1 / 19

Cosa racconteremo?

Utrecht Network Staff training workshop: Electronic access and Information Literacy Practices, Information ethics and plagiarsm Reykjavik 17-21 ottobre 2011. Contesto, metodo e principali contenuti del Workshop Cosa ci ha più colpito e interessato Quali spunti per azioni concrete future?.

elsa
Download Presentation

Cosa racconteremo?

An Image/Link below is provided (as is) to download presentation Download Policy: Content on the Website is provided to you AS IS for your information and personal use and may not be sold / licensed / shared on other websites without getting consent from its author. Content is provided to you AS IS for your information and personal use only. Download presentation by click this link. While downloading, if for some reason you are not able to download a presentation, the publisher may have deleted the file from their server. During download, if you can't get a presentation, the file might be deleted by the publisher.

E N D

Presentation Transcript


  1. Utrecht Network Staff training workshop: Electronic access and Information Literacy Practices, Information ethics and plagiarsm Reykjavik 17-21 ottobre 2011

  2. Contesto, metodo e principali contenuti del Workshop Cosa ci ha più colpito e interessato Quali spunti per azioni concrete future? Cosa racconteremo?

  3. L’ Utrecht network organizza diverse iniziative di formazione ,di scambio di esperienze e buone pratiche tra gli studenti, i docenti e il personale delle università associate. Questo però è stato il primo seminario interamente rivolto al personale delle biblioteche! Era anche il centenario della fondazione dell’Università dell’Islanda (1911-2011). L’8 marzo 2011 ho partecipato assieme a una collega dell’Università di Bergen (Norvegia) a Reykjavik ad un incontro preliminare di organizzazione del workshop Premessa e contesto

  4. Questo è stato l’inizio “ludico” il 17 ottobre sera con il primo incontro dei partecipanti che avevano portato cibi e bevande tipici dei propri paesi Il workshop

  5. La prima giornata del programma è stata dedicata alle presentazioni dei colleghi islandesi (la Biblioteca Nazionale e Universitaria; illustrazione della loro base dati sui periodici, Timaris.is; il Progetto islandese di archivio del Web; Gegnir, che è il consorzio del catalogo unico delle biblioteche islandesi; Hvar.is ,portale nazionale d’accesso agli e-journals e BD e il loro DB delle collezioni digitali dei manoscritti e delle antiche mappe Handrit.is) Prima giornata

  6. A fine giornata un simpatico professore ci ha accompagnato in un interessante tour del Campus universitario mostrandoci i ‘gioielli’ di famiglia! prima giornata

  7. La seconda giornata si è svolta presso la scuola d’educazione e durante la mattinata si son svolte le presentazioni dei poster dei partecipanti sulle azioni e i programmi d’information literacy presso le rispettive università: Cristina Nicolae, Graz University Library Efi Emmanouilidou, Aristotle University of Thessaloniki Hilde Wedvich, University of Bergen Library Iveta Gudakovska, Library of the University of Latvia Katalin Bikádi, Eötvös Loránd University, Budapest Mirjam Kotar, University of Ljubljana Triin Kaasik, Academic Library of Tallinn University Veronika Pereckova, Academic Library CU, Slovakia Seconda giornata

  8. Nel pomeriggio oltre alla presentazione delle colleghe ungheresi sulla digitalizzazione del loro catalogo storico abbiamo assistito ad un interessante presentazione sul Writing Center, attivo presso la School of education Seconda giornata

  9. La terza giornata abbiamo ascoltato la presentazione della direttrice del dipartimento di Library and Information Science dell’Università d’Islanda, Agusta Palsdottir, e quindi il mio intervento suddiviso in tre parti: cosa è stato fatto all’interno delle attività del Progetto ‘Formazione utenti’ all’Università di Bologna il resoconto di un’indagine a livello nazionale su IL e biblioteche universitarie che è stata condotta dal Gdl del progetto la scorsa estate e sulla quale uscirà un articolo nell’ultimo numero del 2011 del Bollettino AIB alcune riflessioni sui vantaggi d’integrare l’approccio quantitativo con quello qualitativo quando si analizzano i servizi bibliotecari Infine la collega estone Signe Bachmann e Triin Kaasik di Tallin ci hanno illustrato le loro esperienze di IL e e-learning Il pomeriggio è stato dedicato ai gruppi di lavoro sulle tematiche del seminario Terza giornata

  10. L’ultima giornata è stata dedicata alle tematiche dell’utilizzo ‘etico’ dell’informazione sulle quali si sono incentrate le tre presentazioni della Professoressa Agusta Palsdottir, del collega Vincas Gringas di Vilnius e Roy Lammel dell’Università di Leipzig. In conclusione della giornata e del seminario c’è stato un lavoro collettivo organizzato per gruppi sulle tematiche legate agli sviluppi della professione e sulle possibilità di cooperazione future dei partecipanti. Trovate tutte le presentazioni al seguente link Ultimo giorno

  11. I colleghi che han partecipato al seminario provenivano dai seguenti paesi: Islanda, Norvegia, Italia, Grecia, Lettonia, Estonia, Lituania, Ungheria, Slovenia, Slovacchia, Austria, Germania La realtà che è parsa più avanzata è sicuramente quella norvegese (Università di Bergen); In questa università l’attività di formazione degli utenti è centrale nell’offerta dei servizi bibliotecari ed è inserita nel Piano Strategico dell’università 2007-2010. Secondo anche quanto riferisce Laura Ballestra nel suo recente libro “Information literacy in biblioteca” l’esperienza di Bergen è particolarmente significativa perché collega l’esperienza sul campo dei bibliotecari ad una solida base teorica relativa al modo d’interpretare le ‘competenze informative’ e il ruolo delle biblioteche nel processo d’apprendimento. Quali punti di contatto tra tante realtà diverse?

  12. Tutta l’attività di formazione viene portata avanti con grande coerenza e sistematicità. Infine è dato molto rilievo al nesso tra informazioni e documenti e i diversi ambiti disciplinari sono considerati essenziali nella definizione dei diversi micro-universi informativi I bibliotecari di Bergen tra i due possibili ruoli del bibliotecario (identifier, cioè colui che identifica, o aiuta a identificare le risorse, e counselor, colui che supporta l’apprendimento orientando al problem solving) puntano decisamente sul secondo Inoltre per loro è sempre ben chiara la distinzione di ruoli tra il docente della materia, (academic supervisor) che è la figura di riferimento per il percorso di ricerca vero e proprio, e il bibliotecario che interviene lavorando su ciò che viene definito come ‘scrittura per pensare’, agendo sulla fase iniziale della ricerca per determinare i termini da utilizzare e organizzare funzionalmente e logicamente il percorso (attraverso il brainstorming) . Quali punti di contatto tra tante realtà diverse?

  13. Infine è da segnalare il loro interessante tutorial interattivo che mette in stretta relazione le competenze necessarie per la ricerca bibliografica con quelle necessarie per la scrittura della tesi e/o dei vari papers: Cerca&Scrivi. Infatti nel percorso universitario norvegese i lavori scritti sono il normale strumento attraverso cui vengono valutati gli studenti nel corso dei loro studi Quali punti di contatto tra tante realtà diverse?

  14. Tutti gli altri paesi, compresa l’Islanda sembrano essere ad un livello di sviluppo dei servizi di user education molto simile e condividono problematiche ampiamente comparabili e così riassumibili: In nessuna realtà i corsi sono accreditati in maniera estensiva; il modello più diffuso è quello che vede un mix di corsi accreditati e obbligatori, accanto a corsi accreditati ma opzionali e infine corsi offerti dalle biblioteche (opzionali e senza crediti) I corsi sono quasi sempre differenziati in base alle diverse tipologie di utenti: matricole, laureandi della triennale, laureandi della specialistica, dottorandi, staff, ecc. Anche i modelli di somministrazione dei corsi differiscono tra quelli integrati all’interno di una disciplina (embedded) e quelli proposti dalle biblioteche in autonomia Quali punti di contatto tra tante realtà diverse?

  15. Non sempre la user education copre tutta la gamma di tematiche proprie dell’Information Literacy; più spesso ci si ferma a livello di ‘library istruction’, ossia corsi sull’utilizzo della biblioteca e illustrazione delle modalità d’interrogazione dei cataloghi e delle banche dati; mentre spesso restano esclusi altri argomenti come la selezione e la valutazione della qualità dei risultati recuperati, il loro riutilizzo eticamente e legalmente corretto, gli stili citazionali, i principali metodi di valutazione della qualità della ricerca, sw di gestione bibliografica, ecc. Altro aspetto che ha trovato una larga condivisione è la necessità eopportunità che l’IL venga inclusa nei documenti strategici (a livello nazionale, nelle università, nelle facoltà, ecc.) nei criteri di valutazione e certificazione della qualità e nei principi che definiscono l’eccellenza educativa Quali punti di contatto tra tante realtà diverse?

  16. Tutti hanno concordato e insistito molto sulla necessità e sull’importanza di creare e/o rafforzare alleanze strategiche tra tutti i protagonisti dei processi di studio e apprendimento (docenti e decisori politici) che possono avere un’influenza determinante nel sostenere la necessità di attivare un piano formativo sulle competenze informative Tutti concordano anche sulla necessità di trovare dei metodi efficaci di verifica dell’apprendimento e della ricaduta effettiva della formazione sulle abilità di ricerca degli studenti e sulla loro capacità di muoversi autonomamente nello studio e nella ricerca; in altri termini siamo ancora alla ricerca di una verificabilità dei benefici dei corsi di IL ai fini dell’apprendimento! Tutti convergono sull’opportunità di sviluppare pratiche di condivisione relativamente ai contenuti dei corsi IL, alle metodologie didattiche e ai materiali didattici utilizzati Altro suggerimento condiviso: l’opportunità di valutare le competenze informative degli studenti all’inizio del loro percorso universitario per poter offrire corsi più mirati Quali punti di contatto tra tante realtà diverse?

  17. Necessità di promuovere le competenze informative tra pubblici differenti Necessità di corsi di ‘formazione per formatori’! I bibliotecari non hanno competenze pedagogiche… Quali punti di contatto tra tante realtà diverse?

  18. Iniziative formative non a catalogo: “Il programma Staff Training nell’Ateneo di Bologna come opportunità di sviluppo professionale”10/01/2012 09:00Aula Romei, via delle Belle Arti 42

  19. Alina Renditiso Coordinatrice Biblioteche Area Sociale Area ASDD Alina.renditiso@unibo.it Tel.051-2091475 www.unibo.it

More Related