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Luca BIANCHI vice direttore della SVIMEZ

Luca BIANCHI vice direttore della SVIMEZ. L’impatto della crisi sui divari territoriali: fra emergenze storiche e nuovi rischi per la coesione sociale. CISL, 17 febbraio 2010. Il Mezzogiorno nella crisi Politiche congiunturali vs politiche strutturali nella crisi. C’è uno spiazzamento?

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Presentation Transcript


  1. Luca BIANCHI vice direttore della SVIMEZ L’impatto della crisi sui divari territoriali: fra emergenze storiche e nuovi rischi per la coesione sociale CISL, 17 febbraio 2010

  2. Il Mezzogiorno nella crisi • Politiche congiunturali vs politiche strutturali nella crisi. C’è uno spiazzamento? • Le prospettive del Sud nel federalismo fiscale e i gap nei servizi ordinari

  3. Il Mezzogiorno nella crisi Si è affermato il convincimento che la crisi economica riguarda soprattutto il Centro-Nord. Un convincimento tanto diffuso e radicato quanto lontano dalla realtà. La situazione che emerge del mercato del lavoro meridionale è invece drammatica. Nel Mezzogiorno vengono escluse fasce crescenti di popolazione, soprattutto giovane, dal mercato del lavoro.

  4. IL Mezzogiorno nella crisi Tra il terzo trimestre 2008 e lo stesso periodo del 2009 l’occupazione si è ridotta di 196 mila unità, -3%; contrazione assai più sostenuta di quella registrata nelle regioni del Centro-Nord (-312 mila unità, pari -1,8%). Il tasso di occupazione della popolazione in età da lavoro si è ridotto dal 46,4% al 45%; quello femminile dal 31,7% al 30,8%, confermandosi uno dei più bassi tra tutte le regioni dell’Unione europea;

  5. Andamento dell’occupazione per posizione nella professionale

  6. Variazione assoluta degli occupati e dei disoccupati nel Mezzogiorno e nel Centro-Nord nel terzo trimestre del 2009. MEZZOGIORNO CENTRO-NORD

  7. IL Mezzogiorno nella crisi • la forte riduzione dell’occupazione non si riflette nel Mezzogiorno in un contemporaneo aumento del tasso di disoccupazione solo per effetto di un patologico incremento dell’area della non attività, dovuto a fenomeni crescenti di “scoraggiamento” che riguardano soprattutto giovani e donne con carichi familiari: • tra il 2004 e il 2009 gli inattivi sono aumentati al Sud di oltre 500 mila meridionali pur non avendo trovato un lavoro regolare, o avendo perso il proprio, hanno smesso anche di cercarlo;

  8. Andamento degli inattivi e dei disoccupati nel periodo 2004-2007 CENTRO-NORD MEZZOGIORNO Inattivi (scala a destra) Disoccupati (scala a sinistra)

  9. La diversa risposta degli ammortizzatori sociali: unità di lavoro equivalenti in CIG e variazione degli occupati

  10. Le Regioni meridionali: più povere e più diseguali

  11. Indice di povertà regionale. Famiglie che vivono al di sotto della soglia di povertà relativa (%) Il rischio povertà: le famiglie in bilico

  12. IL Mezzogiorno nella crisi • la perdita di occupazione, pur riguardando tutti i settori, risulta di estrema gravità soprattutto nel comparto industriale, dove la flessione registrata nei primi tre trimestri del 2009 è stata mediamente al Sud del 7,7% (-68 mila addetti industriali), con punte del -14,4% in Basilicata, del -9,7% in Campania e del -8,7% in Puglia. • L’apparato produttivo meridionale somma all’inversione ciclica debolezze strutturali (specialmente in settori tradizionali quali il tessile e l’abbigliamento) che affondano le loro radici nel tempo e che si aggravano nell’attuale congiuntura;

  13. 3,4 2008 2008 I sem 2009 I sem 2009 Andamento dell’export nel 2008 e nel primo semestre del 2009 nel Mezzogiorno e nel Centro-Nord Variazioni % tendenziali Mezzogiorno Centro-Nord -0,1 -22,8 -35,0

  14. IL CREDITO ALLE IMPRESE CON MENO DI 20 ADDETTI Fonte: Banca d’Italia

  15. La riapertura del divario di sviluppo negli anni duemila • la differenza tra le due aree appare particolarmente rilevante se letta nel medio periodo: tra il 2002 e il 2008 il PIL è cresciuto del 5,6% in termini reali nel Centro-Nord e del 2,2% nel Sud. Ciò vuol dire che se la contrazione attesa per il 2009 dovesse riguardare in egual misura le due ripartizioni, il Prodotto interno lordo meridionale tornerebbe al di sotto dei livelli che aveva 10 anni prima. CNEL, 6 ottobre 2009

  16. Andamento del PIL nell'Ue a 27, nell'Euro area, in Italia e nel Mezzogiorno dal 1995 al 2008 (tassi annuidi variazione % calcolati su valori concatenati - anno di riferimento 2000 )

  17. 2. Le Politiche meridionaliste nella crisi • Politiche congiunturali vs politiche strutturali. Il rischio dell’indebolimento delle politiche per lo sviluppo.

  18. I tagli FAS aggiornati dal CNEL “.. dovrebbe essere questa l’occasione per precisare le risorse finanziarie a disposizione, dopo interventi che hanno di fatto indirizzato oltre 26 miliardi del FAS (circa il 40% delle disponibilità) verso utilizzi non coerenti con la sua missione originaria “ Comunicato CNEL del 12 novembre 2009

  19. Ripartizione e utilizzo del FAS 2007-2013 FAS (Cipe 21 dic 2007) 63,273 md Risorse FAS 2000-2006 non impegnate: +1,2 md Copertura attraverso FAS: -10,505 md FAS (Cipe 18 dic 2008) 53,968 md Pre-allocazione e altri investimenti: 1,533 md Quota regionale e interregionale FAS 27,026 md Quota nazionale FAS 25,409 md Fondo Infrastrutture 12,356 md Fondo ammortizzatori 4 md Fondo economia reale 9,053 md

  20. Il patto per la salute L’accordo rischia di inserire un “baco” nel nostro sistema di finanza pubblica, potenzialmente distruttivo per il Mezzogiorno, : per mantenere i livelli essenziali delle prestazioni sanitarie infatti le Regioni meridionali saranno costrette a sacrificare le risorse della politica di sviluppo.

  21. QUOTA DEL MEZZOGIORNO SULLA SPESA IN CONTO CAPITALE DELLA P.A. La crisi incide su un livello di spesa nel Sud già decisamente calante negli ultimi anni

  22. QUOTA DEL MEZZOGIORNO SULLA SPESA IN CONTO CAPITALE DELLE IMPRESE PUBBLICHE

  23. LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE IMPATTO SULLA QUALITA’ DELLA VITA DEI CITTADINI E SULLE CONDIZIONI DEL “FARE IMPRESA” NEL SUD

  24. INEFFICIENZE IRREGOLARITA’ DISTRIBUZIONE ACQUA 21,8% 9% 30% in Sicilia e Calabria

  25. INEFFICIENZE ATTESA > 20 min ALLO SPORTELLO 53% 45% 40% 25% ASL POSTE ASL POSTE

  26. INEFFICIENZE GESTIONE RIFIUTI

  27. INEFFICIENZE SISTEMA GIUDIZIARIO: DURATA MEDIA PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE ED ESECUTIVI Sud Sud Sud Nord Nord Nord 1200 gg 750 gg 1000 gg 500 gg 2300 gg 1000 gg 1° grado Esecutivi Di cui cause di lavoro

  28. INEFFICIENZE OPERE PUBBLICHE: PROGETTAZIONE E AGGIUDICAZIONE OPERE Lombardia Sicilia Lombardia Sicilia 1000 gg 380 gg 272 gg 93 gg Approvazione e aggiudicazione Progettazione

  29. LA QUALITA’ DELLA SPESA QCS 2000-2006: PROGETTI COERENTI Situazione al 31-12-2008

  30. LA QUALITA’ DELLA SPESA: La frammentazione dei progetti Accanto a progetti di impatto rilevante come i nuovi Aeroporti di Bari e Cagliari o gli interventi nel settore ferroviario in Campania, sono stati avviati nel ciclo 200-2006 troppi progetti di piccola dimensione, privi della massa critica necessaria ad avere un reale impatto sullo sviluppo: • 7.300 progetti nel settore dell’energia, con un valore medio di 82.000 €; • 700 progetti di internazionalizzazione con un valore medio di 17.000 €, il costo di poco più di qualche biglietto aereo. • Gli oltre 54.000 progetti imprenditoriali finanziati hanno avuto in media 150.000 € ciascuno di incentivo. CNEL, 6 ottobre 2009

  31. Il monito del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano “Non possiamo permetterci alcuna autoindulgenza.Non possiamo nascondere inefficienze e distorsioni dietro la denuncia delle responsabilità altrui, e soprattutto dietro le responsabilità dello Stato e dei governi che lo hanno retto. La critica di indirizzi e di comportamenti, di omissioni e di penalizzazioni, di cui il Mezzogiorno ha sofferto è legittima e anzi doverosa, purché seria e fondata, ma non può coprire le responsabilità di quanti si sono nel corso di lunghi anni avvicendati nel rappresentare e guidare le Regioni meridionali e le istituzioni locali, o hanno comunque espresso le forze della società civile. “ (Intervento convegno " Mezzogiorno e unità nazionale - verso il 150° dell'Unità d'Italia"Rionero in Vulture, 03/10/2009

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