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I MODULI DI UN SISTEMA ERP

I MODULI DI SAP/R3. COME ESEMPLIFICAZIONE DEI MODULI DI UN SISTEMA ERP SI RICORDANO I MODULI DI SAP R3. ORIZZONTALI IN QUANTO UTILIZZABILI DA TUTTE LE AZIENDEFI ? Financial AccountingCO ? Controlling. VERTICALI IN QUANTO SPECIFICI PER TIPOLOGIA D'AZIENDAPP ? Production PlanningMM ? Materials Man

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I MODULI DI UN SISTEMA ERP

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    1. I MODULI DI UN SISTEMA ERP PREMESSE

    2. I MODULI DI SAP/R3 COME ESEMPLIFICAZIONE DEI MODULI DI UN SISTEMA ERP SI RICORDANO I MODULI DI SAP R3

    3. ORIZZONTALI IN QUANTO UTILIZZABILI DA TUTTE LE AZIENDE FI – Financial Accounting CO – Controlling

    4. I MODULI ORIZZONTALI IL MODULO FI - FINANCIAL ACCOUNTING

    5. MODULO FI I PRINCIPALI COMPONENTI SONO: FI-GL Contabilità Generale FI-AR Contabilità Clienti FI-AP Contabilità Fornitori FI-AA Contabilità Cespiti FI-LC Consolidamento FI-CM Gestione Cassa

    6. CONTABILITÀ GENERALE Compito di FI-GL (general ledger o libro mastro generale) è quello di registrare tutte le transazioni contabili in modo integrato È la fonte da cui sono generati Stato Patrimoniale e Conto Economico GL è composto da numerosi conti configurati attraverso il Piano dei Conti

    7. CONTABILITÀ CLIENTI Compito di FI-AR è quello di gestire i clienti e quindi, oltre a tutte le transazioni che li riguardano registrate nel mastro, anche: Nome, indirizzo, .. Numero di registrazione Dati sul conto corrente bancario, .. Condizioni e situazione dei pagamenti ---

    8. CONTABILITÀ FORNITORI Compito di FI-AP è quello di gestire i fornitori e quindi, oltre a tutte le transazioni che li riguardano registrate nel mastro, anche: Nome, indirizzo, .. Numero di registrazione Condizioni e situazione dei pagamenti ---

    9. CONTABILITÀ CESPITI Compito di FI-AA è quello di gestire i Cespiti ovvero le immobilizzazioni in termini di valore immobilizzato e di quote di ammortamento Il valore “netto” (decurtato dall’ammortamento) dei cespiti è poi chiuso sullo Stato Patrimoniale Le quote d’ammortamento sono riportate sul Conto Economico

    10. CONSOLIDAMENTO Compito di FI-LC è quello di unire (consolidare) i rendiconti economico-finanziari di più aziende per produrre documenti legalmente validi e utili per scopi gestionali Spesso si devono integrare dati eterogenei gestiti da SW diversi

    11. GESTIONE CASSA Compito di FI-CM è quello di tenere sotto controllo la liquidità (cassa) dell’azienda per riuscire a garantirne il funzionamento

    12. IL MODULO FI ELEMENTI DI CONTABILITÀ

    13. LA CONTABILITÀ “LA CONTABILITÀ È UN PROCESSO SISTEMATICO ATTO A RACCOGLIERE, SINTETIZZARE, ANALIZZARE E PRESENTARE ALCUNE INFORMAZIONI MONETARIE CHE RIGUARDANO IL SISTEMA DINAMICO E COMPLESSO AZIENDA” (ANTHONY)

    14. CONTABILITA’ FINANZIARIA O GENERALE PROCESSO SISTEMATICO, OBBLIGATORIO PER LEGGE, PER REGISTRARE ED ELABORARE INFORMAZIONI MONETARIE SUL SISTEMA AZIENDA

    15. I BILANCI CIVILISTICO ? TUTELARE GLI STAKEHOLDER FISCALE ? PAGARE LE IMPOSTE SUL REDDITO GESTIONALE ? RAGGIUNGERE GLI OBIETTIVI DELL’AZIENDA

    16. IL BILANCIO CIVILISTICO

    17. IL BILANCIO SI DEFINISCE “BILANCIO DI ESERCIZIO” L’INSIEME DEI DOCUMENTI COSTITUITO DA: 1. STATO PATRIMONIALE 2. CONTO ECONOMICO 3. NOTA INTEGRATIVA

    18. I CASH FLOW

    19. STATI VS FLUSSI SI PUÒ SCHEMATIZZARE IL RAPPORTO FRA I DIVERSI PROSPETTI DEL BILANCIO CON UNA FIGURA

    20. STATI VS FLUSSI

    21. L’ESERCIZIO ESERCIZIO: PERIODO CONTABILE DI BASE GENERALMENTE, NON SEMPRE, COINCIDE CON L’ANNO SOLARE

    22. LA CONTABILITÀ UTILIZZA DATI : CONSUNTIVI - REGISTRATI DOPO L'ACCADIMENTO DEGLI EVENTI MONETARI - PER CONVENZIONE SOLO ATTIVITÀ MISURABILI IN MONETA I DATI

    23. LE REGISTRAZIONI POSSONO RIGUARDARE EVENTI ACCADUTI: FRA L'AZIENDA E TERZI (ACQUISTI, SALARI, ECC.) - ESTERNA GESTIONE NELL'AMBIENTE INTERNO (LAVORAZIONI, GESTIONE MAGAZZINO, ECC.) - INTERNA GESTIONE INTERNA/ESTERNA GESTIONE

    24. LE GESTIONI ASPETTI FINANZIARI ? ENTRATE E USCITE DI CASSA ASPETTI ECONOMICI ? RICAVI E COSTI

    25. I CICLI

    26. IMPIEGHI E FINANZIAMENTI

    27. GLI IMPIEGHI IN IMMOBILIZZAZIONI (INVESTIMENTI A MEDIO-LUNGO TERMINE): MATERIALI IMMATERIALI FINANZIARIE IN CAPITALE CIRCOLANTE (IMPIEGHI A BREVE TERMINE): GIACENZE CREDITI LIQUIDITÀ (CASSA)

    28. LE FONTI FINANZIARIE INTERNE: CAPITALE DEI SOCI CASH FLOW (AUTOFINANZIAMENTO) ESTERNE: DEBITI OPERATIVI (NON ONEROSI) VERSO FORNITORI VERSO PERSONALE VERSO ISTITUTI PREVIDENZIALI / FISCO DEBITI FINANZIARI (ONEROSI) VERSO BANCHE A BREVE VERSO BANCHE A MEDIO/LUNGO VERSO ALTRI (A BREVE E A MEDIO/LUNGO)

    29. LA CONTABILITÀ UN’INTRODUZIONE

    30. IL CONTO A T

    32. I CONTI PRINCIPALI STATO PATRIMONIALE CONTO ECONOMICO

    33. LO STATO PATRIMONIALE

    34. ALCUNE DEFINIZIONI CAPITALE NETTO - DENARO CHE I SOCI HANNO DATO ALL'AZIENDA PER IL SUO FUNZIONAMENTO. AUMENTA CON ALTRI APPORTI DI CAPITALE E CON GLI UTILI NETTI. DIMINUISCE CON I DIVIDENDI E CON LE PERDITE PASSIVITÀ O DEBITI - DENARO CHE TERZI HANNO DATO ALL'AZIENDA. RAPRRESENTANO DEI DIRITTI CHE I TERZI HANNO SUI BENI DELL’AZIENDA

    36. L’EQUAZIONE FONDAMENTALE È SEMPRE VALIDA (IN BASE A CERTE CONVENZIONI CHE VEDREMO) L’IDENTITÀ: ATTIVITÀ ? CAPITALE NETTO + PASSIVITÀ OVVERO PATRIMONIO (CAPITALE NETTO) = ATTIVITÀ – DEBITI (PASSIVITÀ)

    38. CONTO ECONOMICO O CONTO PROFITTI E PERDITE SERVE A “SPIEGARE” COME SI È FORMATO L’UTILE D’ ESERCIZIO (O LA PERDITA), CHE È UNA DELLE VOCI DELLO STATO PATRIMONIALE (CAPITALE NETTO) L’UTILE (LA PERDITA) RAPPRESENTANO IL SALDO FRA COSTI E RICAVI

    39. DEFINIZIONI RICAVI - AUMENTO DELCAPITALE NETTO PER CESSIONE DEI BENI E SERVZI FORNITI DALL’AZIENDA COSTI – DIMINUZIONE DEL CAPITALE NETTO PROVOCATA DALLE OPERAZIONI CHE ORIGINANO I RICAVI UTILE O REDDITO D’ ESERCIZIO – AUMENTO DI CAPITALE CHE RISULTA DALLE OPERAZIONI DI UN’AZIENDA SVOLTE NEL PERIODO CONTABILE

    42. UN ESEMPIO

    43. EVENTI SI PRENDANO IN ESAME ALCUNI TIPICI EVENTI DI ESTERNA GESTIONE REGISTRATI DALLA CONTABILITÀ

    44. IN DATA 1 ALCUNI SOCI FONDANO LA SOCIETA’ XYZ CON UN CAPITALE SOCIALE DI 15.000 EURO I SOLDI VENGONO VERSATI IN CASSA DA UN PUNTO DI VISTA CONTABILE SI EVIDENZIANO DUE EVENTI: 1) - DENARO CHE QUALCUNO (IN QUESTO CASO I SOCI) HA DATO ALL'AZIENDA ? PASSIVITÀ 2) – VALORE MONETARIO DEI BENI DI PROPRIETÀ DELL’AZIENDA OTTENUTI UTILIZZANDO LE PASSIVITÀ ? ATTIVITÀ LA NASCITA

    45. LO STATO PATRIMONIALE ATTIVITÀ PASSIVITÀ (DARE) (AVERE) CASSA 15.000 15.000 CAP. SOCIALE

    46. UN SECONDO EVENTO IN DATA 2 L'AZIENDA SI FA PRESTARE DA UNA BANCA 10.000 EURO A MEDIO /LUNGO (M/L) TERMINE (AD ESEMPIO DA RESTITUIRE IN 5 ANNI) ANCHE TALE DENARO VIENE MESSO IN CASSA

    47. LA II° REGISTRAZIONE LO STATO PATRIMONIALE (IN DATA 2) DIVIENE:

    48. CONTINUA SI SUPPONGA CHE IN DATA 3: 1) SI ACQUISTI UN TERRENO (DEL VALORE DI 10.000 EURO) PAGANDO IN CONTANTI 5.000 EURO LO STATO PATRIMONIALE DIVIENE:

    49. IL NUOVO SP

    50. CONTINUA COME SI VEDE UN EVENTO FINANZIARIO “POSITIVO” NON HA PORTATO -CONVENZIONALMENTE- UTILI NON E’ UN EVENTO ECONOMICO

    51. CONTINUA SEMPRE IN DATA 3 SI ACQUISTANO IMPIANTI E MACCHINARI PER 15.000 EURO, PAGANDOLI IN CONTANTI LO STATO PATRIMONIALE DIVIENE:

    52. IL NUOVO SP

    53. CONTINUA SEMPRE IN DATA 3 SI ACQUISTANO DELLE ATTREZZATURE PAGANDOLE 2.000 EURO IN CONTANTI LO STATO PATRIMONIALE DIVIENE:

    54. IL NUOVO SP

    55. CONTINUA SEMPRE IN DATA 3 SI ACQUISTANO A DEBITO (A BREVE TERMINE) MATERIE PRIME PER 800 EURO LO STATO PATRIMONIALE DIVENTA:

    56. IL NUOVO SP

    57. CONTINUA SI ACQUISTANO A DEBITO (B/T) PRODOTTI FINITI PER 2.500 EURO LO STATO PATRIMONIALE DIVENTA:

    58. IL NUOVO SP

    59. FONTI VS IMPIEGHI DAI PRECEDENTI ESEMPI SI DEDUCE CHE: LE PASSIVITÀ SONO LE “FONTI” DI DENARO LE ATTIVITÀ SONO GLI “IMPIEGHI” DEL DENARO DECISI DALL'AZIENDA

    60. ATTIVITÀ E PASSIVITÀ IL CONTO A T CLASSICO STATO PATRIMONIALE

    62. SP IN REPORT FORM

    63. LE ATTIVITÀ COME SI NOTA LE ATTIVITÀ SONO UNA MISURA MONETARIA “INDIRETTA” (AD ECCEZIONE DELLA CASSA CHE È DIRETTA) E QUINDI INCERTA DELLE VARIABILI DI STATO “RISORSE POSSEDUTE” IN UN CERTO ISTANTE DALL'AZIENDA

    64. LE PASSIVITÀ

    65. LE CONVENZIONI POICHÉ LE MISURE DELLE ATTIVITÀ NON SEMPRE SONO VALUTABILI OGGETTIVAMENTE SI DEVE RICORRERE A DELLE CONVENZIONI

    66. LE CONVENZIONI

    67. LE CONVENZIONI II° CONVENZIONE LE ATTIVITÀ VALGONO IN OTTICA DI AZIENDA FUNZIONANTE PER UN TEMPO ILLIMITATO

    68. LE CONVENZIONI III° CONVENZIONE CONTINUITÀ DEI CRITERI DI VALUTAZIONE DELLE ATTIVITÀ

    69. EVENTI “ECONOMICI” TUTTI GLI EVENTI ACCADUTI ALLA SOCIETA’ XYZ SONO STATI SINORA SOLO “FINANZIARI”: NON SI SONO AVUTI NE’ COSTI NE’ RICAVI

    70. CONTINUA IN DATA 4 SI SUPPONE DI: ACQUISTARE, A DEBITO, 500 EURO DI MATERIE PRIME TRASFORMARE 300 EURO DI MATERIE PRIME IN PRODOTTI FINITI TRAMITE 700 EURO DI LAVORAZIONI (SALARI OPERAI ANCORA NON PAGATI) LO S.P. DIVIENE:

    72. CONTINUA IN DATA 4 SI SUPPONE DI VENDERE ALCUNI PRODOTTI FINITI, “COSTATI” 1.000 EURO PER 2.000 EURO: IN CONTANTI PER 500 EURO A CREDITO PER 1.500 EURO LO S.P. DIVIENE:

    74. L’UTILE LORDO DI CHI È L’UTILE LORDO DI 1000? IN PARTE DELLO STATO (SUPPONIAMO IL 50%), LA PARTE RESIDUA È UN DIRITTO DELLA PROPRIETÀ TALE PARTE RESIDUA DOVRÀ ESSERE IN PARTE PORTATA A RISERVE (SUPPONIAMO 3O EURO) E IN PARTE (20 EURO) AD UN “FONDO RISCHI” LO S.P. DIVIENE:

    76. L’UTILE D’ESERCIZIO L'UTILE DI ESERCIZIO (PERDITA) È ALLORA IL RISULTATO DEL FLUSSO MONETARIO, GENERATO DAL FUNZIONAMENTO DELL' AZIENDA, CHE MODIFICA LA VARIABILE DI STATO CAPITALE NETTO

    77. I DIVIDENDI IL CAPITALE NETTO OLTRE CHE PER EFFETTO DI UTILI (PERDITE) PUÒ SOLO ESSERE AUMENTATO ATTRAVERSO ALTRI APPORTI DI CAPITALE O DIMINUITO DAI “DIVIDENDI”

    78. RICAVI E COSTI I FLUSSI POSITIVI CHE, PER EFFETTO DELLA GESTIONE, AUMENTANO L'UTILE SI CHIAMANO “RICAVI DI ESERCIZIO” I FLUSSI NEGATIVI SI CHIAMANO “COSTI DI ESERCIZIO” L’UTILE È IL SALDO DEI FLUSSI

    79. I RICAVI PER CONVENZIONE (CONTABILITÀ PER COMPETENZA) SONO "RICAVI DI ESERCIZIO" LE VENDITE (E GLI ALTRI INTROITI) DELL’ESERCIZIO ANCHE SE NON È AVVENUTO L'INCASSO

    80. I COSTI SONO INVECE "COSTI DI ESERCIZIO": LE "SPESE" CORRELABILI DIRETTAMENTE AI RICAVI, AD ESEMPIO LE SPESE DEI MATERIALI VENDUTI ALTRE SPESE CORRELATE INDIRETTAMENTE TRAMITE IL TEMPO IN QUANTO DI COMPETENZA DELL'ESERCIZIO, AD ESEMPIO LE SPESE GENERALI

    81. IL CONTO ECONOMICO IL PROSPETTO CHE RIASSUME IL MODO CON CUI SI È FORMATO L'UTILE DI ESERCIZIO (O LA PERDITA) PER MEZZO DEI FLUSSI DI RICAVO E DI COSTO SI CHIAMA "CONTO ECONOMICO" (C.E.) OVVERO CONTO PROFITTI E PERDITE

    82. IL CONTO ECONOMICO NEL PRECEDENTE ESEMPIO UTILIZZANDO UNO SCHEMA A DARE E AVERE SI SAREBBERO DOVUTI RIPORTARE I COSTI IN DARE INSIEME ALLE ATTIVITÀ ED I RICAVI IN AVERE INSIEME ALLE PASSIVITÀ E AL CAPITALE SI È “ANTICIPATA” INVECE LA SCRITTURA DEL SALDO OVVERO DELL’UTILE

    83. IL CONTO ECONOMICO

    84. IL CE AD OGGI IN REPORT FORM (con alcune rettifiche)

    85. LE GIACENZE

    86. IL CE

    87. IL CE

    88. LA COMPETENZA I RICAVI DI ESERCIZIO, PER LA CONVENZIONE DELLA COMPETENZA, VENGONO IMPUTATI ALL’ESERCIZIO NEL QUALE VENGONO CONSEGUITI, CHE NON CORRISPONDE NECESSARIAMENTE AL PERIODO IN CUI SI RICEVE IL DENARO

    90. I COSTI I "COSTI DI ESERCIZIO" SONO I COSTI SOSTENUTI PER IL CONSEGUIMENTO DEI RICAVI UN COSTO DI ESERCIZIO PUÒ QUINDI, IN UN PERIODO DI TEMPO PIÙ BREVE DELL'INTERA VITA DELL'AZIENDA, NON COINCIDERE CON UNA SPESA

    91. I COSTI LE SPESE DI ACQUISTO DI UN FATTORE PRODUTTIVO FATTE NELL’ESERCIZIO DIVENTANO COSTI SE IL FATTORE VIENE "CONSUMATO" PER DAR LUOGO AD UNA VENDITA SE NON VIENE CONSUMATO IL FATTORE PRODUTTIVO RIMANE FRA LE ATTIVITÀ

    92. LE RIMANENZE AD ESEMPIO: UN MATERIALE ACQUISTATO MA NON VENDUTO NON VA A COSTI (NEL C.E.) MA RIMANE NELLA VOCE ”RIMANENZE" DELLO S.P. L’ESISTENZE ALL’INIZIO DELL’ATTUALE PERIODO DIVENTANO COSTI DI ESERCIZIO SE VENGONO VENDUTE

    93. L’AMMORTAMENTO

    94. COSTI VS DEBITI VI POSSONO PERÒ ESSERE DEI COSTI DI ESERCIZIO CHE ANCORA NON HANNO DATO LUOGO A SPESE AD ESEMPIO: MATERIALE ACQUISTATO A CREDITO E GIÀ VENDUTO LAVORO UTILIZZATO QUANDO GLI STIPENDI NON SONO STATI ANCORA PAGATI

    95. COSTI VS DEBITI

    96. L’INTERNA GESTIONE MENTRE GLI EVENTI DI ESTERNA GESTIONE SONO "CERTIFICATI" DA TERZI GLI EVENTI DI INTERNA GESTIONE (AD ESEMPIO DETERMINAZIONE DELLA QUOTA AMMORTAMENTI O DEL VALORE DELLE GIACENZE) SONO “AUTOCERTIFICATI” ANCHE IN TAL CASO È NECESSARIO OPERARE SECONDO DELLE CONVENZIONI

    97. CONTABILITA’ FINANZIARIA ALCUNI APPROFONDIMENTI

    98. DEFINIZIONI SI DEFINISCE: PARTITA DOPPIA: LA REGOLA PER SCRIVERE LE REGISTRAZIONI DELLA CONTABILITÀ PIANO DEI CONTI: L’ELENCO DEI CONTI E SOTTOCONTI APERTI A PARTIRE DALLE DIVERSE VOCI DELLO SP E DEL CE MASTRO: INSIEME DEI CONTI E SOTTOCONTI O MASTRINI

    100. LA PARTITA DOPPIA

    101. LA REGOLA DATE LE CONVENZIONI SULLE ATTIVITÀ L’IDENTITA’ ATTIVITÀ ? PASSIVITÀ IMPONE LA SEMPLICE REGOLA DELLA PARTITA DOPPIA:

    102. LA PARTITA DOPPIA

    104. LA PARTITA DOPPIA IL CONTO ECONOMICO SPECIFICA I COMPONENTI DELL’UTILE CHE È UNA DELLE VOCI DELLE PASSIVITÀ I COSTI SONO ALLORA DELLO STESSO SEGNO DELLE ATTIVITÀ ED I RICAVI DELLE PASSIVITÀ (I COSTI POSSONO CIOÈ ESSERE SCRITTI IN DARE INSIEME ALLE ATTIVITÀ ED I RICAVI IN AVERE)

    105. IL PIANO DEI CONTI

    106. IL PIANO DEI CONTI E’ L’ALBERO DEI CONTI/SOTTOCONTI APERTI A PARTIRE DALLE VOCI DELLO S.P. E DEL C.E. AD ESEMPIO: Categoria 1: Attività Gruppo 12: Immobilizzazioni Materiali Voce 1201: Terreni e fabbricati Sottoconti 120101: Terreni

    107. PIANO DEI CONTI IN APPENDICE SI RIPORTA UN POSSIBILE PIANO DEI CONTI CONFORME AL CODICE CIVILE LE AZIENDE POSSANO RENDERLO PIÙ ANALITICO CON ULTERIORI SOTTO CONTI

    108. IL MASTRO OBBLIGATORIO PER LEGGE

    109. IL MASTRO E’ L’INSIEME DEI MASTRINI OVVERO DEI SOTTOCONTI AD ESEMPIO (NELLA FORMA A T) :

    110. IL GIORNALE OBBLIGATORIO PER LEGGE

    111. IL LIBRO GIORNALE SERVE A REGISTRARE IN ORDINE TEMPORALE GLI EVENTI ECONOMICI E E FINANZIARI LA PRIMA NOTA E’ INVECE L’INSIEME DELLE REGISTRAZIONI NON IN ORDINE TEMPORALE

    113. IL LIBRO GIORNALE SI RICORDA CHE SECONDO LE REGOLE DELLA PARTITA DOPPIA OGNI EVENTO DEVE ESSERE REGISTRATO IN DARE E AVERE (IN UNA O PIÙ VOCI DELL’ATTIVO, DEL PASSIVO, DEI COSTI E DEI RICAVI) IN MODO CHE NON CI SIANO SBILANCIAMENTI

    114. LE REGISTRAZIONI

    115. LE REGISTRAZIONI PER LA PARTITA DOPPIA L’AUMENTO DELL’ATTIVO E LA DIMINUZIONE DEL PASSIVO SI ADDEBITANO L’AUMENTO DEL PASSIVO E LA DIMINUZIONE DELL’ATTIVO SI ACCREDITANO L’AUMENTO DEI COSTI SI ADDEBITA L’AUMENTO DEI RICAVI SI ACCREDITA

    116. REGISTRAZIONI NEL GIORNALE SUPPONENDO AD ESEMPIO DI DOVER REGISTRARE L’EVENTO “COSTO AFFITTI” PER 1000 PAGATO IN CONTANTI AL 50% (L’ALTRO 50% RESTA A DEBITO) SUPPONENDO CHE LA FATTURA SIA GRAVATA DA IVA AL 20% SI HA

    117. REGISTRAZIONI A MASTRO UNA VOLTA REGISTRATI SUL GIORNALE GLI EVENTI DEVONO ESSERE REGISTRATI SUI MASTRINI: REGISTRAZIONI A MASTRO

    118. REGISTRAZIONI A MASTRO

    119. UN’ALTRA REGISTRAZIONE SI SUPPONGA POI DI DOVER REGISTRARE AL MASTRO UNA VENDITA IN PARTE PAGATA PER CASSA ED IN PARTE FATTA A CREDITO

    121. LE REGISTRAZIONI PER LA PARTITA DOPPIA OGNI REGISTRAZIONE ANCHE MULTIPLA IN DARE DEVE ESSERE COMPENSATA DA UNA REGISTRAZIONE ANCHE MULTIPLA IN AVERE E VICEVERSA

    122. LE OPERAZIONI DI RETTIFICA E DI CHIUSURA

    123. RETTIFICHE E CHIUSURE LE RETTIFICHE SONO PARTICOLARI REGISTRAZIONI NECESSARIE PER ADEGUARE LE VOCI DI COSTO/RICAVO ALLA COMPETENZA LE CHIUSURE SERVONO, ALLA FINE DELL’ESERCIZIO, A TRASFERIRE I SALDI DEI MASTRINI SULLO STATO PATRIMONIALE E SUL CONTO ECONOMICO

    124. RETTIFICHE

    126. RATEI E RISCONTI PASSIVI SI DEVONO RETTIFICARE CON UNA REGISTRAZIONE IN PASSIVO (COMPENSATA CON UNA DIMINUZIONE DELL’UTILE): INCASSI GIÀ FATTI NON DI COMPETENZA DEL PERIODO (ESEMPIO UN AFFITTO PAGATO ALL’AZIENDA IN ANTICIPO) = RISCONTI PASSIVI COSTI DI COMPETENZA DEL PERIODO MA NON ANCORA REGISTRABILI (AD ESEMPIO SALARI GIÀ MATURATI) = RATEI PASSIVI

    127. RIMANENZE DI MATERIALI LE RIMANENZE (NELL’ATTIVO) DI INIZIO PERIODO DEVONO ESSERE RETTIFICATE CON IL LORO VALORE DI FINE PERIODO LA RETTIFICA È COMPENSATA DA UN AUMENTO (DIMINUZIONE) DELL’UTILE COME SI È VISTO NEL CONTO PROFITTI E PERDITE È REGISTRATA, A COMPENSARE L’UTILE, LA VARIAZIONE DELLE RIMANENZE

    128. AMMORTAMENTI È UNA RETTIFICA CHE SI FA IN ATTIVO AL VALORE DELLE VARIE IMMOBILIZZAZIONI MATERIALI ED IMMATERIALI CHE SI COMPENSA IN PASSIVO CON UNA DIMINUZIONE DELL’UTILE IL VALORE GLOBALE DEGLI AMMORTAMENTI È LA QUOTA DI AMMORTAMENTO CHE, RIPORTATA A RETTIFICA FRA I COSTI, DIMINUISCE L’UTILE

    129. I SALDI

    130. I SALDI I SALDI DEI VARI MASTRINI VENGONO “CHIUSI” SUL PROSPETTO DELLO STATO PATRIMONIALE E SU QUELLO DEL CONTO PROFITTI E PERDITE

    131. SALDO CONTI PATRIMONIALI AD ESEMPIO IL CONTO CASSA VIENE CHIUSO TRAMITE SALDO SULLA VOCE CASSA DELLO STATO PATRIMONIALE (AL SOLITO IN PARTITA DOPPIA)

    132. CHIUSURA CONTI ECONOMICI AD ESEMPIO IL CONTO VENDITE VIENE CHIUSO TRAMITE SALDO SULLA VOCE VENDITE DEL CONTO ECONOMICO (AL SOLITO IN PARTITA DOPPIA)

    133. STATO PATRIMONIALE SECONDO IL CODICE CIVILE

    135. CONTO PROFITTI E PERDITE SECONDO IL CODICE CIVILE

    137. LA NOTA INTEGRATIVA

    138. LA NOTA INTEGRATIVA OLTRE A SP E CE E’ OBLIGATORIA PER LEGGE LA "NOTA INTEGRATIVA" NELLA QUALE GLI AMMINISTRATORI DEVONO RIPORTARE LE PRINCIPALI CONVENZIONI UTILIZZATE ED IN MANIERA SINTETICA I FLUSSI DELLE PRINCIPALI GRANDEZZE DELLO SP

    139. LA NOTA INTEGRATIVA DEVE RIPORTARE UNA SERIE DI COMMENTI PER INTEGRARE SP E CE AD ESEMPIO: CRITERI APPLICATI….. MOVIMENTI IMMOBILIZZAZIONI …….

    140. LA VALORIZZAZIONE DELLE GIACENZE LE CONVENZIONI

    141. VALORIZZAZIONE DELLE GIACENZE LA VALORIZZAZIONE DELLE GIACENZE HA UNA DIRETTA INFLUENZA SUL CE IL CALCOLO DELLE GIACENZE IN QUANTITÀ È OGGETTIVO IN VALORE NO!

    142. ESEMPIO

    143. LE CONVENZIONI SI POSSONO UTILIZZARE DIVERSE CONVENZIONI: FIFO = FIRST IN - FIRST OUT LIFO = LAST IN - FIRST OUT PREZZO MEDIO PONDERATO PREZZO STANDARD

    144. LE CONVENZIONI A SECONDA DEL METODO UTILIZZATO CAMBIA IL VALORE DELLE RIMANENZE E, QUINDI, IL COSTO DEL VENDUTO IN TAL CASO VARIA, A PARITÀ DI RICAVI, L'UTILE OVVERO LA DIFFERENZA FRA RICAVI E COSTI

    147. LA QUADRATURA

    148. STESSA CONVENZIONE

    149. PROCESSO DI AMMORTAMENTO

    150. PROCESSO DI AMMORTAMENTO QUANDO UNA SPESA VIENE "REGISTRATA" FRA LE IMMOBILIZZAZIONI (PIUTTOSTO CHE COME COSTO DI ESERCIZIO O ATTIVITÀ CORRENTE) SI DICE CHE VIENE CAPITALIZZATA IL PRIMO PROBLEMA È: QUALI SPESE CAPITALIZZARE?

    151. IL PROBLEMA SI COMPLICA PER LE IMMOBILIZZAZIONI REALIZZATE ALL'INTERNO E PER LE IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI PROCESSO DI AMMORTAMENTO

    152. UN’OSSERVAZIONE

    153. L’AMMORTAMENTO AD ECCEZIONE DEI TERRENI TUTTE LE IMMOBILIZZAZIONI MATERIALI ED IMMATERIALI HANNO VITA LIMITATA OVVERO SONO UN "COSTO PLURIENNALE“ QUAL È LA QUOTA PARTE, PROPORZIONALE ALL'ESERCIZIO, CHE DEVE ESSERE CONSIDERATA UN "COSTO DI ESERCIZIO”?

    154. L’AMMORTAMENTO IL PROCESSO CONTABILE VIENE DEFINITO PROCESSO DI AMMORTAMENTO L'ALIQUOTA TRASFORMATA IN COSTO È DEFINITA QUOTA DI AMMORTAMENTO LA CUMULATA DELLE QUOTE È IL FONDO DI AMMORTAMENTO

    155. QUANDO IL FONDO COINCIDE CON IL COSTO PLURIENNALE LA RISORSA È STATA COMPLETAMENTE AMMORTIZZATA ED IL SUO VALORE CONTABILE (NON DI MERCATO) È = 0 L’AMMORTAMENTO

    156. DATO UN VALORE IMMOBILIZZATO PER DETEMINARE LA QUOTA DI AMMORTAMENTO SI DEVONO DARE TRE GIUDIZI: VITA UTILE VALORE DI RECUPERO A FINE VITA METODOLOGIA DI AMMORTAMENTO L’AMMORTAMENTO

    157. LA VITA UTILE LA VITA È LIMITATA DA: SENESCENZA = LOGORAMENTO FISICO OBSOLESCENZA = LOGORAMENTO ECONOMICO PER MOTIVI TECNOLOGICI E COMMERCIALI SPESSE VOLTE ANCHE LA SENESCENZA SI TRADUCE IN OBSOLESCENZA

    158. ESEMPIO CALCOLO DELLA VITA UTILE DI UN BENE PER EFFETTO DEL LOGORAMENTO FISICO SI DEVONO TENER IN CONTO DUE TIPI DI COSTO NELL’UNITÀ DI TEMPO: COSTO DEL CAPITALE = Cc COSTO PER INFERIORITÀ OPERATIVA = Cio

    159. ESEMPIO

    160. LE “GUIDE” NEI BILANCI CIVILISTICO E FISCALE PER EVITARE AMMORTAMENTI TROPPO RAVVICINATI, SI DEVE AMMORTIZZARE IN TEMPI PREDEFINITI RIPORTATI IN APPOSITE "GUIDE"

    162. IL VALORE DI RECUPERO

    163. METODI DI AMMORTAMENTO SIANO (AD ESEMPIO): I = IMMOBILIZZAZIONE DA AMMORTIZZARE = 1.000 EURO n = ORIZZONTE DI AMMORTAMENTO = 5 ANNI aj = QUOTA DI AMMORTAMENTO NELL'UNITA' DI TEMPO j

    165. L’IVA IMPOSTA SUL VALORE AGGIUNTO

    166. L’IVA E’ UN’IMPOSTA CHE GRAVA SOLAMENTE SUL CONSUMATORE FINALE LE AZIENDE SONO SOLO “SOSTITUTI D’IMPOSTA” OVVERO RISQUOTONO L’IMPOSTA PER CONTO DEL FISCO

    167. L’IVA PER TALE MOTIVO L’IVA SULLE VENDITE DEVE ESSERE REGISTRATA COME UN DEBITO DELL’IMPRESA VERSO IL FISCO L’IVA PAGATA AI FORNITORI VA VICEVERSA REGISTRATA COME CREDITO NEI CONFRONTI DEL FISCO OGNI MESE (PER LE IMPRESE MAGGIORI) DEVE ESSERE FATTO IL SALDO E PAGATO (O RICHIESTO) AL FISCO

    168. UN PRIMO ESEMPIO GTS GROUP (SETTORE BEAUTY FARM)

    171. UN SECONDO ESEMPIO LOMBARDINI MOTORI (SETTORE MECCANICA)

    174. UN TERZO ESEMPIO ALITALIA (SETTORE TRASPORTI)

    177. IL BILANCIO FISCALE

    178. IL BILANCIO FISCALE NON TUTTE LE VOCI DI COSTO AMMESSE IN DETRAZIONE NEL BILANCIO CIVILISTICO SONO AMMESSE ANCHE IN QUELLO FISCALE AD ESEMPIO: COMPENSI NON ANCORA PAGATI AGLI AMMINISTRATORI SPESE DI RAPPRESENTANZA …...

    179. IL BILANCIO GESTIONALE

    180. IL BILANCIO GESTIONALE SI DIFFERENZIA DA QUELLO CIVILISTICO PER ALCUNI ASPETTI: LO SCOPO IL TEMPO (PIÙ VOLTE L’ANNO, ALCUNE VOCI STANDARD, ECC.) IL MODO (PROSPETTI NON PREVISTI -AD ESEMPIO CASH FLOW-, ….) IL CONTENUTO (QUOTE DI AMMORTAMENTO DIVERSE, ECC.) …...

    181. IL BILANCIO GESTIONALE GENERALMENTE CI SI BASA SUI DATI DEL BILANCIO CIVILISTICO, ANZI DI UNA SERIE DI BILANCI, SI RIELABORANO (RICLASSIFICAZIONE) E SI UTILIZZANO PER ANALIZZARE COME È ANDATA EVOLVENDO LA SITUAZIONE DELL’AZIENDA

    182. I CASH FLOW

    183. PROSPETTO DEI CASH FLOW UN IMPORTANTE DOCUMENTO NON OBLIGATORIO PER LEGGE MA NECESSARIO PER SCOPI GESTIONALI È IL PROSPETTO DEI CASH FLOW OVVERO DELLA LIQUIDITÀ AZIENDALE

    184. PROSPETTO DEI CASH FLOW IL PROSPETTO IDENTIFICA QUANTO DENARO (LIQUIDO) È ENTRATO NEI CONTI DELL’AZIENDA, DOVE SI È INDIRIZZATO E DA DOVE È PROVENUTO

    185. PROSPETTO DEI CASH FLOW

    186. PROSPETTO DEI CASH FLOW LA PERDITA DI PROFITTO È, SPESSO, LA CAUSA DELLA CRISI, MA QUESTO SI PUÒ VERIFICARE ANCHE IN SITUAZIONI DI BUONA REDDITIVITÀ QUALI, AD ESEMPIO, PICCOLE AZIENDE IN RAPIDA CRESCITA

    187. IL CASH FLOW IL CASH FLOW PUÒ ESSERE PARAGONATO ALLA CIRCOLAZIONE DEL SANGUE

    189. I CAPITALI CIRCOLANTI SI DISTINGUONO: CAPITALE CIRCOLANTE NETTO (CCN) = IMPIEGHI CORRENTI – DEBITI A BREVE SIA OPERATIVI CHE FINANZIARI CAPITALE CIRCOLANTE NETTO OPERATIVO (CCNO) = GIACENZE + CREDITI – DEBITI OPERATIVI A BREVE

    190. I CASH FLOW

    191. I CASH FLOW IL CASH FLOW È DATO DALLA SOMMA DI TRE TERMINI: CASH FLOW OPERATIVO NUOVI INVESTIMENTI FLUSSO FINANZIARIO

    192. IL CFO IL CASH FLOW OPERATIVO = UTILE NETTO + AMMORTAMENTI + D FONDI È RICAVABILE DAL C.E. E RAPPRESENTA L’AUTOFINANZIAMENTO DELL’AZIENDA IN QUANTO, A PARITÀ DELLE ALTRE VOCI DELLO S.P., AUMENTA LE DISPONIBILITÀ DI CASSA

    193. IL CFO IL CASH FLOW OPERATIVO POTREBBE ESSERE DESTINATO A MOLTI IMPIEGHI - AD ESEMPIO PER FARE NUOVI INVESTIMENTI

    194. GLI INVESTIMENTI I NUOVI INVESTIMENTI CHE RICHIEDONO UN CASH FLOW IN USCITA POSSONO ESSERE IN: ATTIVITÀ FISSE CAPITALE CIRCOLANTE NETTO OPERATIVO OVVERO ATTIVITÀ CIRCOLANTI (GIACENZE + CREDITI) NETTE DA DEBITI OPERATIVI (NON FINANZIARI)

    195. IL NET CASH FLOW LA SOMMA DEL CASH FLOW OPERATIVO PIÙ QUELLO NON OPERATIVO È IL: NET (FREE) CASH FLOW OVVERO IL FLUSSO DI LIQUIDITÀ DISPONIBILE IN AZIENDA PER LA "RESTITUZIONE (DIVIDENDI)" AGLI AZIONISTI IL NCF DEFINISCE IL VALORE ECONOMICO DELL’AZIENDA

    196. IL CONSOLIDAMENTO CENNI

    197. IL BILANCIO CONSOLIDATO È IL BILANCIO DI UN GRUPPO DUE PROBLEMI: COSA SI INTENDE PER GRUPPO COME SI PASSA DAI BILANCI DELLE SINGOLE IMPRESE A QUELLO DEL GRUPPO

    198. ARTICOLO 29 D.LGS.127/91 “IL BILANCIO CONSOLIDATO DEVE RAPPRESENTARE … LA SITUAZIONE PATRIMONIALE E FINANZIARIA ED IL RISULTATO ECONOMICO ... DEL COMPLESSO DELLE IMPRESE COSTITUITO DALLA CONTROLLANTE E DALLE CONTROLLATE

    199. IL GRUPPO

    200. IL BILANCIO CONSOLIDATO OCCORRE PRESENTARE IL BILANCIO DEL GRUPPO DI IMPRESE COME SE FOSSE UN’ UNICA SOCIETÀ IN PRATICA SI TRATTA DI ELIMINARE (IN PARTITA DOPPIA) DAL BILANCIO DELLA CONTROLLANTE : LA VOCE PARTECIPAZIONI IN CONTROLLATE NELLO STATO PATRIMONIALE COSTI E RICAVI CON LE AZIENDE CONTROLLATE NEL CONTO ECONOMICO

    201. METODI DI CONSOLIDAMENTO LA PRASSI CONTABILE INTERNAZIONALE PREVEDE I SEGUENTI METODI: INTEGRAZIONE GLOBALE - IN SOSTITUZIONE DELLA VOCE PARTECIPAZIONI VENGONO INSERITI GLI IMPORTI INTEGRALI DELLE ATTIVITÀ E DELLE PASSIVITÀ DELLA CONTROLLATA, ANCHE NEL CASO IN CUI LA SOCIETÀ MADRE NON DETENGA IL 100% (EVIDENZIANDO LA QUOTA POSSEDUTA > 50%)

    203. METODI DI CONSOLIDAMENTO IL CONTO ECONOMICO DEVE ESSERE DEPURATO DI TUTTI I FLUSSI INTERAZIENDALI CON LE AZIENDE CONTROLLATE

    204. APPENDICE UN POSSIBILE PIANO DEI CONTI IN ACCORDO CON QUANTO PREVISTO DALL’ART. 2423 E SEGUENTI DEL C.C.

    205. LO STATO PATRIMONIALE

    217. IL CONTO ECONOMICO

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