SAN BERNARDO, MONTE CALVARIO E LA STORIA - PowerPoint PPT Presentation

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SAN BERNARDO, MONTE CALVARIO E LA STORIA

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SAN BERNARDO, MONTE CALVARIO E LA STORIA

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  1. SAN BERNARDO, MONTE CALVARIO E LA STORIA • Quando si passava dalla collina di San Bernardo per andare a Roccaforte. • Tra vigne e casette. • Nasce Villavecchia. • Cosa rimane.

  2. Quando si passava dalla collina di San Bernardo per andare a Roccaforte VILLANOVA ANTICA Villanova Mondovì E’ STATA FONDATA DAI ROMANI E SI TROVAVA VICINOAL TORRENTE ELLERO, LUNGO LA STRADA PER ROCCAFORTE, PRESSO LA COLLINA AI CUI PIEDI SORGEVA LA CAPPELLA DI SAN NICCOLAO. NON CI SONO Più I RESTI PERCHE’ IL FIUME HA CAMBIATO IL SUO LETTO, MA RIMANE UNA STRADINA, DETTA “DLA FUNTANA DLA FAM”, CHE DA VILLAVECCHIA SCENDE ALLA CAVA ED UN TEMPO RISALIVA ALLA COLLINA DI SAN BERNARDO PER COLLEGARSI PROPRIO A SAN NICOLAO. ERA L’ANTICA VIA MOROZZENGA (DA MOROZZO, I CUI SIGNORI NEL MEDIOEVO DOMINAVANO SU QUESTO TERRITORIO). San Bernardo Monte Calvario

  3. TRA VIGNE E CASETTE OGGI SCOMPARSI NASCE VILLAVECCHIA ATTORNO AL 1300, SULLO STESSO COLLE, I VILLANOVESI COSTRUIRONO UNA CHIESA, L’ANTICA PARROCCHIALE DI SANTA CATERINA, ED UN CASTELLO. LA PRESENZA DI UN CASTELLO IN POSIZIONE SOPRAELEVATA RAPPRESENTAVA UNA GRANDE SICUREZZA, PER CUI GLI ABITANTI VI SI TRASFERIRONO E FONDARONO VILLAVECCHIA. ATTORNO AL 1390 VILLANOVA ANTICA FU ABBANDONATA. IL MONTE CALVARIO ALLORA ERA COLTIVATO E “RICCO D’ OGNI SORTA DI FRUTTA”. GLI ABITANTI ERANO I Più GIOCONDI perché SU DI ESSO “SI RESPIRA UN’ARIA DELLE Più SALUBRI”. PROPRIO SULLA COLLINA DOVE SAREBBE SORTA SAN BERNARDO I VILLANOVESI AVEVANO COSTRUITO CASE DI CAMPAGNA E CASOTTI PER LE VIGNE. La cappella è citata per la prima volta nella visita eseguita da mons. Scarampi nel 1583 (A.C.V.M. -Archivio dellaCuria vescovile di Mondovì- carta 164 sul verso) “V.t. Capillam S.ti Bernardini sine redditibus et sine onere operam” (nel testo è indicato erroneamente san Bernardino invece di san Bernardo) SAN BERNARDO

  4. La cappella si trovava sulla strada per un Santuario, quello di Santa Lucia, sul versante est del Monte Calvario, non lontano da Villavecchia ed era attorniata da vigne. Il nucleo più antico ha pianta quadrangolare, misura circa 3,5 m di larghezza per 4,0 di lunghezza, con copertura a volta a botte unghiata in corrispondenza di due finestre, delle quali quella rivolta a nord è murata SAN BERNARDO Il porticato posto sulla facciata è certamente più recente, copre a capanna con coppi ed è ingentilito da un timpano triangolare. Al centro del timpano una lapide in pietra reca la data 1836, ricordo dell’anno di costruzione del porticato stesso e di altri lavori di ristrutturazione della cappella. La muratura del nucleo più antico è in pietra e mattoni, rivestito da un intonaco che pare recente,

  5. All’interno le decorazioni sono molto semplici (lesene angolari ed un cornicione rettilineo). Sulla parete di fondo è posto l’altare, la cui mensa è in muratura e sopraelevata di un gradino. Sul fianco destro della mensa è presente una data, 1660, e uno stemma con un pozzo e due stellette, mentre alla sinistra si legge “I Francesco Bogioano Depinsit” L’ancona dell’altare, datata 1657 e fatta a stucco, raffigura la Vergine con il bambino incoronati, di fronte a san Bernardo che tiene incatenato e calpesta il demonio e san Eligio. San Bernardo di Mentone, patrono di tutti i viandanti della montagna, vissuto all’epoca di Enrico IV e morto a Novara il 12 giugno 1081. Bernardo è molto conosciuto come il fondatore dell’ospizio del Gran san Bernardo, probabilmente restauratore di un vecchio convento dell’VIII secolo preesistente e distrutto dai Saraceni nel X secolo. La regina Ermengarda di Borgogna, signora del luogo lo avrebbe donato a Bernardo che edificò poco distante, proprio sul valico alpino, un ospizio cui assegnò le entrate del vecchio convento. Viene raffigurato con la torre con una sola finestra, che rievoca la fuga di Bernardo dalla torre in cui era stato rinchiuso dal fratello, ed il demonio incatenato, posto a simboleggiare la sua vittoria sui malvagi spiriti delle cime alpine.


  6. LE VIE DEVOZIONALI • Dal 1700 abbiamo le testimonianze di un’intensa vita religiosa nella zona del Monte Calvario, alle spalle del borgo: la Via Crucis con i suoi 14 piloni affrescati,la Chiesa in cima al Monte, la cappella di San Bernardo e il Santuario di Santa Lucia • Questi monumenti erano collegati tra loro da un unico sentiero che permetteva, nei momenti di festa, di visitarli tutti insieme in una giornata.

  7. Merenda del Lunedì di Pasqua a San Bernardo (1931) Merenda di Pasquetta San Bernardo (1912)

  8. COSA RIMANE OGGI, CHI VISITA VILLANOVA PUO SALIRE A VILLAVECCHIA E AMMIRARE I RESTI DELLE ANTICHE CASE, DEI MURI, DELLE PORTE. PUO VISITARE LA VECCHIA PARROCCHIALE, CON MIRABILI AFFRESCHI MEDIEVALI, E PERCORRERE LA STRADA CHE PORTA AL MONTE CALVARIO. SULLA SINISTRA VEDRA I RESTI DELLA COLLINA SULLA QUALE SORGEVA SAN BERNARDO E LA POVERA CAPPELLA, SEMINASCOSTA E INACCESSIBILE, IN ATTESA DEL SOSPIRATO RIPRISTINO. IMMEDIATAMENTE SOTTO… LA CAVA…