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Dall ’ integrazione all ’ inclusione

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Dall ’ integrazione all ’ inclusione

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  1. Dall’integrazione all’inclusione Una scuola che è, insieme, accogliente e competente è una scuola inclusiva ITALO FIORIN UNIVERSITA' LUMSA ROMA

  2. La ‘via italiana’ all’inclusione ha una lunga storia Il processo che ha portato la scuola italiana a scegliere la via dell’inclusione può essere letto come un movimento dialettico tra “istituente” (nuove idee, nuove esperienze) ed “istituito” (il quadro normativo consolidato) ITALO FIORIN UNIVERSITA' LUMSA ROMA

  3. Le tappe della via italiana all’inclusione Dalla logica dell’esclusione alla logica della medicalizzazione (fino agli anni Sessanta/Settanta) Dalla logica della medicalizzazione alla logica dell’ inserimento (anni Settanta) Dalla logica dell’ inserimento alla logica dell’ integrazione, (Relazione Falcucci, Legge 517/77…) Dalla logica dell’integrazione alla logica dell’inclusione E oggi? ITALO FIORIN UNIVERSITA' LUMSA ROMA

  4. Dalla ‘Relazione Falcucci’ “Il superamento di qualsiasi forma di emarginazione degli handicappati passa attraverso un nuovo modo di concepire e di attuare la scuola, così da poter veramente accogliere ogni bambino ed ogni adolescente per favorirne lo sviluppo personale.” ITALO FIORIN UNIVERSITA' LUMSA ROMA

  5. individualizzazione “La frequenza di scuole comuni da parte di bambini handicappati non implica il raggiungimento di mete culturali minime comuni. Lo stesso criterio di valutazione dell’esito scolastico, deve perciò fare riferimento al grado di maturazione raggiunto dall’alunno sia globalmente sia a livello degli apprendimenti realizzati, superando il concetto rigido del voto o della pagella.” (dalla ‘Relazione Falcucci’) ITALO FIORIN UNIVERSITA' LUMSA ROMA

  6. personalizzazione “Fondamentale è l’affermazione di un più articolato concetto di apprendimento, che valorizzi tutte le forme espressive attraverso le quali l’alunno realizza e sviluppa le proprie potenzialità e che sino ad ora sono stati lasciate prevalentemente in ombra. L’ingresso di nuovi linguaggi nella scuola, se costituisce infatti un arricchimento per tutti, risulta essenziale per gli alunni che non rispondono alle richieste di un lavoro formale, in quanto offre oro reali possibilità di azione e di affermazione. Si dovrebbe giungere per questa via ad allargare il concetto di apprendimento affinché, accanto ai livelli di intelligenza logica-astrattiva, venga considerata anche l’intelligenza sensorio-motrice e pratica e siano soprattutto tenuti presenti i processi di socializzazione” (dalla ‘Relazione Falcucci’) ITALO FIORIN UNIVERSITA' LUMSA ROMA

  7. INDIVIDUALIZZAZIONEEPERSONALIZZAZIONE L’individualizzazione riguarda la definizione degli obiettivi, che vanno commisurati alla possibilità che l’alunno ha di raggiungerli. La personalizzazione riguarda i modi di acquisizione degli obiettivi, gli stili di apprendimento, l’utilizzazione che l’alunno fa delle proprie risorse personali. ITALO FIORIN UNIVERSITA' LUMSA ROMA

  8. 1. Una scuola che integra Perché ci sia integrazione bisogna che la scuola cambi la sua cultura pedagogica e, di conseguenza, la sua organizzazione didattica. La scuola deve diventare - come scuola - competente nell’accoglienza, non agire delegando a gestire le situazioni difficili gli insegnanti specializzati. ITALO FIORIN UNIVERSITA' LUMSA ROMA

  9. 2. Una scuola ‘su misura’ Una organizzazione didattica all’altezza della sfida è caratterizzata da grande flessibilità, perché deve inventare soluzioni adeguate alle diverse esigenze degli alunni. ITALO FIORIN UNIVERSITA' LUMSA ROMA

  10. 3. Una scuola che accompagna Il significato della valutazione deve essere soprattutto pedagogico, finalizzato ad accompagnare in maniera più pertinente ciascun alunno nel suo percorso di apprendimento. ITALO FIORIN UNIVERSITA' LUMSA ROMA

  11. 4. Una scuola che progetta Si afferma una nuova idea di programmazione, secondo quanto vanno proponendo le teorie del curricolo. La programmazione di tipo curricolare è elaborata collegialmente, definisce con precisione obiettivi e metodi, non limitandosi ad elencare contenuti, prevede le modalità della verifica e della valutazione, è flessibile, rivedibile in itinere, per quanto possibile individualizzata. ITALO FIORIN UNIVERSITA' LUMSA ROMA

  12. Qualità, collegialità,corresponsabilità a) maggior specializzazione degli insegnanti, a partire dalla scuola elementare; b) superamento di un rigido modo di intendere il rapporto dell’insegnante con la classe, nella direzione di una maggior corresponsabilità tra docenti e di una diversificazione anche organizzativa del lavoro didattico (lavoro a ‘classi aperte’, lavoro per gruppi di livello, ecc…); c) presenza nella scuola di nuovefigureprofessionali (dall’insegnante specializzato nel sostegno, agli educatori o dagli assistenti messi a disposizione dagli enti locali, agli operatori dell’equipe medico-psico-pedagogica ..). ITALO FIORIN UNIVERSITA' LUMSA ROMA

  13. Un nuovo ruolo “ Sicuramente qualcosa cambiava: non c’era solo la ‘mia’ sezione, i ‘miei’ genitori, i ‘miei’ bambini, tutto doveva avere una visione d’insieme, ogni scelta non era proiettata sul mio piccolo mondo, ma su tutta la scuola. “ ITALO FIORIN UNIVERSITA' LUMSA ROMA

  14. LA SCUOLA IMPERMEABILEMeccanismi difensivi: Gerarchie nette Rigida separazione dei ruoli Accettazione condizionata Individualismo ‘Neutralità’‘Oggettività’ Motivazione estrinseca (voti, bocciature, ricompense…) Trasmissione standardizzata del sapere Netta divisione scuola-extrascuola ITALO FIORIN UNIVERSITA' LUMSA ROMA

  15. LA SCUOLA ‘POROSA’Modalità di resilienza: Disponibilità a mettersi in discussione , a evidenziare le proprie criticità, a rielaborare e riprogettare Impegno nel coltivare una dimensione di ricerca che produca innovazione Capacità di co-evoluzione e quindi di co-educazione Cura dei ‘confini’, ricerca dei sentieri che uniscono (sinapsi), costruzione di ponti (importare-esportare) ITALO FIORIN UNIVERSITA' LUMSA ROMA

  16. ITALO FIORIN UNIVERSITA' LUMSA ROMA

  17. La “via italiana”all’inclusioneLe finalità: Socializzazione, partecipazione e riconoscimento sociale Apprendimento, sviluppo di competenze Massima autonomia possibile, comportamentale e psicologica Identità,autostima, personalità Competenze lavorative Partecipazione sociale nella vita adulta ITALO FIORIN UNIVERSITA' LUMSA ROMA

  18. La “via italiana”all’inclusioneLe finalità: Arricchimento relazionale, umano e cognitivo per tutti gli alunni Collaborazione e sostegno alla famiglia dell’alunno in difficoltà Sviluppo professionale delle figure che operano nella scuola e miglioramento dei processi organizzativi Crescita culturale diffusa:rispetto delle differenze ITALO FIORIN UNIVERSITA' LUMSA ROMA

  19. Lo scenario internazionale:la convergenza degli orientamenti Approccio per inclusione (in crescita) Approccio per distinzione (in diminuzione) Approccio misto (prevalente) ITALO FIORIN UNIVERSITA' LUMSA ROMA

  20. Lo scenario internazionale:la classificazione dell’OMS BES disabilità D.S.A. svantaggio ITALO FIORIN UNIVERSITA' LUMSA ROMA

  21. I bisogni educativi speciali, richiedono interventi di aiuto speciali, ma la loro caratteristica non è di essere qualcosa di ‘altro’ e di collocarsi parallelamente alla esperienza ‘normale’, piuttosto è quella di arricchire dispeciale qualità l’esperienza di tutti UNA ‘SPECIALE’ QUALITA’ ITALO FIORIN UNIVERSITA' LUMSA ROMA

  22. THE ITALIAN WAY TO INCLUSION SIGNAL DIAGNOSIS CERTIFICATION NOCERTIFICATION SPECIALIST TEACHER FOR INCLUSION ITALO FIORIN- SIMONE CONSEGNATI LUMSA UNIVERSITY ROME

  23. THE DIAGNOSIS • Made by medical team, according to L. 104/92 • Produced after a family requested (and sometimes by the school) • Necessary to have specialist teachers for inclusion ITALO FIORIN- SIMONE CONSEGNATI LUMSA UNIVERSITY ROME

  24. DUE VOLTE FRANCES DESCRIZIONE CURATA DAGLI SPECIALISTI DESCRIZIONE CURATA DALLA FAMIGLIA Disordine di sviluppo non identificato. Difficoltà di apprendimento severe. Epilessia generalizzata, polimorfa, intrattabile. Disordini comunicativi. Autismo. Paralisi cerebrale. Disordini nel movimento. Tono muscolare povero (atassia). CIAO. Io sono Frances. CHI SONO. Sono una bambina di otto anni. Sono una nipote e una cugina. Ma posso anche essere un’amica. Posso essere una compagna (non rivelo mai i segreti). ITALO FIORIN LUMSA

  25. PUPILS CERTIFICATION • Following step after the diagnosis • It’s a result of a medical and psychological examination • After this step pupils receive specialist teachers for inclusion ITALO FIORIN- SIMONE CONSEGNATI LUMSA UNIVERSITY ROME

  26. Law 104/1992 about school integration DYNAMIC FUNCTIONAL PROFILE INDIVIDUALIZED EDUCATIONAL PLAN (IEP) FUNCTIONAL DIAGNOSIS Medical treatment school ITALO FIORIN- SIMONE CONSEGNATI LUMSA UNIVERSITY ROME

  27. Modelli diagnostici utilizzati prevalentemente • DSM-5 (quinta versione DSM)La prima versione risale al 1952 (DSM-I) e fu redatta dall'American Psychiatric Association (APA ) • ICD-10(decima versione ICD) classificazione internazionale delle malattie e dei problemi correlati, proposta dall‘ Organizzazione Mondiale della salute (OMS),prima versione 201

  28. La situazione globale di una persona(il suo “funzionamento”) Condizioni fisiche (input biologico) Corpo Funzioni corporee Strutture corporee Integrazioni Partecipazione sociale Capacità ATTIVITA’ PERSONALI Performance Fattori contestuali (input contestuale) AMBIENTALI PERSONALI ITALO FIORIN UNIVERSITA' LUMSA ROMA

  29. Che cos’è la disabilità, come si descrive, come si evita, come si supera? Edward mani di forbice Che cos’è il funzionamento, come si descrive, come si promuove, come si raggiunge? ITALO FIORIN UNIVERSITA' LUMSA ROMA

  30. World report on disability (2011) È cambiato il paradigma di riferimento sulla disabilità: dacaratteristica di un individuoacaratteristica di interazione negativa tra individuo con menomazioni durature e ambiente barriera La prevalenza della disabilità è crescente La disabilità si presenta in modi estremamente differenti Le persone con disabilità incontrano numerose e diffuse barriere nell’accesso ai servizi (sanitari, dell’istruzione, del lavoro, dei trasporti, dell’informazione) La disabilità caratterizza maggiormente le popolazioni vulnerabli Le persone con disabilità tendono a avere peggiori condizioni di salute e peggiori esiti socioeconomici Fonte:http://www.who.int/disabilities/world_report/2011/en/index.htmlhttp://www.who.int/disabilities/world_report/2011/en/index.html ITALO FIORIN UNIVERSITA' LUMSA ROMA

  31. Le raccomandazioni ai governi Il rapporto mondiale sulla disabilità rileva che su un bilione di persone che nel mondo sono disabili, 110-190 milioni incontrano significative difficoltà nella loro vita quotidiana. Sono numerose le barriere che esse incontrano nella vita: stigma e discriminazione; mancanza di cure adeguate e di riabilitazione trasporti, edifici e informazione inaccessibili. Il report raccomanda che i governi provvedano affinchè: le persone con disabilità possano accedere a tutti i principali servizi, investano in specifici programmi per quelle persone con disabilità che manifestano particolari necessità, adottino una strategia nazionale per contrastare la disabilità adottino un piano d’azione. Le persone con disabilità dovrebbero essere consultate e coinvolte nella pianificazione e implementazione di queste iniziative. ITALO FIORIN UNIVERSITA' LUMSA ROMA

  32. La Convenzione, con i suoi 50 articoli, elabora in dettaglio i diritti delle persone con disabilità. Si occupa, tra l'altro, di diritti civili e politici, accessibilità, partecipazione, diritto all'educazione, alla salute, al lavoro e alla protezione sociale. La Convenzione riafferma i diritti inalienabili che appartengono a ciascun individuo e che non possono essere negati proprio alla parte più fragile della popolazione Convenzione sui diritti delle persone con disabilità (ONU-New York 13.12.2006) ITALO FIORIN UNIVERSITA' LUMSA ROMA

  33. Principi generali della convenzione Il rispetto per la dignità intrinseca, l’autonomia individuale, compresa la libertà di compiere le proprie scelte, e l’indipendenza delle persone. La non discriminazione. La piena ed effettiva partecipazione e inclusione nella società. Il rispetto per la differenza e l’accettazione delle persone con disabilità come parte della diversità umana e dell’umanità stessa. La parità di opportunità. L’accessibilità. La parità tra uomini e donne. Il rispetto dello sviluppo dei minori con disabilità e il rispetto del diritto dei minori con disabilità a preservare la propria identità. ITALO FIORIN UNIVERSITA' LUMSA ROMA

  34. La condizione di disabilità Secondo la Convenzione quattro sono i fattori di rilievo per la definizione di una condizione di disabilità: La presenza di menomazioni durature Il ruolo dell’ambiente (in quanto barriera) Il risultato di un’interazione tra persona e ambiente in termini di restrizione di partecipazione La questione dell’eguaglianza ITALO FIORIN UNIVERSITA' LUMSA ROMA

  35. Il funzionamento/la disabilità sono condizioni … • Definite su più assi = • multiassiali per definizione • Centrate sull’interazione = • dinamichee uniche per definizione • Considerate in relazione al contesto = • sistemiche per definizione ITALO FIORIN UNIVERSITA' LUMSA ROMA

  36. FUNCTIONAL DIAGNOSIS • Produced by a multidisciplinary team (child psychiatrist, rehabilitation therapist, doctors) • Released to the family for school • Prepared in summer for the following year • Indicates the potential of the pupils ITALO FIORIN- SIMONE CONSEGNATI LUMSA UNIVERSITY ROME

  37. DUE VOLTE FRANCES DIAGNOSI MEDICA PRESENTAZIONE DELLA FAMIGLIA Disordini del sonno. Intolleranza alimentare al glutine e ai latticini. Scoliosi lombare. Pubertà precoce. Andatura malferma; movimenti scomposti delle mani. Coordinazione disarmonica. Scarso controllo fine e grosso motorio COSE CHE MI PIACCIONO. Passeggiare. Giocattoli da abbracciare. Oggetti soffici. Mangiare (soprattutto le mele). La musica. Bere. Nuotare. Guardare le persone. Andare in città. Andare al caffè. Giocare sulla spiaggia. Andare a cavallo. Esplorare nuovi spazi. Andare sul triciclo. ITALO FIORIN LUMSA

  38. DUE VOLTE FRANCES DIAGNOSI MEDICA PRESENTAZIONE DELLA FAMIGLIA Epilessia generalizzata, polimorfa, intrattabile. Disordini comunicativi. Autismo. Paralisi cerebrale. Disordini nel movimento. Tono muscolare povero (atassia COSE CHE TROVO DIFFICILI. Capire il linguaggio. Seguire le istruzioni. Percepire il pericolo. Vestirmi da sola. Nutrirmi da sola. Usare i servizi. Controllare gli attacchi di epilessia. Concentrarmi su quello che non mi interessa. Dormire in ambienti nuovi. Camminare. Capire i sentimenti degli altri. Imparare nuove abilità. ITALO FIORIN LUMSA

  39. DUE VOLTE FRANCES DIAGNOSI MEDICA PRESENTAZIONE DELLA FAMIGLIA Disordine nello sviluppo neurologico Diagnosi clinica: sindrome di Angelman Possibile sindrome di Rett atipica MODI CON I QUALI POSSO CO MUNICARE CON TE. Dì il mio nome e guardami quando parli. Prenderò la tua mano per indicarti ciò che voglio. Parla chiaramente. Talvolta indico con gli occhi ciò che voglio. ITALO FIORIN LUMSA

  40. DUE VOLTE FRANCES DIAGNOSI MEDICA PRESENTAZIONE DELLA FAMIGLIA Comportamento sensibile agli stimoli non verbali. Disordini generici. MODI CON I QUALI PUOI AIUTARMI. Rendimi partecipe di tutto. Permettimi di muovermi liberamente in un luogo sicuro. Incoraggiami ad aiutare altri bimbi. Non iperproteggermi. Indicami nuove attività. Aiutami a fare le cose che mi piacciono. Aiutami ad avere nuovi amici. Sii creativo! Crea nuove opportunità per me. ITALO FIORIN LUMSA

  41. STUDENTI O PERSONE?

  42. QUELLO CHE DEVI CONOSCERE DI ME Ho l’epilessia: per favore impara quello che è necessario in caso di attacco. Ho una dieta senza glutine e latticini: per favore, chiedi ciò che posso mangiare. Quando ho poco equilibrio, devi usare le mie “briglie” perché non mi faccia male. Quando cammino devo indossare un elmo protettivo. A volte sono un po’ agitata ma non posso dire perché.

  43. COSE CHE VOGLIO TU SAPPIA DI ME Sono bravissima a tenere i segreti. Amo sentir raccontare le fiabe. Se vuoi ti posso condurre a fare un giro nel mio giardino. E se metti il mio braccio attorno al tuo collo posso anche darti un abbraccio.

  44. Che cos’è il Sostegno? Non, certamente, un insegnante. << Ogni attività che accresce la capacità della scuola di rispondere alla diversità degli alunni>> << Quando l’attività didattica comune viene progettata in modo da promuovere la partecipazione di tutti gli alunni, il bisogno di sostegno individuale diminuisce>> (T. Booth, M. Ainscow)

  45. Perchè serve usare ICF / ICF -CY Modello di funzionamento/disabilità Fedele alla complessità dei fenomeni e Sistema di classificazione Operazionale, transculturale e multilinguistico per raccogliere informazioni valide e affidabili

  46. Ripartiamo dalla definizione di funzionamento e disabilità di ICF Disabilità:termine ombrello per menomazioni delle funzioni e delle strutture corporee, limitazioni delle attività e restrizioni della partecipazione. Essa indica gli aspetti negativi dell'interazionetra un individuo (con una condizione di salute) e i fattori contestuali di quell'individuo (fattori personali e ambientali)‏ Funzionamento:termine ombrello per le funzioni e le strutture corporee, le attività e la partecipazione. Esso indica gli aspetti positivi dell'interazione tra un individuo (con una condizione di salute) e i fattori contestuali di quell'individuo (fattori personali e ambientali) ? ? ? ITALO FIORIN UNIVERSITA' LUMSA ROMA

  47. Che cos’è la disabilità? Che cos’è il funzionamento? Esito negativo Indicatore di “interazioni negative” vs Esito positivo Indicatore di “interazioni positive” ITALO FIORIN UNIVERSITA' LUMSA ROMA

  48. NO ai termini e agli aggettivi (e agli strumenti valutativi) che isolano l’individuo dall’ambiente i termini invalido, inabile, disabile, non-autosufficiente che isolano in modo netto la persona dal suo ambiente e pongono l’enfasi del problema sul corpo della persona stessa. espressioni del tipo “disabile fisico”, “disabile psichico”, “disabile sensoriale” creano un cortocircuito diretto tra menomazione e disabilità, o anche più grossolano tra malattia e disabilità, come se “le opportunità” della persona siano tutte comprese nella “etichetta” diagnostica o nella lista di menomazioni. ITALO FIORIN UNIVERSITA' LUMSA ROMA

  49. Dei fattori ambientali e della loro rilevanza • Il contesto (costituito da fattori personali e fattori ambientali) può agire come facilitatore o come barriera • ICF distingue al momento i seguenti fattori ambientali • i prodotti e le tecnologie (ad esempio: farmaci, protesi, ascensori, …)‏ • aspetti geografici e territoriali (ad esempio: clima, luce, densità..)‏ • le relazioni di sostegno (ad esempio: familiari, operatori sanitari, amici, …)‏ • gli atteggiamenti (stigma, svalorizzazione, credenze, convinzioni…)‏ • i sistemi, i servizi e le politiche (sanitari, sociali, del lavoro, dell’istruzione, dei trasporti,..) • Non è possibile codificare I fattori personali, che però è fondamentale descrivere

  50. Dimmi con chi vivi, chi ti segue, in che città vivi, etc… per capire come e grazie/(nonostante) a chi e a che cosa ce la fai/non ce la fai a vivere e di chi/che cosa hai bisogno per poter vivere Un’attenta analisi dellatipologia, del numero e dell’effetto dei fattoriambientali è fondamentale (ed è una novità nella novità) per distinguere tra funzionamenti Questo rende in qualche modo possibile distinguere gli effetti delle ricombinazioni dei fattori ambientali sui funzionamenti Il progetto personalizzato di intervento agisce sulla tipologia, l’entità e l’effetto dei fattori ambientali già coinvolti (che possono essere sostenuti nel tempo, rimodulati, rimossi) o da introdurre (nel caso in cui manchino del tutto)