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Università degli Studi di Ferrara. Centro S.I.S.T.A. Servizi Igiene Sicurezza e Tutela Ambientale. Seminario:. Gestione dei rifiuti in Ateneo PARTE GENERALE. Ferrara, 13/10/2005. Decreto Legislativo 05.02.1997 n. 22 cd Decreto “Ronchi”.

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Presentation Transcript
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Università degli Studi di Ferrara

Centro S.I.S.T.A

Servizi Igiene Sicurezza e Tutela Ambientale

Seminario:

Gestione dei rifiuti in Ateneo

PARTE GENERALE

Ferrara, 13/10/2005

slide2

Decreto Legislativo 05.02.1997 n. 22

cd Decreto “Ronchi”

Attuazione delle direttive 91/156/CEE sui rifiuti, 91/689/CEE sui rifiuti pericolosi e 94/62/CE sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio

  • E’ LA LEGGE QUADRO CHE DISCIPLINA IL CAMPO DEI RIFIUTI

FISSA I PRINCIPI GENERALI

slide3

NUOVO APPROCCIO - INNOVAZIONI

1)

Principio ispiratore

QUANTITA’

PREVENZIONE nella PRODUZIONE dei RIFIUTI

PERICOLOSITA’

2)

Valorizzazione del rifiuto

1 REIMPIEGO

RECUPERO dei RIFIUTI

2 RICICLAGGIO

3 RECUPERO di MATERIA

4 RECUPERO DI ENERGIA

3)

“Costituisce la fase residuale della gestione dei rifiuti, i rifiuti da avviare allo smaltimento devono essere il più possibile ridotti potenziando la prevenzione e le attività di riutilizzo, di riciclaggio e di recupero”

SMALTIMENTO

slide4

CLASSIFICAZIONE DEI RIFIUTI

RIFIUTI

secondo la provenienza

URBANI

SPECIALI

secondo le caratteristiche di pericolosità

PERICOLOSI

NON

PERICOLOSI

PERICOLOSI

NON

PERICOLOSI

slide5

L’UNIVERSITA’ di Ferrara:

Svolgendo attività di servizio, è un

PRODUTTORE DI RIFIUTI SPECIALI

PRODUTTORE DI RIFIUTI URBANI

(Rifiuti speciali assimilati agli urbani)

slide6

Università degli Studi di Ferrara

Centro S.I.S.T.A

Servizi Igiene Sicurezza e Tutela Ambientale

Il S.I.S.T.A. nasce anche per ottemperare

agli OBBLIGHI previsti dal RONCHI

per i PRODUTTORI di RIFIUTI

slide7

CHE COS’E’ IL SISTA?

  • Il Servizio di Igiene, Sicurezza e Tutela Ambientale è stato istituito il 1 aprile 1998 dall'Università degli Studi di Ferrara, per riunire in un' unica struttura:
  • il "Servizio di protezione e prevenzione"
  • il "Servizio smaltimento rifiuti speciali"

Dal 1 gennaio 2004 il S.I.S.T.A. è stato trasformato da “servizio” in

“Centro Servizi d’Ateneo”

slide8

Il 27 marzo 2000, è stato approvato in Consiglio di Amministrazione il:

“Regolamento per la gestione

dei rifiuti in Ateneo”

slide9

Regolamento per la gestione dei rifiuti prodotti presso

l’Università di Ferrara

Articolo 1 Campo di applicazione

Il presente Regolamento si applica a tutte le tipologie di rifiuto prodotte durante l’attività di ricerca, didattica, servizio, con esclusione degli effluenti gassosi emessi nell’atmosfera (203/88) ed i liquidi immessi nel sistema fognario (152/99), in quanto specificamente normati.

Articolo 2 Definizioni

  • Produttore: il dirigente od il responsabile della struttura in cui si svolge l’attività che produce rifiuti.
  • Referente periferico: persona incaricata dal responsabile di struttura della gestione dei rapporti con il Centro S.I.S.T.A.
slide10

REFERENTI PERIFERICI

Al Direttore/Responsabile di ogni singola struttura (produttore)

è consigliato

di nominare un referente periferico affinché possa

collaborare con il Centro SISTA per gestire

al meglio i rifiuti della struttura di pertinenza,

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SISTA

REFERENTE

PERSONALE

DIRETTORE

  • Responsabile dei rifiuti prodotti nella propria struttura
  • Onere economico

- Divulgazione procedure operative per un corretto comportamento nella gestione dei rifiuti

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Regolamento per la gestione dei rifiuti prodotti presso

l’Università di Ferrara

Art. 3 Competenze

PRODUTTORI:

1) identificazione e codifica dei rifiuti secondo quanto previsto dalla specifica procedura interna

(Procedure 1 e 5)

2) esecuzione delle operazioni di disinfezione e/o sterilizzazione dei rifiuti biologici (“Approfondimenti”)

(Procedura 6)

3) la corretta etichettatura, imballaggio o confezione dei rifiuti

(Procedura 2)

slide13

Regolamento per la gestione dei rifiuti prodotti presso

l’Università di Ferrara

Art. 3 Competenze

PRODUTTORI:

4) messa in sicurezza del rifiuto prima delle operazioni di stoccaggio provvisorio

(Procedura 8)

5) la movimentazione dei rifiuti dal luogo di produzione al sito di deposito temporaneo

(Procedura 3)

6) la raccolta differenziata e finalizzata dei rifiuti

(Procedura 4)

slide14

Regolamento per la gestione dei rifiuti prodotti presso

l’Università di Ferrara

Art. 3 Competenze

S.I.S.T.A.:

deve provvedere alle operazioni di invio a recupero e/o smaltimento dei rifiuti prodotti dall’Ateneo per conto dei produttori dei rifiuti

(-gestione diretta depositi temporanei,

-compilazione e tenuta registri di carico e scarico, formulari e MUD, -emanazione procedure,

-formazione/informazione referenti, ecc…)

slide15

Allegato al Regolamento d’Ateneo:

“Manuale delle Procedure operative”

slide16

OBIETTIVI

Lo scopo del presente Manuale è quello di fornire, indistintamente a tutto il personale strutturato ed a tutti gli utenti dell’Università di Ferrara, tutte le informazioni necessarie al fine di ottimizzare la gestione dei rifiuti applicando la normativa vigente.

Siamo quindi chiamati tutti a collaborare con senso di responsabilità, anche se è opportuno ricordare che le responsabilità tecnico-giuridiche relative alla predisposizione di adeguati strumenti affinché le procedure possano essere applicate all’interno di ogni struttura, sono poste a carico dei Direttori di Dipartimento/ Responsabili di Sezione, e del personale avente qualifica dirigenziale.

Anche gli oneri relativi alle attività di smaltimento dei rifiuti sono sempre a carico del produttore e, per violazioni alla normativa che regolamenta la gestione dei rifiuti, sono previste sanzioni sia di tipo amministrativo che penale.

competenze dei produttori identificazione e codifica dei rifiuti
Competenze dei produttori:identificazione e codifica dei rifiuti

PROCEDURA 1

SOLO CHI PRODUCE IL RIFIUTO SA CON PRECISIONE COSA CONTIENE

e quindi è in grado di codificarlo correttamente ovvero attribuirgli un codice CER

Il Sista si rende comunque sempre disponibile a fornire tutte le informazioni necessarie alla corretta codifica.

slide18

COME SI FA A CODIFICARE UN RIFIUTO?

Codifica dei rifiuti

codice CER

  • ELENCO CER: Allegato “A “alla direttiva Ministero Ambiente del 9/4/2002
  • CER: Codice Europeo Rifiuto

Codice senza asterisco = rifiuto non pericoloso

Codice con asterisco* = rifiuto pericoloso

slide19
Il codice C.E.R. è composto da sei cifre, le quali hanno i sottoindicati significati:

- La prima coppia di cifre (da 00 a 20) rappresenta la classe ed individua il processo produttivo

- La seconda coppia di cifre (da 01 a 09) rappresenta la sottoclasse ed individua l’attività produttiva;

- La terza coppia di cifre (da 01 a 99) rappresenta la categoria cioè individua la tipologia di del rifiuto.

slide20

ESEMPIO

  • Il CODICE C.E.R. 07 07 03 *

viene individuato come segue:

  • 07 rifiuti dei processi chimici organici
  • 07 07 rifiuti della produzione, formulazione, fornitura ed uso di prodotti della chimica fine di prodotti chimici non specificati altrimenti
  • 07 07 03 solventi organici alogenati, soluzioni di lavaggio ed acque madri
slide21

CER in convenzione

(PROCEDURA 5)

RIFIUTI SPECIALI PERICOLOSI

06 RIFIUTI DEI PROCESSI CHIMICI INORGANICI

06 01 Rifiuti della produzione, formulazione, fornitura ed uso di acidi

06 01 06* Altri acidi

(con questo codice possiamo classificare soluzioni acide, reagenti acidi, recipienti-contenitori-vetreria contaminati da tali sostanze).

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CER in convenzione

(PROCEDURA 5)

RIFIUTI SPECIALI PERICOLOSI

06 02 Rifiuti della produzione, formulazione, fornitura ed uso di basi

06 02 05* Altre basi

(con questo codice possiamo classificare soluzioni basiche, reagenti basici, recipienti-contenitori-vetreria contaminati da tali sostanze).

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CER in convenzione

(PROCEDURA 5)

RIFIUTI SPECIALI PERICOLOSI

06 03 Rifiuti della produzione, formulazione, fornitura ed uso di sali, loro soluzioni e ossidi metallici

06 03 11* Sali e loro soluzioni contenenti cianuri

(con questo codice possiamo classificare: sali inorganici commerciali contenenti il gruppo CN non più utilizzabili; sali prodotti in laboratorio, inoltre: filtri, supporti, materiale cartaceo e stracci; recipienti (contenitori, vetreria, ecc.) contaminati da tali sostanze inorganiche, soluzioni acquose basiche contenenti sali con cianuro.

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CER in convenzione

(PROCEDURA 5)

RIFIUTI SPECIALI PERICOLOSI

06 03 13* Sali e loro soluzioni, contenenti metalli pesanti

(con questo codice possiamo classificare: filtri, supporti, materiale cartaceo e stracci sporchi di sostanze inorganiche; recipienti (contenitori, vetreria, ecc.) sporchi di sostanze inorganiche, soluzioni acquose acide o basiche contenenti sali di metalli pesanti e reagenti inorganici di laboratorio, miscela solfocromica).

slide25

CER in convenzione

(PROCEDURA 5)

RIFIUTI SPECIALI PERICOLOSI

07 RIFIUTI DA PROCESSI CHIMICI ORGANICI

07 07 Rifiuti da produzione, formulazione, fornitura ed uso di prodotti della chimica fine e prodotti chimici non specificati altrimenti

07 07 03* Solventi organici ALOGENATI, soluzioni di lavaggio ed acque madri

(con questo codice possiamo classificare qualsiasi solvente alogenato o miscela di solventi alogenati proveniente da preparazione, estrazione, separazione, purificazione e analisi di sostanze organiche; soluzioni da lavaggio di vetreria e recipienti vari, sporchi di sostanze organiche alogenate, reagenti organici alogenati di laboratorio in soluzione acquosa).

slide26

CER in convenzione

(PROCEDURA 5)

RIFIUTI SPECIALI PERICOLOSI

07 07 04* Altri solventi organici, soluzioni di lavaggio e acque madri

(con questo codice possiamo classificare qualsiasi solvente NON alogenato o miscela di solventi NON alogenati proveniente da preparazione, estrazione, separazione, purificazione e analisi di sostanze organiche; soluzioni da lavaggio di vetreria e recipienti vari, sporchi di sostanze organiche NON alogenate, reagenti organici NON alogenati di laboratorio in soluzione acquosa).

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CER in convenzione

(PROCEDURA 5)

RIFIUTI SPECIALI PERICOLOSI

07 07 08* Altri fondi e residui di reazione

(con questo codice possiamo classificare filtri, supporti, materiale cartaceo o stracci sporchi di sostanze organiche; anidrificanti e supporti cromatografici contenenti sostanze organiche; recipienti, contenitori, vetreria, eccetera, sporchi di sostanze organiche; resine scambiatrici esaurite; composti organici commerciali non più utilizzabili)

slide28

CER in convenzione

(PROCEDURA 5)

RIFIUTI SPECIALI PERICOLOSI

08 RIFIUTI DA PRODUZIONE, FORMULAZIONE, FORNITURA ED USO DI RIVESTIMENTI (PITTURE, VERNICI, E SMALTI VETRATI),ADESIVI, SIGILLANTI ED INCHIOSTRI PER STAMPA

08 03 Rifiuti della produzione, formulazione, fornitura ed uso di inchiostri per stampa

08 03 12* Scarti di inchiostro contenenti sostanze pericolose

(con questo codice possiamo classificare scarti di inchiostro liquido, filtri, supporti, materiale cartaceo o stracci, sporchi di tali inchiostri).

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CER in convenzione

(PROCEDURA 5)

RIFIUTI SPECIALI PERICOLOSI

09 RIFIUTI DELL'INDUSTRIA FOTOGRAFICA

09 01 Rifiuti dell'industria fotografica

09 01 01* Soluzioni di sviluppo ed attivanti a base acquosa

09 01 04* Soluzioni fissative

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CER in convenzione

(PROCEDURA 5)

RIFIUTI SPECIALI PERICOLOSI

13 OLI ESAURITI E RESIDUI DI COMBUSTIBILI LIQUIDI

13 08 Rifiuti di oli non specificati altrimenti

13 08 02* Altre emulsioni

(con questo codice possiamo classificare oli da pompe da vuoto, oli di compressori, ecc.)

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CER in convenzione

(PROCEDURA 5)

RIFIUTI SPECIALI PERICOLOSI

15 RIFIUTI DI IMBALLAGGIO, ASSORBENTI, STRACCI, MATERIALI FILTRANTI E INDUMENTI PROTETTIVI (NON SPECIFICATI ALTRIMENTI)

15 02 Assorbenti, materiali filtranti, stracci e indumenti protettivi

15 02 02*Assorbenti, materiali filtranti (inclusi filtri dell’olio non specificati altrimenti), stracci e indumenti protettivi, contaminati da sostanze pericolose

slide32

CER in convenzione

(PROCEDURA 5)

RIFIUTI SPECIALI PERICOLOSI

16 RIFIUTI DI NON SPECIFICATI ALTRIMENTI NELL’ELENCO

16 02 Scarti provenienti da apparecchiature elettriche ed elettroniche

16 02 13* apparecchiature fuori uso contenenti componenti pericolosi diversi da quelli di cui alle voci da 160209* a 160212*

(in questa categoria consideriamo tutti i computer, monitor e periferiche, nonché vecchie strumentazioni comunque bonificate dalla presenza di liquidi di ogni genere)

slide33

CER in convenzione

(PROCEDURA 5)

RIFIUTI SPECIALI PERICOLOSI

  • 18 RIFIUTI PRODOTTI DAL SETTORE SANITARIO E VETERINARIO O DA ATTIVITA’ DI RICERCA COLEGATE
  • 18 01 Rifiuti dei reparti di maternità e rifiuti legati a diagnosi, trattamento e prevenzione delle malattie negli esseri umani
  • 18 01 03* Rifiuti che devono essere raccolti e smaltiti applicando precauzioni particolari per evitare infezioni
  • 18 02 Rifiuti legati alle attività di ricerca e diagnosi, trattamento e prevenzione delle malattie negli animali
  • 02 02* Rifiuti che devono essere raccolti e smaltiti applicando precauzioni particolari per evitare infezioni
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CER in convenzione

(PROCEDURA 5)

RIFIUTI SPECIALI PERICOLOSI

18 02 05* Sostanze chimiche pericolose o contenenti sostanze pericolose

Con questo codice vengono classificati tutti o quasi i prodotti chimici o farmaceutici in disuso e di difficile identificazione, nonché i contenitori che ne contengono tracce.

“(Approfondimenti)”

slide35

CER in convenzione

(PROCEDURA 5)

RIFIUTI “SPECIALI” PERICOLOSI

20 RIFIUTI URBANI (RIFIUTI DOMESTICI E ASSIMILABILI PRODOTTI DA ATTIVITA’ COMMERCIALI E INDUSTRIALI NONCHE’ DALLE ISTITUZIONI) INCLUSI I RIFIUTI DELLA RACCOLTA DIFFERENZIATA

20 01 Frazioni oggetto di raccolta differenziata (tranne 15 01)

20 01 21* tubi fluorescenti ed altri rifiuti contenenti mercurio.

20 01 23* apparecchiature fuori uso contenenti clorofluorocarburi (frigo, freezer,condizionatori)

20 01 31* medicinali citotossici e citostatici

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CER in convenzione

(PROCEDURA 5)

RIFIUTI SPECIALI NON PERICOLOSI

16 RIFIUTI DI NON SPECIFICATI ALTRIMENTI NELL’ELENCO

16 02 Scarti provenienti da apparecchiature elettriche ed elettroniche

16 02 14 Apparecchiature fuori uso diverse da quelle di cui alle voci da 160209* a 160213* pericolosi

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CER in convenzione

(PROCEDURA 5)

RIFIUTI SPECIALI NON PERICOLOSI

20 RIFIUTI URBANI (RIFIUTI DOMESTICI E ASSIMILABILI PRODOTTI DA ATTIVITA’ COMMERCIALI E INDUSTRIALI NONCHE’ DALLE ISTITUZIONI) INCLUSI I RIFIUTI DELLA RACCOLTA DIFFERENZIATA

20 01 Frazioni oggetto di raccolta differenziata (tranne 15 01)

20 01 40 Metallo (imballaggi , mobilio , scarti metallici ,ecc.)

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CER in convenzione

(PROCEDURA 5)

RIFIUTI SPECIALI NON PERICOLOSI

20 01 38 Legno non contaminato da sostanze pericolose e diverso da quello di cui alla voce 200137* (voce a specchio del 200137*) (imballaggi , mobilio, legname , cassette , scarti legnosi , arredi, ecc…)

20 03 Altri rifiuti urbani

20 03 07 Rifiuti ingombranti

definizione di rifiuto
Definizione di rifiuto:

Qualsiasi sostanza o oggetto che rientra nelle categorie riportate all’allegato A della Direttiva del Ministero dell’Ambiente del 9 aprile 2002

e di cui il detentore si disfi o abbia deciso o abbia l’obbligo di disfarsi”.

slide40

Alcuni rifiuti vengono smaltiti passando direttamente dal luogo di produzione al mezzo di trasporto, altri vengono prima stoccati presso il deposito temporaneo di pertinenza.

Tutte le movimentazioni di rifiuti, devono essere preventivamente concordate, nonché di seguito svolte, con i tecnici del Centro SISTA.

slide41

RIFIUTI CHE NON PASSANO ATTRAVERSO IL DEPOSITO TEMPORANEO

In quanto diventano rifiuti quando li smaltiamo

VECCHI ARREDI

FRIGORIFERI

MONITOR

LEGNO

FERRO

PC

TASTIERE

MATERIALE INERTE

ECC…

slide42

RIFIUTI CHE PASSANO ATTRAVERSO IL DEPOSITO TEMPORANEO

In quanto diventano rifiuti quando viene riempito sigillato ed etichettato il relativo contenitore

TUTTI QUELLI DERIVANTI DALLE ATTIVITA’ DI RICERCA MEDICO-SCIENTIFICA, CHE VENGONO RACCOLTI NEGLI APPOSITI FUSTI E TANICHE FORNITI DAL SISTA

competenze dei produttori imballaggio ed etichettatura
Competenze dei produttori:Imballaggio edEtichettatura

PROCEDURA 2

Il Sista fornisce ai produttori:

  • i fusti e le taniche per contenere i rifiuti
  • le schede di identificazione rifiuto

La scheda di identificazione è predisposta in due formati:

  • una in formato A5 adesiva, di colore giallo, che il produttore deve apporre sull’imballo
  • una in formato A4 in tre copie cartacee autoricalcanti, delle quali, la prima deve essere consegnata al Sista al momento del passaggio del rifiuto
slide45

ELENCO DELLE FRASI DI RISCHIO R

(normativa sostanze pericolose)

R1 Esplosivo allo stato secco.

R2 Rischio di esplosione per urto, sfregamento, fuoco o altre sorgenti d'ignizione.

R3 Elevato rischio di esplosione per urto, sfregamento, fuoco o altre sorgenti d'ignizione.

R4 Forma composti metallici esplosivi molto sensibili.

R5 Pericolo di esplosione per riscaldamento.

R6 Esplosivo a contatto o senza contatto con l'aria.

R7 Può provocare un incendio.

R8 Può provocare l'accensione di materie combustibili.

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R9 Esplosivo in miscela con materie combustibili.

R10 Infiammabile.

R11 Facilmente infiammabile.

R12 Estremamente infiammabile.

R14 Reagisce violentemente con l'acqua.

R15 A contatto con l'acqua libera gas estremamente infiammabili.

R16 Pericolo di esplosione se mescolato con sostanze comburenti.

R17 Spontaneamente infiammabile all'aria.

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R18 Durante l'uso può formare con aria miscele esplosive/infiammabili.

R19 Può formare perossidi esplosivi.

R20 Nocivo per inalazione.

R21 Nocivo a contatto con la pelle.

R22 Nocivo per ingestione.

R23 Tossico per inalazione.

R24 Tossico a contatto con la pelle.

R25 Tossico per ingestione.

R26 Molto tossico per inalazione.

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R27 Molto tossico a contatto con la pelle.

R28Molto tossico per ingestione.

R29 A contatto con l'acqua libera gas tossici.

R30 Può divenire facilmente infiammabile durante l'uso.

R31 A contatto con acidi libera gas tossico.

R32 A contatto con acidi libera gas altamente tossico.

R33 Pericolo di effetti cumulativi.

R34 Provoca ustioni.

R35 Provoca gravi ustioni.

R36 Irritante per gli occhi.

R37 Irritante per le vie respiratorie.

R38 Irritante per la pelle.

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R39 Pericolo di effetti irreversibili molto gravi.

R40 Possibilità di effetti cancerogeni - Prove insufficienti.

R41 Rischio di gravi lesioni oculari.

R42 Può provocare sensibilizzazione per inalazione.

R43 Può provocare sensibilizzazione per contatto con la pelle.

R44 Rischio di esplosione per riscaldamento in ambiente confinato.

R45 Può provocare il cancro.

R46 Può provocare alterazioni genetiche ereditarie.

R48 Pericolo di gravi danni per la salute in caso di esposizione prolungata.

slide50

R49 Può provocare il cancro per inalazione.

R50 Altamente tossico per gli organismi acquatici.

R51 Tossico per gli organismi acquatici.

R52 Nocivo per gli organismi acquatici.

R53 Può provocare a lungo termine effettivi negativi per l'ambiente acquatico.

R54 Tossico per la flora.

R55 Tossico per la fauna.

R56 Tossico per gli organismi del terreno.

R57 Tossico per le api.

R58 Può provocare a lungo termine effetti negativi per l'ambiente.

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R59 Pericoloso per lo strato di ozono.

R60 Può ridurre la fertilità.

R61 Può danneggiare i bambini non ancora nati.

R62 Possibile rischio di ridotta fertilità.

R63 Possibile rischio di danni ai bambini non ancora nati.

R64 Possibile rischio per i bambini allattati al seno.

R65 Può causare danni polmonari se ingerito.

R66 L’esposizione ripetuta può provocare secchezza e screpolatura della pelle.

R67 L’inalazione dei vapori può provocare sonnolenza e vertigini.

R68 Possibilità di effetti irreversibili.

  • COMBINAZIONI DELLE FRASI DI RISCHIO R
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ELENCODEI CONSIGLI DI PRUDENZA S

S1 Conservare sotto chiave.

S2 Conservare fuori della portata dei bambini.

S3 Conservare in luogo fresco.

S4 Conservare lontano da locali di abitazione.

S5 Conservare sotto (liquido appropriato da indicarsi da parte del fabbricante).

S6 Conservare sotto (gas inerte da indicarsi da parte del fabbricante).

S7 Conservare il recipiente ben chiuso.

S8 Conservare al riparo dall'umidità.

S9 Conservare il recipiente in luogo ben ventilato.

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S12 Non chiudere ermeticamente il recipiente.

S13 Conservare lontano da alimenti o mangimi e da bevande.

S14 Conservare lontano da (sostanze incompatibili da precisare da parte del produttore).

S15 Conservare lontano dal calore.

S16 Conservare lontano da fiamme e scintille - Non fumare.

S17 Tenere lontano da sostanze combustibili.

S18 Manipolare ed aprire il recipiente con cautela.

S20 Non mangiare nè bere durante l'impiego.

S21 Non fumare durante l'impiego.

S22 Non respirare le polveri.

S23 Non respirare i gas/fumi/vapori/aerosol [termine(i) appropriato(i) da precisare da parte del produttore].

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S24 Evitare il contatto con la pelle.

S25 Evitare il contatto con gli occhi.

S26 In caso di contatto con gli occhi, lavare immediatamente e abbondantemente con acqua e consultare il medico.

S27 Togliersi di dosso immediatamente gli indumenti contaminati.

S28 In caso di contatto con la pelle lavarsi immediatamente ed abbondantemente (con prodotti idonei da indicarsi da parte del fabbricante).

S29 Non gettare i residui nelle fognature.

S30 Non versare acqua sul prodotto.

S33 Evitare l'accumulo di cariche elettrostatiche.

S35 Non disfarsi del prodotto e del recipiente se non con le dovute precauzioni.

S36 Usare indumenti protettivi adatti.

S37 Usare guanti adatti.

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S38 In caso di ventilazione insufficiente, usare un apparecchio respiratorio adatto.

S39Proteggersi gli occhi/la faccia.

S40 Per pulire il pavimento e gli oggetti contaminati da questo prodotto, usare... (da precisare da parte del produttore).

S41 In caso di incendio e/o esplosione non respirare i fumi.

S42 Durante le fumigazioni/polimerizzazioni usare un apparecchio respiratorio adatto [termine(i) appropriato(i) da precisare da parte del produttore].

S43 In caso di incendio usare... (mezzi estinguenti idonei da indicarsi da parte del fabbricante. Se l'acqua aumenta il rischio precisare "Non usare acqua").

S45In caso di incidente o di malessere consultare immediatamente il medico (se possibile, mostrargli l'etichetta).

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S46 In caso d'ingestione consultare immediatamente il medico e mostrargli il contenitore o l'etichetta.

S47Conservare a temperatura non superiore a... °C (da precisare da parte del fabbricante).

S48 Mantenere umido con... (mezzo appropriato da precisare da parte del fabbricante).

S49 Conservare soltanto nel recipiente originale.

S50 Non mescolare con... (da specificare da parte del fabbricante).

S51Usare soltanto in luogo ben ventilato.

S52Non utilizzare su grandi superfici in locali abitati.

S53 Evitare l'esposizione - procurarsi speciali istruzioni prima dell'uso.

S56 Smaltire questo materiale e relativi contenitori in un punto di raccolta rifiuti pericolosi o speciali autorizzato.

S57 Usare contenitori adeguati per evitare l'inquinamento ambientale.

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S59Richiedere informazioni al produttore/fornitore per il recupero/riciclaggio.

S60Questo materiale e il suo contenitore devono essere smaltiti come rifiuti pericolosi.

S61 Non disperdere nell'ambiente. Riferirsi alle istruzioni speciali schede informative in materia di sicurezza.

S62 Non provocare il vomito: consultare immediatamente il medico e mostrargli il contenitore o l'etichetta.

S63 In caso di incidente per inalazione, allontanare l’infortunato dalla zona contaminata e mantenerlo a riposo

S64In caso di ingestione sciacquare la bocca con acqua (solamente se l’infortunato è cosciente).

  • COMBINAZIONI DEI CONSIGLI DI PRUDENZA S
movimentazione rifiuti dal luogo di produzione al deposito temporaneo
Movimentazione rifiuti dal luogo di produzione al deposito temporaneo

PROCEDURA 3

IL REFERENTE CONTATTA IL SISTA per richiedere l’accesso al deposito temporaneo, quindi provvede al trasporto.

Il SISTA controlla che il rifiuto sia correttamente sigillato ed etichettato, quindi lo prende ufficialmente in carico alla consegna della scheda di identificazione

Il Centro SISTA provvede a gestire i depositi temporanei seguendo le prescrizioni di legge.

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ASSENZA DI DEPOSITO TEMPORANEO:

In tutte le strutture dove non è presente un deposito temporaneo, il rifiuto deve essere smaltito non appena è stato prodotto,

a prescindere dalla tipologia del rifiuto

E’ cura del referente contattare il SISTA per comunicare l’avvenuta o la prossima produzione di rifiuti.

Il SISTA provvederà, pertanto a gestire la situazione in funzione delle diversità delle varie strutture

competenze dei produttori norme minime di igiene e sicurezza
Competenze dei produttori:Norme minime di igiene e sicurezza

PROCEDURA 8

In attesa di trasportare il rifiuto nei depositi temporanei, lo stesso deve essere messo in sicurezza tenendo conto del contenuto

Nei depositi temporanei si stoccano solo rifiuti contenuti in fusti o taniche

SIGILLATI ERMETICAMENTE

competenze dei produttori norme minime di igiene e sicurezza64
Competenze dei produttori:Norme minime di igiene e sicurezza

PROCEDURA 8

E’ VIETATO

  • miscelare categorie diverse di rifiuti pericolosi, ovvero rifiuti pericolosi con rifiuti non pericolosi; nonché sostanze incompatibili o che reagiscono tra di loro sviluppando gas e vapori, potenzialmente tossici od esplosivi;
  • l’abbandono e il deposito incontrollato di rifiuti sul suolo, nel suolo e nelle acque superficiali e sotteranee.
competenze dei produttori norme minime di igiene e sicurezza65
Competenze dei produttori:Norme minime di igiene e sicurezza

PROCEDURA 8

E’ CONSIGLIABILE

  • Consultare le Schede di Sicurezza delle sostanze che hanno dato origine al rifiuto,
  • Indossare il camice ed utilizzare i dispositivi di protezione individuale idonei;
  • Evitare le condizioni che possono dare origine alla combustione: presenza di fiamme, scintille elettriche, contatto con superfici calde (autoaccensione).
quali costi per il produttore
QUALI COSTI PER IL PRODUTTORE ?

Attualmente è in essere una convenzione con HERA SpA, con la quale abbiamo fissato sino al 31/12/07 il costo al Kg. per lo smaltimento delle diverse tipologie di rifiuto

Il costo di smaltimento è comprensivo di tutte le spese di trasporto

quali costi per il produttore67
QUALI COSTI PER IL PRODUTTORE ?

TUTTI I COSTI SI POSSONO TROVARE NELL’AREA RISERVATA DEL SITO INTERNET DEL SISTA

www.unife.it/sista

i direttori di dipartimento/centro ed i responsabili di struttura hanno a disposizione una password per entrare nell’area riservata

procedure contabili
PROCEDURE CONTABILI

RIFIUTI CHE PASSANO DAL DEPOSITO TEMPORANEO

Le strutture non conoscono preventivamente le date degli smaltimenti relativi ai rifiuti che hanno precedentemente consegnato nei depositi, pertanto il Centro SISTA:

invia alle strutture interessate una comunicazione di avvenuto smaltimento

Paga la fattura

Invia alle strutture interessate una nota di addebito affinchè provvedano ad inoltrare in ragioneria il trasferimento della cifra indicata

n 3 note di addebito annuali
n.3 note di addebito annuali

Periodo gennaio-giugno

(inviata in luglio/agosto dopo aver pagato le fatture relative)

Periodo luglio-novembre

(inviata in dicembre dopo aver pagato le fatture relative)

Mese di dicembre

(inviata in dicembre prima di aver pagato le fatture, ma su dati certi, per facilitare la chiusura dei bilanci)

procedure contabili70
PROCEDURE CONTABILI

RIFIUTI CHE NON PASSANO DAL DEPOSITO TEMPORANEO

Le strutture richiedono uno smaltimento dedicato, che viene concordato col Centro SISTA quindi il SISTA può girare direttamente alla struttura la fattura inviatagli da Hera

raccolta differenziata dei rifiuti assimilati agli urbani
Raccolta differenziata dei rifiuti assimilati agli urbani

PROCEDURA 4

I referenti devono monitorare la raccolta differenziata di carta e vetro pulito presso la struttura di pertinenza secondo quanto previsto dai programmi di raccolta attualmente in vigore presso il nostro Ateneo

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Naturalmente la carta ed il vetro, possono essere raccolti in maniera differenziata solo se privi di impurità

CARTA = no copertine plastificate, no residui di legno e polestirolo negli imballi di cartone ecc…

VETRO = le bottiglie che hanno contenuto sostanze pericolose devono essere bonificate e l’etichetta deve essere tolta o cancellata.

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La raccolta differenziata effettuata

NON correttamente,

genera un rifiuto diverso che come tale deve essere gestito

Esempi non esaustivi

carta + scarti alimentari = rifiuto urbano

carta + legno = rifiuto speciale non pericoloso

vetro pulito + vetro sporcodi residui di sostanze chimiche=

rifiuto speciale pericoloso

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Dal 2000 ad oggi, sono stati distribuiti in tutto l’Ateneo, circa 100 contenitori per la raccolta differenziata della carta e del vetro

Una eventuale nuova richiesta deve essere inoltrata ai tecnici del Centro SISTA, i quali la girano ad Hera

Prima

di inoltrare nuove richieste, stimare con attenzione la produzione potenziale, e valutare la possibilità di usufruire eventualmente del contenitore collocato nella struttura adiacente

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ISOLA ECOLOGICA-Hera di Via Cesare Diana

Possono conferire in Isola Ecologica, per le tipologie di rifiuto previste, esclusivamente:

-i privati cittadini (muniti di autodichiarazione della provenienza del rifiuto), per i quali il servizio è gratuito;

-aziende e società private convenzionate con Hera, munite del Formulario e dell’autorizzazione allo smaltimento da parte di Hera, per i quali il servizio è a pagamento.

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RIFIUTI URBANI

1) i rifiuti domestici, anche ingombranti, provenienti da locali e luoghi adibiti ad uso di civile abitazione;

2) i rifiuti provenienti dallo spazzamento delle strade;

3) i rifiuti di qualunque natura o provenienza, giacenti sulle strade e aree pubbliche o sulle strade e aree private comunque soggette a uso pubblico o sulle spiagge marittime e lacuali e sulle rive dei corsi d’acqua;

4) i rifiuti vegetali provenienti da aree verdi, quali giardini, parchi e aree cimiteriali;

5) i rifiuti provenienti da esumazioni ed estumulazioni, nonché gli altri rifiuti provenienti da attività cimiteriale

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6)I RIFIUTI SPECIALI ASSIMILATI AGLI URBANI

Esempi: CARTA, VETRO, PLASTICA, TONER

Sarebbero speciali per la provenienza ma diventano urbani perché assimilati dal Comune attraverso il:

“Regolamento per la gestione dei rifiuti urbani e la disciplina della raccolta differenziata dei rifiuti urbani e speciali”

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I RIFIUTI SPECIALI ASSIMILATI AGLI URBANI

Ai sensi del Ronchi, l’assimilazione deve avvenire attraverso una delibera comunale

COMUNE di FERRARA:

Regolamento per la gestione dei rifiuti urbani e la disciplina della raccolta differenziata dei rifiuti urbani e speciali

Approvato con delibera di Consiglio Comunale n.1594 del 09/03/1998Modificato con delibera n. 17245 del 22/05/1998

TITOLO II

ASSIMILAZIONE DEI RIFIUTI SPECIALI AI RIFIUTI URBANI

Art.5

ASSIMILABILITÀ

Scaricabile dal sito del Comune: www.comune.fe.it

Percorso: Regolamenti → Territorio ed Ambiente

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RIFIUTI SPECIALI

1) i rifiuti da attività agricole e agro-industriali;

2) i rifiuti derivanti dalle attività di demolizione, costruzione, nonché i rifiuti pericolosi che derivano dalle attività di scavo;

3) i rifiuti da lavorazioni industriali;

4) i rifiuti da lavorazioni artigianali;

5) i rifiuti da attività commerciali;

6)I RIFIUTI DA ATTIVITÀ DI SERVIZIO;

7) i rifiuti derivanti dalla attività di recupero e smaltimento di rifiuti, i fanghi prodotti dalla potabilizzazione e da altri trattamenti delle acque e dalla depurazione delle acque reflue e da abbattimento di fumi;

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8) i rifiuti derivanti da attività sanitarie;

9) i macchinari e le apparecchiature deteriorati ed obsoleti;

10) i veicoli a motore, rimorchi e simili fuori uso e loro parti;

11) il combustibile derivato dai rifiuti

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