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Concetto e periodizzazioni dell’età contemporanea

Concetto e periodizzazioni dell’età contemporanea. Cosa è la storia. Studio critico del passato

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Concetto e periodizzazioni dell’età contemporanea

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Presentation Transcript


  1. Concetto e periodizzazioni dell’età contemporanea

  2. Cosa è la storia • Studio critico del passato • Studio critico delle fonti del passato attraverso comparazioni diacroniche (mutamento di fatti osservati dal punto di vista della loro evoluzione nel tempo), sincroniche (mutamento di fatti nella loro contemporaneaità) e spaziali. • Mettere in relazione fenomeni ed eventi significa trovare categorie sintetiche (semplificanti) di interpretazione della realtà. • Individuare le categorie è compito dello storico • Lo storico interpreta, non giudica.

  3. Diacronia e Sincronia nella storia • Il “tempo storico” molto spesso è diverso dal “tempo naturale”. • Non ha sempre e dovunque la stessa velocità. • Diviene quindi proprio dello studio della storia individuarne ritardi, accelerazioni, fratture e continuità • Questo disallineamento del tempo storico è il punto applicativo delle categorie interpretative.

  4. Diacronia e Sincronia nella storia • Da dove nasce l’impostazione didattica di tipo lineare-diacronica o cronologica, così consueta nell’insegnamento ma anche se non soprattutto nello studio della storia? • Sembra essere supportata da tre motivazioni di fondo, spesso di tipo più psicologico che ideologico: 1. suscita l’illusione di favorire meglio la comprensione dei nessi di causa-effetto; 2. evita di dover scegliere i momenti (anche piccoli) salienti dell’evoluzione storica; 3. induce a credere nell’esistenza di una immaginaria linea progressiva che vede nel tempo presente la risultante ottimale di vari percorsi iniziati nel passato.

  5. Diacronia e Sincronia nella storia • L’esclusiva applicazione diacronica non solo è sbagliata ma rende la storia un flusso continuo di avvenimenti che non si influenzano e corrono paralleli • Allo stesso modo non spiega i cosiddetti “corsi e ricorsi storici” (reiterazione apparente di fatti accaduti) se non in modo generico e superficiale • Privilegia il nesso causa-effetto e non considera la casualità, il contingente, il contesto sempre diverso, le connessioni di fatti, avvenimenti e scelte.

  6. Quando inizia la storia contemporanea • Rivoluzione francese (larivoluzionepolitica) • Congresso di Vienna (la restaurazione) • Prima guerra mondiale (la morte di massa) • Prima rivoluzione industriale (anni 80 del 700 in Inghilterra –larivoluzioneeconomica) Vedremo che tutti questi elementi si possono intrecciare mantenendo la loro valenza storica periodizzante

  7. Quando inizia la storia contemporanea • Il fascino periodizzante della doppia rivoluzione (economica industriale inglese = meno evidente; politica francese = più netta) ne segna l’avvio. • Esistono comunque molte distinzioni tra le quali: • Geoffrey Barracluogh lo identifica nel 1890 perla fisionomia mondiale che assume la storia con l’ingresso di USA e Giappone (rif.biblilografici: Guida alla storia contemporanea); • Altri con una visione più “europea” colgono il suo inizio con il 1870: seconda riv. industriale, Italia e Germania, equilibri di potenza, imperialismo, inizio società di massa • Fernand Braudel: concetto di lunga durata delle trasformazioni sociali ed economiche e “tempo breve” degli avvenimenti politici; elemento di base della sua opera maggiore, Civiltà e imperi del Mediterraneo, anche se in questo libro Braudel parla di una storia quasi immobile (per la durata lunghissima) e di una storia lentamente ritmata a causa dei cambiamenti che si realizzano nell'arco di un secolo o due. La lunga durata si contrappone alla breve durata.

  8. Quando inizia la storia contemporanea • Eric J.Hobsbwam è colui che ha definito con un tempo storico differente l’800 e il ‘900, svincolandoli dalla scansione cronologica: • Secolo lungo, 1789-1914 (riferimenti bibliografici: Le rivoluzioni borghesi, 1789-1948; Il trionfo della borghesia,1848-1875; L’età degli imperi, 18751914) • Secolo Breve, 1914-1989 • Charles Mayer: non è il concetto di secolo a prevalere nell’età contemporanea, ma quello di “unità di epoca”, 1850-1860 / 1970-1980, • Si concentra su quando inizia e quando termina il legame dei popoli con i propri stati nazionali, e tutto era concentrato sulla produzione standardizzata, sulla conquista del movimento e sul controllo del territorio; • un’epoca che termina con l’inizio della globalizzazione (1980-2000) • Riferimenti bibliografici: Secolo corto o epoca lunga? L’unità storica dell’età industriale e le trasformazioni della territorialità

  9. Quando inizia la storia contemporanea • Quindi: • Non esiste un solo momento chiave che denota l’inizio o la fine di un’epoca • Esistono momenti con una forte carica periodizzante (rivoluzione francese, caduta muro di Berlino, guerre mondiali, crisi del 1929) • Abbiamo una compresenza di aspetti che nel loro diverso bilanciamento determinano l’avvento di epoche nuove • La pigrizia del pensiero favorisce l’accettazione dell’idea che esistano cesure epocali

  10. Quando inizia la storia contemporanea • Ne deriva così una sorta di “lunga contemporaneità” con la quale si identificano tracciati più ampi di una possibile definizione temporale • Per il 900 si possono quindi identificare categorie ottocentesche che si sommano alle caratteristiche del secolo breve come: • mercato, • liberalismo, • parlamentarismo, • democrazia

  11. Periodizzare • Suddividere un arco temporale • Individuare i caratteri specifici di ogni frazione di tempo • Determinare un punto di inizio e un punto di arrivo tali da evidenziare un’epoca (età moderna e età contemporanea) • Determinare un contesto all’interno del quale evidenziare una fase o un periodo ad esempio: • le diverse fasi del fascismo (fascismo movimento, fascismo al potere, • la scansione decennale del ‘900 (gli anni 20 e 30 della crisi e dei totalitarismi; gli anni 40 della guerra e della ricostruzione; gli anni 50 della guerra fredda e della decolonizzazione; gli anni 60 del boom e dei movimenti; gli anni 70 della crisi, del terrorismo, e della radicalizzazione ideologica; gli anni 80 della fine delle ideologie e del ritorno al mercato; gli anni 90 della globalizzazione e della società postindustriale

  12. Periodizzare • Per concludere • Ogni qual volta si fraziona il “tempo storico” si effettuano delle scelte • Consolidato è l’inizio dell’età moderna (1492); meno stabile la sua fine (la rivoluzione francese dell’89) e quindi l’inizio dell’età contemporanea. • L’inizio di un’epoca non è un momento preciso ma un momento che riveste nel tempo storico successivo un carattere fortemente simbolico • Le cesure che tradizionalmente prendiamo in considerazione sono espressione della storia del mondo occidentale

  13. Cosa è una “fonte storica” • E’ la base del lavoro della ricerca storica. • La fonte può essere volontaria o involontaria • Sono fonti storiche:giornali, materiali audiovisivi, fotografie, indagini sociologiche, dati statistici, dibattiti parlamentari, materiali delle commissioni parlamentari, fonti provenienti da archivi dei partiti, dei sindacati e dei movimenti, fonti provenienti da archivi esteri, interviste a testimoni, carteggi privati, diari, memorie, fonti letterarie, canzoni sino alle fonti digitali disponibili sul web

  14. Obiettività storica • Non esiste per nessun individuo un senso assoluto di obiettività. Ciascuno di noi ha le sue passioni e le sue idiosincrasie. Così è anche per lo storico che deve essere consapevole delle sue passioni e dei suoi orientamenti • il senso etico (il codice deontologico dello storico) sta nel: • Evitare il finalismo storico • Non forzare l’interpretazione dei documenti • Dare spazio a tutti i soggetti e a tutte le interpretazioni = vedere il maggior numero di documenti e di testi

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