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Una Strenna in continuità con le Strenne degli ultimi due anni:

Una Strenna in continuità con le Strenne degli ultimi due anni:. La vita è il grande dono di Dio, il seme . La famiglia , culla della vita, è il terreno . L’educatore –agricoltore- aiuta la vita a svilupparsi. Don BOSCO. Non era un filantropo che celebrava l’Eucaristia..

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Una Strenna in continuità con le Strenne degli ultimi due anni:

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Presentation Transcript


  1. Una Strenna in continuità con le Strenne degli ultimi due anni: La vita è il grande dono di Dio, il seme. La famiglia, culla della vita, è il terreno. L’educatore –agricoltore- aiuta la vita a svilupparsi.

  2. Don BOSCO • Non era un filantropo che celebrava l’Eucaristia.. • Era un prete che ha scelto l’educazione come il suo terreno ministeriale. • “UN CUORE PASTORALE: “Padre, Maestro e Amico della gioventù”.

  3. La vita. Concetto di uomo per Don Bosco: • L’uomo è creato da Dio. • Dio è il destino dell’uomo. • Accompagnare la vita dall’origine verso la casa definitiva = compito della educazione

  4. Destinatari:gli educatori. • la famiglia: prima responsabile (diritto primario) • Lo Stato, che deve garantire questo diritto. • Le Istituzioni educative, come collaboratrici

  5. L’educazione è la missione di Don Bosco. • Risposta vocazionale alla chiamata di Dio. • Il sogno di Dio su Don Bosco. • Don Bosco, mediatore, profeta, inviato da Dio ai giovani.

  6. Educare: • Rendere possibile lo sviluppo integrale della persona, di tutte le sue potenzialità. • Aiutare ciascuno a diventare pienamente persona • Rendere l´uomocittadino della terra ed erede del cielo.

  7. L’educazione è la risposta salesiana alle sfide: • della vita dei giovani, • delle responsabilità delle famiglie, • della propria vocazione del educatore.

  8. L’amore di Don Bosco era personale e fatto di gesti concreti: • Non esiste la gioventù: esistono giovani con nome proprio. • Non esiste la salvezza, neppure l’educazione: sono giovani da salvare e da educare.

  9. La Strenna vuole mettere a fuoco: • Le sfide che ci presenta l’educazione dei giovani. • La promozione dei diritti umani, in particolari i diritti dei minori. • La pedagogia Salesiana come risposta alla necessaria formazione degli educatori.

  10. 1.- Educare con il cuore di Don Bosco • Don Bosco è sacerdote e un santo educatore, • il suo Sistema sarà, quindi, una carità pastorale che sa farsi amare, • con una attiva presenza tra i giovani, • con una predilezione per i giovani a rischio, • con un Sistema Preventivo (un insieme di intuizioni e di realizzazioni pratiche) che armonizza: • autorità e dolcezza, • amore di Dio e amore dei giovani, • che è valido oggi.

  11. Amore preveniente. • La prevenzione è la prima espressione dell’amore personale. Permette ai giovani di: • Liberarsi dal peso delle esperienze negative. • Sprigionare le migliori energie, sviluppare tutte le potenzialità positive. • Proporre ai giovani traguardi generosi.

  12. La prevenzione richiede: • L’esercizio di una responsabilità corale (in rete). • Oltrepassare legislazioni e prassi, con un’iniziativa autonoma frutto del cuore e di una vocazione pastorale (a favore dei giovani più poveri).

  13. Le difficoltà esistono: • Molteplicità dei messaggi, la frammentazione degli spazi e dei tempi, dei contenuti educativi. • Il soggettivismo: che permette di scegliere nel mercato dei valori (antivalori). • La mancanza di comunicazione tra generazioni.

  14. Metodologia di Don Bosco: • Inserire il giovane nella realtà(sociale e religiosa). • Valorizzare il positivo reale esistente nei giovani come punto di partenza. • Sfruttare le risorse possibili.

  15. Linguaggio del cuore. Atteggiamenti chiavi: • Amarli vuol dire accettarli come sono. • L’Amorevolezza sintetizza il rapporto educativo salesiano. • La sua sorgente è la carità evangelica: • Che favorisce l’amicizia, la confidenza, che cresce fino alla paternità. • Creando un clima di famiglia dove i valori diventano comprensibili e le esigenze accettabili.

  16. L’assistenza: È manifestazione concreta dell’amicizia e dello spirito de famiglia. Comporta: • Desiderio di essere tra i giovani. • Presenza fisica. • È forza morale con capacità di comprensione e incoraggiamento. • Orientamento e consiglio. • Espressione della paternità educativa: amore e autorevolezza: * Guida e insegnamento che esige disciplina e impegno. • Sa parlare al cuore, tocca la propria coscienza: * La parolina all’orecchio. * La Buona Notte.

  17. La Paternità con il suo significato insostituibile: • È un amore che dà la vita, • si fa responsabile del suo sviluppo.

  18. Gli spazi:formali, Istituzionali, ... di vita, di creatività, di spontaneità. • Il cortile è lo spazio educativo della conoscenza per il salesiano. • C’è necessità di questi spazi e di lavorare in rete con le istituzioni, il territorio, il popolo, le autorità.

  19. Curare lo sviluppo integraledei giovani.

  20. Abbiamo fiducia nell’educazione: • Conosciamo la situazione dei giovani come Don Bosco. • Amiamo i giovani come Don Bosco. • Come Don Bosco facciamo la scelta dell’educazione per salvare i giovani e trasformarela società.

  21. L’educazione è una responsabilità condivisa • È un fenomeno sociale; un diritto riconosciuto; un’aspirazione di ogni persona. • Si tratta del riconoscimento del valore unico della persona. • La Chiesa si sente educatrice dell’uomo. • L’espressione più cospicua di tale impegno sono i santi educatori. • Don Bosco e la Famiglia Salesiana ci ritroviamo in questa missione.

  22. Ripartire dagli ultimi. • Contrasto tra teoria e realtà: • Il deserto educativo si estende in qualche area geografica. • Le possibilità di educazione si contraggono anche nelle società avanzate. • Immigrazione illegale, sfruttamento mafioso dei minori… • La Famiglia Salesiana non può ignorare questi fenomeni.

  23. Una nuova impostazione di fondo e degli orientamenti pratici educativi. Siamo in un’epoca paradossale: • Complessità e libertà: • L’educazione richiederà sempre un atteggiamento positivo • L’educazione richiede accompagnamento. • Soggettività e verità: • La soggettività è legata al riconoscimento della singolarità di ogni persona,.. (campi specifici sono la formazione della coscienza, la formazione all’amore e sessualità, dimensione sociale della carità) • Profitto individuale e solidarietà.

  24. La mancanza di riferimento alla verità si percepisce anche nelle regole che guidano l’attività economica e sociale. Gli interessi personali: • hanno preso il sopravvento • sulla solidarietà, • sulle grandi ideologie e utopie. • Hanno ridotto l´orizzonte vitale

  25. Maturazione della fede dei giovani in questi contesti: • L’ambiente culturale influisce sulla maturazione della fede dei giovani, che è sostanzialmente apertura, comunione e accoglienza della realtà, della vita e della storia. • Due fenomeni: • La religiosità diffusa che prende le strade più diverse. • Rottura tra esperienza religiosa, concezione di vita e scelte etiche. • Quindi la mediazione della Chiesa diventa problematica. • Religione alla carta.

  26. Risposta della famiglia salesiana. Ritorno ai giovani con vera qualità: I giovani scelgono i loro educatori: • Bisogna guadagnare la loro fiducia. • Credibilità dell’offerta. • Autorevolezza del testimone. • Capacità di comunicazione.

  27. Ripartire dai giovani (1)- : • Missione salesiana è consacrazione, e “predilezione” per i giovani; vissuta come dono di Dio e risposta vocazionale. • Salesiano è chi dei giovani ha una conoscenza vitale: • Teorica: le sfide esigono serietà di analisi e confronto culturale. • Pratica: Condividendo gli interessi e le ricerche dei giovani (no soluzioni preconfezionate).

  28. Ripartire dai giovani (2)- : • L’educatore sa orientare nel mercato dei molteplici messaggi. • Le esigenze vengono presentate con chiarezza e coraggio. • Sa coinvolgere la responsabilità dei giovani come la principale energia per lo sviluppo della persona. • Sa creare un ambiente adeguato valorizzando i cosiddetti “luoghi vitali”. • La religione è posta a fondamento dell’educazione secondo l’insegnamento della pedagogia cattolica. • l’amorevolezza come stile educativo e, più in generale, come stile di vita cristiana.

  29. Rilancio del “onesto cittadino”: • Ogni presenza salesiana è una scuola che prepara per la vita. • L’educazione salesiana è una scuola di cittadinanza, dove è fortemente considerata la “dimensione sociale della carità” con proposte di esperienze impegnative. • Si educa alla giustizia e alla solidarietà. • Si partecipa negli areopaghi dove si elaborano le decisioni educative, sociali, politiche.

  30. Rilancio del “Buon cristiano”. • Si tratta di svelare ed aiutare a vivere consapevolmente la vocazione di uomo, la verità della persona. E proprio in questo i credenti possono dare il loro contributo più pregiato. • La vita è un dono: un progetto di Dio. • La risposta è accettare la vita come vocazione • L’educatore accompagna il dialogo del giovane con Dio. • Offriamo al mondo la speranza cristiana che è performativa. • Illuminazione totale della natura umana in Cristo: • Siamo figli. • “Siamo stirpe di Dio”, eredi.

  31. EDUCHIAMO CON IL CUORE DI DON BOSCO … Promuovere i diritti umani, in particolare quelli dei minori.

  32. UNA DRAMMATICA REALTÀ • Massicce e gravissime violazioni della dignità della persona e dei suoi diritti. • Non esistono paesi o società immuni. • Politiche dei diritti umani fittizie perché dicotomiche. 33

  33. Il carisma salesiano si centra • Sulla prevenzione. • Sul rompere il circolo vizioso che perpetua le continue violazioni. • Sul promuovere la cultura dei diritti umani, capace di uscire dalle stanze dei giuristi e dei filosofi del diritto per farsi patrimonio dell’umanità • Sull’integralità e interdependenza dei diritti: tutti i diritti per tutte le persone. 34

  34. Promuovere i diritti umani • Il carisma salesiano tende, attraverso l’educazione, alla promozione di una cultura della vita e al cambiamento delle strutture. Per questo abbiamo il dovere di promuovere i diritti umani. • Per i salesiani l’educazione ai diritti umani, in particolare quelli dei minori, è la via privilegiata per realizzare nei diversi contesti l’impegno di prevenzione e di sviluppo umano integrale.

  35. Diritti umani e dignità della persona. • I diritti umani sono diritti che spettano a ciascun individuo in quanto essere umano. Sono diritti fondamentali, universali, inviolabili e indisponibili. • Bisogna prendere coscienza che il pieno rispetto dei diritti umani è, prima di tutto, una nostra responsabilità. • Purtroppo, le violazioni dei diritti umani sono all’ordine del giorno.

  36. Missione salesiana e diritti dei ragazzi. • «Grave è la situazione in cui si trovano tanti giovani in tante parti del mondo: giovani a rischio ed emarginati. • Dinanzi al panorama così triste delle piaghe del mondo giovanile, noi Salesiani “siamo dalla parte dei giovani” . • Il primo diritto è il diritto all’educazione. Investiamo nei giovani!

  37. Attraverso l’educazione si deve costruire una cultura dei diritti umani. • Capace di dialogare, persuadere e di prevenire le violazioni dei diritti stessi. • L’educazione ai diritti umani è educazione all’azione, alla denunzia e alla presa di posizione. • È un’educazione che deve diventare permanente e quotidiana.

  38. Su questi fondamenti, la metodologia da utilizzare deve comprendere almeno tre dimensioni: • una dimensione cognitiva: Don Bosco direbbe “ragione”; • una dimensione affettiva: Don Bosco direbbe “amorevolezza”; • una dimensione volitiva: Don Bosco direbbe “religione”.

  39. Educarci ed educare per la trasformazione di ogni persona e di tutta la società. • Il Sistema Preventivo e lo spirito di Don Bosco ci chiamano oggi ad un impegno forte, individuale e collettivo, teso a cambiare le strutture della povertà e del sottosviluppo. • Per questo dobbiamo fare una rilettura salesiana dei principi che sono a fondamento dei diritti umani, finalizzata ad individuare le sfide che i diritti umani lanciano alla nostra Famiglia Salesiana.

  40. Alcuni elementi per questa rilettura: • integralità della persona con tutti i suoi diritti fondamentali civili, culturali, religiosi, economici, politici e sociali; • educazione alla cittadinanza onesta e applicazione del principio di responsabilità comune differenziata per la promozione e la protezione dei diritti umani; • il minore al centro come soggetto attivo e partecipe e applicazione del principio della partecipazione del minore; • il “basta che siate giovani perché io vi ami assai” e applicazione del principio di non discriminazione; • il “voglio che siate felici ora e sempre” che riguardi tutto l’uomo e applicazione del principio di uno sviluppo umano integrale.

  41. I diritti umani non sono un testo giuridico da imparare come una materia scolastica • sono una materia interdisciplinare, trasversale, ma devono essere vissuti. • Se l’accento del processo educativo è posto sulle motivazioni interiori necessarie all’educatore, allora il Sistema Preventivo diventa una “spiritualità”. • Se l’accento è posto sulle tre colonne della ragione, religione amorevolezza, allora il Sistema Preventivo diventa un impegno ascetico. • Se l’accento è sul rapporto dell’educatore con l’educando, il Sistema Preventivo postula una forte mistica. • Se l’accento è posto sul progetto di vita che l’educando deve maturare nel suo cuore, allora il Sistema Preventivo è evangelizzazione completa.

  42. Responsabilità comune differenziata • Nel nuovo contesto globalizzato, la responsabilità statale oggi è indispensabile ma non è più sufficiente. • È necessario un sistema di responsabilità per la promozione e la protezione dei diritti umani molto più differenziato che coinvolga, oltre agli Stati, anche le organizzazioni globali e le istituzioni finanziarie internazionali, le imprese, le organizzazioni non governative, i media, le scuole, le comunità, le famiglie, i singoli individui: tutti attori.

  43. In definitiva il Sistema Preventivo trasforma, sia l’educatore che l’educando in un protagonista cosciente, responsabile del dovere di difendere e promuovere i diritti umani, per lo sviluppo umano personale e del mondo intero.

  44. Questo stile di educazione promovendo i diritti umani comporta: • una rinnovata intenzionalità pastorale. • una rinnovata scelta di condivisione comunitaria nei luoghi concreti di azione,

  45. L’emergenza educativa • è l’interruzione della narrazione che una generazione fa all’altra: • I padri non ne rendono presente nessuna • I figli si trovano a vagabondare in un deserto privo di strade, non sapendo più da dove vengono e dove sono diretti.”

  46. La risposta salesiana • L’educazione dev’essere sempre più una finestra spalancata sulla realtà mondiale e motore di sensibilizzazione e di trasformazione dell’umanità • Le opere salesiane sono sempre ambienti di educazione e di cultura • L’educazione è un cammino specifico di umanizzazione, cioè di sviluppo della persona fino a diventare figlio di Dio.

  47. Il nostro tesoro: l’educazione • siamo portatori di un carisma pedagogico che è più attuale e più necessario che mai: il Sistema Preventivo di Don Bosco. • con il suo rapporto con i Diritti Umani • e con la sua possibilità di offrire una proposta educativa capace de lievitare e di generare cultura.

  48. Dio ama la vita CONVINZIONI… Don Bosco amò il suo tempo, la sua terra, le sue genti, i giovani Dio ama il mondo. Ha dato la vita per lui Dio ama i giovani

  49. Noi amiamo i nostri giovani e le loro situazioni Noi amiamo il mondo, nostro mondo, nostra cultura Noi siamo OGGI inviati da Dio per i giovani. Con un volto, con una storia, in una situazione concreta Abbiamo una missione concreta: L´educazione

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