corso di preparazione alla gestione faunistica n.
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CORSO DI PREPARAZIONE ALLA GESTIONE FAUNISTICA

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CORSO DI PREPARAZIONE ALLA GESTIONE FAUNISTICA. L. 11 febbraio 1992, n. 157 L.R. 8 febbraio 1994, n. 8 e succ. modif. Deliberazione Regionale n.701 del 19.5.08 DENSITA’ CAPACITA’ BIOTICA CAPACITA’ AGROFORESTALE PER AUMENTARE LA TOLLERABILITA’: METODI ECOLOGICI INDIRETTI;

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corso di preparazione alla gestione faunistica
CORSO DI PREPARAZIONE ALLA GESTIONE FAUNISTICA

L. 11 febbraio 1992, n. 157

L.R. 8 febbraio 1994, n. 8 e succ. modif.

Deliberazione Regionale n.701 del 19.5.08

DENSITA’

CAPACITA’ BIOTICA

CAPACITA’ AGROFORESTALE

PER AUMENTARE LA TOLLERABILITA’:

METODI ECOLOGICI INDIRETTI;

METODI DI INTERVENTO DIRETTI:

DISTURBO DIRETTO;

PIANI DI CONTROLLO, CON CATTURE ED ABBATTIMENTI;

slide2
L. 11 febbraio 1992, n. 157“NORME PER LA PROTEZIONE DELLA FAUNA SELVATICA OMEOTERMA E PER IL PRELIEVO VENATORIO”

ALL’ ART. 2

TUTELA TUTTE LE POPOLAZIONI DI MAMMIFERI ED

UCCELLI VIVENTI STABILMENTE O

TEMPORANEAMENTE IN STATO DI NATURALE

LIBERTA’ NEL TERRITORIO NAZIONALE.

SONO PERTANTO TUTELATE ANCHE LE

SPECIE ALLOCTONE (NUTRIA)

CAPACI DI AUTORIPRODURSI

NATURALMENTE IN LIBERTA’

slide3

PER TUTELARSI

LA STESSA LEGGE PREVEDE:

ISTITUZIONE DI UN FONDO PER IL RIMBORSO

DEI DANNI PRODOTTI DALLA FAUNA SELVATICA

ALLE PRODUZIONI AGRICOLE (ART. 26)

POTERE ALLE REGIONI DI CONTROLLARE LA

FAUNA SELVATICA ANCHE NELLE ZONE

VIETATE ALLA CACCIA. (ART. 19)

istituti faunistici di protezione e di produzione
Istituti faunistici di protezione e di produzione
  • Superficie agro-silvo-pastorale ha 164.465
  • Superficie ambiti protetti ha 34.000 ca
  • Zone ripopolamento cattura ha 12.000 ca
  • Zone di rifugio ha 15.000 ca
  • Oasi di protezione e R.N. ha 7.000 ca
slide9
AL FINE DELLA CORRETTA GESTIONE DI UNA

POPOLAZIONE DI FAUNA SELVATICA:

DENSITA’ =

NUMERO DI CAPI IN 100 HA

CAPACITA’ O DENSITA’ BIOTICA =

MASSIMA DENSITA’ RAGGIUNGIBILE DA UNA POPOLAZIONE SULLA BASE DI MECCANISMI DI AUTOREGOLAMENTAZIONE, QUANDO

I NATI RIMPIAZZANO I MORTI

E L’INCREMENTO UTILE ANNUO (I.U.A.) E’ UGUALE A 0

CAPACITA’ O DENSITA’ AGROFORESTALE =

MASSIMA DENSITA’ RAGGIUNGIBILE DA UNA POPOLAZIONE SENZA

CHE SI DETERMININO DANNI RILEVANTI

ALLE COLTIVAZIONI / PIANTAGIONI.

DIPENDE PERTANTO DAL GRADO DI TOLLERABILITA’ DEL DANNO,

E’ QUINDI UNA SCELTA ECONOMICO -SOCIALE E DI PIANIFICAZIONE DEL TERRITORIO

slide10

PER AUMENTARE IL GRADO DI TOLLERABILITA’:

  • MIGLIORAMENTI AMBIENTALI;
  • PREVENZIONE DEI DANNI;
  • INDENNIZZI MONETARI DEL DANNO;
  • SE NON BASTA:
  • PIANI DI CONTROLLO:
  • METODI ECOLOGICI;
  • PIANI DI ABBATTIMENTO DI TIPO CRUENTO:
  • CATTURE ED ELIMINAZIONE;
  • ABBATTIMENTI;
miglioramenti ambientali
MIGLIORAMENTI AMBIENTALI

PERMETTONO UN AUMENTO DELLA CAPACITA’ RECETTIVA DI

UN TERRITORIO MEDIANTE:

CONDUZIONE AGRICOLA:

EVITARE LE MONOCOLTURE;

ROTAZIONE AGRARIA;

FASCE ECOTONALI;

MANTENIMENTO DI FOSSI, MACERI E SIEPI.

GESTIONE FORESTALE:

COSTITUZIONE E MANTENIMENTO DI RADURE;

ALTERNANZA TAGLIATE/ALTO FUSTO;

STRUTTURE DISETANEE;

MASSIMA DIVERSITA’ DI ESSENZE CON TAGLI E PIANTUMAZIONI.

slide12
COLTIVAZIONI A PERDERE:

FORNITURA DI ALIMENTO ESTERNO ALLE PRODUZIONI AGRICOLE DURANTE TUTTO L’ANNO;

NEI PRESSI DELLE RIMESSE;

ALL’INTERNO DEI COMPRENSORI BOSCATI.

FORAGGIAMENTO ARTIFICIALE:

CONCENTRAZIONE DI INDIVIDUI IN AREE LIMITATE;

DISTRUZIONE DELL’AMBIENTE;

INSORGENZA DI EPIDEMIE E ZOONOSI;

DIMINUZIONE DI SELVATICITA’;

BRACCONAGGIO.

prevenzione
PREVENZIONE
  • FORNITURA DEI MATERIALI
  • CONTRIBUTO AL MONTAGGIO

REPELLENTI:

RAPPRESENTANO BARRIERE DI TIPO:

ACUSTICO (DETONATORI, RADIO, ECC.)

CHIMICO (OLFATTIVO, GUSTATIVO, ECC.)

MECCANICO (RETINE, RECINZIONI)

ELETTRICO (RECINZIONI)

FORAGGIAMENTO ARTIFICIALE:

COLTURE A PERDERE;

SOMMINISTRAZIONE ARTIFICIALE.

indennizzo monetario del danno
INDENNIZZO MONETARIO DEL DANNO:

L.R. 8/94 E SUCCESSIVE MODIFICAZIONI;

DELIBERA DELLA GIUNTA REGIONALE

N.2008/701 DEL 19. MAGGIO 2008;

  • ZONE DI PROTEZIONE E PRODUZIONE:

CONTRIBUTI REGIONALI PER PREVENZIONE ED INDENNIZZO DEI DANNI DA TUTTA LA FAUNA SELVATICA

b) RESTANTE TERRITORIO

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PER PREVENZIONE ED INDENNIZZO

ACCEDONO AI CONTRIBUTI REGIONALI

ESCLUSIVAMENTE:

IMPRENDITORI AGRICOLI (art.2135 c.c.)

muniti di PARTITA I.V.A.

LA PROVINCIA INTERESSATA PROVVEDERÀ

con proprio personale idoneo, o con personale esterno abilitato

AD ACCERTARE IL DANNO.

IL CONTRIBUTO NON VIENE CONCESSO SE

il danno accertato risulta inferiore (franchigia):

≤ 0,00 € (territori montani)

≤ 77,47€ (restante territorio)

SE IL DANNO RISULTA SUPERIORE,

viene calcolato sulla parte eccedente i due importi fino alla concorrenza della disponibilità del bilancio regionale.

slide16
L. 157/92 ART. 19 COMMA 2:

L.R. 8/94 E SUCCESSIVE MODIFICAZIONI;

STABILISCE CHE LE REGIONI (PROVINCE) PROVVEDONO AL CONTROLLO DELLE SPECIE DI FAUNA SELVATICA ANCHE NELLE ZONE VIETATE ALLA CACCIA.

QUANDO:

PER LA MIGLIORE GESTIONE DEL PATRIMONIO ZOOTECNICO,

PER LA TUTELA DEL SUOLO,

PER MOTIVI SANITARI,

PER LA SELEZIONE BIOLOGICA,

PER LA TUTELA DEL PATRIMONIO STORICO-ARTISTICO,

PER LA TUTELA DELLE PRODUZIONI ZOO-AGRO-FORESTALI ED ITTICHE.

il piano di controllo
IL PIANO DI CONTROLLO
  • NON E’ ATTIVITA’ VENATORIA;
  • UTILIZZO DI METODI ECOLOGICI;
  • ORGANIZZATO E COORDINATO ESCLUSIVAMENTE DALLA PROVINCIA;
  • CONTROLLO TECNICO E PARERE DI FATTIBILITA’ DELL’I.S.P.R.A.;

OPERATORI:

  • GUARDIE VENATORIE;
  • PROPRIETARI E CONDUTTORI DEI FONDI;
  • GUARDIE FORESTALI E COMUNALI;
  • OPERATORI ABILITATI ED AUTORIZZATI.
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DEVE PREVEDERE:

MODALITA’ OPERATIVE;

TEMPI DI ESECUZIONE;

STRUMENTI DI CATTURA

(GABBIE-TRAPPOLA, ARMI DA SPARO);

EVENTUALI LIMITI NUMERICI DI CAPI ABBATTIBILI;

PER LE SPECIE ALLOCTONE SI PUO’ VALUTARE L’IPOTESI DI PIANI DI ERADICAZIONE.

LA L.R.16 FEBBRAIO 2000, N.6, LO PREVEDE NEL CASO DELLA NUTRIA “MYOCASTOR COYPUS”.

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L’INTERVENTO E’ CONDIZIONATO DAL RAPPORTO FRA

IL VALORE CONSERVAZIONISTICO DELLA SPECIE INTERESSATA

E LA NATURA ED ENTITA’ DEL DANNO.

IN PARTICOLARE OCCORRE VALUTARE LE CARATTERISTICHE

DISTRIBUTIVE,

DI STATUS E VULNERABILITA’

DELLA SPECIE O POPOLAZIONE LOCALE INTERESSATA

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VALUTARE LE CARATTERISTICHE E GLI SCOPI DEI SINGOLI ISTITUTI FAUNISTICI:

NEGLI ISTITUTI DI PRODUZIONE DI FAUNA SELVATICA PUO’ NECESSITARE IL CONTROLLO DI SPECIE PREDATRICI A VASTA DISTRIBUZIONE, APPENA DIMOSTRANO UNA DENSITA’ ELEVATA.

IN ISTITUTI DI PROTEZIONE E CONSERVAZIONE L’ESIGENZA DI SALVAGUARDARE REALTA’ FAUNISTICHE IMPORTANTI E MINACCIATE, PUO’ RICHIEDERE INTERVENTI MIRATI DI CONTROLLO DI SPECIE COMPETITRICI PIU’ DIFFUSE ED OPPORTUNISTE.

metodi ecologici
METODI ECOLOGICI:

SI INTENDONO TUTTI QUEI MEZZI DI CONTROLLO CHE PRESCINDONO DALLA SOTTRAZIONE DI INDIVIDUI DALLE POPOLAZIONI NATURALI MEDIANTE L’ABBATTIMENTO O LA CATTURA:

  • CONTENIMENTO DELLE FONTI TROFICHE ARTIFICIALI (DISCARICHE, SCARTI E RIFIUTI DI ALLEVAMENTI, RIDUZIONE DI IMMISSIONI DI SELVAGGINA PRONTA CACCIA);
  • PREVENZIONE DEI DANNI CON BARRIERE FISICHE;
  • INTERVENTI DI DISTURBO OVE LA SPECIE RICHIEDE LA MAX TRANQUILLITA’: DORMITORI, SITI DI ALIMENTAZIONE E RIFUGIO.
slide22
QUALORA L’I.S.P.R.A. VERIFICHI L’INEFFICACIA DEI PREDETTI METODI, PUO’ CONSENTIRE L’ATTIVAZIONE DI INTERVENTI DIRETTI ANCHE DI TIPO CRUENTO MEDIANTE CATTURA ED ELIMINAZIONE OD ABBATTIMENTO CON ARMI DA SPARO.

GLI INTERVENTI DIRETTI IMPLICANO L’UTILIZZO DI SISTEMI:

SELETTIVI: COLPIRE ESCLUSIVAMENTE LA SPECIE BERSAGLIO;

EFFICACI: MASSIMO RISULTATO CON MINORE DISPENDIO DI ENERGIE (FISICHE ED ECONOMICHE);

DISTURBO: MINORE POSSIBILE PER LE SPECIE NON BERSAGLIO;

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STRETTA COLLABORAZIONE CON GLI ATC

SPINTI DALLA NECESSITA’ DI INTERVENTI CAPILLARI A PROTEZIONE DEI FRUTTETI;

DI MIGLIORARE LA TRASPERENZA DEGLI INTERVENTI;

DI COINVOLGERE IL MAGGIORE NUMERO DI OPERATORI,

DI USARE GLI OPERATORI LOCALI,

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RETE DI REFERENTI LOCALI:

RICEVONO LE RICHIESTE DI INTERVENTO DEGLI AGRICOLTORI;

VALUTANO LE METODOLOGIE PIU’ APPROPRIATE;

COORDINANO LE USCITE E LE COMUNICANO AD ATC E PROVINCIA;

INVIANO GLI OPERATORI PREVENTIVAMENTE AUTORIZZATI;

INVIANO LE COMUNICAZIONI PREVENTIVE;

RACCOLGONO E RENDICONTANO I RISULTATI DEGLI INTERVENTI

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Settore Politiche Agricole

e Sviluppo Rurale

IN PROVINCIA DI RAVENNA

ABBIAMO ATTIVATO PIANI DI CONTROLLO PER:

CORMORANI

VOLPE

NUTRIA

CORVIDI

STORNO

COLOMBO INSELVATICHITO

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PIANO DI CONTROLLO DEL

CORMORANO (Phalacrocorax carbo)

dal 1995

PRIMA ANNUALE DA ULTIMO TRIENNALE;

SCOPI:

TUTELARE LE ATTIVITA’ PRODUTTIVE DI PESCA;

CONTENIMENTO DEI TENTATIVI DI NIDIFICAZIONE;

slide27
PROTEZIONE MECCANICA DEI SITI DI ALIMENTAZIONE E A MAGGIOR DENSITA’ ITTICA INVERNALE:

PESCHIERE, LAVORIERI, CANALI E VASCHE DI SVERNO, VASCHE INTENSIVE, ECC.;

MEDIANTE:

COPERTURA CON RETI ORIZZONTALI DI CM. 20X20;

RETI VERTICALI TRASVERSALI ALLE VASCHE;

FILI ORIZZONTALI TESI SOPRA LA SUPERFICIE DELL’ACQUA.

ABBATTIMENTI DIRETTI DA SETTEMBRE A MARZO;

FUCILI CON CANNA AD ANIMA LISCIA E MUNIZIONE SPEZZATA;

“PROSPETTO DELLE OPERAZIONI DI ABBATTIMENTO”

CONSEGNATO NOMINATIVAMENTE AD OGNI OPERATORE, DA RESTITUIRE OGNI ANNO.

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PIANO DI CONTROLLO DELLA

NUTRIA (Myocastor coypus)

dal 1996

CON PIANI QUINQUENNALI;

SPECIE ALLOCTONA SPROVVISTA DI PREDATORI NATURALI;

DIFFUSIONE DALLE ZONE UMIDE VALLIVE ALLE GOLENE DEI CORSI D’ACQUA PRINCIPALI, RENO E LAMONE, FINO AI TORRENTI DELLA COLLINA ED AI LAGHETTI AD USO IRRIGUO;

slide29
DANNI IDRAULICI E STRUTTURALI AGLI ARGINI DI FIUMI E CANALI, EROSIONE ED INTERRAMENTO DEGLI ALVEI, COMPARSA DI FONTANAZZI ED ALLAGAMENTI;

VORACITA’: CERALI, MAIS, BIETOLE, ORTAGGI INVERNALI;

POSSIBILE VETTORE DI SALMONELLA, E LEPTOSPIRA SP.

AFFONDAMENTO DEI NIDI GALLEGGIANTI;

DEPAUPERAMENTO DEGLI HABITAT ORIGINALI; (NINFEE, TIFA, ECC.)

slide30
CATTURE MEDIANTE GABBIE-TRAPPOLA;

EUTANASIA CON CLOROFORMIO;

DISLOCAZIONE DELLE VERTEBRE CERVICALI;

ORA ABBATTIMENTO CON FUCILE PICCOLO CALIBRO;

ABBATTIMENTO DIRETTO DURANTE L’INTERO ANNO SOLARE AD ESCLUSIONE DI 16 MARZO - 31 LUGLIO;

ANCHE NOTTURNO CON FARO / INTENSIFICATORI;

FUCILI CON CANNA AD ANIMA LISCIA;

CARABINE DI PICCOLO CALIBRO;

NUCLEI LOCALI DI COADIUTORI ABILITATI;

“PROSPETTO DELLE OPERAZIONI DI ABBATTIMENTO”

PREVENTIVA COMUNICAZIONE DEGLI INTERVENTI DI ABBATTIMENTO DIRETTO;

slide31
PIANO DI CONTROLLO DELLA

VOLPE (Vulpes vulpes)

dal 1996

TUTELA DI ALCUNE ATTIVITA’ ANTROPICHE

ALLEVAMENTI DI BASSA CORTE

RIPRODUZIONE DI LEPRI E GALLIFORMI

ALL’INTERNO DI ZONE DI PRODUZIONE DELLA FAUNA E ZONE LIMITROFE FINO 300 m.;

RINUNCIA DI IMMISSIONE DI FAUNA SELVATICA PRONTA CACCIA SENZA FITNESS ADATTA;

slide32
STABULAZIONE DEGLI ANIMALI DI BASSA CORTE;

CONTROLLO DELLE DISCARICHE E SMALTIMENTI DI ORIGINE ANIMALE;

INTERVENTI ALLA TANA DAL 1 FEBB AL 30 LUGLIO;

NUCLEI DI 10-15 OPERATORI;

INTERVENTI PUNTIFORMI ALL’ASPETTO NOTTURNO;

ESCLUSO 1 APRILE – 30 LUGLIO;

NUCLEI ORGANIZZATI DA ATC LOCALI;

COMUNICAZIONI PREVENTIVE DEGLI INTERVENTI.

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PIANO DI CONTROLLO DEI CORVIDI:

GAZZA (Pica pica)

CORNACCHIA GRIGIA

(Corvus corone cornix)

dal 2001

TUTELA DI ALCUNE ATTIVITA’ ANTROPICHE

SETTORE AGRICOLO - ZOOTECNICO;

RIPRODUZIONE DI LEPRI E GALLIFORMI;

ALL’INTERNO DI ZONE DI PRODUZIONE DELLA FAUNA SELVATICA;

RINUNCIA DI IMMISSIONE DI FAUNA SELVATICA PRONTA CACCIA SENZA ADATTA FITNESS;

CONTROLLO DELLE DISCARICHE E SMALTIMENTI DI ORIGINE ANIMALE;

slide34
CATTURE SELETTIVE CON GABBIE TRAPPOLA;

ELIMINAZIONE CON DISLOCAZIONE CERVICALE;

TRAPPOLE LARSEN PER FASE DI NIDIFICAZIONE;

LETTER-BOX NELLE AREE DI PASTURAZIONE;

ATC DI PIANURA MAX 500 CORNACCHIE, 1000 GAZZE;

ATC DI COLLINA MAX 1000 CORNACCHIE, 500 GAZZE.

OPERATORI ABILITATI ED AUTORIZZATI, COORDINATI DAGLI ATC LOCALI.

“PROSPETTO DELLE OPERAZIONI DI ABBATTIMENTO”

COMUNICAZIONE PREVENTIVA DEGLI ISTITUTI INTERESSATI ALLE CATTURE.

slide35
PIANO DI CONTROLLO DELLO STORNO

STORNO( Sturnus vulgaris)

dal 2003

PROVINCIA DI RAVENNA PARTICOLARMENTE RICCA

DI PRODUZIONI FRUTTICOLE, ORTICOLE, SEMENTIERE;

VITIGNI E MARCHI PRESTIGIOSI, CON MATURAZIONI “SULLA PIANTA”;

TUTELA DI ALCUNE ATTIVITA’ ANTROPICHE

SETTORE AGRICOLO ZOOTECNICO

ALL’EVIDENZIARSI DEL DANNO;

SULL’INTERO TERRITORIO PROVINCIALE;

A PROTEZIONE DELLE FRUTTE “ROSSE” DALLA MATURAZIONE DELLE PRIME DRUPACEE

(CILIEGIE, ALBICOCCHE)

FINO A COLTURE TARDIVE

(VITE, ULIVO)

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1 ° INTERVENTI DISSUASIVI:

PROTEZIONE MECCANICA CON RETE

DISSUASIONE DI TIPO ACUSTICO;

NASTRI, SPECCHI RIFLETTENTI;

GRIDA DI ALLARME;

2° INTERVENTI DI TIPO CRUENTO

ABBATTIMENTO CON ARMI DI CUI ALL’ART.13 L.157/92

INTERVENTI PUNTIFORMI;

STRETTA RELAZIONE AI TEMPI;

IMMEDIATE ADIACENZE DELLA COLTURA DANNEGGIATA (50-100METRI);

SENZA UTILIZZO DI RICHIAMO;

OPERATORI ABILITATI ED AUTORIZZATI, COORDINATI DALLA PROVINCIA.

“PROSPETTO DELLE OPERAZIONI DI ABBATTIMENTO”

COMUNICAZIONE PREVENTIVA DEGLI INTERVENTI DA ESEGUIRE.

piano di controllo del colombo di citta columba livia forma domestica
PIANO DI CONTROLLO DEL COLOMBO DI CITTA’(Columba livia forma domestica)
  • DAL 2009
  • RIDURRE I DANNI DEL COLOMBO DI CITTA’ IN AGRICOLTURA;
  • DURANTE LE SEMINE PRIMAVERILI: DA MARZO A MAGGIO;
  • SEMINE ESTIVE: MAGGIO – GIUGNO;
  • SEMINE AUTUNNALI : OTTOBRE – NOVEMBRE;
  • DEPOSITI / MAGAZZINI DI GRANAGLIE;
  • ALLEVAMENTI ZOOTECNICI;
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1° INTERVENTI DISSUASIVI:

IMPEDIRE L’ACCESSO NEI FABBRICATI CON RETI ALLE FINESTRE;

RICOVERARE LE GRANAGLIE IN AMBIENTI CHIUSI O PROTETTI;

NASTRI, SPECCHI RIFLETTENTI;

2° INTERVENTI DI TIPO CRUENTO

ABBATTIMENTO CON ARMI DI CUI ALL’ART.13 L.157/92

INTERVENTI PUNTIFORMI;

STRETTA RELAZIONE AI TEMPI;

IMMEDIATE ADIACENZE DELLA COLTURA DANNEGGIATA (50-100METRI);

DA APPOSTAMENTO O DIETRO RIPARO NATURALE;

ANCHE CON L’USO DI RICHIAMI VIVI OD ARTIFICIALI;

OPERATORI ABILITATI ED AUTORIZZATI, COORDINATI DALLA PROVINCIA.

“PROSPETTO DELLE OPERAZIONI DI ABBATTIMENTO”

COMUNICAZIONE PREVENTIVA DEGLI INTERVENTI DA ESEGUIRE.

piano di controllo dei corvidi
PIANO DI CONTROLLO DEI CORVIDI:

CORNACCHIA GRIGIA

(Corvus corone cornix)

GAZZA (Pica pica)

GHIANDAIA (Garrulus glandarius)

dal 2009

SI AGGIUNGE AL PRECEDENTE OVE NON ERA PREVISTA LA GHIANDAIA;

TUTELA DELLE PRODUZIONI AGRICOLE: DRUPACEE, POMACEE;

RIPRODUZIONE DI LEPRI E GALLIFORMI;

SULL’INTERO TERRITORIO PROVINCIALE;

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1° INTERVENTI DISSUASIVI DI TIPO ECOLOGICO:

NON SONO NOTI METODI ECOLOGICI

CHE POSSANO IMPEDIRE DI ASPORTARE / CIBARSI DEI FRUTTI;

2° INTERVENTI DI TIPO CRUENTO

INTERVENTI PUNTIFORMI;

STRETTA RELAZIONE AI TEMPI;

IMMEDIATE ADIACENZE DELLA COLTURA DANNEGGIATA (50-100METRI);

DA APPOSTAMENTO O DIETRO RIPARO NATURALE;

CATTURE SELETTIVE CON GABBIE TRAPPOLA:

TRAPPOLE LARSEN PER FASE DI NIDIFICAZIONE

LETTER-BOX NELLE AREE DI PASTURAZIONE;

ELIMINAZIONE CON DISLOCAZIONE CERVICALE.

ABBATTIMENTO CON ARMI DA FUOCO DI CUI ALL’ART.13 L.157/92;

MAX 500 CORNACCHIE, 1500 GHIANDAIE; 2000 GAZZE;

OPERATORI ABILITATI ED AUTORIZZATI, COORDINATI DAGLI ATC LOCALI.

“PROSPETTO DELLE OPERAZIONI DI ABBATTIMENTO”

COMUNICAZIONE PREVENTIVA DEGLI ISTITUTI INTERESSATI ALLE CATTURE.