Il ruolo del distretto nel rapporto fra piccole imprese e canali evoluti
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Il ruolo del distretto nel rapporto fra piccole imprese e canali evoluti. Cosetta Pepe Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” L’internazionalizzazione delle imprese e dei distretti industriali Urbino – Facoltà di Economia – 14 Aprile 2005.

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Presentation Transcript


Il ruolo del distretto nel rapporto fra piccole imprese e canali evoluti

Cosetta Pepe

Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”

L’internazionalizzazione delle imprese e dei distretti industriali

Urbino – Facoltà di Economia – 14 Aprile 2005


Le sfide che vengono dai mercati internazionali

  • focalizzazione sul rapporto:

  • fra il sistema distrettuale e il mercato

  • fra le piccole imprese distrettuali e i loro clienti

  • poiché non si trasformano solo i sistemi produttivi (internazionalizzandosi e delocalizzandosi) ma anche i sistemi distributivi


Evoluzione della distribuzione

  • aumento del peso della Grande Distribuzione e della Distribuzione Organizzata

  • cambiamenti nelle strategie della GDO verso il mercato e verso i fornitori (emblematica la politica dei prodotti a marchio commerciale)

  • le filiere si presentano come reti centrate su un soggetto forte capace di dare gestione strategica a tutta la catena del valore

  • nuovi elementi di competitività delle imprese in termini di servizi e prodotti per i “grandi clienti”


Integrazione nella filiera

  • la necessità di dare respiro strategico alla filiera complessiva, per guadagnare in competitività, spinge a cercare maggiore integrazione

  • si rinforza l’integrazione verticale che porta ad una reciproca selezione tra fornitori e clienti

  • parallelamente si indebolisce l’integrazione nel sistema distrettuale


Strategie delle piccole imprese

  • quelle con forti elementi distintivi e marchio riconosciuto dal mercato si integrano a valle con punti di vendita di proprietà e reti in franchising

    “cercano di evitare la GDO”


Piccole imprese e comportamenti eterodiretti

  • quelle con prodotti senza marchio che offrono soprattutto “prezzo”, o prodotti a marchio del distributore, vengono coinvolte dai circuiti dominati dalla GDO, ai quali si devono uniformare

    “sono proprio le imprese minori ad avere rapporti con la GDO”

    …ma i rapporti sono difficili


I grandi clienti

  • Il riferimento è alla GDO (generalista e specializzata), ma a questa possiamo assimilare i dettaglianti di medie dimensioni (succursalisti e catene di franchising) in cui si sta riconvertendo larga parte del dettaglio tradizionale, alla ricerca di una sufficiente massa critica


Implicazioni per i distretti

  • non pochi settori distrettuali sono interessati da una significativa presenza della GDO

  • il forte rapporto fra piccole imprese distrettuali e marca commerciale


Il rapporto fra piccole imprese e grande distribuzione

Le ragioni della grande distribuzione

  • Differenziazione che crea spazi per piccoli fornitori (offerta di mix di prodotti sempre più complessi e innovativi, anche per il contenuto di valori: prodotti biologici, locali, etnici, solidali)

  • asimmetria dimensionale che permette il controllo del partner

  • internazionalizzazione degli acquisti e acquisti a livello locale nelle reti di vendita internazionalizzate

  • legittimazione e immagine verso la clientela (rapporto con il territorio)


Il rapporto fra piccole imprese e grande distribuzione

I vantaggi per la piccola impresa

  • bilancia la sua debolezza

    • nella ricerca primi contatti

    • nelle azioni sul mercato finale

  • rafforza le sue conoscenze e produce una crescita quantitativa e qualitativa (non oltre un certo limite)

  • favorisce la sua internazionalizzazione


Il rapporto fra piccole imprese e grande distribuzione

Pericoli e difficoltà per le P.I.

  • la GDO chiede prezzi competitivi, logistica efficiente, partecipazione a budget promozionali

  • chiede qualità, in particolare per i prodotti a marchio commerciale (ormai posizionati accanto al leader)

    (segue)


Pericoli e difficoltà per le P.I.(continua)

  • innovazione nella filiera (tecnologie di rete), linguaggi condivisi (standard di comunicazione e di prodotto), filiere qualità, tracciabilità

  • concentrazione della GDO e gestione più accentrata dei referenziamenti che facilita le relazioni ma comporta maggiori rischi

Relazione evoluta che implica affidabilità, collaborazione “attiva” e selezione tra le P.I.


Ruolo del distretto

  • dare visibilità alle imprese

  • favorire la qualità dei prodotti e dei processi

  • dare servizi logistici

  • favorire l’innovazione nelle relazioni di canale

  • aiutare a trovare un linguaggio condiviso anche verso la rete distributiva

  • contribuire alla valorizzazione del territorio nei confronti della distribuzione e del mercato finale (origine e tipicità dei prodotti)


Potenziali elementi conflittuali

Governo della filiera vs. Governo del distretto

Cultura e comunicazione nella filiera vs. cultura locale

Selezione indotta dalla GDO vs. tenuta del sistema distrettuale


Cresce il peso dei piccoli fornitori nella grande distribuzione europea

  • Carrefour

    “sviluppa l’80% dei prodotti a marchio proprio con le PMI”

  • Auchan:

    “7.000 dei 9.000 fornitori sono PMI e fabbricano l’84% dei prodotti a marchio”

  • Sainsbury:

    “rappresenta il maggiore cliente per il 35% dei suoi fornitori”

  • Tesco:

    “oltre 7.000 i prodotti locali venduti nella sua rete di vendita

  • Kesko:

    “dichiara che il 50% dei suoi prodotti viene da fornitori minori”


Cresce la sensibilizzazione delle grandi gruppi commerciali europei verso le piccole imprese fornitrici

  • Codici di condotta per le relazioni con le P.I.

  • Assistenza e formazione

  • Promozione dei prodotti locali nella rete nazionale e internazionale

  • Assistenza e promozione all’internazionalizzazione attraverso organismi specifici

    • SAFCA (Structure d’Appui aux Fournisseurs Carrefour)

  • Iniziative comuni a livello europeo

    • Scambio di informazioni, studio comune di sistemi di controllo del fornitore e del prodotto, studio di un sistema europeo della qualità sociale dei prodotti d’importazione, ecc.


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