1 / 16

L’azzurro. La politica senza il territorio

L’azzurro. La politica senza il territorio. Il rapporto politico-territorio nella transizione politica italiana. La Lega un “partito antipartito” che prepara la transizione Forza Italia, un attore politico che per auto-definizione non ha marchio territoriale definito e regionalizzato

keelia
Download Presentation

L’azzurro. La politica senza il territorio

An Image/Link below is provided (as is) to download presentation Download Policy: Content on the Website is provided to you AS IS for your information and personal use and may not be sold / licensed / shared on other websites without getting consent from its author. Content is provided to you AS IS for your information and personal use only. Download presentation by click this link. While downloading, if for some reason you are not able to download a presentation, the publisher may have deleted the file from their server. During download, if you can't get a presentation, the file might be deleted by the publisher.

E N D

Presentation Transcript


  1. L’azzurro. La politica senza il territorio

  2. Il rapporto politico-territorio nella transizione politica italiana • La Lega un “partito antipartito” che prepara la transizione • Forza Italia, un attore politico che per auto-definizione non ha marchio territoriale definito e regionalizzato • La politica nazionale agisce da vincolo su quella locale; mentre quella locale riverbera i suoi effetti su quella nazionale

  3. Il bianco, il verde, il rosso e il grigio. Come evolvono le tradizioni politiche territoriali • La Dc si dissolve dopo il 1992 • La zona verde, consuma la sua parabola in modo rapido, fino a ridimensionarsi, a partire dal 1999 • La zona rossa si allarga nel Mezzogiorno, fino al 1996, per rinchiudersi dentro i confini storici tradizionali, nel 2001 • Alleanza Nazionale allarga progressivamente il suo elettorato nel Nord, mentre lo restringe nelle tradizionali enclaves centromeridionali

  4. Le nuove forze politiche • La Margherita presenta alcune zone di particolare insediamento nel Mezzogiorno e nel Nord-Est • Forza Italia si distribuisce, in proporzione omogenea, in tutte le principali zone del paese. Partito “nazionale”

  5. Caratteristiche elettorali di FI • FI propone un rendimento elettorale fluido (varia nel tempo); subisce la concorrenza di Lega e AN • Minore integrazione nel contesto locale (insuccesso nelle elezioni amministrative) • FI realizza migliori risultati in quanto “nazionalizza” il proprio impianto territoriale (perdono voti i partiti che presentano un radicamento elettorale territoriale definito e chiaro • FI assomiglia alla Dc in quanto alla penetrazione elettorale

  6. Il successo dei partiti “nazionalizzati” Grazie a: • Ruolo assunto dai media, sede privilegiata della comunicazione dei politici con la società, nella ricerca e costruzione del consenso • Impatto del sistema elettorale sull’offerta e sulla domanda politica • I partiti si coalizzano preventivamente • Personalizzazione a ogni livello • Con le alleanze necessarie per vincere le elezioni, viene attribuito un notevole potere di interdizione e di ricatto a tutte le forze politiche, anche alle più piccole

  7. “Politica senza territorio” Difficoltà di delineare i confini e i caratteri della zona azzurra: • Livello elevato e diffuso su tutto il territorio • Insediamento elettorale fluido e instabile • La sua storia ed identità vertono sulla figura del suo leader, Berlusconi

  8. Azzurri del Nord e del Sud. Le distanze economiche e sociali • Nel Nord gli elettori di FI sono più anziani; il nucleo familiare, più ristretto, risiede nelle città più piccole, lavoratori indipendenti (commercianti, artigiani, piccoli e grandi imprenditori, lavoratori dipendenti privati, pensionati) • Nel Sud prevalenza del ceto medio dipendente, casalinghe e studenti • In entrambe le zone FI riesce ad intercettare maggiormente il consenso dei gruppi sociali esclusi dal mercato del lavoro. Nel Nord, però, attrae anche i ceti “indipendenti. Nel Sud il pubblico impiego • Connotazione degli elettori di FI: la “perifericità”

  9. Il ruolo dell’offerta politica: il ceto politico locale e il leader nazionale • FI è sorta come partito senza organizzazione, gestito direttamente dal leader, attraverso i dirigenti e i consulenti delle sue aziende. E’ il “partito del presidente” in quanto ha nel suo leader una fonte di identità unificante. • E’ un partito leggero nella società e nel territorio, ma assolutamente denso e pesante al centro, attorno al leader • Il peso degli iscritti non riproduce quello degli elettori, anzi tende a divenire asimmetrico • L’organizzazione periferica del partito costituisce una sede nella quale si regolano i rapporti e le tensioni all’interno di FI, anziché uno strumento mediante il quale il partito comunica con l’esterno • L’organizzazione territoriale imperniata soprattutto sulle figure istituzionali, sul personale politico eletto: sindaci, amministratori locali, parlamentari

  10. La mediazione fra partito, territorio e società è avvenuta attraverso il personale politico locale, in buona parte legato alle esperienze della prima Repubblica • Il recupero della classe dirigente della prima Repubblica, subisce una decisa accelerazione dopo il 1995, in seguito ai deludenti risultati di FI nelle regionali e amministrative • I partiti di governo, Dc e Psi, hanno contribuito a fornire a FI la classe dirigente locale e, in minore misura, nazionale • FI è una Dc “materiale” anche se la Dc diversa da FI perché fondava la sua identità, il suo riconoscimento su un sistema di valori • Nel Sud ogni vittoria elettorale è in dipendenza dalle relazioni e dalla rete di contatti “personali” che si è in grado di sviluppare • “Se un cittadino deve scegliere se votare tra il politico che conosce e quello che lo può rappresentare meglio, non ha dubbi: vota per il politico che conosce, per l’amico” (S. Cuffaro) • Organizzazione di FI segmentata: base associativa di FI, classe amministrativa e parlamentare, gruppi dirigenti ex Dc ed ex Psi, gruppi di interessi collegati alle organizzazioni economiche locali

  11. Disincanto politico, media e Berlusconi: i puntelli dell’Italia azzurra • FI ha una base elettorale stabile anche se poco politicizzata e partecipe, cementata sul territorio da un ceto politico che proviene direttamente dal passato recente • Esiste una relazione fra i vari elementi del retroterra politico-sociale ed elettorale di FI: povertà basi associative, minor grado di partecipazione associativa, maggiore sensibilità verso la comunicazione mediatica, disposizione alla protesta senza mobilitazione, identificazione nella figura del leader • L’esposizione mediatica e l’identificazione nel leader, probabilmente, funge da risorsa alternativa e complementare alla debolezza dei fattori di coesione ideologica e delle reti di appartenenza territoriale

  12. I caratteri dell’Italia azzurra • Frattura nei confronti delle tradizioni subculturali incardinate sul territorio • Frattura anticomunista • Frattura sociale (FI assorbe i ceti periferici delle zone del Nord, ma anche del Mezzogiorno) • Frattura fra partecipazione e comunicazione • Ruolo svolto da Berlusconi

  13. FI non ha una presenza sul territorio, non esprime una diffusione associativa, una capacità organizzativa in grado di orientare la vita e i valori delle persone • FI, partito dalle radici fragili, anche se in alcune zone appare ancorato saldamente. Le radici non le appartengono • Con FI siamo passati dai “partiti di massa” alle “masse senza partito”

  14. Le trappole del territorio al partito senza territorio • Vi sono tre potenziali fratture che separano la zona azzurra del Sud da quella del Nord: • La struttura economica e sociale • Gli atteggiamenti sociali e i valori • Il reclutamento e la promozione della classe politica

  15. I nuovi vincoli locali alla politica nazionale • FI ottiene il risultato migliore nelle politiche ed europee, quindi alle regionali, mentre il suo peso elettorale declina progressivamente nelle elezioni provinciali e comunali. FI partito “forte” come partito nazionale e “debole”, discontinuo nelle elezioni locali • La diversa logica della competizione. Nelle amministrative locali all’elettore è possibile incidere anche votando per formazioni politiche delimitate, ma concentrate territorialmente, quando l’orizzonte si allarga prevalgono concezioni del voto diverse: “utili”, strategiche • Cambia il valore della “personalizzazione”

  16. Il mito del leader vincitore • FI dipende, a livello nazionale, dalla figura del leader che le dà significato e risorse (mediatiche e strategiche) • La capacità di Berlusconi di proporsi come il “leader vincitore” diventa determinante: per motivi culturali e organizzativi. Perché interpreta una “storia di successo”, proposta alla società dei ceti medi privati e ai gruppi sociali periferici, che credono alle sue promesse e contano sulla sua fortuna

More Related