slide1 n.
Download
Skip this Video
Loading SlideShow in 5 Seconds..
CANCRO DELL’ ESOFAGO PowerPoint Presentation
Download Presentation
CANCRO DELL’ ESOFAGO

Loading in 2 Seconds...

play fullscreen
1 / 32

CANCRO DELL’ ESOFAGO - PowerPoint PPT Presentation


  • 553 Views
  • Uploaded on

CANCRO DELL’ ESOFAGO. Anatomia. L’esofago è un tubo muscolare che si estende dal faringe allo stomaco. Presenta una porzione intratoracica ed una porzione intraddominale. E’ formato da tre tuniche: Tonaca mucosa Tonaca sottomucosa

loader
I am the owner, or an agent authorized to act on behalf of the owner, of the copyrighted work described.
capcha
Download Presentation

PowerPoint Slideshow about 'CANCRO DELL’ ESOFAGO' - jin


An Image/Link below is provided (as is) to download presentation

Download Policy: Content on the Website is provided to you AS IS for your information and personal use and may not be sold / licensed / shared on other websites without getting consent from its author.While downloading, if for some reason you are not able to download a presentation, the publisher may have deleted the file from their server.


- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - E N D - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
Presentation Transcript
slide2

Anatomia

L’esofago è un tubo muscolare che si estende dal faringe allo stomaco. Presenta una porzione intratoracica ed una porzione intraddominale.

  • E’ formato da tre tuniche:
  • Tonaca mucosa
  • Tonaca sottomucosa
  • Tonaca muscolare (circolare interno e longitudinale esterno)
  • N.B. Manca un rivestimento sieroso esterno!!!
slide3

Vascolarizzazione arteriosa

  • La vascolarizzazione dell’esofago è scarsa e segmentaria (contrariamente allo stomaco).
  • E’ costituita da:
  • Rami provenienti dalle arterie tiroidee inferiori
  • Rami provenienti dalle arterie bronchiali
  • Rami provenienti dalle arterie freniche
  • Rami provenienti dall’ arteria gastrica sinistra
slide4

Vascolarizzazione venosa

Il drenaggio venoso corrisponde alla distribuzione arteriosa.

Nel III° inferiore dell’esofago è presente una connessione tra il sistema venoso portale e sistemico (anastomosi porto-cavale).

L’ ipertensione portale determina la comparsa di varici delle vene sottomucose dell’esofago.

slide5

Drenaggio linfatico

Le vie linfatiche si estendono riccamente in senso longitudinale.

I vasi linfatici drenano ai linfonodi periesofagei e da questi verso l’alto ai linfonodi del collo e verso il basso ai linfonodi del plesso celiaco e della piccola curvatura gastrica.

slide6

Innervazione

L’innervazione simpatica e vagale avviene attraverso due reti: intramuscolare e sottomucosa.

slide7

Epidemiologia

  • Le neoplasie esofagee sono solitamente maligne.
  • L’ncidenza maggiore si ha in: Russia, Cina, Sud Africa.
  • Bassa incidenza in Italia: 0,8-4,9/100 mila abitanti
  • La regione più colpita è il Friuli –Venezia – Giulia
slide8

Fattori di rischio

  • Sostanze con nitrosamine (anche Ca Gastrico)
  • Sostanze carenti in Fe e/o Mg
  • Deficit di Vitamina A
  • Alcool e/o tabacco
  • Pregresse stenosi infiammatorie
  • Esofago di BARRETT (Rivestimento mucoso di tipo cilindrico congenito o acquisito per fenomeni metaplasici)
slide9

Anatomia Patologica

  • ASPETTO MACROSCOPICO
  • Vegetante Escrescenza irregolare e sanguinante
  • Ulcerato Escavazione a bordi duri
  • Infiltrante con ispessimento della parete esofagea
  • ASPETTO MICROSCOPICO
  • Due sono gli istotipi più frequenti:
  • Carcinoma squamoso
  • Adenocarcinoma
slide10

Vie di diffusione

  • Per via linfatica Ln. latero-cervicali

(precoci) Ln. mediastinici

Ln. Piccola curvatura gastrica

  • Per via ematica Fegato (via portale)
  • Per contiguità Faringe, Trachea, ecc..
slide11

Sintomatologia

  • DISFAGIASintomo più frequente

Dapprima episodica poi costante

Dapprima per i SOLIDI poi anche per i LIQUIDI

slide12

ScialorreaMancato deflusso salivare

nello stomaco

  • Rigurgito
  • Broncopolmoniti ab ingestis
  • Dolore sede epigastrica

sede retrosternale

Dovuto a reflusso gastroesofageo per rigidità cardiale e/o

infiltrazione tardiva delle radici nervose intercostali

  • Emorragia Grave (rara); più frequente il continuo stillicidio (anemia)
  • Fetor ex ore Ristagno di alimenti con colliquazione del tumore, specie se vegetante
slide13

Diagnosi

  • Clinica
  • Rx TD prime vie (con Bario)

Valuta la sede, l’estensione della neoplasia e il grado di stenosi del lume esofageo.

  • Esofagoscopia

Permette di eseguire biopsie multiple. Indispensabile nella diagnosi precoce, nello screening e nei casi di sospetto (cromoendoscopia)

slide14

Esame citologico

Si esegue mediante brushing. Utile nello screening nelle areee geografiche ad alto rischio.

  • TC
  • RMN
  • Ecoendoscopia esofagea
  • Broncoscopia
  • Laparoscopia diagnostica
  • Utili per la stadiazione della neoplasia e la valutazione dell’operabilità del pz:
  • Coinvolgimento linfonodale
  • Coinvolgimento strutture adiacenti
  • Metastasi a distanza
slide15

CARCINOMA ESOFAGEO

Cervicale / III° Superiore

CARCINOMA ESOFAGEO

III° Medio

slide16

CARCINOMA ESOFAGEO

III° Inferiore

CARCINOMA ESOFAGEO

Sede cardiale

slide17

Classificazione TNM

T is Carcinoma in situ

T1 Ca. invade la lamina propria o la sottomucosa

T2 Ca. invade la tonaca muscolare propria

T3 Ca. invade l’avventizia

T4 Ca. invade strutture adiacenti

N0 Assenza di metastasi linfonodali

N1 Presenza di metastasi linfonodali

M0 Assenza di metastasi a distanza

M1 Presenza di metastasi a distanza

slide18

Stadiazione

Stadio 0 T is N0 M0

Stadio I T1 N0 M0

Stadio II a T2-3 N0 M0

Stadio II b T1-2 N1 M0

Stadio III T3 N1 M0

T4 Ogni N M0

Stadio IV Ogni T Ogni N M1

slide19

Terapia

  • TERAPIA CHIRUGICA

L’intervento chirurgico comporta una fase demolitiva

(esofagectomia + mediastinectomia posteriore + linfadenectomia)

e una fase ricostruttiva nella quale viene ripristinata la continuità alimentare.

slide20

FASE DEMOLITIVA

L’ESOFAGECTOMIA, intervento ad intento curativo, deve rispondere a precisi requisiti oncologici:

  • occorre resecare almeno 6 cm di esofago sano a monte del margine macroscopico della neoplasia
  • eseguire la celllulo-mediastinectomia posteriore
  • eseguire la linfadenectomia loco-regionale
  • La sede della lesione condiziona:
  • la via di accesso
  • la radicalità dell’intervento
  • la scelta dell’organo utilizzato per la fase ricostruttiva
slide21

SEDE

VIE D’ACCESSO

  • Cervicale Cervicotomia
  • Laparotomia
  • III° superiore Cervicotomia
  • Toracotomia destra
  • Laparotomia
  • III° medio Cervicotomia
  • Toracotomia destra
  • Laparotomia
  • III° inferiore Toracotomia destra
  • Laparotomia
  • Giunto esofago-cardiale Toracotomia destra
  • Laparotomia
slide22

SEDE

INTERVENTO

  • Cervicale Esofagectomia totale oppure
  • faringo-laringo-esofagectomia
  • III° superiore Esofagectomia totale
  • III° medio Esofagectomia subtotale
  • III° inferiore Esofagectomia subtotale
  • Giunto esofago-cardiale Esofagectomia subtotale
slide23

Riassumendo

  • I tumori dell’esofago cervicale sono molto invasivi e spesso richiedono interventi altamente demolitivi (es. faringo-laringo- esofagectomia ed in questo caso l’accesso chirurgico è transjatale, cioè senza apertura del torace).
  • Per i tumori dell’esofago toracico superiore e medio è indicata un’esofagectomia totale. L’intervento prevede una triplice via d’accesso.
  • Per i tumori dell’esofago toracico inferiore si esegue un’esofagectomia subtotale con duplice via d’accesso.
slide24

ESOFAGECTOMIA VIDEOTORACOSCOPICA

  • Alcune Scuole propongono di riservare la chirurgia miniinvasiva al tempo addominale (gastrolisi laparoscopica) e di eseguire il tempo toracico per via toracotomica.
  • Terapia dell’early esophageal cancer
  • Per i tumori superficiali intramucosi senza interessamento linfonodale (early esophageal cancer) è indicata l’esofagectomia per via tansjatale oppure un trattamento locale con mucosectomia endoscopica (EMR) previa applicazione di soluzione di Lugol.
slide25

FASE RICOSTRUTTIVA

  • La sostituzione dell’esofago e quindi la ricostruzione della via alimentare può avvenire utilizzando:
  • Stomaco (esofagogastroplastica)
  • Digiuno (esofagodigiunoplastica)
  • Colon (esofagocolonplstica)
slide26

SEDE

INTERVENTO RICOSTRUTTIVO

  • Cervicale Esofagogastroplastica oppure
  • Faringogastroplastica oppure
  • Colonplastica
  • III° superiore Esofagogastroplastica cervicale
  • III° medio Esofagogastroplastica cervicale
  • III° inferiore Esofagogastroplastica intratoracica
  • Giunto esofago-cardiale Esofagogastroplastica intratoracica opp.
  • Esofagodigiunoplastica intratoracica
slide27

Ricostruzione del transito esofageo

Esofagogastroanastomosi intratoracica destra

Faringo – colon - gastroanastomosi

Esofagodigiunoanastomosi intratoracica destra

slide28

STRATEGIE TERAPEUTICHE MULTIMODALI

L’associazione della radiochemioterpia concomitante ha ormai dimostratola sua superiorità nei confronti dei trattamenti singoli o applicati sequenzialmente.

In molti casi la terapia neoadiuvante combinata permette l’atto chirurgico dove prima non esistevano le indicazioni all’intervento.

slide29

TERAPIA PALLIATIVA

Si adotta nei inoperabili (malattia localmente avanzata, condizioni generali del paziente).

L’obiettivo terapeutico è quello palliativo della disfagia

  • Metodiche dilatanti
  • Metodiche disostruttive
slide30

METODICHE DILATANTI

  • Dilatazioni
  • Dilatazione per via endoscopica della neoplasia con dilatatori di calibro crescente fino ad ottenere una pervietà del tratto neoplastico.
  • Complicanze: fissurazione/perforazione della parete esofagea a livello della neoplasia, emorragia intraluminale.
  • Endoprotesi
  • Le indicazioni all’inserimento di endoprotesi per via laparoscopica sono le stenosi infiltranti dell’esofago centrale e la presenza di fistole esofago-respiratorie.
  • Raggiungono una dilatazione più duratura rispetto alla metodica precedente.
slide31

METODICHE DISOSTRUTTIVE

  • Laser Nd:YAG
  • L’energia luminosa diventa energia termica che vaporizza il tessuto neoplastico vegetante.
  • Terapia fotodinamica
  • E’ basata sul principio della necrosi tissutale indotta dall’utilizzo di sostanze fotosensibili.
  • BICAP
  • Distruzione del tessuto neoplastico mediante energia termica prodotta da utilizzo di un elettrodo bipolare.
  • Bypass chirurgici
  • Metodica quasi totalmente abbandonata.
slide32

Cancro dell’esofago

  • Test di autovalutazione
  • Cosa si intende per esofago di Barrett?
  • Qual è il sintomo più frequente in corso di cancro esofageo?
  • Perché il cancro esofageo ha una prognosi spesso infausta?