Workshop - 4 Novembre 2013
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11:00-11:15 Introduzione E. Saggese Agenzia Spaziale Italiana - PowerPoint PPT Presentation


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Workshop - 4 Novembre 2013 ASI, Via del Politecnico, 00133, Roma Antenne a metasuperfici modulate Un nuovo modo di concepire le antenne. 11:00-11:15 Introduzione E. Saggese Agenzia Spaziale Italiana 11:15-11:45 Antenne a metasuperfice modulate Prof. S.Maci, Università di Siena

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Presentation Transcript
Workshop - 4 Novembre 2013ASI, Via del Politecnico, 00133, Roma Antenne a metasuperfici modulate Un nuovo modo di concepire le antenne

11:00-11:15 Introduzione

E. Saggese Agenzia Spaziale Italiana

11:15-11:45 Antenne a metasuperfice modulate

Prof. S.Maci, Università di Siena

11:45-12:15 Potenziale applicativo per lo spazio

M. Sabbadini, Agenzia Spaziale Europea (ESA)

12:15-12:45 Metodologia di progettazione

M. Bandinelli, Ingegneria dei Sistemi

12:45-13:00 Discussione

13:00-14:30 Pranzo

14:30-15:00 Solutori multiscala e metasuperfici

G. Vecchi, Politecnico di Torino

15:00-15:30 Antenne a reflectarray

D. Bresciani, R. Thales Alenia Space Italy

15:30-16:00 Metamaterials by Design

A. Massa, Università di Trento

16:00-16:30 Discussione e conclusioni

16:30- Fine dei lavori


La grande maggioranza delle antenne è pensata e realizzata a partire dalla sagomatura di strutture fortemente conduttive, spesso metalliche, combinate o meno con dielettrici, plastiche o ceramiche, la cui forma è studiata per controllare la distribuzione spaziale del campo irradiato. Più raramente si usano strutture puramente dielettriche e, di recente, i cosiddetti metamateriali e metasuperfici. Questi ultimi tuttavia vengono normalmente utilizzati per simulare di un conduttore magnetico perfetto.

L’Università di Siena ha recentemente messo a punto una nuova metodologia che permette di controllare la radiazione di un’antenna a partire dalla realizzazione di un’impedenza superficiale modulata. In altre parole, invece di cambiare la forma di un conduttore perfetto o di un dielettrico, si cambia il modo in cui la superficie dell’antenna supporta e reirradia il campo eccitato da sorgenti localizzate presenti al suo interno.

Le Antenne a Metasuperficie Modulata si basano sull’uso di variazioni di impedenza superficiale mediante elementi che hanno una dimensione caratteristica piccola rispetto alla lunghezza d’onda; ad esempio una griglia di piccoli patch stampati, o di piccole aperture in piani di massa, di dimensioni gradualmente variabili. L’onda di campo eccitata dall’illuminatore si propaga in prossimità di condizioni a contorno assimilabili ad una impedenza superficiale; quest’ultima è in grado di controllarne la direzione di propagazione e la radiazione. Il diagramma di radiazione dell’antenna viene di conseguenza controllato agendo direttamente sui parametri fisici dei piccoli elementi che costituiscono della superficie. In questo modo è possibile raggiungere un elevato grado di flessibilità nella realizzazione di reti formatrici di fascio pur mantenendo la costruzione semplice ottenendo antenne compatte ed economiche. La stragrande maggioranza delle antenne è pensata e realizzata a partire dalla sagomatura di strutture fortemente conduttive, spesso metalliche, combinate o meno con dielettrici, plastiche o ceramiche, la cui forma è studiata per controllare la distribuzione spaziale del campo irradiato. Più raramente si usano strutture puramente dielettriche e, di recente, i cosiddetti metamateriali e metasuperfici. Questi ultimi tuttavia vengono normalmente utilizzati per simulare di un conduttore magnetico perfetto.

L’Università di Siena ha recentemente messo a punto una nuova metodologia che permette di controllare la radiazione di un’antenna a partire dalla realizzazione di un’impedenza superficiale modulata. In altre parole, invece di cambiare la forma di un conduttore perfetto o di un dielettrico, si cambia il modo in cui la superficie dell’antenna supporta e reirradia il campo eccitato da sorgenti localizzate presenti al suo interno.

Le Antenne a Metasuperficie Modulata si basano sull’uso di variazioni di impedenza superficiale mediante elementi che hanno una dimensione caratteristica piccola rispetto alla lunghezza d’onda; ad esempio una griglia di piccoli patch stampati, o di piccole aperture in piani di massa, di dimensioni gradualmente variabili. L’onda di campo eccitata dall’illuminatore si propaga in prossimità di condizioni a contorno assimilabili ad una impedenza superficiale; quest’ultima è in grado di controllarne la direzione di propagazione e la radiazione. Il diagramma di radiazione dell’antenna viene di conseguenza controllato agendo direttamente sui parametri fisici dei piccoli elementi che costituiscono della superficie. In questo modo è possibile raggiungere un elevato grado di flessibilità nella realizzazione di reti formatrici di fascio pur mantenendo la costruzione semplice ottenendo antenne compatte ed economiche.

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