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La contraffazione dei brand attraverso i nomi a dominio

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La contraffazione dei brand attraverso i nomi a dominio

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  1. La contraffazione dei brand attraverso i nomi a dominio Una delle forme di contraffazioni più comuni s’esercita tramite i nomi a dominio, vale a dire si registra il domain name che corrisponde in tutto e per tutto al brand. In questa maniera, si potrà poi creare il relativo website sul quale promuovere e commercializzare prodotti identici e/o similari a quelli del brand già tutelato. Recentemente, per conto di un nostro assistito, ci siamo imbattuti proprio in una fattispecie del genere, vale a dire i principali brand dei profumi venivano palesemente contraffatti sui nomi a dominio tedeschi, sebbene i contenuti fossero in lingua finlandese. Nei suddetti domain names si poteva immediatamente notare i brand dei vari profumi internazionali, oltre a dei prezzi molto convenienti, vale a dire classico “specchietto per le allodole” per tutti quei consumatori che cercano i prodotti di loro gradimento a dei prezzi molto ribassati. E’ ragionevole ritenere che questa tipologia di website abbia la finalità di estorcere piccole somme di denaro a ciascun singolo consumatore, magari poco avvezzo ai prezzi normalmente praticati dai brand per questo genere di prodotti. Scontato dire che il basso costo per registrare un marchio possa richiamare frotte di consumatori inesperti che, poi, si ritrovano a non ricevere nulla in cambio, oppure a ricevere dei prodotti completamente dissimili da quelli ordinati online. Nel caso di specie, i nomi a dominio che rivendevano brand di lusso, a prezzi più che ribassati, erano ben tre, ognuno dei quali probabilmente andava ad intercettare una fetta ben precisa di consumatori finnici,

  2. visto e considerato che ognuno di essi presentava dei prodotti differenti l’uno dall’altro. I prodotti contraffatti, ognuno dei quali presentava il relativo simbolo ® del marchio registrato con la scheda prodotto, erano stati prelevati da vari siti di e-commerce, oppure ritoccati con Photoshop ecc. La nostra attività è consistita nel contestare prima il contraffattore tedesco, poi scrivere al Register tedesco per poter aprire la segnalazione, successivamente contattare i vari servizi di hosting service provider per segnalare l’ingentissimo danno economico procurato ai vari brand, i quali poi si sarebbero dovuti attivare con iniziative legali ad hoc. Nell’occasione abbiamo constatato che le suddette segnalazioni non hanno sortito gli effetti desiderati, in quanto i vari provider non si ritengono responsabili dei contenuti postati sui nomi a dominio, nonostante gli stessi risultino palesemente contraffattori. Ecco perché è stato necessario ricorrere “alle maniere forti”, vale a dire si è dovuto contattare direttamente i brand internazionali più notori, affinché intraprendessero iniziative comuni sia per tutelare i propri brand sia per tutelare i consumatori di quel segmento di mercato. L’attività in questione ha rivelato senza dubbio le numerose sfaccettature con le quali si manifesta a giorni nostri il “mercato del falso”, ecco perché s’invita ad utilizzare solo ed esclusivamente i canali ufficiali e ha segnalare ai propri consulenti / autorità competenti i nomi di dominio contraffattori sui quali viene commercializzata merce palesemente falsa o, quantomeno, di dubbia provenienza. https://www.ufficiobrevettimarchi.it/blog-post/la-contraffazione-dei-brand-attraverso-i-nomi-a- dominio/