1 / 24

Breve presentazione e requisiti

Breve presentazione e requisiti. IL DECRETO LEGISLATIVO 231/01. Introduzione. Da Dove viene la 231. Compilance programs USA: Sono codici di autoregolamentazione delle imprese. In Usa il livello di implementazione del modello gradua la pena

Download Presentation

Breve presentazione e requisiti

An Image/Link below is provided (as is) to download presentation Download Policy: Content on the Website is provided to you AS IS for your information and personal use and may not be sold / licensed / shared on other websites without getting consent from its author. Content is provided to you AS IS for your information and personal use only. Download presentation by click this link. While downloading, if for some reason you are not able to download a presentation, the publisher may have deleted the file from their server. During download, if you can't get a presentation, the file might be deleted by the publisher.

E N D

Presentation Transcript


  1. Breve presentazionee requisiti IL DECRETO LEGISLATIVO 231/01 Introduzione

  2. Da Dove viene la 231 Compilance programs USA: Sono codici di autoregolamentazione delle imprese. In Usa il livello di implementazione del modello gradua la pena Federal Sentencing Guidelines fine anni 80: sono i criteri per la commisurazione della pena (common law) che è solo di natura economica e non interdittiva.

  3. La legge delega n 300/2000 Il governo è tenuto entro otto mesi dall’avvenuta delega alla emanazione di un decreto legislativo che soggiaccia all’osservazione dei seguenti principi: Prevedere la responsabilità in relazione alla commissione, dei reati di cui agli articoli 316-bis, numero 1, 640 bis e 640 ter, 320, 321, 322-bis, 640, secondo comma, con esclusione dell’ipotesi in cui il fatto è commesso con abuso della qualità di operatore del sistema, del codice penale; Prevedere la responsabilità in relazione alla commissione dei reati relativi alla tutela dell’incolumità pubblica previsti dal titolo sesto del libro secondo del codice penale; Prevedere la responsabilità in relazione alla commissione dei reati previsti dagli articoli 589 e 590 del codice penale che siano stati commessi con violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro o le relative alla tutela dell’igiene e della salute sul lavoro; Prevedere la responsabilità in relazione alla commissione dei reati in materia di tutela dell’ambiente e territorio, che siano punibili con una pena detentiva non inferiore nel massimo ad un anno anche se alternativa alla pena pecuniaria, previsti dalla legge 31 dicembre 1962, n 1860, della legge 14 luglio 1965, n. 963, dalla legge 31 dicembre 1982, n. 979, dalla legge 28 febbraio 1985, n 47, e successive modificazioni, dal decreto-legge 27 giugno 1985, n. 312, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 1985, n.431, dal decreto del Presidente della repubblica 24 maggio 1988 n, 203 dalla legge 6 dicembre 1991, n.394, dal decreto legislativo 27 gennaio 1992, n.99, dal decreto legislativo 17 marzo 1995, n 230, dal decreto legislativo 5 febbraio 1997, n.22, e successive modificazioni, dal decreto legislativo 11 maggio 1999, n.152, dal decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 334, dal decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 372, e dal testo unico delle disposizioni legislative in materia di beni culturali e ambientali, approvato con decreto legislativo 29 ottobre 1999, n 490;

  4. D.Lgs 231/01 …restano solo i reati contro la P.A…. ART 24 Indebita percezione di erogazioni, Truffa in danno dello stato o di un ente pubblico o per il conseguimento di erogazioni pubbliche e frode informatica… ART 25 Corruzione e concussione

  5. E in futuro??? Entro un anno C’era la commissione Greco per le revisione del D.Lgs. 231/01.. Nuovo Testo unico in materia ambientale • DDL 2783 del 19 feb. 2008 – Ratifica ed esecuzione della convezione delle Nazioni Unite di Merida contro la corruzione • (risoluzione n.58/4 del 31 ottobre 2003)

  6. Aprile 2008 DDL 2807 del 20 feb. 2008 – Ratifica ed esecuzione della Convenzione del Consiglio d’Europa di Budapest in materia di criminalità informatica ha portato all’introduzione del nuovo art 24 bis del D.Lgs. 231/01 per recepire i nuovi articoli introdotti nel codice Penale.

  7. Giugno 2008 DDL del 13 giugno 2008 n.5 in materia di intercettazioni telefoniche, telematiche e ambientali che prevede l’introduzione dell’art. 25 nonies allargando la responsabilità ai sensi del D.Lgs. 231 per il reato previsto all’art 684 del codice penale: Pubblicazione arbitraria di atti in un procedimento penale Chiunque pubblica, in tutto o in parte, anche per riassunto o guisa d’informazione, atti o documenti di un procedimento penale, di cui sia vietata per legge la pubblicazione.

  8. Novità nel mondo del diritto Il Decreto parlava di “responsabilità amministrativa” ma si risponde davanti al giudice penale. Si passa della responsabilità NELL’organizzazione (il singolo) alla responsabilità DELL’organizzazione (l’azienda con il suo patrimonio)

  9. ANTE D.LGS. 231/2001 POST D.LGS. 231/2001 Persone fisiche Persone fisiche + Enti La responsabilità penale è solo riferita alle persone fisiche e non può essere trasferita ad un ente o una Società, siano essi dotati oppure privi di personalità giuridica Si introduce una forma di responsabilità a carico di Società ed altri Enti associativi Che prevede Sanzioni formalmente Di natura amministrativa ma sostanzialmente penale L’ente è responsabile per i reati commessi da soggetti con il potere di impegnare l’ente, i c.d. “soggetti in posizione apicale” (o da persone a questi sottoposti) nell’interesse o a vantaggio dell’Ente.

  10. Art. 1 - Soggetti Campo di applicazione SI:enti forniti di PG, società ed associazioni; anche ONLUS e fondazioni, anche aziende municipalizzate (spa, miste). NO: Stato, enti pubblici territoriali, enti pubblici non economici. ASL: sono enti pubblici economici ma anche enti territoriali

  11. Art.4 – Reati commessi all’estero Gli Enti che hanno nel territorio dello Stato la sede principale rispondono anche dei reati commessi all’estero. SEDE PRINCIPALE: sede decisionale per la commissione del reato

  12. Art. 5 – responsabilità dell’ente • l’ente risponde se il reato è stato commesso: • da soggetti “apicali”: persone che rivestono funzioni di rappresentanza di amministrazione o di direzione dell’ente o di una sua unità organizzativa dotata di autonomia finanziaria e funzionale; persone che esercitano, anche di fatto, la gestione e il controllo dell’ente. • da soggetti “subordinati”: persone sottoposte alla direzione o alla vigilanza di uno dei soggetti apicali. • Che abbiano agito nell’interesse (ex ante) o a vantaggio (ex post) dell’ente.

  13. Art. 6 – Soggetti in posizione apicale e modelli di organizzazione dell’ente • L’ente può esprimersi se dimostra che: • L’organo dirigente ha adottato ed efficacemente attuato prima della commissione del fatto, modelli di organizzazione e di gestioni idonei a prevenire reati della specie di quello verificatosi. • Il compito di vigilare sul funzionamento e l’osservanza dei modelli e di aggiornarli è stato affidato ad un organismo dell’ente dotato di autonomi poteri d’iniziativa e controllo; • Gli autori del reato lo hanno commesso eludendo fraudolentemente i modelli di organizzazione e di gestione; • Non vi è stata omessa o insufficiente vigilanza da parte dell’organismo. • Si presume la colpevolezza dell’ente, sul quale grava l’onere di dimostrare la mancanza di responsabilità (inversione dell’onere della prova)

  14. Art. 6 – soggetti in posizione apicale e modelli di organizzazione dell’ente I modelli devono rispondere alle seguenti esigenze : Individuare le attività: ANALISI DEI RISCHI Prevedere specifici protocolli: PROCEDURE DI ATTUAZIONE E CONTROLLO Individuare le modalità di gestione delle risorse finanziarie Prevedere obblighi di informazioni nei confronti dell’Organismo REGOLAMENTO ODV Introdurre un SISTEMA SANZIONATORIO Eccezione per gli ENTI di PICCOLE DIMENSIONI

  15. L’esclusione della responsabilità Fase iniziale accertamento del reato Il reato è previsto dal D.LGS 231/01? Possibile responsabilità dell’utente SI ACCERTAMENTO ESISTENZA DEL MODELLO ORGANIZZATIVO EFFICACE ACCERTAMENTO INTERESSE O VANTAGGIO PER L’ENTE SANZIONI A CARICO DELL’ ENTE NO SI NO AZIONE PENALE AD ESCLUSIVO CARICO DELLA PERSONA FISICA NO NESSUNA CONSEGUENZA PER L’ENTE SI

  16. Art.7-Soggetti sottoposti • L’ente è responsabile se la commissione del reato è stata resa possibile dall’inosservanza degli obblighi di direzione e vigilanza • È esclusa l’inosservanza…se l’ente prima..del reato ha adottato ed efficacemente attuato un modello.. • L’onere della prova è a carico del giudice: deve dimostrare che il dipendente ha agito autonomamente eludendo i controlli.

  17. Art.7-Soggetti sottoposti • Il modello deve prevedere misure idonee a garantire lo svolgimento dell’attività nel rispetto della legge e a scoprire ed eliminare tempestivamente situazioni di rischio. • Efficace attuazione = verifica periodica ed eventuale modifica, sistema disciplinare idoneo a sanzionare

  18. Valutazione del giudice Devono sussistere tutti i requisiti Criteri di valutazione: “prognosi postuma” (il reato era prevedibile ed evitabile?) EFFICACIA: il modello deve diagnosticare i sintomi del reato SPECIFICITA’: non deve essere un modello generico DINAMICITA’: il modello deve modificarsi in funzione delle variazioni di rischio Le 3 A dell’OdV:AUTONOMO-AUTOREVOLE-AUTORITARIO Verificare la realtà operativa e non gli organigrammi.

  19. Ordinanza GIP tribunale di Napoli26.06.07 • Il modello è stato giudicato inadeguato perché: • Non vengono specificati i requisiti di professionalità dei componenti dell’ODV, né come causa di ineleggibilità la condanna non definitiva per uno dei reati 231, né il requisito di indipendenza dell’ODV. • Non sono previste sanzioni per la violazione degli obblighi di informazione nei confronti dell’ODV. • Non sono previste sanzioni a carico dei soggetti apicali in caso di violazioni dell’obbligo di vigilanza sui soggetti sottoposti. • Non è previsto l’obbligo di formazione del personale.

  20. Ordinanza GIP tribunale di Napoli26.06.07 • Per le aree sensibili non sono state adottate previsioni specifiche, procedure determinate, regole individuate nella loro sequenza.. • La società deve stabilite per ogni area a rischio degli specifici protocolli di prevenzione che regolamentino in modo più efficace le attività pericolose; deve individuare i soggetti cui è rimessa l’adozione delle decisioni.

  21. Art.9- Sanzioni amministrative • SANZIONI PECUNIARIE (secondo un sistema per quote) • SANZIONI INTERDITTIVE (durata da TRE MESI a DUE ANNI) • Interdizione dall’esercizio dell’attività • Sospensione o revoca delle autorizzazioni, licenze o concessioni funzionali alla commissione dell’illecito • Divieto di contrattare con la Pubblica Amministrazione • esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi e sussidi e revoca di quelli eventualmente già concessi • Divieto di pubblicizzare beni e servizi • CONFISCA del prezzo o del profitto del reato • PUBBLICAZIONE della sentenza

  22. Art.12- Casi di riduzione della sanzione • La sanzione pecuniaria è ridotta della metà se: • L’autore del reato l’ha fatto nel prevalente interesse proprio odi terzi e l’ente non ne ha ricavato il vantaggio o minimo. • Il danno patrimoniale è di particolare tenuità • La sanzione è ridotta da 1/3 alla metà se: • L’ente ha risarcito integralmente il danno ed ha eliminato le conseguenze dannose. • È stato adottato e reso operativo un modello organizzativo idoneo…..

  23. Art.17 - Riparazione delle conseguenze del reato • (le sanzioni interdittive si applicano solo per i reati i quali sono previste), non si applicano se concorrono 3 condizioni: • L’ente ha risarcito il danno e ha riparato le conseguenze • L’ente ha eliminato le carenze organizzative mediante l’adozione ed attuazione di modelli.. • L’ente ha messo a disposizione il profitto conseguito ai fini della confisca.

  24. Il modello di organizzazione gestione e controllo Modello di Organizzazione Gestione e Controllo ex D.Lgs 231/2001 (documento descrittivo di sintesi) Codice etico Regolamento disciplinare Mappa delle attività sensibili al rischio reato ex D.Lgs. 231/2001 Regolamento Organismo di Vigilanza Base dati dei rischi reato Comunicazione/aggiornamento

More Related