1 / 96

Antropologia - Lezione 18^

Antropologia - Lezione 18^. Momento sistematico 1 Le strutture della libertà creata. Aspiro al Donatore più che ai doni.Non è dei doni, ma del Donatore che ho sempre la nostalgia.Non il riposo cerco, ma il volto di Chi lo dona cerco supplichevole.

penny
Download Presentation

Antropologia - Lezione 18^

An Image/Link below is provided (as is) to download presentation Download Policy: Content on the Website is provided to you AS IS for your information and personal use and may not be sold / licensed / shared on other websites without getting consent from its author. Content is provided to you AS IS for your information and personal use only. Download presentation by click this link. While downloading, if for some reason you are not able to download a presentation, the publisher may have deleted the file from their server. During download, if you can't get a presentation, the file might be deleted by the publisher.

E N D

Presentation Transcript


  1. Antropologia - Lezione 18^ Momento sistematico 1 Le strutture della libertà creata

  2. Aspiro al Donatore più che ai doni.Non è dei doni, ma del Donatore che ho sempre la nostalgia.Non il riposo cerco, ma il volto di Chi lo dona cerco supplichevole. Non il banchetto delle nozze, ma il desiderio dello Sposo mi fa languire. Non alla gloria aspiro, ma il Glorificato voglio abbracciare. Non il desiderio di vivere, ma il ricordo di Colui che dà la vita mi consuma senza posa. Dammi te stesso, Dio mio, restituiscimi te stesso.Io ti amo. Se così è poco, rendi più forte il mio amore. So questo soltanto: che tutto ciò che non è Te per me è male, non solo al di fuori di me,ma anche in me stesso; e ogni mia ricchezza, se non è il mio Dio è miseria (Gregorio di Narek – padre della chiesa armena)

  3. Per ulteriori approfondimenti circa il tema della relazione uomo-creazione: • Kehl M., E Dio vide che era cosa buona. Una teologia della creazione, Queriniana, Brescia 2009 • Piola A., Non litigare con Darwin. Chiesa ed evoluzionismo, Paoline 2009.

  4. Momento sistematico I (= strutture della libertà creata)  L’uomo: libertà creata  La relazione uomo-creazione  L libertà sessuata: differenza nella/per la comunione (vedi file)  La grazia: l’incorporazione a Cristo Ri-fare il discorso a partire da: Tesi fondamentale della Predestinazione: Figli nel Figlio per grazia SIAMO QUI

  5. La grazia. L’incorporazione a Cristo: realizzazione della comunione

  6. Lettura obbligatoria: Greshake G.,Libertà donata, Queriniana. Sempre sul tema della Grazia: A. Ganoczy, Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto. Lineamenti fondamentali della dottrina della grazia, Queriniana.

  7. L’attuarsi della Predestinazione Eternità: filiazione in Cristo Storia: creazione = premessa (la grammatica) modalità = incorporazione in Cristo per grazia L’incorporazione per grazia indica la modalità con cui la predestinazione si attua negli uomini come comunione a Gesù Cristo

  8.  Duplice fatica a comprendere il discorso sulla grazia: • dal punto di vista culturale = difficile comprensione della gratuità in un mondo dominato dalla logica produttiva ed efficentista • dal punto di vista religioso e cristiano = il termine è forse ab-usato, ma inteso (o forse incompreso) con molteplici accezioni: • si parla delle “grazie”, al plurale • si pensa ad un dono, ad una grazia da chiedere, a un aiuto ... probabilmente pochi pensano subito allo Spirito di Cristo come realtà personale. • occorre previamente porsi l’interrogativo di fondo: Cos’è la Grazia dal punto di vista cristiano?

  9. Dati biblici sulla Grazia

  10. Sintesi: La grazia di Dio è a un tempo misericordia chinata sulla miseria (hen), fedeltà generosa verso i suoi (hesed), fermezza incrollabile nei suoi impegni (‘emet), attaccamento di cuore e di tutto l’essere a coloro che egli ama (rahamim), giustizia inesauribile (sedeq) J. Guillet

  11. L’Antico Testamento = due termini per dire il nostro “grazia”  LXXrende con cháris il termine ebraico hēn  La radicehnn da cui derivano il verbo hanan e il sostantivo hēn indica “essere benevolo”, “muoversi a pietàper qualcuno” ed è tratto dall’area semantica dei rapporti umani: rivolgersi, avvicinarsi a qualcuno, trovare grazia al cospetto di qualcuno, trovare il favore benevolo (cf Gn 6,8 – Es 33,12).

  12. La forma verbalehanan (gr.= eléein) indica principalmente l’essere benevolo, misericordioso, il concedere, fare un favore, graziare, dedicarsi con amore. L’aggettivo corrispondente è hannun, che significa benevolo, propizio, grazioso.

  13. Nella maggior parte dei casi il termine hēn ha un significato profano (ad esempio è termine tecnico dei fidanzamenti) • Quando si applica a Dio indica la sua personale attenzione cordiale per l’uomo, rivolta in assolu-ta libertà e portatrice di doni salvifici concreti (cfr. Sal 4,2) • A. Ganoczy ricorre frequentemente l’espressione “trovare grazia agli occhi di…” = hēn non indica tanto le singole manifestazioni concrete di favore quanto piuttosto un atteggiamento di fondo, da cui tali atti possono scaturire.

  14. hesed (gr. = éleos) ricorre molto spesso nell’Antico Testamento (245 volte) con un utilizzo estremamente ampio a seconda del contesto: bontà, indulgenza, benevolenza, amicizia, amore, grazia hesed rende la realtà della grazia fondamen-talmente con il significato di relazione, rapporto reciproco, più che realtà entificata (in un dono o un beneficio) donata da Dio.

  15. E. Schillebeeckx = hesedsottolinea più l’atteggia-mentointeriore del donante che il dono in sé: È difficile, nelle lingue moderne, tradurre hesed conservandone il carattere di relazione umana. Grazia e benevolenza si rivelano insufficienti: per sua stessa essenza hesed è qualcosa che si determina tangibilmente in una situazione concreta, ma che ciò nonostante la trascende; essa ha a che vedere con un impegno per la vita di un altro e coinvolge quindi l’intera persona del soggetto della hesed.

  16. L’impiego religioso e teologico del termine hesed affonda in questa prospettiva di relazioni umane: l’hesed di Dio così concepita viene considera-ta come «la forma originaria di ciò che la teologia cristiana chiama grazia» (A. Ganoczy). Essa è il comportamento di Jahvè che promet-te sé stesso e, quindi, la sua disposizione radicale ad essere presente al suo popolo, ad intessere con gli uomini una relazione per-sonale fonte di doni e vita.

  17. Basti pensare alla rivelazione del nome di Dio “Jahvé”: “Colui che è qui”, oppure “Io sarò qui come Colui che qui sarà” • questa proposizione relativa “paranomastica” risulta in un certo senso sospesa e incompren-sibile: “è la libertà di Jahvé che non può essere precisata in dettaglio” (von Rad.) Il suo “essere qui” non può però essere fissato dall’uomo. • Dio si dimostra l’essere libero per eccellenza

  18. È proprio il carattere indeducibile, occasionale, causale degli eventi storici, non un essere-già-dato assolutamente necessario, che sta ad indicare la libertà di Dio e della sua hesed. La realtà della hesed di Dio non viene annunciata con proposizioni dottrinali aride e astratte ma con portenti storici, che diventano oggetto di continua memoria e narrazione nell’Israele delle generazioni.

  19. Esempio: Quando Israele era giovinetto, io l’ho amato e dall’Egitto ho chiamato mio figlio […] Ad Efraim io insegnavo a camminare tenendolo per mano, ma essi non compresero che avevo cura di loro. Io li traevo con legami di bontà, con vincoli d’amore; ero per loro come chi solleva un bimbo alla sua guancia; mi chinavo su di lui per dargli da mangiare (Os 11,1.3-4).

  20. Nuovo Testamento L’atto di grazia di Dio trova la sua definitività nella persona e nella storiadi Cristo. In riferi-mento a Cristo, Paolo afferma: «È apparsa infatti la grazia di Dio, apportatrice di salvezza per tutti gli uomini» (Tt 2,11). Metodologia corretta: non cercare le ricorrenze del termine grazia nei testi del NT • Es. la tradizione sinottica non usa mai il termine “cháris” nel senso di “grazia” sulla bocca di Gesù • solo Luca usa “cháris” nell’annuncio del Regno  Ma partire dall’annuncio che Gesù fa del Regno di Dio: il rapporto dell’uomo con Dio

  21. non è più caratterizzato da prestazioni umane religiose, ma dall’agire divino benevolo reso presente in Cristo • il Dio della Grazia si fa vicino in Cristo. Egli è “l’autobasileia del Padre” (Origene) • «Ora la “grazia” ha un nome» (O. Pesch). Segno del rovesciamento di sistema religioso sono i destinatari “impossibili” della missione di Gesù: isolati, inguaribili, bambini, truffatori, impuri, peccatori pubblici. Il regno di Dio ha dimensioni interiori (liberazione dal peccato e dalle forze coercitive: angoscia… ricezio-ne dello Spirito) e dimensioni esteriori (la relazione fraterna predomina sul legalismo, l’autoritarismo, il tradizionalismo ebraico).

  22. Giovanni più che insistere sul termine di cháris (che usa ad es. nel Prologo), propone lo stesso messag-gio di favore gratuitodivino per l’uomo con la categoria dell’agape. Si veda in1Gv 4,7-16: 8 Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore. 10 In questo sta l’amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi 11Carissimi, se Dio ci ha amato, anche noi dobbiamo amarci gli uni gli altri. 13Da questo si conosce che noi rimaniamo in lui ed egli in noi: egli ci ha fatto dono del suo Spirito

  23. Sinteticamente si possono riconoscere alcuni aspetti fondamentali della dottrina giovannea della Grazia: • Dio è Amore, ossia l’identificazione della Grazia, Amore gratuito, con la persona stessa di Dio (v.8) • Siamo stati amati per primi: il contenuto è l’esperienza personale della Grazia: “essere amati”, in Cristo • Il dono dello Spirito e il Suo dimorare nell’uomo come effetto di questa esperienza • l’amore dei fratelli come frutto e conferma della Grazia.

  24. Paolo è il primo grande teologo della grazia Il termine stesso compare ben 100 volte nel suo epistolario (solo 55 volte nel resto del NT) Alla luce della propria esperienza personale, l’apostolo parla della grazia come relazione interpersonale: “il dono, fatto per grazia, dell’unico uomo Gesù Cristo”(Rm 5,11)

  25. Tra i tanti passaggi di Paolo – specie nelle lettere ai Romani e ai Galati – è centrale l’idea della giustificazione gratuita del peccatore in Rom 3,21-24: «Ora invece, indipendentemente dalla Legge, viene manifestata la giustizia di Dio, testimoniata dalla Legge e dai Profeti; giustizia di Dio per mezzo della fede in Gesù Cristo, per tutti quelli che credono. E non c’è differenza: tutti infatti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio, giustificati gratuitamente per la sua grazia, per mezzo della redenzione che è in Cristo Gesù».

  26. L’accento di Paolo cade sull’atto redentore di Cristo come “forma” storica dell’amore di Dio per gli uomini peccatori e nemici: “Dio dimostra il suo amore verso di noi perché, mentre eravamo anco-ra peccatori, Cristo è morto per noi” (Rm 5,8). Di qui diventa comprensibile perché la giustizia e grazia (dikaionsyne e charis) non possono essere viste come due qualità distinte di Dio tra cui esisterebbe una specie di rapporto schizofrenico. Bisogna invece dire che “la giustizia di Dio consi-ste nella grazia, perché essa è identica al suo amore” (Wilckens). Che è un amore non intenzio-nale, ma operativo e concreto in quanto fa dei peccatori dei giusti.

  27. Dati storico-dogmatici sulla Grazia

  28. La consegna della Tradizione Tre accezioni con cui si è imposto il termine – “termine tecnico” per indicare il dono di Dio: • auxilium Dei(Agostino) • iustitia Dei(conc. Trento) • donum Spiritus Sancti(definizione moderna). • non “esclusive”, ma progressivamente sempre più “comprensive” = stratificazione del concetto • la teologia della grazia è il risultato di succes-sivi dibattiti storici = l’origine polemica di tale riflessione, in reazione ad alcune posizioni critiche e, dunque, come risposte limitate a queste

  29. Ripercorriamo TRE tappe:  auxilium Dei = Agostino: in reazione a Pelagio Pelagio (spiritualità volontaristica per contenere le tendenze lassiste) = sosteneva a tal punto la libertà dell’uomo da riconoscerla capace di fare il bene senza alcun bisogno dell’aiuto interiore di Dio ( = grazia) ai fini della osservanza salvifica della legge morale Una bontà immanente già manifestata nelle proprie disposizioni naturali, così come alle forme esteriori della grazia (gratia externa = Legge, Scrittura, Chiesa)

  30. Agostino = giustifica la capacità di fare il bene, esattamente ricorrendo alla grazia: l’uomo non può fare il bene se non riceve un aiuto (auxilium) da parte di Dio  aiuto che, data la situazione dell’uomo, non può che essere gratuito (gratia interna)

  31. Pelagio condannato dal Concilio di Cartagine (418): • l’uomo ha assolutamente bisogno dell’auxilium della grazia per osservare i comandamenti • Per evitare i peccati ci vuole un aiuto della grazia che rafforzi la volontà In seguito:l’Indiculus de Gratia (elenco delle decisioni pontificie sulla dottrina della grazia) = condanne contro i nemici della grazia di Dio e contro i perniciosissimi difensori del libero arbitrio.

  32. La tradizione occidentale Agostino: auxilium Dei – adiutorium • la grazia come adiutorium = aiuto per l’anima dell’uomo • sgancia la grazia da Dio e ne fa una entità antropologica, una qualità interiore dell’uomo • la Scolastica segue l’impostazione antropologica di Agostino.

  33. Tommaso (STh I – II – 110) descrive la grazia come qualcosa di entitativo presente nell’anima, cioè una qualità permanente, aggiunta in maniera accidentale (habitus)  entitativo = che contribuisce alla costituzione dell’ente (= “tutto ciò che è” dal gr. tà ónta) Scuola francescana (Bonaventura e Scoto) = questo habitus è luce interiore e amore (intelletto e volontà) Scolastica barocca e Neoscolastica = proseguono nella molteplice suddivisione dei “tipi” di grazia

  34. increata creatoris (del Creatore): ‘elevans’ Grazia redemptoris: ‘elevans et sanans’ creataexterna gratis datahabitualis: internagratum faciens‘santificans’ actualis: ‘adiuvans’ actualis illuminationis; inspirationis adiuvans praeveniens; operans; concomitans; cooperans sufficienes; efficax

  35. 1) Grazia increata = favor Dei (autoinfusione di Dio) 2) Grazia creata = aiuti e effetti prodotti dal favore di Dio nell’uomo La differenza a partire dalla azione di Dio 3) Grazia del Creatore = concessa da Dioall’umanità originaria nel paradiso terrestre, come grazia dello stato originario 4) Grazia del Redentore = la grazia di Cristo che sana l’uomo caduto e lo eleva ad un nuovo grado di essere

  36. La differenza in base al modo in cui influisce: 5) Grazia esterna = ad es. la predicazione e i sacramenti 6) Grazia interna = influisce entitativamente sull’intimo dell’anima la grazia esterna è ordinata a quella interna come al suo fine Grazia interna è il concetto centrale che a sua volta si ramifica.

  37. Grazia interna = suddivisione fondamentale è tra: 7) Grazia di stato (o d’ufficio) = gratis data = concessa ai singoli sotto forma di carisma (cháris-mata) per il ministero salvifico da svolgere verso gli altri 8) Grazia santificante o giustificante = gratum faciens = destinata a tutti gli uomini per la loro santificazione personale

  38. La grazia santificante si ramifica in: 9) Grazia abituale: una qualità inerente in maniera permanente all’anima (habitus) 10) Grazia attuale: in qualità di grazia adiutrice = contiene singoli influssi passeggeri di Dio per compiere atti precisi

  39. La Grazia attuale si ramifica in: 11) Grazia di illuminazione e 12) grazia di rinvigorimento = in quanto Dio influisce sull’intelletto e sulla volontà dell’uomo 13) Grazia preveniente e 14) concomitante = in quanto l’azione di Dio precede o segue un’attività della volontà umana 15) Grazia sufficiente e 16) efficace = in quanto Dio dona la capacità di compiere un atto salvifico o la realizzazione di questo 16 tipi di grazia (“al plurale”)

  40.  grazia come Iustitia Dei=Concilio di Trento Per la Scolastica =lagiustificazione è un capitolo della grazia Per Lutero =la grazia è un capitolo della giustificazione  Lutero è contrario alle deformazioni della grazia al plurale (= favori, aiuti, indulgenze per garantirsi la salvezza)  L’accento sull’unica grazia = la giustificazione • è questione centrale = è l’articolo di fede per cui la Chiesa “sta o cade”

  41. Premesse: • il peccatore è un essere totalmente corrotto e concupiscente in tutte le sue fibre  tutto ciò che fa (in ordine al fine ultimo) sfocia nel peccato  in conseguenza la volontà umana non è libera - è schiavizzata = è un servum arbitrium (come un giumento che va dove vuole chi lo cavalca: o Dio o Satana) • la Legge lo accusa sempre: invano cerca di giustificarsi con le sue opere meritorie (= sono prestazioni concorrenziali alla grazia)

  42. Come posso trovare un Dio benigno? • “Scoperta della misericordia” in Rm 1,17: “la giustizia di Dio si rivela in esso di fede in fede: … il giusto vivrà in forza della fede” • il peccatore è giustificato nella grazia di Cristo che gli offre una giustizia estrinseca, che viene all’uomo non dal suo interno ma dall’esterno (gli è imputata: accreditata – messa in conto), come giustizia aliena e che non gli imputa più il peccato (giustizia forense)

  43. la giustificazione non richiede una radice ontologica (= non c’è nessuna grazia creata dimorante nell’uomo = costituirebbe il pericolo che la grazia diventi una proprietà / poteredell’uomo a scapito della libertà e assoluta sovranità divina) • si nega un vero cambiamento nell’uomo anche dopo il battesimo (= la concupiscenza è peccato) • il cristiano è simul justus (per la purità altrui = il “biancore di Cristo”) et peccator (di suo c’è una “diabolica nerezza”, anche nel santo!)

  44. la grazia (in senso assoluto) è il nuovo modo con cui il Dio benigno (!) si rapporta a noi = davanti a Lui la posizione del peccatore condannato diventa la posizione del peccatore giustificato(= ciò che cambia è proprio il rapporto di Dio verso l’uomo) • la fonte della grazia di Dio è al di fuori dell’uomo (extra nos),non è un habitus = non è qualcosa di creato in lui: “la grazia di Dio non si divide, non si sminuzza”.

  45. 4 caratteristiche sintetiche: 1) Cristocentrismo esclusivo = Gesù Cristo è il favor Dei (la grazia in persona) esistente al di fuori dell’uomo (solus Christus) 2) Garantire l’immeritabilità e l’efficacia esclusiva della grazia (sola gratia) contro le prestazioni meritorie (= Werkerei) 3) Escludere ogni sinergismo (“cooperazione umana”): l’uomo è totalmente passivo di fronte alla grazia che lo giustifica 4) La giustificazione avviene solo sul versante divino, l’uomo rimane essenzialmente immutato.

  46. La risposta cattolica (Decreto del Concilio di Trento sulla Giustificazione - 1547) • la grazia ha la priorità assoluta su ogni azione umana (= grazia preveniente)  si concorda con i riformatori • la libertà umana e la possibilità di cooperare in modo meritorio con la grazia non sono abolite (= grazia cooperante)  uomo partner responsabile di Dio • insiste sulla grazia creata (= effetto nell’uomo e sull’uomo) = la grazia opera una reale modificazione

  47. è la trasformazioneprodotta da Dio nell’uomo peccatore perché diventi giusto e capace dicompiere gli atti propri del giusto, cioè gli atti meritori(=grazia santificante) • si coglie lo spostamento, nella comprensione della grazia, da Dio all’uomo:  l’accento cade sulla graziacreata, una modificazione ontologica della persona, e sulleconseguenze etiche della giustificazione

  48.  La grazia come Donum Spiritus Sancti = la definizione moderna • K.Barth = non ridurre la grazia a una “mera forza etica”: il ruolo di Cristo sembra quello di chi produce e comunica doni • La grazia non è prima di tutto una forza, o un soccorso; non bisogna pensarla come una cosa, né parlarne come di unarealtà astratta e impersonale.

  49. “La grazia è comunione, che fa di noi dei partecipanti del servizio, dell’opera, della vittoria di Cristo, e, in primo luogo, della sua vita e del suo amore, del suo sacrificio e della sua preghiera” (M. Flick). • Il personalismo dialogico: il primo atto della comunicazione di Dio è l’inabitazione di Dio nell’uomo (M. Schebeen) • La grazia è lo Spirito di Cristo che inabita nell’uomo per renderlo giusto • verità mai negata ma lo Spirito era relegato sullo sfondo poiché si prestava attenzione più ai suoi effetti (= alla modificazione dell’uomo)

  50. il passaggio è decisivo anche dal punto di vista metodologico: • per comprendere la grazia non si deve partire dall’uomo, ma da Dio:  è una realtà/azione di Dio prima che una qualità dell’uomo.

More Related