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LA SOCIETA’ DI MASSA

LA SOCIETA’ DI MASSA. Che cos’è la società di massa?. “ massa ” come moltitudine indifferenziata al suo interno, di aggregato omogeneo,in cui i singoli tendono a scomparire rispetto al gruppo (Tocqueville) dalla Rivoluzione francese e dall’idea di “ popolo ” (inizio 1800)

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LA SOCIETA’ DI MASSA

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Presentation Transcript


  1. LA SOCIETA’ DI MASSA

  2. Che cos’è la società di massa? • “massa” come moltitudine indifferenziata al suo interno, di aggregato omogeneo,in cui i singoli tendono a scomparire rispetto al gruppo (Tocqueville) dalla Rivoluzione francese e dall’idea di “popolo” (inizio 1800) • dalla diffusione dell’industrializzazione e dell’urbaniz-zazione connessa nei paesi occidentali più progrediti nasce la società di massa. “Le città sono piene di gente. Le case piene di inquilini. Gli alberghi pieni di ospiti. I treni pieni di viaggiatori. I caffè pieni di consumatori. Le strade piene di passanti. Le anticamere dei medici piene di ammalati […]. La moltitudine improvvisamente si è fatta visibile […]. Prima, se esisteva, passava inavvertita, occupava il fondo dello scenario sociale; adesso s’è avanzata nelle prime linee, è essa stessa il personaggio principale. Oramai non ci sono più protagonisti: c’è soltanto un coro” (Josè Ortega Y Gasset, “La ribellione delle masse”, 1930)”

  3. Nella società di massa… • La gran parte delle persone vive in agglomerati urbani, medi e grandi. • Gli esseri umani sono a più stretto contatto fra loro. • Maggiore disponibilità di mezzi di trasporto, di comunicazione, di informazione. • Le relazioni sociali non si basano più sulle piccole comunità tradizionali. Dipendono dalle grandi istituzioni nazionali (apparati statali, partiti, associazioni, sindacati…). • Queste organizzazioni di massa pesano sulle scelte collettive e su quelle individuali (mode). • Si passa dall’autoconsumo al circolo dell’ economia di mercato. • I valori tradizionali lasciano il passo a nuovi modelli generali di mentalità e comportamenti. • Si formano nuove dimensioni psicologiche e percettive.

  4. Sviluppo industriale e società di massa • 1873-95: innovazioni tecnologiche, nuovi settori produttivi (acciaio, chimica, elettricità). Germania e Stati Uniti, nuove potenze industriali. • 1896-1913: sviluppo generalizzato della produzione in tutti i settori. Nuovi arrivi: Italia e Russia. L’indice di produzione industriale e quello del commercio raddoppiano. • Dal 1873 i prezzi, che prima calavano costantemente, cominciano a crescere. Crescono anche i salari (mediamente più dei prezzi), il PIL dei paesi industrializzati e la popolazione in questi paesi. • Per conseguenza: allargamento del mercato. La domanda di beni e servizi si fa di massa. • Nascono i cicli di produzione industriale di beni di consumo e le reti commerciali di vendita e distribuzione (negozi, grandi magazzini, vendita per corrispondenza, rateizzazione e finanziamenti, pubblicità). • L’aumento della produzione induce una razionalizzazione produttiva. • 1913, Detroit, stabilimenti Ford: nasce la prima catena di montaggio. • Nuovi metodi di produzione di massa: parcellizzazione del lavoro, taylorismo*. • Consumi di massa, prezzi competitivi, alti salari, il fordismo. * F.W. Taylor, “Principi di organizzazione scientifica del lavoro”, 1911

  5. L’organizzazione sociale • Maggiore uniformità nei comportamenti e nei modelli culturali, maggiore mobilità e stratificazione sociale. • Classe operaia: distinzione fra manodopera generica e lavoratori qualificati (aristocrazie operaie). • Ceto medio: aumenta la sua consistenza con i lavoratori autonomi (nuove professioni: fotografo, dattilografo…), i dipendenti pubblici e gli addetti del settore privato che non svolgono attività manuali (tecnici, commessi, impiegati…). • Comparsa dei “colletti bianchi” (ad es. in Germania fra il 1883 e il 1925 i colletti bianchi aumentano di 5 volte, mentre quello degli operai raddoppia). • Borghesia impiegatizia in contrapposizione al proletariato non per reddito, ma per usi, costumi e aspirazioni.

  6. Piccola borghesia - contraria ai sindacati a in generale alle organizzazioni di massa; individualismo, rispettabilità, proprietà privata, risparmio, senso della gerarchia, patriottismo; sempre più importante col crescere della società di massa; Destinataria di beni di consumo, di diritti politici (elettorato di massa) che ne fanno oscillare le simpatie, ora progressiste ora conservatrici. Proletariato l’organizzazione e la battaglia collettiva produce più diritti; solidarietà, spirito di classe, internazionalismo; fondamentale col crescere dell’industrializzazione; Il proletariato è il motore del progresso perché lotta per i diritti collettivi e per la ridistribuzione del reddito.

  7. L’istruzione di massa • La scuola si trasforma in servizio pubblico, un’opportunità offerta alla collettività. • La scolarizzazione diffusa diventa uno strumento di promozione sociale, una forma di educazione e controllo del popolo. • La scuola veicolo di nazionalizzazione delle masse: lo stato diffonde, attraverso l’istituzione, contenuti e messaggi patriottici che rinsaldano il senso di appartenenza alla nazione. • Dal 1870 in poi: progressiva estensione della scuola elementare obbligatoria in tutti gli stati dell’Europa industrializzata. • Laicizzazione e statalizzazione dell’istruzione. • Nel 1913 in tutta l’Europa per i bambini sotto i 10 anni era la regola andare a scuola. • Nel 1914 il tasso di analfabetismo in Europa era sceso al 10% nelle aree più avanzate ed era sotto il 50% in quelle più arretrate. • Diffusione della stampa quotidiana e periodica: il numero delle testate europee raddoppia fra il 1880 e il 1900. In Francia la tiratura dei quotidiani era di 300/400 mila copie nel 1876, diventa di 8/9 milioni nel 1914. • I giornali permettono l’accesso a un numero sempre più alto di persone a informazioni generali, quindi formano la pubblica opinione.

  8. Il ruolo degli eserciti di massa • Dopo il 1870 in tutta Europa (escluso Regno Unito) si istituisce il servizio militare obbligatorio per i maschi. • Trasformazione delle caratteristiche degli eserciti: da lunga ferma (professionisti) e ferma breve (di leva). • Esercito di massa come deterrente alla guerra. • Esercito di massa come destinatario delle armi e dei prodotti dell’industria pesante (lobbies) • Difficoltà economiche a sostenere i costi dell’esercito di massa da parte degli stati. • Difficoltà politiche a giustificare l’esercito di leva: addestrare proletari che poi avrebbero potuto ribellarsi… • Difficoltà a reclutare membri del ceto medio e composizione degli eserciti sulla base del reclutamento nelle campagne. • Guerre mondiali come conseguenza della formazione degli eserciti di massa. Cambia il modo di combattere.

  9. Il suffragio universale • Società di massa non è sinonimo di società democratica. • Società di massa comprende in Europa il progressivo allargamento della partecipazione alla vita politica. • Diritto di voto: progressiva estensione. Nel 1890 il suffragio universale maschile c’era il Germania, Francia e Svizzera. Nel 1914 in tutta Europa esclusi Regno Unito e Olanda. In Italia il suffragio universale maschile dal 1912 (con limitazioni). Alle donne dal 1911 in Norvegia e Finlandia), molto dopo nel resto dell’Europa. • Diritto di voto: l’allargamento cambia le caratteristiche della politica. • Nuovo modello di partito, ricavato da quello socialista. Struttura permanente: sezioni, federazioni, partiti di massa basati sull’iscrizione e sulla partecipazione.

  10. I sindacati • Funzione di organizzazione e socializzazione delle masse. • Nel 1890 le Trade Unions inglesi – il sindacato più vecchio e importante – avevano oltre un milione e mezzo di iscritti. • In Europa i sindacati nascono in parallelo col movimento socialista. • Tutelano i lavoratori organizzando battaglie per i diritti e il salario, ma anche promuovendo la mutualità. • Nascono come sindacati locali, poi si federano a comporre grandi organismi: Commissione centrale dei sindacati tedeschi (1890) Confédération Générale du Travail (CGT) (1895) Confederazione Generale del Lavoro (CGL) (1906) ISCRITTI NEL 1914: GB e GERMANIA 3.000.000, FRANCIA 2.000.000, ITA 500.000

  11. L’emancipazione femminile • Inferiorità economica, politica e giuridica delle donne incompatibile con la società di massa. • Primi movimenti di emancipazione alla fine del 1700 in Francia: nulla di fatto. • Ancora alla fine del 1800 le donne non hanno diritto di elettorato, né attivo né passivo. In numerosi paesi sono escluse dall’università e dalle professioni. • 1902 nasce in Inghilterra il Women’s Social and Political Union, sotto la guida di Emmeline Pankust. Lotta per il diritto al suffragio (le militanti si chiamano suffragette). • Nel 1912 l’Inghilterra concede il diritto di voto alle donne, seguita da Norvegia e Finlandia. • Nel 1914 nessun paese europeo conservava le limitazioni alle donne nell’accesso agli studi universitari e alle professioni.

  12. La legislazione sociale e fiscale • Su pressione delle organizzazioni sindacali, dei partiti socialisti e delle organizzazioni cattoliche, fra il 1890 e il 1900 i governi europei introducono forme di legislazione sociale. • Assicurazione contro gli infortuni, previdenza per la vecchiaia, sussidi per i disoccupati, controllo delle condizioni di lavoro (sicurezza e igiene), limitazioni di orario, divieto di lavoro infantile, diritto al riposo settimanale. • Estensione dei servizi pubblici (acqua, gas, trasporti, scuola, biblioteche, musei, ospedali, ospizi, asili, edilizia popolare…). • Per fare fronte ai maggiori oneri aumenta la pressione fiscale: imposte dirette (sul reddito o sul patrimonio) in aumento imposte indirette (riferite ai consumi) in diminuzione per sostenere il popolo. Si introduce nella tassazione il criterio della progressività.

  13. I partiti di massa : i socialisti • 1870: i movimenti socialisti sono piccoli, emarginati e speso clandestini. Il marxismo è la base teorica, filosofica e ideologica comune a tutti i movimenti • 1900: i partiti socialisti costruiscono il modello del “partito di massa” e si attrezzano per partecipare alla competizione democratica per il governo delle nazioni. • 1885: nasce il Partito Socialdemocratico tedesco, un modello per organizzazione, successi e ideologia. • 1882, nasce in Francia il Parti Ouvrier, ma si sfalda ben presto in molte correnti. Solo nel 1905 nascerà un forte partito socialista la SFIO. • 1906, nasce in Gran Bretagna il Labour Party ad opera delle organizzazioni sindacali. • 1889: nasce la Seconda Internazionale a Parigi prima e a Bruxelles poi. Obbiettivo comuni dei socialisti europei: giornata lavorativa di otto ore. • Internazionalismo e pacifismo, valori comuni dei socialisti europei. • Conflitto fra rivoluzionari e riformisti e fine della Seconda internazionale. • Gli anarchici e il sindacalismo rivoluzionario.

  14. I partiti di massa : i cattolici • Battaglia contro l’ individualismo borghese e l’ ideologia socialista. • Tentativo di contrastare la secolarizzazione della società di massa, prodotto della mobilità geografica e sociale: parrocchie, associazioni di carità, movimenti di azione cattolica. • Leone XIII (1878-1903) e l’enciclica Rerum Novarum. Base per la fondazione di partiti cattolici. • Promozione di società operaie e artigiane ispirate ai principi cristiani. • Nascita della dottrina sociale della chiesa, attraverso la condanna del socialismo. • Nascita del modernismo, reinterpretazione della dottrina cattolica in chiave “moderna”

  15. Il Nazionalismo • Fino al 1870 il nazionalismo è il principio ispiratore dei movimenti di liberazione (sovranità popolare, unificazione politica…). • Dopo il 1870 il Nazionalismo combatte il socialismo internazionalista e pacifista. Si sposta a destra. • Il nazionalismo si sposa con il razzismo (Francia e Germania) e con l’imperialismo (Gran Bretagna). • Il mito del popolo “volk”concepito come comunità di sangue e legame quasi mistico con la terra d’origine (pangermanesimo). • Il panslavismo come estensione del mito del volk. I pogrom (in russo: devastazione, saccheggio). • La reazione all’antisemitismo: il sionismo di Theodor Herzl verso la costituzione di uno stato ebraico in Palestina. • Il Nazionalismo e la nascita dei partiti nazionalisti in Europa.

  16. La cultura della società di massa • Einstein, la teoria della Relatività e l’interpretazione del mondo, delle leggi fisiche. La multidimensionalità, la materia e l’energia. • Il principio di indeterminazione di Heisemberg e la fine della fisica classica. • Freud e la psicanalisi. L’individuo nella società di massa. • Weber e il metodo delle scienze sociali. La teoria della classe politica di Mosca e lo scontro delle élites di Pareto. La burocratizzazione della società. • La bauhaus e il funzionalismo. • La musica di massa: dalla canzonetta alla contaminazioni di culture: il jazz, il blues, il kletzmer… La musica popolare. • Verso la pop art.

  17. Oltre la società di massa • La fine delle nazioni, la globalizzazione: espressioni, consumi, bisogni, modi e stili di vita. • Le istituzioni di massa: il tramonto dei partiti di massa, la crisi delle istituzioni. Democrazia, partecipazione, rappresentanza. Il tramonto del suffragio. • Gerarchia e rete: due modelli di struttura sociale di massa. • La cultura della globalizzazione: marchi, mode, loghi, produzioni. • La società liquida di Baumann. • Individuo e massa: la lotta alla globalizzazione come nuova ideologia di massa. • L’organizzazione sociale nel mondo globalizzato. Diritti, doveri, aspettative e forme di aggregazione.

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