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L’esame di Scuola Media

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L’esame di Scuola Media. Direzione Scolastica Regionale SARDEGNA Ufficio Ispettivo. 1 - Nota preliminare. Importanza dell’esame: conclude un percorso scolastico nel quale all’alunno si è offerta la possibilità di formarsi una base conoscitiva generale,

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l esame di scuola media

L’esame di Scuola Media

Direzione Scolastica Regionale

SARDEGNA

Ufficio Ispettivo

1 nota preliminare
1 - Nota preliminare

Importanza dell’esame:

conclude un percorso scolastico nel quale all’alunno si è offerta la possibilità di

  • formarsi una base conoscitiva generale,
  • organizzare una prima sistematizzazione dei saperi
  • programmare consapevoli scelte per il futuro.
1 nota preliminare1
1 - Nota preliminare

Normativa di riferimento

  • CM n°28, 15 marzo 2007
  • Nota di indirizzo MPI, 31 agosto 2006
  • Nota di indirizzo MPI, 10 novembre 2006
  • D. Lgs. n. 59/2004, art. 11
  • OM n° 90, 21 maggio 2001
1 nota preliminare2
1 - Nota preliminare

AAA

È TASSATIVAMENTE VIETATO

INTRODURRE TELEFONINI

NELLE AULE D’ESAME

slide5
ATTIVITÀ

PREPARATORIE

1 validit dell anno scolastico
1. Validità dell’anno scolastico
  • i docenti devono accertare per ciascun alunno la validità dell’anno scolastico sulla base della sua frequenza alle lezioni
  • è richiesta la frequenza di almeno tre quarti dell'orario annuale personalizzato
  • Per casi eccezionali, sono possibili motivate deroghe preventivamente definite
2 ammissione all esame
2. Ammissione all’esame

Non è più prevista l’ammissione all’esame

Le disposizioni precedenti sono state abrogate dall’art. 19 del D. Lgs. 59/2004

con effetto dal corrente anno scolastico.

non trovano più applicazione gli artt.

  • 177 (valutazione e scheda personale dell’alunno)
  • 183 (ammissione all’esame di licenza)

ex T. U. (D. Lgs 297/1994)

2 ammissione all esame1
2. Ammissione all’esame

L’ammissione è disposta d’ufficio

  • frequenza dell’ultimo anno di corso,
  • indipendentemente dalla valutazione degli apprendimenti
  • alla sola condizione del raggiungimento del monte ore annuo di presenze
3 relazione finale del consiglio di classe
3. Relazione finale del consiglio di classe

La relazione DEVE contenere

  • le attività e gli insegnamenti effettivamente svolti,
  • le linee didattiche seguite,
  • gli interventi effettuati - compresi quelli eventuali di sostegno e di integrazione –
  • sintesi di quanto la programmazione educativa e didattica, impostata nel triennio, ha
    • ipotizzato,
    • verificato
    • vagliato.
3 relazione finale del consiglio di classe1
3. Relazione finale del consiglio di classe

La scheda individuale di valutazione, completa di

  • giudizi analitici per disciplina
  • giudizio globale conclusivo del terzo anno,

è lo strumento che consente una conoscenza sufficientemente completa del risultato cui ciascun alunno è pervenuto in relazione

  • allo sviluppo delle capacità
  • al possesso dei contenuti culturali.
slide11
SVOLGIMENTO

DELL’ESAME DI STATO

4 prove scritte
4. Prove scritte

AAA

  • la predisposizione di prove da parte dell’Invalsi per l’esame conclusivo del primo ciclo, è stata annullata

(art. 3, L. 11 gennaio 2007)

  • è stata confermata l’esclusiva competenza delle commissioni esaminatrici nel predisporre tutte le prove di esame.
4 prove scritte1
4. Prove scritte
  • Sulle discipline del curricolo sono intervenute modifiche che incidono sulle prove d’esame, tra cui:
    • studio di una seconda lingua comunitaria
    • ristrutturazione dell’area tecnologica

(D Lgs. 59/2004 e D Lgs 226/2005)

4 prove scritte2
4. Prove scritte

è prevista

  • l’effettuazione di tre prove scritte,
  • da svolgersi su tre giorni diversi
  • per una durata oraria definita, in modo coordinato, dalle commissioni esaminatrici.

Si rammenta l’obbligo di tener conto nella calendarizzazione delle prove della presenza di alunni di religione ebraica.

4 prove scritte a italiano
4. Prove scritte (a-Italiano)

La prova scritta di italiano

  • è formulata in modo da consentire all’alunno

di manifestare la propria capacità di

    • rielaborazione
    • organizzazione delle conoscenze acquisite.
  • è finalizzata ad accertare
    • la coerenza e la organicità del pensiero,
    • la capacità di espressione personale
    • il corretto ed appropriato uso della lingua
4 prove scritte a italiano1
4. Prove scritte (a-Italiano)
  • almeno tre tracce, formulate in modo da rispondere quanto più è possibile agli interessi degli alunni.
  • indicazioni di massima:
    • Esposizione in cui l'alunno possa esprimere esperienze reali o costruzioni di fantasia
        • cronaca,
        • diario,
        • lettera,
        • racconto o intervista ecc.);
    • Trattazione di un argomento di interesse culturale o sociale che consenta l'esposizione di riflessioni personali;
    • Relazione su un argomento attinente qualsiasi disciplina.
4 prove scritte b lingue com
4. Prove scritte (b-Lingue com.)

Per quanto riguarda le lingue comunitarie che, per la prima volta in modo generalizzato, oggetto di valutazione di esame, deve essere affermata la

  • pari dignità di entrambi gli insegnamenti di lingue comunitarie (inglese e altra lingua scelta dalla scuola),
  • tale parità deve essere praticata in modo graduale per renderla sostanzialmente credibile.

AAA

In questo anno di prima applicazione, l’effettuazione della prova per la seconda lingua ha carattere sperimentale.

4 prove scritte b lingue com1
4. Prove scritte (b-Lingue com.)
  • la prova riguarda la prima lingua comunitaria.
  • previa delibera del collegio dei docenti, potrà essere sperimentata la prova scritta unica delle due lingue comunitarie. In tal caso, la prova avrà
    • modalità esecutive differenziate per ciascuna lingua
    • valutazione riferita a ciascuna lingua.

AAA

per gli alunni ripetenti e/o che non hanno potuto usufruire di tale insegnamento per l’intero corso, si terrà conto

    • della durata dello specifico percorso compiuto
    • dei relativi livelli di competenza conseguiti.
4 prove scritte b lingue com2
4. Prove scritte (b-Lingue com.)

Se il CdD, non include la seconda lingua comunitaria nell’unica prova scritta, essa sarà obbligatoriamente materia del colloquio pluridisciplinare con

  • specifica trattazione
  • e valutazione

AAA

Le scuole interessate da esperienze consolidate di bilinguismo possono deliberare autonomamente lo svolgimento di prove scritte separate delle due lingue comunitarie.

4 prove scritte c matematica
4. Prove scritte (c-Matematica)

La terza prova scritta verifica

  • le capacità
  • e le abilità essenziali
    • di matematica
    • elementi di scienze
    • tecnologia
    • La prova può essere articolata
    • su più quesiti, concernenti
      • aspetti numerici, geometrici e tecnologici
      • nozioni elementari nel campo della statistica e della probabilità
      • attività svolte nel campo delle scienze sperimentali.
    • È obbligatorio evitare soluzioni dipendenti l'una dall'altra (per evitare che la loro progressione blocchi l'esecuzione della prova stessa).
  • Ogni commissione deciderà se e quali strumenti di calcolo

si possono usare (dare preventiva comunicazione ai candidati).

5 colloquio pluridisciplinare
5. Colloquio pluridisciplinare

Il colloquio è condotto

  • collegialmente
  • alla presenza dell’intera commissione esaminatrice
  • col fine di valutare la maturazione globale dell’alunno.

IMPORTANTE

ciascuno scuola decide autonomamente le forme di svolgimento del colloquio

(DM 26 agosto 1981)

5 colloquio pluridisciplinare1
5. Colloquio pluridisciplinare

VALUTAZIONE

  • La commissione verifica per ciascuna disciplina
    • capacità
    • competenze conseguite

(NB: per le due lingue comunitarie a livello differenziato)

  • Per le sole classi ad indirizzo musicale, viene verificata, anche
    • la competenza musicale raggiunta al termine del triennio
      • sia nella pratica esecutiva, individuale e/o d’insieme
      • sia nella conoscenza teorica.

(DM 201/1999)

5 giudizio finale
5. Giudizio finale

La commissione, che

    • nella correzione degli elaborati
    • nello svolgimento del colloquio
    • nella formulazione dei giudizi

opera sempre su base collegiale, sulla base

    • degli scrutini finali
    • delle prove scritte e
    • del colloquio pluridisciplinare

formula un motivato giudizio complessivo.

Tale giudizio,

  • se positivo, si conclude con la formulazione sintetica di
    • “OTTIMO”
    • “DISTINTO”
    • “BUONO”
    • “SUFFICIENTE”
  • se negativo, con il giudizio di “NON LICENZIATO”.

AAA

Le prove scritte non assumono valore eliminatorio rispetto al colloquio

6 diploma
6. Diploma
  • Il giudizio sintetico viene riportato sul diploma di licenza di scuola secondaria di I grado, firmato dal presidente della Commissione esaminatrice.
  • I diplomi, stampati dal Poligrafico dello Stato sono trasmessi agli Uffici Scolastici Provinciali entro il mese di aprile,
slide25
SITUAZIONI

PARTICOLARI

7 alunni con disturbo specifico di apprendimento
7. Alunni con disturbo specifico di apprendimento

Gli alunni con diagnosi di disturbi specifici di apprendimento o con diagnosi di dislessia,

  • sostengono tutte le prove scritte,
  • si raccomanda l’impiego di
    • misure dispensative
    • strumenti compensativi anche in sede di esame,

(Nota Ministeriale 4099/5 ottobre 2004 e 26/A/4 gennaio 2005)

8 alunni diversamente abili
8. Alunni diversamente abili
  • I docenti di sostegno
    • fanno parte del consiglio di classe
    • partecipano a pieno titolo alle operazioni connesse
      • alla predisposizione
      • correzione delle prove
      • formulazione del giudizio globale.
  • Gli alunni
    • possono svolgere una o più prove differenziate
    • in linea con gli interventi educativo-didattici attuati sulla base del PEI (art. 318 del T.U., D. Lgs 297/1994).
  • Le prove d’esame,
    • dovranno essere idonee a
      • valutare il progresso conseguito in rapporto
        • potenzialità
        • livelli di apprendimento iniziali.
    • per eseguirle, può avvalersi degli ausili necessari,
8 alunni diversamente abili1
8. Alunni diversamente abili

AAA

  • Nel caso di esito negativo delle prove di esame, per gli alunni diversamente abili è possibile rilasciare un attestato che certifichi i crediti formativi acquisiti.
  • Tale attestato è titolo per l’iscrizione e la frequenza di classi successive, ai soli fini del riconoscimento di crediti formativi da valere anche per percorsi integrati
  • Nel diploma di licenza non deve essere fatta menzione delle prove differenziate sostenute dagli alunni diversamente abili.
9 alunni con cittadinanza non italiana
9. Alunni con cittadinanza non italiana

AAA

Spesso posseggono una preparazione scolastica compromessa

  • da un percorso di studi non regolare
  • dalla scarsa conoscenza della lingua italiana.

Tuttavia, devono effettuare

  • tutte le prove scritte previste per l’esame di Stato
  • il colloquio pluridisciplinare

Le Commissioni vorranno considerare

      • la particolare situazione di tali alunni stranieri
      • e procedere ad una opportuna valutazione dei livelli di apprendimento conseguiti che tenga conto anche
        • delle potenzialità formative
        • della complessiva maturazione raggiunta.

(CM 24 del 1 marzo 2006)

10 candidati privatisti
10. Candidati privatisti

aAA

  • Le scuole non paritarie non possono rilasciare titoli di studio aventi valore legale, perciò, i loro alunni devono presentare domanda per sostenere l’esame di Stato presso una scuola statale o paritaria entro il 30 aprile.(art. 1-bis, comma 5 della legge 6 febbraio 2006, n. 27)
  • All'esame di Stato … sono anche ammessi i candidati che
      • abbiano compiuto (al 30 aprile), il tredicesimo anno di età
      • siano in possesso del titolo di ammissione alla prima classe della scuola secondaria di primo grado
      • abbiano conseguito il predetto titolo da almeno un triennio
      • nell'anno in corso compiano ventitre anni di età.”
11 esami di adulti
11. Esami di adulti
  • Le Scuole, e, in particolare, i Centri Territoriali Permanenti (CTP) che organizzano corsi per adulti possono indire,anche nel corso dell'anno scolastico, sessioni speciali di esami a favore di coloro che, in età adulta, abbiano l'esigenza di conseguire la relativa attestazione.
  • Per lo svolgimento delle sessioni di esami le scuole possono assumere a riferimento le stesse disposizioni fin qui evidenziate, secondo opportuni adattamenti relativi a
      • durata,
      • modalità di svolgimento
      • contenuti delle prove
      • composizione delle commissioni.

(OM, n. 134/2 maggio 2000, art. 5 e Nota Min. 777/31 gennaio 2006)

12 normativa di riferimento
12. Normativa di riferimento
  • Raccomandazione del Parlamento Europeo e del Consiglio del 18 dicembre 2006 relativa a competenze chiave per l'apprendimento permanente
  • Regolamento per l’autonomia scolastica (DPR 275/1999, artt. 8, 10 e 13)
  • D. Lgs. n. 59/19 febbraio 2004, (artt. 8 e 11)
12 normativa di riferimento dpr 275 1999
12. Normativa di riferimento (DPR 275/1999)

DPR 8 marzo 1999, n. 275

Regolamento in materia di autonomia scolastica

..

Articolo 8 – Definizione dei curricoli

Il Ministro della Pubblica Istruzione, previo parere delle competenti commissioni

parlamentari sulle linee e sugli indirizzi generali, definisce per i

diversi tipi e indirizzi di studio:

a) gli obiettivi generali del processo formativo;

b) gli obiettivi specifici di apprendimento relativi alle competenze degli alunni;

c) le discipline e le attività costituenti la quota nazionale dei curricoli e il relativo monte ore annuale; (segue)

12 normativa di riferimento dpr 275 19991
12. Normativa di riferimento (DPR 275/1999)

(segue art. 8)

d) l'orario obbligatorio annuale complessivo dei curricoli comprensivo della quota nazionale obbligatoria e della quota obbligatoria riservata alle istituzioni scolastiche;

e) i limiti di flessibilità temporale per realizzare compensazioni tra discipline e attività della quota nazionale del curricolo;

f) gli standard relativi alla qualità del servizio;

g) gli indirizzi generali circa la valutazione degli alunni, il riconoscimento dei crediti e dei debiti formativi;

h) i criteri generali per l'organizzazione dei percorsi formativi finalizzati all'educazione permanente degli adulti

12 normativa di riferimento dpr 275 19992
12. Normativa di riferimento(DPR 275/1999)

Articolo 10 – Verifiche e modelli di certificazione

  • Per la verifica del raggiungimento degli obiettivi di apprendimento e degli standard di qualità del servizio il Ministero della Pubblica Istruzione fissa metodi e scadenze per rilevazioni periodiche.

Fino all'istituzione di un apposito organismo autonomo le verifiche sono effettuate dal Centro europeo dell'educazione

2. Le rilevazioni di cui al comma 1 sono finalizzate a sostenere le scuole per l'efficace raggiungimento degli obiettivi attraverso l'attivazione di iniziative nazionali e locali di perequazione, promozione, supporto e monitoraggio, anche avvalendosi degli ispettori tecnici.

(segue)

12 normativa di riferimento dpr 275 19993
12. Normativa di riferimento(DPR 275/1999)

segue art. 10

3.Con decreto del Ministro della Pubblica Istruzione sono adottati i nuovi modelli per le certificazioni, le quali, indicano le conoscenze, le competenze, le capacità acquisite e i crediti formativi riconoscibili, compresi quelli relativi alle discipline e alle attività realizzate nell'ambito dell'ampliamento dell'offerta formativa liberamente scelte dagli alunni e debitamente certificate.

12 normativa di riferimento dpr 275 19994
12. Normativa di riferimento(DPR 275/1999)

Articolo 13 – Ricerca metodologica

1. Fino alla definizione dei curricoli di cui all'articolo 8 si applicano gli attuali ordinamenti degli studi e relative sperimentazioni, nel cui ambito le istituzioni scolastiche possono contribuire a definire gli obiettivi specifici di apprendimento di cui all'articolo 8 riorganizzando i propri percorsi didattici secondo modalità fondate su obiettivi formativi e competenze.

2. Il Ministero della Pubblica Istruzione garantisce la raccolta e lo scambio di tali ricerche ed esperienze, anche mediante l'istituzione di banche dati accessibili a tutte le istituzioni scolastiche.

12 normativa di riferimento d lgs 19 febbraio 2004 n 59
12. Normativa di riferimento(D. Lgs. 19 febbraio 2004, n. 59)

D. Lgs. 19 febbraio 2004, n. 59

Definizione delle norme generali relative alla scuola dell'infanzia e al primo ciclo dell'istruzione

Articolo 8 – La valutazione nella scuola primaria

1. La valutazione, periodica e annuale, degli apprendimenti e del comportamento degli alunni e la certificazione delle competenze da essi acquisite, sono affidate ai docenti responsabili delle attività educative e didattiche previste dai piani di studio personalizzati; agli stessi è affidata la valutazione dei periodi didattici ai fini del passaggio al periodo successivo.

12 normativa di riferimento d lgs 19 febbraio 2004 n 591
12. Normativa di riferimento(D. Lgs. 19 febbraio 2004, n. 59)

Articolo 11 – La valutazione nella scuola secondaria di I grado.

La valutazione, periodica e annuale, degli apprendimenti e del comportamento degli allievi e la certificazione delle competenze da essi acquisite sono affidate ai docenti responsabili degli insegnamenti e delle attività educative e didattiche previsti dai piani di studio personalizzati.

Sulla base degli esiti della valutazione periodica, le istituzioni scolastiche predispongono gli interventi educativi e didattici, ritenuti necessari al recupero e allo sviluppo degli apprendimenti.

13 livelli di competenze disciplinari
13 – Livelli di competenze disciplinari

Definizione degli ambiti di literacy di PISA

  • Competenza matematica (Mathematical Literacy)

La competenza matematica è la capacità di un individuo di

    • identificare e comprendere il ruolo che la matematica gioca nel mondo reale
    • operare valutazioni fondate
    • utilizzare la matematica
    • confrontarsi con essa

in modi che rispondono alle esigenze della vita di quell’individuo in quanto cittadino che esercita un ruolo costruttivo, impegnato e basato sulla riflessione.

  • Competenza di lettura (Reading Literacy)

La ccompetenza di lettura è la pacità di un individuo di

    • comprendere
    • utilizzare testi scritti
    • riflettere sui loro contenuti

al fine di raggiungere i propri obiettivi, di sviluppare le proprie conoscenze e potenzialità e di svolgere un ruolo attivo nella società.

(segue)

13 livelli di competenze disciplinari1
13 – Livelli di competenze disciplinari

(segue)

  • Competenza scientifica (Scientific Literacy)

La competenza scientifica è la capacità di

    • utilizzare conoscenze scientifiche,
    • identificare domande alle quali si può dare una risposta attraverso un procedimento scientifico
    • trarre conclusioni basate sui fatti

per comprendere il mondo della natura e i cambiamenti a esso apportati dall’attività umana e per aiutare a prendere decisioni al riguardo.

  • Problem solving (Problem Solving Skills)

Il problem solving è la capacità di un individuo di mettere in atto processi cognitivi per

    • affrontare e risolvere situazioni reali e interdisciplinari
      • per le quali il percorso di soluzione non è immediatamente evidente
      • e nelle quali gli ambiti di competenza o le aree curriculari che si possono applicare non sono all’interno dei singoli ambiti della matematica, delle scienze o della lettura.
slide43

a cura di

Bachisio Porru

Tonino Loddo

Piero Serio

Mario Salis

Arcangelo Cau

Grazie

e…

Buon Lavoro!

05/2007