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sicurezza ed igiene alimentare n.
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SICUREZZA ED IGIENE ALIMENTARE

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  1. SICUREZZA ED IGIENE ALIMENTARE Regione Marche Assessorato Sanità

  2. FINO ALLA META’ DEGLI ANNI ‘90 Il controllo igienico-sanitario degli alimenti è concentrato sul prodotto finito.

  3. DALLA META’ DEGLI ANNI ‘90 I controlli non sono più concentrati sul prodotto, ma sono distribuiti lungo tutto il processo di produzione e le garanzie date dal produttore sono parte non esclusiva ma certamente determinante del sistema sicurezza.

  4. EMERGENZE BSE NUOVI PATOGENI ORMONI PCB, DIOSSINA E ALTRE SOSTANZE CHIMICHE

  5. CRISIIl SISTEMA NON ERA SISTEMA Le emergenze hanno dimostrato la debolezza dell’organizzazione nell’ambito della sicurezza alimentare.

  6. LIBRO BIANCO SULLA SICUREZZA ALIMENTARECommissione delle Comunità EuropeeBruxelles 12 gennaio 2000

  7. E’ necessario dar vita ad un un SISTEMA che individui: 1. L’OBIETTIVO 2. COSA BISOGNA FARE PER RAGGIUNGERLO 3. CHI LO DEVE FARE NEI DIVERSI LIVELLI

  8. I PRINCIPI GENERALI della nuova politica comunitaria sulla sicurezza alimentare sono:- Controlli integrati su tutta la catena alimentare: dalla fattoria allatavola- Interventi basati sull’analisi del rischio;- Responsabilitàdi ogni operatore del settore per i prodotti che importa , trasforma, elabora, commercializza o somministra;- Tracciabilitàdei prodotti in tutte le tappe della catena alimentare;- Cittadini come parte attiva della sicurezzaalimentare:essi hanno diritto ad una informazione chiara e precisa da parte dei poteri pubblici.

  9. Partendo da tali principi l’obiettivo che si pone la nostra Regione è quello di creare, nell’ASUR, un sistema a rete dei servizi di Sanità Veterinaria ed Igiene degli alimenti e della nutrizione delle Zone territoriali con forte coordinamento centrale,per garantire:-uniformità di comportamenti, -tempestività di interventi, -verifica di efficacianel controllo sanitario delle diverse filiere alimentari.

  10. ATTUALMENTE nell’ASUR, diffusi in modo capillare su tutto il territorio regionale, operano nell’ambito della Sanità Pubblica Veterinaria e dell’Igiene degli alimenti e della nutrizione le seguenti professionalità*: * Dati al 30/06/2003 riferiti al personale dei Servizi: Igiene alimenti di origine animale, Sanità animale, Igiene degli allevamenti e delle produzioni zootecniche, Igiene degli alimenti e della nutrizione

  11. INOLTRE -L'Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Umbria e delle Marche (IZS) garantisce al sistema della Sanità Pubblica Veterinaria regionale le prestazioni e la collaborazione tecnico scientifica necessarie all’espletamento delle funzioni con la rete dei suoi laboratori -Ancona (anche Centro nazionale referenza - controllo microb. e chim.molluschi biv.) - Fermo, - Macerata (anche Centro Regionale riferimento - enterobatteri patogeni) - PesaroPresso la Sede di Ancona è inoltre operativol’Osservatorio EpidemiologicoVeterinario Regionale.-L’ARPAMgarantisce l’effettuazione di ricerche di laboratorio su alimenti vegetali e sulle acque potabili prelevate da operatori sanitari dei Servizi di Igiene degli alimenti e della nutrizione.

  12. PER LA RIORGANIZZAZIONE DEL SISTEMA IGIENE e SICUREZZA ALIMENTAREpassaggi fondamentali in parte già in atto, sono:Ulteriore sviluppo del sistema a rete ,attualmente coordinato dal DSPC,con la creazione, a livello della Direzione Tecnica per la Prevenzione Collettiva dell’ASUR, dell’Area Veterinaria, Igiene, Sicurezza e Qualità Nutrizionale degli alimenti che avràfunzione dicoordinamentodei servizi territoriali.Sviluppo di efficaci programmi di sorveglianza e monitoraggio coordinati a livello regionale.Razionalizzazione dei controlli già esistenti con utilizzo di professionalità specialistiche di eccellenza a livello di area vasta. Potenziamento del sistema informativo di Sanità Pubblica Veterinaria ed Igiene Alimenti, con gestione informatizzata delle anagrafi animali.

  13. Per dare un’idea dell’operatività dell’Area diSanità Pubblica Veterinaria e dei Servizi di Igiene degli alimenti e della nutrizione delle Zone Territoriali dell’ASUR si presenta una sintesi, non esaustiva ma significativa di alcune attività svolte, nei seguenti ambiti:1.      Allevamenti animali da reddito2.      Industrie alimentari3.      Piani programmatici regionali di controllo4.      Sistema d’allerta alimenti

  14. 1 .ALLEVAMENTIStato sanitario della popolazione bovinamarchigiana per Brucellosi, Tubercolosi, leucosi bovina enzootica ed ovina per brucellosi:Il controllo degli allevamenti bovini per brucellosi, tubercolosi e leucosi enzootica è obbligatorio su tutto il territorio nazionale. Parimenti è obbligatorio il controllo degli allevamenti ovini per brucellosi.A tal fine vengono svolti specifici piani di monitoraggio.

  15. Consistenza del patrimonio bovino e ovicaprino regionale Stato sanitario popolazione bovina marchigiana

  16. Controlli per Encefalite spongiforme bovina (BSE): Il controllo di questa pericolosa patologia si realizza:A) attraverso una verifica degli alimenti somministrati agli animaliB) attraverso un controllo clinico degli stessiC) attraverso analisi di laboratorio (test rapidi) effettuati su animali macellati o morti in allevamento (c.d. “Sorveglianza Attiva”) In Italia ,dal 2000, l’applicazione del Piano Nazionale di Sorveglianza prevede controlli costanti sull’alimentazione zootecnica (per verificare l’assenza nei mangimi di proteine animali ) e ripetute analisi di laboratorio

  17. Campioni di mangimi zootecnici per ricerca delle proteine animali analizzati nelle Marche – Controllo BSE Test rapidi effettuati nelle Marche nel 2003 – Controllo BSE

  18. 2. INDUSTRIE ALIMENTARITutti gli alimenti di origine animale (carne e prodotti carnei, latte e derivati, prodotti della pesca, uova e miele) sono sottoposti ad unaserie di controlli operati dai Servizi di Sanità Pubblica Veterinaria del SSR. Nelle industrie di alimenti di origine animale a bollo CE è garantita la vigilanza veterinaria permanente.In sostanza, in questi stabilimenti il Veterinario Ufficiale dell’ASUR incaricato del controllo ha la responsabilità di garantire il pienorispetto di tutte le norme igienico sanitarie che consentono la commercializzazione dei prodotti nel territorio comunitario.

  19. Compiti del Veterinario Ufficiale presso gli stabilimenti CE

  20. Alcune norme prevedono frequenze predefinite di controllo, adesempio:

  21. Stabilimenti di macellazione presenti nelle Marche: * a bollo CE, n° di macellazioni illimitato e ambito di commercializzazione comunitario ° bollo nazionale, fino a 1000 UGB e ambito di commercializzazione nazionale Attività dei macelli a capacità industriale e limitata– anno 2003

  22. Attività dei macelli a capacità industriale e limitata – anno 2003

  23. N° stabilimenti di sezionamento, deposito, lavorazione e preparazione carni sottoposti a controllo del veterinario ufficiale N° stabilimenti di produzione prodotti a base di carne,carni macinate e preparazioni di carne, sottoposti a controllo del veterinario ufficiale * senza limite produttivo ° con limite produttivo (fino a 7,5 tonn. di prodotto finito a settimana)

  24. Carni introdotte e lavorate nei laboratori (valore espresso in tonnellate – anno 2003): N° Stabilimenti prodotti della pesca riconosciuti CE:

  25. Prodotti ittici commercializzati ° ° Prodotti ittici commercializzati in tonnellate– anno 2003

  26. L’attività di Sanità Pubblica Veterinaria negli stabilimenticomunitari si integra con l’attività di vigilanzain tutte lealtre fasi delle filiere produttive che va sotto il nome di “controllo ufficiale degli alimenti e bevande”.L’attività riguarda: - la fase produttiva di alimenti di origine vegetale e delle bevande (S.I.A.N.) - le fasi del trasporto, della commercializzazione e della somministrazione di tutti gli alimenti (negozi, supermercati, ristorazione ecc). (S.I.A.N. e S.V.)Scopo del controllo ufficiale è quello di verificare e garantire la conformità dei prodotti alimentari alle disposizioni emanate, dirette a prevenire i rischi per la salute pubblica.

  27. Controlli di igiene e sicurezza alimentare sulle fasi di lavorazione degli alimenti

  28. N° esercizi commerciali presenti nella Regione Marche: Dati ispezioni su attività di ristorazione

  29. Dati campionamenti su prodotti alimentari di origine animale– anno 2003 Dati campionamenti su prodotti alimentari di origine vegetale - anno 2003:

  30. 3. PIANI PROGRAMMATICI REGIONALI DI CONTROLLO3.a Piano residui su alimenti di origine animale Programma di campionamenti casuali su animali ed alimenti di origine animale per la ricerca di sostanze ormonali, antibiotici ed altri contaminanti chimici. 3.b Piano monitoraggio molluschi Programma di campionamenti in mare di molluschi bivalvi, su punti predeterminati e con cadenza individuata per ricerche microbiologico, chimiche e biotossicologiche. 3.c Piano di controllo commercio e impiego prodotti fitosanitari  Programma di controlli ed ispezioni casuali per verificare la regolarità della vendita dei fitosanitari.

  31. 3.d Piano alimentazione animale  Programma di campionamenti casuali su alimenti per animali per la ricerca di farmaci, sostanze ormonali, antibiotici, altri contaminanti chimici ed OGM.3.e  Piano di controllo residui antiparassitari Programma di campionamenti casuali su alimenti vegetali per la ricerca di residui di antiparassitari. 3.f  Piano di controllo radioattività negli alimenti  Programma di campionamenti casuali su alimenti di origine animale e vegetale per monitorare il livello di radioattività.

  32. ALCUNI ESEMPI: Attività relativa al piano residui – anno 2003 Attività piano di controllo commercio e impiego prodotti fitosanitari - anno 2002 :

  33. Piano Monitoraggio Molluschi° ° Dati relativi all’ anno 2003

  34. 4. SISTEMA D’ALLERTALe diverse segnalazioni di allerte alimentari hanno reso indispensabile l’adozione di disposizioni regionali che chiarissero e in maniera inequivocabile le competenze di ciascun soggetto coinvolto nella procedura di allerta. Al fine di coordinare l’attività il 9 ottobre 2003 sono state emanate delle linee guida regionali per la gestione delle allerte alimentari, che definiscono : - quando deve essere attivata l’allerta, - le competenze dei servizi del dipartimento di prevenzione coinvolti, - le competenze della regione, - le modalità verifica delle procedure di ritiro da parte dell’industria alimentare, - lo scambio di informazioni - ed infine quando si può considerare conclusa l’allerta.

  35. Alimento prodotto da una ditta avente sede nel territorio di competenza del Servizio che attiva il sistema di allerta Servizio della Zona territoriale che attiva il sistema d’allerta Acquisizione elenco clienti Il prodotto è distribuito esclusivamente nel territorio di competenza Il prodotto non è stato distribuito esclusivamente nel territorio di competenza Assunzione Provvedimenti conseguenti Assunzione Provvedimenti conseguenti Segnalazione Alla Regione Segnalazione Altre ASL interessate Segnalazione Alla Regione Relazione Finale alla Regione Assunzione Provvedimenti conseguenti

  36. Alimento prodotto da una ditta avente sede fuori della Zona territoriale di competenza Servizio del Dipartimento di Prevenzione che attiva il Sistema d’allerta Segnalazione alla Regione Segnalazione Alla ASL interessata Assunzione Provvedimenti conseguenti Acquisizione elenco Segnalazione Alla Regione interessata Segnalazione altre ASL Relazione finale alla Regione

  37. Grazie per l'attenzione