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La valutazione psicologica nel processo penale minorile

La valutazione psicologica nel processo penale minorile. Gilda Scardaccione Docente di Criminologia Facoltà di Scienze Sociali Università G.d’Annunzio Chieti - Pescara. DENUNCIA ALLE FORZE DELL’ORDINE INIZIO DELL’AZIONE PENALE PER INIZIATIVA DEL PM INDAGINE

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La valutazione psicologica nel processo penale minorile

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Presentation Transcript


  1. La valutazione psicologica nel processo penale minorile Gilda Scardaccione Docente di Criminologia Facoltà di Scienze Sociali Università G.d’Annunzio Chieti - Pescara

  2. DENUNCIA ALLE FORZE DELL’ORDINE INIZIO DELL’AZIONE PENALE PER INIZIATIVA DEL PM INDAGINE RUOLO DI CONVALIDA DA PARTE DEL GIP RICHIESTA DI CONSULENZA DA PARTE DEL PM CONFERIMENTO DELL’INCARICO DI PERIZIA DA PARTE DEL GIP CON INCIDENTE PROBATORIO ALLA PRESENZA DEL PM FORMULAZIONE DEI QUESITI ACCETTAZIONE DELL’INCARICO L’ESPERTO E IL PERCORSO GIUDIZIARIO

  3. ARCHIVIAZIONE DEL PARTE DEL PM RINVIO A GIUDIZIO UDIENZA PRELIMINARE UDIENZA DIBATTIMENTALE ESITI

  4. Quesiti • Valutazione della capacità di intendere e di volere del minore imputato ai fini dell’imputabilità ex art.98 c.p. • Accertamenti sulla personalità del minore imputato ex art.9 del c.p.p. • Tali accertamenti presuppongono una ipotesi di intervento da parte del perito • Eventuale giudizio sulla pericolosità sociale del minore imputato

  5. Capacità al momento del fatto di: Comprendere gli elementi salienti delle situazioni Comprendere il significato delle proprie intenzioni Comprendere le conseguenze delle proprie azioni Capacità al momento del fatto di: Pianificare le proprie azioni intenzionandole, tenendo conto delle situazioni(rischi,opportunità) Adeguare le proprie azioni alle proprie intenzioni Controllare le proprie azioni cognitivamente durante il svolgimento Capacità di intendere e di volere

  6. Imputabilità nel minore Esistono differenze sostanziali nella valutazione della capacità di intendere e di volere nei minorenni rispetto ai maggiorenni Il dettato normativo impone che: la capacità di intendere e di volere nel soggetto di età minore non venga presupposta, ma dimostrata caso per caso.

  7. coincide con il vizio di mente messo in relazione con una alterazione patologica I criteri di riferimento sono il concetto di sviluppo e di età evolutiva imputabilitàimputato maggiorenne – imputato minorenne

  8. Psicologica piuttosto che psichiatrica Basata sulla valutazione degli aspetti evolutivi Presuppone: Transitorietà del disturbo Ricostruzione della storia del ragazzo Perizia sui minori

  9. il legislatore prevede per la valutazione dell’imputabilità nel minoreun accertamento: • legato alle fasi e alla determinazione del grado 2. fortemente condizionato dal criterio cronologico che giuridicamente regola

  10. criterio cronologico “E’ imputabile chi, nel momento in cui ha commesso il fatto aveva compiuto i 14 anni, ma non ancora i 18, se aveva la capacità di intendere e di volere, ma la pena è diminuita” (art.98 c.p.)

  11. cognitivo emotivo relazionale sociale in relazione all’età cronologica Si tratta pertanto di un giudizio di maturità/immaturità Un soggetto in fase evolutiva può trovarsi al momento del fatto in una condizione che non corrisponde ad uno sviluppo

  12. Quattro livelli di maturità: • biologica • intellettiva • affettiva • sociale (Fornari, 1997)

  13. intelligenza di condotta la capacità di utilizzare la dotazione intellettiva originaria per affrontare e risolvere i problemi dell’esistenza in maniera adattiva ed adeguata” (Fornari, 1997)

  14. maturità intellettiva capacità del soggetto di saper integrare le proprie conoscenze in senso propositivo rispetto alle relazioni interpersonali e alle conoscenze sociali. maturità affettiva e sociale

  15. intelligenza sociale… • Area cognitiva • Area emozionale • Area comportamentale le abilità comprese in tali aree contribuiscono a formare le “subcompetenze”dell’intendere e del volere che sono sottostanti alla capacità di intendere e di volere e pertanto alla maturità del soggetto

  16. modello di intelligenza sociale di orientamento cognitivo-comportamentista L’intelligenza sociale può essere definita come il complesso delle capacità (skills) cognitive, emozionali e comportamentali, che l’individuo utilizza, o può utilizzare, per interpretare gli eventi, pianificare la propria vita e raggiungere risultati personali e sociali, risolvendo problemi di carattere personale ed interpersonale. L’intelligenza sociale è personalità in azione : essa comprende l’insieme delle capacità necessarie all’azione del contesto sociale”.(Gulotta, 2000)

  17. definizione della maturità sarà incapace, nel senso di immaturo, quel giovane che non abbia acquisito, relativamente al suo ambiente sociale , • abilità nel ragionamento ipotetico-deduttivo, • capacità di previsione delle conseguenze di un atto, visione prospettica, • comprensione dei diversi punti di vista di una situazione, • capacità di controllo sui propri impulsi, • autonomia affettiva e sociale, • abilità nella gestione e nell’espressione delle proprie emozioni oltre che nella comprensione di quelle altrui, • presenza di validi parametri etici di riferimento, • abilità comunicazionali, • abilità di negoziazione

  18. Analisi del processo deviante • Antecedenti storici • Rischi aspecifici-metarischi • Crisi • Rischi e metarischi specifici • Stabilizzazione • Rischi e metarischi specifici

  19. La responsabilità svolge funzioni regolative interne alla mente dell’individuo, nei rapporti interpersonali, discorsivi, nella comunicazione sociale in generale • La responsabilità è regolata da modelli interni, che sono tuttavia suscettibili di rielaborazioni attraverso il confronto con le anticipazioni,le risposte e gli effetti del comportamento che provengono dall’ambiente.

  20. Capacità di intendere e di volere responsabilità intervento penale che vede il minore coinvolto

  21. Si possono individuare più livelli di accertamento della personalità del minore in relazione alle previsioni normative di cui all’art.98 del c.p. e all’art.9 del DPR 448/88: • l’accertamento della capacità di intendere e di volere oggetto di valutazione psicologica che implica un giudizio comunque interdisciplinare sul grado di sviluppo del minore imputato • gli accertamenti sulla personalità del minore in relazione al grado di responsabilità e alla consapevolezza acquisita della gravità sociale del fatto e del danno arrecato

  22. il risultato è che… il concetto di imputabilitàe di capacitàdi intendere e di volere si affianca a quello di responsabilità secondo un paradigma che non è solo imputabilità – colpevolezza ma responsabilità – educazione.

  23. Le categorie del disimpegno morale di Bandura • Giustificazione morale • Etichettamento eufemistico • Confronti vantaggiosi • Dislocamento di responsabilità • Diffusione della responsabilità • Noncuranza e distorsione delle conseguenze • Deumanizzazione • Attribuzione di colpa

  24. Criteri metodologici di massima • Analisi della personalità del minore in relazione alle psicodinamiche dell’adolescenza • Analisi dei vissuti del percorso di crescita in relazione alle relazioni primarie significative • Analisi delle dinamiche di partecipazione alla vita associativa in relazione ai rapporti con il gruppo dei pari • Analisi dell’atto deviante in modo tale che i criteri fissati possono rappresentare un modello interpretativo che comporti la valutazione della capacità di intendere e di volere a richiesta del magistrato

  25. Imputabilità nell’adolescente e disturbi mentali • Disturbo da deficit di attenzione/iperattività • Disturbo oppositivo provocatorio • Disturbo della condotta • Tali disturbi vengono diagnosticati nell’infanzia e adolescenza • Vanno prevalentemente in remissione nell’età adulta • Il disturbo della condotta può tuttavia evolversi in età adulta in un disturbo antisociale di personalità

  26. La Giustizia deve compiere una doppia valutazione degli atti delittuosi commessi da minori da un punto di vista: • Dell’imputabilità/punibilità • Della personalità/responsabilità/intervento • il nostro è un sistema misto che prevede anche forme didiversion quale, prima tra tutti, la sospensione del processo con messa alla prova(art.28, DPR 448/88) • la possibilità di poter usufruire di strumenti terapeutici oltre che socioriabilitativi

  27. L’introduzione della nuova categoria della responsabilitànon è priva di conseguenze: • presuppone una riformulazione del concetto di imputabilità secondo i parametri che si sono indicati • orienta la valutazione dell’esperto nel senso dell’indicazione della tipologia di intervento secondo il principio dell’adeguatezza dettato dalla stessa normativa • funge sia da presupposto che da obiettivo dell’intervento programmato e attuato

  28. Cenni sulla legislazione penale minorile R.D.L. 20 Luglio 1934,n.1404 e successive modifiche • Art. 6 – nomina dei componenti privati • Art.19 (art. 169 c.p.) applicazione del perdono giudiziale – termine massimo di pena prevista :2 anni • Art.6 – sospensione condizionale della pena –termine massimo di pena previsto: 3 anni

  29. Segue legislazione DPR 22 settembre 1988,n.448 • Art.1 – Principi generali del processo penale minorile Criteri • Minima offensività • Adeguatezza • informazione

  30. Segue legislazione DRR 22 settembre 1988,n.448 Art.9 – Accertamenti sulla personalità del minore Criteri • Acquisizione di elementi circ ale condizioni e le risorse personali, familiari, sociali e ambientali • Accertamento dell’imputabilità • Valutazione della responsabilità in relazione alla rilevanza sociale del fatto reato commesso • Individuazione delle misure più appropriate sia a carattere penale sia civile

  31. Segue legislazione DPR 22 settembre 1988,n.448 Art.12 – Assistenza all’imputato minorenne Criteri • Sostegno affettivo e psicologico • Intervento dei servizi dell’amministrazione della giustizia • Intervento dei servizi territoriali

  32. Segue legislazione DPR 22 settembre 1988, n. 448 Provvedimenti • Art.20 – prescrizioni • Art. 21 – permanenza casa • Art.22 – collocamento in comunità • Art.23 – custodia cautelare – per reati non colposi per i quali è prevista la pena dell’ergastolo o della reclusione non inferiore nel massimo ai nove anni • Art.19 – è possibile applicare misure diverse dalla custodia cautelare per i reati per i quali sia prevista la pena dell’ergastolo o la reclusione con un termine non inferiore nel massimo a 5 anni(c.4)

  33. Segue legislazione DPR 22 settembre 1988, n. 448 Esiti giudiziari • Art. 27 – non luogo a procedere per irrilevanza del fatto • Criteri • Occasionalità • Tenuità del comportamento

  34. Segue legislazione esiti DPR 22 settembre 1988, n. 448 • Art. 28 – sospensione del processo con messa alla prova Criteri • Valutazione della personalità • Affidamento al servizio sociale • Elaborazione di un progetto • Valutazione della prova con possibile estinzione del reato per esito positivo(art.29)

  35. Segue legislazione esiti DPR 22 settembre 1989,448, n. 448 • Art.30 – sanzioni sostitutive Sostituzione della pena detentiva non superiore a 2 anni con la sanzione della semidetenzione e della libertà controllata Criteri • Valutazione della personalità • Valutazione delle esigenze di lavoro e di studio del minore • Individuazione delle risorse

  36. Segue legislazione esiti DPR 22 settembre 1988, n. 448 • Art.32(c.4) – Possibilità di adottare provvedimenti civili urgenti da parte dello stesso giudice penale.

  37. Segue legislazione esiti DPR 22 settembre 1989, n. 448 Misure di sicurezza • Art.36 libertà vigilata – eseguita nelle forme delle misure previste ai sensi egli art.20/21 • Art.36 riformatorio giudiziario – eseguito nelel modalità previste ai sensi dell’art.22 ed eseguita nei casi di cui all’art.13(c.1)

  38. Fine

  39. American Psychiatric Association. (1996) DSM IV. Manuale statistico e diagnostico dei disturbi mentali. Quarta edizione italiana. Milano: Masson. Bandini T.,Gatti U.(1987) Il concetto di immaturità, in F.Ferracuti(a cura di), Trattato di Medicina Criminologica e Psichiatria Forense,vol.6, ed.Giuffrè, Milano Bandura A.(1986) Social foundation of though and action: a social cognition, ed.Englewood Cliffs, Prentice Hall(NY) Bandura A, (1989) Moral disengagement Bandura A.(1996) Self Efficacy,ed. Freeman, New York De Leo G.(1996) Psicologia della responsabilità, ed.Laterza,Roma De Leo G.,Patrizi P.(1999a) Trattare con i minori devianti, ed.Carocci, Roma De Leo G., Patrizi P.(1999b) La spiegazione del crimine, ed.Il Mulino, Bologna De Leo G.(2002) La devianza minorile,ed.Il Mulino,Bologna Fornari U. (1997) Trattato di psicopatologia forense. Torino: UTET; p 128-38. Gulotta G.(2000) Trattato di Psicologia giudiziaria e diritto psicologico, ed. Giuffrè, Milano Ponti G , Merzagora I. (1993) Psichiatria e Giustizia. Milano: Raffaello Cortina Editore Bibliografia

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