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Igiene e comfort ambientale

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Igiene e comfort ambientale. C ONTENUTI (10 ore).

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igiene e comfort ambientale

Igiene e comfort ambientale

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c ontenuti 10 ore

CONTENUTI (10 ore)

- L’igiene dell’Operatore e la cura del sé: cura del corpo, gestione della divisa- Cenni di edilizia ospedaliera: unità di degenza, zone delicate, servizi di supporto, infrastrutture tecniche, percorsi- Disposizione di arredi ed ausii a domicilio ed in ambito comunitario. Gestione dell’unità di vita in ambito comunitario- La tutela degli spazi collettivi- Il comfort alberghiero: definizione e caratteristiche; orientamento all’utente dei servizi socio-sanitari- Alcuni contributi specifici dell’Oss: la riduzione del rumore negli spazi collettivi, la cura della privacy; la prevenzione delle cadute e degli incidenti domestici- L’attività dell’ Oss nella cura e igiene degli ambienti confinati: - gestione del microclima - sanificazione a livello ospedaliero, comunitario e domiciliare - processo di disinfezione - processo di sterilizzazione- Trasporto di materiali in struttura sanitaria (biancheria, materiale biologico, rifiuti ecc....)- I rifiuti sanitari: classificazione, raccolta, smaltimento- Le infezioni ospedaliere: definizione e caratteristiche. Prevenzione della trasmissione

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attivita di laboratorio 14 ore

ATTIVITA’ DI LABORATORIO(14 ore)

- Test finale con domande a risposta aperta

- Decontaminazione- Preparazione Kit ferri chirurgici sterili- Diluzione disinfettanti- Rifacimento letto vuoto/occupato

VALUTAZIONE

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OPERATORE SOCIO SANITARIO

Legge n. 229 del 1999 legge

“ROSY BINDI”

Professioni per servizi socio- sanitari

AD ALTA INTEGRAZIONE SANITARIA

In base all’accordo tra ministro della sanità, il ministro per la solidarietà sociale e le regioni e province autonome viene individuata la nuova figura e profilo professionale di operatore socio-sanitario

CONFERENZA STATO – REGIONI 22 FEBBRAIO 2001

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PUBBLICAZIONE GAZZETTA UFFICIALE

19 APRILE 2001 N. 91

OPERATORE SOCIO – SANITARIO

L’operatore Socio – Sanitario è l’operatore, che dopo aver conseguito l’attestato di qualifica al termine di specifica formazione professionale, svolge attività indirizzate a:

- Soddisfare i bisogni primari della persona, nel contesto delle proprie aree di competenza, sia sociale che sanitario

- Favorire il benessere e l’autonomia della persona

PERTANTO L’OPERATORE SOCIO-SANITARIO

Esercita una

PROFESSIONE DI AIUTO ALLA PERSONA

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Come può lavorare l’O.S.S.

L’O.S.S. ricopre un ruolo Tecnico ad Alta Integrazione Sanitaria,ed è pertanto da considerarsi una figura di supporto all’assistenza Tecnico-Sanitaria in generale.

L’O.S.S. è una figura di aiuto all’utente, alla famiglia, alla collettività e di supporto agli Operatori Professionali.

Svolge la sua attività su pianificazione dell’Infermiere, dell’Ostetrica e dell’Assistente Sociale, in ambito Sanitario e Sociale, secondo il principio del lavoro MULTIDISCIPLINARE, e su indicazione, in base a:

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L’analisi delle competenze.

  • La pianificazione.
  • Le attività attribuite.
  • Ma tutto ciò da solo, sarebbe riduttivo, meccanicistico e non offrirebbe nessuna garanzia di un’assistenza personalizzata.
  • Gli Operatori Professionali preposti, oltre all’analisi delle competenze, alla pianificazione e all’assegnazione delle attività devono valutare:
  • Il livello di instabilità clinica della persona assistita.
  • Il livello di rischio/urgenza della situazione affrontata.
  • Il livello di dipendenza e di responsabilità della persona.

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Quali competenze deve avere L’OSS

LA COMPETENZA E’ UN INSIEME DI:

SAPERI

Un insieme di conoscenze che si esternalizzano in processi mentali

SAPER FARE

L’abilità, la destrezza acquisita nella esecuzione dei compiti manuali o intellettuali assegnati

SAPER ESSERE

Un insieme di atteggiamenti, una disposizione interiore,un insieme di sentimenti manifestati con dei comportamenti e con le relazioni con gli altri

SAPER DIVENIRE

L’evoluzione verso gli obbiettivi richiesti, il mandato sociale

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L’IGIENE DELL’OPERATORE E LA COMUNICAZIONE DEL SE’

  • QUESTE INDICAZIONI SONO DETTATE DA ELEMENTARI NORME IGIENICHE E DI SICUREZZA, MA SONO ANCHE STRETTAMANTE CONNESSE ALL’IMMAGINE
  • PROFESSIONALE CHE OGNI OPERATORE DA DI SE STESSO
  • BARBA, MAI INCOLTA MA RASATA
  • CAPELLI, SEMPRE PULITI E RACCOLTI SE LUNGHI E, SE INDICATO, RACCOLTI SOTTO UN COPRICAPO ADATTO
  • UNGHIE, CORTE SEMPRE PULITE E SENZA SMALTO
  • NON INDOSSARE MONILI, SOPRATTUTTO SULLE MANI O AI POLSI,NON PORTARE ORECCHINI PENDENTI TROPPO LUNGHI O COLLANE TROPPO LUNGHE
  • NON UTILIZZARE TRUCCHI PER IL VISO ECCESSIVAMENTE VISTOSI O USARE PROFUMI TROPPO INTENSI
  • QUESTE INDICAZIONI NON VOGLIONO RIDURRE L’OPERATORE O L’OPERATRICE AD UNA FIGURA SCIALBA O MONACALE, MA SOLO RICORDARE CHE IL MODO DI PRESENTARSI E ‘ SEMPRE E COMUNQUE UN MESSAGGIO CHE RIVOLGIAMO AGLI ALTRI, A CHI CI OSSERVA.

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IL VESTIARIO

LA DIVISA HA UN SUO SIGNIFICATO PERCHE’ IDENTIFICA LA

PERSONA IN QUEL PRECISO RUOLO, INDOSSARE UNA DIVISA E’ INDOSSARE UN RUOLO

LA DIVISA “ COMUNICA” AGLI UTENTI L’IMMAGINE PROFESSIONALE DELL’OPERARORE, PERTANTO UNA DIVISA SPORCA, DISORDINATA, COMPOSTA DI INDUMENTI DI COLORI E MODELLI DIVERSI, TROPPO GRANDE O TROPPO PICCOLA, “COMUNICA” INEVITABILEMENTE, SCIATTERIA, TRASCURATEZZA E INAFFIDABILITA’.

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LA DIVISA DEVE ESSERE

  • SEMPRE PULITA
  • SEMPRE IN ORDINE
  • INDOSSATA IN MODO CORRETTO
  • ESSERE IN TESSUTO CHE PERMETTA LA TRASPIRAZIONE E CHE SIA RESISTENTE A RIPETUTI LAVAGGI AD ALTE TEMPERATURE E ALLA DISINFEZIONE (COTONE)
  • COMODA E PRATICA PER PERMETTERE ALL’OPERATORE DI MUOVERSI LIBERAMENTE SENZA INTRALCIO: IN QUESTO SENSO C’E’ LA PROGRESSIVA TENDENZA ALLA UNIFICAZIONE DELLA DIVISA MASCHILE E FEMMINILE CON IL MODELLO CASACCA E PANTALONE CHE OFFRE UNA PROTEZIONE PIU’ COMPLETA DEL CORPO
  • DIVERSIFICATA NEL COLORE IN MODO TALE DA PERMETTERE UN’ IMMEDIATA IDENTIFICAZIONE DELLA QUALIFICA DELL’OPERATORE DA PARTE DEGLI UTENTI, OLTRE AD AVERE IL CARTELLINO CON FOTO, QUALIFICA,NOME E COGNOME

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LA DIVISA COMPLETA DEL MODELLO CASACCA E PANTALONE E’ COMPOSTA DA:

  • CASACCA A MANICHE CORTE ( LE MANICHE LUNGHE POTREBBERO CONTAMINARSI E INTRALCIARE UN LAVAGGIO ADEGUATO DI POLSI E AVAMBRACCI).
  • PANTALONI, PREFERIBILMENTE CON ELASTICO ALLE CAVIGLIE
  • CALZINI (PREFERIBILMENTE IN COTONE PER ASSORBIRE MEGLIO IL SUDORE E PROTEGGERE LE CAVIGLIE E IL DORSO DEL PIEDE DA EVENTUALI SPARGIMENTI DI LIQUIDI ORGANICI
  • SCARPE PREFERIBILMENTE CHIUSE, ALLACCIATE O STILE MOCASSINO, CON PIANTA LARGA E TACCO BASSO, ANTISDRUCCIOLO, FACILMENTE LAVABILI E DISINFETTABILI

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IL LINGUAGGIO

  • L’OPERATORE E L’UTENTE SONO DUE PERSONE CON RUOLI DIVERSI MA CON PARI DIGNITA,’ PERTANTO E’ FONDAMENTALE IL RISPETTO DELLA DIGNITA’ UMANA DELLA PERSONA MALATA.
  • IL LINGUAGGIO CORRETTO PREVEDE:
  • PER INSTAURARE UN RAPPORTO DI FIDUCIA GIA’DAL PRIMO INCONTRO, NON DIMENTICARE DI:
  • PRESENTARSI E QUALIFICARSI
  • LA PERSONA DEVE ESSERE CHIAMATA CON IL SUO NOME E NON CON IL NUMERO DEL LETTO O CON IL NOME DELLA MALATTIA
  • DARE DEL LEI ALLA PERSONA, EVITARE IL “VOI” E TUTTI QUEGLI AGGETTIVI E/O DIMINIUTIVI TIPO “ VENGA NONNO ECC…”
  • IL LINGUAGGIO DEVE ESSERE CHIARO, SI DEVE USARE UNA TERMINOLOGIA ADEGUATA ALLA COMPRENSIONE DELLA PERSONA EVITANDO DI USARE UN LINGUAGGIO TECNICO SENZA LE NECESSARIE SPIEGAZIONI
  • LA DISPONIBILITA’ AL DIALOGO, SFRUTTANDO TUTTI QUEI MOMENTI IN CUI CI SI TROVA ACCANTO ALLA PERSONA PER STIMOLARE E FAVORIRE IL COLLOQUIO, PONENDO DOMANDE, SENZA ESSERE INVADENTI, E FORNENDO CHIARIMENTI
  • LA PERSONA DEVE ESSERE INFORMATA, SI DEVONO PREVENTIVAMENTE SPIEGARE TUTTI GLI INTERVENTI CHE SI ESEGUIRANNO, RISPONDENDO ALLE EVENTUALI DOMANDE E VERIFICANDO LA COMPRENSIONE

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LA PARTECIPAZIONE EMOTIVA

L’OPERATORE SI DEVE MOSTRARE DISPONIBILE AD ACCOGLIERE ESPRESSIONI ED ESIGENZE EMOTIVE DELLA PERSONA, SFORZANDOSI DI CAPIRE ESATTAMENTE QUELLO CHE PROVA, QUELLO CHE SENTE

QUESTO ATTEGGIAMENTOEMPATICO, E’ LA DISTANZA EMOTIVA OTTIMALE CHE L’OPERATORE DEVE STABILIRE CON LA PERSONA IN RELAZIONE DI AIUTO, SENZA PORSI IN UNA POSIZIONE ESTRANEA, NON MI INTERESSANO I TUOI PROBLEMI, (CARATTERIZZATA DALLA FREDDEZZA PROFESSIONALE, CHE MOLTE VOLTE NASCONDE UN MECCANISMO DI DIFESA).

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SENZA PORSI IN UNA POSIZIONE SIMPATICA, I TUOI PROBLEMI SONO ANCHE I MIEI (CARATTERIZZATA DA UNA CONFUSIONE FRA SE E LA PERSONA).

MA PORSI IN UNA POSIZIONE EMPATICA, CAPISCO I TUOI PROBLEMI COME SE FOSSERO I MIEI MA NON LO SONO, (CARATTERIZZATA DALLA VICINANZA E L’ASCOLTO).

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PRINCIPALI CARATTERISTICHE DELL’AMBIENTE

  • NEL 1972 L’O.M.S. DEFINISCE L’AMBIENTE
  • COME
  • “ L’INSIEME DI QUEI FATTORI E DI QUELLE INFLUENZE ( FISICHE, CHIMICHE, BIOLOGICHE E SOCIALI) CHE ESERCITANO UN EFFETTO SIGNIFICATIVO ED APPREZZABILE SULLA SALUTE UMANA”
  • POSSIAMO DISTINGUERE L’AMBIENTE
  • IN:
  • AMBIENTE DI VITA
  • AMBIENTE DI LAVORO

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L’AMBIENTE E’ COSTITUITO DA 3 FATTORI INTERCONNESSI FRA LORO E CON L’UOMO:

- ARIA- ACQUA - SUOLO

  • ARIA
  • L’ARIA LA POSSIAMO DISTINGUERE IN:
  • ARIA ATMOSFERICA LIBERA
  • ARIA ATMOSFERICA URBANA
  • ARIA CONFINATA O MICROCLIMA

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L’ARIA E’ COMPOSTA DA:

  • - OSSIGENO  CIRCA 21%
  • - AZOTO  CIRCA 78%
  • - ARGON  CIRCA 1%
  • - ANIDRIDE CARBONICA CIRCA 0,03%
  • - ELIO, OZONO  TRACCE
  • L’ARIA HA L’IMPORTANTISSIMA FUNZIONE DI FORNIRE OSSIGENO AGLI ORGANISMI VIVENTI
  • PRINCIPALI PROPRIETA’ FISICHE DELL’ARIA
  • TEMPERATURA
  • UMIDITA’
  • VELOCITA’

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TEMPERATURA

LA TEMPERATURA E’ IL GRADO DI CALORE, IN QUESTO CASO DI UN AMBIENTE, MISURATA IN GRADI CENTIGRADI, C°

LA TEMPERATURA DI UN AMBIENTE E’ DETERMINATA DA UN INSIEME DI FATTORI:

IRRADIAZIONE SOLARE

OBLIQUITA’ DEI RAGGI SOLARI

PRESENZA DI NUBI – NEBBIE

VARIAZIONI GIORNALIERE

VARIAZIONI STAGIONALI

RAPPORTO ALTITUDINE – LATIDUDINE

NATURA DEL TERRENO (TERRA-ACQUA)

CONDIZIONI TOPOGRAFICHE (FORESTE – DESERTI)

LA TEMPERATURA SI MISURA CON IL

TERMOMETRO

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UMIDITA’

L’UMIDITA’ E’ IL RAPPORTO PERCENTUALE DEL VAPORE ACQUEO PRESENTE NELL’ARIA.

L’UMIDITA’ E’ STRETTAMENTE CONNESSA CON LE PRECIPITAZIONI E LA QUANTITA’ DI ACQUA EVAPORATA DALLE SUPERFICI IDRICHE.

L’UMIDITA’ SI PUO’ DISTINGUERE IN:

UMIDITA’ MASSIMA

E’ IL VALORE MASSIMO CHE SI PUO’ RILEVARE DELL’UMIDITA’

UMIDITA’ ASSOLUTA

E’ LA QUANTITA’ DI VAPORE ACQUEO CONTENUTO

IN 1 M3

UMIDITA’ RELATIVA

E’ IL RAPPORTO TRA QUANTITA’ DI VAPORE ACQUEO MISURATA PER UNA MASSA D’ARIA E LA QUANTITA’ NECESSARIA PER GIUNGERE ALLA SATURAZIONE.

L’UMIDITA’ SI MISURA CON L’IGROMETRO

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VELOCITA’

LA VELOCITA’ E’ IL MOTO DELL’ARIA RISPETTO ALLA TERRA.

LA VELOCITA’ DELL’ARIA E’ DOVUTA ALLA DIFFERENZA DI TEMPERATURA FRA MASSE DI ARIA CALDA E MASSE DI ARIA FREDDA CHE INCONTRANDOSI ORIGINANO I VENTI.

LA VELOCITA’ DELL’ARIA SI MISURA CON L’ANEMOMETRO

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ARMONIA DELL’AMBIENTE E PROBLEMI DI SALUTE

Lo sviluppo delle società industrializzate occidentali nell’ultimo secolo hanno prodotto sicuramente effetti positivi, ma non ha tenuto conto delle conseguenze che potevano determinarsi, come per esempio l’inquinamento atmosferico e ambientale.

INQUINAMENTO

Dell’aria e dell’ambiente è l’alterazione dei normali valori fisici e chimici, tale da determinare danni alla

SALUTE

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PRINCIPALI FONTI DI INQUINAMENTO ATMOSFREICO

  • IMPIANTI INDUSTRIALI
  • IMPIANTI TERMICI
  • AUTOVEICOLI
  • PRINCIPALI TIPI DI INQUINAMENTI
  • PULVISCOLI
  • SOSPESI
  • SEDIMENTABILI
  • PIOMBO SCARICHI AUTOVEICOLI
  • IDROCARBURI
  • GAS – VAPORI
  • ANIDRIDE SOLFOROSA
  • OSSIDO DI AZOTO
  • ANIDRIDE CARBONICA
  • NICHEL

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PATOLOGIE CORRELATE ALL’INQUINAMENTO ATMOSFERICO

PATOLOGIE ACUTE

AUMENTO DELLE AFFEZIONI E DELLA MORTALITA’ PER PATOLOGIE CARDIACHE E POLMONARI.

PATOLOGIE CRONICHE

AUMENTO DELLE BRONCHITI CRONICHE E DEI “K” POLMONARI COMUNQUE DI DIFFICILE VALUTAZIONE

PARLANDO DI SALUTE SI DEVE RIFLETTERE;

LA CONSAPEVOLEZZA DEI RISCHI E’ ORMAI SEMPRE PIU’ DIFFUSA E IL CAMBIAMENTO E LA PROMOZIONE DELLA SALUTE E’ OGGI, COME NON MAI, RESPONSABILITA’ COLLETTIVA E INDIVIDUALE.

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MICROCLIMA

  • Il microclima è il clima di un ambiente confinato, una casa,l’ambiente di lavoro, una scuola, un cinema, un ospedale.
  • Il microclima è l’insieme di più fattori quali:
  • La temperatura
  • L’umidità
  • La ventilazione
  • L’illuminazione
  • Il microclima di un ambiente è direttamente e indirettamente connesso all’atmosfera esterna urbana a secondo della collocazione, pertanto alla qualità dell’aria.

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IL MICROCLIMA IN AMBIENTE OSPEDALIERO E’ REGOLATO TRAMITE IMPIANTI DI CONDIZIONAMENTO CHE AGISCONO CONTEMPORANEAMENTE SU TEMPERATURA, UMIDITA’ VENTILAZIONE ED EFFETTUANO ANCHE UN’ AZIONE DI FILTRAGGIO DELL’ARIA.

NEGLI OSPEDALI DOVE NON CI SONO IMPIANTI DI CONDIZIONAMENTO:

LA TEMPERATURA

E’ MANTENUTA DA UN IMPIANTO DI RISCALDAMENTO; NELLA CAMERA DI DEGENZA I VALORI DELLA TEMPERATURA DEVONO ESSERE COMPRESI TRA:

18-20C° D’INVERNO

20-22C° IN ESTATE

LA VENTILAZIONE

AVVIENE ATTRAVERSO LE FINESTRE A VASISTAS. UN PAZIENTE HA BISOGNO DI 32 M3 D’ARIA OGNI ORA, PERTANTO E’ NECESSARIO APRIRE LE FINESTRE ANCHE PER ABBASSARE LA CARICA BATTERICA, DIMINUIRE IL NUMERO DEI MICRORGANISMI PRESENTI NELL’ARIA.

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IL RICAMBIO DELL’ARIA E’ ESSENZIALE

AL MATTINO

DURANTE IL RIFACIMENTO LETTI

DURANTE LE OPERAZIONI DI SANIFICAZIONE

PRIMA DEI PASTI

DURANTE LE VISITE DEI FAMILIARI

QUANDO NELLA CAMERA CI SONO ODORI SGRADEVOLI

PRIMA DELLA NOTTE

UMIDITA’

LA PERCENTUALE DI VAPORE ACQUEO PRESENTE NELL’ARIA DOVREBBE ESSERE DAL 35% AL 70%.

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ILLUMINAZIONE

L’ILLUMINAZIONE AVVIENE ATTRAVERSO AMPIE FINESTRE ESPOSTE A SUD-EST.

L’ILLUMINAZIONE ARTIFICIALE E’ SEMIDIRETTA, VIENE DIRETTA DALLE PARETI VERSO IL SOFFITTO PER NON ABBAGLIARE I PAZIENTI ALLETTATI.

NELLA CAMERA DI DEGENZA E’ PRESENTE ANCHE UN’ ALTRA ILLUMINAZIONE A INTENSITA’ RIDOTTA PER LA NOTTE, OLTRE ALLA ILLUMINAZIONE DI OGNI POSTO LETTO ANCH’ESSA A DUE INTENSITA’.

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Disposizione arredi e ausili a domicilio e in ambiente comunitario

  • L’adeguamento della casa alle esigenze dell’utente non autosufficiente è spesso ostacolato da problemi architettonici, tuttavia, alcuni cambiamenti possono essere facilmente attuabili, in particolar modo per quanto riguarda gli arredi.
  • Rimuovere i tappeti, molto pericolosi per le cadute
  • Dotare il wc di un sedile rialzato
  • Dotare la vasca o il piatto doccia di tappetini antiscivolo
  • Dotare il bagno di supporti a muro per facilitare l’uso dei sanitari
  • Collocare un corrimano rigido lungo la scala
  • Sostituire il letto matrimoniale con un singolo articolabile,
  • sostenendo l’utente a superare il legame affettivo che comunque ha con l’oggetto ed il partner
  • Invitare l’utente a non utilizzare e/o sostituire la coperta elettrica classica

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Una particolare attenzione va riservata a l’uso di mezzi di contenzione non farmacologica, che, per il letto articolabile sono le spondine.

L’uso dei mezzi di contenzione, si può effettuare solo in casi eccezionali e giustificati dall’interesse terapeutico e con la salvaguardia della dignità della persona.

Sempre e solo dietro prescrizione( autorizzazione medica ) contenente il mezzo da usare, la durata, previo controllo continuo e costante dell’utente.

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AUSILI

Per accedere agli ausili necessari per l’assistenza domiciliare, in

particolare per il materiale monouso assorbente, ma in generale per tutti gli ausili il letto articolabile, la carrozzina, ausili vari per la deambulazione ecc… è necessario inoltrare la richiesta del medico curante all’ufficio competente del distretto.

Successivamente, previa autorizzazione del medico responsabile del distretto, provvederà alla consegna periodica e non di tutto il materiale richiesto, al domicilio dell’utente.

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MATERIALE ASSORBENTE

- Pannoloni di vari tipi

- Traverse salvaletto

- Urocontrol

- Sacchetti raccolta urina

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AMBIENTE COMUNITARIO

La sezione di degenza è il luogo in cui sono ricoverate le persone.

Una moderna sezione di degenza deve essere strutturata in modo tale da poter garantire criteri di igiene, sicurezza, funzionalità

IGIENE

I pavimenti,le pareti e gli infissi devono essere facilmente lavabili e disinfettabili

La presenza di locali diversificati a seconda dell’uso

Le camere di degenza

I servizi igienici

La sala mensa e la cucina di reparto

Locali di soggiorno e di ricreazione

Il guardaroba di reparto

Le stanze del personale infermieristico e medico

Locale per la conservazione delle attrezzature e dei materiali per la sanificazione

Locale di stoccaggio della biancheria sporca e rifiuti

Il vuotatoio

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SICUREZZA

  • Nelle stanze di degenza, dove sono ricoverate anche persone non autosufficienti deve essere garantito il massimo grado di sicurezza
  • PERTANTO:
  • Tutta l’impiantistica deve essere dichiarata conforme alla normativa vigente
  • Non devono essere presenti barriere architettoniche
  • I corridoi e i percorsi vanno tenuti liberi da ostacoli
  • I corridoi devono essere dotati di corrimano per facilitare la deambulazione di persone parzialmente non autosufficienti
  • I pavimenti non devono essere bagnati
  • I servizi igienici devono avere la porta di accesso agibile,devono essere dotati di corrimano e dispositivi di soccorso a campanello con cordone
  • Le vie di uscita devono essere agibili
  • Il personale va adeguatamente addestrato a gestire le situazioni di emergenza

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FUNZIONALITA’

La sezione di degenza deve essere funzionale alle esigenze di vita quotidiana delle persone ricoverate, inoltre deve garantire collegamenti efficienti con il servizio economale, con la lavanderia ed il guardaroba, con la cucina centralizzata.

Quanto esposto si riflette sulla qualità delle prestazioni offerte e sulla qualità del lavoro degli operatori.

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LA CAMERA DI DEGENZA

Nelle progettazioni dei moderni ospedali, oggi tendenzialmente si costruiscono reparti con camere di degenza con due massimo quattro posti letto. Tuttavia non è raro trovare reparti con camere di degenza a sei o più posti letto

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L’UNITA’ DI DEGENZA

L’unità di degenza è lo spazio personale della persona ricoverata e assume per l’utente una particolare importanza perché è lo spazio che la persona può gestire sistemandovi le proprie cose.

L’UNITA’ DI DEGENZA

Il letto

Il comodino

Il servitore

La lampada alla testa del letto

Il sistema di chiamata ( campanello )

Le bocchette per l’erogazione di ossigeno

La poltrona

La sedia

L’armadio

Gli arredi dell’unità di degenza devono essere costruiti con materiali facilmente lavabili e disinfettabili e con angoli arrotondati per prevenire ferite accidentali.

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Per quanto riguarda gli ausili, oltre a quelli già elencati per l’assistenza a domicilio, nell’unità di degenza ci sono altri ausili, in particolare gli accessori del letto che sono:

  • L’asta: a cui vengono appesi i flaconi delle infusioni endovenose
  • La staffa: costituita da una maniglia sospesa tramite un’asta fissata alla struttura del letto
  • Le sponde: di cui abbiamo già ampiamente parlato
  • Gli arcucci: costituiti da un’intelaiatura di ferro per tenere sollevate le coperte
  • I poggiapiedi: costituiti da ausili regolabili da posizionare tra i piedi della persona e la sponda inferiore del letto

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CURARE L’ESTETICA DEGLI AMBIENTI

Abbiamo già visto in precedenza che la sezione di degenza deve rispondere a criteri di igiene, di sicurezza, di funzionalità. Ma tutto ciò non è sufficiente, la sezione di degenza deve essere comfort-evole, e accogliente.

Il primo requisito di un ambiente confortevole e accogliente è quello di favorire un rapido adattamento della persona alla nuova situazione.

Pertanto sarà fondamentale:

La capacità degli operatori di rispondere alle domande dell’utente e dei suoi familiari

L’informazione: tutti i locali dell’ospedale e della sezione di degenza devono essere individuati con apposita segnaletica di facile comprensione

L’affissione all’ingresso della sezione di degenza dell’organigramma del reparto, cioè l’insieme di tutti gli operatori’ nome cognome e relativi ruoli

Altrettanto importante è la cura dell’ambiente; ambienti spaziosi e ben illuminati, puliti e ordinati, arredi e pareti non più bianche e fredde ma dipinte con colori tenui,sono indice di quanta attenzione, quanta importanza venga rivolta ad un reparto accogliente

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L’ingresso di un nuovo paziente e il materiale “personale”

Oltre ad avere un reparto accogliente è molto importante l’accoglienza che il personale tutto riserva al nuovo ricoverato.

Al momento dell’ingresso in ospedale, la persona che si ricovera, solitamente viene accolta dall’infermiere coordinatore, che farà immediatamente una prima valutazione per adattare l’unità di degenza alle necessità specifiche dell’utente.

Compito dell’o.s.s. è quello, in base alle indicazioni dell’infermiere di:

- Adattare l’unità di degenza

- Controllare che la biancheria sia pulita ed in ordine

- Che i sistemi di chiamata, le luci, gli impianti di erogazione dell’ossigeno ecc…siano funzionanti

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Sarebbe auspicabile che parte della èquipe assistenziale parteci all’ accoglienza, pertanto si sottolineano i seguenti punti:

  • Prendere parte all’accompagnamento dell’utente con cortesia, cordialità e disponibilità
  • Presentarsi e qualificarsi, come normalmente si fa tra persone che non si conoscono
  • Informare l’utente per quanto di propria competenza (orari, modalità di accesso)
  • Guidare l’utente nella conoscenza e familiarizzazione con gli ambienti (camera, servizi,soggiorno)
  • Dare indicazioni sugli operatori a cui rivolgersi per notizie più specifiche o dettagliate

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Accompagnare l’utente al posto letto,se necessario aiutarlo a spogliarsi e sistemarsi nel letto

  • Presentare l’utente agli altri ricoverati
  • Indicare il comodino e l’armadietto fornendo indicazioni riguardo al loro uso, alla sistemazione degli oggetti personali,della biancheria ecc…
  • Spiegare l’uso del sistema di chiamata e degli altri servizi presenti alla testata del letto
  • Consegnare gli oggetti di uso personale forniti dall’ospedale
  • Consegnare ed illustrare l’opuscolo informativo nel quale sono riassunte le principali norme, orari e regole interne del reparto e di cui si possono avvalere anche i parenti.

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MATERIALE “PERSONALE”

  • Il materiale “personale” è costituito da tutti quegli oggetti personali che comunemente le persone che si ricoverano devono portare da casa:
  • Il pigiama e la biancheria intima
  • Gli asciugamani, accappatoio e il necessario per l’igiene personale ( saponi,schiuma da barba,lamette, dopobarba, dentrificio, ecc..)
  • In alcuni casi le stoviglie (tazza, bicchiere, posate)
  • Per prevenire la diffusione delle infezioni ospedaliere,è opportuno che vengano assegnati per uso personale durante tutta la degenza la bacinella, e se necessario padella e storta.

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MATERIALE PERSONALE DELL’OPERATORE

La divisa, di cui abbiamo già parlato ampiamente, è soggetta ad una continua contaminazione, pertanto sarebbe ottimale poter disporre sempre di almeno tre divise pulite.

È essenziale che gli operatori possano usufruire di adeguati spogliatoi, igienicamente attrezzati, con una zona di deposito degli indumenti e una per i servizi igienici, docce, più due armadietti separati, uno per i propri abiti civili, uno per le divise.

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IL LAVAGGIO DELLE MANI

  • Le mani degli operatori sono uno “strumento di lavoro” importante, ma sono anche i principali veicoli implicati nella trasmissione delle infezioni ospedaliere.
  • Le mani degli operatori devono avere i seguenti requisiti:
  • Unghie sempre corte e prive di smalto
  • Prive di anelli, bracciali,orologi
  • Cute integra
  • In relazione al livello di criticità delle procedure da eseguire, o al rischio di contaminazione, il lavaggio può essere effettuato con tecniche diverse, va comunque ricordato che, indipendentemente dalla tecnica usata, le mani vanno lavate prima di indossare i guanti e subito dopo averli tolti.

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Esistono tre tipi di lavaggio delle mani

  • Il lavaggio con detergente
  • Il lavaggio antisettico
  • Il lavaggio pre-operatorio

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IL LAVAGGIO CON DETERGENTE

  • E’ il lavaggio routinario delle mani, quello maggiormente eseguito durante il turno di lavoro.
  • DEVE ESSERE EFFETTUATO:
  • Prima dell’inizio e alla fine del turno di lavoro
  • Prima di mangiare
  • Prima e dopo l’uso della toilette
  • Dopo essersi soffiato il naso
  • Dopo aver fumato
  • Prima di ogni contatto o procedura sulla persona
  • Prima di toccare la faccia o la bocca della persona
  • Dopo aver manipolato oggetti contaminati (es. padella storta) anche se si indossano i guanti
  • Prima della distribuzione del vitto, aiuto nell’assunzione della terapia, la rilevazione dei parametri vitali
  • Dopo ogni contatto tra persona e persona
  • Il lavaggio sociale, se correttamente eseguito,con sapone liquido per 15 secondi e asciugatura con carta, può rimuovere la maggior parte dei microrganismi transitori.

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Tecnica del lavaggio Sociale delle mani

  • Scopo
  • Rimuovere i microrganismi transitori
  • Materiale occorrente
  • Sapone liquido
  • Salviette di carta
  • Tecnica di esecuzione
  • Bagnare le mani e i polsi
  • Applicare alle mani la quantità di prodotto raccomandato dal produttore
  • Sfregare vigorosamente tra le loro le mani, le dita, gli spazi sotto le unghie, gli spazi interdigitali, i palmi, i dorsi delle mani, i polsi per almeno15 secondi
  • Sciacquare accuratamente le mani
  • Sciacquare i polsi, tenendo le mani più in alto in modo da non contaminarle nuovamente
  • Assicurarsi di essersi asciugati completamente, specie negli spazi interdigitali, con le salviette di carta monouso, tamponando per non irritare la cute e per facilitare l’assorbimento della carta
  • Se non si dispone di rubinetteria non manuale, chiudere il rubinetto con una salvietta di carta pulita (IB) (245,255)
  • Non usare acqua calda, perché l’uso ripetuto di acqua calda può aumentare il rischio di dermatiti (IB) (254,255)

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IL LAVAGGIO ANTISETTICO

  • Il lavaggio antisettico è indicato nell’ assistenza a persone immunodepresse e dopo aver eseguito attività ad alto rischio di contaminazione.
  • DEVE ESSERE EFFETTUATO.
  • Prima dell’esecuzione di procedure su cute e mucose non integre, anche se si indossano i guanti
  • Prima di assistere persone immunodepresse e debilitate
  • Prima di collaborare con l’infermiere per l’esecuzione di particolari procedure
  • Dopo attività ad alto rischio di contaminazione
  • Il lavaggio antisettico, se correttamente eseguito, con sapone liquido antibatterico per 1 minuto e asciugatura con carta, può eliminare i microrganismi transitori e parte di quelli residenti.

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Tecnica del lavaggio Antisettico delle mani

  • Scopo
  • Eliminare i microrganismi transitori e parte di quelli residenti
  • Mantenere l’azione antisettica nel tempo
  • Materiale occorrente
  • Sapone liquido antimicrobico
  • Salviette di carta
  • Tecnica di esecuzione
  • Bagnare le mani e i polsi
  • Applicare alle mani la quantità di prodotto raccomandato dal produttore
  • Sfregare vigorosamente tra le loro le mani, le dita, gli spazi sotto le unghie, gli spazi interdigitali, i palmi, i dorsi delle mani, i polsi per almeno1minuto
  • Sciacquare accuratamente le mani
  • Sciacquare i polsi, tenendo le mani più in alto in modo da non contaminarle nuovamente
  • Assicurarsi di essersi asciugati completamente, specie negli spazi interdigitali, con le salviette di carta monouso, tamponando per non irritare la cute e per facilitare l’assorbimento della carta

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Se non si dispone di rubinetteria non manuale, chiudere il rubinetto con una salvietta di carta pulita (IB) (254,255)

Non usare acqua calda, perché l’uso ripetuto di acqua calda può aumentare il rischio di dermatiti (IB) (254,255)

IL LAVAGGIO PRE-OPERATORIO

Il lavaggio pre-operatorio viene effettuato solo in preparazione ad un intervento chirurgico dagli operatori interessati.

Si effettua immediatamente prima della “vestizione” all’inizio dell’intervento chirurgico.

Si esegue con detergente - disinfettante per 2/6 minuti.

Per asciugare mani e avambracci si devono usare telini sterili

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PREVENZIONI DELLE FONTI DI RISCHIO CADUTE

Nella sezione di degenza, dove sono ricoverate anche persone non autosufficienti deve essere garantito il massimo grado di sicurezza.

PERTANTO:

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Tutta l’impiantistica deve essere dichiarata conforme alla normativa vigente

  • Non devono essere presenti barriere architettoniche
  • I corridoi, gli spazi comunitari e i percorsi vanno mantenuti sgombri da ostacoli
  • I corridoi devono essere dotati di corrimano per facilitare la deambulazione di persone parzialmente non autosufficienti
  • I servizi igienici devono avere la porta di accesso agibile, devono essere dotati di corrimano e dispositivi di soccorso a campanello con cordone
  • I pavimenti non devono essere bagnati, pertanto, andranno delimitati quelli ancora non asciutti
  • I locali devono essere adeguatamente illuminati e l’illuminazione notturna deve essere sufficiente
  • Gli utenti dovranno essere invitati e istruiti ad utilizzare i servizi igienici più adatti alle loro specifiche necessità
  • I mezzi di contenzione devono essere scrupolosamente gestiti

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TUTELA DEGLI SPAZI COLLETTIVI

Gli spazi comunitari, sala lettura, sala tv, sala pranzo, oltre che essere mantenuti sgombri da ostacoli che possono impedire la loro usufruibilità, per motivi di sicurezza di cui abbiamo già parlato, devono essere ordinati e puliti.

Spesso, purtroppo, questi spazi, corrispondono ad un unico spazio polifunzionale, usato per diverse attività a seconda delle esigenze degli utenti.

Compito dell’O.S.S. è adattare questo spazio/i alle varie necessità; invitare gli utenti che vogliono ascoltare della musica a fare uso delle cuffie se sono presenti altri ricoverati che stanno leggendo,abbassare il volume del televisore.

Preparare l’ambiente e i tavoli per la distribuzione del vitto cercando di creare un ambiente confortevole, sereno, che favorisca la socializzazione fra gli utenti durante il pranzo e la cena.

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IL RUMORE

Durante il giorno in particolar modo, le voci, il rumore prodotto dalle attività degli operatori, il suono del telefono ed i campanelli di chiamata, disturbano i ricoverati.

Il primo pomeriggio è il momento della giornata in cui il rallentamento delle attività assistenziali permette, con alcune attenzioni, di creare un ambiente più riposante.

A questo scopo la luce delle stanze può essere diminuita, chiudendo in parte gli avvolgibili o le veneziane; le porte delle stanze possono essere socchiuse per ridurre i rumori.

Gli operatori devono fare attenzione a non parlare a voce alta a non sbattere le porte, ad evitare, per quanto è possibile, il passaggio con carrelli rumorosi.

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SANIFICAZIONE

Una stanza di degenza pulita, oltre a comunicare una sensazione di benessere e di confortevolezza, tutela la salute delle persone che vivono, anche se per un breve periodo, in un ambiente confinato, come è appunto l’ospedale.

La pulizia è l’attività igienica prioritaria, necessaria e fondamentale alla prevenzione delle infezioni ospedaliere, che permette e rende possibili eventuali e successivi interventi di sanificazione, disinfezione o sterilizzazione a cui un ambiente o un oggetto può essere sottoposto.

La pulizia è quell’insieme di manovre, manuali o meccaniche, effettuate per allontanare lo sporco, da superfici od oggetti, utilizzando acqua con o senza prodotti detergenti.

La sanificazione è l’effettuazione delle operazioni di pulizia secondo principi scientifici, in maniera programmata e con l’utilizzo di detergenti e disinfettanti.

La frequenza e le tecniche della sanificazione sono determinate in base al livello di contaminazione dei locali.

A questo proposito l,O.M.S., in riferimento ai metodi di pulizia da adottare, suddivide l’ospedale in quattro zone.

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La scopatura a umido è una raccomandazione universale, indipendentemente dalla zona da sanificare. La polvere contiene milioni di microrganismi: sollevando la polvere si può aumentare anche del 700% e oltre la carica microbica nell’aria e quindi il rischio di infezioni.

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Uno dei sistemi più usati negli ospedali per la sanifizazione dei reparti di degenza è il sistema “TASKY”,che consente di poter effettuare la spolveratura a umido, oltre ad un innovativo sistema di lavaggio dei pavimenti. Il sistema tasky è composto da un carrello su cui è predisposto tutto il materiale per la sanificazione, ed in particolare:

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N. 4 contenitori di materiale plastico distinti per colore:

1 azzurro per la pulizia dell’unità di degenza

1 giallo per lavandini, vasche, piastrelle

1 rosso per water e vuotatoi

1 bianco di servizio

a cui corrispondono panni lavabili del medesimo colore; ciò permette la differenziazione dei materiali in relazione al rischio infettivo.

Lamello

ovvero un attrezzo per la scopatura a umido composto da un manico, e uno zoccolo snodabile di forma trapezoidale che presenta nella parte inferiore una struttura a lamelle; il lamello è corredato di veline rettangolari monouso, trattate con oli minerali che attraggono la polvere; le veline devono essere conservate nella busta originale di materiale plastico, ben chiuse,in modo da prevenire l’essiccamento.

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Spazzolone

composto da un manico su cui è posto un serbatoio per la soluzione detergente, e da uno zoccolo trapezoidale snodabile; lo spazzolone è correlato da appositi mollettoni rettangolari; la peculiarità di questo attrezzo è di distribuire la soluzione detergente contenuta nel serbatoio sul mollettone, premendo un pulsante posto all’apice del manico; in questo modo la soluzione detergente è distribuita nella misura adeguata ed è sempre pulita; il carrello contiene inoltre un contenitore plastico per la raccolta dei mollettoni sporchi da inviare al lavaggio.

  • Si possono aggiungere inoltre accessori, Quali tergivetro e altri strumenti con manico telescopio per la pulizia delle pareti.

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PRODOTTI PER LA SANIFICAZONE

  • I prodotti più comunemente usati per la sanificazione sono i detergenti/disinfettanti, sostanze di origine sintetica, tensioattivi, cioè sostanze che sono in grado di ridurre fortemente la tensione superficiale dell’acqua e pertanto rimuovere lo sporco dalle superfici.
  • Quattro elementi concorrono in ugual misura all’efficacia di questa azione:
  • l’azione chimica del prodotto
  • l’azione meccanica
  • la temperatura dell’acqua
  • Il tempo di contatto

i tensioattivi oltre ad una azione detergente possono anche avere una più o meno importante azione disinfettante.

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I tensioattivi

  • si possono differenziare in:
  • tensioattivi non ionici, che hanno solo un azione detergente
  • tensioattivi ionici, a sua volta divisi in:
    • anionici: che hanno una scarsa azione disinfettante
    • cationici: che hanno un’apprezzabile azione disinfettante
  • altri fattori che caratterizzano l’azione dei detergenti/disinfettanti sono
  • la capacità di formare schiuma
  • la solubilità in acqua e olio
  • la capacità di penetrazione
  • il ph.
  • Inoltre un buon detergente/disinfettante non deve essere tossico, deve essere di facile uso e non avere un costo eccessivo

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I detergenti maggiormente utilizzati nella sanificazione sono:

Detergenti neutri ( ph 6,5 – 7 ): non necessitano di risciacquo, si utilizzano per vetri, ceramiche, superfici lucide.

Detergenti a base alcolica: contengono tensioattivi anionici e alcoli, si impiegano con vaporizzatore, e si usano per la rimozione di impronte, sporco grasso.

Detergenti sgrassanti: hanno un ph alcalino e sono utilizzati per la sanificazione routinaria e per quella a fondo.

Detergenti acidi disincrostanti. L’uso dell’acido cloridrico, o muriatico, è stato bandito per la sua pericolosità ed è stato sostituito dall’acido citrico.

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Attualmente in azienda per sanificare vengono maggiormente usati il liso-formidol 100 sanificante, che contiene tensioattivi non ionici e tensioattivi cationici, l’antisapril, un disinfettante/detergente cloro-derivato

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Preparazione e conservazione

  • Per quanto riguarda la diluizione del detergente/disinfettante, l’operatore deve:
  • rigorosamente rispettare le indicazioni della casa produttrice relative a dosi, concentrazioni, diluizioni, conservazione, smaltimento,oltre a l’uso dei D.P.I.
  • stabilire la quantità di soluzione necessaria
  • definire la concentrazione idonea a seconda del tipo di materiale e/o substrato da trattare
  • effettuare i calcoli a tavolino
  • calcolare la quantità di acqua e di detergente
  • procurarsi il materiale necessario per diluire
  • effettuare la diluizione in acqua fredda
  • effettuare la diluizione corretta
  • rispettare le concentrazioni di uso
  • riporre il materiale

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l’operatore inoltre, deve fare particolare attenzione a non contaminare l’apertura del detergente, non deve conservare la soluzione eventualmente rimasta, non deve mai mettere il detergente in un contenitore diverso dal proprio, non deve mai mischiare detergenti/disinfettanti diversi, per esempio, l’ipoclorito di sodio non va mai associato con acido cloriodico perché libera acido ipocloroso, fortemente irritante.

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Vestiario per la sanificazione

Per svolgere le operazioni di sanificazione è necessario che l’operatore indossi una divisa specifica

La divisa deve essere costituita da casacca, preferibilmente con maniche lunghe, mantenute aderenti al polso da tessuto elasticizzato, pantaloni e calzini. Le scarpe devono essere chiuse, impermeabili e facilmente lavabili.

La divisa può essere completata dal copricapo, per evitare che i capelli raccolgano la polvere e, quando si provvede al lavaggio delle attrezzature e materiali, da grembiuli impermeabili.

Obbligatorio è l’uso dei guanti di gomma per tutte le operazioni di sanificazione.

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Programma della sanificazione in ospedale

  • Le operazioni di sanificazione sono pianificate con protocolli e procedure in base ad una programmazione che, molto sinteticamente può essere così rappresentata:
  • pulizie ordinarie o giornaliere
  • pulizie periodiche
  • pulizia e disinfezione in caso di contaminazione
  • pulizia e disinfezione terminale
  • la sanificazione delle zone a basso , medio, alto rischio, sostanzialmente non si differenziano per le metodiche utilizzate, ma per la frequenza con cui si ripetono le diverse operazioni.
  • La sanificazione delle zone protette “D” vengono effettuate con metodiche e frequenze particolari.

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Sanificazione delle zone a medio rischio

  • Stanza di degenza: frequenza 2 volte al giorno
  • iniziare la sanificazione dopo circa 15 minuti dal rifacimento dei letti
  • dopo aver salutato i pazienti, essersi qualificati, aver informato sulle operazioni che si eseguiranno e essersi assicurati che gli allettati siano coperti:
  • aprire le finestre
  • indossare i guanti
  • liberare il pavimento da eventuali oggetti ingombranti, distanziare, se necessario, sedie, tavoli e quanto altro dalle pareti, invitare o aiutare gli utenti a liberare il piano del comodino e della sedia
  • togliere i sacchetti dei rifiuti dai cestini, chiuderli e gettarli nel sacco dei rifiuti assimilabili agli urbani, sostituire i sacchetti
  • procedere alla scopatura ad umido dei pavimenti passando il lamello con un movimento ad “s” indietreggiando e cambiando la velina ogni 2 posti letto

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raccogliere lo sporco con cassetta e scopa all’interno della stanza

  • gettare le veline sporche nel sacco dei rifiuti assimilabili agli urbani
  • procedere alla spolveratura ad umido delle unità di degenza. Illuminazione di ogni posto letto, comodino, tavolo servitore, testata letto, letto, armadio, sedia. Lavare il panno dopo ogni arredo, sostituire la soluzione dopo la sanificazione di ogni unità di degenza. spolverare a umido davanzali interni e maniglie
  • sanificare e disinfettare l’eventuale lavandino, se necessario provvedere al rifornimento di salviette-asciugamani di carta, sapone liquido
  • sanificare il pavimento con un movimento ad “s” indietreggiando e cambiando i panni spugna ogni 2 posti letto
  • quando il pavimento è asciutto, chiudere le finestre, riposizionare i cestini e gli arredi eventualmente spostati
  • al termine della sanificazione lavare e disinfettare il lamello, la scopa, la cassetta, lo spazzolone, avendo cura di svuotare completamente il dispenser. Una volta alla settimana effettuare un lavaggio con anticalcare del serbatoio. Conservare tutto il materiale pulito ed asciutto

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sanificazione delle zone ad alto rischio

stanza di degenza: frequenza 3 volte al giorno

le modalità di sanificazione di queste zone, sono sovrapponibili a quelle previste per le zone sopradescritte. Per queste zone, però, le suddette operazioni vanno ripetute almeno 3 volte al giorno, prevedendo quantomeno un passaggio con soluzione disinfettante su tutte le superfici.

Le attrezzature devono essere distinte per ogni stanza.

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Sanificazione servizi igienici

  • Zona a medio rischio
  • Frequenza: 2 volte al giorno
  • indossare i guanti
  • aprire le finestre
  • togliere i sacchetti dai cestini, chiuderli e gettarli nel sacco dei rifiuti assimilabili agli urbani, se non ci sono materiali contaminati con evidenti tracce ematiche
  • procedere alla scopatura a umido
  • procedere alla spolveratura a umido e alla disinfezione di mensole, maniglie, portasciugamani, appendi abiti specchi
  • procedere a sanificare lavabi, vasche, docce, bidet, piastrelle intorno ai sanitari. Effettuare, se programmato, il trattamento anticalcare delle rubinetterie con l’apposito prodotto. Risciacquare

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disinfettare con un panno pulito e lasciare asciugare

  • procedere a sanificare il w.c.: versare una dose di disinfettante non diluito nel water e distribuirlo con lo scopino, lasciare lo scopino immerso fino alla fine della pulizia, sanificare il coperchio, il sedile e la parte esterna del water e lasciare asciugare. Lavare il porta scopino nella vuota con soluzione disinfettante e riempirlo per metà con ipoclorito di sodio. Far scorrere l’acqua nella tazza del w.c. e rimettere a posto lo scopino
  • provvedere a rifornire carta igienica, salviette-asciugamani e rifornire i distributori di sapone liquido
  • sanificare il pavimento
  • quando il pavimento è asciutto chiudere le finestre
  • periodicamente e all’occorrenza si effettua la sanificazione e la disinfezione di tutte le superfici piastrellate, delle porte e delle finestre.

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periodicamente e all’occorrenza si effettua la sanificazione e la disinfezione di tutte le superfici piastrellate, delle porte e delle finestre.

“I guanti e il materiale usato per la sanificazione-disinfezione del w.c. sarà diversificato dai guanti e il materiale utilizzato per sanificare e disinfettare gli altri servizi igienici”

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La disinfezione

La disinfezione consiste nella distruzione della maggior parte dei germi patogeni presenti su un oggetto o uno strumento, eccetto le spore.

La disinfezione è necessaria:

quando la carica microbica presente nell’ambiente, superfici, arredi, oggetti, deve essere particolarmente bassa

per i presidi sanitari e gli strumenti non monouso utilizzati per l’assistenza alle persone, che entrano in contatto con cute integra

per i presidi sanitari e gli strumenti non monouso utilizzati per l’assistenza alle persone, che entrano in contatto con mucose integre

per decontaminare tutte le attrezzature impiegate per l’assistenza al paziente o le superfici che siano contaminate da sangue, liquidi corporei, secreti, escreti, ecc..

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LIVELLI DI DISINFEZIONE

i livelli di disinfezione sono tre:

disinfezione di basso livello

distrugge la maggior parte dei batteri, alcuni virus e alcuni funghi, ma non è in grado di distruggere microrganismi resistenti come il bacillo tubercolare, e le spore.

disinfezione di medio livello

distrugge i batteri, la maggior parte dei virus e dei funghi, ma non le spore batteriche.

Disinfezione di alto livello

Distrugge tutti i tipi di microrganismi eccetto le spore

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MATERALE DA DISINFETTARE

Definizione a basso, medio, alto livello di:

CRITICITA’

La criticità è la potenzialità del materiale considerato, se non correttamente trattato, di favorire la diffusione di microrganismi.

MATERIALE NON CRITICO

È il materiale che non viene mai a contatto con le mucose ma solo su cute integra, padelle, forbici per bendaggi, lenzuola, coperte,superfici di lavoro.

MATERIALE SEMICRITICO

È il materiale che viene a contatto con mucose integre del malato, termometro rettale endoscopi, ecc… se non monouso. Questo materiale va decontaminato, lavato, disinfettato a medio/alto livello, in casi specifici, va sterilizzato.

MATERIALE CRITICO

È tutto il materiale che entra in parti del corpo solitamente sterili, strumenti chirurgici, cateteri venosi, ecc.. se non monouso il materiale deve essere decontaminato, pulito e spazzolato, accuratamente asciugato e successivamente sterilizzato.

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La disinfezione si può effettuare con mezzi:

Naturali

esposizione ai raggi solari

esposizione all’acqua

esposizione all’aria

Fisici

ebollizione

Chimici

disinfettanti

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la disinfezione, essenzialmente, viene attuata con l’uso di composti chimici liquidi, i disinfettanti.

Per l’uso corretto è necessario distinguere:

il disinfettante:

è una sostanza ad azione antinfettiva normalmente usata su superfici o oggetti, ambienti, arredi, ausili, attrezzature, strumentari.

l’antisettico:

è una sostanza ad azione antinfettiva usata per avere un’azione locale su tessuti od organi viventi, le mani, la cute prima di un intervento chirurgico, di un’iniezione o di un prelievo di sangue, una ferita, ecc..

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Requisiti ideali di un disinfettante

  • efficacia
  • facilità d’uso
  • compatibilità con il materiale da trattare
  • innocuità per gli oggetti
  • innocuità per l’operatore
  • costo contenuto
  • fattori che condizionano l’attività del disinfettante
  • concentrazione del disinfettante
  • tempo di contatto tra microrganismi e disinfettante
  • carica microbica
  • presenza di sostanze che inattivano il disinfettante
  • natura del materiale
  • temperatura d’uso del disinfettante

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Norme per il corretto uso dei disinfettanti

Indossare i D.P.I.

Non travasare, non fumare, non mettere le mani nel catino con le soluzioni, evitare di sporcare il flacone, evitare di appoggiare in modo scorretto il tappo, usare flaconi di piccole dimensioni, non annusare i vapori.

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I disinfettanti più comunemente usati, in base al loro potere disinfettante, si possono distinguere per:

Disinfezione a basso livello

sali di ammonio quaternario:

citrosil

bialcol

alcoli:

alcool etilico

disinfezione a medio livello

cloro e derivati:

amuchina

antisapril

ipoclorito di sodio

perossido di idrogeno:

acqua ossigenata

iodio e derivati:

tintura di iodio

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disinfezione ad alto livello

aldeidi:

formaldeide

glutaraldeide

Iodofori

betadine

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Bibliografia
  • Manuale per l’Operatore Socio-Sanitario, principi e tecniche-seconda edizione. Di : Andrea Cavicchioli, Paola Casson, Mario Morello, Angelo Pomes, Giorgio Zannella.--(casa editrice Ambrosiana)
  • L’operatore Socio-Sanitario- profilo, competenze e aree d’intervento—di Silvia Cianfanelli, Laura D’Addio. Marco Capecchi, Damasco Donati---(casa editrice Carocci Faber)
  • L’operatore Socio.Sanitario---manuale per la formazione—seconda edizione—di Marina Vanzetta, Franco Vallicella—( casa editrice MC.Graw-Hll)
  • L’operatore Socio-Sanitario—Manuale per la formazione dell’OTAA/OSA—di Marina Vanzetta, Franco Vallicella—(casa editrice MC.Graw.Hill)
  • Manuale dell’Operatore Tecnico Addetto all’Assistenza—di Paolo Chiari—(casa editrice Nettuno Verona)
  • Guida per l’Operatore Tecnico Addetto all’Assistenza—di Silvia Cianfanelli, Laura D’addio—(casa editrice La Nuova Italia Scientifica)
  • Manuale di Qualificazione dell’Ausiliario Socio-Sanitario—di Orfeo Carnevali—(casa editrice il Pensiero Scientifico Editore).
  • Giornale Italiano delle Infezioni ospedaliere linee guida per l’igiene delle mani nelle Strutture Sanitarie Assistenziali. (Lauri Edizioni).
  • Volume 10, numero 2 Aprile Giugno 2003.

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