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Cenni sulle cefalee

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Cenni sulle cefalee. Il dolore. Stimolazione di terminazioni nervose libere ad alta soglia, appartenenti ai gangli sensitivi paravertebrali, la cui scarica si produce solo per stimoli noicivi Radice posteriore Sostanza gelatinosa di Rolando (interneurone inibitorio) Decussazione

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Presentation Transcript
il dolore
Il dolore
  • Stimolazione di terminazioni nervose libere ad alta soglia, appartenenti ai gangli sensitivi paravertebrali, la cui scarica si produce solo per stimoli noicivi
  • Radice posteriore
  • Sostanza gelatinosa di Rolando (interneurone inibitorio)
  • Decussazione
  • Cordoni antero-laterale MS
    • Talamo (VPL) Corteccia parietale sensitiva primaria
    • Nuclei intralaminari talamici (dolore sordo e urente) proiettano diffusamente alla corteccia
  • Organizzazione analoga per gli stimoli nocicettivi dei nn cranici ed in particolare per il trigemino
neurotrasmettitori
Neurotrasmettitori
  • Sostanza P = neurotrasmettitore delle fibre afferenti nocoicettive
  • Le sostanze morfino-simili endogene (endorfine) mediano la modulazione della trasmissione degli stimoli nocicettivi (inibizione talamica?)
dolore neurogenico
Dolore neurogenico

In lesioni delle vie del dolore. il dolore viene avvertito in

assenza di stimoli esterni (Intrappolamento compressione

di nervi o radici,polineuropatie, nevralgie, sindromi talamiche)

  • Dolore nevralgico: parossismi violenti, scossa elettrica di brevissima durata
  • Dolore neuropatico: subcontinuo crampiforme bruciante
  • Causalgia dolore neuropatico con edema e disturbi vasolmotori, alterazioni del trofismo (S. simpatioco)
  • Dolore centrale: per lesioni centrali (S. talamica). Dolore persistente spesso esacerbato da stimoli tattili . Aumento della soglia per gli stimoli dolorosi
cefalea definizione
Cefalea, definizione
  • Dolore localizzato al capo, provocato dalla stimolazione di strutture intracraniche ed esocraniche sensibili al dolore; sono quelle intracraniche:
    • Seni venosi
    • Dura madre della base
    • Tronchi arteriosi principali
    • Arterie meningee
    • Nervi cranici sensitivi
  • Sono esocraniche: tegumenti, mucosa della bocca, cavità nasofaringea, seni della faccia, condotto uditivo esterno, denti, articolazione temporo-mandibolare, l’orecchio medio, globo oculare
proiezione del dolore sulla met anteriore del capo
Proiezione del dolore sulla metà anteriore del capo
  • Stimolazione di strutture intracraniche sovratentoriali trigemino dolore proiettato in superficie sulla metà anteriore del capo
  • Stimolazione di strutture esocraniche innervate dal trigemino (seni frontali, cavità orbitarie, art temporo-mandibolare, arteria temporale superficiale
dolore proiettato nella met posteriore del cranio
Dolore proiettato nella metà posteriore del cranio
  • Strutture situate nella fossa cranica posteriore IX-X-C1-C2-C3 dolore in regione occipitale
  • In tale regione si proiettano i dolori originati dalle seguenti strutture esocraniche:prime articolazioni vertebrali, muscoli cervicali, orecchio medio e mastoide, arteria occipitale e arteria vertebrale
classificazione generale ihs 1988
Classificazione generale (IHS 1988)

Cefalee essenziali

Cefalee secondarie

classificazione ihc societ internazionale delle cefalee
CLASSIFICAZIONE IHC società internazionale delle cefalee
  • 13 gruppi di cefalee
    • 1-4 forme primarie
    • 5-11 cefalee secondarie
    • 12 nevralgie, nevriti e dolori da deafferentazione del capo
    • 13 non classificabili
ihs 1988
IHS 1988
  • EMICRANIA
  • CEFALEA DI TIPO TENSIVO
  • CEFALEA A GRAPPOLO ED EMICRANIA CRONICA PAROS
  • CEFALEE VARIE NON ASSOCIATE A LESIONI STRUTTURALI
  • CEFALEA ASSOCIATA A TRAUMA CRANICO
  • CEFALEA ASSOCIATA A PATOLOGIA VASCOLARE
  • CEFALEA ASSOCIATA A PATOLOGIA ENDOCRANICA NON VASCOLARE
  • CEFALEA DA ASSUNZIONE O SOSPENSIONE DI SOSTANZE ESOGENE
ihs 198811
IHS 1988
  • CEFALEA ASSOCIATA AD INFEZIONI EXTRACRANICHE
  • CEFALE ASSOCIATA A PATOLOGIE METABOLICHE
  • CEFALEA E DOLORI FACCIALI ASSOCIATI A PATOLOGIA DEL CRANIO, COLLO, OCCHI, ORECCHIE, NASO E SENI PARANASALI, DENTI, BOCCA O DI ALTRE STRUTTURE FACCIALI O CRANICHE
  • NEVRALGIE CRANICHE, NEVRITI E DOLORI DA DEAFFERENTAZIONE
  • CEFALEE NON CLASSIFICABILI
definizione di emicrania cefalea vasomotoria
Definizione di emicraniaCefalea vasomotoria
  • Disturbo ereditario caratterizzato da ricorrenti attacchi di cefalea molto variabili in intensità, frequenza e durata, in genere unilaterali e di solito associati a nausea e vomito, in alcuni casi preceduti da o associati a disturbi neurologici e dell’umore
classificazione dell emicrania
Classificazione dell’emicrania
  • Emicrania

1.1 emicrania senza aura

1.2 emicrania con aura

1.3 emicrania oftalmoplegica

1.4 emicrania retinica

1.5 sindromi periodiche dell’infanzia possibili precursori dell’emicrania o che possono essere associate all’emicrania

1.6 complicanze dell’emicrania

1.7 disordini emicranici che non soddisfano i precedenti criteri

epidemiologia
Epidemiologia
  • Per quanto l’emicrania possa insorgere per la prima volta nell’infanzia o dopo i 50 anni, nella maggior parte dei casi insorge nell’adolescenza e in giovane età
  • Nell’emicrania ad insorgenza infantile, non c’è differenza di sesso, cosa che avviene con la pubertà
  • In circa il 70% dei casi c’è familiarità
  • Ne soffre il 20% donne e il 10% uomini
  • Tra gli adulti emicranici il 70% è costituito da donne, che nella maggioranza dei casi (70%) riferiscono una certa correlazione con le mestruazioni
  • Emicrania comune>emicrania classica
emicrania16
Emicrania
  • 1° fase o prodromica (aura) di vasocostrizione
  • 2° fase o cefalalgica o di vasodilatazione
  • 3° fase dell’edema
emicrania fase prodromica
Emicrania: fase prodromica
  • Vasocostrizione dei rami dell’arteria carotide interna con ischemia relativa della corteccia cerebrale
  • Disturbi visivi o sensitivi (fotofobia, scotoma scintllante, parestesie etc)
slide18
Prodromi
  • Appetito (istinto famelico o anoressia)
  • Ritmo sonno/veglia
  • Fastidio per la luce, per i rumori, gli odori
  • Dalla pollachiuria alla ritenzione idrica
  • Dall’euforia all’introversione
  • Dalla diarrea alla stitichezza
  • Sbadigli e senso di spossatezza
  • Difficoltà nel parlare, a concentrarsi
  • irritabilità
emicrania fase cefalagica
Emicrania: fase cefalagica
  • Vasodilatazione e distensione delle arterie epicraniche stimolando elementi algosensibili delle pareti vasali (aa. temporale superficiale, occipitale rami della carotide esterna)
  • Dolore acuto e pulsante, localizzato all’emicranio accompagnato spesso da neusea, vertigini e disturbi GI
slide20
Fase algica, cefalea
  • Maggiore intensità dei sintomi GI
  • Mal di testa, spesso unilaterale, almeno all’inizio della crisi, tende ad estendersi a tutto l’emicranio corrispondente e, talora, anche controlateralmente; è di tipo pulsante e inibisce le attività in corso
emicrania fase dell edema
Emicrania: fase dell’edema
  • Il dolore diventa sordo e continuo
  • Trasudazione plasmati con edema perivascolare
  • Beneficio del buio e silenzio
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Fase postdromica
  • O completo benessere o sintomi post-critici quali astenia, difficoltà a concentrarsi, euforia, limitata tolleranza ai cibi, depressione, variazioni della diuresi.
periodismi
Periodismi
  • Esistono due periodismi in particolare
    • Periodismo di fine settimana
    • Periodismo mestruale
  • Si parla di Emicrania Mestruale quando il 90% degli attacchi si manifesta nel periodo compreso tra i due giorni che precedono e che seguono il ciclo
fattori scatenanti
Fattori scatenanti
  • Ormonali
    • Mestruazioni, ovulazione
  • Psicologici
    • Emozioni, stress, rilassamento dopo un periodo stressante, calo del tono dell’umore
  • Alimentari
    • Alcool, cioccolato, formaggi, insaccati, pesce, cibo cinese
  • Ambientali
    • Variazioni climatiche, altitudine, esposizione a luce intensa, rumore, odori o profumi intensi, fumo
fattori scatenanti25
Fattori scatenanti
  • Farmacologici
    • Contraccetivi orali, vasodilatatori (nitroglicerina), depletori di serotonina (reserpina)
  • Altri
    • Deprivazione o eccesso di sonno, ipoglicemia, fatica fisica, febbre, ipertensione, lunghi viaggi, traumi
caratterizzazione dell emicrania
Caratterizzazione dell’emicrania
  • Intensità
      • Lieve (non disabilitante)
      • Moderata (parzialmente disabilitante)
      • Forte (completamente disabilitante)
  • Frequenza
      • Bassa (crisi al mese)
      • Moderata (3-5 crisi al mese)
      • Alta (6 o più crisi al mese)
complicanze dell emicrania
Complicanze dell’emicrania
  • Sono costituite da
    • Stato di male emicranico
      • Dolore emicranico persistente oltre le 72 ore
      • Attacchi emicranici ricorrenti con intervalli liberi di poche ore
    • Infarto emicranico
emicrania oftalmoplegica
Emicrania oftalmoplegica
  • Almeno due attacchi caratterizzati da cefalea concomitante con paresi di uno o più nervi cranici oculomotori
  • Esami appropriati escludono lesioni parasellari
emicrania retinica
Emicrania retinica
  • Almeno due attacchi caratterizzati da
    • Scotoma o cecità monoculare completamente reversibile entro 60 min e confermati da un esame obiettivo durante l’attacco oppure da un disegno del pz del proprio deficit durante l’attacco
    • Cefalea che segue i sintomi con un intervallo libero inferiore ai 60 min, ma che può anche precederli
  • Esame oculistico normale al di fuori dell’attacco e patologia embolica esclusa da esami appropriati
terapia
Terapia
  • Misure generali
  • Terapia dell’attacco acuto
  • Terapia profilattica
misure generali
Misure generali
  • Identificazione ed eliminazione dei fattori scatenanti
  • Mantenere regolari abitudini relativamente a sonno ed alimentazione
  • Munirsi di occhiali da sole
  • Acetazolamide, prima di un viaggio in aereo
terapia dell attacco acuto
Terapia dell’attacco acuto
  • FARMACI ANTIEMICRANICI (N02C)
    • ALCALOIDI DELLA SEGALE CORNUTA
      • DIIDROERGOTAMINA MESILATO
      • ERGOTAMINA
      • ERGOTAMINA + CAFFEINA
      • ERGOTAMINA + CAFFEINA + AMINOFENAZONE
    • AGONISTI SELETTIVI DEI RECETTORI 5-HT1
      • ALMOTRIPTAN
      • ELETRIPTAN
      • RIZATRIPTAN BENZOATO
      • SUMATRIPTAN
      • ZOLMITRIPTAN
terapia dell attacco acuto33
Terapia dell’attacco acuto
  • ALTRI ANTIEMICRANICI
    • PIZOTIFENE
    • INDOMETACINA + CAFFEINA + PROCLORPERAZINA
cefalea di tipo tensivo35
Cefalea di tipo tensivo
  • Epidemiologia
    • Rappresenta la forma più frequente di dolore cefalico (2/3)
  • Localizzazione
    • Tipicamente a “galea”, spesso localizzato in sede frontale, sovrafrontale e temporale con irradiazione in sede occipitale. In genere non c’è una lateralizzazione
  • Qualità del dolore
    • Dolore sordo con sensazione di tensione, pressione, pesantezza, costrizione (“testa stretta in una morsa”)
    • Sensazione di “contrazione dolorosa” dei muscoli cervico-cefalici
    • In genere il dolore non è pulsante
  • Condizioni scatenanti
    • Stress, eccessivo lavoro
  • Fattori esacerbanti o allevianti
    • Non è aggravato da attività fisiche di routine
cefalea di tipo tensivo36
Cefalea di tipo tensivo
  • La classificazione IHS individua un secondo livello diagnostico:
  • Forma episodica
    • < 15 gg al mese con cefalea
  • Forma cronica
    • > 15 gg al mese con cefalea da un minimo di 6 mesi
cefalea di tipo tensivo37
Cefalea di tipo tensivo

Almeno 10 attacchi che soddisfano i punti successivi

  • Durata compresa tra 30 minuti e 7 giorni
  • Il dolore presenta almeno due delle seguenti caratteristiche
    • Qualità gravativo-costrittiva (fronte-vertice-occipite)
    • Intensità lieve o media
    • Bilateralità
    • Non aggravato dall’attività fisica
  • Si verificano entrambe le seguenti situazioni cliniche durante la cefalea
    • Nausea e vomito assenti
    • Fono e fotofobia possono essere presenti, ma non contemporaneamente
cluster headache
Cluster headache

Almeno 5 attacchi soddisfano i seguenti criteri

  • Dolore d’intensità severa, unilaterale, in sede orbitaria,sovraorbitaria e/o temporale, della durata di 15-180 minuti (senza trattamento)
  • Almeno uno dei seguenti segni associati alla cefalea:
    • Iniezione congiuntivale
    • Ostruzione nasale
    • Rinorrea
    • Sudorazione facciale
    • Miosi
    • Ptosi palpebrale
    • Edema palpebrale
  • Frequenza degli attacchi: fra 1 ogni 2 giorni e 8 al giorno
slide39

CEFALEA A GRAPPOLO

  • Gli attacchi si manifestano in periodi della durata di settimane o mesi separati da periodi di remissione di anni prevalentemente in primavera ed autunno
slide41

CEFALEA A GRAPPOLO

  • Nei periodi di attività della malattia il fumo di sigaretta e soprattutto l’alcool scatenano l’attacco
  • Tipicamente durante la crisi il paziente non riesce a stare fermo
  • Gli attacchi si manifestano ad orari fissi del giorno e della notte risvegliando il soggetto
cefalea a grappolo patogenesi
CEFALEA A GRAPPOLO: PATOGENESI
  • Ipotesi PERIFERICA per attivazione del

sistema trigemino-vascolare, anormalità

del segmento intracavernoso della carotide

interna o del seno cavernoso

  • Ipotesi IPOTALAMICA : disfunzione

primitiva periodica dell’ipotalamo con attiva-

zione del sistema trigemino-vascolare

cefalea a grappolo terapia dell attacco
CEFALEA A GRAPPOLO: TERAPIA DELL’ATTACCO
  • ERGOTAMINA
  • Inalazione di OSSIGENO a 7 lt./min per 10-15 minuti
  • SUMATRIPTAN iniettabile o spray nasale
  • Anestetici locali
cefalea a grappolo profilassi
CEFALEA A GRAPPOLO: PROFILASSI
  • ERGOTAMINA 1-2 mg/die per os
  • LITIO 900 mg/die
  • Steroidi: PREDNISONE 50 mg/die
  • Ca antagonisti: VERAPAMIL 240-360 mg/die
  • METISERGIDE 3-6 mg/die
  • Anticomiziali: VALPROATO TOPIRAMATO
nevralgie faciali idiopatiche
Nevralgie faciali idiopatiche
  • Trigeminale
    • II, III branca
  • Glossofaringeo
    • regione tonsillare, faringe, radice della lingua, canale uditivo esterno
  • Laringeo superiore
    • regione sottomandibolare, della parte superiore della laringe e della regione laterale del collo
  • Grande nervo occipitale di Arnold
    • Territorio cutaneo occipitale
nevralgia del trigemino
Nevralgia del TRIGEMINO
  • La più comune (3-5/100.000)
  • Prevalenza femminile 2 a 1
  • 5°-6° decade
nevralgia del trigemino47
Nevralgia del TRIGEMINO
  • Dolore severo, parossistico, stereotipato,
  • in genere di una branca (oftalmica < 5%),
  • unilaterale(>dx),
  • spontaneo o con area trigger,
  • durata da pochi secondi a meno di 2 minuti,
  • assenza di deficit neurologici,
  • assenza di fenomeni vegetativi
nt secondaria
NT SECONDARIA

Nel sospetto : indicazione ad appropriate indagini (RMN-Angiografia)

- Insorgenza prima dei 40 anni

- bilateralità

- presenza di segni neurologici

- atipia del dolore per intensità

- durata

- remissione

nt secondaria50
NT SECONDARIA
  • meningiomi
  • neurinomi
  • sclerosi multipla
  • siringobulbia
  • aracnoiditi
  • aneurismi della basilare o della carotide int.
  • fratture della base
  • herpes zooster
nevralgia del trigemino51
Nevralgia del TRIGEMINO
  • Esiste una scuola di pensiero che asserisce una natura “ sintomatica ” di tutte le NT.
  • Ipotesi da verificare perché la dimostrazione di un fattore etiologico è funzione del metodo e delle conoscenze del tempo.
slide52

IL TRIGEMINO (V)

Anatomia

Nervo sensitivo-motore, provvede all’inervazione motrice dei muscoli masticatori e alla sensibilità della cute della faccia, della congiuntiva, della mucosa buccale, e nasale.

TRIGEMINO MOTORE

Vie Sopranucleari

Partono dall’area precentrale, attraversano la capsula interna e il peduncolo cerebrale , arrivando al nucleo motore del V

Nucleo Motore

Posto nel ponte, medialmente al nucleo senstitivo. Le fibre escono dalla parte laterale del ponte, distinte dalla porzione sensitiva e raggingono la periferia unite alla 3a branca e innervano il massetere.

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IL TRIGEMINO (V)

TRIGEMINO SENSITIVO

Nucleo Sensitivo

Le celule d’origine del trigemino sensitivo partono dal ganglio di Gasser, situato in prossimità della piramide rocca petrosa . Dalle cellule del Ganglio si diparte una branca centrale che entra nella parte laterale del ponte e raggiunge i nuclei sensitivi ( nucleo principale, nucleo della radice discendente, nucleo mesencefalico). Dal nucleo sensitivo principale e dal nucleo della rdice discendente si dipartono le fibre che arrivanio al nucleo ventrale-posteriore del talamo.

I prolungamenti periferici che nascono dal ganglio di Gasser costituiscono il nervo oftalmico, mascellare e mandibolare che raccolgono la sensibilità dalla faccia.

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Semeiotica del Trigemino

  • Funzione sensitiva
  • Si andranno in ogni lato le sensibilità:
  • tattile,termica, dolorifica. Queste verranno
  • esaminate in sei aree:
  • La fronte e la parte superiore della radice del naso ( ramo oftalmico )
  • La regione mascellare e il labbro superiore (ramo mascellare )
  • Il mento e la parte anteriore della lingua (ramo mandibolare )
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Semeiotica del Trigemino

Funzione motoria

Si esplora invitando il paziente a masticare. si apprezzerà, così, la forza di contrazione del massetere e del temporale. Invitando il paziente ad aprire la bocca si noterà la deviazione della mandibola, segno di deficit dei muscoli pterigoidei omolaterali alla deviazione.

Riflesso masseterino

Si chiede al paziente di tenere la mandibola un po’ abbassata e appena un po’ aperta. l’esaminatore pone l’indice o il mignolo sotto il labbro inferiore del paziente e lo percuote con il martelletto verso il basso. Si deve apprezzare un lento, ma chiaro riflesso verso l’alto.In molti non si ottiene risposta.

Riflesso corneale

Si ricerca aprendo il più possibile gli occhi del paziente, invitandolo a guardare verso l’alto il più lontano possibile, mentre gli si tocca la cornea appena lateralmente o al di sotto della pupilla con un fiocco di cotone foggiato un poco a punta. Un altro metodo rapido consiste nel soffiare sulla cornea mentre l’altra viene coperta. Normalmente si ha un ammiccamento bilaterale qualsiasi sia il lato esaminato. Da ricordare che la via afferente del riflesso è trigeminale, ma la via efferente è faciale.

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Patologia del Trigemino

Patologia Dolorosa "Idiopatica"

La nevralgia trigeminale

Costituisce il quadro più frequente della patologia del trigemino. Può essere primitiva o secondaria.

Forma primitiva

Colpisce ambedue i sessi, in maggior misura le donne, rara prima dei 40 anni. Incidenza annuale 4 casi/100.000 abitanti.

Il dolore , definito come lancinante, a scossa, insorge improvvisamente, in un punto che il malato sa ben indicare e si diffonde a tutta l’area di innervazione della o delle branche. La sua insorgente può essere stimolata dai movimenti della muscolatura della faccia ( masticazione – fonazione ) o dalla stimolazione tattile/termica del viso. Ha una durata di pochi secondi o minuti e la crisi può ripresentarsi più volte nell’arco della giornata. Durante la crisi il paziente cessa di parlare e di muoversi, contrae i lineamenti in una smorfia dolorosa (tic doloroso), arrossisce, preme le mani sul volto, versa qualche lacrima. Nei periodi intercritici il paziente sta bene, a volte può avvertire una sensazione di dolenza alla faccia

slide57

Patologia del Trigemino

Patologia Dolorosa "Idiopatica"

La sede preferita è, in genere, la 2a e la 3a branca. La sede iniziale oftalmica è rara. La stimolazione, anche lieve, di alcune zone “ Trigger zone” (regione sopra-orbitaria, narice, angolo della bocca) può scatenare il fenomeno doloroso. La sintomatologia della nevralgia essenziale è, in genere, unilaterale e non sono presenti deficit motori e sensitivi del trigemini e nessun altro sintomo/segno neurologico.

Eziopatogenesi

Ignota in alcuni casi.

In molti casi è possibile riconoscere come causa un conflitto neurovascolare relativo alla compressione meccanica della radice del trigemino da parte di rami dell’arteria cerebellare superiore, talora evidenti alla Angio-RM.

slide58

Patologia del Trigemino

Patologia Dolorosa "Idiopatica"

  • Terapia
  • Medica : Tegretol ( Compresse da 200 mg )
  • 2/4 pro-die.
  • La terapia medica è efficace nel controllare in più del 50% dei casi la sintomatologia. Nei casi resistenti può essere utile il Gabapentin (Neurontin) .
  • Chirurgica :
  • termocoagulazione controllata della radice
  • sensitiva mediante radiofrequenze, per via per cutanea attraverso il foro ovale.
  • Nota :
  • L’insorgenza di una nevralgia Trigeminale in un soggetto giovane deve porre il sopetto di Sclerosi Multipla
nevralgie faciali idiopatiche59
Nevralgie faciali idiopatiche
  • Trigeminale
    • II, III branca
  • Glossofaringeo
    • regione tonsillare, faringe, radice della lingua, canale uditivo esterno
  • Laringeo superiore
    • regione sottomandibolare, della parte superiore della laringe e della regione laterale del collo
  • Grande nervo occipitale di Arnold
    • Territorio cutaneo occipitale
nevralgie craniche sintomatiche
Nevralgie craniche sintomatiche
  • Nevralgia post-erpetica
    • Dolore continuo che insorge durante la fase acuta dell’herpes zoster e che persiste oltre 6 mesi
  • Sindrome di Tolosa-Hunt
    • Dolori episodici in sede orbitale associati a deficit di uno o più nervi oculomotori
    • Spotanea regressione in 2 mesi circa con tendenza a recidivare
    • Granuloma a livello del seno cavernoso
nevralgie facciali

NEVRALGIEFACCIALI

TIPICHEATIPICHE

TIPO DI DOLORE lancinante, breve diffuso

SEDE unilaterale diffuso

LOCALIZZAZIONE distribuzione nervo bilaterale, non segue

anatomici

FATTORI SCATENANTI punti trigger stress

DOLORI INTERCRITICI no sì

COMPONENTE PSICHICA irrilevante significativa

DISABILITA’ elevata modesta

nevralgie facciali tipiche

Nevralgie facciali TIPICHE

Nevralgia del TRIGEMINO ( NT )

Nevralgia del GLOSSOFARINGEO

Nevralgia OCCIPITALE

Nevralgia del N. INTERMEDIO

Nevralgia del N. LARINGEO SUP.

slide64

ALGIA FACCIALE ATIPICA

Dolore facciale non inquadrabile come tipico.

algia facciale atipica
ALGIA FACCIALE ATIPICA

DOLORE

a volte simile all’emicranico,

a volte simile alla Cluster Headache,

a volte di tipo nevralgico, ma che non rispetta mai la distribuzione anatomica di un nervo.

algia facciale atipica66
ALGIA FACCIALE ATIPICA

Entità non omogenea.

Manca una definizione dettagliata delle caratteristiche cliniche di tale sintomatologia che riflette inevitabilmente la mancanza di dati accettabili a livello epidemiologico

slide67

ALGIA FACCIALE ATIPICA

  • Prevalenza nel sesso femminile.
  • Dolore talora sordo e profondo, talora urente,
  • localizzato in regione facciale ed irradiato all’orbita, tempia, orecchio, mandibola,regione sottomascellare, spalle, braccia
slide68

ALGIA FACCIALE ATIPICA

  • Dolore talora continuo, > bilaterale, della durata di ore, giorni o settimane, senza aree trigger.
  • Forme episodiche, forme croniche
  • Talora associati fenomeni vegetativi (edema,arrossamento, lacrimazione, fotofobia, iniezionecongiuntivale, anisocoria, sudorazione, salivazione, rinorrea, nausea)
algia facciale atipica69
ALGIA FACCIALE ATIPICA
  • IPOTESI VASCOLARE

risposta di talune forme ai vasocostrittori

  • RUOLO del SISTEMA AUTONOMO

nessuna risposta alla simpaticectomia

  • IPOTESI PSICOGENA

associazione con disturbi di natura nevrotica,

depressiva o da conversione somatica; risposta

agli antidepressivi, prevalentemente ai triciclici

  • CAUSA “ ORGANICA”

Infiammatoria, neoplastica, da conflitto neuro-vascolare

  • Distinzione fra DOLORE NEVRALGICO
algia facciale atipica70
ALGIA FACCIALE ATIPICA
  • TERAPIA MEDICA

FANS , Antidepressivi (triciclici)

  • TERAPIA CHIRURGICA

nella maggior parte dei casi è inefficace o porta peggioramento, quando non è essa stessa alla base dell’insorgenza del disturbo

slide71
Il Medico di Medicina Generale di fronte al paziente con cefalea.La diagnosi differenziale delle cefalee
classificazione delle cefalee
CEFALEE PRIMARIE

1) emicrania

2) cefalea di tipo tensivo

3) cefalea a grappolo

CEFALEE SECONDARIE

da 4 a 13.

Classificazione delle cefalee
cefalee secondarie
Malattie neurologiche

neoplastiche

vascolari (dissezioni, ictus, trombosi venose)

emorragiche (ESA, ematomi)

infezioni

ipotensione endocranica

ipertensione endocranica benigna

idrocefalo

cefalea post-traumatica

Malattie internistiche

arterite temporale

ipertensione arteriosa

feocromocitoma

jatrogena farmacologica

emodialisi

ipossia (apnea del sonno)

malattie metaboliche (ipoglicemia, Addison, policitemia, Cushing)

Cefalee secondarie
cefalee secondarie74
Cefalee secondarie
  • malattie dell’apparato stomatognatico
  • malattie dell’apparato ORL (infettive, traumi, dismorfismi, neoplastiche)
  • malattie dell’apparato muscolo-scheletrico (giunzione cranio-spinale e cervicogeniche)
  • malattie dell’apparato oftalmologico (da affaticamento oculare, da patologia oculare)
  • malattie psichiatriche
ricorda
Ricorda:
  • L’obiettivo prioritario, di fronte ad un paziente con un primo episodio di cefalea o un aggravamento di una cefalea pre-esitente è escludere una forma secondaria
  • molto raramente alla base di una cefalea è presente una patologia grave, ma non se ne deve mai sottovalutare il sospetto
  • una cefalea violenta ad esordio improvviso necessita di valutazione urgente di P.S.
quando sospettare una cefalea secondaria
Quando sospettare una cefalea secondaria
  • esordio dopo i 40 anni
  • decorso progressivo
  • insorgenza recente (intensa e/o ingravescente)
  • sede unilaterale fissa
  • inspiegabile peggioramento di una cefalea pre-esistente
  • associazione con sforzo fisico o tosse
  • associazione con vomito profuso (in assenza di pregressa diagnosi di emicrania)
  • associazione con stato confusionale, perdita di coscienza, rallentamento ideo-motorio, crisi comiziali, disturbi equilibrio, disturbi visus
  • associazione con altri disturbi altrimenti inspiegabili (malessere, calo ponderale)
quando sospettare una cefalea secondaria77
Quando sospettare una cefalea secondaria
  • Alterati parametri vitali (febbre, grave ipertensione arteriosa)
  • alterato stato di coscienza
  • alterato ritmo sonno-veglia
  • arterie temporali dolenti alla palpazione
  • alterati parametri di laboratorio (VES)
  • rigidità nucale
  • presenza di segni neurologici
esame obiettivo in caso di cefalea
Esame obiettivo in caso di cefalea
  • Stato di coscienza (processi espansivi endocranici, vasculopatie cerebrali, idrocefalo)
  • Capo - Collo

mobilità del collo; punti dolorosi del collo

  • Segni neurologici focali (presenti in caso di espansi endocranici)
  • Pressione arteriosa (encefalopatia ipertensiva)
esami in caso di cefalea
Esami in caso di cefalea
  • Esami ematochimici: emocromo, VES, PCR: sospetto di neoplasie, arterite temporale
  • Fundus oculi: sospetto di patologia espansiva endocranica
  • Rx cranio e seni paranasali: sospetto di sinusiti
  • Rx rachide cervicale: sospetto di patologia cervicogena
  • TAC cerebrale con mdc: sospetto di neoplasie, aneurismi, ematomi intracranici, idrocefalo
  • RMN cerebrale e cervicale: sospetto di lesioni della fossa posteriore, tumori ipofisari, patologia della cerniera e del collo