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Economia aperta

Economia aperta. Laura Resmini a.a . 2013-14. Scambi internazionali: evidenza empirica. Commercio internazionale e PIL per aree geografiche. Principali attori. Ma, EU-27: 1° esportatore 2° importatore. Il commercio estero dell’Europa, 2011-2013. Fonte: WTO, 2013.

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Presentation Transcript


  1. Economia aperta Laura Resmini a.a. 2013-14

  2. Scambi internazionali: evidenza empirica

  3. Commercio internazionale e PIL per aree geografiche

  4. Principali attori

  5. Ma, EU-27: 1° esportatore 2° importatore

  6. Il commercio estero dell’Europa, 2011-2013 Fonte: WTO, 2013

  7. … e dell’Italia, 2011-2013

  8. Composizione del commercio estero

  9. Chi esporta che cosa: il vantaggio comparato

  10. I flussi commerciali nel mondo: 1990-2011

  11. Il grado di apertura Grado di apertura: (X+M)/PIL (media ultimi tre anni disponibili) Fonte: WTO

  12. Il tasso di cambio • Tasso di cambio nominale: numero di unità di una valuta che è possibile scambiare sul mercato con un’unità di un’altra valuta. • Es.: cambio €/$ indica quanti dollari è possibile acquistare con un euro; • Un tasso di cambio €/$ pari a 1.36, indica che 1€ equivale a 1.36$ o, in modo equivalente, 1$ vale circa 0.75€ (1/1.36). • Se il tasso di cambio nominale: • aumenta, una valuta si apprezza: la stessa quantità di valuta nazionale (1€) acquista una maggiore quantità di valuta estera ($); • diminuisce, una valuta si deprezza: la stessa quantità di valuta nazionale (1€) acquista meno unità di valuta estera ($)

  13. Il tasso di cambio nominale euro/dollaro Fonte: ECB

  14. Tasso di cambio bilaterale e effettivo • Due misure di tassodi cambio: • bilaterale: definito tra due valute; • multilateraleo effettivo: media ponderata dei tassi di cambio bilaterali. • Pesi di ponderazione rispecchiano l’importanza relativa degli scambi bilaterali, e incorporano informazioni su importazioni ed esportazioni; • Non c’è un’unità di conto, per cui si normalizza a 100 in un anno base; • Utile per valutazione complessiva di una valuta nel tempo; • Tasso di cambio effettivo per l’euro è calcolato dalla BCE utilizzando i tassi di cambio bilaterali dei 20 maggiori partner commerciali dell’area Euro.

  15. Tasso di cambio nominale effettivo dell’euro Fonte: ECB Euro area-18 countries vis-a-vis the EER-20 group of trading partners (AU, CA, DK, HK, JP, NO, SG, KR, SE, CH, GB, US, BG, CZ, LT, HU, PL, RO, HR and CN)

  16. Pesi usati dalla BCE per il calcolo del tasso di cambio nominale effettivo Fonte: BCE

  17. Tasso di cambio reale • tasso di cambio reale: rapporto tra ciò che un ammontare specificato di moneta può acquistare in un paese confrontato con ciò che può acquistare in un altro paese: con P: livello medio dei prezzi interno; P*: livello medio dei prezzi esteri; e: tasso di cambio nominale • Un aumento del tasso di cambio reale segnala che i beni interni sono relativamente più cari dei beni esteri (apprezzamento reale) • Un elevato tasso di cambio reale riduce le esportazioni ed aumenta le importazioni • Le esportazioni nette peggiorano • Una riduzione del tasso di cambio reale segnala che i beni interni sono relativamente meno cari dei beni esteri(deprezzamento reale) • Un basso tasso di cambio reale aumenta le esportazioni e riduce le importazioni • Le esportazioni nette migliorano • Variazioni del tasso di cambio reale dipendono da: • Variazioni del tasso di cambio nominale • Variazioni nel livello dei prezzi interni/esteri (inflazione)

  18. Tasso di cambio effettivo dell’euro nominale e reale Rosso: tasso di cambio effettivo nominale; blu: tasso di cambio effettivo reale. Fonte: ECB

  19. La legge del prezzo unico • La legge del prezzo unico: Beni omogenei scambiati in condizione di libero scambio hanno gli stessi prezzi in tutti i Paesi (quando convertiti in un’unica valuta): • Basata sull’arbitraggio: se ci sono differenze nei prezzi, gli agenti sfrutteranno l’opportunità di arbitraggio comprando e rivendendo finché non si raggiunge l’uguaglianza. • Implica: • L’assenza di qualsiasi frizione al libero scambio (dazi, tariffe, costi di trasporto, …) • Beni «commerciabili internazionalmente» • Beni omogenei

  20. La parità dei poteri d’acquisto (PPA) • I tassi di cambio nominali sono determinati in base alla legge del prezzo unico, dunque: • Ciò implica che: Ovvero, variazioni del tasso di cambio nominale riflettono il differenziale di inflazione. • Conseguenze : • Paesi ad elevata inflazione vedranno deprezzarsi la propria valuta

  21. I limiti della PPA • La PPA vale nel lungo periodo, ma non nel breve. • L’incapacità della PPA di prevedere l’andamento dei tassi di cambio nominali nel breve periodo dipende dal fatto che la legge del prezzo unico, nella realtà, non è verificata. • Molti beni e servizi non vengono scambiati internazionalmente • I beni non sono omogenei • Esistono costi di trasporto e altre barriere agli scambi • I prezzi sono rigidi

  22. L’evidenza empirica 1 anno 5 anni 20 anni Fonte: Miles and Schott, 2006

  23. Il mercato dei cambi • Offerta di valuta nazionale (euro) contro valuta estera (dollaro) • Espressa dai residenti (Europei) per acquistare beni e servizi prodotti all’estero (Stati Uniti) e/o attività finanziarie denominate in valuta estera (dollari) • Maggiore è la quantità di valuta estera (dollari) acquistabile con una unità di valuta nazionale (euro), più elevata è l’offerta di valuta nazionale (euro) • Se il tasso di cambio €/$ si apprezza, l’offerta di euro contro $ aumenta • Domanda di valuta nazionale (euro) contro valuta estera ($) • Espressa dai non residenti che intendono acquistare beni e servizi prodotti in Europa o attività finanziarie denominate in euro • Maggiore è la quantità di valuta estera ($) necessaria per acquistare una unità di valuta nazionale (€), minore la domanda. • Se il tasso di cambio €/$ si apprezza, la domanda di euro contro $ diminuisce • Valore fondamentale del tasso di cambio: valore di equilibrio del tasso di cambio (la domanda di valuta nazionale eguaglia l’offerta di valuta nazionale)

  24. Il mercato dei cambi Offerta di valuta nazionale contro valuta estera • Tasso di cambio flessibile: Il valore della valuta nazionale (€) rispetto ad una valuta estera ($) è determinato dalla domanda e dall’offerta di € contro $ sul mercato • Variazioni della domanda e dell’offerta determinano variazioni del tasso di cambio di equilibrio e* Tasso di cambio, e Domanda valuta nazionale contro valuta estera Q* Quantità di valuta scambiata

  25. Variazioni nel valore fondamentale del tasso di cambio Variazioni dell’offerta: • Variazioni nelle preferenze per i beni stranieri • Una maggiore (minore) preferenza per i beni stranieri fa aumentare (ridurre) l’offerta di valuta nazionale contro valuta estera • Variazioni nel reddito dei residenti • Un aumento (riduzione) del PIL nazionale aumenta (riduce) i consumi dei residenti, inclusi i consumi di beni e servizi prodotti all’estero; l’offerta di valuta nazionale contro valuta estera aumenta (si riduce) • Variazioni del tasso di interesse reale sulle attività denominate in valuta estera • Un aumento (riduzione) del rendimento delle attività denominate in valuta estera rende più (meno) conveniente, a parità di altri fattori, investire in attività finanziarie denominate in valuta estera; l’offerta di valuta nazionale contro valuta estera aumenta (si riduce);

  26. Variazioni nel valore fondamentale del tasso di cambio Variazioni della domanda: • Variazioni nelle preferenze per i beni nazionali • Una maggiore (minore) preferenza per i beni nazionali fa aumentare (ridurre) gli acquisti di beni nazionali e, di conseguenza, aumenta (si riduce) la domanda di valuta nazionale; • Variazioni del reddito reale estero • Un aumento (riduzione) del reddito all’estero induce maggiori (minori) consumi all’estero; la domanda di valuta nazionale aumenta (si riduce); • Variazioni del tasso di interesse reale sulle attività finanziarie denominate in valuta nazionale • Un aumento (riduzione) del rendimento delle attività denominate in valuta nazionale (€) rende più (meno) conveniente investire in tali attività; la domanda di valuta nazionale aumenta (si riduce);

  27. Esempio/1: «Usa, riparte l'economia. Maxi crescita del Pil nel terzo trimestre: +4,1%» (Il sole 24 ore, 20/12/2013) Offerta di € contro $ YUS↑→CUS↑→MUS↑→D€/$↑ Sul mercato dei cambi si genera un eccesso di domanda di €, l’euro si apprezza nei confronti del dollaro e* Tasso di cambio €/$ e*’ Domanda di € contro $ Q* Quantità di € scambiati Q*’

  28. Esempio/2: «Venduti oltre 2 milioni di iPad (…) Al momento circa un quarto del mercato dell'iPad sarebbe concentrato in Europa» (www.ilsole24ore.it, 10 giugno 2010) Offerta di valuta nazionale contro valuta estera • L’incremento delle preferenze per un bene prodotto all’estero fa aumentare l’offerta di € contro $. • L’eccesso di vendite spinge al ribasso il valore dell’euro • Il tasso di cambio €/$ si deprezza e* Tasso di cambio, e e*’ Domanda valuta nazionale contro valuta estera Q* Quantità di valuta scambiata Q*’

  29. La politica monetaria ed il tasso di cambio • Variazioni della politica monetaria influenzano il valore fondamentale del tasso di cambio • Una politica monetaria espansiva, riducendo il tasso di interesse reale, riduce il rendimento delle attività denominate in valuta nazionale; la domanda di valuta nazionale si riduce e la moneta nazionale si deprezza. • I beni nazionali diventano più convenienti: aumentano le esportazioni e si riducono le importazioni, migliorando la domanda aggregata • Una politica monetaria restrittiva aumenta il tasso di interesse reale, aumentando il rendimento delle attività denominate in valuta nazionale; la domanda di valuta nazionale aumenta e la valuta nazionale si apprezza • I beni nazionali diventano meno convenienti rispetto ai beni esteri. Le esportazioni nette peggiorano e la spesa aggregata si riduce

  30. Esempio/3 Bce, taglio dei tassi rinviato a giugno. Draghi: «Inflazione bassa a lungo, pronti a intervenire» (il Sole 24 ore, 8 maggio 2014) Offerta di valuta nazionale contro valuta estera • La politica monetaria espansiva della BCE riduce i tassi di interesse e, di conseguenza, il rendimento delle attività finanziarie denominate in €; • la domanda di € contro $ si riduce • L’euro si deprezza nei confronti del dollaro e* Tasso di cambio, e Domanda valuta nazionale contro valuta estera e*’ Q* Quantità di valuta scambiata Q*’

  31. La politica fiscale ed il tasso di cambio • Variazioni della politica fiscale influenzano il valore fondamentale del tasso di cambio • Una Politica fiscale espansiva (aumento della spesa pubblica o riduzione delle imposte) riduce il risparmio nazionale • (S – I) < 0 e NX < 0. L’investimento è finanziato con capitali stranieri: l’afflusso di capitali dall’estero, deteriora il saldo commerciale (la riduzione del risparmio aumenta il tasso di interesse, riduce l’offerta di valuta nazionale contro valuta estera, facendo aumentare il valore relativo della valuta: il tasso di cambio nominale si apprezza) • Una politica fiscale restrittiva (riduzione della spesa pubblica e/o aumento delle imposte) aumenta il risparmio nazionale • S – I > 0 e NX > 0. L’eccesso di risparmio nazionale sugli investimenti è «prestato» agli investitori stranieri. Il deflusso di capitali fa deprezzare il tasso di cambio (l’offerta di valuta nazionale contro valuta estera aumenta, facendo deprezzare il tasso di cambio) • Incentivi fiscali alle imprese che investono, stimolano gli investimenti • S – I < 0 e NX < 0. L’eccesso di investimenti sul risparmio nazionale è finanziato con capitali stranieri. Al maggiore afflusso di capitali corrisponde un deterioramento del saldo commerciale (l’aumento della domanda di investimento aumenta il tasso di interesse, il rendimento delle attività denominate in valuta nazionale aumenta, aumenta la domanda di valuta nazionale contro valuta estera, il tasso di cambio si apprezza).

  32. Flussi di beni e flussi di capitali • Esportazioni nette: differenza tra produzione e spesa interna Y = C + I + G + NX NX = Y – (C + I + G) • Se la produzione aggregata > spesa interna, si esporta la differenza, quindi X>M e NX>0 • Se la produzione aggregata < spesa interna, si importa la differenza, quindi X<M e NX<0 • Flussi reali e flussi finanziari sono strettamente legati tra loro Y = C + I + G + NX Y – C – G = I + NX S = I + NX S – I = NX Investimento netto estero = saldo commerciale

  33. Risparmio e investimenti • S – I è il deflusso netto di capitali o investimento estero netto • Deflusso netto di capitali: differenza tra l’ammontare che i cittadini di un paese danno a prestito all’estero e l’ammontare che prendono a prestito dagli investitori stranieri • Se S>I →il paese è un risparmiatore netto; l’eccesso di risparmio viene impiegato per finanziare gli investitori stranieri. Si registra un deflusso netto di capitali verso l’estero; • Se S<I →il paese prende a prestito; l’investimento è superiore al risparmio nazionale e l’economia finanzia la differenza indebitandosi all’estero. Si registra un afflusso netto di capitali dall’estero.

  34. I flussi internazionali di capitali ed il saldo commerciale S – I = NX S – I = X – M Dunque: • Se (S – I) > 0 anche NX > 0 • Ad un deflusso netto di capitali corrisponde un avanzo commerciale: il paese è creditore nei confronti del resto del mondo ed esporta più beni e servizi di quanti ne importa; • Se (S – I) < 0 anche NX < 0 • Ad un afflusso netto di capitali corrisponde un disavanzo commerciale: il paese è debitore netto nei confronti del resto del mondo ed importa più beni e servizi di quanti ne esporta Il flusso internazionale di fondi che finanzia l’accumulazione del capitale e il flusso internazionale dei beni sono due facce della stessa medaglia

  35. I flussi internazionali di beni e di capitali– area euro 116,0 - 133,2 + 15,1 + 2.1 =0 Flusso finanziario: deflusso netto (Eurolandia è creditrice nei confronti del resto del mondo) Flusso di beni (X>M)

  36. I flussi internazionali di beni e di capitali– Italia S – I = NX→(-0.4+17.8) - 17.9 = - 0.5 • S – I < 0; l’Italia finanzia gli investimenti in eccesso prendendo a presti dall’estero; • L’afflusso netto di capitali dall’estero permette all’Italia di importare più beni e servizi di quanti ne esporti e, perciò, di gestire un disavanzo commerciale.

  37. Tassi di cambio fissi • Il valore del tasso di cambio non è determinato dall’andamento della domanda e dell’offerta, ma stabilito autonomamente dal Governo; • Se il tasso di cambio ufficiale è maggiore del valore fondamentale, la valuta nazionale è sovra-valutata • Se il tasso di cambio ufficiale è inferiore al valore fondamentale, la valuta è sotto-valutata • Il Governo può, a seguito di particolari circostanze economiche, modificare il valore ufficiale del tasso di cambio. Si definiscono: • Rivalutazioni, gli aumenti del tasso di cambio ufficiale • Svalutazioni, le riduzioni del tasso di cambio ufficiale • Esistono diversi sistemi per fissare un tasso di cambio fisso (rispetto ad una valuta, ad un paniere di valute, parità fissa, strisciante, zone-obiettivo…) • In regimi di tassi di cambio fissi, la banca centrale si impegna ad acquistare/vendere valuta nazionale nella misura necessaria a mantenere il tasso di cambio al livello dichiarato

  38. Sistemi di tasso di cambio

  39. Come mantenere fisso il tasso di cambio Offerta di valuta naz. • Al tasso di cambio ufficiale, la valuta nazionale è sopravvalutata (e>e*) • Si crea un eccesso di offerta di valuta nazionale che genera pressioni al ribasso sul tasso cambio. Eccesso di offerta e* Tasso di cambio, e e Domanda valuta naz. Q* Quantità di valuta scambiata

  40. Come mantenere fisso il tasso di cambio • Svalutazione • Il Governo svaluta la moneta, portando il tasso di cambio ufficiale a livello di quello fondamentale • Si introducono restrizioni alle operazioni internazionali • Divieto di acquisto di attività denominate in valuta estera; restrizioni agli acquisto di beni prodotti all’estero • L’offerta di valuta nazionale si riduce • Si perdono i guadagni derivanti dalla specializzazione internazionale • La Banca centrale modifica il tasso di interesse (OMA) • La BC acquista la valuta in eccesso • La domanda di valuta nazionale aumenta, generando pressioni al rialzo del tasso di cambio, fino a quando e*= e. • Per acquistare la propria valuta, la BC cede in cambio valuta estera; • Questa strategia è perseguibile fino a quando la BC possiede riserve di valuta estera sufficienti a coprire l’eccesso di offerta

  41. Gli attacchi speculativi Offerta di valuta naz. • Vendita massiccia di attività denominate in una determinata valuta • Si verifica quando gli investitori temono che una valuta sopravvalutata sia prossima alla svalutazione • La svalutazione comporta una riduzione rilevante del valore nominale delle attività denominate nella valuta che si svaluta • Gli attacchi speculativi non causano la svalutazione, ma accelerano il processo di svalutazione e* Tasso di cambio, e • Quando parte l’attacco speculativo: • l’offerta di valuta nazionale si sposta progressivamente verso destra; • La BC tenta di mantenere invariato il tasso di cambio ufficiale, acquistando valuta nazionale in cambio di valuta estera; • Le operazioni di acquisto di valuta nazionale proseguono fino a quando la BC possiede riserve di valuta estera; • Quando la BC esaurisce le riserve, la valuta nazionale viene svalutata Domanda valuta naz. e Q* Quantità di valuta scambiata

  42. Attacchi speculativi contro la lira (settembre 1992) 16 settembre 1992: la lira abbandona il tasso di cambio fisso dopo una svalutazione del 30%

  43. … e contro altri paesi (1997)

  44. La politica monetaria ed il tasso di cambio fisso Offerta di valuta naz. • Per sostenere il tasso di cambio ufficiale, la BC può anche attuare una politica monetaria restrittiva: M↓→↑i • Il rendimento delle attività denominate in valuta nazionale aumenta; la domanda di valuta nazionale aumenta • Ma se l’economia nazionale fosse in recessione? Per colmare il gap recessivo M↑→↓i, rendendo meno convenienti le attività denominate in valuta nazionale. • La domanda di valuta nazionale si sposterebbe di nuovo verso il basso, con conseguenti pressioni alla svalutazione del tasso di cambio e e* Tasso di cambio, e Domanda valuta naz. Q* Quantità di valuta scambiata La politica monetaria non può essere utilizzata per stabilizzare l’economia in regimi di tassi di cambio fissi (se non introducendo vincoli alle operazioni internazionali)

  45. Tassi di cambio fissi o flessibili? • Tassi di cambio fissi: • La politica monetaria è inefficace per stabilizzare l’economia • Strumento importante per le economie grandi • Le economie piccole possono avere dei benefici, soprattutto se non sono in grado di controllare l’inflazione • Promuovono gli scambi commerciali • Con tassi di cambio fissi posso pianificare con più certezza le mie operazioni con l’estero • Rischio attacco speculativo elevato • Poiché non posso escludere la possibilità di attacchi speculativi, non mi lascio coinvolgere in attività internazionali • Le economie chiuse sono meno efficienti delle economie aperte

  46. Dai cambi fissi alla moneta unica Laura Resmini a.a. 2013-2014

  47. L’eurozona

  48. 2001: Grecia 2007: Slovenia 2008: Cipro, Malta 2009: Slovacchia 2011: Estonia 2014: Latvia

  49. Costi e benefici (economici) di una moneta unica • Costi • Perdita indipendenza della politica monetaria • Perdita della possibilità di usare il tasso di cambio come strumento di politica economica • Benefici • Riduzione dei costi di transazione • Riduzione dell’incertezza legata all’andamento del tasso di cambio • Teoria delle aree valutarie ottimali (R. Mundell) • Conviene aderire ad un’area valutaria se i benefici superano i costi • Costi e benefici sono dinamici

  50. Perdita dell’indipendenza della politica monetaria • La politica monetaria è un importante strumento di stabilizzazione del sistema economico • Politica monetaria espansiva: stimola investimenti, consumi interni e le esportazioni nette attraverso un deprezzamento del tasso di cambio • Politica monetaria restrittiva: riduce gli investimenti, i consumi e le esportazioni nette (il tasso di cambio si apprezza) • In un’area valutaria, la politica monetaria è gestita dalla banca centrale ed è unica per tutta l’area • Shock simmetrici: la politica monetaria è efficace e vale per tutta l’area • Shock asimmetrici: la politica monetaria è inefficace

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