1 / 24

2^ Workshop della Sotto Commissione Vascolare

Commissione Regionale CardioCerebroVascolare Milano , 9 novembre 2012. 2^ Workshop della Sotto Commissione Vascolare. Maurizio Bersani UO Programmazione e Sviluppo Piani – DG Sanità Regione Lombardia. Natura delle patologie, loro stadio ed evoluzione, necessità assistenziali

Download Presentation

2^ Workshop della Sotto Commissione Vascolare

An Image/Link below is provided (as is) to download presentation Download Policy: Content on the Website is provided to you AS IS for your information and personal use and may not be sold / licensed / shared on other websites without getting consent from its author. Content is provided to you AS IS for your information and personal use only. Download presentation by click this link. While downloading, if for some reason you are not able to download a presentation, the publisher may have deleted the file from their server. During download, if you can't get a presentation, the file might be deleted by the publisher.

E N D

Presentation Transcript


  1. Commissione Regionale CardioCerebroVascolare Milano, 9 novembre 2012 2^ Workshop della Sotto Commissione Vascolare Maurizio Bersani UO Programmazione e Sviluppo Piani – DG Sanità Regione Lombardia

  2. Natura delle patologie, loro stadio ed evoluzione, necessità assistenziali Capacità di assistere e curare dipende da sintesi tra competenze, abilità, sensibilità individuali e meccanismi di interazione organizzativa Caratterizzati sottoinsiemi interagenti e interdipendenti ciascuno con logiche e interessi particolari Domanda popolazione che esprime bisogno di salute Offerta produce prestazioni Finanziamento raccoglie e distribuisce le risorse necessarie ComplessitàSistema sanitario e sociosanitario

  3. La Regione Lombardia • 23.863 Kmq, 9.800.000 ab. • 145.000 operatori sanitari • 8.150 MMG e PLS • 2.500 farmacie • 220 ospedali, 24 IRCCS • 2.600 strutture ambul. Priv. • 4,5 pl x 1.000 ab.

  4. La Regione Lombardia • 17.8 Mld € budget 2012 • 1,9 Mln ricoveri • 160 Mln prestazioni ambul. • 60 Mln ricette farmac. • 10% delle prestaz.: per non lombardi (50% in oncol., cardiocer.) • 3,8% mobilità passiva

  5. La REGIONE e le REGOLE 4 Programmazione strategica Programma regionale di sviluppo (aggiornamento annuale) Documento di programmazione economico finanziaria regionale (aggiornamento annuale) Piano socio sanitario regionale Obiettivi di mandato dei DD.GG. DG. SANITA’

  6. Le REGOLE Valgono le regole non modificate Ogni anno: Affinamento, Aggiornamento, Estensione di Regole esistenti (Finanziamento, Tariffazione, Negoziazione, Sistema dei controlli, Tempi di attesa, carta SISS, …) Nuove regole (Indirizzi di Programmazione, Farmaceutica, Piani Regionali (Oncologia, Cardiologia), …) DGR: Determinazioni in ordine alla gestione del SSR Obiettivi dei DDGG ASL e AAOO 2011 CReG, MAAC La REGIONE e le REGOLE 3 DG. SANITA’

  7. Alcuni anni dopo introduzione SSN il quadro viene nettamente mutato dalla legge delega 421 del 1992 e dai decreti legislativi 502 – 517 Gli imperativi della finanza pubblica in crisi hanno imposto un rovesciamento di fronte Gli obiettivi di salute vanno fissati e devono garantire a tutti determinati livelli di assistenza, in coerenza con le risorse disponibili - finanziamento Evoluzione Anni ‘90 - Cambiamento - 502/92Risorse DG. SANITA’

  8. IL FONDO SANITARIO NAZIONALE E’ COSTRUITO A PARTIRE DALLE TASSE Parte corrente (Min. Tesoro): spese di funzionamento IRPEF, IRAP, …, imposte regionali (50%) Integrazione Stato (40%) Partecipazione Regioni Statuto Spec. (5%) Entrate proprie (ASL, AO: Ticket) (5%) Conto capitale (Min. Bilancio): spese di investimento Min. Salute: non ha poteri di spesa Risorse - FSN DG. SANITA’

  9. A. Il Finanziamento del sistema • Quanto? • OGGI: • Finanziamento corrente: circa 107 mld (2011) (dipende da cosa consideriamo nel finanziamento) • Spesa: + 4-5 mld ? (molte incertezze regionali) • Perché spesa > finanziamento? • Sottofinanziamento? • Sovraspesa? • In questi anni messe molte risorse in sanità: • 35 mld nel 1990 (rallentamento dal 2008) • Dal 5,1% al 7% del PIL

  10. A. Il Finanziamento del sistema

  11. Evoluzione al 2011 • Il Federalismo: • Il D.Lgs. 42/2009: Federalismo Fiscale • Costi Standard • Maggiore risparmio o maggiore spesa per il SSN? • Risparmi tra 2 e 12 mld Euro • Maggiori spese 5-7 mld • Costi di cosa: l’erogazione della prestazione? • Logica per il riparto delle risorse: quali criteri? • Quali le Regioni su cui calcolare lo standard?

  12. Costi standard regioni Vari enti varie visioni Corte dei conti Costi SSN FSNFSNFSN - 12 mld -2 mld disavanzo Appropriatezza Inappropriatezza Extra costi

  13. Il Finanziamento del sistema • Per fare cosa? • Finanziamento agganciato ai LEA: • Cosa sono i LEA? • Praticamente tutto a tutti (gratis, con ticket: 2-3%) • Alternativa: Fare scelte di priorità • Fasce deboli: stranieri, poveri, deprivati; cronici, disabili, malati gravi; …? • Appropriatezza? Revisione LEA? • Ospedale vs territorio? • Su chi devono ricadere le scelte di priorità? • Cittadino (- LEA, + ticket), Aziende (efficienza), …

  14. Il Finanziamento del sistema • A chi (Regioni)? • Se si applicano Costi Standard: • Attesa: più soldi alle regioni “virtuose” • Decreto: a breve nulla si muove (dibattito: chi è il benchmark [inutile, problema di immagine]) • Se il FSN cambia: si vedrà • A chi (ASL)? • Decidono le Regioni (metodi e strumenti): • Diversità regionali • Sono garantiti i LEA?

  15. Sistemi sanitariTendenze strutturali • Costante aumento delle aspettative di vita • Modifiche nel mix delle patologie prevalenti e conseguenze su intensità e durata dei bisogni di assistenza con forte impatto sociale • Evoluzione qualitativa e incremento quantitativo della domanda sanitaria anche a seguito di più evoluta “cultura sanitaria” e propensione al consumo • Evoluzione delle conoscenze sanitarie • Evoluzione delle tecnologie sanitarie • Sviluppo della ICT, elimina le distanze nella fruizione dei dati e massimizza circolazione delle informazioni • Tensioni sul fronte economico-finanziario per la scarsità di risorse • Cambiamenti istituzionali e cambiamenti organizzativi

  16. Caratteristiche dei Servizi Sanitari • Elevato tasso di personalizzazione e difficoltà nella standardizzazione • Elevata differenzazione di tipologie e figure professionali • Richiesta di elevata circolarità delle informazioni • Importante incidenza di professionalità esterne al luogo di attuale erogazione del servizio • Forte livello di autonomia professionale • Atteggiamenti autoreferenziali per le dimensioni dell’autonomia, l’asimmetria informativa e la trasversalità dei contenuti professionali • Necessità di forte integrazione orizzontale di professionalità • Necessità di gestione integrata delle aree di sovrapposizione e delle reciproche relazioni • Importante sviluppo e innovazione, necessità di flessibilità e capacità di anticipazione e adattamento

  17. Criteri di progettazione e organizzazione dei Sistemi Sanitari • Consolidamento della funzione di committenza e interpretazione dei bisogni centrando l’attenzione sul cittadino • Progettazione e gestione di modalità diffuse di governo clinico • massimizzando efficacia organizzativa e qualità delle prestazioni verso la presa in carico complessiva e la continuità assistenziale • innalzando l’efficacia e l’appropriatezza dei servizi offerti • Aumento dei livelli di efficienza nella allocazione e appropriato utilizzo delle risorse • Integrazione delle diverse competenze professionali e mission delle organizzazioni in cui operano • Adozione di una organizzazione flessibile a rete

  18. Mutamenti Istituzionali Nuove Tecnologie Evoluzione Epidemiologica Organizzazioni Sanitarie Logica della Rete Coordinamento Intra ed interorganizzativo Attori Professionisti e organizzazioni complesse • Risponde a: • Progressiva specializzazione • Esigenza di integrazione delle autonomie Progressiva Specializzazione Competenze Integrate Evoluzione verso le Reti Sanitarie

  19. F.S.E. RETE EU Territoriale REL Rete nefropatie EPI-network Malattie rare Rete udito Rete neonatologia ROL EUOL Registro STEMI Registro STROKE Piattaforma delle reti SISS Reti Sanitarie Regionali

  20. Accelerazione processi apprendimento Specializzazione Complessità e difficoltà organizzative Interdipendenza Fattori di complessità organizzativa: INTERDIPENDENZA Area Sociosanitaria Strutture Riabilitative Assistenza Domiciliare Strutture Ospedaliere PAZIENTE Medici Specialisti Distretti Sanitari Servizi Ambulatoriali MMG - PLS Le Organizzazioni Sanitarie

  21. NETWORKS DI PATOLOGIA Non Reti per Centri di Eccellenza, ma messa in rete/integrazione di tutti i “nodi” (servizi che erogano prestazioni in … …) • condivisione raccomandazioni cliniche/protocolli terapeutici • adesione volontaria • qualificazione strutture • formazione • basi dati  mappatura percorsi Pz. • valutazioni appropriatezza e qualità • regolamento di rete • conoscenza e ricerca 

  22. Reti Sanitarie RegionaliLe reti di patologia nella strategia gestionale della Regione Lombardia.Conclusioni L’organizzazione in rete costituisce un passaggio qualificante e in grado di garantire omogeneità territoriale per le attività di diagnosi e di cura per patologie caratterizzate da elevata complessità, consente al paziente di orientarsi in modo sempre più consapevole all'interno di percorsi assistenziali di tipo specialistico di elevata complessità favorisce la diffusione di conoscenze tra i professionisti - specialisti, MMG/PLS, altri professionisti - permettendo loro di indirizzarsi verso le opzioni terapeutiche più appropriate. Valorizza la progressiva specializzazione Promuove esigenza di integrazione delle autonomie

  23. Wassily Kandinsky : Composizione VIII (1923) Grazie per l’attenzione e l’ospitalità

More Related