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DES: applicazioni ed evoluzioni

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  1. Reti di calcolatoriProf. Alfredo Petrosino DES: applicazioni ed evoluzioni Calzetta Emilia Cervone Vincenzo

  2. Programmazione didattica • Titolo: DES: evoluzioni ed applicazioni • Classe: 5^ I.T.I. • Contenuti: • Cenni sulla crittografia; DES: Introduzione storica; La Struttura del DES: codifica e decodifica; Le modalità operative ed applicative del DES: Electronic Codebook Chaining, Cipher Block Chaining, Cipher Feedback, Output Feedback; Crittoanalisi del DES; Esercizi. • Obiettivi: • Comprendere la struttura e l’utilizzo degli algoritmi crittografici a chiave privata • Comprendere l’importanza della sicurezza in un sistema informatico • Demotivare gli alunni a intraprendere azioni di intrusione nei sistemi informatici

  3. Programmazione didattica • Prerequisiti e verifica: • Il prerequisito richiesto è la conoscenza di base della crittografia. La verifica sarà svolta durante il corso sia sotto forma di dialogo e sperimentazione e sia mediate esercizi, prove pratiche e tesine sia di gruppo che individuali. • Modalità di lavoro: • lezioni frontali • utilizzo del laboratorio • Riferimenti: • Eli Biham, Adi Shamir, Differential Cryptanalysis of the Data Encryption Standard, Springer Verlag, 1993. • Cryptography and Network Security:  Principles and Practice (3rd Edition)by William Stallings, 2003 • Don Coppersmith. (1994). The data encryption standard (DES) and its strength against attacks. IBM Journal of Research and Development, 38(3), 243–250. • Joan Daemen and Vincent Rijmen, "The Design of Rijndael: AES - The Advanced Encryption Standard." Springer-Verlag, 2002

  4. Crittografia: cenni storici Crittografia “cryptos" = segreto “grafien” = scrittura La crittografia tratta i metodi per rendere un messaggio “segreto” in modo da non essere comprensibile a persone non autorizzate, è una scienza antica nata dall’esigenza di riservare solo al destinatario la facoltà di comprendere il significato di un messaggio. Nel corso della storia la crittografia è stata usata per scopi civili e militari e oggi assume importanza ancor maggiore con l’espansione delle reti. Si hanno traccia di applicazioni di crittografia (in special modo sulle comunicazioni) risalenti persino agli antichi egizi. Uno dei più antichi cifrari che si conoscano è il "Cifrario di Cesare", utilizzato dagli imperatori romani e basato sulla trasposizione delle lettere.

  5. Crittografia: cenni storici • Codice di Cesare • "… se vi era qualche questione riservata egli usava scrivere in cifra, e questa cifra consisteva in una disposizione apparentemente caotica delle lettere, sicché era impossibile ricostruire la parola originale. Chi voglia scoprirne il senso e decifrarla sappia che bisogna sostituire a ogni lettera la terza che segue nell'alfabeto; vale a dire dove è scritto A bisogna leggere D e così di seguito." Svetonio - Vita del Divo Giulio Per cifrare: chiave = 3 CADE  FDGH

  6. Crittografia: cenni storici Il cifrario ebraico (ATBASH) La prima lettera dell'alfabeto ebraico ‘aleph’ viene sostituita con l'ultima ‘taw’ e la seconda ‘beth’ con la penultima ‘shin’. Da qui il nome Atbash. Esempio: nella Bibbia, Geremia, 25: “… il re di Sesac”; si tratta invece del re di Babel.

  7. Crittografia: cenni storici Il cifrario Albam (ROT-13) Ad ogni lettera si sostituisce quella che la segue 13 posti più avanti nell'alfabeto. I cifrari Albam e Atbash, sono reversibili, cioè, se sono applicati due (o un numero pari di) volte di seguito ad un testo, si ottiene il testo originale. ESERCIZIO

  8. Crittografia moderna • Gli antichi cifrari sono stati sostituiti nel corso della storia dai sistemi crittografici, ma il problema da risolvere non è cambiato: • Bob e Alice vogliono comunicare in modo “sicuro” • Carmen (l’intrusa) può intercettare, rimuovere o aggiungere messaggi • Carmen vuole modificare, conoscere o impedire la comunicazione

  9. Crittografia moderna Un sistema crittografico è un sistema in grado di cifrare e decifrare un messaggio attraverso l’uso di un algoritmo e di una chiave (una stringa alfanumerica). Il messaggio che dovrà essere cifrato viene chiamato testo in chiaro (plaintext) mentre il risultato dell’algoritmo crittografico testo cifrato (ciphertext). • Il sistema crittografico deve soddisfare i seguenti requisiti di sicurezza: • Disponibilità • Riservatezza • Integrità • Autenticazione • Non ripudiazione

  10. Crittografia moderna Requisiti di disponibilitá: Rendere disponibili a ciascun utente abilitato le informazioni alle quali ha diritto di accedere, nei tempi e nei modi previsti. Requisiti di integrità: Impedire l’alterazione diretta o indiretta delle informazioni, sia da parte di utenti e processi non autorizzati, che a seguito di eventi accidentali. Se i dati vengono alterati e’ necessario fornire strumenti per poterlo verificare facilmente.

  11. Crittografia moderna Requisiti di riservatezza: Nessun utente deve poter ottenere o dedurre dal sistema informazioni che non è autorizzato a conoscere. Se una informazione è protetta, o se esiste una comunicazione in atto fra due utenti o processi in un certo contesto, il sistema non deve permettere di dedurre informazioni riservate. Requisiti di autenticazione: Ciascun utente deve poter verificare l’autenticità delle informazioni. Si richiede di poter verificare se una informazione, non necessariamente riservata, e’ stata manipolata. Requisiti di non ripudiazione: Nessun utente deve poter ripudiare o negare messaggi da lui spediti o firmati. Questo evita che le informazioni e i messaggi siano negati dal firmatario in tempi successivi (es. firma di un contratto)

  12. Crittografia moderna • I sistemi crittografici sono di 2 tipi: • Sistemi crittografici Simmetrici (detti anche a chiave simmetrica o a chiave segreta) • Sistemi crittografici Asimmetrici (detti anche a chiave asimmetrica o a chiave pubblica). • Simmetrici: • permettono al mittente e al destinatario di usare la medesima chiave; • l’operazione di decifratura è relativamente semplice nel caso in cui si conosca la chiave. • Asimmetrici: • Usano una chiave pubblica e una privata; • Un messaggio viene cifrato con la chiave privata e decifrato con quella pubblica;

  13. Schema: algoritmi simmetrici

  14. DES: Data Encryption Standard (storia) Il DES nasce nella metà degli anni 70 dai laboratori di ricerca dell’IBM. Nel 1972 l'NBS (National Bureau of Standards) dopo aver concluso una serie di studi sulla sicurezza informatica per il governo statunitense definì la necessità dell'individuazione di un algoritmo di cifratura in modo da favorire la comunicazione protetta tra le varie organizzazioni governative statunitensi. Dopo essersi consultata con l'NSA (National Security Agency) il 15 maggio 1972 venne presentata la prima richiesta pubblica di uno standard di cifratura definito secondo criteri rigorosi. Nessuno degli algoritmi presentati superò i test dell'NSA e quindi il 27 agosto 1974 fù diramato un secondo bando. L’IBM sottopose come candidato il suo algoritmo di cifratura sviluppato tra il 1973 e il 1974. Questo algoritmo chiamato Lucifer fù sviluppato da un team guidato da Horst Feistel e si basava su una chiave da 128bit.L'attività di ricerca continuò e la chiave fù portata da 128 a 56 bit, i risultati raggiunti apparvero in una serie di pubblicazioni e documenti ufficiali.

  15. DES: Data Encryption Standard (storia) Il 17 marzo 1975, il DES fu pubblicato nel Federal Register. Lo standard proposto fù subito messo in discussione da Martin Hellman e Whitfield Diffie che citavano la brevità della lunghezza della chiave e le misteriose S-box come prova di un'interferenza impropria da parte della NSA. Il sospetto che aleggiava era che l'algoritmo fosse stato indebolito di nascosto dall'agenzia di intelligence in modo che essi, ma nessun altro, potessero facilmente leggere messaggi cifrati. Il Select Committee on Intelligence del Senato degli Stati Uniti esaminò le azioni della NSA per determinare se ci fosse stato un coinvolgimento improprio. Nel resoconto delle indagini pubblicato nel 1978, il Comitato scrisse, "L'NSA non alterò il progetto dell'algoritmo in alcun modo. L'IBM inventò e progettò l'algoritmo, prese tutte le decisioni pertineti e fu d'accordo nel ritenere che la lunghezza della chiave fosse più che adeguata a tutti gli usi commerciali al quale il DES era destinato".

  16. DES: Data Encryption Standard (storia) Nonostante le critiche, il DES fu approvato come standard federale nel novembre 1976 e pubblicato il 15 gennaio 1977 come FIPS (Federal Information Processing Standard) PUB 46. È stato in seguito riconfermato come standard nel 1983, 1988 (riesaminato come FIPS-46-1), 1993 (FIPS-46-2) e nuovamente nel 1998 (FIPS-46-3), nel quale si introduce il "Triple DES". Il 26 maggio 2002, il DES è stato finalmente rimpiazzato dall'AES, l'Advanced Encryption Standard. Ancora oggi, ad ogni modo, il DES è ancora largamente utilizzato. L'introduzione del DES è stata un catalizzatore per ricerche accademiche sulla crittografia, in particolare sui metodi di violazione dei cifrari a blocchi. Bruce Schneier scrive: "Ufficiosamente, la NSA ha definito il DES come uno dei propri più grandi errori. Se avessero saputo che i dettagli sarebbero stati rilasciati pubblicamente in modo che chiunque avrebbe potuto scrivere il software, non sarebbero stati d'accordo."

  17. DES: Data Encryption Standard (storia) Nel 1990 in seguito alla pubblicazione da parte di Eli Biham e Adi Shamir della crittanalisi differenziale, un metodo per violare i cifrari a blocchi, si scoprì che Le S-box del DES erano molto resistenti agli attacchi facendo fortemente sospettare che l'IBM conoscesse le techiche di crittoanalisi differenziale già negli anni '70. Quando nel 1994, furono pubblicati i criteri di progetto originali delle S-box si capì che l'IBM aveva scoperto la crittanalisi differenziale negli anni '70 e che dopo aver reso sicuro il DES, gli fu richiesto dalla NSA di mantenere segreta questa tecnica. Questo accadde perché la crittanalisi differenziale può essere una tecnica molto potente usata contro vari schemi e quindi avrebbe potuto generare problemi di sicurezza nazionale.

  18. DES: struttura generale Il DES codifica blocchi di 64 bit e usa una chiave di 56 bit. La chiave in realtà è lunga 64 bit ma solo 56 di questi sono effettivamente utilizzati dall'algoritmo in quanto 8 bit sono utilizzati solo per il controllo di parità

  19. DES: struttura generale La chiave (k) è memorizzata sfruttando 64 bit, dove l'ottavo, il 16-esimo, ... , il 64-esimo, sono i bit di parità per i sette bit precedenti. Possiamo immaginare i 64 bit della chiave k divisi in 8 byte, dove per ognuno di questi l'ottavo bit definisce la parità del byte. Quindi concretamente ci sono solo 56 bit su cui può variare la chiave per un totale di 256 possibili combinazioni XOR (0+0=0, 1+0=1, 0+1=1, 1+1=0)

  20. DES: struttura generale permutazione iniziale di 64 bit le sedici iterazioni che trasformano la stringa in input sono uguali nel senso che la funzione che le realizza è sempre la stessa (ad ogni iterazione cambia solo la chiave utilizzata) scambia i 32 bit più a sinistra con quelli più a destra della stringa prodotta come output alla 16-esima iterazione sfruttando la sola chiave k, produce le chiavi k1, k2, ..., k16 di 48 bit ciascuna, per le iterazioni da 1 a 16.

  21. DES: Permutazione IP Sia x un testo in chiaro di 64 bit: l'algoritmo costruisce una stringa binaria permutando la stringa iniziale mediante la permutazione iniziale fissata IP Il primo valore della tabella specifica che il primo bit della stringa permutata IP(x) è il 58-esimo bit della stringa da permutare x; il secondo elemento della tabella, 50, ne specifica il secondo e così via. 58 50 bit iniziali bit permutati ... 2 64 1

  22. DES: permutazione inversa IP-1 Passo 3: L'output dell'algoritmo è ottenuto applicando la permutazione IP-1 a R16L16. Si noti l'ordine inverso delle ultime due stringhe di bit R16 e L16 dovuto allo scambio di 32 bit Questa tabella si legge nello stesso modo della precedente. Queste permutazioni sono solo una scelta dello standard, potremmo infatti fare a meno della permutazione iniziale e finale senza perdere in sicurezza. 40 8 bit iniziali bit permutati ... 1 2 64

  23. DES: iterazioni Il DES effettua 16 iterazioni. Per 1 £ i £ 16 l'input della i-esima iterazione è una stringa di 64 bit divisa in due parti, Li-1 e Ri-1, ognuna di 32 bit (chiamate rispettivamente parte sinistra e parte destra della stringa). I valori di output Li e Ri sono prodotti in base alla seguente regola: Li=Ri-1 e Ri=Li-1Åf(Ri-1 , ki) L'operatore Å denota la funzione xor bit a bit delle due stringhe, ed f è una funzione che, data la chiave ki e la sottostringa Ri-1 , produce una stringa lunga 32 bit. k1, k2, ..., k16 sono le chiavi prodotte dal processo di schedulazione. All'i-esima iterazione verrà usata la sola chiave ki. singola iterazione

  24. DES: funzione di Feistel La funzione f prende in input una stringa A di 32 bit, una stringa K di 48 bit, e fornisce in output una stringa di 32 bit. La stringa A di 32 bit viene espansa dalla funzione E in una stringa 48 bit. Viene computato lo xor bit a bit tra K e E(A), che è una stringa di 48 bit. La sequenza viene divisa in 8 sottosequenze di 6 bit ciascuna, dette sottosequenze B1, B2, ..., B8. K L'S-box Si (per 1 £ i £ 8) prende in input Bi (a 6 bit) e da in output una sequenza a 4 bit, che chiamiamo Ci. La stringa C1,C2,...,C8 (a 32 bit) viene permutata tramite la permutazione P e questo è il valore f(A, K).

  25. Espansione (E)e permutazione (P) La funzione E duplica e permuta 16 bit dei 32 di A in base allo schema della tabella E Tabella E La tabella P specifica la permutazione P Tabella P

  26. DES: S-BOX L'unico punto in cui il sistema DES non utilizza funzioni di tipo lineare (cioè gli xor, le permutazioni e le espansioni) è nelle S-box, che costituiscono il fulcro dell'algoritmo. S-BOX S1 Dato Bi (l'input a 6 bit dell‘S-box Si), il primo e l'ultimo bit di Bi vengono interpretati come indice di riga, mentre i bit centrali come indice di colonna. Si consulta la tabella Si alle coordinate prescritte e il valore trovato nell'S-box è un decimale la cui conversione binaria dà i 4 bit output

  27. DES: S-BOX (esempio) Input B1 = 101110 primo ed ultimo bit 10 Box S1 output S1= 11 ---> in binario = 1011

  28. DES: proprietà delle S-box I criteri di progettazione delle S-box non sono completamente noti. Si conoscono solo alcune proprietà: • Ogni riga è una permutazione degli interi 0,..,15 • Nessuna S-box è una funzione affine o lineare dei suoi input • Cambiando un solo bit di input ad una S-box variano almeno due bit nell'output • Per ogni S-box S e per ogni input x a 6 bit: S(x) e S(x001100) differiscono in almeno due bit • Per ogni S-box, per ogni input x e per ogni bit d,g, S(x)  S(x11dg00) • Per ogni S-box, se fissiamo un bit di input e osserviamo il valore di un fissato bit di output, il numero degli input per i quali il bit di output vale 0 è circa uguale al numero degli input per i quali tale bit vale 1 Verificare per esercizio queste proprietà sulla S-BOX S1

  29. DES: schedulazione delle chiavi Le chiavi usate durante i vari round sono ricavate dalla chiave k di 64 bit escludendo gli 8 bit utilizzati per il controllo di parità e permutando i rimanenti 56 bit tramite la permutazione PC1 che calcolerà PC1(k) = C0D0 dove C0 e D0 sono i primi e gli ultimi 28 bit di PC1(k). • Sia Per 1 £ i £ 16 computiamo • Ci = LSi(Ci-1); • Di = LSi(Di-1); • Ki = PC2(CiDi) • LSi è uno shift ciclico a sinistra di una o due posizioni a seconda del valore di i. • PC2 infine è una compressione di una stringa di input a 56 bit, in una stringa di output a 48 bit.

  30. Permutazione PC1 I bit in posizione 8, 16, 24, 32, 40, 48, 56, 64 sono di parità e non compaiono, essi servono per rivelare un errore in ogni byte. 64 1 57 bit iniziali bit dopo permutazione ... 1 2 3 56

  31. La funzione shift a sinistra LSi iterazione shift Lo shift LSi riguarda una sola posizione alle iterazioni 1, 2, 9 e 16, e due posizioni a tutte le altre iterazioni Totale shift nelle 16 iterazioni = 28 posizioni

  32. Compressione-permutazione PC2 8 bit soppressi in posizione 9, 18, 22, 25, 35, 38, 43 e 54 56 1 14 bit iniziali bit dopo compressione ... 1 2 3 48

  33. Decifratura del DES Per decifrare si usa lo stesso algoritmo e la stessa chiave K usati per cifrare, eccezion fatta per la schedulazione delle chiavi ad ogni round, che è invertita. testo cifrato IP Chiave k iterazione 1 k16 schedulazione chiave ... iterazione 16 k1 scambio IP -1 ESERCIZIO

  34. Modalità del DES: ECB l'ECB (Electronic Codebook chaining). Un messaggio in chiaro x1x2…xn, dove ogni xi rappresenta un blocco di 64 bit) viene cifrato applicando ripetutamente ad ogni blocco xi l'algoritmo DES, sempre con la stessa chiave k, producendo un testo cifrato y1y2…yn. Quindi i valori dei blocchi yi sono dati da: yi = DESk(xi)

  35. Modalitàdel DES: ECB L'unico problema con questo metodo si ha quando il messaggio è costituito da un numero di bit che non è un multiplo di 64, cioè quando l'ultimo blocco non contiene esattamente 64 bit, ma di meno. La soluzione per questo caso non è definita dallo standard, ma bisogna convenire su come risolverlo. L'idea potrebbe essere quella di inserire del testo opportuno alla fine del blocco, in modo tale che, in fase di decifratura, possa essere semplice distinguere il testo aggiunto da quello originale. Una possibile soluzione è quella di aggiungere al messaggio originale la sequenza 100...0, in modo da completare l'ultimo blocco a 64 bit. Naturalmente, questa operazione deve essere fatta anche quando l'ultimo blocco è già di 64 bit, in modo da stabilire un criterio generale. Questo significa che, in fase di decifratura si sa con certezza che la stringa finale del messaggio decifrato, cioè la stringa 100...0, è stata aggiunta in fase di cifratura, e quindi non viene considerata come facente parte del messaggio originario.

  36. Modalitàdel DES: ECB L'operazione di decifratura considera un blocco alla volta del messaggio, così come accadeva per la cifratura, applicando però in questo caso l'algoritmo di decifratura DES. Il vantaggio di questo metodo sta nella sua rapidità di esecuzione. Lo svantaggio è dato dal fatto che, durante la trasmissione del messaggio, potrebbe verificarsi sia la perdita di un blocco che l'attacco da parte di un nemico. In particolare, quest'ultimo potrebbe sostituire un blocco con un altro, senza la possibilità che colui che riceve il messaggio possa accorgersene. Per esempio egli potrebbe cambiare in un messaggio il blocco "do" con "do not" senza essere scoperto. Questo è dovuto alla mancanza di dipendenza tra i vari blocchi

  37. Modalità del DES: CBC CBC (Cipher Block Chaining) Dato un messaggio in chiaro x1x2 ...xn ed una chiave nascosta k, in questa modalità un generico yi è dato da: yi = DESk(yi-1Å xi), 1 £ i £ n con y0 = IV(vettore di inizializzazione a 64 bit). Å Å Å Quest'ultimo viene poi utilizzato per fare lo xor bit a bit col blocco successivo del messaggio in chiaro x2, quindi si applica alla stringa così ottenuta l'algoritmo DES sempre con la stessa chiave k, ottenendo il blocco cifrato y2 e così via. Con questo metodo, si definisce in qualche modo un legame tra yi ed il blocco precedente yi-1. Il procedimento di cifratura considera inizialmente il vettore IV, di 64 bit, quindi effettua lo xor bit a bit tra questi ed i primi 64 bit del messaggio in chiaro, infine applica alla stringa così ottenuta l'algoritmo di cifratura DES con chiave k, ottenendo il blocco cifrato y1.

  38. Modalità del DES: CBC Per decifrare operiamo all'inverso del caso della cifratura, cioè si applica y1 come input del DES-1 (algoritmo di decifratura) con la stessa chiave k, ottenendo quindi la stringa che precedentemente definiva lo xor bit a bit tra x1 ed IV, che costituiva l'input del DES. Ora poiché si vuole calcolare x1 si effettua l'operazione inversa, cioè lo xor bit a bit del valore in output del DES-1 con IV e ottenendo x1. In generale quindi: xi = yi-1Å DESk-1(yi) per 1 £ i £ n Il vantaggio di questo schema è che se si cambia un solo bit del messaggio originario cambia di conseguenza anche la parte rimanente del messaggio. Questa caratteristica elimina la possibilità di un attacco tramite sostituzione di un blocco. Infatti, in una tale evenienza il messaggio sarebbe irrimediabilmente compromesso. Lo svantaggio di tale metodo è che in esso vengono eseguite più operazioni rispetto all'ECB, e quindi rispetto ad esso è più lento.

  39. Modalità del DES: CFB CFB (Cipher Feedback) In questa modalità viene fornito un vettore di inizializzazione IV, che è una stringa di 64 bit. Sia x1x2…xn il messaggio in chiaro. Allora il generico yi è definito da: yi = xiÅ DESk (yi-1) con 1 £ i £ n

  40. Modalità del DES: CFB j-bit Esiste una versione più generale detta Cipher Feedback con j bit. Per essa si considera inizialmente una stringa di 64 bit (costituita dal vettore IV), che si può immaginare suddivisa in due parti, di 64-j bit a sinistra e j bit a destra. Quindi si cifra tale stringa usando l'algoritmo di cifratura DES con chiave k. Della stringa cifrata così ottenuta vengono considerati solo i j bit più a sinistra. Quindi si effettua lo xor bit a bit tra questi j bit ed i prossimi j bit del messaggio in chiaro, ottenendo j bit del messaggio cifrato. Tali j bit così definiti rientrano nel circuito, in quanto al passo successivo il vettore originale di 64 bit viene shiftato di j posizioni a sinistra, e gli ultimi j bit di tale vettore diventano i j bit del messaggio cifrato. Ad ogni passo, da j bit del testo in chiaro otteniamo j bit del testo cifrato.

  41. Modalità del DES: CFB j-bit La decifratura avviene in maniera analoga alla cifratura. E’ importante osservare che per la decifratura viene usato ancora l’algoritmo DES e non il DES-1. L'unica variante significativa in tale schema è data dal fatto che i j bit del messaggio cifrato, vengono utilizzati per effettuare lo xor bit a bit con i j bit più a sinistra dell'output del DES, oltre a costituire in seguito i nuovi j bit più a destra del vettore iniziale (su cui viene applicato l'algoritmo DES), definendo così j bit del messaggio in chiaro. Il vantaggio di questo schema è dato dal fatto che il valore di j può essere scelto a piacimento. Per esempio alcune applicazioni scelgono j = 8, che significa cifrare 8 bit (1 byte) alla volta del messaggio in chiaro. Questa scelta si presta particolarmente alla cifratura on-line; infatti con j = 8 può essere trasmesso un carattere alla volta. Lo svantaggio di questo metodo è che per valori di j piccoli esso diventa sicuramente più oneroso di quelli visti in precedenza.

  42. Modalità del DES: Output Feedback Anche in questa modalità si utilizza una stringa iniziale di 64 bit (vettore IV). Come primo passo viene costruita la sequenza: z0z1z2z3…. dove z0 = IV e zi = DESk(zi-1) con chiave k segreta. Come si può notare tale stringa è del tutto indipendente dal messaggio in chiaro. Quindi sia x1x2...xn il messaggio in chiaro; il messaggio cifrato è definito da y1y2…yn dove: yi = xi Å zi Anche per tale metodo c'è la variante a j bit, che è analoga a quella del CFB, l'unica diversità sta nel fatto che il feed-back (cioè il riutilizzo di una certa parte dell'informazione) non riguarda j bit del testo cifrato, ma i j bit più a sinistra della stringa in output prodotta dal DES.

  43. Modalità del DES: Output Feedback Per la decifratura si può notare che la prima parte del metodo è uguale a quello che viene utilizzata per effettuare la cifratura (ciò è valido dal momento che la sequenza del messaggio in chiaro generata da questa prima parte è indipendente dal messaggio in chiaro, così come dal messaggio cifrato). Quindi, ad ogni passo si considerano i j bit più a sinistra delle stringhe fornite in output dall'algoritmo DES, e si effettua lo xor bit a bit con j bit del messaggio cifrato, ottenendo così j bit del messaggio in chiaro. ESERCIZIO

  44. Applicazioni del DES L'algoritmo DES può essere usato come standard sia per la cifratura che per l'autenticazione dei dati. Cifratura Dati: è semplice vedere come il DES può essere usato per cifrare un testo in chiaro di 64 bit, tuttavia la lunghezza dei testi è raramente limitata a 64 bit. Per testi più lunghi possono essere utilizzate le modalità di operative viste in precedenza. Ognuna di tali modalità ha vantaggi e svantaggi. Per esempio l'ECB è eccellente per la cifratura delle chiavi; CFB è usato tipicamente per cifrare caratteri individuali; OFB è tipicamente usato per cifrare comunicazioni via satellite (in cui è necessario ridurre al minimo la possibilità di errori alla stazione ricevente); ed infine entrambi CBC e CFB possono essere usati per l'autenticazione di dati. Tuttavia per essi non esistono delle analisi formali che dimostrino qual'è il più sicuro, a meno che non si faccia uso di ipotesi molto restrittive.

  45. Applicazioni del DES Autenticazione Dati: Originariamente il DES fu introdotto per permettere la cifratura e la decifratura di dati usati sul computer. Tuttavia la sua applicazione si è estesa anche alla autenticazione dei dati. Tale necessità è nata dalla difficoltà di riconoscere se in un messaggio c'erano state delle modifiche o meno, durante la fase di trasmissione. Più in particolare, nel caso in cui i dati erano cifrati con una delle due modalità CFB o CBC, allora queste possono essere usate per produrre un Codice di Autenticazione del Messaggio (MAC). Il MAC viene posto alla fine del messaggio in chiaro, ed è usato per convincere chi riceve il messaggio che esso non è stato alterato da nessuno. Così il MAC garantisce l'integrità (o autenticità) del messaggio (ma non la sua segretezza).

  46. Applicazioni del DES: MAC La modalità di operazione CBC viene usata per produrre un MAC (Message Authentication Code) nel seguente modo: x1,x2,…xn,yn x1,x2,…xn,yn x1,x2,…xn x1,x2,…xn y1,y2,…yn MAC=yn Si noti che un nemico che vuole attaccare il sistema non può produrre un MAC valido poiché non conosce la chiave di cifratura. Quindi se Carmen intercetta il messaggio x1,x2... xn,yn e cambia uno o più bit di tale messaggio, è altamente improbabile che riesca a cambiare anche il MAC evitando che Bob si accorga delle modifiche. y1,y2,…yn yn

  47. Applicazioni del DES Cifratura ed Autenticazione dei Dati: è spesso desiderabile combinare autenticità e segretezza. Questo potrebbe essere fatto usando due chiavi: x1,x2,…xn,yn x1,x2,…xn x1,x2,…xn y1,y2,…yn MAC=yn y1,y2,…yn yn x1,x2,…xn,yn

  48. Applicazioni del DES Trasferimento Elettronico di Fondi (EFT) (ANSI X9.9): probabilmente l'uso più significativo del DES è quello riguardante la protezione dei messaggi di trasferimento, relativi a vendite al dettaglio ed all'ingrosso. I dati protetti tramite DES sono relativi a trasferimenti di fondi che variano da $50 a svariati milioni di dollari. In particolare il governo degli Stati Uniti è responsabile di trasferimenti di miliardi di dollari al giorno. Per far sì che questi trasferimenti siano sicuri, il Dipartimento del Tesoro Americano ha dato inizio alla politica precedentemente citata sull'autenticazione dei messaggi EFT. Anche la Banca federale coopera con il Tesoro per la buona riuscita di queste operazioni. Uno dei sistemi che si sta considerando consiste di strumenti manuali contenenti chiavi DES usati nella cifratura di messaggi finanziari. Questi strumenti forniscono la chiave per l'autenticazione delle firme di documenti cartacei.

  49. Applicazioni del DES Immagazzinamento Dati e Sistemi di Posta (ANSI X9.19): il DES viene utilizzato per la cifratura di password per l'accesso a sistemi computerizzati. L'algoritmo confronta la cifratura della stringa data in input come password con quella conservata in memoria, ed attiva o nega l'accesso al sistema a seconda che il match fra le due stringhe abbia o meno esito positivo. Il DES può anche essere utilizzato per la protezione di file in memoria. Una pubblicazione speciale dell'NBS descrive un sistema di notarizzazione di chiavi che può essere integrato in un sistema computerizzato, per proteggere file da modifiche e divulgazioni e per provvedere a una firma digitale usando il DES. Il sistema di notarizzazione che incorpora il DES può anche essere usato congiunto ad un sistema di posta per provvedere della posta sicura. Un software di cifratura/decifratura che contiene le informazioni necessarie a decifrare ed autenticare un file di posta è automaticamente aggiunto al file che è trasmesso al ricevente. Quest'ultimo in seguito potrà decifrare ed autenticare il file facilmente sfruttando quest'informazione.

  50. Per poter comprendere meglio l’aspetto della sicurezza di un sistema crittografico dobbiamo metterci nei panni della «spia» che intercetta il messaggio. La spia cercherà di decrittare (questo è il termine esatto) il messaggio e quindi dovrà conoscere l’algoritmo utilizzato per la cifratura e la chiave. Un principio fondamentale della crittologia moderna afferma che: DES: Crittoanalisi “La sicurezza di un sistema crittografico deve dipendere solo dalla segretezza della chiavee non dalla segretezza del metodo” Auguste Kerckhoffs von Nieuwenhof (1835-1903) La sicurezza di un crittosistema non deve dipendere dalla segretezza dell’algoritmo usato, ma solo dalla segretezza della chiave Questo principio, apparso per la prima volta nel 1883 nel libro «La criptographie militarie» di Kerckhoffs un filologo olandese, è fondamentale per una corretta visione del problema sicurezza.