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Lo spazio matematico dell’arte

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  1. Lo spazio matematico dell’arte Servizi Educativi del Museo e del Territorio della Soprintendenza Beni Architettonici Paesaggio Patrimonio Storico Artistico Etnoantropologico di CA e OR Classe 3^ E scuola secondaria primo grado “Porcu+Satta” Quartu S’Elena anno scolastico 2005/2006

  2. Motivazioni Il progetto didattico LO SPAZIO MATEMATICO DELL’ARTE nasce dall’esigenza di individuare il rapporto tra la rappresentazione dello spazio calcolato matematicamente e la cultura del periodo storico in cui opera l’artista e dall’esigenza di capire l’armonia nell’arte, sia essa un dipinto, un monumento, la pianta di una città. Numero Aureo e Sezione Aurea, Rettangolo aureo, Prospettiva sono gli elementi sui quali ci siamo soffermati dando una risposta alle nostre esigenze. Per comunicare le conoscenze acquisite e le esperienze effettuate abbiamo progettato e realizzato dei pannelli con disegni, immagini e testi. L’attività è stata presentata in occasione della manifestazione “Quartu Monumenti Aperti” il 13 e 14 maggio 2006 nella chiesa di San Benedetto in Via Marconi. l power point che vediamo è scaturito dalle nostre relazioni, i nostri disegni, le nostre considerazioni e approfondimenti.

  3. Numero aureo e Sezione aurea L’aggettivo “aureo” fu attribuito dai matematici pitagorici al numero 1,618, numero magico che indica il rapporto tra due parti dove la maggiore, chiamataparteaurea o sezione aurea, è media proporzionale tra l’intero e la parte rimanente. Disegno di Leonardo da Vinci che illustra le regole di Vitruvio della sezione aurea: il rapporto tra l’altezza dell’uomo e la distanza del suo ombelico da terra risulta uguale a 1,618

  4. m La facciata del Partenone, tempio più importante che sorge sull’Acropoli di Atene, si può racchiudere in un rettangolo aureo. Rettangolo aureo Leonardo da Vinci chiamò aureo il rettangolo avente i due lati in rapporto aureo l’uno con l’altro, cioè il lato più lungo è 1,618 volte più grande dell’altro. m M =1,618 M m M

  5. Prospettiva È l’arte di disegnare un oggetto a tre dimensioni in modo che la rappresentazione che se ne dà corrisponda alla propria percezione visiva. Evidenzia la profondità, la posizione degli oggetti e la forma della realtà.

  6. Obiettivi • Saper leggere un’opera d’arte in rapporto alla concezione dello spazio della cultura che l’ha prodotta • Acquisire conoscenze sul patrimonio culturale relative all’aspetto tecnico-costruttivo e alle regole matematiche che le determinano • Saper individuare il legame tra forma e funzione • Saper individuare le regole della sezione aurea • Saper applicare le regole della sezione aurea • Saper individuare le regole della prospettiva • Saper applicare le regole della prospettiva per poter disegnare la figura umana nello spazio

  7. Abbiamo presentato il nostro lavoro nella Chiesa di San Benedetto, in occasione della manifestazione QuartuMonumenti Aperti , 13 e 14 maggio 2006 ci siamo preparati a raccontare in pubblico le fasi del lavoro.

  8. In questi pannelli è sintetizzata l’attività laboratoriale relativa a : Numero aureo e sezione aurea Rettangolo aureo Prospettiva

  9. descriviamo le fasi del lavoro al pubblico presente

  10. spieghiamo il significato dei disegni e delle immagini Conoscendo l’altezza di una pelike, anfora dalla imboccatura larga, abbiamo ricavato la misura della base applicando le regole del rettangolo aureo.

  11. I genitori seguono con attenzione l’intervento della professoressa Mariella Mereu

  12. altri interventi Dott.ssa Marcella Serreli, responsabile Servizi Educativi, evidenzia la fattiva collaborazione tra Soprintendenza e Scuola Dott.ssa Antonia Giulia Maxia, l’esperta che ci ha fatto capire quale notevole lavoro c’è dietro ad un’opera d’arte Dott.ssa Anna Paola Loi, assessore ai Beni Culturali del Comune di Quartu, esprime i suoi complimenti per l’attività svolta e augura un’efficace prosecuzione.

  13. Come siamo arrivati al prodotto finale:attività svolta in classe alla presenza dell’esperta e dei docenti

  14. Percorso di apprendimento • Lettura dell’opera d’arte sotto l’aspetto storico, artistico e sociale del periodo • Successione numerica di Fibonacci. • Origine del rapporto aureo e della sezione aurea • Rettangolo aureo: armonia ed equilibrio di linee • Prospettiva come riproduzione dello spazio visivo tridimensionale su un piano per conseguire l’immagine della realtà • Esercitazioni: riscontro pratico sull’applicazione dei canoni matematici nelle riproduzioni delle opere d’arte.

  15. Lettura storica, artistica e sociale di opere d’arte alla ricerca del legame tra forma e funzione: • Pianta di Mileto • Teatro di Epidauro • Tempio greco • Anfora greca

  16. Progettazione dello spazio urbano Città di Mileto, risalente al V secolo a.C., fu progettata da Ipodamo di Mileto: costituita da un reticolo regolare di strade su cui si allineano gli edifici, evidenzia un aspetto elegante ed ordinato. Gli edifici pubblici sono situati al centro. Mileto era una città commerciale dotata di più porti. Le torri in prossimità dei porti, servivano da faro per i naviganti. L’impianto della città era funzionale anche alla difesa della città.

  17. Anfiteatro di Epidauro, IV secolo a.C. venivano rappresentate commedie e tragedie per educare l’uomo attraverso la visione e l’ascolto. In tali occasioni l’attività lavorativa si fermava per permettere a tutti di partecipare. Situato presso un tempio ha una struttura concava che sfrutta l’ andamento del terreno in armonica integrazione con l’ambiente naturale La forma concava permetteva un’acustica ottimale ed evitava il rimbombo. Si componeva di tre parti con diverse funzioni: Orchestra, area circolare destinata alla danza e al coro, Càvea o koilon gradinata a semicerchio addossata al pendio naturale Scena, il fondale architettonico del teatro

  18. Tempio greco: costruito per contenere la statua della divinità nell’unica cella posta al centro. Ad esso si accedeva mediante dei gradini salendo i quali si svolgeva il rituale della preghiera. Era circondato da colonne di forma rastremata, cioè rigonfie nella parte centrale per creare un effetto ottico che faceva sembrare più leggera e più alta l’intera struttura. Le colonne laterali erano leggermente più piccole per compensare l’effetto della luce che le avrebbe rese più grandi

  19. Rapporto tra forma e funzione La pelike è un vaso a due anse, rigonfio nella parte inferiore e con l’imboccatura larga adatto a contenere sostanze solide. il rapporto altezza - larghezza corrispondono a precise regole matematiche. Nella parte centrale con figure rosse su sfondo nero, è rappresentata la dea Teti che avendo rifiutato la corte di Zeus, fu costretta a sposare Peleo, un mortale che l’aveva rapita. Le raffigurazioni sui vasi avevano la funzione di far conoscere i miti greci . pelike h. cm 42,5 350 – 340 a. C. pittore di Marsia

  20. Successione numerica di Fibonacci • 1 2 3 5 8 13 21 34 55………… • ogni termine è dato dalla somma dei due precedenti • alla successione di Fibonacci è legata la spirale • logaritmica • In natura è possibile verificare la presenza di questa successione: osserviamo per esempio il numero di spirali di una pigna e contiamole: sono 8 in senso orario, 13 in senso antiorario. Fibonacci ( Leonardo Pisano) figlio di un mercante arabo, fu il matematico più originale ed abile del mondo medievale: visse tra il 1180 e il 1250; nel 1202 pubblicò il “Liber Abaci” . Il rapporto tra due numeri successivi di questa serie si avvicina rapidamente e poi si assesta sul numero 1,618. 1,618 viene chiamato numero d’oro, numero aureo, rapporto aureo

  21. C A B La ricerca di una relazione armoniosa tra le dimensioni di un oggetto è innata nell’uomo Prendiamo un segmento e lo dividiamo in due parti diverse, tale che il rapporto tra l’intero segmento e la parte maggiore sia uguale al rapporto tra la parte maggiore e la parte minore. Per ottenere questo risultato occorre moltiplicare l’intero segmento per 0,618. AB = 100cm AB : AC = AC : CB AC = 100 cm *0,618 = 61,8 cm CB = 38,2 cm AC è la sezione aurea La relazione tra i numeri costituisce la proporzione aurea.

  22. Costruzione del rettangolo aureo: nascita della spirale. Il rettangolo che Leonardo da Vinci chiamò “aureo” ha le dimensioni in rapporto aureo l’uno con l’altro. • Costruiamo un rettangolo, una dimensione è 1,618 volte più grande dell’altra, ovvero quest’ultima è 0,618 volte più piccola dell’altra; • Tracciamo un quadrato all’interno: osserviamo, rimane un rettangolo, nel quale a sua volta possiamo tracciare un quadrato; • Osserviamo: rimane un rettangolo nelquale possiamo tracciare un quadrato, ecc. Ciò significa che se a un rettangolo aureo si sottrae un quadrato, la parte che rimane è ancora un rettangolo aureo. Costruiamo, ora, con il compasso gli archi di circonferenza aventi come raggi i lati dei quadrati ad essi tangenti, otteniamo una curva chiamata spirale.

  23. nautilus L’armonia delle dimensioni e la regolarità delle forme che notiamo nelle opere del periodo classico sono già presenti in natura dove tutto cresce secondo un ritmo a spirale. Osserviamo il nautilus, un mollusco che popola i fondali degli oceani, la sua conchiglia cresce secondo la curva logaritmica cioè quella che incontra tutte le rette uscenti da un centro con un angolo costante e i cui raggi, dal centro ai vari giri successivi, sono in progressione geometrica. La curva logaritmica si costruisce con il rettangolo aureo. I greci la utilizzavano per ottenere le spirali dei capitelli ionici. La conchiglia, per la forma perfetta, è stata utilizzata come amuleto. L’uomo ha impiegato secoli per capire che c’è una ciclicità nel divenire delle cose, che il ritmo è alla base della vita e che è armonia. I filosofi greci Eraclito, Pitagora e Platone, già nel IV secolo a.C., hanno codificato questi concetti fondamentali.

  24. La prospettiva è un metodo usato dai pittori del Rinascimento per rappresentare lo spazio tridimensionale su un piano. I pittori hanno introdotto le leggi matematiche per individuare le linee d’orizzonte e i punti di fuga dove concorrono i prolungamenti di tutte le linee orizzontali. La prospettiva veniva usata anche per progettare nuove città – le città ideali – perché l’idea di città rispecchia gli ideali di armonia e di geometria tipici del pensiero e dell’arte del Rinascimento. Raffaello - Lo sposalizio della Vergine 1504 Raffaello costruisce lo spazio pittorico secondo le regole del rapporto aureo e della prospettiva centrale per richiamare l’attenzione sul tempio e sui protagonisti della scena.

  25. Esercitazioni La pelike è stata ricostruita partendo dalla misura dell’altezza, cm 42,5 Osserviamo il rettangolo aureo, il quadrato, il rettangolo aureo rimasto; l’attaccatura delle anse, le fasce decorate, la parte dipinta, rientrano nella costruzione del rettangolo aureo.

  26. Dal IV secolo a. C. l’uomo costruisce in proporzione. L’architetto romano Vitruvio codificò le leggi sulla proporzione e sul rettangolo aureo e L.B.Alberti nel De re aedificatoria del 1452 fissò le regole della progettazione e costruzione dello spazio con la prospettiva. Queste regole matematiche erano conosciute da tutti gli artisti. Masaccio, nella famosa Trinità di Santa Maria Novella a Firenze ha utilizzato le regole del rettangolo aureo e della prospettiva. L’ardito scorcio della cappella corrisponde alla visione che ne avrebbe uno spettatore il cui occhio fosse posto in basso.

  27. Nella cappella del SS. Crocefisso della Parrocchia di Sant’Elena a Quartu, si può notare un Crocefisso attribuito alla scuola di G.A.Lonis. Il suo inserimento in una nicchia che sembra costruita per contenerlo, ricorda la Trinità di Masaccio nella ricerca di un elemento architettonico in proporzione al Crocefisso.

  28. Raffaello nel famoso dipinto lo sposalizio della Vergine, utilizza il rapporto aureo e la prospettiva centrale per costruire il tempio e lo spazio nel quale agiscono i personaggi sulla scena.

  29. Esempi di prospettiva

  30. Approfondimenti

  31. L’uomo misura di tutte le cose Leonardo da Vinci: 1500 Le Corbusier: 1900 Modulor (modulo e numero aureo) è un sistema proporzionale di dimensioni armoniche basata sulla figura umana e sui rapporti aurei che essa esprime. la statura di un corpo ben proporzionato si ottiene moltiplicando la misura della distanza tra l’ombelico e il terreno per il numero aureo 1,618

  32. SCUOLA PITAGORICA Il poligono regolare ( lati ed angoli uguali) ha ispirato fin dai tempi antichi costruzioni architettoniche e decorazioni geometriche. La costruzione del pentagono regolare con riga e compasso risale alla Scuola Pitagorica: il simbolo di questa scuola è proprio il pentagono regolare stellato che già da allora fu avvolto da mistero e venerazione. È proprio il pentagono regolare fa nascere un numero d’oro. Come?

  33. Risulta da misurazioni che il lato del decagono regolare è maggiore della metà del raggio; ma di quanto è maggiore? Quale è il rapporto tra il lato del decagono regolare e il raggio? Si è trovato che, misurando i lati del triangolo isoscele avente gli angoli alla base doppi dell’angolo al vertice, il rapporto tra la base e il lato obliquo è circa 0,62, ovveroche il lato del decagono è lasezione aureadel raggio, così come il rapporto tra il lato del pentagono regolare e il lato del pentagono stellato. Per costruire un pentagono regolare è più semplice partire dalla costruzione del decagono regolare Nel Rinascimento quel rapporto viene ad assumere un’importanza predominante: il matematico LUCA PACIOLI, nel 1503, nel suo De DivinaProportione, illustrato da Leonardo da Vinci, conferma che la “divina proporzione” è la lunghezza del segmento che si ottiene prendendo circa i di un segmento dato.

  34. Conclusioni Il rapporto aureo ha avuto un’importanza notevole anche fuori dal campo strettamente matematico. Si osservò subito che un rettangolo le cui dimensioni sono l’una lo 0,618 dell’altra è più gradevole alla vista, crea una sensazione piacevole e procura armonia. Nel Rinascimento questo rapporto assume un’importanza predominante sia in pittura che in scultura e architettura. Lo studio viene approfondito. Qualcosa di così bello, di così armonico, si è pensato, non può essere solo opera dell’uomo, si trova anche in natura, nella disposizione delle foglie e dei petali dei fiori, nella stella di mare; nell’uomo stesso. Sappiamo infatti che in una persona adulta di statura media, l’ombelico divide il corpo in due parti in rapporto aureo tra loro. Gli autori: classe 3^ E