FABBISOGNO BIOREGOLATORE
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FABBISOGNO BIOREGOLATORE E ’ la necessità che l ’ organismo ha di garantire il corretto svolgersi delle reazioni metaboliche. E ’ soddisfatto dalle VITAMINE e dai SALI MINERALI , che regolano le diverse reazioni metaboliche.

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FABBISOGNO BIOREGOLATORE

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Presentation Transcript


Fabbisogno bioregolatore

FABBISOGNO BIOREGOLATORE

E’ la necessità che l’organismo ha di garantire il corretto svolgersi delle reazioni metaboliche. E’ soddisfatto dalle VITAMINE e dai SALI MINERALI, che regolano le diverse reazioni metaboliche.

Le VITAMINE sono sostanze organiche indispensabili per l’organismo. Le loro funzioni sono principalmente di regolazione dei processi chimici (per esempio quelli che regolano l’assimilazione di proteine e zuccheri).

Sono necessarie in minima quantità, ma la loro assenza provoca anche gravi malattie.

Sono essenziali, e devono perciò essere assunte col cibo.

I sali minerali sono sostanze inorganiche.


Fabbisogno bioregolatore

  • IL PRINCIPALE NUTRIENTE AD ATTIVITA’ BIOREGOLATRICE E’ L’ACQUA


Fabbisogno bioregolatore

FABBISOGNO IDRICO

E’ necessaria per tutte le reazioni che avvengono nel nostro corpo, il quale ne contiene circa il 70 %.

Ogni giorno dobbiamo reintegrarla nella misura di 2,5 / 3 litri, sia con bevande che attraverso gli alimenti (specialmente frutta e verdura).

Lo stimolo all’assunzione di liquidi avviene attraverso lo stimolo della sete, anche se bisognerebbe bere prima che questa insorga.


Fabbisogno bioregolatore

ACQUA

minerali

Escrezione

urine 1- 1,5 litri

sudore 400 - 600 ml

respirazione 400 ml

feci 100 - 200 ml

Introduzione

bevande 1 - 1,5 litri

alimenti 1 lit. circa

a. metabolica 400 ml

=


Fabbisogno bioregolatore

  • L’ACQUA COME ALIMENTO

  • L’acqua, come alimento, viene in genere

  • poco considerata dalla popolazione :

  • per l’assenza di potere calorico

  • per le caratteristiche organolettiche

  • molto “limitate” rispetto ad altri alimenti

  • di largo consumo


Fabbisogno bioregolatore

L’acqua è un alimento indispensabile

per le funzioni vitali

Nell’acqua avvengono le reazioni metaboliche.

L’acqua facilita la fluidificazione

dei cibi ed il loro passaggio attraverso

l’apparato digerente.

L’acqua consente il transito delle sostanze

dalle cellule agli spazi intracellulari

e ai vasi sanguigni e viceversa.

L’acqua consente di regolare

la temperatura corporea.


Fabbisogno bioregolatore

Mediamente una persona adulta necessita

di 1,5-2 litri/die di acqua.

(di più se fa molto caldo o si pratica

attività sportiva)


Fabbisogno bioregolatore

L’acqua, soprattutto, è un fattore nutritivo

in relazione al contenuto in sali minerali,

alcuni dei quali essenziali per il

metabolismo.


Fabbisogno bioregolatore

In base al fabbisogno quotidiano gli

elementi minerali sono suddivisi in:

Macroelementi (fabbisogno >100 mg/die)

(Ca, P, Na, K, Cl, Mg, S)

Microelementi (fabbisogno 1-100 mg/die)

(Fe, Cu, Zn, Mn, I, Mo, Se, F,

Br, Cr, Co, Si, B)

Oligoelementi (fabbisogno alcuni mg/die)

(As, Ni, Ge, V, W)


Fabbisogno bioregolatore

  • Presenza sul mercato delle acque minerali

  • Oligominerali 65 %

  • Mineralizzate 20 %

  • Minimamente

  • mineralizzate 9%

  • Ricche di sali

  • minerali 6%


Fabbisogno bioregolatore

Classificazione delle acque minerali naturali

in base alla composizione ionica:

Bicarbonata: > 600 mg/l di ione bicarbonato

Solfata: > 200 mg/l di ione solfato

Clorurata: > 200 mg/l di ione cloruro

Calcica: > 150 mg/l di ione calcio

Magnesiaca: > 50 mg/l di ione magnesio

Fluorata: > 1 mg/l di ione fluoro

Ferruginosa: > 1 mg/l di ione ferro bivalente

Sodica: > 200 mg/l di ione sodio

Indicata per diete povere di sodio: < 20 mg/l di ione Na


Fabbisogno bioregolatore

  • Acque bicarbonate: favoriscono la digestione.

  • Assunte durante i pasti accelerano lo svuotamento

  • gastrico (HCl e HCO3 libera CO2). A digiuno

  • tamponano l’acidità gastrica.

  • Acque solfate: lievemente lassative. Efficaci nei

  • disturbi epatobiliari (azione colecistocinetica e

  • coleretica.)

  • Acque clorurate: le ipertoniche (+ concentrate)

  • hanno azione lassativa, aumentando la peristalsi.

  • Acque magnesiache: azione lassativa. Benefiche

  • sull’ipertensione poiché dilatano le arterie.

  • Acque calciche: nei bambini (formazione denti

  • e ossa) e nelle donne e anziani contro l’osteoporosi.


Fabbisogno bioregolatore

  • Acque fluorate: prevenzione della carie dentale

  • nei bambini e nei ragazzi.

  • Acque ferruginose: indicate nelle anemie

  • ferroprive in associazione alle terapie mediche.

  • Acque sodiche: influenzano l’eccitabilità neuro-

  • muscolare. Controindicate nell’ipertensione.

  • Ammoniaca, nitriti e nitrati: la loro assenza

  • nell’acqua indica che non vi è stato contatto

  • con materiale organico in decomposizione.

  • Per i neonati e le donne in gravidanza il

  • contenuto in nitrati deve essere molto basso,

  • < 10 mg/l.


Fabbisogno bioregolatore

  • Le etichette possono riportare le seguenti

  • indicazioni (se citate nel decreto di riconoscimento)

  • “può avere “ effetti diuretici”

  • “può avere effetti lassativi”

  • “indicata per l’alimentazione o la preparazione

    degli alimenti dei neonati”

  • “stimola la digestione”

  • “può favorire le funzioni epatobiliari”

  • Le eventuali indicazioni per l’uso.

  • Le eventuali controindicazioni.


Fabbisogno bioregolatore

Quale acqua minerale è da utilizzare?

Non esiste un’acqua migliore di un’altra

Ognuno può trovare quella più

adatta alle proprie esigenze,

dietro indicazione del medico


Fabbisogno bioregolatore

Gravidanza

Acqua con residuo fisso inferiore

a 200 mg/l (media mineralizzazione),

calcica e/o ferruginosa, con nitrati

non superiori a 10 mg/l


Fabbisogno bioregolatore

Allattamento

Acqua oligominerale a media

mineralizzazione, calcica e/o

ferruginosa e con nitrati

non superiori a 10 mg/l


Fabbisogno bioregolatore

Diluizione del latte in polvere

Acqua a scarsa

mineralizzazione, per non alterare

la formula bilanciata del latte,

con nitrati < a 10 mg/l


Fabbisogno bioregolatore

Soggetti affetti da calcolosi urinaria

Acque minimamente mineralizzate

per potenziare la diuresi, inibire

lo sviluppo e crescita dei calcoli,

prevenire la stasi urinaria e i

fenomeni infiammatori


Fabbisogno bioregolatore

Soggetti affetti da gotta

Acque poco mineralizzate

e oligominerali, per mobilizzare

l’acido urico dai tessuti e favorire

l’escrezione renale attraverso il

potenziamento della diuresi che impedisce

la sovrasaturazione e la precipitazione

dei sali nelle urine.


Fabbisogno bioregolatore

Soggetti affetti da stitichezza

Acque fortemente mineralizzate,

(cloruro-sodiche, ricche di ioni solfato,

Mg e Ca) in grado di esercitare

un’azione meccanica e chimico-fisica

(aumento del lume intestinale e

accelerato transito del bolo)

del colon.


Fabbisogno bioregolatore

Soggetti con ipertensione arteriosa

Acqua bicarbonato-calcica (*)

a basso contenuto di sodio (< 20 mg/l).

(*) l’incidenza dell’ipertensione

aumenta di tre volte con una

assunzione < 500 mg/die di Ca


Fabbisogno bioregolatore

Anziani

Acqua oligominerale e medio-minerale

(500-800 mg/l), ricca di calcio per

contrastare la perdita di massa ossea.

In presenza di ipertensione, acqua

povera di sodio, <20 mg/l.


Fabbisogno bioregolatore

  • Raccomandazioni generali d’uso delle

  • acque minerali naturali

  • A tavola consumare acqua oligo e mediominerale.

  • Evitare il consumo costante di acque con

  • molta CO2 in quanto provoca un aumento

  • dell’acidità.

  • Verificare che il contenuto in ioni sia il

    più adatto alle proprie esigenze metaboliche.

  • Controllare l’integrità del contenitore.

  • Il prezzo più alto non indica un’acqua di

  • qualità migliore.


Regolazione dell equilibrio idro elettrolitico

Regolazione dell’equilibrio idro-elettrolitico

  • Vasopressina

  • Aldosterone

  • Sistema renina-angiotensina

  • Fattore natriuretico atriale

  • Centro della sete


Fabbisogno bioregolatore

NUTRIENTI CON AZIONE BIOREGOLATRICE

  • VITAMINE

  • SALI MINERALI


Fabbisogno bioregolatore

VITAMINE

V. IDROSOLUBILI

1) VITAMINA C

2) COMPLESSO B

V. LIPOSOLUBILI

1) VITAMINA A

2) “ D

3) “ E

4) “ K

  • FUNZIONI FISIOLOGICHE VITAMINE:

  • COENZIMATICA

  • TRASFERIMENTO PROTONI-ELETTRONI

  • STABILIZZATRICE DI MEMBRANA

  • SIMIL-ORMONALE


Fabbisogno bioregolatore

Vitamine liposolubili

  • Vitamina A (retinolo)

  • Vitamina D (calciferolo)

  • Vitamina E (tocoferolo)

  • Vitamina K


Fabbisogno bioregolatore

Vitamine idrosolubili

  • Vitamina C (acido ascorbico)

  • Vitamina B1 (tiamina)

  • Vitamina B2 (riboflavina)

  • Vitamina PP (niacina)

  • Vitamina B6 (piridossina)

  • Folacina (acido folico)

  • Vitamina B12 (cobalamina)

  • Acido pantotenico

  • Biotina


Fabbisogno bioregolatore

Le vitamine sono sostanze organiche che sono essenziali al normale funzionamento dell’organismo.

Le vitamine si trovano sia negli alimenti vegetali che in quelli animali; molte vitamine sono termolabili, cioè tendono a decomporsi al forte calore, quindi occorre che nella dieta figurino cibi crudi.

Se l’alimentazione soddisfa i bisogni nutrizionali ed è varia nella scelta degli alimenti la copertura vitaminica è garantita in condizioni fisiologiche.


Fabbisogno bioregolatore

Alcune regole per una migliore conservazione delle vitamine negli alimenti

• conservare i vegetali correttamente, evitando la

disidratazione, che provoca la perdita di vitamina A e C.

• cuocere le verdure intere, quando possibile, poiché il taglio provoca la perdita di vitamine idrosolubili

• evitare la cottura con bicarbonato di sodio che provoca la distruzione della vitamina C e della tiamina; anche una cottura eccessiva è sconsigliata

• conservare i grassi al freddo, oltre che coperti, per evitare

l'irrancidimento, che provoca la distruzione di vitamine A e E

• mantenere il latte al riparo dalla luce che provoca la degradazione della riboflavina (Vit. B2)

• mantenere coperti e refrigerati i succhi di frutta per evitare la perdita di vitamina C.


Fabbisogno bioregolatore

VITAMINE LIPOSOLUBILI

Vitamina A Vitamina E

Vitamina D Vitamina K

  • Apportate dall’alimentazione in diverse forme

  • Assorbite nell’intestino tenue prossimale (la vit. K2 a livello del colon)

  • Raggiungono in seguito il circolo sanguigno. Nel plasma le vit. A e D circolano legate a proteine specifiche, le vit. E e K legate alle lipoproteine HDL o LDL

  • Eliminate nelle feci (la vit. A anche nelle urine)


Fabbisogno bioregolatore

VITAMINE LIPOSOLUBILI

Le vitamine liposolubili vengono immagazinate

nell’organismo per lungo tempo

I principali siti di deposito sono:

Vit. A: fegato

Vit. D: tessuto adiposo e muscoli

Vit. E: tessuto adiposo, muscoli e fegato

Non è necessario assumerle frequentemente per mantenere livelli efficaci normali; hanno un potenziale di tossicità molto elevato


Vitamina a

VITAMINA A

La vitamina A o retinolo è un alcol primario presente in forma esterificata nei tessuti degli animali e dei pesci d’acqua salata, soprattutto nel fegato


Fabbisogno bioregolatore

Le provitamine A sono dei carotenoidi con un’attività biologica paragonabile a quella della vitamina A


Fabbisogno bioregolatore

Le funzioni della vitamina A sono mediate da forme diverse della molecola

L’acido retinoico sembra essere la forma attiva nelle funzioni associate alla crescita, al differenziamento e alla trasformazione cellulare

L’11-cis-retinale è ben conosciuto per la sua capacità di legarsi in maniera reversibile con i pigmenti della vista nella retina, cosicchè quando la luce colpisce la retina, si mettono in moto quelle complesse modifiche biochimiche associate con la vista normale


Funzioni fisiologiche

Funzioni fisiologiche

  • Ha un ruolo essenziale nel funzionamento regolare della retina

  • E’ necessaria per la crescita e il differenziamento del tessuto epiteliale, per la crescita delle ossa, per la riproduzione e per lo sviluppo embrionale

  • Può agire come co-fattore nei sistemi enzimatici

  • Aumenta le funzioni immunitarie, riduce le conseguenze di alcune malattie infettive e può proteggere dallo sviluppo dei tumori

  • Aiuta nel trattamento dell’acne, dell’impetigine, dei foruncoli e delle ulcere cutanee quando applicata esternamente


Fabbisogno bioregolatore

  • Retinolo Equivalente:

  • 1 µg di retinolo

  • 6 µg di β-carotene

  • 3.3 UI

L’ attività della vitamina A è stata per molto tempo espressa in Unità Internazionali (UI), oggi gli esperti raccomandano di usare il retinolo equivalente (RE)

RE/giorno

Lattanti 350

Bambini da 1 a 3 anni 400

Bambini da 4 a 9 anni 600

Bambini da 10 a 12 anni 800

Adolescenti, uomini adulti 1.000

Adolescenti, donne adulte 800

Gravidanza 1.000

Allattamento 1.300

A seconda delle fasce di età, l’apporto nutrizionale è da 350 a 1.000 RE, di cui almeno il 60% dovrebbe essere apportato sottoforma di β-carotene


Fabbisogno bioregolatore

L’adulto medio assume circa la metà della vitamina A sotto forma di retinolo e retinil estere, e il resto come β-carotene

La vitamina A è presente nei prodotti di origine animale. Le fonti principali sono

fegato, burro, formaggio, latte intero, tuorlo d’uovo, pesce

carote, meloni, albicocche, spinaci, foglie verdi di insalata

Il β-carotene si trova nella frutta e nelle verdure gialle o verdi

  • La vitamina A è sensibile all’ossidazione e teme quindi l’ossigeno, i catalizzatori d’ossidazione, la luce e il calore

  • Negli alimenti, la presenza di vit. E svolge un ruolo di protezione della vit. A

  • Durante la cottura degli alimenti le perdite di vit. A non dovrebbero superare il 20%


Fabbisogno bioregolatore

Le riserve tissutali di retinoidi nell’uomo adulto sano sono piuttosto elevate, ed è necessario un lungo periodo di deprivazione per indurre una carenza

La carenza di vitamina A si verifica più facilmente nel corso di malattie croniche che influenzano l’assorbimento dei grassi

l’insufficienza biliare e pancreatica, la sprue, il morbo di Crohn, la cirrosi

  • Diminuito adattamento alla luce di bassa intensità (emeralopatia)

  • Secchezza della congiuntiva e della cornea (xerolfalmia)

  • Cheratinizzazione e disidratazione della cute

  • Predisposizione alle infezioni virali e alle complicanze polmonari

  • Diarrea, perdita di peso

  • Lenta crescita delle ossa

  • Tra le anomalie riproduttive si osservano difetti della spermatogenesi, degenerazione dei testicoli, aborto,riassorbimento del feto e nascita di figli malformati

dopo gastrectomia parziale o durante una estrema carenza dietetica cronica


Fabbisogno bioregolatore

Chi necessita di quantità addizionali ?

Una dieta adeguata fornisce il fabbisogno normale di vitamina A degli adulti.

Il retinolo viene usatoper la profilassi in soggetti ad alto rischio durante periodi di aumentato fabbisogno, come l’infanzia, la gravidanza, l’allattamento.

In circostanze rare l’assorbimento, la mobilizzazione o il deposito di retinolo possono essere alterati, per esempio in individui con steatorrea, grave ostruzione biliare, ostruzione intestinale, cirrosi del fegato o nei soggetti che hanno subito una gastrectomia totale

terapia a lungo termine con retinolo


Fabbisogno bioregolatore

Nei bambini l’assunzione eccessiva di vitamina A è dovuta a un eccesso di zelo dei genitori nel somministrare vitamine a scopo profilattico

Un apporto di vitamina A molto superiore ai fabbisogni produce una sindrome tossica nota come ipervitaminosi A

Negli adulti la tossicità è dovuta all’automedicazione e a manie alimentari, ma anche all’uso di retinoidi per la terapia dell’acne o di altre lesioni della pelle

Questa tossicità è in funzione dell’età, della durata della somministrazione e della dose assorbita. Si possono individuare tre tipi di situazioni:

Intossicazione

acuta

Intossicazione

cronica

Rischio

teratogeno


Vitamina d

VITAMINA D

Deriva dal colesterolo ed è sintetizzato dagli organismi animali

Deriva dall’ergosterolo ed è presente nelle piante


Vitamina d1

Vitamina D

Radiazioni UV

Cute

7-deidrocolesterolo

Vitamina D3 (colecalciferolo)

-

Fegato

Vitamina D3 (colecalciferolo)

25-idrossi-colecalciferolo

Ca2+

-

Paratormone

Rene

25-idrossi-colecalciferolo

1-25-diidrossi-colecalciferolo

(calcitriolo)


Azioni della vitamina d

Azioni della vitamina D

1-25-diidrossi-colecalciferolo

(calcitriolo)

Tessuto osseo

Intestino

Rene

deposizione di calcio e fosfato (in forti dosi, però l’effetto è opposto)

aumento dell’assorbimento di calcio (sintesi di una proteina legante il calcio)

aumento del riassorbimento di fosfato


Fabbisogno bioregolatore

olio di fegato di merluzzo, pesci grassi, tuorlo d’uovo, fegato, latte intero, burro e formaggi grassi

Fonti alimentari

La sintesi cutanea soddisfa una parte più o meno importante del fabbisogno a seconda delle abitudini alimentari, dello stile di vita, della stagione e del clima

µg/giorno

Lattanti 10

Bambini da 1 a 3 anni 10

Bambini con più di 3 anni 10-15

Adolescenti 10-15

Adulti 10

Anziani 12

Gravidanza 10

Allattamento 10

1 µg = 40 UI


Fabbisogno bioregolatore

incurvamento

gambe arcuate

malformazioni delle giunture o delle ossa

fratture

lento sviluppo dei denti

debolezza muscolare

Se alla mancanza di una sintesi endogena si aggiunge una mancanza di apporto esogeno (insufficiente apporto alimentare o diminuito assorbimento) compare la carenza

Rachitismo

(Insufficiente mineralizzazione del tessuto osseo e della matrice cartilaginea di neoformazione)

  • debolezza muscolare

  • fragilità ossea con tendenza alla rottura

  • forti dolori a livello osseo

  • deformità ossea

Osteomalacia

(Demineralizzazione delle ossa già formate)


Rachitismo carenza di vit d

RACHITISMO (carenza di Vit. D)


Preparazioni contenenti vitamina d

Preparazioni contenenti Vitamina D

  • Ergocalciferolo o calciferolo (Vit. D2)

  • Colecalciferolo (Vit. D3)

  • 1,25-diidrossicolecalciferolo (calcitriolo)

Prevenzione della carenza di vitamina D (400 UI/giorno)

Profilassi e cura del rachitismo nutrizionale

Trattamento del rachitismo e dell’osteomalacia di origine metabolica

Ipocalcemia dell’ipoparatiroidismo (100.000 UI/giorno)

Prevenzione e trattamento dell’osteoporosi (calcitriolo)


Tossicit

Tossicità

Somministrazione di dosi eccessive di vitamina D o dei suoi metaboliti ( >20 volte gli apporti quotidiani consigliati)

  • Cefalea, astenia, anoressia, dimagrimento

  • Nausea, vomito

  • Debolezza muscolare, crampi, dolori osteoarticolari

  • Poliuria, polidipsia, disidratazione

Trattamento: immediata interruzione dell’apporto di vitamina, una dieta a basso contenuto di Ca++, somministrazione di glucocorticoidi e un’abbondante ingestione di liquidi. Si consiglia di non superare il livello massimo di 50 µg/die

aborto

Dosi elevate di vitamina D durante la gravidanza (100.000 UI/giorno)

facies particolare, stenosi della valvola aortica, ritardo psicomotorio

ipercalcemia idiopatica


Vitamina e

VITAMINA E

E’ il termine generico usato abitualmente per indicare i diversi tocoferoli. Attualmente si conoscono otto tocoferoli naturali

L’α-tocoferolo è quello che si trova più frequentemente in natura e che presenta l’attività biologica più elevata


Fabbisogno bioregolatore

Durante i processi di ossidazione che avvengono nella cellula, l’ossigeno produce radicali liberi che attaccano gli acidi grassi insaturi delle membrane e formano derivati ossidati:

Idroperossidi, perossidi, aldeidi, chetoni, alcoli, acidi,…

Un antiossidante è una sostanza che ritarda o inibisce il danno ossidativo alle molecole biologiche

L’α-tocoferolo è uno dei più potenti antiossidanti in vitro ed il più importante nel sangue umano.

Agendo come antiossidante previene l’ossidazione dei costituenti essenziali delle cellule o la formazione di composti tossici, come i prodotti della perossidazione degli acidi grassi insaturi che si producono in sua assenza


Fabbisogno bioregolatore

Il fabbisogno di vitamina E è soddisfatto interamente dall’alimentazione

oli vegetali

noci, mandorle, pistacchi

grano integrale

Buone fontidi vitamina E

olio di germe di grano

(la più importante fonte di vitamina E)

Data la loro natura chimica, i tocoferoli sono soggetti ad ossidazione ed alla formazione di forme chinoniche, di dimeri e di trimeri;tali reazioni sono accelerate dalla luce e dal calore

La presenza di altri antiossidanti nello stesso alimento, come l’acido ascorbico , riduce le perdite ossidative

Le preparazioni domestiche, quali la bollitura, la frittura e la cottura al forno, comportano a volte perdite rilevanti


Fabbisogno bioregolatore

Tossicità: Un consumo di vitamina E variabile fra i 100 e gli 800 mg è considerato sicuro

Rispetto alle altre vitamine liposolubili la vitamina E è scarsamente tossica

Solo oltre i 2000 mg/die alcuni soggetti mostrano disturbi, soprattutto a livello intestinale

Carenza: per molti anni il ruolo della vitamina E è rimasto poco chiaro, e si parlava di questa vitamina, come della “vitamina in cerca di una malattia”. Ancora oggi le patologie determinate da un deficit di vitamina E sono quasi del tutto sconosciute

Le manifestazioni cliniche della carenza di vitamina E sono rare (la maggior parte delle diete ne contengono adeguate quantità) e si osservano soltanto in particolari situazioni:

prematuri

patologie digestive

malattie genetiche


Vitamina k

VITAMINA K

Sintetizzato dalle piante verdi ed è l’unica vitamina K naturale disponibile per uso terapeutico

Sintetizzata nei batteri Gram-positivi e in quelli del tratto intestinale


Funzione fisiologica

Funzione fisiologica

La vitamina K è il cofattore di una carbossilasi, che catalizza la carbossilazione dei seguenti fattori della coagulazione:

Protrombina

Fattore VII, IX, X

Proteina S

Proteina C

Osteocalcina

Aterocalcina


Fabbisogno bioregolatore

spinaci, lattuga, cavoli, broccoli

carne,fegato

La vitamina K è presente nella maggior parte degli alimenti in quantità variabile

Le diverse forme hanno un’attività biologica similare, che viene espressa in µg di vitamina K

Non è facile determinare il fabbisogno di vitamina K

1 µg/Kg di peso corporeo al giorno

La dieta media soddisfa mediamente i fabbisogni giornalieri; inoltre la vitamina sintetizzata dalla flora batterica intestinale è disponibile


Fabbisogno bioregolatore

Situazioni a rischio di carenza:

  • Neonati

  • Tutte le condizioni che determinano malassorbimento dei lipidi compromettono anche l’utilizzazione della vitamina presente nella dieta

  • Nutrizione parenterale non integrata

  • Trattamento prolungato con antibiotici

  • Utilizzo di antagonisti della vitamina K, come nella terapia anticoagulante

ecchimosi, epistassi, emorragie

La principale manifestazione clinica della carenza è un’aumentata tendenza al sanguinamento


Fabbisogno bioregolatore

Indicazioni terapeutiche

La vitamina K si usa per correggere la tendenza al sanguinamento o all’emorragia associata alla sua carenza

Trattamento terapeutico

Trattamento preventivo

  • Ipovitaminosi K

  • In caso di emorragia

  • Neonati nutriti esclusivamente al seno

  • In caso di malassorbimento cronico

  • In corso di terapie antibiotiche prolungate


Tiamina vitamina b1

Tiamina (vitamina B1)

  • Fonti alimentari:Lievito di birra; germe di cereali; legumi,frutta, fegato, tuorlo d’uovo, latte

  • Forma attiva: tiamina pirofosfato (TPP)

  • Coenzima nelle reazioni del metabolismo glucidico (accumulo di acido piruvico e mancata produzione di acetato)

  • Carenza di B1: beri-beri(cardiopatia e sintomi neurologici)


Beri beri carenza di vit b1

BERI BERI – carenza di Vit.B1


Riboflavina vitamina b2

Riboflavina (vitamina B2)

  • Fonti alimentari: germe di cereali, latte, uova, carne

  • Costituisce due importanti coenzimi: FAD e FMN (coinvolti in reazioni di ossidoriduzione)

  • Carenza di vitamina B2: alterazioni linguali, oculari e cutanee


Pellagra carenza di niacina

PELLAGRA (carenza di niacina)


Acido pantotenico

Acido pantotenico

  • Molto diffuso negli alimenti (carni, uova, lievito di birra, pericarpo dei cereali; anche in forma di pantenolo)

  • Costituisce il CoA

  • Non si verifica mai carenza nell’uomo


Piridossina vitamina b6

Piridossina (vitamina B6)

  • Molto diffusa in alimenti sia di origine animale che vegetale

  • Presente in tre forme: piridossina, piridossale e piridossammina

  • Forme coenzimatiche: Piridossal-5-fosfato (PLP) e piridossammina-5-fosfato (reazioni metaboliche riguardanti il metabolismo di aminoacidi, glucidi e lipidi)

  • Carenza: dermatiti, anemia, sintomi neurologici


Biotina vitamina h

Biotina (vitamina H)

  • Fonti alimentari: carni, uova, lievito di birra, cereali, legumi, arachidi, mandorle, cioccolato

  • Coenzima di molte reazioni di carbossilazione e transcarbossilazione

  • Non si verifica carenza spontanea, viene però inattivata dall’avidina (albume d’uovo crudo)


Acido folico vitamina b9 o m

Acido folico (vitamina B9 o M)

  • Fonti alimentari: fegato, rene, verdure, lievito

  • Coenzima attivo:accettore-donatore di gruppi monocarboniosi (metabolismo di amminoacidi e acidi nucleici, inattivazione di neurotrasmettitori)

  • Carenza: anemia, alterazioni della cute, disturbi nervosi, gravi malformazioni fetali.


Niacina vitamina pp

Niacina (vitamina PP)

  • Struttura chimica: acido nicotinico e nicotinammide.

  • Fonti alimentari: carne, pesce, legumi, lievito di birra.Il mais è privo di niacina e triptofano.

  • Può essere sintetizzata dall’organismo (triptofano)

  • Costituisce i coenzimi NAD+ e NADP+

  • Carenza di niacina: pellagra (malattia delle tre D: dermatite, diarrea, demenza)


Cobalamina vitamina b12

Cobalamina (vitamina B12)

  • Fattore antianemico

  • Coenzima in reazioni di metilazione e interscambio di gruppi fra atomi di carbonio adiacenti

  • Presente solo in alimenti di origine animale

  • Assorbimento intestinale solo in presenza del fattore intrinseco gastrico

  • Indispensabile per la proliferazione e la maturazione cellulare

  • Carenza (dovuta a insufficiente produzione del fattore intrinseco): anemia perniciosa


Anemia

ANEMIA


Acido ascorbico vitamina c

Acido ascorbico (vitamina C)

  • Fonti alimentari: verdure fresche e frutta.

  • Essenziale solo per uomo, scimmia, cavia.

  • Potente antiossidante; è indispensabile per il metabolismo del collagene, l’assorbimento del ferro, la sintesi e liberazione di neurotrasmettitori, ormoni, acidi biliari, prostaglandine.

  • Potenzia la risposta immunitaria.

  • Effetto protettivo contro il cancro.

  • Carenza: scorbuto.


Degradazione delle vitamine

Degradazione delle vitamine

  • Luce (C, A)

  • Calore (C, B1, acido folico)

  • Ossigeno

  • Lavaggio (vitamine idrosolubili)

  • Cottura (C, B1, acido folico)

  • Conservazione (refrigerazione; congelazione;surgelazione; irradiazione)

  • Additivi: bisolfito di sodio – tiamina; solfiti – acido folico; alcali – vit. B6, K, D, a. pantotenico; acidi – vit.A.


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VITAMINE & MINERALI

DUE PRINCIPI FONDAMENTALI:

1) SINERGIA: A.FOLICO +B12,VIT. C; DEVONO ESSERE TUTTE PRESENTI PER SVOLGERE MOLTE DELLE LORO FUNZIONI

2)QUANTITA’:

INSUFFICIENTEOTTIMALETOSSICA


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Minerali

I minerali, che si trovano in tutti i cibi, ci forniscono gli elementi necessari al mantenimento delle funzionalità organiche.

Molte proteine ed enzimi hanno bisogno dei minerali per mantenere la loro struttura e per esplicare le loro funzioni biologiche.

Inoltre, i minerali sono essenziali per la normale attività delle cellule, per determinare e mantenere la pressione osmotica dei fluidi del corpo e per impartire durezza alle ossa e ai denti.

I minerali si dividono in macrominerali e microminerali .

I macrominerali sono: calcio, magnesio, cloro, fosforo, potassio, sodio e zolfo.

Lo zolfo si trova nel corpo associato strutturalmente con le vitamine idrosolubili (tiamina e biotina) e con gli amminoacidi (cisteina e metionina).

Lo zolfo è comunemente presente nelle proteine e soprattutto nelle proteine della pelle, dei capelli e delle unghie.

I macroelementi costituiscono almeno lo 0,01% del peso totale del corpo, cioè almeno 6-7 grammi per un individuo del peso di 60-70 kg.


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CALCIO

Il calcio è il più abbondante catione bivalente presente nel corpo umano; in media rappresenta 1000-1200 grammi di un essere umano di 60-70 kg (cioè circa l’1,5%). Il 99% circa del calcio del corpo umano si trova nello scheletro e nei denti; il rimanente 1% è distribuito nei fluidi extra ed intra cellulari.

Il calcio è presente in quasi tutti gli alimenti. Le più importanti sorgenti alimentari di questo elemento sono il latte e i suoi derivati. Le rape, i cavoli e i broccoli ne sono particolarmente ricchi insieme ai legumi, alla frutta secca e alle ostriche. Il calcio è presente negli alimenti soprattutto come sale insolubile.

Poiché il calcio è assorbito solo nella sua forma ionizzata, deve essere prima rilasciato in forma solubile.

I sali di calcio, infatti, nello stomaco in ambiente acido sono solubilizzati permettendone l’assorbimento; però nell’intestino in condizioni basiche possono precipitare in forma insolubile, e ciò ne riduce la biodisponibilità.


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  • I prodotti dichiarati “biologici” o “geneticamente modificati” (OGM) devono rispettare le modalità di etichettature stabilite da norme europee e nazionali

  • I controlli della produzione e della distribuzione sono regolarmente eseguiti dalle aziende e dalle autorità per verificare la sicurezza degli alimenti

  • L’ASL può fornire maggiori informazioni e assistenza sulla sicurezza alimentare

  • Per orientarsi nella scelta degli alimenti più idonei all’alimentazione dei ragazzi è bene leggere le “tabelle nutrizionali” all’atto di acquistare i prodotti: si farà una scelta più intelligente nei confronti della salute.


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Regolazione della concentrazione del calcio

La concentrazione del calcio all’esterno e all’interno delle cellule è controllata da ormoni quali il PTH (parathyroid hormone), il calcitriolo [1,25(OH)2D3] e la calcitonina.

Il PTH aumenta la concentrazione del calcio nei fluidi extracellulari, interagendo con i reni e le ossa, e contribuisce al riassorbimento del calcio.

Il calcitriolo [1,25(OH)2D3] accelera l’assorbimento del calcio dal tratto gastrointestinale. Si pensa che il calcitriolo induca cambiamenti delle membrane basolaterali permettendo un più rapido assorbimento del calcio. Il calcitriolo è coinvolto nel riassorbimento nei reni e nelle ossa del calcio mediato da PTH.

La calcitonina, in contrasto con il PTH, serve per abbassare la concentrazione serica dello ione calcio inibendo l’attività degli osteoclasti e prevenendo la mobilizzazione del calcio dalle ossa.


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Circa il 99% del calcio è presente nelle ossa e nei denti.

La piccola quantità (circa 1%) di calcio non associato alle ossa è presente nei mitocondri, nel reticolo endoplasmatico, nel nucleo, nel liquido linfatico e nel sangue.

Il calcio non osseo presente nel sangue è importante per la coagulazione del sangue, la conduzione nervosa e la contrazione muscolare.

E’consigliabile una integrazione di calcio in:

Vegetariani, per i quali l’assorbimento del calcio può essere ridotto per la presenza di acido ossalico e di acido fitico nei vegetali (fino a 500mg/die). Pazienti ospedalizzati che passano lungo tempo a letto e non seguono un regime alimentare normale; il calcio in questi pazienti è ottenuto dalle ossoa. Donne con amenorrea: i bassi livelli di estrogeni circolanti diminuiscono l’assorbimento dello ione. Anoressici e pazienti con intolleranza al lattosio. L’ integrazione, in questi casi, può variare dai 500 ai 1000mg/die .


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Deficienza

L’assunzione inadeguata, il basso assorbimento e l’eccessiva perdita di calcio con la sudorazione, l’urina e le feci possono portare ad una inadeguata mineralizzazione delle ossa.

Bassi livelli di ioni calcio nel sangue (ipocalcemia) possono portare a tetania, cioè ad intermittente contrazione e spasmi dei muscoli delle mani e dei piedi, sebbene possano anche essere interessati il viso e la laringe (sede delle corde vocali).

Negli adulti la deficienza di calcio può portare a osteoporosi (perdita della matrice tissutale proteica e dei minerali delle ossa; condizione questa che rende l’osso fragile e predisposto alle fatture).

Si conoscono due tipi di osteoporosi.

Tipo I: che si ha nelle donne in menopausa tra 50 e 65 anni e interessa le vertebre.

Tipo II: che si ha negli uomini e nelle donne dopo i 70 anni e interessa le vertebre, le anche, il pelvi, l’omero e la tibia.

L’assunzione inadeguata di calcio per lungo tempo è associata allo sviluppo di ipertensione e di cancro al colon. Si pensa alla capacità del calcio di legare la bile e gli acidi grassi liberi, che agiscono come promotori del cancro inducendo iperproliferazione delle cellule del colon.


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MAGNESIO

Il corpo umano è costituito da circa 25-30 g di magnesio. All’incirca il 55-60% è localizzato nelle ossa, il 20-25% nei muscoli e il rimanente nei tessuti molli e nei fluidi extracellulari. Nel plasma, il 55% del magnesio è libero; il 30% è legato alle proteine e il rimanente 15% è soprattutto sotto forma di citrato e di fosfato.

  • Il magnesio è presente in una grande varietà di alimenti e di bevande. Particolarmente ricchi in magnesio sono i legumi, le noccioline, il grano integrale, le spezie e i frutti di mare. Anche la frutta e le verdure sono ricche in magnesio (ricorda la clorofilla). Inoltre cioccolato, mais, carote, pesche, riso bruno e prezzemolo ne contengono buone quantità. Il caffè e il thè sono fra le bevande più ricche in magnesio.

  • Molto spesso la preparazione dei cibi può ridurre il contenuto di magnesio; per esempio, la raffinazione del grano con rimozione del germe e degli strati più esterni può ridurne il contenuto dell’80%.

  • Circa il 60% del magnesio del corpo umano è associato con le ossa insieme al calcio e al fosforo. Il magnesio non osseo è presente nei fluidi extracellulari, nei tessuti molli e nei muscoli. Nelle cellule il magnesio è legato ai fosfolipidi ed è anche associato con l’ATP, con gli acidi nucleici e con molte proteine (è nel sito attivo di molti enzimi come cofattore).


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Deficienza

La deficienza di magnesio è di solito associata con l’alcoolismo o con le malattie renali. Sintomi associati con la deficienza di questo catione includono nausea, vomito, debolezza muscolare, spasmi, tremori, cambiamenti di personalità e allucinazioni.

Una diminuzione di magnesio nel sangue include anche una diminuzione di potassio e di calcio, in dipendenza della diminuita secrezione dell’ormone parotideo.

Inoltre, una bassa presenza di questo catione può portare a malattie cardiovascolari, infarto miocardio e ipertensione.

Recentemente si è visto che, preso 10 giorni prima dell’inizio delle mestruazioni in dosi di 375 mg per due volte al giorno, contrasta efficaciemente la sindrome premestruale.


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SODIO

Il sodio e il potassio mantengono la corretta distribuzione dell’acqua nelle cellule dell’organismo e controllano la pressione arteriosa. Si conoscono tre vie per l’assorbimento del sodio attraverso la mucosa intestinale.

La prima via di assorbimento attraverso la mucosa intestinale è il cotrasporto Na+/glucosio; il Na+ è pompato attraverso la membrana basolaterale grazie alla pompa Na+/K+ATPasi, mentre il glucosio diffonde attraverso la membrana grazie ad un trasporto facilitato. La seconda via è rappresentata dal cotrasporto elettroneutro Na+/Cl-, in scambio per H+/HCO3-. Nella terza via (l’assorbimento elettrogenico) questo catione, grazie ad un canale del Na+, entra nella cellula seguendo il gradiente ionico.


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Le fonti di sodio nell’alimentazione sono di varia natura: a) il sodio contenuto nel sale da cucina e aggiunto durante la preparazione dei cibi; b) il sodio contenuto negli alimenti, presente sia naturalmente sia nelle preparazioni artigianali o industriali.

La maggior parte di noi ignora che buona parte del sodio alimentare è nascosta, cioè si trova nei cibi che non consideriamo salati.

Il sodio non è mai tossico per gli adulti; però l’elevato apporto di sale è correlato all’ipertensione.

Il 95% del sodio assunto con la dieta è assorbito; il sodio non accumulato nel corpo e non richiesto per le attività fisiologiche dell’organismo è escreto attraverso i reni e attraverso il sudore.

La perdita per sudorazione è più alta, quando la temperatura è più alta e l’esercizio fisico è più vigoroso.

L’escrezione e la ritenzione sono sotto il controllo dell’aldosterone, che promuove la ritenzione (il riassorbimento) del sodio e l’escrezione del potassio.


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POTASSIO

Il 98% del potassio del corpo è intracellulare. Il potassio influenza la contrattilità della muscolatura liscia, scheletrica e cardiaca e agisce sull’eccitabilità del tessuto nervoso.

Il potassio è presente nelle banane, nelle arance, nelle pesche, nei frutti secchi, nei pomodori e nelle uova.

Il bilancio del potassio, come quello del sodio, è ottenuto attraverso i reni e grazie all’azione dell’aldosterone.

L’aldosterone, infatti, stimola il riassorbimento del sodio nei tubuli renali e accelera l’escrezione del potassio.

L’ipercalemia è tossica, risultante in severe aritmie cardiache seguite spesso da arresto.

E’ quasi impossibile che si abbia ipercalemia con la dieta in individui con normale funzione renale.

L’ipocalemia non si verifica per deficienza alimentare, perché questo elemento è presente in tutti i comuni alimenti.

L’ipocalemia è associata, comunque, a debolezza muscolare, sonnolenza, affaticabilità e stordimento.

Inoltre, il basso livello di potassio nel sangue è conseguente a gastroenteriti o ad altre affezioni dell’apparato digerente, che provocano perdita di liquidi per diarrea e/o vomito.


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MICROELEMENTI

I microelementi rappresentano molto meno dello 0,01% del peso totale del corpo umano; possono essere definiti anche come elementi di cui il corpo umano ha bisogno in quantità inferiori a 100 mg al giorno.

I microminerali sono ferro, zinco, rame, selenio, cromo, iodio, manganese, molibdeno e fluoro.

Alcuni elementi esplicano funzioni biologiche della massima importanza e sono anche definiti come “metalli biologicamente essenziali”. L’eliminazione dalla dieta di questi elementi provoca gravi alterazioni che regrediscono fino a scomparire con un apporto dietetico normale dell’elemento o con l’ausilio di integratori.


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FERRO

Il corpo umano contiene 2-4 grammi di ferro, la maggior parte del quale (65%) è nell’emoglobina; circa il 10% si trova associato alla mioglobina, e una quantità dall’1% al 5% si trova come cofattore negli enzimi e la parte rimanente è presente nel sangue o come deposito.

Il ferro ione è presente nei due stati di ossidazione +2 e +3. Il ferro eminico è presente sia nella carne sia nel pesce. Il ferro non eminico è presente soprattutto nei vegetali e nel latte, anche se in piccole quantità. Cibi particolarmente ricchi in ferro sono fegato, carni rosse, ostriche, vongole e legumi.

E’ importante che il ferro nel sangue sia presente nello stato ossidato e sia legato alla ferritina. Il legame del ferro alla ferritina serve come meccanismo di difesa. La transferrina lega e trasporta sia il ferro assorbito con la dieta sia quello liberato dal metabolismo dell’emoglobina e della mioglobina.


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La ferritina è la proteina più importante per l’immagazzinamento del ferro; è sintetizzata nel fegato, nell’intestino, nella milza e nel midollo spinale e consiste di apoferritina in cui il ferro si deposita. L’apoferritina, un complesso di 24 proteine, ha la forma di una sfera cava, nella quale il ferro entra grazie a pori e a canali. Nel passaggio attraverso questi pori il ferro ferroso è ossidato a ferro ferrico e, precipitando sotto forma di ossidi e di idrossidi, si deposita all’interno della sfera.


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L’importanza fisiologica del ferro è in massima parte dovuta alla sua presenza nell’eme. L’atomo di ferro ferroso dell’emoglobina permette il legame e il trasporto dell’ossigeno dai polmoni ai tessuti. Il ferro eminico della mioglobina permette il deposito dell’ossigeno nei tessuti; la mioglobina si trova nel citoplasma delle cellule dei muscoli e facilita la diffusione dell’ossigeno dagli eritrociti al citoplasma e quindi ai mitocondri delle cellule dei muscoli.

Infine, il ferro dell’eme dei citocromi permette il trasporto degli elettroni lungo la catena respiratoria mitocondriale. I citocromi della catena respiratoria mitocondriale trasportano elettroni grazie al cambiamento dello stato di ossidazione del ferro.


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Il ferro assunto con la dieta copre il fabbisogno giornaliero di questo elemento. Molto spesso però l’assunzione del ferro con la dieta può essere inadeguata:

a) neonati e bimbi da 6 mesi a quattro anni a causa del basso contenuto di ferro nel latte materno, e a causa del rapido sviluppo del corpo;

b) adolescenti a causa del rapido sviluppo del corpo e dell’espansione dei globuli rossi e quindi dell’emoglobina;

c) donne in età fertile, che con le mestruazioni hanno perdite di sangue e quindi di ferro;

d) donne in gravidanza a causa dell’aumentato volume di sangue necessario per il feto e la placenta.

In questi casi, supplementi di ferro devono essere assunti sotto forma di solfato, succinato, citrato, lattato, fumarato e gluconato. Questi supplementi forniscono ferro non eminico la cui assunzione è aumentata dalla vit C.


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RAME

Il corpo umano di un adulto contiene circa 50-110 mg di rame, che è presente in due stati di ossidazione, cioè rame rameoso (Cu+) e rame rameico (Cu++).

Il rame è contenuto anche se in piccole quantità in una grande varietà di alimenti animali e vegetali, quali latte, formaggio, patate, carote, spinaci, pomodori, lattughe e frutta in genere. Il rame è contenuto in quantità molto più alte nella carne, nel pesce e nei crostacei.

La ceruloplasmina non è soltanto una proteina plasmatica, che trasporta rame, ma è anche un enzima ossidativo, noto come ferroossidasi responsabile dell’ossidazione di ioni quali Fe++ e Mn++. L’ossidazione a ferro ferrico, come già visto, è necessaria per permettere il legame del ferro alla transferrina. La ceruloplasmina reagisce con i radicali ossigeno e modula i processi infiammatori; infatti, la concentrazione di questa proteina plasmatica e del rame aumentano nel sangue durante le infezioni.


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La citocromo C ossidasi è un enzima della catena respiratoria, che contiene tre atomi di rame per molecola. Una subunità dell’enzima, contenente due atomi di rame, permette il trasferimento degli elettroni; l’altra subunità in presenza dell’altro atomo di rame è coinvolta nella riduzione dell’ossigeno ad acqua. Deficienze di rame riducono fortemente l’attività di questo enzima, della catena respiratoria e quindi della fosforilazione ossidativa.

La lisilossidasi, un enzima contenente rame e presente nelle cellule del tessuto connettivo, catalizza la formazione di legami crociati tra le fibre proteiche del tessuto connettivo fra cui il collagene e l’elastina. Questi legami crociati sono necessari per stabilizzare la matrice extracellulare.

Varie manifestazioni cliniche sono associate alla deficienza di rame. Queste manifestazioni includono anemia ipocromica, neutropenia, leucopenia, ipopigmentazione e depigmentazione della pelle e dei capelli, indebolita funzione immune e demineralizzazione delle ossa.


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FLUORO

La più grande funzione dei fluoruri è associata al suo effetto sulla mineralizzazione dei denti e delle ossa. Il fluoro promuove la precipitazione del minerale da una soluzione metastabile di ioni calcio e fosfato, portando alla formazione di idrossiapatite, che precipita nella matrice organica proteica. Il fluoruro è incorporato nell’idrossiapatite sostituendo gli ioni idrossido. La terapia del fluoruro insieme al calcio stimola gli osteoblasti a formare nuove ossa.

La deficienza di fluoro comporta crescita ritardata, infertilità e anemia. I fluoruri sono aggiunti all’acqua e a molti alimenti in modo da raggiungere nel corpo umano livelli abbastanza alti da avere effetti positivi sui denti e sullo scheletro.


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IODIO

La concentrazione dello iodio negli alimenti è estremamente variabile, perché riflette la concentrazione variabile di questo elemento nel suolo. Così il contenuto di iodio nel grano, nelle verdure e nella frutta varia con il contenuto di questo elemento nel suolo; così come il contenuto di iodio nella carne dipende dal contenuto di iodio presente nel suolo e nelle piante che gli animali mangiano.

Anche la quantità di iodio nell’acqua potabile è una indicazione del contenuto di iodio delle rocce e del suolo di una particolare regione, e di conseguenza è una indicazione della deficienza di iodio negli abitanti della regione. Numerosi studi hanno ormai dimostrato in maniera univoca la relazione fra basso livello di iodio nell’acqua potabile e incidenza del gozzo. Lo iodio si trova anche nei pesci, e grandi differenze nel contenuto di questo anione si trovano nei pesci di mare e di acqua dolce.


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Lo iodio della dieta si trova sia legato agli amminoacidi sia libero come ioduro o iodato. Durante la digestione, lo iodato è ridotto a ioduro dal glutatione. Lo ioduro è assorbito completamente e rapidamente dallo stomaco e dal tratto gastrointestinale.

Questo elemento si concentra selettivamente nella tiroide, che ne contiene fino all’80% dello iodio del corpo umano, e nelle ghiandole salivari e gastriche. Inoltre piccole quantità di questo elemento si trovano anche nelle ghiandole mammarie, nelle ovaie e nella placenta. Lo iodio è necessario per la sintesi degli ormoni tiroidei (triiodotirosina T3 e tiroxina T4).


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La deficienza di iodio si verifica in molte parti del mondo ed è associata ad una insufficienza di iodio nella dieta. La deficienza di iodio causa il gozzo, cioè un ingrossamento della ghiandola tiroidea. Questo ingrossamento è causato da una stimolazione da TSH (ormone tireo stimolante).

La deficienza di iodio nella dieta causa deplezione della riserva di iodio e si ha riduzione nella produzione di T3 e di T4. La diminuzione nel sangue del livello di T4 causa il rilascio di TSH dalla ghiandola pituitaria, portando ad iperplasia della tiroide. La ghiandola torna alle dimensioni normali quando lo iodio della dieta è aumentato alle quantità adeguate. Quando in una popolazione la presenza del gozzo supera il 10%, si parla di gozzo endemico.

La deficienza di iodio ha un grave effetto sulla crescita e sullo sviluppo. La deficienza di iodio in un feto è dovuta alla deficienza di iodio della madre; questa deficienza può portare a cretinismo, mutismo, disordini motori come spasticità e rigidità muscolare.

L’aggiunta di ioduro di potassio al sale da cucina ha come effetto quello di ridurre il gozzo endemico.


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  • Le etichette alimentari, inoltre, forniscono importanti dati nella “tabella nutrizionale”, ormai presente su tutti i prodotti. Nella versione semplificata si indica il valore energetico di un cibo per 100 g o ml di prodotto, seguito dal contenuto in proteine, carboidrati e grassi; nella versione completa si specificano anche il contenuto in zuccheri e acidi grassi, fibre alimentari e sodio.

  • A questo proposito è bene evitare i prodotti che presentino in etichetta: “grassi vegetali idrogenati”, molti additivi alimentari……

  • È bene porre attenzione a quegli alimenti che in tabella nutrizionale riportano un elevato contenuto di “grassi saturi” o “zuccheri”

  • Le pubblicità sono un mezzo spesso ingannevole, sia per chi acquista che per chi consuma i prodotti. Non necessariamente sono fonti di false informazioni, ma di esagerazioni


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Esempio di etichetta nutrizionale semplificata

A porzione

Per 100 g

Esempio di etichetta nutrizionale completa


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Al fine di fornire informazioni corrette, sono state redatte dall’istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (INRAN) le Linee Guida per una Sana Alimentazione Italiana, che possa favorire e incentivare un buono stato di stato di salute attraverso l’alimentazione


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LE LINEE GUIDA PER UNA SANA ALIMENTAZIONE ITALIANA

  • Controlla il peso e mantieniti sempre attivo

  • 2. Più cereali, legumi, ortaggi e frutta

  • 3. Grassi: scegli la qualità e limita la quantità

  • 4. Zuccheri, dolci e bevande zuccherate: nei giusti limiti

  • 5. Bevi ogni giorno acqua in abbondanza

  • 6. Il sale? Meglio poco

  • 7. Bevande alcoliche: se sì, solo in quantità controllata

  • 8. Varia spesso le tue scelte a tavola

  • 9. Consigli speciali per persone speciali

  • 10. La sicurezza dei tuoi cibi dipende anche da te


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2. Più cereali, legumi, ortaggi e frutta


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3. Grassi: scegli la qualità e limita la quantità

  • I GRASSI (o lipidi), sostanze organiche formate da carbonio, idrogeno e ossigeno, ma diverse dagli zuccheri. Le loro funzioni nell’organismo sono:

  • fornire energia, trasportare alcune vitamine, costruire ormoni e membrane cellulari, proteggere le fibre nervose.

  • Si dividono in:

  • di origine animale: ricchi di acidi grassi saturi, dannosi se in eccesso

  • di origine vegetale: gli oli di semi e di frutti

  • del pesce e delle frutta secca: ricchi di acidi grassi insaturi ed essenziali della famiglia ω-3 e ω- 6


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4. Zuccheri, dolci e bevande zuccherate: nei giusti limiti

  • ZUCCHERI (o carboidrati o glucidi), sostanze organiche costituite da carbonio, idrogeno e ossigeno.

  • Le loro funzioni nell’organismo è principalmente energetica

  • zuccheri semplici (monosaccaridi e disaccaridi), che sono tipici dei dolci, per esempio il saccarosio, il comune zucchero (ma anche miele, marmellata, cioccolata, dolciumi)

  • zuccheri complessi (polisaccaridi), per esempio gli amidi (ma anche pane, pasta, polenta, cereali e derivati, legumi e frutta farinosa come castagne) e le fibre (cellulose, pectine)


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5. Bevi ogni giorno acqua in abbondanza

FABBISOGNO IDRICO

E’ necessaria per tutte le reazioni che avvengono nel nostro corpo, il quale ne contiene circa il 70 %.

Ogni giorno dobbiamo reintegrarla nella misura di 2,5 / 3 litri, assumibili sia come bevande che attraverso gli alimenti (specialmente frutta e verdura).

Lo stimolo all’assunzione di liquidi avviene attraverso lo stimolo della sete, anche se bisognerebbe bere prima che questa insorga.


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6. Il sale? Meglio poco


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SICUREZZA ALIMENTARE

  • Leggere sempre le etichette dei prodotti alimentari e il cartello degli ingredienti esposto negli esercizi pubblici

  • Tutti gli ingredienti utilizzati sono indicati in etichetta ed elencati in ordine decrescente di quantità presente nel prodotto

  • Controllare sempre la data di scadenza del prodotto prima dell’acquisto e consumarlo entro il termine consigliato

  • In etichetta la lettera “E” seguita da un numero indica che nel prodotto è presente un additivo autorizzato dall’Unione Europea


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