1 / 41

CRESCITA E SVILUPPO NELL’AMERICA LATINA Guglielmo D’Agostino e Franz Faieta a.a. 1999-2000

CRESCITA E SVILUPPO NELL’AMERICA LATINA Guglielmo D’Agostino e Franz Faieta a.a. 1999-2000.

kamin
Download Presentation

CRESCITA E SVILUPPO NELL’AMERICA LATINA Guglielmo D’Agostino e Franz Faieta a.a. 1999-2000

An Image/Link below is provided (as is) to download presentation Download Policy: Content on the Website is provided to you AS IS for your information and personal use and may not be sold / licensed / shared on other websites without getting consent from its author. Content is provided to you AS IS for your information and personal use only. Download presentation by click this link. While downloading, if for some reason you are not able to download a presentation, the publisher may have deleted the file from their server. During download, if you can't get a presentation, the file might be deleted by the publisher.

E N D

Presentation Transcript


  1. CRESCITA E SVILUPPO NELL’AMERICA LATINAGuglielmo D’Agostino e Franz Faietaa.a. 1999-2000

  2. Guardando le statistiche si evince che nell’est asiatico si è riscontrato lo sviluppo economico più veloce e di maggiore accelerazione negli ultimi 25 anni. Durante il periodo che va da 1965 a 1990, l’Asia è riuscita ad ottenere un tasso di crescita pro capite del 6,7% annuo, questo vuol dire che riusciva a duplicare il suo ricavo pro capite ogni decade. Durante questo periodo invece America Latina aveva un tasso di crescita economico pro capite dello 0% e in alcuni casi, come nel caso della Bolivia, le cifre erano addirittura minori. Allora, come è possibile spiegare che l’est di Asia sia riuscita ad avere una crescita del 6.7% annuo, mentre in altre parti del mondo, come l’Asia del sud e altri mille milioni e mezzo di persone in Pakistan crescano solamente del 1,7% all’anno, nell’Africa Sub sahariana allo 0.7% all’anno e in America Latina allo 08% all’anno? UN PO’ DI STORIA

  3. CAUSE • Le condizioni iniziali del paese all’inizio del periodo • La seconda causa è legata alle diverse scelte e opzioni di politica economica che sono state applicate in ogni paese. • La terza è la dinamica demografica, che si può analizzare attraverso il tasso di crescita della popolazione e i cambiamenti nei tassi di fecondità, la struttura della popolazione, speranza di vita e il livello di salute della popolazione • Finalmente, la quarta variabile è la geografia e la base di risorse naturali del paese

  4. CAUSE • Si è dimostrato che, quantificando queste quattro variabili attraverso uno studio per 78 paesi, quasi il 90 % della variazione nel rendimento economico trai i paesi considerati è spiegata da questi.

  5. RIFORME • COMMERCIALI • TRIBUTARIE • FINANZIARIE • PRIVATIZZAZIONI • LAVORO

  6. RIFORMA COMMERCIALE:Obiettivi • Eliminazione restrizioni e diminuzione dazi doganali • Eliminazione di restrizione e permessi per le importazioni • Tra il 1985 e 1991 si sono iniziati i programmi di liberalizzazione dei regimi commerciali

  7. RIFORMA COMMERCIALE:Risultati • I dazi medi sono passati dal 41,6% al 13,7% nel 1995. • I dazi massimi si sono ridotti dal 83,7% al 41%. • Attualmente solo 7 paesi (su 26) hanno dazi medi che superano il 15% e solo 2 ne applicano massimi superiori al 100%.

  8. RIFORMA COMMERCIALE:Apertura commerciale

  9. RIFORMA COMMERCIALE:Riduzione dei dazi

  10. RIFORMA TRIBUTARIA:Obiettivi • Ricerca di neutralità. • Semplificazione legale ed amministrativa. • Aumento dei ricavi.

  11. RIFORMA TRIBUTARIA:Risultati • Imposte al commercio estero ridotte dal 29,9% al 16,6% del ricavo dei paesi. • Si sono adottati sistemi di tassazione al valore aggiunto per evitare che la politica tributaria influenzi la produzione e il risparmio. • Le tasse ai ricavi delle imprese sono state ridotte.

  12. RIFORMA TRIBUTARIA:Tassa massima dei tributi,imprese.

  13. RIFORMA TRIBUTARIA:Tassa massima di tributo,individui

  14. RIFORMA FINANZIARIA:Obiettivi • Ridurre o eliminare i programmi diretti di credito. • Liberare tassi di interesse. • Ridurre i coefficienti di incasso. • Stabilire sistemi moderni di regolamentazione bancaria.

  15. RIFORMA FINANZIARIA:Risultati • 18 paesi hanno eliminato o ridotto almeno a metà i sistemi diretti di credito. • In 18 paesi la totalità dei tassi di interesse dei depositi segue il mercato. • 17 paesi hanno liberalizzato i tassi di interesse dei prestiti. • 15 paesi hanno coefficienti di incasso sui depositi a vista che non superano il 20%. • Sistemi moderni di regolamentazione bancaria si sono estesi alla maggioranza dei paesi.

  16. PRIVATIZZAZIONI • Le 755 vendite e trasferimenti al settore privato realizzati in America Latina tra il 1988 e il 1995 rappresentano più della metà del valore delle operazioni di privatizzazioni realizzate nei paesi sviluppati. • Un 43% del valore delle privatizzazioni in America Latina sono state realizzate nel settore dei servizi pubblici, tradizionalmente chiusi alla partecipazione privata e dove la possibilità di fare dei guadagni di produttività ed efficienza è maggiore. • Un altro 22% è arrivato dalla vendita di entità bancaria ed affini, rafforzando cosi le tendenze di riforma finanziaria.

  17. PRIVATIZZAZIONI:Valore accumulato 1988-95

  18. RIFORME DEL LAVORO • Poche e di minore portata. • Solamente cinque paesi hanno fatto riforme d’importanza nel mondo del lavoro dalla metà degli anni ottanta fino al 1995. Argentina (1991), Colombia (1990), Guatemala (1990), Panama (1995) e Perù (1991). • Le riforme in questa area si sono concentrate nel moderare i costi di licenziamento e facilitare i contratti temporali di lavoratori.

  19. RIFORME DEL LAVORO • In assenza di sistemi universali di protezione sociale nella maggioranza dei paesi dell’America Latina, le norme che tradizionalmente hanno supportato il lavoro sono state fatte con la finalità di proteggere il lavoratore di fronte ai rischi propri della disoccupazione, la malattia e la vecchiaia, tra gli altri. • Questi obiettivi non sempre si sono raggiunti, ed è stato dovuto al fatto che questi obiettivi hanno indotto ad un’eccessiva rotazione del lavoro e hanno propagato l’occupazione sommersa e la disoccupazione.

  20. RIFORME DEL LAVORO • Nella maggioranza dei paesi di America Latina, il costo di licenziamento di un lavoratore dopo solo un anno di lavoro è superiore a un mese di salario e in 6 paesi è almeno di tre mesi • Dopo dieci anni di lavoro i costi di licenziamento sono maggiori: almeno 6 mesi di salario in gran parte di paesi, e più di 12 mesi in 6 paesi.

  21. RIFORME DEL LAVOROCosti di licenziamento(1 anno)

  22. RIFORME DEL LAVOROCosti di licenziamento(10 anni)

  23. INDICE DI POLITICHE STRUTTURALI • Questo è un indice che riesce a catturare e misurare gli effetti delle politiche strutturali trovato in uno studio di Lora (1997) fatto per la maggior parte dei paesi dell’America Latina. • Ha una frequenza annuale e inizia nel 1985. • Vengono usati i principali indicatori descritti nel nostro lavoro nelle cinque aree di riforma prima descritte. • Cerca di cogliere la libertà che le politiche strutturali danno al mercato nelle cinque aree di interesse, dando un valore compreso tra 0 e 1.

  24. INDICE DI POLITICHE STRUTTURALI • Tutte le variabili che considera l’indice (in genere c’è più di una variabile di politica per ciascuna area) possono muoversi in un range da 0 a 1, a partire dalla peggiore alla migliore osservazione di quella variabile in tutto il campione di paesi e anni. • L’indice totale delle politiche strutturali è una media semplice degli indici delle cinque aree, i quali sono a sua volta la media semplice degli indici per le variabili di politica considerate.

  25. INDICE DI POLITICHE STRUTTURALI • Cerca soltanto di misurare la neutralità delle politiche, cioè lo spazio che queste danno alle decisioni di mercato, con il presupposto che l’obiettivo primario delle riforme strutturali in materia economica sia stato la ricerca di una maggiore efficienza nella distribuzione delle risorse produttive mediante l’eliminazione o riduzione delle distorsioni originate da politiche che limitano il funzionamento dei mercati o che impongono costi alle transazioni o alle attività produttive.

  26. INDICE DI POLITICHE STRUTTURALI

  27. MIGLIORAMENTO DELLE POLITICHE STRUTTURALI

  28. MOMENTO E VELOCITA’ DELLE RIFORME

  29. QUALITA’ DELLE POLITICHE STRUTTURALI

  30. LE RIFORME HANNO ACCELERATO LA CRESCITA • Mettendo da parte l’effetto dei fattori strutturali, come l’educazione, e di altre variabili economiche, come l’inflazione, che incidono anche queste sulla crescita, si é riscontrato che le riforme strutturali hanno elevato il ritmo della crescita di America Latina di 2,3 punti percentuali. • Senza le riforme adottate in tutta l’America Latina negli ultimi dieci anni si avrebbero avuto soltanto tassi medi del 1,5% all’anno. Per un paese che abbia seguito un processo di riforme tipico, il livello del suo ingresso attuale é del 12% maggiore di quel che sarebbe stato in assenza delle riforme strutturali.

  31. INGRESSO PRO CAPITE CON E SENZA RIFORME

  32. EFFETTO SULLA CRESCITA • Il più degli effetti delle riforme sono di natura permanente, non transitoria. Secondo i calcoli, il ritmo di crescita permanente medio dei paesi dell’America Latina é aumentato di 1,9 punti percentuali (tra 1987-89 e 1993-95) grazie alle riforme. • Tra dieci anni comporterà un guadagno addizionale del 20,7% nell’ingresso pro capite, e tra 20 un guadagno del 45,7%.

  33. EFFETTI DELLE RIFORME SULLA CRESCITA • . L’aumento di crescita permanente attribuibile alle riforme commerciali realizzate dal 1987-89 é dello 0,8% in media per i 19 paesi . • Le riforme finanziarie hanno contribuito ad aumentare la crescita permanente di 0,8 punti. • Gli effetti delle altre aree di politica strutturale sulla crescita sono stati più modesti: 0,2 punti la riforma tributaria e 0,1 le privatizzazioni. Le riforme sul lavoro non hanno avuto effetti.

  34. STABILIZZAZIONE MACROECONOMICA • La riduzione dell’inflazione e la sua minore volatilità riscontrate di recente nella maggior parte dei paesi di America Latina hanno contribuito alla crescita. Insieme hanno aumentato la crescita di 0,5 punti nella media dei paesi in questione. • Mettendo insieme gli effetti delle riforme e della stabilizzazione, la crescita é aumentata di 2,8 punti percentuali all’anno

  35. RECUPERO DELLA PRODUTTIVITA’ • Una parte sostanziale dell’aumento nella crescita permanente che, come abbiamo visto é stato del 1,9 punti, é stato originato da un uso più efficiente delle risorse produttive. • 1,7 punti di questo aumento medio é stato prodotto dalla produttività totale dei fattori. • E’ interessante sottolineare, comunque, che le riforme semplicemente hanno fermato il processo di diminuzione della produttività osservato nel periodo precedente alle riforme, ma non sono ancora riuscite ad ottenere, per la media di America Latina, guadagni di produttività. (tasso di crescita della produttività totale dei fattori nel periodo 93-95 è =0)

  36. L’EFFETTO SULL’INVESTIMENTO • Come risultato delle riforme, i coefficienti medi d’investimento d’America Latina sono aumentati di 1,7 punti del PIL il che implica un aumento del tasso di crescita di 0,2 punti. • L’effetto delle riforme commerciali é stato quello più importante (1,1 punti in media). • Le privatizzazione hanno avuto un effetto considerevole (0,6 in media).

  37. NUOVE RIFORME?EFFETTI SULLA CRESCITA.

  38. NUOVE RIFORME?INGRESSO PRO-CAPITE

  39. LIVELLI DI CRESCITA ATTUALI E CON + RIFORME

  40. PIU’ EDUCAZIONE PER CRESCERE ANCORA

  41. PIU’ EDUCAZIONE PER CRESCERE ANCORA • Il potenziale di crescita in America Latina potrebbe aumentare sostanzialmente se durante i prossimi 10 anni si facesse uno sforzo educativo che riuscisse ad aumentare di un anno il livello di scolarità media della forza di lavoro (cioè arrivare a 6,8 anni). • Questo permetterebbe aumentare di 1 punto il potenziale medio di crescita economica permanente nella prossima decade, che equivarrebbe alla metà degli effetti delle riforme. • un anno addizionale di educazione della forza di lavoro aumenterebbe il ritmo di crescita della produttività approssimativamente dello 0,8% all’anno.

More Related