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Liceo delle Scienze Umane “G. Gentile” A.S. 2008-2009

Liceo delle Scienze Umane “G. Gentile” A.S. 2008-2009. … Ecco, perché al “Gentile”di Castelvetrano (lo diciamo con molta umiltà) noi siamo sempre sulla “breccia” e non stiamo con le mani in mano…. “aspettando Godot”. Omaggio a. Luciano Messina.

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Liceo delle Scienze Umane “G. Gentile” A.S. 2008-2009

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Presentation Transcript


  1. Liceo delle Scienze Umane “G. Gentile” A.S. 2008-2009

  2. … Ecco, perché al “Gentile”di Castelvetrano (lo diciamo con molta umiltà) noi siamo sempre sulla “breccia” e non stiamo con le mani in mano…. “aspettando Godot”.

  3. Omaggio a Luciano Messina

  4. “L’incontro è un’improvvisa, meravigliosa accensione di luce per due o più anime, costrette a brancolare nel buio della solitudine”

  5. Luciano MessinaraccontaLuciano Messina( stralci ) da La “ Danza degli dei “ ( 1992 ) “ Diario di un Imbecille “(2004)

  6. Luciano Messina nasce nel lontano dicembre 1922, due mesi prima del previsto, rinunziando così da imbecille a godere nel grembo materno di altri sessanta giorni di sereno e meritato riposo, al riparo dell’assordante frastuono del mondo. Pesa pochi grammi; non arriva al chilo, nonostante la mammana, che gli aveva dato una mano per venire alla luce, lo avesse infagottato, appena “fuori del pelago”, con un paio di copertine e un completo di cachemire. Una montagna di lana addosso. É il suo, come si dice in gergo sportivo, un peso piuma.

  7. Trascorre la prima infanzia e anche la seconda, accettando i buoni consigli dei genitori e dei maestri e compiendo i propri doveri di bravo bambino e diligente scolaro. Casa, chiesa e scuola. La strada, sulla quale gli altri bambini trascorrono spensierati nel gioco quasi tutte le ore della giornata, resta spesso per lui un miraggio, al quale, da bravo bambino e quindi da povero imbecille , egli sa di dovere rinunciare per crescere bene. Una delle rare volte in cui scenderà in istrada per giocare a moscacieca o al pallone, si buscherà una sassata in fronte e un ricovero d’urgenza in ospedale

  8. Iniziata la folle avventura, egli ancora diciottenne raggiunge Roma su un carro-bestiame, per chiedere al suo illustre concittadino Giovanni Gentile di intercedere presso il Capo Supremo e di ottenere per lui di partire volontario per servire la patria in armi. Ricevuta la grazia, alla fine del corso allievi ufficiale, da emerito imbecille ,si dispera per non avere avuto la fortuna e il privilegio di volare con gli altri colleghi di corso in Russia, da dove quei poveri diavoli non avrebbero fatto ritorno.

  9. COME SEMPRE Quanta violenza nel mondo. La storia, lunga di millenni e di conquiste, è gravida di lacrime e di sangue. Che vale innalzare grattacieli e monumenti che vale volare fra le stelle e sulla luna, se l’uomo non coltiva i valori della vita. La libertà la dignità della persona la pace dei popoli e degli uomini la giustizia e la stessa vita umana sono come ieri come sempre illusioni che diventano fantasmi.

  10. …Il 1948 è l’anno chiave del processo di risveglio della giovane repubblica italiana. Il suo impegno sociale e politico scaturisce dalla riscoperta dei valori della libertà e dalla dignità dell’uomo, i quali, unitamente a quelli della democrazia e della giustizia sociale, lo spingono a muoversi a fianco dei pionieri della democrazia italiana, con i quali contribuirà non soltanto a fondare un partito, la D.C., ma a gettare anche e soprattutto le basi per l’edificazione di una società migliore.

  11. … Gli fu risposto con parole gentili, ma ferme che, data la giovanissima età della loro bambina non ancora quindicenne, qualunque discorso in merito andava rinviato nel tempo e precisamente al raggiungimento da parte della figlia della maggiore età

  12. IL PENSIERO DI TE A Tina, mia moglie Quando struggente si fa la mia pena per il sogno che sfuma e m’abbandona quando forte èla malinconia per il giorno che muore e s’allontana il pensiero di te del nostro amore ricrea la speranza e mi sostiene nel difficile cammino della vita.

  13. …Superate brillantemente tutte le prove dei primi concorsi a cattedra può finalmente svolgere da titolare la funzione docente e, per 30 anni, anche quella di dirigente negli istituti medio - superiori. Appena riceve dall’autorità scolastica l’incarico di dirigere l’Istituto Magistrale di casa sua, lo fa intitolare al nome dell’illustre suo concittadino Giovanni Gentile . ( 1962 – 1989 )

  14. …Dopo 10 lunghissimi anni di anticamera il caro protagonista di questo diario viene finalmente eletto Presidente della Provincia per il quinquennio 1980-1985…Ma l’illustre amico, dopo appena un anno e dieci mesi di presidenza, getta la spugna e se ne va …si abbatte di fronte all’indifferenza degli ignavi, all’acido livore degli invidiosi, alla spregiudicatezza dei traffichini e dei truffatori, alla boria dei potenti, alla sciatteria degli incolti, alla vomitevole untuosità dei leccapiedi.   (Sindaco dal 1956 al 1960 )

  15. … Il tempo confermerà presto, da una parte l’evanescente fumosità di certe offerte e dall’altra il grado sommo di minchioneria di un individuo, che malgrado gli impegni sempre assunti e mai mantenuti dai suoi illustri e sinceri interlocutori, continuerà a comportarsi da imbecille, credendo-ubbidendo e combattendo per lo sviluppo della democrazia e di tutti gli altri valori di questa terra LA DEMOCRAZIA La democrazia è un’invenzione geniale che si serve del suffragio universale e del supremo volere popolare per consegnare il potere nelle mani di quattro politicanti di mestiere

  16. VIGILATO SPECIALE Se potessi volare senza ali e abbracciare la luna e pure il sole Se potessi contare una ad una le stelle che sono su nel cielo Se potessi sognare ad occhi aperti e vedere sempre albe mai tramonti Se potessi cantare giorno e notte come fa l’usignolo a primavera mi sentirei dentro un uomo libero non vigilato speciale quale sono.

  17. ….Di fronte a un così squallido e desolante campionario umano, che, seppure non totalmente diffuso sulla faccia della terra, occupa tuttavia cospicue plaghe della vasta geografia politica, nella quale, sia chiaro, si muovono e operano anche molti individui acqua e sapone, il nostro amico entra in crisi e getta la spugna e con la spugna talvolta gli incarichi. SESSANTA CANDELINE Sessanta candeline sulla torta! L’hanno acceso i miei nipotini e ora aspettano ansiosi ch’io le spenga ed esprima il mio desiderio. E non sanno che il mio cuore spera d’accendere sulla loro torta almeno cento candeline.

  18. Preside sperimentatoreNell'anno scolastico 1969-70, ho sperimentato nel mio istituto un tipo di lezione interdisciplinare.

  19. Tra gli sperimentatori d'allora (pochini, in verità!) c'ero anch’io con tutto il carico di sofferenza e di speranza, che lo stato patologico della nostra vecchia scuola ma anche la sua ansia di rinnovamento mi avevano messo in corpo. Noi tentammo allora, anno dopo anno, di cacciare l'elefante dalle aule del nostro istituto e l'orso e il cavallo e le belle addormentate e le Madame Pompadour e i loro mutandoni..

  20. E per far questo spalancammo fin dal 1959 il portone della nostra scuola e con uno «slogan» all'uopo coniato e che piacque tanto a Quasimodo («la scuola fuori della scuola»), spingemmo i nostri giovani a «incontrarsi» per istrada o «a domicilio» con: ammalati,carcerati,magistrati,sindaci,deputati ministri, papi, presidenti di consiglio.

  21. In “casa” ricevemmo dagli scrittori : Leonardo Sciascia, Carlo Levi, Cesare Zavattini, Luce d'Eramo, Dacia Maraini,etc… per degli incontri esaltanti con gli alunni, ai critici e ai cattedratici per una interessante carrellata con docenti e alunni sulla cultura e la civiltà del nostro tempo : Armando Plebe, Virgilio Titone, Nino Titone, Giorgio Santangelo, Mario Sansone, Giuliano Manacorda, Giusto Monaco, Giuseppe Cottone, etc., a pedagogisti e psicologi per un corso pluriennale di aggiornamento sulla didattica delle discipline insegnate al Magistrale.

  22. In casa gli alunni allestirono mostre, organizzarono concerti e spettacoli, pure a mezzo della propria filodrammatica «La ribalta» all'uopo costituita, attuarono inchieste sociali, effettuarono diversi dibattiti-ricerca sulla condizione dei giovani e sulla problematica esistenziale degli anni sedici.

  23. “Tra i tanti mali che affliggono la scuola italiana, il male maggiore è certamente quello della sua immobilità e della sua solitudine. A volte ti pare un grosso macigno di montagna, caduto in fondo alla valle e rimasto lì fermo ed immobile per millenni e millenni; a volte ti sembra un immenso, gigantesco orso polare, inchiodato alle sue nevi e alla sua solitudine, lontano dallo sguardo fastidioso delle belve e degli uomini e pronto a ricacciarsi ogni pié sospinto nella sua tana di solitario custode dei ghiacciai.”

  24. Un possibile processo educativo • Un processo educativo, serio e intelligente non può irretirsi – come purtroppo accade ancora nella scuola – nella ragnatela delle nozioni, le più insulse e le più inutili, né verificare negli equilibrismi mentali o di memoria dei piccoli Acrobati della cultura, ma deve costituire il veicolo più rapido e sicuro per il grande viaggio dell’uomo, che partendo dalle palafitte arrivi ai grattacieli dell’anima • e scopra e conquistile sterminate distese dello spazio e ascolti le voci arcane e armoniose dell’infinito, mentre la sua carne e soprattutto la sua anima si sciolgono dai vincoli opprimenti di questo mondo e si liberano delle piccole, troppo piccole situazioni di questa terra.

  25. La Rassegna, “Incontri”, stimolata dalle espressioni di adesione e di sprone pervenute da parecchi ambienti qualificati della scuola, ritorna a distanza di un anno a riproporre temi vecchi e nuovi della complessa problematica umana, che ogni giorno viene vissuta e sofferta, talvolta drammaticamente, da quanti fra i banchi, e fuori, di un’aula scolastica cercano affannosamente di edificare per sé e per gli altri un domani migliore. Luciano Messina Preside dell’Istituto Magistrale Statale “G. Gentile” Castelvetrano Da “ Incontri” vol. 2 1965

  26. La bella addormentata,che è la scuola italiana,deve scuotersi dal letargo,deve uscire dalla favola ed entrarenella storia. Ha bisogno di cervelli che funzionino e di idee che circolino. (1972) La bella addormentata

  27. Puntualmente, come ogni anno, Luciano Messina ha dato alle stampe il volume “Incontri”. Siamo già al settimo numero di questa rassegna annuale che narra la storia delle iniziative e delle conquiste dell’Istituto magistrale di Castelvetrano di cui il Messina è preside da tanti anni. Conosciamo l’opera del Messina, tutto proteso ad allargare gli angusti orizzonti entro cui opera la scuola. Ferruccio Centonze

  28. Le strutture • Con strutture siffatte,qualsiasi edificio non regge al soffiar dei venti e vacilla e crolla. Queste strutture vanno riformate con urgenza e decisione,hanno bisogno di strumenti legislativi adeguati e coraggiosi ( 1972)

  29. Alcuni aspetti della musica contemporanea • Vi è una musica contemporanea colta ed una di consumo,gastronomica.La seconda è a tutti voi nota.La prima pensiamo che lo sia molto meno,parla un linguaggio che risulta ai più poco comprensibile.Ascolteremo Strawinskij,dal quale dipende il futuro sviluppo della musica. • Prof.A.Titone • ( Da “Incontri”vol.8)

  30. Paolo VI ricorda il filosofo Gentile • Il Papa ha ricordato brevemente il filosofo G.Gentile nel corso dell’udienza generale,rivolgendo un particolare saluto ad allievi ed insegnanti della scuola “ G.Gentile” di Castelvetrano,in Sicilia. • ( Da il “ Messaggero”,1973 )

  31. “Non si può trascurare il principio che alla coscienza democratica dell’educazione, opera di uomini liberi per uomini liberi, deve logicamente corrispondere una democrazia delle scienze nella cultura pedagogica”

  32. “Il giovane deve imparare nella scuola che ogni uomo ha un bene inestimabile; la libertà, che ciascuno deve difendere a tutti i costi. Nella scuola democratica il giovane dovrà essere abituato a questi ideali, per conservarli per tutta la vita e solo allora si potrà sperare in una comunità di uomini liberi, capaci di volere sempre il bene. Uguaglianza di diritti nell’uguaglianza dei doveri” (1965)

  33. “La scuola non è una fabbrica di bottoni o di mattoni, LA SCUOLA è una “fabbrica di uomini”; una fabbrica, che ha bisogno di silenzi, come un convento di clausura, poiché i silenzi, più che le parole, arrivano all’anima e l’accendono e la sollevano al cospetto della verità e la consegnano e la conquistano all’infinito” (Agosto 1969)

  34. Tieni candido il cuore esarai forte.Fortecon il corpo e le passioniforte contro l’odioe l’ingiustiziaforte contro la violenzatua e del mondoda “ Lettera al mio nipotino“ ( Fantasmi,1981 )

  35. Addio dolce poeta perso nel tuo mondo Saggio e abile giocoliere di parole rare Cuore nobile dentro un sogno infranto che è questa terra bruciata di dolore Fai buon viaggio professore caro che ci hai insegnato A non doverci abituare al male, a vivere contro l’ignoranza la violenza e l’arroganza dei potenti, a vivere e lottare. A presto ingenuo sognatore del bene contro il male Piccolo eroe comico e “ testone” che tu possa riposare finalmente per sempre sereno . Luciano Amsterdam 6 Giugno 2007

  36. Ha collaborato la prof.ssa Maria Antonietta Garofalo Ringraziamo la gentile fam. Messina per il prezioso materiale fornitoci e il sig. S. Stella per i consigli e la…pazienza

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