in particolare: • Favorisce il rapporto con il personale dipendente; • Migliora la gestione della qualità nei rapporti con gli stakeholder; • Consente di misurare gli indicatori chiave di performance sociale; • Accresce la fiducia degli stakeholder esterni; • Migliora ed aiuta a mantenere buoni i rapporti di partnership; • Aiuta a valutare e gestire meglio i rischi che si possono presentare nelle relazioni esterne (reputazione, marchio); • Soddisfa le sempre più complesse esigenze informative degli investitori; • Sostiene la governance dell'Organizzazione; • Facilita i rapporti tra Istituzioni pubbliche ed Organizzazione; • Favorisce la formazione e l'identificazione di fornitori di servizi qualificati.

  19. STRUMENTI DI RENDICONTAZIONE E STANDARD: ISO 14000 Le norme internazionali ISO 14000 rappresentano uno strumento volontario per migliorare la gestione della variabile ambientale all'interno dell'impresa o di qualsiasi altra organizzazione. Si tratta di norme generiche, applicabile a qualsiasi tipo di azienda, sia nel settore dei servizi sia in quello manifatturiero. Richiedono che l'azienda definisca i propri obiettivi e target ambientali e implementi un sistema di gestione ambientale che permetta di raggiungerli. La logica volontaristica lascia la libertà all'azienda di scegliere quali e quanti obiettivi di miglioramento perseguire, anche in funzione delle possibilità economiche e del livello tecnologico già esistente in azienda. • Tali norme hanno quindi lo scopo di fornire una guida pratica per: • la creazione e/o il miglioramento di un Sistema di gestione ambientale (SGA), attraverso il quale migliorare le prestazioni ambientali; • fornire i mezzi con cui sia chi sta all'esterno, sia chi opera internamente all'organizzazione, può valutare gli aspetti specifici di un SGA e verificarne la validità, ossia realizzare l'audit (verifica) del SGA; • fornire mezzi consistenti ed attendibili per dare informazioni sugli aspetti ambientali dei prodotti.

  20. STRUMENTI DI RENDICONTAZIONE E STANDARD Il Global Compact • Network promosso dalle Nazioni Unite basato sul potere di una forte • azione collettiva, cerca di promuovere una cittadinanza d'impresa responsabile. • Il Global Compact è un'iniziativa volontaria che si prefigge due obiettivi: • far diventare il Global Compact e i suoi principi parte integrante della strategia e delle operazioni delle imprese; • facilitare la cooperazione tra i principali attori e promuovere partenariati in linea con gli obiettivi delle Nazioni Unite. • I dieci principi del Global Compact relativi ai diritti umani, al lavoro, all’ambiente e alla lotta alla corruzione sono condivisi universalmente in quanto derivati da: • La Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo. • La Dichiarazione dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro sui principi e i diritti fondamentali nel lavoro. • La Dichiarazione di Rio sull’Ambiente e lo Svilupp. • La Convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione.

  21. STRUMENTI DI RENDICONTAZIONE E STANDARD Il Global Compact • Diritti umani: • Alle imprese è richiesto di promuovere e rispettare i diritti umani universalmente riconosciuti nell'ambito delle rispettive sfere di influenza; • Alle imprese è richiesto di assicurarsi di non essere, seppure indirettamente, complici negli abusi dei diritti umani. • Lavoro: • Alle imprese è richiesto di sostenere la libertà di associazione dei lavoratori e riconoscere il diritto alla contrattazione collettiva; • L’ eliminazione di tutte le forme di lavoro forzato e obbligatorio; • L’ effettiva eliminazione del lavoro minorile; • L’ eliminazione di ogni forma di discriminazione in materia di impiego e professione. • Ambiente: • Alle imprese è richiesto di sostenere un approccio preventivo nei confronti delle sfide ambientali; • Di intraprendere iniziative che promuovano una maggiore responsabilità ambientale; • Di incoraggiare lo sviluppo e la diffusione di tecnologie che rispettino l'ambiente. • Lotta alla corruzione: • Le imprese si impegnano a contrastare la corruzione in ogni sua forma, incluse l'estorsione e le tangenti.

  22. ALTRI STRUMENTI DI GESTIONE DELLA RSI: Premi per il sociale • Nell’ambito dei premi si possono individuare alcune categorie: • Premio per i processi interni aziendali di CSR; • Premio per il miglior programma di partnership nella comunità; • Premio per la migliore campagna di mkt sociale; • Premio per la migliore iniziativa di “finanza socialmente responsabile”; • Premio per la migliore iniziativa di CSR per per PMI; • Premio per l’innovazione di prodotto o servizio socialmente e ambientalmente rilevante. • Il criterio usato per la valutazione utilizza un modello basato sul concetto di Eccellenza e su alcuni Concetti Fondamentali quali: • orientamento ai risultati condivisi con gli stakeholder; • attenzione al cliente; • capacità di direzione e fermezza nei propositi; • sviluppo e coinvolgimento del personale; • apprendimento ed innovazione continui; • sviluppo di cooperazioni; • CSR.

  23. ALTRI STRUMENTI DI GESTIONE DELLA RSI: Premi per il sociale http://www.sodalitas.it

  24. ALTRI STRUMENTI DI GESTIONE DELLA RSI: Codici di condotta e linee guida Strumenti “cerniera”, proposti dal mercato come autoregolazione e raccolti dalle aziende come stimoli e strumenti interno di gestione.

  25. ALTRI STRUMENTI DI GESTIONE DELLA RSI: Codici di condotta e linee guida http://www.confindustria.it

  26. ALTRI STRUMENTI DI GESTIONE DELLA RSI: Promozione degli investimenti socialmente responsabili • Cresce il numero di istituzioni finanziarie che hanno adottato criteri • ambientali e sociali per la selezione delle imprese sulle quali investire. • Nascono i social rating: hanno come oggetto la gestione socialmente • responsabile dell’impresa e prescinde dall’adozione o meno di un processo • di relazione con gli stakeholder e dalla pubblicazione o meno di un resoconto • sociale. • Indici significativi: • FTSE4GOOD: costituito da diversi indici elaborato dal gruppo FTSE leader mondiale nella definizione di indici “equi e garantiti”, per facilitare l’investimento nelle società socialmente responsabili; • l’EUROSIF (European Sustainable and Responsible Investment Forum): creato nel 2001, frutto di una iniziativa internazionale promossa da Francia, Italia, Paesi Bassi e Regno Unito con il supporto della Commissione Europea; • Dow Jones Sustainability Index: lanciato nel 1999, è il primi indice globale che rintraccia prestazioni finanziarie delle aziende guidate in maniera sostenibile

  27. ALTRI STRUMENTI DI GESTIONE DELLA RSI: Promozione degli investimenti socialmente responsabili Dow Jones Sustenibility Indexes • Finalizzazione: • Identificare le impresecaratterizzatedallemigliori performances economiche, socialiedambientali • Strumenti per la valutazione: • Questionari • Documentazioneaziendale • Informazionipubbliche (bilanci, internet etc.) • Analisidei media • Analisidegli stakeholders

  28. ALTRI STRUMENTI DI GESTIONE DELLA RSI: Promozione degli investimenti socialmente responsabili http://www.finanzasostenibile.it/

  29. ALTRI STRUMENTI DI GESTIONE DELLA RSI: Iniziative multistakeholder • Sono di fatto partnership e forum che vedono coinvolti soggetti diversi tra loro. • La Commissione Europea già nel luglio 2002 sottolineava l’importanza di queste iniziative costituendo un Forum per la promozione della RSI • (www.csreurope.org). • Il Forum opera attraverso alcune leve: • migliore conoscenza della relazione fra Rsi e sviluppo sostenibile • favorire lo scambio di esperienze e di good practices • valutare l’opportunitàdi definire principi guida comuni • Sulla falsa riga di quello europeo, nel 2003 nasce in Italia un Forum Multi-stakeholder voluto dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (www.welfare.gov.it).

  30. ALTRI STRUMENTI DI GESTIONE DELLA RSI: Iniziative multistakeholder http://www.ethicaltrade.org

  31. ALTRI STRUMENTI DI GESTIONE DELLA RSI: CSR Toolkits Sono una serie di strumenti ed iniziative tese ad inserire in un corpo unico la promozione della Rsi e i modelli di rendicontazione. • Fra i più significativi: • Q-RES (qualità- responsabilità etica dell’impresa): ideato dal Centre of Ethics, Law & Economics nel 1999, prevede la definizione di uno standard di qualità della responsabilità etico-sciale d’impresa; • Csr-Sc (Corporate Social Reponsibility – Social Commitment): progetto del governo italiano del 2003 in occasione del semestre italiano di presidenza dell’Unione Europea. Aveva due principali obiettivi:analizzare la situazione della aziende italiane e proporre una serie di indicatori di monotoraggio della RSI.

  32. ALTRI STRUMENTI DI GESTIONE DELLA RSI: CSR Toolkits PROGETTO CSR-SC Avviato nel 2002 dal Governo italiano su invito Commissione Europea. Contribuisce al dibattito per definire un “framework europeo” per la CSR. • OBIETTIVI • Diffondere uno standard semplice e modulare da applicare su base volontaria • Per identificare comportamenti socialmente responsabili • Predisporre opportuni strumenti di misurazione per comprendere e valutare le • Performance sociali delle imprese • Garantire al cittadino che l’impegno sia concreto • LIVELLI DEL PROGETTO • LIVELLO CSR • Approccio volontario e minimo • LIVELLO SC • Coinvolgimento sociale e interventi proattivi, anche grazie ad incentivi economici

  33. ALTRI STRUMENTI DI GESTIONE DELLA RSI: CSR Toolkits http://www.qres.it/

  34. ALTRI STRUMENTI DI GESTIONE DELLA RSI: Costi e benefici Grado di copertura dei vari aspetti Rapporto con stakeholders Audit esterno Costi Bilancio sociale Assente Oneroso Discrezionale Discrezionale Rischio di Onerosità Codice etico Assente Discrezionale Discrezionale Oneroso (ISO in particolare) Coinvolgimento insufficiente (es: SA 8000) Incompleto e su standard minimi Rischio di burocraticità e formalità Certificazioni sociali

  35. PARTE II: RESPONSABILITÀ SOCIALE D’IMPRESA LO STANDARD SA 8000

  36. LO STANDARD SA 8000. La norma La Norma SA 8000 (Social Accountability 8000) è una norma che regolamenta i Sistemi orientati all’applicazione della Responsabilità Sociale. Emessa nel 1997 su direttiva CEPAA è un mezzo per fornire alle parti interessate informazioni sulla linea di condotta delle aziende di cui utilizzano i prodotti o servizi.  Gli obiettivi dello standard SA 8000 sono: 1. Sviluppare, mantenere e sostenere politiche e procedure al fine di gestire gli aspetti che possono essere controllati o influenzati 2. Dimostrare alle parti interessate che le politiche, le procedure e la loro applicazione sono conformi ai requisiti della norma I principali potenziali mercati interessati alla SA 8000 in Italia sono: a) imprese che decentrano la produzione in paesi in cui possono godere dei benefici connessi ad un più basso costo della manodopera specie se usata in paesi del terzo mondo. b) imprese sul territorio nazionale e che intendono utilizzare la certificazione SA 8000 come strumento di vantaggio competitivo nei confronti di coloro che non sono in grado di fornire garanzie sul proprio comportamento etico. c) grandi multinazionali che operano anche sul territorio italiano

  37. LO STANDARD SA 8000. La norma • Il sistema SA 8000 è strutturalmente basato su quello normalmente in uso alle aziende per assicurare il controllo della qualità, lo standard ISO 9000, integrandolo con l'auditing etico  • Analogamente alle altre norme relative ai Sistemi di gestione , anche in questa si nota una struttura PDCA preceduta da un insieme di requisiti fondamentali , regolamentati da leggi e convenzioni ILO riguardanti : • Lavoro minorile • Lavoro forzato • Salute e sicurezza • Libertà di associazione e rappresentanza collettiva • Discriminazione • Pratiche disciplinari • Orario di lavoro • Salario • Il NONO REQUISITO riguarda il Sistema di Gestione della SA e rispecchia il modello PDCA

  38. LO STANDARD SA 8000. Il processo attuativo, Certificativo ed i Livelli di riconoscimento Per ottenere la certificazione SA 8000, l'organizzazione deve documentare ed applicare i requisiti ivi compresi. La richiesta di una politica con obiettivi, la pianificazione ed attuazione per raggiungere gli obiettivi, la nomina di un rappresentante della Direzione ed infine il riesame periodico sono gli stessi degli altri Sistemi di gestione. Anche qui necessita un Sistema Documentato di Gestione Sociale, separato o integrato in altri (Qualità-ambiente-sicurezza-etica ). Il Processo attuativo è identico a quello degli altri Sistemi di Gestione, cambia solo l’ottica e lo scopo. Anche il sistema di responsabilità sociale segue il PDCA di Deming: PIANIFICAZIONE (plan) (identificazione delle le aree di attività, confronto delle prassi vigenti con i requisiti della SA 8000, individuazione delle prescrizioni legislative/regolamenti, enunciazione degli obiettivi di responsabilità sociale, nomina di un responsabile del sistema di gestione della SA 8000. ATTUAZIONE (do): coinvolgimento della Direzione, coinvolgimento del personale, attività di formazione, attuazione delle procedure ,comunicazione interna od esterna VERIFICA (check): verifica dell'attuazione delle procedure, audit interni RIESAME/MIGLIORAMENTO (act): azioni correttive e preventive, a verifiche ispettive di sorveglianza

  39. LO STANDARD SA 8000. Il processo attuativo, Certificativo ed i Livelli di riconoscimento Collettività/Parti Interessate: Società- Autorità-Consumatori-Comunità – ONG - SINDACATI Fornitore/SubFornitore Organizzazionecertificata Organismo di Certificazione Accreditato Organismo di Accreditamento SAI La conformità alla norma è garantita da una certificazione di parte terza, indipendente, emessa da organismi accreditati

  40. LO STANDARD SA 8000. Il processo attuativo, Certificativo ed i Livelli di riconoscimento Per l'ottenimento della certificazione, devono essere rispettati i seguenti documenti internazionali:

  41. LO STANDARD SA 8000. Il processo attuativo, Certificativo ed i Livelli di riconoscimento • Analisi SWOT per l’impiantabilità di un Sistema di Gestione per la Responsabilità Sociale • SCENARIO: La Responsabilità sociale d’impresa- CSR- a tutt’oggi è promossa prevalentemente da grandi società o multinazionali ma riveste un’importanza per tutti i tipi di imprese e per tutti i settori di attività, dalle PMI alle PMI alle multinazionali: E’ fondamentale che essa sia più ampiamente applicata nell’ambito delle PMI, comprese le microimprese, perché il nell’ambito delle PMI, il loro apporto all’economia e all’occupazione è il più importante. La certificazione etica SA 8000 fornisce uno strumento attraverso cui i compratori e altre parti interessate possono valutare i loro fornitori. Essa è inoltre di natura volontaria ed è stata progettata per adattarsi a relazioni tra produttori e consumatori finali anche complesse. • NATURA DELLA CSR : La Responsabilità sociale d’impresa- CSR- a tutt’oggi è promossa Infine, non è specificamente legata ad alcuna tipologia industriale o di collocazione geografica, quindi è possibile sviluppare diverse interpretazioni dello standard che ne rendono possibile l'applicazione in molteplici situazioni: società di servizi o di produzione, pubbliche o private, profit o no-profit.

  42. LO STANDARD SA 8000. Il processo attuativo, Certificativo ed i Livelli di riconoscimento • Analisi SWOT per l’impiantabilità di un Sistema di Gestione per la Responsabilità Sociale • Un’analisi SWOT dovrebbe consentire in un’azienda o struttura organizzata di valutare in contemporanea • I punti di forza (Strength ) • I Punti di debolezza (Weakness) • Le opportunità (Opportunities) • Rischi (Threats) • Le opportunità più evidenti sono : • Aumento dell'immagine e diminuzione delle tensioni sindacali • Miglior controllo etico sui fornitori • Instaurazione di un "circolo virtuoso • Aumento della Loyalty verso i prodotti • Miglioramento della valutazione secondo lo schema europeo EFQM • Creazione di nuove figure professionali a supporto dei processi inerenti lo sviluppo delle Human Resources

  43. LO STANDARD SA 8000. Il processo attuativo, Certificativo ed i Livelli di riconoscimento Analisi SWOT per l’impiantabilità di un Sistema di Gestione per la Responsabilità Sociale I Rischi più evidenti sono : 1. Compromissione pubblica nel caso di performances deboli , non credibili o non ottenute per niente.  2. Aumento di tensione nei rapporti sindacali 3. Rischi legali per non conformità a leggi 4. Applicazione di forma , non di sostanza , con scarsi risultati di miglioramento 5. Certificazioni blande e concesse in maniera disinvolta 6. Compromissione della figura dell’Ethical Officer e del Management dell’Impresa Per quanto riguarda i fattori chiave che possono essere a seconda dell’Azienda o punti di forza o punti di debolezza sta all’azienda posizionarsi e capire cosa si deve fare prima.

  44. LO STANDARD SA 8000. Il processo attuativo, Certificativo ed i Livelli di riconoscimento I seguenti fattori chiave possono essere un freno o un acceleratore a seconda di come è alimentato il loro sviluppo: - Gestione per processi - Gestione per obbiettivi - Certificabilità reale - Posizionamento all’interno del rispetto di norme e leggi - Orientamento al Cliente - Soddisfazione delle parti interessate all’impresa - Miglioramenti ottenuti con continuità - Livello di formazione manageriale

  45. LO STANDARD SA 8000. Il processo attuativo, Certificativo ed i Livelli di riconoscimento

  46. PARTE II: RESPONSABILITÀ SOCIALE D’IMPRESA LO STANDARD ISO 26000

  47. ISO 26000. Futura norma sulla responsabilità sociale ISO (International Organization for Standardization), costituita nel 1947 comprende oltre 158 enti normatori (31 dicembre 2006) • ISO ha lanciato l’elaborazione della futura ISO26000 che fornirà le linee guida per la responsabilità sociale • ISO 26000 è destinata a tutte le imprese, pubbliche e private di paesi sviluppati e in via di sviluppo • La ISO 26000 porterà alla creazione di valore aggiunto, diffondendo a livello mondiale le migliori pratiche già stabilite

  48. ISO 26000. Struttura organizzativa The ISO WG SR had in November 2007, 406 participating experts, 135 observers from 80 member countries and 37 Liaison organizations.

  49. ISO 26000. Categorie di stakeholder •Industria (imprese ed associazioni) •Governi •Lavoratori •Consumatori •Organizzazioni non governative •Altri stakeholders (Mondo accademico,finanza, ecc..) Ogni Ente di Normazione Nazionale può iscrivere al WG ISO sei rappresentanti delle sei categorie di stakeholders individuate. La leadership dei gruppi è suddivisa fra paesi in via di Sviluppo e Paesi Sviluppati SIS (Swedish Standards Institute) e ABNT (Brazilian Assciation of Technical Standards) si dividono la leadership del ISO WG SR

  50. ISO 26000. STRATEGIC TASK GROUPS • TG 1 Funding and stakeholders engagement: si occupa di trovare finanziamenti per aumentare la possibilità di partecipazione da parte di gruppi con limitate risorse economiche • TG 2 Communication: è incaricato di rendere disponibili le informazioni sul gruppo di lavoro in modo da garantire apertura e trasparenza, di sviluppare gli appositi strumenti per la diffusione delle informazioni • TG 3 Operating procedures: deve lavorare sulla revisione e sulla messa a punto di nuove procedure riguardanti i processi normativi del gruppo di lavoro

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