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Corso di formazione. Artt. 21 e 22 del D.lgs. 626/1994 e s.m.i. Sicurezza sul Lavoro Bernardini Viale Libia 138 - 00198, Roma - tel. 3386731250 - 0686325096. Premessa.

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corso di formazione
Corso di formazione

Artt. 21 e 22 del D.lgs. 626/1994 e s.m.i.

Sicurezza sul Lavoro Bernardini

Viale Libia 138 - 00198, Roma - tel. 3386731250 - 0686325096

premessa
Premessa

Il presente manuale è una base di alfabetizzazione sui temi della sicurezza comuni alla maggior parte dei lavoratori.  Vista la necessità evidenziata ai corsi di formazione di uno strumento operativo generale al quale fare riferimento in materia di sicurezza si è predisposto il presente manuale.  A tale scopo sono stati trattati i seguenti argomenti: 

  • La segnaletica
  • La movimentazione manuale dei carichi
  • Il rumore
  • Sostanze e Preparati Pericolosi
  • I dispostivi di protezione individuale 
  • Il pronto soccorso 
  • Gli impianti elettrici 
  • L'organizzazione del lavoro 
principi di sicurezza
PRINCIPI DI SICUREZZA

AUTOTUTELA Ogni lavoratore deve prendersi cura della propria sicurezza, in quanto la sua integrità fisica è un “bene prezioso” che lo riguarda in prima persona e quindi interessa la sua SICUREZZA INDIVIDUALE, nel rispetto della sicurezza collettiva.  

SICUREZZA INTEGRATA Da un sistema basato esclusivamente sulla SICUREZZA DELLE MACCHINE, che rimane comunque indispensabile, oggi è l’uomo ad essere considerato al centro dell’attenzione e della tutela antinfortunistica.  

INFORMAZIONE e FORMAZIONE Al fine di attuare al meglio il principio di autotutela e di sicurezza integrata, la legislazione ha previsto l’introduzione di una adeguata informazione e formazione, cioè la preparazione, l’addestramento e l’aggiornamento dei lavoratori sulle norme di sicurezza.  

CONSULTAZIONE e PARTECIPAZIONE La legge ha altresì introdotto l’obbligo della consultazione e partecipazione attiva dei singoli lavoratori, attraverso il rappresentante dei lavoratori, per far nascere e crescere la CULTURA DELLA SICUREZZA.  

informazione e formazione dei lavoratori
INFORMAZIONE E FORMAZIONE DEI LAVORATORI

INFORMAZIONE (art. 21)Il datore di lavoro provvede affinché ciascun lavoratore riceva un'adeguata informazione su:  a) i rischi per la sicurezza e la salute connessi all'attività dell'impresa in generale;  b) le misure e le attività di protezione e prevenzione adottate;  c) i rischi specifici cui e' esposto in relazione all'attività svolta, le normative di sicurezza e le disposizioni aziendali in materia;  d) i periodi connessi all'uso delle sostanze e dei preparati pericolosi sulla base delle schede dei dati di sicurezza previste dalla normativa vigente e dalle norme di buona tecnica;  e) le procedure che riguardano il pronto soccorso, la lotta antincendio e l’evacuazione dei lavoratori;  f) il responsabile del servizio di prevenzione e protezione e il medico competente;  g) i nominativi dei lavoratori incaricati di applicare le misure di cui agli artt. 12 e 15.

FORMAZIONE (art. 22)a) Il datore di lavoro, i dirigenti e i preposti, nell'ambito delle rispettive attribuzioni e competenze, assicurano che ciascun lavoratore riceva una formazione sufficiente e adeguata in materia di sicurezza e di salute, con particolare riferimento al proprio posto di lavoro e alle proprie mansioni.

b) La formazione deve avvenire in occasione:  dell'assunzione;  del trasferimento o cambiamento di mansioni;  dell'introduzione di nuove attrezzature di lavoro o di nuove tecnologie, di nuove sostanze e preparati pericolosi.  c) La formazione deve essere periodicamente ripetuta in relazione all'evoluzione dei rischi, ovvero all'insorgenza di nuovi rischi.  d) Il rappresentante per la sicurezza ha diritto a una formazione particolare in materia di salute e sicurezza, concernente la normativa in materia di sicurezza e salute e i rischi specifici esistenti nel proprio ambito di rappresentanza, tale da assicurargli adeguate nozioni sulle principali tecniche di controllo e prevenzione dei rischi stessi.

e) Il lavoratore incaricato dell'attività di pronto soccorso, di lotta antincendio e di evacuazione dei lavoratori dev'essere adeguatamente formato.  f) La formazione dei lavoratori e quella dei loro rappresentanti deve avvenire durante l'orario di lavoro e non può comportare oneri economici a carico dei lavoratori.

diritti dei lavoratori
Diritti dei lavoratori
  • Il primo diritto dei lavoratori è quello della conservazione della salute e dell’integrità fisica.
  • In base alla nostra Carta Costituzionale: ”La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo “ (art. 32 ).
  • “Tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni. Cura la formazione e l’elevazione professionale dei lavoratori. Promuove e favorisce gli accordi e le organizzazioni internazionali intesi ad affermare e regolare i diritti del lavoro.” (art .35 ).
  • La stessa Costituzione pone limiti alla libera iniziativa economica privata, affermando che non può svolgersi in contrasto “con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.”
  • Tutta la legislazione antinfortunistica è improntata su questi principi.
doveri dei lavoratori
Doveri dei lavoratori

Il D.L. 19 Settembre 1994 n°626 ha posto a carico dei lavoratori ulteriori obblighi ribadendo quelli già stabiliti dalla legislazione previgente.

Tali obblighi sono:

  • Osservare le disposizioni e le istruzioni impartite dal datore di lavoro, dai dirigenti e preposti, ai fini della protezione individuale e collettiva;
  • Utilizzare correttamente i macchinari, le apparecchiature, gli utensili ,le sostanze ed i preparati pericolosi, i mezzi di trasporto e le altre attrezzature di lavoro;
  • Utilizzare in modo appropriato i dispositivi di protezione;
  • Segnalare immediatamente le deficienze dei mezzi e dispositivi di protezione, nonché le altre eventuali condizioni di pericolo;
  • Non rimuovere o modificare senza autorizzazione i dispositivi di sicurezza o di segnalazione o di controllo;
  • Non compiere di propria iniziativa operazioni o manovre non di propria competenza ovvero che possono compromettere la sicurezza propria e di altri lavoratori.
  • Sottoporsi ai controlli sanitari;
  • Contribuire all’adempimento di tutti gli obblighi per tutelare la sicurezza e la salute durante il lavoro;
  • Sottoporsi a programmi di formazione o di addestramento eventualmente organizzati;
  • Utilizzare le attrezzature conformemente alla formazione ed all’addestramento ricevuti;
  • Avere cura delle attrezzature;
  • Le inadempienze ai doveri elencati sono penalmente sanzionate dall’art. 93 con ammenda fino a un 600 euro (circa).
abbigliamento ed igiene personale
Abbigliamento ed igiene personale

Molti infortuni sono causati da un abbigliamento di lavoro inadatto:

  • L’abito da lavoro non deve avere parti svolazzanti, pertanto durante il lavoro non bisogna indossare fazzoletti, sciarpe e cravatte. È consigliabile usare scarpe comode, a tacco basso e largo per evitare pericoli di distorsioni e deformazione degli arti inferiori.
  • Non usare abiti sporchi di grasso, vernici, olio o solventi che, a parte i motivi di igiene personale, sono sempre molto pericolosi perché facilmente infiammabili.
  • Lavarsi frequentemente le mani ed in modo particolarmente accurato prima di mangiare.
  • Non conservare ne consumare cibi in locali dove si possono sviluppare vapori o gas tossici o infiammabili.
  • Non gettare in terra i rifiuti: possono provocare scivolamenti ed essere focolai di germi e richiamo di insetti.
movimentazione manuale dei carichi
MOVIMENTAZIONE MANUALE dei CARICHI

Si intendono per:a) movimentazione manuale dei carichi le operazioni di trasporto o di sostegno di un carico a opera di uno o più lavoratori, comprese le azioni del sollevare, deporre, spingere, tirare, portare o spostare un carico che, per le sue caratteristiche o in conseguenza delle condizioni ergonomiche sfavorevoli, comportino tra l'altro rischi di lesioni dorso-lombari;

b) lesioni dorso-lombari: lesioni a carico delle strutture osteomiotendinee e nerveovascolari a livello dorso-lombare.

Elementi di riferimentoLa movimentazione manuale di un carico può costituire un rischio, tra l'altro dorso-lombare, nei casi seguenti:- il carico è superiore ai 30 kg.  - è ingombrante o difficile da afferrare  - è in equilibrio instabile o il suo contenuto rischia di spostarsi  - è collocato in una posizione tale per cui deve essere tenuto o    maneggiato ad una certa distanza dal tronco o con una torsione o inclinazione del tronco  -può, a motivo della struttura esterna e/o della consistenza, comportare lesioni per il lavoratore, in particolare in caso d’urto

rischio elettrico
Rischio Elettrico

Il rischio elettrico è una delle maggiori cause d’infortunio, sia nel lavoro che fuori, soprattutto perché l’elettricità è diventata qualcosa di familiare.  Entro il 31 dicembre 1996, qualsiasi impianto elettrico e successive modifiche devono essere certificate da persona esperta, il che dà una certa sicurezza per quanto riguardo l’impianto stesso, ma non le connessioni.  La tensione si definisce bassa quando è inferiore a 400 Volt, e alta oltre questo valore.  Più alto è il voltaggio, maggiore è l’isolamento del conduttore.  Negli elettrodotti viaggia un sistema di tre correnti (oltre il “neutro”) a tensioni da 300.000 a 1.000.000 di V, che vengono ridotti a 380 dalle cabine di distribuzione.   Per i macchinari ad alto assorbimento di potenza vengono mantenuti i 380V, mentre per le altre utenze vengono utilizzati 220V.  Un impianto a norma deve avere due tipi di protezione:  a) interruttore magnetotermico, che interrompe il circuito quando la corrente supera un determinato valore di sicurezza  b) interruttore differenziale (salvavita) che interrompe il circuito in caso di dispersione anomala di corrente  Il cosiddetto “salvavita” non offre una garanzia assoluta; se si entra in contatto con entrambe le fasi o con una fase ed il neutro, il differenziale non potrà intervenire.  Ogni apparecchio elettrico deve avere una targhetta che riporti le sue caratteristiche:  a) tensione di alimentazione, in Volt;  b) potenza massima assorbita, in Watt;  c) eventuale simbolo di doppio isolamento (due quadrati, uno dentro l’altro). In questo caso, la spina ha due poli, altrimenti deve averne tre, col filo di terra.  Il collegamento ideale si ha quando ogni presa alimenta un utilizzatore. Per utilizzatori di bassa potenza è possibile utilizzare una spina multipla. E’ inoltre possibile utilizzare una “ciabatta”. 

rumore
Rumore

Il suono è il risultato di una serie di variazioni nella pressione dell’aria (vibrazioni) che giungono al nostro orecchio.  Siamo, inoltre, in grado di udire variazioni di pressione molto elevate:

  • Soglia di udibilità: 0,00002 Pa
  • Soglia del dolore: 200 Pa
  • Rottura del timpano: 300 Pa

Tipi di RumoreI rumori sono classificati in funzione della variabilità nel tempo del livello sonoro in:  costanti - rumori con variazioni del livello sonoro inferiore a 5 dB (ventilatore, telai, ecc.)  fluttuanti - rumori con variazioni del livello sonoro superiore a 5 dB (macchinari vari, ecc.)  impulsivi - rumore di durata inferiore ad 1 s., ma ripetuto ad intervalli superiori ad 1 s.

MISURE DIPREVENZIONE

Un’esposizione costante al rumore superiore agli 85dB per un periodo di 20 anni porta alla sordità.  In base alle conoscenze attuali, non si considera a rischio l’esposizione al rumore fino a 80 db, ma il rischio aumenta in misura del 100% (il doppio) per ogni 3 dB in più.  Va tenuto inoltre presente che il livello di rumore varia col quadrato della distanza dalla sorgente (se la distanza raddoppia, il livello si riduce di un quarto).  Il rumore viene rilevato per mezzo di apposito strumento chiamato fonometro.Per valutare il rischio del rumore, occorre stabilire l’esposizione personale quotidiana dei lavoratori, o LEP,d, calcolando a quanto rumore è sottoposto il lavoratore nelle 8 ore giornaliere.

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DISPOSIZIONI LEGISLATIVE

La legge prevede che, qualora il livello di esposizione sia superiore agli:

80 dB: - valutazione del rischio obbligatoria  - obbligo di informazione, ai lavoratori, sui rischi, sulle misure adottate, sui DPI dell’udito, sul significato del ruolo del controllo sanitario e su quelli della valutazione del rumore. 

85 dB:- messa a disposizione dei DPI dell’udito, da parte del datore di lavoro.  - formazione, ai lavoratori, sull’uso corretto dei DPI dell’udito, degli utensili ed apparecchiature che sviluppano rumore in eccesso  - controllo sanitario (estensibile ai lavoratori esposti ad un rumore tra gli 80 e 85 dB su richiesta del lavoratore e approvazione del medico).  Detto controllo comprende:  - una visita medica preventiva, integrata da un esame della funzione uditiva per accertare l'assenza di controindicazioni al lavoro specifico ai fini della valutazione dell'idoneità dei lavoratori;  - visite mediche periodiche, integrate dall'esame della funzione uditiva, per controllare lo stato di salute dei lavoratori ed esprimere il giudizio di idoneità.  Esse devono tenere conto, oltre che dell'esposizione, anche della sensibilità acustica individuale.   La prima di tali visite è effettuata non oltre un anno dopo la visita preventiva.  La frequenza delle visite successive è stabilita dal medico competente.  

sostanze e preparati pericolosi
SOSTANZE e PREPARATI PERICOLOSI

Prodotti infiammabili: prodotti solidi, liquidi o gas che possono infiammarsi nell’atmosfera e continuare a bruciare. Il simbolo della fiamma che compare sull’etichetta riportata su un recipiente consente di identificare i prodotti più infiammabili.  Prodotti comburenti: prodotti che favoriscono la combustione di una sostanza infiammabile. Quasi sempre si tratta dell’ossigeno atmosferico, ma può essere che il comburente sia un prodotto chimico contenente ossigeno, come i nitrati, i clorati, i perossidi.  Prodotti esplosivi: prodotti che reagiscono violentemente sotto l’azione della fiamma, del calore, di un urto o di attriti, provocando un’esplosione.  Prodotti tossici: prodotti che agiscono come veleni che si diffondono in tutto il corpo attraverso il sangue. Questo tipo di avvelenamento può essere brutale. I sintomi vanno dalla nausea, vertigini, difficoltà respiratorie, blocco respiratorio e morte.  Tuttavia, se l’esposizione al prodotto, anche se diluito, si verifica per periodi lunghi o frequenti, l’intossicazione è definita cronica, agendo negativamente sui polmoni, cervello e sistema nervoso. I suoi effetti non scompaiono sempre del tutto anche dopo l’esposizione.  Prodotti nocivi: prodotti ritenuti tossici o nocivi in funzione del loro grado di tossicità. Anche in presenza di un grado di tossicità inferiore, un prodotto etichettato come nocivo può diventare molto pericoloso, o addirittura mortale, quando la dose è rilevante.

norme per l utilizzo dei dpi
NORME PER L'UTILIZZO dei DPI

Si intende per dispositivo di protezione individuale (Dpi) qualsiasi attrezzatura destinata ad essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di minacciarne la sicurezza o la salute durante il lavoro, nonché ogni complemento o accessorio destinato a tale scopo.  Non sono dispositivi di protezione individuale:  a) gli indumenti di lavoro ordinari e le uniformi non specificamente destinati a proteggere la sicurezza e la salute del lavoratore;  b) le attrezzature dei servizi di soccorso e di salvataggio;  c) le attrezzature di protezione individuale delle forze armate, delle forze di polizia e del personale del servizio per il mantenimento dell'ordine pubblico;  d) le attrezzature di protezione individuale proprie dei mezzi di trasporto stradali;  e) i materiali sportivi;  f) i materiali per l'autodifesa o per la dissuasione;  g) gli apparecchi portatili per individuare e segnalare rischi e fattori nocivi.  I Dpi devono essere impiegati quando i rischi non possono essere evitati o sufficientemente ridotti da misure tecniche di prevenzione, da mezzi di protezione collettiva, da misure, metodi o procedimenti di riorganizzazione del lavoro.  I DPI devono:  - devono essere conformi alle norme di legge.  - essere adeguati a rischi da prevenire, senza comportare di per se un rischio maggiore;  - essere adeguati alle condizioni esistenti sul luogo di lavoro;  - tenere conto delle esigenze ergonomiche o di salute del lavoratore;  - poter essere adattati all'utilizzatore secondo le sue necessità.  In caso di rischi multipli che richiedono l'uso simultaneo di più Dpi, questi devono essere tra loro compatibili e tali da mantenere, anche nell'uso simultaneo, la propria efficacia nei confronti del rischio e dei rischi corrispondenti 

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OBBLIGHI DEI LAVORATORII lavoratori si sottopongono al programma di formazione e addestramento organizzato dal datore di lavoro nei casi ritenuti necessari.  I lavoratori utilizzano i Dpi messi a loro disposizione conformemente all'informazione

I dispositivi individuali messi a disposizione dall’azienda debbono essere usati per :

Protezione delle vie respiratorie :per evitare l’ingerenza di fumi, polveri, schizzi, vengono usate mascherine “usa e getta”. Per ottenere una efficace azione protettiva è necessario adattarle al viso, che pertanto deve essere pulito e rasato in modo da permettere una buona aderenza.

Protezione degli occhi : i prodotti detergenti sono di solito irritanti per la pelle e per gli occhi, a volte possono essere corrosivi e provocare ustioni. Pertanto ogni qualvolta è presente il pericolo di essere investiti da schizzi o getti di materiale detersivo occorre proteggere gli occhi con appositi occhiali.

Protezione del capo : si deve far uso di adatto copricapo quando si è esposti a pericoli di offese del capo per caduta di materiale dall’alto. Parimenti si debbono usare idonei copricapi quando, senza altra protezione si debba permanere sotto l’azione prolungata dei raggi del sole.

Protezione delle mani :Si debbono usare guanti di gomma al neoprene o pvcper la protezione da acidi, solventi, refrigeranti, tossici e guanti di cuoio per protezione da tagli, punture, abrasioni.

Protezione dei piedi : Per evitare di scivolare occorre indossare calzature con suole antiscivolo

facili da pulire. Esse vanno pulite e disinfettate frequentemente.

La presenza di grasso o olio sul pavimento limita l’efficacia delle suole antiscivolo. La prima regola da rispettare è di mantenere il pavimento sempre ben pulito.

  • Dispositivi Anticaduta : nei lavori che espongono i lavoratori a caduta dall’alto o entro cavità (pozzi, cunicoli, etc.) sempre che si tratti di lavoro a breve durata, gli addetti debbono fare uso di idonea cintura di sicurezza con bretelle collegate a fune di trattenuta. La fune di trattenuta e gli elementi della cintura debbono essere di robustezza tale da resistere alla sollecitazioni derivanti da un eventuale caduta dellavoratore. La lunghezza della fune di trattenuta, deve essere tale da limitare la caduta a meno di m. 1.50.
  • Prima di usare la cintura di sicurezza occorre verificare che :
  • le eventuali cinghie siano in perfetto stato
  • il filo delle cuciture non sia deteriorato
  • gli anelloni e i moschettoni non siano deformati o lesionati
  • le corde di aggancio e le funi di trattenuta siano integre.
segnaletica aziendale
SEGNALETICA AZIENDALE

Il datore di lavoro è tenuto a rendere edotti i lavoratori dei rischi specifici cui sono esposti e portare a loro conoscenza le norme essenziali di prevenzione mediante affissione, negli ambienti di lavoro, di estratti delle presenti norme o, nei casi in cui non sia possibile l’affissione, con altri mezzi;  A questo riguardo, grande importanza assume la segnaletica di sicurezza da installare nelle aziende al fine di informare i lavoratori, a quanti accedono nei locali di lavoro, degli eventuali pericoli, obblighi o divieti.  L’installazione è prevista dall’art. 4 DPR 547/55 prevenzione infortuni in ogni attività e regolamentata nelle caratteristiche dal DPR 524/82 in riferimento alle direttive CEE che unifica la segnaletica per tutti gli Stati membri.  Tali disposizioni precisano quali dimensioni, simboli e colori debbano essere adottati.  La presenza della segnaletica di sicurezza, in ogni sua espressione, garantisce una guida comportamento dei lavoratori nell’ottemperare alle prescrizioni in essa contenute con il risultato di una notevole riduzione del rischio di infortunio e di una migliore organizzazione del lavoro. E’ chiaro altresì che la cartellonistica dovrà essere posizionata in luoghi facilmente visibili e di dimensioni adeguate.

pronto soccorso
PRONTO SOCCORSO
  • Il datore di lavoro, qualora non vi preveda direttamente, designa uno o più lavoratori incaricati dell’attuazione dei provvedimenti di cui sopra.  Le caratteristiche minime delle attrezzature di primo soccorso, i requisiti del personale addetto e la sua formazione sono individuati, in relazione alla natura dell’attività, al numero dei lavoratori occupati e ai fattori di rischio. 

DEFINIZIONE

  • Per Primo Soccorso si intende il primo comportamento, di emergenza, in caso di infortunio o di malore; è in genere un problema che riguarda una o due vittime per volta.  Senza cercare di rispondere ad ogni esigenza, vediamo quali possano essere le prime misure da attuare in caso di infortunio risultante dalle diverse situazioni che possono presentarsi in un luogo di lavoro.