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ETTY HILLESUM 1914-1943

ETTY HILLESUM 1914-1943. DIARIO 1941-1943 Milano, Adelphi 1996. Dice di sé…. Da un punto di vista erotico sono piuttosto raffinata, direi quasi abbastanza esperta perché mi si consideri una buona amante …..

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ETTY HILLESUM 1914-1943

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Presentation Transcript


  1. ETTY HILLESUM1914-1943 DIARIO 1941-1943 Milano, Adelphi 1996

  2. Dice di sé… Da un punto di vista erotico sono piuttosto raffinata, direi quasi abbastanza esperta perché mi si consideri una buona amante ….. Da un punto di vista intellettuale sono tanto fortunata da essere in grado di esprimere ogni cosa con formule chiare.

  3. su Spier (S.) Ed eccomi con la mia “costipazione spirituale”. E lui doveva mettere ordine nel mio caos interiore, venire a capo delle forze contraddittorie che operano in me. Mi ha presa come per mano e mi ha detto: ecco, devi vivere così.

  4. “Corpo e anima sono una cosa sola” Dev’essere stata questa la ragione per cui S. aveva voluto valutare le mie forze fisiche facendo la lotta con me. […] è successo un fatto strano: ho buttato a terra quest’uomo grande e grosso. Tutta la tensione e la forza che avevo accumulato si sono scatenate, ed eccolo a terra………

  5. Sogni erotici su di lui… In fondo io non ho mai lavorato bene. E’ come col sesso: se un uomo mi fa una certa impressione, sono capace di abbandonarmi per giorni e notti alle mie fantasie erotiche – non mi sono mai resa conto di quante energie io abbia consumato per questo -, ma se poi si arriva a un contatto reale, è una gran delusione.

  6. Sensuale e possessiva Provavo un desiderio troppo fisico per le cose che mi piacevano, le volevo avere. E’ per questo che sentivo sempre quel doloroso, insaziabile desiderio, quella nostalgia per qualcosa che mi appariva irraggiungibile, nostalgia che chiamavo allora “impulso creativo”.

  7. Nel profondo del mio essere Per quanto non lo desideri come uomo – non mi ha ancora colpita, sessualmente parlando …- S. mi ha toccata nel profondo del mio essere, e questo è ancora più importante. E ora capisco anche le parole di S. dopo la mia prima visita da lui. “Quel che c’è qui” (e indicava la testa) “deve finire qui” (e indicava il cuore).

  8. La sorgente di ogni cosa … La sorgente di ogni cosa ha da essere la vita stessa, mai un’altra persona. Molti, invece – soprattutto donne – attingono le proprie forze da altri: è l’uomo la loro sorgente, non la vita. Mi sembra un atteggiamento quanto mai distorto e innaturale.

  9. noi, illogiche donne … Eh sì, noi donne, noi stupide, idiote, illogiche donne, noi cerchiamo il Paradiso e l’Assoluto […]. Io voglio che lui mi dica: tesoro, tu sei l’unica per me e ti amerò in eterno. Ma questa è una favola. E il buffo è che non lo voglio affatto – non vorrei avere S. come eterno e unico uomo -, però pretendo il contrario da lui.

  10. mi do alla fuga … Forse pretendo un amore assoluto proprio perché io non ne sono capace? E poi, desidero sempre lo stesso livello d’intensità mentre so bene, per mia propria esperienza, che una cosa simile non esiste: ma non appena noto in un altro una temporanea caduta, mi do alla fuga.

  11. L’amoreper tutti S. dice che l’amore per tutti gli uomini è superiore all’amore per uno solo: perché l’amore per il singolo è una forma di amore di sé.

  12. perdersi nelle cose… A volte siamo così distratti e sconvolti da ciò che ci capita, cha poi fatichiamo a ritrovare noi stessi. Eppure si deve. Non si può affondare, per una sorta di senso di colpa, in ciò che ci circonda. E’ in te che le cose devono venir in chiaro, non sei tu che devi perderti nelle cose.

  13. La mia malattia è … Pretendi di rinchiudere la vita nelle tue formule, di abbracciare tutti i fenomeni della vita con la tua mente … va bene che tu affacci la tua testa in cielo, ma non che tu cacci il cielo nella tua testa. Ogni volta vorresti rifare il mondo, invece di goderlo com’è. E’ un atteggiamento alquanto dispotico.

  14. paura Paura di vivere su tutta la linea. Cedimento completo. Mancanza di fiducia in me stessa. Repulsione. Paura … … …

  15. Inginocchiarsi … La ragazza che non sapeva inginocchiarsi e che pure lo aveva imparato, sul ruvido tappeto di cocco di una disordinata camera da bagno. Ma sono faccende intime, quasi più intime di quelle del sesso. Vorrei poter rappresentare in tutte le sue sfumature questo processo interiore, la storia della ragazza che aveva imparato a inginocchiarsi […].

  16. prendimi per mano Mio Dio, prendimi per mano, ti seguirò da brava, non farò troppa resistenza. Non mi sottrarrò a nessuna delle cose che mi verranno addosso in questa vita, cercherò di accettare tutto e nel modo migliore. Ma concedimi di tanto in tanto un breve momento di pace … non voglio essere niente di così speciale, voglio solo cercare di essere quella che in me chiede di svilupparsi pienamente.

  17. Dentro di me c’è una sorgente molto profonda. E in quella sorgente c’è Dio. A volte riesco a raggiungerla, più sovente essa è coperta da pietre e sabbia. Allora Dio è sepolto. Allora bisogna dissotterrarlo di nuovo.

  18. Ama il prossimo tuo Ho capito pian piano che nei giorni in cui proviamo avversione per il prossimo, in fondo proviamo avversione per noi stessi … Quando vogliamo plasmare un altro secondo le nostre idee andiamo sempre a sbattere contro un muro e siamo sempre delusi, non dall’altra persona, ma dalle nostre pretese insoddisfatte. E’ un atteggiamento poco democratico, ma umano.

  19. I genitori E’ una questione fondamentale, importante e difficile: nel proprio cuore voler bene ai propri genitori. Cioè perdonarli per tutte le difficoltà che ti hanno creato semplicemente con la loro esistenza: difficoltà nell’attaccamento come nella repulsione, e nel peso della loro vita complicata che s’aggiunge alla tua.

  20. con gli occhi al cielo … M’immagino che certe persone preghino con gli occhi rivolti al cielo: esse cercano Dio fuori di sé. Ce ne sono altre che chinano il capo nascondendolo fra le mani, credo che cerchino Dio dentro di sé […].

  21. “Quella parte di me, la più profonda e la più ricca in cui riposo, è ciò che io chiamoDio”

  22. "Una volta che si comincia a camminare con Dio, si continua semplicemente a camminare e la vita diventa un'unica, lunga passeggiata."

  23. Dobbiamo cominciare a prendere sul serio il nostro lato serio, il resto verrà allora da sé: e lavorare a se stessi non è certo una forma d’individualismo malaticcio. Una pace futura potrà essere veramente tale solo se prima sarà stata trovata da ognuno in se stesso. […] È l’unica soluzione possibile.

  24. Mi prendo per mano … non ci si dovrebbe mai lasciar paralizzare da una cosa sola, per grave che essa sia, la gran corrente della vita deve continuare a scorrere. Mi prendo ogni volta per mano e mi dico: adesso hai da preparare quella lezione per domani … … …

  25. Un fatto di fedeltà… Nel mio cuore gli sono fedele. Sono fedele anche a Han. Sono fedele a tutti. Per strada cammino accanto ad un uomo con in mano dei fiori bianchi che paiono un mazzolino da sposa … … e solo 12 ore fa ero tra le braccia di un altro uomoe gli volevo, e gli voglio bene. E’ mancanza di gusto?... Per me è tutto perfettamente in ordine: forse perché ciò che è fisico non m’importa, non m’importa più molto.

  26. Da un parto all’altro E così la tua vita è un passare da un parto all’altro. Forse dovrò spesso cercare il mio parto, la mia liberazione in un cattivo pezzo di prosa, così come un uomo spinto dal bisogno trova la sua liberazione in quella che, detto energicamente, si chiama ‘puttana’ – perché a volte si grida per partorire, in ogni modo.

  27. Fiducia in me stessa Una volta, quando ero triste, pensavo che avrei continuato a esserlo per tutta la vita: ora so che anche quei momenti fanno parte del mio ritmo vitale, e che è un bene che sia così. Ho di nuovo fiducia, una grandissima fiducia anche in me stessa.

  28. Io non ho paura In fondo, io non ho paura. Non per una forma di temerarietà, ma perché sono cosciente del fatto che ho sempre a che fare con degli esseri umani, e cercherò di capire ogni espressione, di chiunque sia e fin dove mi sarà possibile.

  29. La vita è bella E alla fine di ogni giornata sento il bisogno di dire : la vita è davvero bella . Davvero, mi sto facendo una mia opinione su questa vita - un’opinione che so perfino difendere davanti agli altri, e questo dice non poco sulla ragazzina timida che sono sempre stata. E ci sono dei discorsi … … in cui le parole diventano testimonianza.

  30. Una corrente ininterrotta La vita rimane una corrente ininterrotta, forse in questi giorni un po’ più lenta e ostacolata, ma continua tuttavia a scorrere. Non dico più: sono così infelice, non so più che fare, questo non m’importa più niente. Una volta, avevo la pretesa di essere la persona più infelice di questa terra.

  31. Non possono farci niente Ma sopra quell’unico pezzo di strada che ci rimane c’è pur sempre il cielo, tutto quanto. Non possono farci niente, non possono veramente farci niente … Certo che ogni tanto si può essere tristi e abbattuti per quel che ci fanno … tuttavia siamo noi stessi a derubarci da soli.

  32. Di chi è la colpa? Eppure non riesco a trovare assurda la vita. E Dio non è nemmeno responsabile verso di noi per le assurdità che noi stessi commettiamo: i responsabili siamo noi! Sono già morta mille volte in mille campi di concentramento. So tutto quanto e non mi preoccupo più per le notizie future: in un modo o nell’altro, so già tutto.

  33. La storia e il dolore … E poi fa gran differenza se in un secolo è l’Inquisizione a far soffrire gli uomini, o la guerra o i progrom in un altro? … Il dolore ha preteso il suo posto e i suoi diritti, in una forma o nell’altra. Quel che conta è il modo con cui lo si sopporta, e se si è in grado di integrarlo nella propria vita, e insieme, di accettare ugualmente la vita.

  34. La morte Se si esclude la morte non si ha mai una vita completa; e la si accetta nella propria vita, si amplia e si arricchisce quest’ultima. E’ la prima volta che ho da confrontarmi con la morte. Non ho mai saputo bene come comportarmi con lei, sono vergine nei suoi confronti. Non ho mai visto una persona morta.

  35. Io non sono sola Io non sono sola nella mia stanchezza, malattia, tristezza o paura, ma sono insieme con milioni di persone, di tanti secoli: anche questo fa parte della vita che è pure bella e ricca di significato nella sua assurdità … ma si fa veramente assurda non appena se ne accetta o rifiuta una parte a piacere, proprio perché essa perde allora la sua globalità e diventa tutta quanta arbitraria.

  36. Le insufficienze Sempre quella paura infantile di perdere un po’ dell’amore degli altri, se non ci si adegua! Ma comincio a liberarmi da questi condizionamenti. Bisogna saper riconoscere le proprie insufficienze, anche quelle fisiche; bisogna accettare di non poter essere per un altro come si vorrebbe.

  37. Semplicemente essere E parole come Dio e Morte e Dolore e Eternità si devono dimenticare di nuovo. Si deve diventare un’altra volta così semplici e senza parole come il grano che cresce, o la pioggia che cade. Si deve semplicemente essere.

  38. E se… E se Dio non mi aiuterà più, allora sarò io ad aiutare Dio. Su tutta la superficie terrestre si sta estendendo pian piano un unico, grande campo di prigionia e non ci sarà quasi più nessuno che potrà rimanerne fuori. E’ una fase che dobbiamo attraversare.

  39. Voglio che tu stia bene con me Non ti porto soltanto le mie lacrime e le mie paure, ma ti porto persino, in questa domenica mattina grigia e tempestosa, un gelsomino profumato. Ti porterò tutti i fiori che incontro sul mio cammino, e sono veramente tanti. Voglio che tu stia bene con me.

  40. Ho spezzato il mio corpo.. Ho spezzato il mio corpo come se fosse pane e l’ho distribuito agli uomo. Perché no? Erano così affamati, e da tanto tempo.

  41. Le ultime parole … Si vorrebbe essere un balsamo per molte ferite.

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