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Validazione di un metodo di analisi

Validazione di un metodo di analisi. Validazione. Validazione di un metodo analitico: “Conferma attraverso l’esame e l’apporto di evidenza oggettiva che i requisiti particolari per l’utilizzazione prevista siano soddisfatti” (UNI EN ISO 9000:2000). Quando validare un metodo?.

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Validazione di un metodo di analisi

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Presentation Transcript


  1. Validazione di un metodo di analisi

  2. Validazione • Validazione di un metodo analitico: • “Conferma attraverso l’esame e l’apporto di evidenza oggettiva che i requisiti particolari per l’utilizzazione prevista siano soddisfatti” (UNI EN ISO 9000:2000)

  3. Quando validare un metodo? Quando un metodo è • non normato • sviluppato e/o progettato dal laboratorio • normato ma utilizzato al di fuori del proprio scopo e campo di applicazione prefissato • le più comiuni situazioni sperimentali che impongono la validazione sono le seguenti: • un nuovo metodo è sviluppato per scopi particolari; • un metodo analitico normato deve essere aggiornato, migliorato o esteso ad un nuovo problema analitico; • il controllo di qualità evidenzia variazioni temporali dei parametri di qualità; • un metodo stabilito deve essere usato in un diverso laboratorio, da un diverso analista, con diversa strumentazione; • è necessario dimostrare l’equivalenza del metodo in esame con un metodo standard.

  4. Validazione • Il laboratorio che utilizza un metodo deve avere la documentazione che dimostri l’appropriata validazione del metodo stesso. • È responsabilità dell’utilizzatore assicurare che la validazione documentata sia sufficientemente completa

  5. Validazione • Non ci sono linee guida ufficiali per la sequenza degli esperimenti necessari per la validazione • La sequenza ottimale può dipendere dal metodo stesso • E` sempre necessaria la stima dell’incertezza di misura

  6. Parametri che caratterizzano un metodo analitico • Campo di misura • Specificità-selettività analitica • limite di rivelabilità e di quantificazione • range dinamico e lineare • accuratezza intesa come esattezza più precisione (quest’ultima a sua volta distinta in ripetibilità, precisione intermedia e riproducibilità) • incertezza di misurazione • robustezza.

  7. Campo di misura (validità) • Intervallo tra il più alto e il più basso livello dell’analita determinabili con precisione ed accuratezza applicando il metodo stesso • Il campo di misura (validità) è espresso nella stessa unità di misura dell’analita • Dipende dallo scopo del metodo

  8. Specificità-Selettività analitica • Specificità: Si riferisce ad un metodo che produce una singola risposta • Selettività: si riferisce ad un metodo che produce più risposte (metodo separativo) • ABILITÀ DI MISURARE ACCURATAMENTE L’ANALITA IN PRESENZA DI INTERFERENTI

  9. Limite di rilevabilità • È la più bassa concentrazione dell’analita che può essere rilevata, ma non necessariamente determinata quantitativamente, nelle condizioni sperimentali del metodo • LdR=3*Sb/S • Sb = deviazione standard del valore del bianco (almeno 5 campioni) • S =coefficiente angolare della curva di taratura • per metodi cromatografici • Sb = D/5 • dove • D = differenza tra il valore massimo ed il valore minimo del rumore di fondo

  10. Limite di quantizzazione • La Più bassa concentrazione analitica che può essere determinata quantitativamente con accettabile precisione ed esattezza nelle condizioni sperimentali del metodo • LdQ = 10*Sb/S • Sb = deviazione standard del valore del bianco (almeno 5 campioni) • S =coefficiente angolare della curva di taratura • per metodi cromatografici • Sb = D/5 • dove • D = differenza tra il valore massimo ed il valore minimo del rumore di fondo

  11. Linearità • La linearità di un metodo analitico è la sua abilità di dare risultati che sono direttamente proporzionali alla concentrazione degli analiti nei campioni all’interno di un determinato campo di validità • la proporzionalità può essere raggiunta anche attraverso trasformazioni matematiche ben definite

  12. Linearità • Deve essere verificata attraverso il calcolo del coefficiente di correlazione della curva di taratura eseguita, quando possibile, con aggiunte standard alla matrice da analizzare. Curve di taratura su matrici diverse o in soluzioni standard (contenenti soltanto il solvente e l'analita) possono essere utilizzate previa specificazione delle motivazioni nel metodo di prova. Sono generalmente accettati coefficienti di correlazione (r secondo il metodo dei minimi quadrati) pari almeno a 0,99. • Una non-linearità significativa dovrebbe essere corretta mediante l'utilizzo dì funzioni di taratura non lineari o eliminata restringendo l’intervallo di concentrazioni in cui si opera.

  13. Linearità • Si deve effettuare almeno da 3 a 6 repliche di 4 o più concentrazioni • Nella validazione del metodo devono essere riportati il coefficiente di correlazione, la pendenza, l’intercetta e i residui, oltre ad un grafico dei dati sperimentali e della curva calcolata

  14. Esattezza • Grado di concordanza tra il valore medio ottenuto a partire da un grande insieme dì risultati di prova, e un valore dì riferimento accettato

  15. Per la valutazione dell’esattezza: • Confronto con un metodo analitico di ordine metrologico superiore • Analisi di idonei materiali di riferimento certificati a diversi livelli di concentrazione • Confronto con i valori attesi in studi collaborativi (circuiti interlaboratorio) • Analisi di idonei campioni costruiti aggiungendo alla matrice quantità certificate di analita (Spike) a diversi livelli di concentrazione

  16. Ripetibilità • concordanza tra risultati di prova indipendenti ottenutì con lo stesso metodo su materiali ídentici, nello stesso laboratorio, dallo stesso operatore, usando la stessa apparecchiatura e in intervalli di tempo brevi (stessa serie analitica)

  17. Per valutare la ripetibilità si possono usare: • Campioni reali • Materiali di riferimento certificati nella stessa matrice • Materiali di riferimento in matrice ottenuti per aggiunta alla matrice stessa di soluzioni della sostanza pura

  18. Precisione intermedia • Concordanza tra risultati di prova indipendenti ottenuti con lo stesso metodo su material identici, nello stesso laboratorio, dallo stesso operatore, usando la stessa apparecchiatura e in intervalli di tempo lunghi (diverse serie analitiche con possibilità di cambiamento del lotto dei reattivi e dei materiali di consumo).

  19. Per valutare la Precisione intermedia si possono usare: • Campioni reali • Materiali di riferimento certificati nella stessa matrice • Materiali di riferimento in matrice ottenuti per aggiunta alla matrice stessa di soluzioni della sostanza pura

  20. Riproducibilità • concordanza tra risultati di prova indipendenti ottenuti con lo stesso metodo su materiali identici, in laboratori diversi, da operatori diversi, usando apparecchiature diverse e in intervalli di tempo diversi

  21. Incertezza di misura • stima legata ad un risultato di prova che caratterizza l'escursione dei valori entro cui si suppone che cada il valore vero del misurando ‑ Ha le dimensioni di uno scarto tipo e si indica con ”U"

  22. valutare l’incertezza può essere riassunto nei seguenti punti: • specificazione del misurando (eseguita nel metodo di prova) • definizione della relazione che lo lega alle grandezze misurate nel metodo di prova (ad esempio modello matematico per la misura della concentrazione specificato nel metodo di prova)

  23. identificazione dei fattori che possono contribuire all'Incertezza di misura per ogni stadio del processo eseguito in laboratorio (indicati nel metodo di prova) • raccolta dei dati relativi alle prestazioni del metodo (studi collaborativi, studi di validazione in laboratorio, circuiti inetrlaboratorio)

  24. quantificazione dei vari contributi all'incertezza dai dati relativi alle prestazioni del metodo, esprimendole come varianze o scarti tipo (incertezze tipo): u(xi) • combinazione delle incertezze tipo per ottenere l'incertezza composta: uc(y)

  25. trasformazione dell'incertezza composta in incertezza estesa U(y) = K uc (y) moltiplicando per il fattore di copertura (K) In generale K=2.

  26. Robustezza • Insensibilità a piccole variazioni dei parametri sperimentali • Variazioni deliberate • % solventi organici • pH • temperatura • Flusso

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