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CERTIFICARE LE COMPETENZE

CERTIFICARE LE COMPETENZE. NEL BIENNIO DELL’OBBLIGO. Aula Magna IPSSCSS “Maffeo Pantaleoni” , Frascati, 14 marzo 2011 FS Docenti Prof.ssa Maria Cristina Fortunati. A CHE PUNTO SIAMO. BIBLIOGRAFIA DI RIFERIMENTO

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CERTIFICARE LE COMPETENZE

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Presentation Transcript


  1. CERTIFICARE LE COMPETENZE NEL BIENNIO DELL’OBBLIGO Aula Magna IPSSCSS “Maffeo Pantaleoni” , Frascati, 14 marzo 2011 FS Docenti Prof.ssa Maria Cristina Fortunati A CHE PUNTO SIAMO

  2. BIBLIOGRAFIA DI RIFERIMENTO • Decreto ministeriale n. 139 del 22 agosto 2007, pubblicato nella G.U. 31 agosto 2007, n. 202) • Raccomandazione del Parlamento Europeo e del Consiglio del 18 dicembre 2006 sulle competenze chiave per l’apprendimento permanente • Accordo quadro del 19 gennaio 2003 (art. 4) sull’offerta formativa sperimentale di istruzione e formazione professionale, sancito in conferenza unificata tra il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Ministro per le Politiche Sociali, Regioni, Province autonome di Trento e Bolzano (per la definizione degli standard formativi • Linee Guida per il riordino degli Istituti Professionali d.P.R. 15 marzo 2010, n. 87, articolo 8, comma 6 • Modello di Certificazione di Competenze

  3. LO STATO DEI LAVORI MATERIALI DI UTILITA’ PRODOTTI DALL’IPS “M. Pantaleoni”ai sensi del D.M. 139/07 • MODELLO DELLE CONOSCENZE, COMPETENZE, CAPACITA’/ABILITA’ DI CIASCUNA DISCIPLINA PRESENTE NEL CURRICOLO DEL BIENNIO DELL’OBBLIGO, ORGANIZZATO IN BASE ALLA DECLINAZIONE DELLE SINGOLE DISCIPLINE NEI QUATTRO ASSI CULTURALI (A.S. 2008-2009) • MODELLO COMUNE DI CERTIFICAZIONE DI COMPETENZE, IN COLLABORAZIONE CON GLI ISTITUTI SUPERIORI II CICLO STATALI e PARITARI DEI DISTRETTI SCOLASTICI 37 39 40 42 (A.S. 2008-2009) • PROVE DI COMPETENZE SOMMINISTRATE PER CLASSI PARALLELE (A.S. 2009-2010) • SCHEDE SINTETICHE PER IL RILEVAMENTO DELLE VALUTAZIONI AD USO DEI CONSIGLI DI CLASSE • (i materiali indicati sono consultabili nel sito dell’Istituto; le schede di cui al primo punto, unitamente alla descrizione del lavoro svolto, sono consultabili in cartaceo nella Biblioteca dell’Istiututo)

  4. IL MODELLO COMUNE DI CERTIFICAZIONE DI COMPETENZE MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE PER IL LAZIO ISTITUTI SUPERIORI II CICLO STATALI e PARITARI DISTRETTI SCOLASTICI 37 39 40 42 ANNO SCOLASTICO _____/_____ CERTIFICAZIONE DELLE COMPETENZE ACQUISITE AL TERMINE DEL BIENNIO DELL’OBBLIGO Studente/-ssa (cognome)_______________________ (nome) ________________ Classe ___________ Luogo di nascita ________________________ Data ________________ Comune di residenza __________________________ CAP __________ Indirizzo __________________________________________________ Recapiti telefono ____________________________ email _____________ Timbro della scuola Il Dirigente Scolastico (frontespizio, p. 1/4)

  5. (p. 3/4)

  6. (p. 3/4)

  7. (p. 3/4)

  8. (p. 3/4)

  9. LEGENDA LIVELLI A - Utilizza la competenza in piena autonomia e responsabilità B - Utilizza la competenza con buona autonomia C - Utilizza la competenza autonomamente solo in situazioni semplice D - Utilizza le competenze solo se opportunamente guidato E - Non ha acquisito la competenza Firma dei Docenti componenti il Consiglio di classe: ……………………………………….. ……………………………………….. ………………………………………. ……………………………………….. ………………………………………. ……………………………………….. ………………………………………. ……………………………………….. ………………………………………. ……………………………………….. ………………………………………. ……………………………………….. ………………………………………. Firma del Dirigente scolastico …………………………………........ …………………….., lì ……………………………………. (p. 4/4)

  10. PER CERTIFICARE LE COMPETENZEAL TERMINE DELL’ANNO SCOLASTICO (classi seconde): SINGOLI DOCENTI: • CONSULTAZIONE E, LADDOVE OPPORTUNO, REVISIONE DEI DATI RIPORTATI NEL MODELLO DELLE CONOSCENZE, COMPETENZE, CAPACITA’/ABILITA’ GIA’ REDATTO PER CIASCUNA DISCIPLINA PRESENTE NEL CURRICOLO DEL BIENNIO DELL’OBBLIGO • CONFRONTO (PER LE DISCIPLINE DELL’AREA COMUNE) CON GLI OBIETTIVI INDICATI NELLE SCHEDE ALLEGATE ALLE LINEE GUIDA PER IL RIORDINO DEGLI ISTITUTI PROFESSIONALI • ORGANIZZAZIONE DELLE PROVE DI VALUTAZIONE PER CLASSI PARALLELE PER CIASCUNA DISCIPLINA (entro la metà di maggio 2011) O PER AREE DISCIPLINARI (LADDOVE LE ATTIVITA’ CURRICULARI SIANO STATE SUPPORTATE DA SPECIFICI PROGETTI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE – vedi Linee guida) • MONITORAGGIO DEI DATI • COMPILAZIONE SCHEDA DI CERTIFICAZIONE (a cura del C.d.C.)

  11. PER CERTIFICARE LE COMPETENZE AL TERMINE DELL’ANNO SCOLASTICO (classi seconde): FS DOCENTI E COORDINATORI DI DIPARTIMENTO: • SUPPORTO ALLA REDAZIONE/COMPOSIZIONE DELLE PROVE • SUPPORTO ALLA RACCOLTA DEI DATI DI VALUTAZIONE

  12. COSA SI PREVEDE DI REALIZZARE NEL PROSEGUIMENTO DEL LAVORO SULLA CERTIFICAZIONE DELLE COMPETENZE

  13. COSA SI PREVEDE DI REALIZZARE NEL PROSEGUIMENTO DEL LAVORO SULLA CERTIFICAZIONE DELLE COMPETENZE

  14. Quali azioni per avviare il lavoro di costruzione dei test • Per la condivisione e la revisione delle competenze individuate nel corso del corrente a.s.: • comparare la definizione delle competenze formulate a livello scolastico con quelle date a livello di sistema (INDIRE, PISA1, ASSOCIAZIONI NAZIONALI DI SETTORE, LINEE GUIDA) • compare le definizioni di competenze formulate con quelle inserite nella certificazione comune • Considerare le reali opportunità che hanno avuto gli studenti di apprendere ciò che è necessario per rispondere correttamente ai diversi quesiti • Definire in modo chiaro il raggiungimento di quali obiettivi valutare entro il primo quadrimestre e quali entro il secondo (nel corrente anno, dato il ritardo di avvio, è possibile lavorare sul livello complessivo) • Verificare la tipologia di test più adatti agli obiettivi da monitorare

  15. DATA LA SPECIFICITA’ DEL NOSTRO ISTITUTO, AFFINCHÈ L’AZIONE RISULTI EFFICACE è OPPORTUNO … • che si realizzi una reale comunicazione tra le singole discipline e i Dipartimenti di Indirizzo in cui queste sono inserite, al fine di considerare concretamente e oggettivamente la trasversalità delle stesse nell’indirizzo di riferimento • Considerare quanto indicato nelle Linee Guida riguardo le competenze • SAREBBE – PERTANTO – UTILE CHE: • le riunioni per discipline (o aree disciplinari) FOSSERO PRECEDUTE dalle riunioni dipartimentali, all’interno delle quali recepire, discutere e programmare gli obiettivi trasversali e le linee guida COMUNI da seguire • Si insistesse sulla realizzazione di progetti centrati sulla PROBLEMATIZZAZIONE dei fenomeni, in modo da coinvolgere tutte le discipline

  16. Alcune indicazioni di supporto

  17. CONTESTO SOCIALE GENERALE ED EDUCATIVO • Questionari a livello di Sistema • Curricolo proposto Curriculum istituzionale CONTESTO LOCALE, DI TERRITORIO E DI SCUOLA Questionario scuola/insegnanti Curriculum svolto Curriculum percepito • BACKGROUND PERSONALE • Questionario studente • Fascicoli test • Prove di laboratorio Curriculum raggiunto COMPARARE I QUESTIONARI INTERNI CON I QUESTIONARI DI SISTEMA (INDIRE, PISA, ASSOCIAZIONI NAZIONALI DI SETTORE) “La comparazione parte da studi di caso nazionali per identificare gli elementi curriculari comuni” Stefania Pozio (Invalsi), Le principali indagini internazionali: quali suggerimenti per la scuola italiana?, intervento al seminario di studio Strumenti e processi per una valutazione autentica dell’insegnamento a livello europeo, Aula Magna Facoltà di Lettere e Filosofia, Università Roma Tre, 19 giugno 2009

  18. PRINCIPALI SISTEMI DI RICERCA

  19. PRINCIPALI SISTEMI DI RICERCA S. Pozio, cit., Invalsi (materiali adattati alla presentazione)

  20. QUALI INFORMAZIONI e QUALI PRATICHE RICAVARE Dalle esperienze di ricerca del TIMSS, ad esempio, si ricavano indicatori utili a considerare le variabili utili ad una costruzione scientifica ed oggettiva dei test da somministrare agli studenti, quali: • Analisi dei libri di testo • Analisi dei materiali usati • Studio della variabile cosiddetta OTL (Opportunity to learn), ovvero quali opportunità di apprendimento hanno avuto gli studenti di apprendere ciò che è necessario per rispondere correttamente ai diversi quesiti

  21. QUALI INFORMAZIONI e QUALI PRATICHE RICAVARE Dalle esperienze e dai modelli di ricerca PISA • Comparazione risultati sistema scolastico locale in cui si opera con gli indicatori nazionali e, a seguire, internazionali • Analisi delle caratteristiche del sistema scolastico in cui si opera (livello locale), a livello di prestazione e di produzione; comparazione con il quadro nazionale e, a seguire, internazionale (processo di autovalutazione) • Monitoraggio dei risultati per costruire serie storiche di dati utilizzabili per orientare la politica educativa e scolastica

  22. QUALI GLI STRUMENTI DI SUPPORTO E GLI AMBIENTI DI FORMAZIONE CONTINUA DEGLI INSEGNANTI MATEMATICA – Le iniziative italiane MAT@bel (2006): Matematica. Apprendimenti di base con e-learning • Ha come obiettivo il miglioramento dell’insegnamento della matematica nella scuola italiana, anche al fine di ovviare ai deficit rilevati dalle recenti indagini OCSE-PISA nelle competenze matematiche dei nostri allievi • Introduce gli insegnanti alle problematiche relative all’insegnamento-apprendimento della matematica attraverso esempi concreti di attività da svolgere in classe e si avvale per la sua realizzazione di uno strumento tecnologico, la piattaforma INDIRE, che consente ai partecipanti di discutere e condividere le proprie esperienze di formazione in una dimensione collaborativa Stefania Pozio (Invalsi), cit, (materiali adattati per la presentazione)

  23. QUALI GLI STRUMENTI DI SUPPORTO E GLI AMBIENTI DI FORMAZIONE CONTINUA DEGLI INSEGNANTI SCIENZE – Le iniziative italiane PIANO ISS (Insegnare Scienze Sperimentali) • si pone come obiettivo la formazione continua degli insegnanti finalizzata a valorizzare e promuovere esperienze formali e informali di educazione in ambito scientifico • Ha l’obiettivo finale di elevare il livello di Literacy (competenze) matematico-scientifica degli studenti italiani • Si propone di sostenere progressivamente la formazione continua dei docenti, organizzati in comunità di pratiche e sostenuti da presìdi territoriali, all’interno dei quali saranno chiamati ad operare docenti provvisti di adeguata formazione che permetta loro di valorizzare e promuovere, nei confronti dei colleghi, esperienze formali e informali di formazione nell’ambito scientifico Stefania Pozio (Invalsi), cit, (materiali adattati per la presentazione)

  24. QUALI GLI STRUMENTI DI SUPPORTO E GLI AMBIENTI DI FORMAZIONE CONTINUA DEGLI INSEGNANTI AREA LINGUISTICA – Le iniziative italiane POSEIDON (2005) • Destinato ai docenti di area linguistica del primo ciclo (scuola secondaria di primo grado) e del secondo ciclo (primo biennio della scuola secondaria di II grado) d’istruzione • Nell’a.s. 2005-2006, in sintonia con gli obiettivi strategici individuati a Lisbona dal Consiglio Europeo, il MPI – in collaborazione con INDIRE e con le Ass.ni disciplinari di settore, ha realizzato un ambiente di formazione per docenti da impegnare nella funzione tutoriale nell’ambiente di formazione e-learning integrato (docenti-tutor), che oltre ad essere esperti nei contenuti, devono possedere competenze comunicativo-relazionali, pedagogiche, tecnologiche e gestionali per svolgere funzioni di tutoraggio per la formazione e-learning Stefania Pozio (Invalsi), cit, (materiali adattati per la presentazione)

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