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Adolescenti così così vivono così crescono così possiamo essere loro vicini Roma, 17 aprile 2010

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Adolescenti così così vivono così crescono così possiamo essere loro vicini Roma, 17 aprile 2010. Essere adolescenti oggi: quali vulnerabilità e quali certezze Emanuela Confalonieri CRIdee, Dipartimento di Psicologia Università Cattolica del Sacro Cuore - Milano.

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adolescenti cos cos vivono cos crescono cos possiamo essere loro vicini roma 17 aprile 2010
Adolescenti cosìcosì vivonocosì cresconocosì possiamo essere loro viciniRoma, 17 aprile 2010

Essere adolescenti oggi: quali vulnerabilità e quali certezze

Emanuela Confalonieri

CRIdee, Dipartimento di Psicologia

Università Cattolica del Sacro Cuore - Milano

essere adolescenti oggi quali vulnerabilit e quali certezze
Essere adolescenti oggi: quali vulnerabilità e quali certezze

L’epoca delle “passioni tristi”. Una grande inadeguatezza, sempre insoddisfatta e insicura. Voglia di cambiamento, di accettazione. Poi finalmente il coraggio di uscire dal guscio, da timida ad estroversa, da taciturna e goffa a chiacchierona e disinvolta.

Un giorno questo dolore ti sarà utile

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E’ ancora il tempo per capire “Chi sono?” ?

Ho 15 anni e la mia adolescenza fino a questo punto ha avuto delle fasi molto diverse, alcuni giorni sono molto triste e mi passa la voglia di vivere, perché vado male a scuola, perché il ragazzo che mi piace sta con un'altra, perché litigo con i miei genitori o con le mie amiche, invece ci sono altri giorni in cui va tutto bene, sono felice e mi sembra "di essere sulla luna".

essere adolescenti oggi quali vulnerabilit e quali certezze1
Essere adolescenti oggi: quali vulnerabilità e quali certezze

Pensiero

intellettualizzazione, giocare con le parole, discutere per sentirsi parlare e scoprirsi in grado di…, pensare il possibile andando oltre il reale

Corpo

superare l’esperienza di un corpo che avvolge e imprigiona arrivando ad una rappresentazione mentale del corpo che l’adolescente riesce a comprendere, controllare, accettare

Relazioni

genitori

scuola

amici

compiti di

sviluppo per

costruire

l’identità

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Le mie scelte erano quelle che i miei genitori prendevano per me, invece ora incomincio a ragionare con la mia testa e a decidere da sola.

Mi piace confrontare le mie idee con le opinioni dei miei genitori, ma ogni tanto evito perché, poi, nascono dialoghi troppo lunghi e complicati e ragionamenti fuori dal normale

Mi piace rinchiudermi in camera e pensare a tutto e a niente vedere quanto in là posso andare….mi immagino di discutere con i miei, mi preparo i discorsi, mi alleno cercando di essere sempre più in grado di fronteggiarli anche a parole…

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Scuola nuova. Nessun compagno delle elementari. Fisicamente molto più alta e “grande” degli altri, esplosione fisica durante l’estate. Primi due giorni nessuno mi ha parlato. Vedevo che parlavano di me, ma nessuno si avvicinava e io non riuscivo a farlo. Il primo a rivolgermi la parola, probabilmente avendo perso una penitenza, mi ha chiesto “quante volte sei stata bocciata?”. Non volevo più andare a scuola, e i miei genitori minimizzavano e non consideravano il mio dramma.

…poi sono cresciuta e i problemi sono aumentati: crescere è difficile

e a me ha fatto molto male.

Vederti cambiare nel corpo,

non piacerti, non riconoscerti nella tua pelle…

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In quest'anno di cambiamenti si è trasformato anche il mio rapporto con i genitori, il quale si è tutt'altro che solidificato: i miei sbalzi d'umore e la mia crescita interiore, infatti, hanno compromesso molto il già complicato dialogo con i miei. In questo periodo mi è molto difficile parlare con loro tranquillamente: lo scontro ideologico è sempre inevitabile! Pensiamo in modi totalmente differenti e, spesso, la loro esperienza gli impedisce di ricordare quanto, anche loro alla mia età, desideravano essere indipendenti dalla famiglia e, più di ogni altra cosa, volevano abbandonare l'immagine della bambina con il ciuccio in bocca! Ed è una cosa insopportabile perché sembra che non si accorgano della tua crescita e che non l'apprezzino.

Ricordo che quando uscivamo ed i miei volevano darmi la mano io mi vergognavo; staccavo la loro mano dalla mia.

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A questo proposito (…) dovrei ringraziare la scuola che ora sto frequentando, il LICEO CLASSICO, che mi ha insegnato a vivere, a scegliere la mia vera personalità (che spesso poteva essere condizionata dagli amici) e mi ritengo soddisfatta di avere scelto questa scuola

 Quando ho cominciato questa scuola ero contento ed euforico, infatti nei primi tempi me la cavavo molto bene, ora invece mi fermo a pensare se questa scuola che ho scelto è quella giusta per me e che se anche un giorno la riuscissi a finire dove andrò a finire?

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e poi ho degli amici che mi aiutano e mi ascoltano, sono pronti a darmi tutto e anche io per loro farei di tutto.

Io credo che avere molti amici possa essere utile non solo per se stesso ma anche per gli altri, perché ognuno impara come ci si comporta nelle relazioni interpersonali. Per alcuni circondarsi di amici è sinonimo di “persona debole” che ha bisogno del sostegno degli altri per poter continuare, ma per me circondarsi di amici è sinonimo di una grande persona che sa farsi apprezzare dalle persone.

Dovunque sia andato ho sempre avuto degli amici attorno a me con

cui passare il tempo e divertirmi. Come traspare da quanto ho

detto io baso molto la mia vita sull'amicizia perché è molto

importante per me.

suggerimenti bibliografici
Suggerimenti bibliografici

Palmonari A. (a cura di) (1997), Psicologia dell’adolescenza, Il Mulino, Bologna

Maggiolini A., Pietropolli Charmet G. (a cura di, 2004), Manuale di psicologia dell’adolescenza: compiti e conflitti, F. Angeli, Milano

Confalonieri E., Grazzani Gavazzi I. (2005), Adolescenza e compiti di sviluppo, Unicopli, Milano