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Il Business Plan

Il Business Plan. Concetti base di Francesco Fusco. LA PIANIFICAZIONE. E’ il processo con il quale Si stabiliscono gli obiettivi da raggiungere nel periodo (3-5 anni) Si individuano le risorse (umane e finanziarie) e gli strumenti (nuovi prodotti, nuovi mercati)

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Presentation Transcript


  1. Il Business Plan Concetti base di Francesco Fusco

  2. LA PIANIFICAZIONE E’ il processo con il quale • Si stabiliscono gli obiettivi da raggiungere nel periodo (3-5 anni) • Si individuano le risorse (umane e finanziarie) e gli strumenti (nuovi prodotti, nuovi mercati) per raggiungere gli obiettivi FFusco

  3. IL BUSINESS PLAN è lo strumento che permette di guidare pianificare e controllare LE DECISIONI STRATEGICHE D’IMPRESA FFusco

  4. consiste nella rappresentazione organica di un’idea imprenditoriale, di una nuova iniziativa produttiva in sostanza è il documento che traduce un progetto in un piano ben organizzato e strutturato FFusco

  5. TALE DOCUMENTO • Traduce in termini numerici e descrittivi le principali informazioni del progetto • Rappresenta la realtà aziendale nell’ambito di un determinato periodo d’osservazione, evidenziandone le componenti economico-patrimoniali-finanziarie FFusco

  6. LE INFORMAZIONI CHE FORNISCE IL BUSINESS PLAN • TECNICHE Caratteristiche del prodotto/della commessa Tecnologie da utilizzare • MARKETING Mercato/clientela da raggiungere Prezzi e politiche promozionali • CONTABILI Spese necessarie all’avvio Fonti di finanziamento • ECONOMICHE Impatto del progetto sui costi e sui ricavi dell’azienda • DESCRITTIVE Compagine imprenditoriale Storia della società Adempimenti burocratici, amministrativi, ambientali FFusco

  7. LA STRUTTURA-TIPO DEL BUSINESS PLAN COME LO VOGLIAMO FARE CHI SIAMO, DOVE SIAMO E CHE COSA VOGLIAMO FARE PARTE DESCRITTIVA (ARGOMENTI) PARTE NUMERICA (DATI) BUSINESS PLAN FFusco

  8. UNA COMPOSIZIONE TIPICA DEL BUSINESS PLAN

  9. PARTE DESCRITTIVA (argomenti) • Presentazione dell’impresa • Iniziativa proposta • Prodotto/servizio • Mercato e concorrenza • Ciclo di produzione FFusco

  10. PARTE NUMERICA (dati) • Documenti consuntivi • Informazioni (monetarie e non) di integrazione • Ripartizione investimenti • Ipotesi previsionali • Capacità produzione • Prezzi e volumi FFusco

  11. Si parla di BUSINESS PLAN anche quando l’intervento proposto riguarda una struttura già esistente e non solo una nuova impresa FFusco

  12. In una società avviata la regolare e sistematica costruzione del business plan consente all’imprenditore di valutare • quello che vuole fare e • il modo migliore per farlo FFusco

  13. LA PRIMA FASE DEL PROCESSO DI PIANIFICAZIONE È rappresentata da un’idea che prende forma • improvvisamente • in seguito a studi • in seguito a ricerche di mercato FFusco

  14. SUCCESSIVAMENTE È necessario un processo strutturato per verificare la fattibilità del progetto FFusco

  15. IL PASSAGGIO DALL’IDEA AL PROGETTO genera una serie di analisi e valutazioni per verificare diverse informazioni inerenti: • il mercato potenziale al quale rivolgersi • le spese da sostenere (costi fissi e variabili) • la copertura finanziaria necessaria per realizzare il progetto •  la dotazione di risorse umane idonee FFusco

  16. IL RISULTATO FINALE DI QUESTO PROCEDIMENTO È rappresentato da documenti contabili previsionali che informano sull’impatto economico-finanziario-patrimoniale dell’iniziativa  e consentono di valutare l’effettiva realizzabilità e meritevolezza soprattutto in termini di utili del progetto FFusco

  17. Le tecniche di analisi dei costi Adottate consistono nel DIRECT COSTINTG E L’analisi del BEP FFusco

  18. Le tecniche di analisi dei costi PRIMA DI ESAMINARE IL B.PLAN E’ OPPORTUNO CHIARIRE ALCUNI CONCETTI FFusco

  19. LA TECNICA DEL DIRECT COSTING

  20. CARATTERISTICHE DEL DIRECT COSTING E’ UNA TECNICA DI CALCOLO DEI COSTI BASATA SULLA DISTINZIONE DEI COSTI IN FISSI E VARIABILI FFusco

  21. I COSTI VARIABILI SONO PROPORZIONALI ALLA QUANTITA’ PRODOTTA E, PERTANTO, SONO ATTRIBUITI AI SINGOLI PRODOTTI CUI SI RIFERISCONO FFusco

  22. I COSTI FISSI RAPPRESENTANO L’ONERE CHE L’IMPRESA DECIDE DI SOSTENERE PER SVOLGERE L’ATTIVITA’ PRODUTTIVA. SONO SOSTENUTI INDIPENDENTEMENTE DALLA PRODUZIONE EFFETTUATA FFusco

  23. I COSTI FISSI SONO CONSIDERATI COSTI DI STRUTTURA O DI CAPACITA’ NON SONO, PERTANTO, IMPUTATI ALLE SINGOLE LAVORAZIONI, MA AL RISULTATO ECONOMICO DEL PERIODO FFusco

  24. IL DIRECT COSTING CONSIDERA I COSTI FISSI NON COME COSTI DA IMPUTARE AL SINGOLO PRODOTTO, MA COME COSTI DI PERIODO CHE DEVONO ESSERE NECESSARIAMENTE COPERTI PER RAGGIUNGERE UN PAREGGIO ECONOMICO. AL PRODOTTO VENGONO IMPUTATI SOLAMENTE QUEI COSTI CHE GLI SONO OGGETTIVAMENTE RIFERIBILI, CIOE’ I COSTI VARIABILI FFusco

  25. CRITICHE ALLA TECNICA DEL FULL COSTING I RISULTATI CHE SI OTTENGONO CON TALE TECNICA NON SONO OGGETTIVI MA CONVENZIONALI A CAUSA DEL RIPARTO DEI COSTI FISSI: POTREBBERO FAR COMMETTERE ERRORI DI VALUTAZIONE FFusco

  26. CON IL FULL COSTING SI OTTIENE UN’ INFORMAZIONE DI COSTO COMPLETA MA FUORVIANTE CHE RICHIEDE COSTOSE ELABORAZIONI FFusco

  27. LA METODOLOGIA DI CALCOLO DEI COSTI PIENI IMPUTA I COSTI INDIRETTI AGLI OGGETTI DI CALCOLO BASANDOSI SU CONGETTURE PIU’ O MENO ATTENDIBILI, QUALUNQUE SIA IL CRITERIO DI RIPARTIZIONE ADOTTATO FFusco

  28. LA TECNICA DEL DIRECT COSTING PIUTTOSTO CHE ELABORARE METODOLOGIE DI CALCOLO COMPLESSE CHE PRODUCONO INFORMAZIONI DI COSTO CARATTERIZZATE DA UN CERTO GRADO DI SOGGETTIVITA’, FOCALIZZA L’ATTENZIONE ESCLUSIVAMENTE SUGLI ELEMENTI DI COSTO OGGETTIVAMENTE IMPUTABILI ALL’OGGETTO DI CALCOLO FFusco

  29. CON IL DIRECT COSTING SI OTTIENE UN’ INFORMAZIONE DI COSTO PRECISA E CERTA, ANCHE SE INCOMPLETA FFusco

  30. CON IL DIRECT COSTING SI PERVIENE ALLE SEGUENTI CONFIGURAZIONI DI COSTO COSTI DELLA MATERIA PRIMA PER SINGOLO PRODOTTO + COSTI DELLA MANO D’OPERA VARIABILE PER PRODOTTO + ALTRI COSTI VARIABILI PER PRODOTTO = COSTO INDUSTRIALE VARIABILE PER PRODOTTO + ALTRI COSTI GENERALI COMMERCIALI VARIABILI PER PRODOTTO = COSTO COMPLESSIVO VARIABILE PER SINGOLO PRODOTTO FFusco

  31. IL DIRECT COSTING NON SI PROPONE DI INDIVIDUARE IL COSTO GLOBALE DI UN PARTICOLARE OGGETTO. IL SUO OBIETTIVO E’ QUELLO DI DETERMINARE IL LIVELLO MINIMO DEI RICAVI NECESSARIO A COPRIRE I COSTI TOTALI SOSTENUTI NEL PERIODO OSSERVATO, OSSIA IN CHE MISURA UNA DETERMINATA PRODUZIONE E’ IN GRADO DI CONTRIBUIRE ALLA COPERTURA DEI COSTI DI PERIODO FFusco

  32. SECONDO L’OTTICA DEL DIRECT COSTING AI FINI DELL’ECONOMICITA’ AZIENDALE E’ NECESSARIO CHE SIA SEMPRE SODDISFATTA L’EQUAZIONE: RICAVI TOTALI - COSTI VARIABILI TOTALI>=COSTI FISSI TOTALI FFusco

  33. CON LA TECNICA DEL DIRECT COSTING LE VALUTAZIONI DI CONVENIENZA DELLA REDDITIVITA’ DEI DIFFERENTI PRODOTTI SI BASANO SUL CONFRONTO DEL MARGINE DI CONTRIBUZIONE. I COSTI FISSI ENTRANO NEL SISTEMA DI CALCOLO ESCLUSIVAMENTE A LIVELLO AZIENDALE FFusco

  34. IL MARGINE DI CONTRIBUZIONE È DATO DALLA DIFFERENZA TRA IL RICAVO E IL COSTO COMPLESSIVO VARIABILE CHE DEVE PARTECIPARE ALLA COPERTURA DEI COSTI FISSI E ALLA FORMAZIONE DELL’UTILE DI PERIODO FFusco

  35. LE DIVERSE CONFIGURAZIONIDEL MARGINE DI CONTRIBUZIONE Margine di contribuzione unitario: differenza tra prezzo e costo variabile di un singolo prodotto: indica quale e’ il contributo in termini monetari che apporta un ulteriore prodotto venduto alla copertura dei costi fissi Margine di contribuzione totale: prodotto tra margine di contribuzione unitario e unità prodotte/vendute Margine di contribuzione aziendale:sommatoria dei margini di contribuzione totali: indica quale e’ il margine che rimane all’azienda per coprire i costi di periodo FFusco

  36. LE METODOLOGIE PER LA DETERMINAZIONE DEI COSTI DIRETTI • DIRECT COSTING SEMPLICE • DIRECT COSTING EVOLUTO FFusco

  37. ESEMPIO: DIRECT COSTING SEMPLICE FFusco

  38. FFusco

  39. ESEMPIO: DIRECT COSTING EVOLUTO FFusco

  40. FFusco

  41. COMMENTI IL DIRECT COSTING SEMPLICE EVIDENZIA MARGINI PIU’ REMUNERATIVI PER I RASOI E PER I PROFUMI RISPETTO ALLE PENNE A SFERA CIO’ POTREBBE PORTARE A SCELTE ERRATE PERCHE’ BASATE SU INFORMAZIONI DI COSTO INCOMPLETE FFusco

  42. L’ANALISI DEI COSTI FISSI SPECIFICI RIBALTA L’ORDINE DI CONVENIENZA DELLE TRE LINEE DI PRODOTTO POICHE’ LE PENNE RICHIEDONO INVESTIMENTI PRODUTTIVI, COMMERCIALI E DI RICERCA E SVILUPPO MOLTO INFERIORI.AL CONTRARIO I PROFUMI, A CAUSA DEGLI ELEVATI COSTI FISSI SPECIFICI, RISULTANO MENO REDDITIZI

  43. IL DIRECT COSTING EVOLUTO PER LE SUE CARATTERISTICHE PUO’ ESSERE UTILIZZATO PROFICUAMENTE IN IMPRESE • CON ELEVATI COSTI FISSI • CHE OPERANO SU MOLTEPLICI AREE DI RISULTATO • CARATTERIZZATE DA UN ELEVATO NUMERO DI AREE DI RESPONSABILITA’ (ES. STRUTTURE DIVISIONALI) FFusco

  44. LA BREAK-EVEN ANALYSIS

  45. LA BREAK-EVEN ANALYSIS O ANALISI COSTI-VOLUMI-RISULTATI E’ UNA TECNICA IMPIEGATA NELLE DECISIONI AZIENDALI CHE ANALIZZA LE COMPONENTI ECONOMICHE IN FUNZIONE SOLO DELL’OUTPUT FINALE, OSSIA DELLE UNITA’ PRODOTTE FFusco

  46. CARATTERISTICHE • E’ ESTREMAMENTE FLESSIBILE E DI FACILE APPLICAZIONE PERCHE’ CONDIZIONATA SOLO DALLA VARIABILE UNITA’ PRODOTTE • PONE IN RELAZIONE IL VOLUME DI PRODUZIONE, VARIABILE INDIPENDENTE, CON L’ANDAMENTO DEI COSTI E DEI RICAVI TOTALI FFusco

  47. FINALITA’ DELLO STRUMENTO CONSENTE DI EVIDENZIARE QUALI SONO I LIVELLI PRODUTTIVI DA RAGGIUNGERE PER: • OTTENERE IL PAREGGIO TRA COSTI E RICAVI • RILEVARE CERTI OBIETTIVI IN TERMINI DI REDDITIVITA’ FFusco

  48. L’IMPIEGO DI QUESTA TECNICA, OLTRE A CONSENTIRE DI DETERMINARE GRAFICAMENTE O MATEMATICAMENTE IL PUNTO DI ROTTURA (BEP), PERMETTE DI VERIFICARE, IN VIA PREVENTIVA O CONSUNTIVA, GLI EFFETTI SUL REDDITO DI POSSIBILI VARIAZIONI DI QUANTITA’ ECONOMICHE (VENDITE, COSTI FISSI, COSTI VARIABILI, PREZZI) FFusco

  49. INOLTRE PERMETTE DI • DETERMINARE IL MARGINE DI SICUREZZA (FATT. OBIETTIVO-FATT. DI PAREGGIO/FATTURATO OBIETTIVO) • DEFINIRE I VALORI OBIETTIVO DELLE SINGOLE VARIABILI INSERITE NELL’EQUAZIONE: “RISULTATO ECONOMICO = RICAVI TOTALI - COSTI TOTALI”’ FFusco

  50. PRESUPPOSTI/LIMITI DELLA BEA • DISTINGUE I COSTI TOTALI IN FISSI E VARIABILI • CONSIDERA LINEARI LE FUNZIONI DI COSTO E DI RICAVO • PRESUPPONE CHE LE QUANTITA’ PRODOTTE SIANO PARI A QUELLE VENDUTE (ASSENZA DI RIMANENZE DI PRODOTTI FINITI) • CONSIDERA DATA LA CAPACITA’ PRODUTTIVA E PERTANTO I COSTI FISSI NON VARIANO NEL LORO IMPORTO COMPLESSIVO FFusco

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