Piombo
Download
1 / 69

Non solo fumi e polveri Comprendiamo le sigle misteriose - PowerPoint PPT Presentation


  • 125 Views
  • Uploaded on

Piombo. Diossina. ISPRA. NOx. SOx. Benzene. IPA. Amianto. Non solo fumi e polveri Comprendiamo le sigle misteriose. SOx Gli ossidi di zolfo presenti nell’atmosfera sono: • anidride solforosa (SO2) • anidride solforica (SO3)

loader
I am the owner, or an agent authorized to act on behalf of the owner, of the copyrighted work described.
capcha
Download Presentation

PowerPoint Slideshow about 'Non solo fumi e polveri Comprendiamo le sigle misteriose' - tiva


An Image/Link below is provided (as is) to download presentation

Download Policy: Content on the Website is provided to you AS IS for your information and personal use and may not be sold / licensed / shared on other websites without getting consent from its author.While downloading, if for some reason you are not able to download a presentation, the publisher may have deleted the file from their server.


- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - E N D - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
Presentation Transcript
Slide1 l.jpg

Piombo

Diossina

ISPRA

NOx

SOx

Benzene

IPA

Amianto

Non solo fumi e polveri

Comprendiamo le sigle misteriose


Slide2 l.jpg

SOx

Gli ossidi di zolfo presenti nell’atmosfera sono:

• anidride solforosa (SO2)

• anidride solforica (SO3)

Questi composti vengono indicati genericamente con la sigla SOx


Slide3 l.jpg

SO₂ (Anidride Solforosa)

E’ un gas incolore, irritante, non infiammabile, solubile in acqua e dall’odore pungente.

Si stratifica nelle zone più basse dell’atmosfera essendo più pesante dell’aria.

E’ l’inquinante atmosferico più diffuso e pericoloso.


Slide4 l.jpg

SO₃ (Anidride Solforica)

Dall’ossidazione dell’anidride solforosa si ottiene l’anidride solforica.

Essa, reagendo con l’acqua, origina l’acido solforico, responsabile in parte delle piogge acide.


Slide5 l.jpg

SOx: da dove vengono

Le emissioni naturali di queste sostanze sono dovute alle attività vulcaniche.

Le emissioni antropogeniche sono dovute principalmente ai processi di combustione di combustibili fossili e liquidi (carbone, petrolio, gasolio).


Slide6 l.jpg

SOx: effetti sull'uomo

Gli effetti del biossido di zolfo sono principalmente legati a patologie dell’apparato respiratorio.

Queste patologie sono bronchiti, asma e tracheiti e irritazioni della pelle, degli occhi e delle mucose.


Slide7 l.jpg

SOx: effetti sull'ambiente

L’azione principale operata ai danni dell’ambiente da parte degli ossidi di zolfo consiste nell’acidificazione delle precipitazioni meteorologiche con la conseguente compromissione dell’equilibrio degli ecosistemi interessati.

Gli effetti corrosivi dell’acido solforico si riscontrano anche sui materiali da costruzione, sui metalli e sulle vernici.

Giuliana Martino, 3N


Slide8 l.jpg

NOx

La sigla NOx identifica collettivamente tutti gli ossidi

di azoto che vengono prodotti durante la

combustione.


Slide9 l.jpg

NOx

Gli ossidi di azoto, vengono considerati sostanze inquinanti dell’atmosfera. Alcuni di essi , in presenza di radiazione solare, possono reagire con l’ossigeno formando ozono.

Inoltre sono solubili in acqua e nell’umidità atmosferica, formando così l’acido nitroso e l’acido nitrico, entrambi presenti nelle

“piogge acide”


Slide10 l.jpg

NOx: gli effetti

L'ossido di azoto viene prodotto riducendo l'acido nitrico col rame. L'ossido di azoto è un inquinante primario che si genera in parte nei processi di combustione per reazione diretta tra azoto ed ossigeno dell'aria che, a temperature maggiori di 1200 °C, producono principalmente NO ed in misura ridotta NO2; le principali fonti di NO di origine umana sono dovute ad attività civili ed industriali

che comportano processi di

combustione, come i trasporti e la

produzione di calore ed elettricità.


Slide11 l.jpg

NOx: gli effetti

Infine, l'ossido di azoto è irritante per gli occhi ed il tratto respiratorio. L'inalazione può causare edema polmonare, inoltre può avere effetti sul sangue, causando formazione di metaemoglobina.

Nei casi più gravi può portare alla morte.

Giulia Timperi, 3N


Slide12 l.jpg

Policlorobifenili

Si definiscono policlorobifenili (PCB) un gruppo di composti chimici la cui struttura è assimilabile a quella del bifenile ma formati da atomi di cloro

Formula di Struttura Formula grezza

C12H12Cl 10-x


Slide13 l.jpg

Policlorobifenili

Dal punto di vista chimico-fisico si tratta di composti estremamente stabili e proprio queste caratteristiche, unite alle ottime proprietà dielettriche e di trasporto di calore, ne hanno favorito la diffusione negli anni passati per una serie di utilizzi sia in campo industriale che civile, come ad esempio nei condensatori e nei trasformatori, nei plastificanti dei rivestimenti protettivi, negli additivi nei flussi di impianti idraulici, nei lubrificanti all’interno delle apparecchiature subacquee


Slide14 l.jpg

Policlorobifenili

Al giorno d’oggi i PCB sono considerati, per la loro tossicità, nei confronti dell’uomo e dell’ambiente, tra gli inquinanti più pericolosi poiché la loro grande stabilità ai diversi attacchi chimici li rende difficilmente degradabili acuendo l’effetto di bioaccumulazione negli organismi viventi. Particolarmente interessanti risultano gli studi epidemiologici delle vie respiratorie e cardiovascolari in quanto i PCB vengono assorbiti sotto forma di vapori attraverso l’apparato respiratorio e, per contatto, attraverso la cute. E’ stato riscontrato, inoltre, anche un possibile assorbimento per via gastroenterica a seguito di ingestione accidentale o per la presenza dei composti nella catena alimentare. L’Agenzia Internazionale per le Ricerche sul Cancro (IARC) di Lione ha classificato i PCB come probabili agenti cancerogeni per l’uomo.

Gianluca Viggiani, 3N


Slide15 l.jpg

PM₁₀ e PM₂,5

La sigla PM10 identifica materiale presente nell'atmosfera in forma di particelle microscopiche, il cui diametro aerodinamico medio è uguale o inferiore a 10 millesimi di millimetro. Le particelle di PM2,5 hanno le stesse caratteristiche del PM1O ma hanno un diametro uguale o inferiore ai 2,5 millesimi di millimetro.

Si presentano come polvere, fumo, microgocce di sostanze liquide.


Slide16 l.jpg

PM₁₀ e PM₂,₅

Le polveri atmosferiche sono prodotte sia da sorgenti naturali che antropiche.Tra le sorgenti naturali annoveriamo: l'erosione eolica, gli incendi boschivi, l'aerosol marino, le emissioni vulcaniche.Le più importanti sorgenti antropiche sono invece costituite da combustione, traffico autoveicolare e dai processi industriali. Emettono polveri soprattutto gli impianti alimentati a combustibili solidi e i veicoli diesel. Nell’atmosfera è presente una buona parte di pm10 che deriva dalle trasformazioni di particelle liquide di alcuni gas emessi dalle attività umane.


Slide17 l.jpg

PM₁₀ e PM₂,₅

L'inquinamento da PM10 e PM 2,5 può far penetrare nei polmoni delle particelle che possono poi raggiungere il cervello ed altri organi come le ossa, i denti ed i reni. Altri effetti si sono rilevati sulle facoltà cerebrali dei bambini e sul sistema cardiocircolatorio.Pur possedendo le vie respiratorie dei meccanismi di difesa, quali le cellule ciliate ed il muco, è possibile un’ irritazione da sostanze nocive presenti nell'aria, una contrazione della muscolatura dei bronchi ed un aumento della secrezione di muco con attacchi di tosse.Comunque le sostanze nocive che penetrano nelle vie aeree possono danneggiare tutti i meccanismi di difesa del nostro corpo.Si è visto come gli effetti più gravi si manifestano nella popolazione nei giorni in cui la concentrazione degli inquinanti è più elevata (aggravamento di sintomi respiratori e cardiaci in soggetti predisposti, infezioni respiratorie acute, crisi di asma bronchiale, disturbi circolatori e ischemici oltre a tosse, catarro, diminuzione della capacità polmonare, ecc...).

Ligorio Simone, 3N


Slide18 l.jpg

ISPRAIstituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale

L’ISPRA svolge le funzioni, con le inerenti risorse finanziarie, strumentali e di personale, dell’Agenzia per la protezione dell’ambiente e per i servizi tecnici del mare.


Slide19 l.jpg

ISPRAIstituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale

L'ISPRA è vigilato dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

Gregucci Angelo, 3N


Slide20 l.jpg

Piombo

Il piombo è l’elemento chimico di numero atomico 82. Il simbolo è Pb.

E’ un metallo tenero, denso, duttile e malleabile, che presenta una bassa conducibilità elettrica.

Può essere reso più duro con l’aggiunta di una piccola quantità di antimonio. E’ molto resistente alla corrosione, non viene intaccato dall’acido solforico, ma si scioglie in acido nitrico.


Slide21 l.jpg

Piombo

Il piombo viene usato nell’edilizia, nella produzione di batterie e di armi da fuoco e, allo stato liquido, come refrigerante nei reattori nucleari.

Inoltre è un componente del peltro e di leghe metalliche usate per la saldatura.


Slide22 l.jpg

Piombo: la produzione

Il piombo allo stato nativo esiste, ma è piuttosto raro.

In genere viene trovato associato allo zinco, all’argento e principalmente al rame.

Nelle miniere i minerali di piombo sono estratti per perforazione o per esplosione e quindi vengono macinati. Il minerale viene quindi separato dalla roccia e fuso,


Slide23 l.jpg

Piombo: la produzione

producendo un piombo concentrato al 97% che, per raffreddamento, viene liberato dalle scorie che si trovano sulla sua superficie. Il piombo fuso rimanente viene raffinato per fusione in corrente d’aria, giungendo ad una purezza del 99,9%.


Slide24 l.jpg

Piombo: gli effetti

Il piombo è uno dei metalli che ha gli effetti più negativi sulla salute umana.

Può entrare nel corpo umano attraverso l’assunzione di cibo, acqua ed aria.

Inoltre, anche il fumo di sigaretta contiene piccole quantità di piombo.

Il piombo è un metallo velenoso, che può danneggiare il sistema nervoso (specialmente nei bambini) e causare malattie del cervello e del sangue.


Slide25 l.jpg

Piombo: gli effetti

L’esposizione al piombo o ai suoi sali può causare nefropatie, caratterizzate dalla sclerotizzazione dei tessuti renali, e dolori addominali colici. Inoltre il piombo è considerato dannoso per la fertilità delle donne.


Slide26 l.jpg

Piombo: gli effetti

Un aumento della concentrazione di piombo nell’ambiente non è provocato solo dalla benzina al piombo, ma anche da attività umane, come la combustione di combustibili, processi industriali e la combustione di rifiuti solidi.

Il piombo può finire in acqua e terreni a causa della corrosione di tubature di piombo negli impianti di distribuzione dell’acqua.

Miriam Monteleone, 3N


Slide27 l.jpg

Diossina

La diossina comprende un gruppo di 210 composti chimici policlorurati divisi in 2 famiglie simili tra loro per struttura e formati da elementi chimici quali il carbonio, l`idrogeno, l´ossigeno e il cloro.


Slide28 l.jpg

Diossina

La diossina più nota e la più pericolosa

tra tutte per contaminazioni ambientali

e alimentari è la tetraclorodibenzo-diossina

(TCDD).


Slide29 l.jpg

  • Diossina: la produzione

  • La diossina è emessa nell'ambiente da varie sorgenti e può essere trasportata per lunghe distanze nell'atmosfera.

  • L´emissione della diossina nell´ambiente è causata:

  • Dalle industrie chimiche, siderurgiche, metallurgiche, del vetro, della ceramica ed altre…

  • Dai fumi delle cremazioni emessi dalle centrali termoelettriche e dagli inceneritori.

  • Dagli incendi dei boschi e dalle eruzioni vulcaniche.

  • Dai veicoli a motore.

  • Dai pesticidi


Slide30 l.jpg

  • Diossina: gli effetti

  • alterazioni del sistema immunitario

  • disordini epatici

  • problemi respiratori

  • perdita di udito

  • disturbi del sonno

  • disfunzioni sessuali

  • depressione e perdita di appetito

  • tumori epatici e leucemie

    Carmela Febo, 3N


Slide31 l.jpg

Amianto

I minerali conosciuti con il termine Amianto, sono costituiti da famiglie di minerali presenti nelle rocce madri da cui si estraggono con macinazioni e separazioni. L'amianto è insolubile, inodore, resistente al calore e alle azioni meccaniche e chimiche.


Slide32 l.jpg

Amianto

La struttura dell’amianto è caratterizzata

dalla capacità di dividersi in fibre sempre più fini.

Una maggiore diffusione d’amianto è stata riscontrata nelle aree urbane.

Le fibre di amianto possono inquinare anche l'acqua quando le sorgenti attraversano strati geologici con giacimenti di amianto.

Anche certe bevande come la birra, possono contenere fibre di amianto.


Slide33 l.jpg

Amianto: la produzione

In molte produzioni industriali è effettuata la sfibratura dei fasci per aumentare l’omogeneità del prodotto. Senza adeguate cautele preventive, dunque, le fibre disperse nell'atmosfera degli ambienti di lavoro, possono essere inalate dall'uomo e ritrovarsi nel polmone


Slide34 l.jpg

Amianto: la produzione

Inoltre, la pericolosità dell'amianto è legata alla dispersione più o meno alta di fibre nell'ambiente circostante.Il lento deterioramento delle coibentazioni applicate anni fa, le polveri generate da opere di demolizione incontrollate, possono inquinare l'atmosfera ed esporre la popolazione a concentrazioni di fibre potenzialmente pericolose.


Slide35 l.jpg

Amianto, gli impieghi

L’amianto veniva utilizzato per la produzione di diversi oggetti di uso comune.

Materiale coibentante contro il rumore.

Materiale coibentante termico

Materiale di riempimento,

Materiali di frizione

L’inquinamento d’amianto si sviluppa in due fasi secondo un modello definito “a due fissi”.


Slide36 l.jpg

Amianto, le patologie

Dopo decenni di ricerca e sperimentazione, la letteratura medico scientifica è giunta a ripartire le patologie causate da amianto nel seguente modo:

- asbestosi- placche pleuriche- tumori del polmone o di altri organi- mesotelioma


Slide37 l.jpg

Amianto: il boom

Alla fine del secolo scorso l'amianto era usato per la fabbricazione di corde e per l'isolamento delle caldaie. Dal 1900 al 1975 gli usi industriali si moltiplicarono rapidamente fino a raggiungere una produzione annua mondiale di 5 milioni di tonnellate.


Slide38 l.jpg

Amianto oggi

Dai dati i quantitativi utilizzati (dati del Centro Studi e Ricerca sugli effetti biologici delle polveri inalate, Clinica del Lavoro di Milano), si calcola che attualmente in Italia siano in opera qualche milione di tonnellata di amianto, con diverso grado di invecchiamento.


Slide39 l.jpg

Amianto: la bonifica

E’ stato, dunque, necessario effettuare diversi interventi di bonifica per eliminare l’amianto.

Le azioni di bonifica si attuano attraverso diversi tipi di intervento: RESTAURO DEI MATERIALI: l'amianto viene lasciato in sede, senza effettuare alcun intervento di bonifica vera e propria; si delimitano esclusivamente le zone danneggiate e/o si eliminano le potenziali cause di danneggiamento.BONIFICA: mediante rimozione, incapsulamento o confinamento dell'amianto.


Slide40 l.jpg

Amianto: la legge

L'impiego dell'amianto è fuori legge in Italia dal 1992.

In seguito alla normativa indicata, nel 1995 venne stabilita una procedura amministrativa che vedeva coinvolto l'INAIL per l'accertamento dei presupposti di legge per il riconoscimento di benefici previdenziali per chi fosse stato esposto ad amianto nel corso della vita lavorativa.


Slide41 l.jpg

Amianto

L’inquinamento d’amianto, dunque, è una situazione reale della quale bisogna prendere atto per eliminarla e risanare l’ambiente che ci circonda.

Melania Martucci, 3N


Slide42 l.jpg

Benzene

Il benzene (o benzolo) è un idrocarburo aromatico. A temperatura ambiente è un liquido incolore dall'odore caratteristico, poco solubile in acqua e completamente miscibile con i solventi organici. Prima di essere riconosciuto come cancerogeno, trovava largo impiego come additivo anti-detonante nella cosiddetta "benzina verde" in sostituzione del piombo tetraetile. Ora il suo impiego è fortemente ridotto per le stringenti normative sui carburanti. È un importante solvente nonché un reattivo basilare nella sintesi di numerosi composti, farmaci, materie plastiche, gomme sintetiche, polimeri, coloranti.


Slide43 l.jpg

Benzene

Formula Grezza: C6H6

Formula di struttura:


Slide44 l.jpg

Benzene: la produzione

Il benzene può venire a formarsi quando materiali ricchi di carbonio subiscono una combustione incompleta. In natura si trova nei fumi dei vulcani o comunque in temperature superiori ai 500 gradi. Fino alla seconda guerra mondiale il benzene era principalmente un sottoprodotto della distillazione del carbone per la produzione del coke destinato alle acciaierie. Tuttavia negli anni '50 l'aumentata richiesta di benzene da parte di un'industria delle materie plastiche in piena crescita portò alla messa a punto di processi di produzione del benzene a partire dal petrolio. Oggi la maggior parte del benzene proviene dall'industria petrolchimica; solo una piccola parte deriva dal carbone.


Slide45 l.jpg

Benzene: l'utilizzo

Fino agli anni '20 fu usato spesso come solvente industriale, in special modo per sgrassare le superfici metalliche. Col crescere della consapevolezza della sua pericolosità è stato via via sostituito da altri solventi nelle applicazioni che comportano un'esposizione diretta. Il maggiore utilizzo del benzene è tuttavia quello di intermedio per la produzione di altre sostanze chimiche. I composti più importanti - in termine di quantità - prodotti dal benzene sono: lo stirene, materia prima per la produzione di polimeri, l'acido tereftalico, materia prima per il polietilene tereftalato, il fenolo (attraverso il cumene) ed il cicloesano, utilizzato nella sintesi dei nylon. Minori quantità di benzene vengono impiegate per produrre gomme, lubrificanti, coloranti, detergenti, farmaci, esplosivi e pesticidi.

Ilaria Carnesecchi, 3N


Slide46 l.jpg

IPA

Gli idrocarburi policiclici aromatici, noti anche con l'acronimo IPA o PAH in inglese, sono idrocarburi costituiti da due o più anelli aromatici, come quelli del benzene uniti fra loro, in un'unica struttura generalmente piana. Le molecole degli IPA sono costituite da un gruppo di atomi di carbonio.


Slide47 l.jpg

IPA: l'utilizzo

Si ritrovano naturalmente nel carbone fossile e nel petrolio, da cui si estraggono, particolarmente dalle qualità ricche in aromatici.

La loro formazione per cause antropiche avviene invece nel corso di combustioni incomplete di combustibili fossili, legname, grassi, tabacco, incenso e prodotti organici in generale, quali i rifiuti urbani.

Gli utilizzi sono svariati: vengono utilizzati a fini di ricerca e alcuni vengono sintetizzati artificialmente. In alcuni casi vengono impiegati per la sintesi di coloranti, plastiche, pesticidi e medicinali.


Slide48 l.jpg

IPA: gli effetti

Vari IPA sono stati classificati come probabili o possibili cancerogeni per l'uomo. Tra quelli comunemente presenti nelle matrici ambientali, vi sono il benzo(a)pirene, il benzo(b-j-k) fluorantene, ed il dibenzo(a,h)antracene.

Pur essendo lo studio di queste miscele particolarmente complicato, è stato comunque dimostrato che l’esposizione alle miscele IPA comporta un aumento dell’insorgenza del cancro, soprattutto in presenza di benzo(a)pirene (presente anche nel fumo di sigaretta).

L'attività cancerogena è dovuta ai prodotti del metabolismo di queste sostanze. Difatti nel fegato vengono ossidate e ad un doppio legame viene sostituito un gruppo epossidico.

Claudia de Chirico, 3N


Slide49 l.jpg

Ambiente e Salute

Ormai la maggior parte delle malattie dell’ uomo dipende maggiormente dalla qualità dell’ambiente in cui vive ogni giorno.

Per l’Organizzazione Mondiale della Sanità, oltre il 30% del peso delle malattie del mondo è dovuto a fattori ambientali.


Slide50 l.jpg

  • Ambiente e Salute

  • I soggetti più esposti sono i bambini, per i quali l’impatto di un’esposizione a prodotti chimici nocivi avviene durante la fase dello sviluppo e della crescita.

  • Le sostanze inquinanti nell’aria

  • Sostanze inquinanti nell’ acqua

  • I pesticidi nel cibo

  • Il piombo nel suolo

    e altre minacce ambientali, che perturbano il delicato metabolismo del bambino in crescita, possono condurre o aggravare malattie e indurre disturbi dello sviluppo.


Slide51 l.jpg

  • Ambiente e Salute

    La sensibilità dei bambini varia con l’età.

    Gli aborti spontanei, le anomalie congenite sono gli esempi degli effetti che può avere l’esposizione a fattori di rischio ambientale durante la gravidanza o il parto, poiché l’ambiente esterno si fa conoscere al feto tramite il filtro della pancia materna


Slide52 l.jpg

  • Ambiente e Salute

  • I figli delle donne che durante l’infanzia sono state esposte all’ inquinamento atmosferico, corrono fino a quattro volte di più il rischio di essere colpiti da cancro. Colpevoli di tutto ciò sono come sempre :

  • monossido di carbonio,

  • ossido di azoto,

  • benzene e diossina,

  • sostanze già cancerogene negli adulti e ancora più dannose sui bambini che hanno un epitelio bronchiale immaturo, il quale permette il passaggio di inquinanti ambientali nel torrente circolatorio.


Slide53 l.jpg

Ambiente e Salute

I bambini di Taranto si ammalano, e spesso muoiono. La diossina non è soltanto nell’aria, o magari nella carne delle pecore o nel formaggio. Si sono riscontrate alte concentrazioni di diossina anche nel latte materno. I nostri bambini appena nati già iniziano a bere latte e VELENO.

Spesso non nascono neanche,sono così tante le malformazioni fetali da non poter dire quante sono esattamente! Possiamo dire sicuramente, però, che sono una delle conseguenze sanitarie provocate dall’inalazione delle diossine.


Slide54 l.jpg

  • Ambiente e Salute

  • A Taranto si sono registrati 15 “nuovi” casi di tumori dell’infanzia:

  • 11 leucemie

  • 3 tumori solidi

  • 1 tumore carmiofaringeo

    Vittime di queste sciagure sono i bambini dalla fascia tra zero e un anno evidentemente perché c’è già un danno genetico della madre che si trasmette al figlio. Infatti ricordiamo che le diossine, per via del loro peso molecolare, sono poco o nulla solubili nell’acqua ma più nei grassi dove tendono ad accumularsi (agendo sul DNA)


Slide55 l.jpg

Ambiente e Salute

Una ricerca condotta da scienziati canadesi ha scoperto che la crescente presenza di contaminanti ambientali causa una riduzione degli ormoni maschili. Il neonato maschio che al momento della nascita dovrebbe pesare di più rispetto alla femmina, ha problemi di peso, malformazioni genitali e di conseguenza una diminuzione della fertilità.


Slide56 l.jpg

Ambiente e Salute

Una soluzione a questo scempio?

Un sistema di controllo sulla diossina 24 ore su 24, così come previsto dall’ art.3 della legge regionale antidiossina, e perché no…una bella passeggiata in bicicletta sul litorale della nostra città in modo da diminuire le emissioni di agenti inquinanti.

Valeria Castelli, 4H

Giulia Difruscolo, 4H

Marilisa Venuto, 4H


Slide57 l.jpg

Endometriosi

È stato dimostrato che la diossina è una sostanza che provoca nella maggior parte dei casi, (principalmente nelle donne e in rarissimi casi anche negli uomini) l’ endometriosi.

L’endometriosi è una malattia cronica e complessa nella quale alcune cellule della mucosa uterina si impiantano al di fuori dell’utero. È infatti originata dalla presenza anomala del tessuto che riveste la parete interna dell’utero, chiamata appunto endometrio, in altri organi quali ovaie, tube, peritoneo, vagina o intestino, provocando sanguinamenti interni,

infiammazioni,ma soprattutto infertilità.


Slide58 l.jpg

Endometriosi

L’Istituto Superiore di Sanità nel maggio 2004 ha avviato il primo studio clinico italiano sulle correlazioni tra inquinamento ed endometriosi prelevando campioni di sangue per verificare se l'esposizione ad alcune sostanze tossiche diffuse nell'ambiente può essere correlata al rischio di endometriosi e aborto ricorrente, due tra le patologie riproduttive femminili a più elevata incidenza. Tra le cause prime dell’Endometriosi bisogna quindi considerare la possibilità che l’inquinamento chimico, e cioè l’inquinamento da diossina, policlorobifenili (PCB) e polibromodifenileteri (PBDE) e pesticidi occupi un posto di assoluta rilevanza. Inoltre uno studio condotto dalla Indiana University School of Medicine ha concluso che l'aumento delle nascite premature negli Stati Uniti è fortemente legato all'incremento dell'uso di pesticidi e nitrati in agricoltura.

Melania di Giacomo, 4H

Elisabetta Panebianco, 4H


Slide59 l.jpg

Asma Bronchiale

L'asma bronchiale è una malattia caratterizzata da dispnea che generalmente insorge in crisi parossistiche in cui può avere importanza il meccanismo allergico.

In questo caso si possono avere periodiche riacutizzazioni, stagionali oppure in rapporto all'ambiente (vicinanza all'industria o altra fonte di inquinamento).


Slide60 l.jpg

Asma Bronchiale

Tra i fattori esogeni si devono ricordare le condizioni ambientali con riferimento sia all'attività lavorativa che alla situazione climatica.

È, infatti, riscontrato un aumento

significativo dell'incidenza di

questa patologia nei soggetti che vengono a

contatto con sostanze chimiche tossiche.


Slide61 l.jpg

Asma Bronchiale

Fattori efficienti, capaci di scatenare la crisi asmatica possono essere le infezioni, agenti irritanti chimici o fisici (fumi, polvere ecc.), ma quelli più importanti sono i fattori allergici che spesso agiscono in associazione con gli altri.


Slide62 l.jpg

Asma Bronchiale

L'accesso asmatico è la manifestazione più caratteristica dell'asma bronchiale. L'accesso inizia in seguito all'esposizione all'allergene responsabile della malattia. Il paziente incomincia a respirare con maggiore frequenza ed avverte una sensazione di affanno e di soffocazione.

Il paziente appare pallido, cianotico, suda e impegna

nello sforzo per respirare tutti i muscoli ausiliari della

respirazione.


Slide63 l.jpg

Asma Bronchiale

Nelle forme in cui la funzionalità respiratoria sia compromessa ed in cui si abbia anche un'alterazione della funzionalità cardiaca si può avere la morte nel corso di un accesso grave. In alcuni casi la malattia compromette rapidamente la funzione respiratoria e le condizioni generali dell'ammalato.


Slide64 l.jpg

Asma Bronchiale

L'enfisema polmonare è la complicanza più frequente dell'asma bronchiale e diviene constante ed irreversibile nelle forme associate a bronchiti croniche. L'enfisema è caratterizzato dall'aumento di volume delle cavità aeree con conseguente stress del parenchima polmonare.


Slide65 l.jpg

Asma Bronchiale

L'asma bronchiale è particolarmente invalidante in quanto il paziente è impossibilitato ad effettuare le sue abituali attività. In una città ad alto tasso di inquinamento la patologia rischia di diventare cronica in quanto gli inquinanti, penetrando continuamente nella cavità orale, ostacolano la guarigione.


Slide66 l.jpg

Asma Bronchiale

Si deve, inoltre, considerare il rischio che sopraggiunga una malattia cardiaca causata dagli stessi inquinanti. Il generale quadro clinico che coinvolge l'apparato respiratorio e cardiaco mette il paziente in serio pericolo di vita. Spesso sintomi come tosse, secrezione di muco e broncospasmo sono sottovalutati.


Slide67 l.jpg

Asma Bronchiale

Particolarmente drammatico è il caso di Taranto, città tra le più inquinate d‘Europa. Qui i pazienti affetti da asma bronchiale cronico sono destinati a soffrire la continua presenza di agenti tossici, rilasciati dalla grande industria, nell'atmosfera.

Molto difficile è la condizione di vita degli operai del polo siderurgico affetti da questa patologia i quali sono costretti a scegliere tra la sicurezza di un’ occupazione lavorativa e la salute.


Slide68 l.jpg

Asma Bronchiale

È assolutamente necessario, quindi, come primo e decisivo passo contro l'espandersi e l'evolversi di questa patologia, abbattere le emissioni di agenti inquinanti tossici per l'organismo umano.

È dovere di tutti i cittadini attivarsi in questo senso per la salvaguardia della salute propria e dei propri figli.

Roberto Bellacicco, 4H

Antonio Caramia, 4H

Greta Spagnulo, 4H


Slide69 l.jpg

Presentazione creata da:

Marcello Quarta, 4H