I contributi delle donne alla scienza ieri e oggi
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prof.ssa Giuseppa Biondi. I CONTRIBUTI DELLE DONNE ALLA SCIENZA: IERI E OGGI. prof.ssa Giuseppa Biondi.

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I CONTRIBUTI DELLE DONNE ALLA SCIENZA: IERI E OGGI

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Presentation Transcript


I contributi delle donne alla scienza ieri e oggi

prof.ssa Giuseppa Biondi

I CONTRIBUTI DELLE DONNE ALLA SCIENZA: IERI E OGGI


Prof ssa giuseppa biondi

prof.ssa Giuseppa Biondi

  • La storia delle donne nella cultura e nella vita civile è stata una storia di emarginazione fino alla fine dell'Ottocento e in gran parte ancora fino alla metà del Novecento, almeno nei paesi industrializzati.

  • Oggi, i progressi della scienza e della medicina, e le conseguenti applicazioni tecnologiche hanno annullato la condanna biblica - uomo lavorerai con fatica, donna partorirai con dolore - almeno nei paesi industrializzati !

  • Per secoli le donne che potevano avere accesso all'istruzione erano quelle rinchiuse nei conventi. Forse per questo le donne che sono emerse nel passato erano soprattutto umaniste, pittrici, scrittrici, poetesse, ma molto più raramente scienziate.


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  • Solo quelle poche favorite dall'avere un padre, un fratello o un marito scienziato disposto a condividere le proprie cognizioni, potevano farsi una cultura scientifica. Basta ricordare che ancora all'inizio del XX se"o in molti paesi europei alle ragazze era precluso l'accesso alle università ed anche ai licei.

  • Perciò le donne, escluse dalle università, escluse dall'educazione scientifica, sono emerse là dove potevano emergere. Così è sorto il pregiudizio secondo cui le donne sarebbero più adatte alle materie letterarie e linguistiche che non a quelle scientifiche

  • Malgrado le difficoltà incontrate, non sono poche le scienziate che hanno portato importanti contributi allo sviluppo della scienza. La storia ci tramanda i nomi di alcune famose scienziate

  • Ce ne furono una ventina nell'antichità, fra cui emerge il nome della matematica Ipazia


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  • solo una decina nel medioevo, soprattutto nei conventi, quasi nessuna tra il 1400 e il 1500, 16 nel 1600, 24 nel 1700, 108 nel 1800.

  • Oggi solo nel campo dell'astronomia sono più di 2000, ed in ogni campo dei sapere le ricercatrici universitarie superano il 50%, con punte dell’ 80% nelle facoltà umanistiche, del 60% in quelle di scienze biologiche, dal 30 al 40% nelle scienze abiologiche, più dei 50% nelle matematiche, mentre sono ancora al di sotto dei 20% in facoltà come ingegneria e agraria

  • Altrettanto numerose sono le scienziate nel campo della biologia e delle scienze mediche, molte insignite di premio Nobel. Per tutte ricordiamo Rita Levi- Montalcini (1909) premio Nobel per la medicina nel 1986.


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  • Sebbene oggi i contributi delle donne alla scienza vengano riconosciuti, resta il fatto che le scienziate per emergere devono generalmente lavorare di più dei loro colleghi e devono ancora superare numerosi pregiudizi, che, contrariamente a quanto si crede, sono maggiori nei paesi anglosassoni che non in quelli latini !


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  • Malgrado i grandi progressi fatti dalle donne, ci sono ancora notevoli disparità nel mondo del lavoro, della politica e della ricerca.

  • Nelle università per esempio le ricercatrici sono ormai più della metà di tutti i ricercatori, ma appena si passa al livello superiore, quello dei professori associati, le donne sono meno del 30% e al più alto livello dei professori ordinari sono appena il 10%. In politica è a tutti nota la scarsa rappresentanza femminile alla camera dei deputati e al senato. Al governo dei comuni sono ancora una minoranza le donne sindaco, mentre sono frequenti gli assessorati alla cultura assegnati a donne,

  • ritengo che il crescente numero di donne affermate nella scienza, nella politica, nello sport e in tutti i campi dell'attività umana fornisca quei modelli che finora mancavano alle bambine, e che possono dar loro fiducia e stimoli ad eguagliarle.


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“ LE DONNE , L’ALIMENTAZIONE,

L’ UMORE E IL BENESSERE"


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  • L’insieme dei cambiamenti nell’organizzazione economica e sociale ha determinato importanti modifiche delle abitudini alimentari e nuovi stili di vita hanno preso il posto di quelli che per molto tempo hanno caratterizzato la vita quotidiana del passato.

  • Ciò che la gente mangia oggi è completamente diverso da quello che mangiava cento anni fa e dai problemi legati alla carenza di cibo si è passati improvvisamente ai problemi dell’eccesso.


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  • Le moderne tecniche di preparazione degli alimenti hanno però portato ad un progressivo impoverimento delle fibre nella alimentazione quotidiana

  • il nostro attuale sistema metabolico si è selezionato storicamente in circostanze ambientali completamente diverse dalle attuali, per cui un eccesso di alimenti soprattutto raffinati e privi di scorie può suscitare quelle reazioni metaboliche che con gli anni provocano le malattie che affliggono l’uomo moderno ( diabete, tumori, arteriosclerosi ).


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  • Per contro il cambiamento sociale e dello stile di vita hanno determinato un nuovo modo di consumare il cibo che è diventato rapido e spesso fuori casa. A tutto questo si è aggiunto un progressivo aumento della sedentarietà sia al lavoro che nel tempo libero.

  • Un’alimentazione corretta rappresenta uno strumento insostituibile per mantenere nel tempo lo stato di salute e per prevenire le malattie tipiche della nostra società.


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  • l’attenzione posta sull’alimentazione ha fatto sviluppare diversi studi che mettono in correlazione il cibo con il mondo femminile,l’umore ed il benessere


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  • sin dagli anni ‘80 un gruppo di ricercatori del Massachusetts Institute of Technology hanno indicato una correlazione significativa tra cibo e umore. Attraverso le loro ricerche hanno scoperto che diversi alimenti ricchi di zuccheri e amidi stimolano un potente mediatore chimico cerebrale, la serotonina, che induce uno stato di tranquillità e stabilizza in generale l’umore.

  • altre ricerche successive hanno indagato in particolar modo, la correlazione tra cibo-umore e sesso femminile, identificando una coerenza tra ciclo riproduttivo e presenza di voglie alimentari specifiche.

  • i ricercatori hanno potuto rilevare che la tendenza delle donne a desiderare alimenti ricchi di zuccheri ha in realtà una base organica, in quanto risulta essere stimolata dall’azione degli estrogeni sui mediatori chimici cerebrali e sulla glicemia


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  • un gruppo di ricerca della Michigan Univesity ha rilevato, con particolare riguardo al sesso femminile, che un miglioramento rilevabile del tono dell’umore con effetti calmanti, sia correlato ad un’alimentazione contenente un certo quantitativo di grassi.

  • I grassi, unitamente agli zuccheri, inducono il rilascio di altri neuromediatori chimici cerebrali, le endorfine, che danno energia alla mente e sollevano il tono dell’umore.


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  • Il modo migliore per gestire le voglie alimentari è risultato essere quello di soddisfarle, mangiando modiche quantità del cibo desiderato

  • Al contrario l’astinenza e le rigide restrizioni alimentari avrebbero come unico effetto quello di rinforzare le necessità alimentari, oltre che deprimere il tono dell’umore. Soddisfare i propri desideri con moderazione permette invece una gestione efficace dei fabbisogni psicofisici ed un miglioramento sostanziale della risposta emotiva.


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  • Le principali cause destabilizzanti per il Sistema Nervoso femminile risultano essere lo stress e la carenza di sonno. Entrambi questi fattori possono rendere più intense e frequenti le voglie alimentari fino a trasformarle in una vera e propria fame nervosa

  • Le statistiche ci dicono che più di 2/3 delle persone sotto stress si rifugiano nel cibo

  • Le voglie alimentari vanno in ogni caso distinte dalla condizione specifica di fame nervosa o eating emozionale, nella quale il ricorso al cibo non nasce dalle necessità reali dell’organismo ma dai bisogni della mente.


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  • Il nutrirsi come mezzo per sedare l’ansia, per trovare conforto e compensazione ad un senso di fallimento ed inadeguatezza. Tale comportamento alimentare risulta essere in frequenza più tipicamente femminile

  • Un rapporto disarmonico con il cibo trova le sue origini nell’infanzia, nelle relazioni affettive fondamentali e soprattutto nel rapporto con la figura materna. Il cibo può essere stato utilizzato come sostituto dell’affetto, come conforto o come strumento di conferma o punizione

  • Alla luce di tutto ciò, comprendiamo che mangiare è un comportamento complesso che va molto al di là del semplice nutrirsi, in quanto implica uno stretto legame tra aspetti fisiologici, sociali, psicologici e simbolici che si intrecciano con la storia personale.


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  • E’ possibile indicare i cinque punti essenziali che possono orientare ad un armonico rapporto con il cibo:

    1- Saper ascoltare i messaggi del proprio corpo: imparare a riconoscere la fame fisica da altre emozioni e sentimenti.

    2- Mangiare con lentezza per gustare appieno il sapore degli alimenti: ciò permette al cervello di ricevere i messaggi che provengono dagli organi preposti al gusto.

    3- Preferire la qualità alla quantità: prima di prendere una seconda porzione

    concediamoci una pausa per ascoltare i messaggi che ci indicano la sazietà.

    4- Vivere i pasti anche come momenti di socializzazione e condivisione.

    5- Evitare le regole rigide e scorrette (diete squilibrate) che generano conflitti interni e creano il terreno psicologico per la trasgressione alimentare.


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  • E’ possibile promuovere le emozioni positive ed il benessere psicofisico attraverso adeguate scelte alimentari?

  • La Neurodietologia è la scienza che si occupa delle connessioni tra cibo, mente e psiche, ha confermato già da tempo che la nostra alimentazione quotidiana influenza i comportamenti e le emozioni


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  • L’ipotesi di un secondo cervello (cervello enterico) nella pancia fu avanzata già alla fine del XIX° secolo. Tale ipotesi è stata confermata da uno studio della Columbia University che ha messo in luce come la pancia, sia in grado non solo di coordinare la digestione, influenzare il Sistema Immunitario e anche di produrre sostanze psicoattive che influenzano gli stati d’animo.

  • Ciò significa che la qualità delle risposte emotive e dei nostri comportamenti sono fortemente condizionati dalla nostra alimentazione.


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  • I pasti ricchi di grassi richiamano notevoli quantità di sangue dal cervello all’intestino, al punto da indurre un rallentamento dell’attività cerebrale con conseguente sonnolenza e apatia.

  • L’assunzione di carboidrati, invece, è in grado di indurre uno stato di tranquillità e di benessere in quanto contribuisce ad elevare il livello di serotonina nel sangue.


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  • Un comportamento molto comune ma poco produttivo in termini fisiologici è quello di “tirarsi su” con alimenti ricchi di zuccheri, in quanto permettono di percepire subito una sensazione di maggiore energia ed emotivamente rimandano alla dolcezza delle cure materne. In realtà lo zucchero, in particolare quello raffinato, causa un “effetto paradosso”, dopo circa un’ora il glucosio causa un rialzo della glicemia con conseguente aumento della produzione d’insulina che genera un senso di spossatezza e un abbassamento della capacità di concentrazione.


Per concludere

PER CONCLUDERE !

  • Il ruolo della donna riveste molta importanza in qualsiasi campo ed oggi se ne è sempre più consapevoli,per questo si svolgerà mese di luglio del 2007 a Roma il convegno : "Women on Biotecnology - Scientific and feminist approaches" organizzato da Fondazione Giacomo Brodolini (FGB) e Associazione Donne e Scienza (ADS)


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