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AUTORE: BONAVIGO MARCO LOURDES L’IMMACOLATA CONCEZIONE APPARE A BERNADETTE

AUTORE: BONAVIGO MARCO LOURDES L’IMMACOLATA CONCEZIONE APPARE A BERNADETTE. Lourdes. Bernadette, nasce a Lourdes il 7 gennaio 1844, nel Mulino di Boly, da Francois Soubirous e Louise Castérot. Fu battezzata due giorni dopo, il 9, con i nomi Maria-Bernarda. Bernadette Soubirous.

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AUTORE: BONAVIGO MARCO LOURDES L’IMMACOLATA CONCEZIONE APPARE A BERNADETTE

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Presentation Transcript


  1. AUTORE: BONAVIGO MARCOLOURDESL’IMMACOLATA CONCEZIONE APPARE A BERNADETTE

  2. Lourdes

  3. Bernadette, nasce a Lourdes il 7 gennaio 1844, nel Mulino di Boly, da Francois Soubirous e Louise Castérot. Fu battezzata due giorni dopo, il 9, con i nomi Maria-Bernarda. Bernadette Soubirous Letto in cui è nata

  4. Nell’autunno del 1855, a 11 anni Bernadette si ammala di colera; guarisce, ma il suo corpo ne esce molto indebolito (stomaco e milza) e si ammala di un’asma che l’accompagnerà fino alla morte.E’ bisognosa di cure mediche frequenti, ma non sono sempre possibili a causa delle condizioni economiche della famiglia.

  5. Intorno al 1854, cominciano i guai economici: il padre Francois, di animo buono, concedeva crediti sulla farina che produceva e quindi spesso non era pagato. • Inizia un periodo che lo porterà al fallimento e a perdere il mulino dove abitavano. • Nel ’55 si trovano ad essere in 6 da sfamare, e il lavoro scarseggia.

  6. Nel novembre del 1856, vedendo le condizioni in cui riversavano, il cugino di Francois, Andrea Sajous, offre loro il “Chacot” (= cella) di sua proprietà e sotto casa sua: un ex-prigione molto umida e malsana (3,72 x 4,40 m.). Al cachot

  7. Per non pesare sulla famiglia, che vive un periodo di profonda povertà, nel settembre del 1857 Bernadette si trasferisce a Bartrès da Maria Languës, amica della madre Louise, che le fece da balia quand’era piccolina, a causa della perdita del latte materno. A Bartrès

  8. Maria Languës l’assume come pastorella delle sue pecore e promette alla famiglia di darle un’educazione scolastica e di prepararla alla Prima Comunione. Due obiettivi questi che non andarono molto a buon fine per le difficoltà di Bernadette a memorizzare, mancando l’allenamento allo studio. Faceva molta fatica. Ella rimase a Bartrès fino a metà gennaio del 1858, periodo in cui Bernadette decise di tornare a Lourdes per potersi ricongiungere alla sua famiglia e per potersi preparare meglio alla Prima Comunione; qui si guadagnerà da vivere lavorando dalla zia Bernarda che gestiva un’osteria in paese.

  9. E’ giovedì 11 febbraio 1858. Nell’umida stanza del chacot i Soubirous si accorgono che la legna per il focolare è terminata; fuori piove e c’è la nebbia. Bernadette insiste con la madre per poter uscire con la sorella Toinette e l’amica Jeanne Abadie a raccoglierne. I genitori tentennano per paura della sua asma, ma poi la lasciano andare vista la sua insistenza. La prima apparizione

  10. A circa metà mattinata, le tre ragazze partono da Rue des Petites Fossès, dove si trova il chacot, percorrono in discesa Rue de Beans, passano il vecchio ponte romano e attraversano la prateria Paradiso, raggiungendo il Gave.

  11. Seguendo il canale nella direzione dove confluisce nel Gave, le tre ragazze si ritrovano nei pressi di una grotta denominata Massabielle (= dei maiali), ai piedi della quale intravedono della legna da raccogliere. Jeanne e Toinette togliendosi gli zoccoli passano il canale arrivando alla grotta, mentre Bernadette chiede loro un aiuto per passare (sassi in acqua o a spalle), ma senza trovare nessuna collaborazione.

  12. Bernadette decide allora di togliersi le calze (portate per l’asma) e gli zoccoli. Togliendosi la prima calza, e in assenza di aria, all’improvviso sente una folata di vento dietro di sé in direzione della grotta. Non vede nulla, si rigira e va per togliersi la seconda calza; sente ancora lo stesso vento improvviso. Sopra la grotta, in una nicchia presente sulla destra, appare una luce bianca che prende la forma di una giovane donna.

  13. Bernadette si stropiccia gli occhi più volte, cerca in tasca il rosario, tenta di farsi il segno della croce, ma non riesce; la mano sembra cadergli ed è spaventata. La giovane apparizione alza il suo braccio con il rosario in mano e si fa il segno della croce: anche Bernadette riesce allora a segnarsi imitandola e la sua paura svanisce. La fanciulla apparsa prega il rosario senza muovere le labbra, e al termine scompare.

  14. Terminata l’apparizione, Bernadette, colpita dalla insperata visione, ha solo la forza di chiedere alle due ragazze “non avete visto niente?”, in cerca di una eventuale conferma per il timore di essersi sbagliata. Questa domanda suscita subito la curiosità di Toinette e Jeanne, che con fatica riescono a farsi raccontare l’accaduto; ma la loro reazione è di sospetto, paura e derisione. Toinette non resiste e riesce a dirlo alla mamma, che incredula reagisce con timore e disappunto, combattuta tra la possibilità di una immaginazione di Bernadette e la possibilità che tutto ciò fosse vero, per cui forse immaginava già le possibili ricadute negative sulla famiglia. Bernadette è ormai attratta a tornare alla grotta, ma l’indomani la mamma glielo impedisce.

  15. Il sabato seguente la ragazza va dal confessore, l’Abbé Pomian, al quale riferisce di getto “ho visto qualcosa di bianco che aveva la forma di una signora”,aggiungendo poi i particolari. Il prete le promette che ne parlerà con il curato di Lourdes l’Abbé Peyramale, il quale afferma che “bisogna aspettare”.

  16. Domenica 14 febbraio. Le voci del fatto accaduto si sono ormai estese in paese, e, all’uscita dalla Messa Bernadette, sospinta da un gruppo di ragazze anch’esse indigenti che frequentavano la scuola dell’Ospizio, riesce a vincere il no dei genitori e ritorna alla grotta, portando con sé dell’acqua benedetta. Arrivata alla grotta, inizia a pregare il Rosario, quando al termine della prima decina, Bernadette rivede la stessa luce iniziale e poi la Signora con il rosario sul braccio destro. Bernadette le dice: “Se venite qui da parte di Dio, restate; se no…”ed incomincia ad aspergerla con l’acqua benedetta; la Signora si china e sorride senza dire nulla. Poi, riprende a pregare il Rosario e prima di terminare, la Signora scompare. La seconda apparizione

  17. Non mancano momenti di tensione e panico davanti a questi fatti, con le ragazze spaventate e Bernadette sbiancata in volto… La reazione della mamma fu molto forte a causa del clima che si respirava in paese, e la rimprovera mentre la porta ai Vespri delle 15. Il giorno seguente, lunedì 15, è un giorno difficile per Bernadette, che tra le mura dell’Ospizio deve subire critiche sia da parte delle suore che l’accusano di essersi illusa e di essere una sciocca, sia da parte delle ragazze che la deridono e la provocano a raccontare modificando la vera versione dei fatti. Il martedì seguente la signora Milhet, che da lavoro a sua madre, riesce ad entrare in contatto con la ragazza e a convincere sia lei che i genitori a tornare alla grotta, con la scusa di chiarire i fatti. E così avviene.

  18. Dopo 24 ore, giovedì 18, di notte per non essere notate (non si sa l’ora), Bernadette, assieme alla signora Milhet e la sua sarta, si dirige alla grotta dove comincia a pregare il Rosario, ma quasi subito le appare la Signora. Bernadette, su richiesta delle due donne, chiede alla Signora di mettere per iscritto su della carta il proprio nome, ma la Signora sorride e dice “non è necessario…”.Sono queste le prime parole che la santa sente pronunciare dalla Signora. Durante l’apparizione la Signora chiede alla ragazza “Volete avere la gentilezza di venire qui durante quindici giorni”, e Bernadette lo promette…Poi anche la Signora le promette una cosa importante che segnerà moltissimo lo spirito e la vita della giovane, e dice: “Non vi prometto di farvi felice in questo mondo, ma nell’altro”. Terminata la visione, tornano verso casa raccontandosi i particolari e la signora Milhet decide di prendersi ogni cura per Bernadette e proteggerla. La terza apparizione

  19. 4^ Apparizione Venerdì 19, prima dell’alba, con mamma Louise e zia Bernarda, Bernadette si avvia alla grotta portando con sé un cero acceso benedetto (da qui la tradizione ancora oggi molto viva): fu un’apparizione breve e silenziosa. Dopo la visione racconta che la Signora era contenta di rivederla e le ha detto che in seguito le farà delle rivelazioni. Ci fu l’episodio di voci strane uscenti dalla terra che la Signora cacciò col solo sguardo accigliato. 5^ Apparizione Sabato 20, accompagnata dalla mamma Bernadette arriva alla grotta verso le 6.30 del mattino. C’è già molta folla ad attendere, come il giorno prima. In questa visione la Signora insegna alla ragazzina una preghiera particolare solo per lei, adatta al suo spirito, e che non volle rivelare. Le quindici apparizioni

  20. 6^ Apparizione Domenica 21, sempre di buon mattino e accompagnata dai familiari, Bernadette si presenta alla grotta, c’è tanta gente ed è presente anche il medico di Lourdes dott. Dozous, che vuole accertare da sé cosa succede alla ragazza; egli stesso racconta di averla vista in preghiera, di averle tastato il polso (normale), osservato la respirazione (facile), di averle toccato l’arteria radiale, non vede segni di squilibrio. Al termine la ragazza diventa triste ed emette alcune lacrime, e dice soltanto: “Pregate per i peccatori”. Le autorità reagiscono Il Sindaco , il Procuratore Imperiale e Il Commissario di Polizia della città si riunirono per affrontare la situazione, sia dal punto di vista della sicurezza (i fatti accadevano in un luogo impervio e pericoloso quindi per la massa di gente che aumentava di numero durante le visioni) che dal punto di vista della verità dei fatti: erano scettici sulle visioni della ragazza, e in più notavano le tensioni che nascevano tra i credenti e i non credenti; insomma, il paese non era più lo stesso.

  21. Dal Commissario di Polizia Il Commissario Jacomet fu il primo ad interrogarla. La stessa domenica, all’uscita dalla preghiera dei Vespri delle 15, egli, con l’aiuto della guardia Callet per il riconoscimento, ferma la ragazza e la invita a seguirlo al commissariato. Bernadette, che era accompagnata dalla zia Lucilla, acconsente e dice: “Sì, signore, dove vorrete”.Qualche passante impietosito vedendo la scena le dice: “ti metteranno in prigione..”, ma lei risponde: “Non ho paura; se mi ci mettono, mi tireranno fuori”. Sulla sinistra c’è una piazza dove esisteva la vecchia chiesa parrocchiale frequentata da Bernatette, e, dove si vedono le case davanti nella foto, c’era il commissariato di polizia

  22. Con aria apparentemente benevola Jacomet mette Bernadette a suo agio e, per il verbale, le chiede i dati anagrafici personali; dopo di che le chiede di raccontare i fatti della grotta con ogni dettaglio. Bernadette con molta semplicità narra ogni cosa fin dall’inizio, 11 febbraio (i dieci giorni precedenti). Jacomet scrive e comincia a fare domande precise sulla Signora della grotta: com’è, se parla, se si muove, ecc. Bernadette risponde senza timore e senza contraddirsi mai. Vediamo uno stralcio dell’interrogatorio: “…e allora, Bernadette, tu vedi la Santa Vergine? Non dico che ho visto la Santa Vergine. Ah, bene! Non hai visto niente! Sì, qualcosa l’ho visto! Allora, cosa hai visto? Qualcosa di bianco. Qualcosa o qualcuno? Quella cosa (Aquerò) ha la forma di una ragazza. E quella cosa non t’ha detto: sono la Santa Vergine? Quella cosa non me l’ha detto. Mah, eppure è quello che si dice in paese…”

  23. Jacomet, imbarazzato per le non corrispondenze tra le risposte di Bernadette e quello che diceva la gente, incalza ancora di più la ragazza con precise domande e con l’intento di farla contraddire. Vedendo che Bernadette non cedeva, ad ogni pezzo di verbale scritto, Jacomet ne rilegge alcune parti ma cambiando alcune risposte furbamente, sperando che la giovane analfabeta di 14 anni si confonda e sbagli a rispondere; ma non riesce nel suo intento. Ogni volta che Jacomet cambia il senso delle cose, Bernadette reagisce subito e dice: “Nossignore…Mi avete cambiato tutto”. Jacomet incalza, le offre la possibilità di ritrattare tutto per porre fine a tutto, ma Bernadette rifiuta. Il commissario arriva allora a minacciarla di metterla in prigione e arriva anche ad offenderla pesantemente, ma lei con la sua semplicità risponde ancora: “signore, vi ho detto la verità…ho visto e non posso dire diversamente”. Il tutto dura un’ora e mezza circa, fino all’arrivo del padre.

  24. Dal verbale dell’interrogatorio emergono le reazioni, avute nei primissimi giorni, anche di altre persone vicine a Bernadette, che la ragazza stessa confida al Commissario di polizia pur essendo tutte negative e contro di lei: La sorella Toinette e l’altra ragazza non hanno visto nulla alla grotta; La mamma Louise ha detto: “è solo un sogno, non devi ritornarci”; La zia Romaine: “è un’illusione”; Le suore dell’Ospizio: “Non devi pensarci. Hai sognato”. Ma Bernadette risponde sempre lo stesso: “…ho visto Aquerò parecchie volte, non posso sbagliarmi sempre!”. Jacomet si fa promettere dal padre Francois che avrebbe impedito alla figlia di ritornare alla grotta, dopo di che la lascia andare. L’indomani, Bernadette tenta di resistere alla promessa di non andare alla grotta, ma al ritorno dalla scuola, nel pomeriggio cede e scende alla grotta, inseguita dalle guardie e curiosi, si mette in preghiera ma non riceve la visita della Signora. Ci resta male della mancata apparizione…

  25. 7^ Apparizione Martedì 23 febbraio, Bernadette si presenta alla grotta e, circondata da una folla sempre più grande, la Signora questa volta le appare. Durante la visione, Bernadette viene descritta dai presenti “molto assorta” e in attento ascolto... Al termine, la ragazza rivela solo che la Signora le ha confidato tre segreti che riguardano solamente lei e la sua vita; per cui non abbiamo notizie sul contenuto del messaggio. 8^ Apparizione Mercoledì 24, sempre di mattina, durante la visione, la Signora chiede a Bernadette di porsi in ginocchio, avanzare verso l’interno della grotta, poi di chinarsi e baciare la terra: “Vi infastidisce farlo?”…”Oh, no…con tutto il cuore”. La ragazza, alla fine, spiega che la Signora ha detto: “Penitenza (tre volte) …Pregate per la conversione dei peccatori”. E la richiesta di baciare la terra era proprio per questo motivo.

  26. 9^ Apparizione Giovedì 25 sono presenti trecento persone alla grotta; oggi sarà un giorno difficile per i fatti che accadranno. Durante l’estasi, la Signora dice a Bernadette: “Vai a bere e a lavarti alla fonte, e mangia dell’erba che è là”.Non vedendo la fonte, la ragazza va verso il Gave, ma la Signora la ferma e le indica: “Non andare là, vai alla fonte in fondo alla grotta”; perplessa, Bernadette guarda spesso la visione per capire meglio cosa doveva fare non vedendo ancora la fonte. La Signora, allora, le indica di scavare più volte con le mani: all’inizio c’è solo terra umida, che diviene poi fanghiglia; ella tenta di bere ma non ci riesce ancora. Al quarto tentativo, anche se con disgusto, riesce a bere un po’ d’acqua e a bagnarsi il viso sporcandolo vistosamente di terra. Poi vede dell’erba e la mangia secondo la richiesta ricevuta.

  27. La folla era attonita, non capiva e si scandalizzava: Bernadette viene insultata e schiaffeggiata da persone che non rivedono le dolci estasi precedenti. Ma Bernadette risponde soltanto: “E’ per i peccatori..” Alla giovane di Lourdes vengono richiesti dalla Signora alcuni gesti di penitenza per i peccatori, e per la loro conversione, ma la folla non è ancora preparata a comprendere ed accogliere questo messaggio. Lo capirà solo in seguito. Dal Procuratore Lo stesso giorno della 9^ apparizione, giovedì 25 febbraio, il Procuratore Imperiale G.V. Dutour convoca Bernadette per le ore 18. Un agente avverte la famiglia. La madre, Francois era al mercato di Tarbes, spaventata chiede sostegno al cugino Sojous (padrone di casa) che le accompagna all’appuntamento. Lasciato Sojous fuori dall’ufficio, Dutour procede all’interrogatorio a Bernadette.

  28. Come racconta la stessa Bernadette, lo stile dell’interrogatorio fu molto simile a quello avvenuto con il Commissario Jacomet: i due erano dello stesso parere e tentarono con forti pressioni e minacce di far desistere la santa ad andare alla grotta e a ritrattare tutto. Ma anche Dutour fallì. Egli compila un verbale con risposte modificate per rileggerlo e mettere in confusione la santa. Ma Bernadette reagisce con prontezza rispondendo punto su punto ad ogni errore. Quando Dutour vede che la ragazza non cede, prova il confronto con il verbale del Commissario mettendo in luce false diversità. Ma Bernadette non cade nel tranello. Alla fine rimangono solo le minacce di prigione, ma lei è disposta a tutto in nome della verità e della sua sincerità. Sua mamma invece piange disperata, ma Bernadette dice: “Non c’è motivo di piangere perché andiamo in prigione. Non abbiamo fatto nulla di male”.

  29. Venerdì 26 febbraio Bernadette forte della sua promessa alla bella signora e sospinta dalla zia Bernarde si presenta ugualmente alla grotta: recita il suo rosario, ripete i gesti di penitenza fatti suggeriti dalla signora due giorni prima, ma ella non appare. Bernadette è triste e disperata, è assalita dai dubbi d’aver fatto qualcosa di sbagliato. Si rifugia al Mulino di Savy… La madre teme ripercussioni dalla minacce di Dutour. 10^ Apparizione Nonostante le minacce di Dutour nell’interrogatorio di giovedì e l’esperienza negativa di ieri, sabato 27 febbraio Bernadette si ripresenta alla grotta, dove sono presenti circa 800 persone. La Signora questa volta è apparsa, ma rimanendo silenziosa. Bernadette non si perde d’animo dopo le sofferenze patite negli ultimi due giorni, e si limita a pregare, a bere dalla fonte e a compiere dei gesti di penitenza, così come la Signora le aveva suggerito nelle apparizioni del 24 e 25 febbraio.

  30. 11^ Apparizione Domenica 28 febbraio sono presenti 1150 persone circa (alcune fonti dicono 2000). Bernadette compie ancora gli ormai i suoi gesti di penitenza: dopo la preghiera bacia la terra e cammina sulle ginocchia. La Signora è apparsa e le ha parlato, ma solo per comunicazioni personali ed intime che Bernadette non ha voluto rivelare. Alla fine, si incammina verso la chiesa parrocchiale per la Messa Solenne domenicale. Dal giudice Ribes Al termine della Messa, una guardia ha avuto il compito di fermare Bernadette per condurla dal giudice Ribes che vuole interrogarla e dissuaderla ad andare alla grotta. Alla guardia dice: “tenetemi forte o scapperò!”. Dal giudice invece: “Sei qui biricchina?” “Sissignore, sono qui.” “Ti rinchiuderemo. Che cosa fai alla grotta? Ti costringono a fare ciò? Ti metteremo in prigione.” E lei risponde:

  31. “Io sono pronta, mettetemi pure, ma che sia solida e ben chiusa, altrimenti io scapperò!” Il giudice tenta ancora e la minaccia, ma alla fine si deve arrendere, e non può far nulla contro di lei. Nel pomeriggio si reca al chacot da Bernadette il Direttore della Scuola Superiore di Lourdes Antoine Clarens, che desidera chiarirsi le idee su ciò che ha visto con i suoi occhi e che l’ha lasciato molto perplesso: i gesti alla grotta e tutto il resto. Ascolta la ragazza. Ma anche lui, sentendola parlare non vede nulla di strano in lei, e può osservare la sua sincerità, la sua naturalezza, la sua ingenuità, la sua sicurezza. E si convince della sua veridicità, e cambia opinione. Il resoconto dell’incontro e le sue riflessioni Clarens le farà poi pervenire al prefetto di Tarbes.

  32. Il primo miracolo Nella notte tra domenica 28 febbraio e lunedì 1 marzo avviene il primo miracolo riconosciuto alla grotta di Lourdes. Catharine Latapie (39 anni), di Laubajac vicino a Lourdes, è partita in piena notte per Lourdes desiderosa di incontrare Bernadette e di andare alla grotta dove ha immerso il suo braccio destro malato a causa di una caduta da un albero (paralisi di due dita della mano, lussazione dell’omero). Immerge il braccio nel piccolo bacino che raccoglieva l’acqua della fonte. Quasi subito le due dita si sono raddrizzate e hanno ripreso il normale movimento di prima e con la stessa flessibilità e forza. La donna, rientrata a casa la sera, ha partorito il suo terzo figlio, che nel 1882 diventerà sacerdote. Il 18 gennaio del 1862, il vescovo di Tarbes Mons. Laurence, dopo gli accertamenti medici dei dottori, riconosce il miracolo come evento soprannaturale.

  33. 12^ Apparizione Lunedì 1 marzo sono presenti alla grotta più di 1500 persone. Per la prima volta è presente un sacerdote. Bernadette porta con sé il rosario di Pauline Sans, una malata devota e sua amica, su sua richiesta. Inizia la preghiera, la Signora appare ma con dolcezza interviene chiedendo a Bernadette se avesse il suo rosario. Alla risposta affermativa della ragazza, la Signora chiede di servirsi di quello per la preghiera. Bernadette lo estrae velocemente dalla tasca alzandolo in aria. La gente che assiste non comprende il vero motivo del gesto, e ciascuno dà una propria interpretazione: chi pensa che Bernadette chieda a tutti i presenti di alzare il rosario personale perché fosse benedetto dalla Signora, chi pensa che sia addirittura la giovane stessa a benedire i rosari. Quest’ultima idea, però, arriva all’orecchio dell’abbé Péne che, chiamata Bernadette, l’accusa di compiere atti sacerdotali; ma poi tutto svanisce nel nulla quando lei stessa racconta il motivo del gesto.

  34. 13^ Apparizione Martedì 2 marzo sono presenti alla grotta circa 1650 persone, molte delle quali hanno vegliato sul luogo per tutta la notte. La Signora appare a Bernadette prima delle ore 8 del mattino, e questa volta c’è una richiesta molto precisa rivolta alla Chiesa: “Andate a dire ai preti (sacerdoti) che si venga qui in processione e che qui si costruisca una cappella”. Al termine dell’incontro Bernadette si reca subito dall’abbé Pomian, suo confessore, del quale ha fiducia. (facilmente la giovane si rende conto che ora deve affrontare la Chiesa nei suoi rappresentanti e forse ne ha più timore, non sapendo bene come essi la pensino); ma poi, accompagnata dalle due zie Bernarde e Basile, si reca dal parroco Peyramale, al quale deve riferire il messaggio e del quale forse teme sia la figura fisica che il carattere. (vedi diapo. 14) Il parroco sa già qualcosa della storia, ma non conosce Bernadette, e quando se la trova dinanzi si dimostra fin da subito duro con lei:

  35. “Sei tu che vai alla grotta? Si, signor curato. E tu dici che è la Santa Vergine? Non ho detto che è la Santa Vergine. Allora chi è questa signora? Non lo so! Ah, non lo sai, bugiarda! E tuttavia lo scrive il giornale e lo dicono tutti quelli che ti fai correre dietro, che è la Santa Vergine. Allora, che cosa vedi? Qualcosa…che somiglia a una signora… Qualcosa! Signor curato, Aquerò chiede che si vada in processione alla grotta! (si ricorda del messaggio da riportare ai preti). Bugiarda!” Bernadette, forse per la prima volta, vacilla e si sente fragile proprio di fronte a chi rappresenta la Chiesa a Lourdes (una paura che portava già dentro di sé dal mattino probabilmente). L’abbé Peyramale è molto aggressivo e dimostra di non crederle a causa di alcuni elementi che egli ritiene un po’ strani: non si sa chi sia questa visione, che chiede addirittura una processione;

  36. E poi i gesti di mangiare l’erba come penitenza… E così decide di cacciarla via. (forse vuole anche metterla alla prova). Tornate al cachot dopo il furibondo incontro, a Bernadette viene in mente un particolare del messaggio ricevuto alla mattina che le era sfuggito a causa della reazione del parroco, e cioè la Signora aveva richiesto anche una “cappellina” o “capèro” che nella regione della Bigorre non significa piccola chiesa, ma santuario. Decide, dunque, di tornare dal parroco, ma le due zie (troppo spaventate dal primo incontro) si sono dileguate. Arriva casualmente Domeniquette che si offre con molto piacere. L’appuntamento per l’incontro è fissato per le 19.00 serali, e Bernadette ha timore…ma non le manca il coraggio di affrontare la situazione. Questa volta sono presenti all’incontro anche il suo confessore abbé Pomian, e altri due preti. Bernadette interviene subito, concludendo il messaggio lasciato a metà:

  37. “Signor curato, Aquerò mi ha detto: Andate a dire ai preti di far costruire qui una cappella”. E aggiunge poi, prima di qualsiasi reazione dei preti: “Una cappella…alla buona…anche se piccolina” (parole sue e non della Signora). Il parroco, accertatosi della sicurezza di Bernadette su tali parole, si impone la calma e chiede alla ragazza di domandare alla Signora il suo nome e un segno visibile e straordinario, cioè di far fiorire il roseto presente nella grotta, in pieno inverno.

  38. 14^ Apparizione Mercoledì 3 marzo, alle 7 del mattino, sono presenti alla grotta circa 3000 persone, ma Bernadette, che passando in mezzo ad esse le si era rotto il cero, non ha ricevuto la visione. Tornata alla grotta più tardi, dopo un invito interiore che la richiamava, e con presente solo un centinaio di persone, la Signora le appare ribadendo ancora la richiesta ai preti di una “cappella. Alla domanda di Bernadette sul suo nome e alla richiesta della miracolosa fioritura del roseto da parte del parroco, la Signora ha risposto con un sorriso. Tornata dall’abbé Peyramale, Bernadette descrive i fatti, ma anche il parroco ribadisce le proprie richieste alla visione; solo così crederà al messaggio.

  39. 15^ Apparizione Giovedì 4 marzo sono presenti alla grotta circa 8000 persone, desiderose di vedere anche qualche miracolo; attesa questa provocata dalla promessa dei 15 giorni voluti dalla visione: “Volete avere la gentilezza di venire qui durante quindici giorni” (alla terza apparizione). Ci si attendeva qualcosa di speciale; ecco perché la gente era così numerosa. Bernadette si presenta, ma la Signora si comporta come il giorno precedente, con le stesse richieste; e per 20 giorni Bernadette non va più alla grotta perché non si sente attratta ad andarci come in precedenza. Il parroco rimane deluso per la seconda volta (in cuor suo forse sperava che fosse tutto vero), e così anche la gente che aspettava segni straordinari. L’abbé Peyramale le dice: “Tu hai il denaro per costruirla, questa cappella? No, signor curato. Io, neppure…Dì alla signora che te ne dia”. e poi aggiunge: “Non ti ha detto di ritornare?

  40. No, signor curato. Non ti ha detto se sarebbe ritornata? Non me l’ha detto”. La delusione appartiene a tutti a Lourdes, ma Bernadette comunque rimane serena per aver portato a termine la propria missione, riferendo le cose sentite alle persone citate dalla visione…sperava anch’essa però in una risposta dalla Signora. L’interrogatorio del 18 marzo Bernadette viene convocata dal Procuratore Imperiale Dutour per la seconda volta allo scopo di essere interrogata; sono presenti anche il Commissario Jacomet, il sindaco e il cancelliere per redigere il verbale. Il motivo principale, questa volta, è la curiosità delle autorità cittadine per i “segreti” che la giovane di Lourdes avrebbe ricevuto da parte della visione, quindi vogliono approfondire.

  41. Bernadette conferma di averne ricevuti 4: il primo riguarda la richiesta della processione e della cappella, mentre sottolinea che gli altri 3 sono strettamente personali e non deve rivelarli a nessuno; e così farà. Le autorità provano poi a farsi raccontare di nuovo tutta la storia dall’inizio, con l’intento di farla cadere in contraddizione su qualche particolare; ma Bernadette anche questa volta ne esce indenne grazie alla sua semplicità e veridicità nel racconto dei fatti. Nega anche alcuni fatti miracolosi che le sono stati attribuiti dalla gente, dimostrando di essere umile e corretta. Anzi è proprio lei che interviene per dire loro che non sa se andrà più alla grotta (qui forse lo dice con l’amarezza di non sentirsi più attratta come prima dal quel richiamo interiore che la spingeva ad andare alla grotta). Ovviamente le autorità, dopo questa affermazione di Bernadette, si sono sentite tranquillizzate pensando alla fine di tutta la confusione creatasi nell’ultimo mese.

  42. 16^ Apparizione Nella notte tra il 24 ed il 25 Bernadette, dopo alcuni giorni di malessere dovuto all’asma, sente di nuovo quel dolce richiamo ad andare alla grotta. Alle 4 di notte si sveglia e fa presente ai suoi genitori di voler andare alla grotta; essi comprendono e l’assecondano. Alle 5 circa è già alla grotta, dove pensava di non vedere nessuno; invece, giorno dall’Annunciazione, già da giorni un centinaio di persone aveva pensato che quel mattino potesse accadere qualcosa, e questi si presentarono puntuali. C’è anche il Commissario. Puntuale, la Signora della grotta appare a Bernadette, e dalla nicchia scende verso l’interno all’altezza della giovane. Bernadette si era preparata una frase per domandare il nome alla visione, decisa a ripeterla fino a raggiungere l’obiettivo. Ad ogni domanda la Signora sorrideva, ma quando la ripete per la quarta volta il sorriso termina, passa il rosario sul braccio destro, le mani che erano giunte si allontanano e scendono verso terra, poi le rialza congiungendole di nuovo vicino al petto, e alza gli occhi dicendo nella lingua

  43. occitana parlata da Bernadette: “Que soy era Immaculada Councepciou”. Bernadette non comprende il significato di queste parole, ma si sforza di memorizzarle e s’incammina subito verso la casa del parroco per riferirgli l’atteso nome. Il roseto non è fiorito… Entrata a grande velocità nella casa del parroco, Bernadette non esita un attimo e, appena si trova davanti all’abbé Peyramale, annuncia con decisione quel nome tanto atteso: “Que soy era Immaculada Councepciou”. Al silenzio del parroco subito aggiunge: “Aquerò ha detto: Que soy era Immaculada Councepciou”. Ma il parroco risponde: “Una signora non può avere questo nome. Tu ti sbagli! Sai che cosa vuol dire ciò?” Bernadette risponde di no

  44. scuotendo la testa; e il parroco continua: “Allora come puoi dirlo, se non hai capito?” “L’ho ripetuto lungo tutta la strada”, risponde la giovane. Poi aggiunge: “Ella vuole sempre la cappella”. Il parroco è completamente spiazzato, non riesce a dire più nulla, ed invita Bernadette a tornare a casa con la promessa di rivederla qualche giorno dopo. Questo nome è particolare: quattro anni prima (1854), infatti, Papa Pio IX aveva emesso il nuovo dogma mariano dell’Immacolata Concezione. Una novità teologica, dunque, che solo gli esperti di teologia potevano conoscere e comprendere bene. Per la gente comune era un concetto nuovo e molto complesso da capire. Sentire una ragazza di 14 anni dire tale frase, ripetere quel nome tanto difficile e strano non poteva lasciare indifferente un prete. Peyramale rimane sconcertato: se ciò è vero, la visione alla grotta è di sicuro la Madonna, la Madre di Gesù.

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