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Qualità delle cure per il paziente immigrato

Qualità delle cure per il paziente immigrato. Dr. Alberto Ferrando CON I CONTRIBUTI DELLA DOTT.SSA CASAMASSIMA Pres. Fed. Reg. Ordini dei Medici Pediatra di famiglia Seg. Soc. It. Alcologia ligure Prof a contratto in Pediatria amb.; Vice Presidente APEL ;

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Qualità delle cure per il paziente immigrato

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Presentation Transcript


  1. Qualità delle cure per il paziente immigrato • Dr. Alberto Ferrando • CON I CONTRIBUTI DELLA • DOTT.SSA CASAMASSIMA • Pres. Fed. Reg. Ordini dei Medici • Pediatra di famiglia • Seg. Soc. It. Alcologia ligure • Prof a contratto in Pediatria amb.; • Vice Presidente APEL ; • Vice Presidente della sez.ligure SIP • Coordinatore GARANTI INFANZIA UNICEF • …………………………………………

  2. “i sistemi e i servizi sanitari si concentrano principalmente sulle malattie piuttosto che concentrarsi sulla persona nel suo complesso, il cui corpo e mente sono legati, che bisogna trattare con dignità e rispetto” e che, per ovviare a tale limite, “i servizi e i sistemi sanitari devono adottare un approccio maggiormente olistico e che ponga le persone al centro”.

  3. Congresso di Genova

  4. ALCUNI ESEMPI DI INTEGRAZIONE Tra Istituzioni, professionisti e cittadini: presentazione negli 8 Municipi della città di Genova: 8 Municipi, 6 distretti sanitari

  5. COMPONENTI DELLA QUALITA’ DELLE CURE Prof. Andrea Gardini • Efficacia • Efficienza • Appropriatezza • Sicurezza • Accettabilità • Accessibilità • Partecipazione • Soddisfazione • Comunicazione interna • Comunicazione esterna • Sostenibilità • Indicatori

  6. Set di indicatori utilizzati per studi su Immigrati Proposta di 36 indicatori (a loro volta suddivisi in sottocategorie) per un profilo articolato in vari capitoli: ricovero ospedaliero salute materno infantile parti e gravidanze gravidanze interrotte condizioni del neonato infortuni sul lavoro malattie infettive mortalità

  7. In questa relazione affronterò alcuni aspetti: • Deontologia • Epidemiologia quantitativa • Epidemiologia geografica • Aspetti culturali e scientifici degli immigrati • Epidemiologia delle malattie dei paesi di origine • Epidemiologia delle malattie acquisite

  8. COMMISSIONE ORDINISTICA

  9. Codice di DEONTOLOGIA MEDICA • Dott. Alberto Ferrando • Vice Pres. Ordine dei Medici della Provincia di Genova • Pres. Fed. Reg. Ordini dei Medici della Liguria • aferrand@fastwebnet.itwww.ferrandoalberto.eu www.apel-pediatri.org

  10. Il Codice Deontologico va considerato un: • PRESIDIO DI GARANZIA PER: • Medici • Cittadini • Istituzioni (Esigenze sia del singolo che del sistema pubblico)

  11. GIURAMENTO PROFESSIONALE • Consapevole dell'importanza e della solennità dell'atto che compio e dell'impegno che assumo, giuro: • di esercitare la medicina in libertà e indipendenza di giudizio e di comportamento rifuggendo da ogni indebito condizionamento; • di perseguire la difesa della vita, la tutela della salute fisica e psichica dell'Uomo e il sollievo della sofferenza, cui ispirerò con responsabilità e costante impegno scientifico, culturale e sociale, ogni mio atto professionale; • di curare ogni paziente con eguale scrupolo e impegno, prescindendo da etnia, religione, nazionalità, condizione sociale e ideologia politica e promuovendo l’eliminazione di ogni forma di discriminazione in campo sanitario; • di non compiere mai atti idonei a provocare deliberatamente la morte di una persona; • di astenermi da ogni accanimento diagnostico e terapeutico; • di promuovere l’alleanza terapeutica con il paziente fondata sulla fiducia e sulla reciproca informazione, nel rispetto e condivisione dei principi a cui si ispira l’arte medica; • di attenermi nella mia attività ai principi etici della solidarietà umana contro i quali, nel rispetto della vita e della persona, non utilizzerò mai le mie conoscenze; • di mettere le mie conoscenze a disposizione del progresso della medicina; • di affidare la mia reputazione professionale esclusivamente alla mia competenza e alle mie doti morali; • di evitare, anche al di fuori dell'esercizio professionale, ogni atto e comportamento che possano ledere il decoro e la dignità della professione; • di rispettare i colleghi anche in caso di contrasto di opinioni; • di rispettare e facilitare il diritto alla libera scelta del medico; • di prestare assistenza d'urgenza a chi ne abbisogni e di mettermi, in caso di pubblica calamità, a disposizione dell'Autorità competente; • di osservare il segreto professionale e di tutelare la riservatezza su tutto ciò che mi è confidato, che vedo o che ho veduto, inteso o intuito nell’esercizio della mia professione o in ragione del mio stato; • di prestare, in scienza e coscienza, la mia opera, con diligenza, perizia e prudenza e secondo equità, osservando le norme deontologiche che regolano l'esercizio della medicina e quelle giuridiche che non risultino in contrasto con gli scopi della mia professione.

  12. di curare ogni paziente con eguale scrupolo e impegno, prescindendo da etnia, religione, nazionalità, condizione sociale e ideologia politica e promuovendo l’eliminazione di ogni forma di discriminazione in campo sanitario;

  13. COSTITUZIONE ITALIANA • Art. 3. • Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono • eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, • di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, • di condizioni personali e sociali. • TITOLO II • DOVERI GENERALI • DEL MEDICO - CAP. I • Libertà, indipendenza e dignità della professione • Art. 3 • Doveri del medico - • Dovere del medico è la tutela della vita, della salute fisica e psichica dell'Uomo e il sollievo dalla sofferenza nel rispetto della libertà e della dignità della persona umana, senza distinzioni di età, di sesso, di etnia, di religione, di nazionalità, di condizione sociale, di ideologia, in tempo di pace e in tempo di guerra, quali che siano le condizioni istituzionali o sociali nelle quali opera. • La salute è intesa nell'accezione più ampia del termine, come condizione cioè di benessere fisico e psichico della persona. • Art. 32. • La Repubblica tutela la salute come fondamentale • diritto dell'individuo e interesse della collettività, • e garantisce cure gratuite agli indigenti. • "stato di completo benessere • fisico, psichico e sociale • e non semplice assenza di malattia"

  14. Capo IV Informazione e consenso1 - l’informazione (artt 33-35) • Questo capo (art 33-35 ) attiene al problema della COMUNICAZIONE • E’ fondamentale “ capire se il paziente (o il parente) capisce quello che gli si dice”. • E’ fondamentale rispettare la volontà del paziente in merito all’informazione a terzi, fossero anche parenti stretti. • E’ fondamentale la modalità espressa in parola ma anche l’atteggiamento e la disponibilità con cui si comunica

  15. CAPO IV Informazione e consenso • Art. 33 - Informazione al cittadino – • Il medico deve fornire al paziente la più idonea informazione sulla diagnosi, sulla prognosi, sulle prospettive e le eventuali alternative diagnostico-terapeutiche e sulle prevedibili conseguenze delle scelte operate. • Il medico dovrà comunicare con il soggetto tenendo conto delle sue capacità di comprensione, al fine di promuoverne la massima partecipazione alle scelte decisionali e l’adesione alle proposte diagnostico-terapeutiche.

  16. ESEMPIO PRATICO: • Collega di Genova Sampierdarena • Iscrizioni 1050 di cui 210 temporanee • (2 anni fa erano 470, molti hanno avuto la Carta di Soggiorno)

  17. Non posso permettermi  neppure il più banale consiglio telefonico,perchè spesso non riesco neppure a capire con chi sto parlando • Non posso aiutarmi con la gestualità ,perchè sai meglio di me che i gesti non hanno lo stesso significato per tutte le popolazioni ( es.il movimento della testa che per noi significa assentire, per gli albanesi e altri popoli slavi  significa negare e viceversa) • - Ogni prescrizione dei farmaci e le spiegazioni dell'alimentazione devo scriverle in stampatello con cararatteri cubitali e spiegarle almeno due volte e farle ripetere per poi spesso rendermi conto che non sono riuscita a farmi capire

  18. Aspetto verbale (parole e frasi): 7% • Aspetto vocale (timbro, tono, ritmo): 38%. • Movimenti del corpo (espressioni del viso in particolare, ma non solamente): 55% • APPARE FONDAMENTALE “COME LO DICI” E NON “COSA DICI” • Albert Mehrabian

  19. I SEGNALI NON VERBALI • I gesti, gli atteggiamenti, i comportamenti favoriscono o, talvolta, ostacolano la comunicazione. • Il linguaggio non verbale spesso viene utilizzato come “codice di controllo” • della comunicazione verbale.

  20. La prossemica • Fattori che influenzano le • zone spaziali: • Cultura e razza: • Europa meridionale e Giappone • zona intima 25 cm. • Australia e Europa del Nord superiore • Aree rurali e metropolitane: • zona spaziale aumentata nelle zone rurali • - Sesso (donne vicino a donne)

  21. Anche la comunicazione non verbale si apprende: differenze culturali Alcuni esempi: • Espressioni del viso: i giapponesi lecontrollano, ad esempio usano la risata per nascondere rabbia o dolore I popoli mediterranei manifestano più liberamente le emozioni. • Distanza: i popoli nordici parlano a distanza maggiore rispetto agli altri. • Sguardo: due arabi che conversano si guardano di più rispetto a due inglesi o due americani. • Contatto: gli arabi ( e in parte gli italiani e altri popoli mediterranei) si toccano mentre discutono.

  22. Differenti significati dei gesti: • Ok per un occidentale • Soldi per un giapponese • Zero per un francese • Insulto per turchi e brasiliani

  23. Differenti significati dei gesti: • Richiesta di un passaggio • Ok • Insulto • Va a quel paese

  24. Due (USA) • Vittoria (Germania) • Pace (Francia) • Va a quel paese (GB, Australia, Nuova Zelanda, Malta)

  25. “I più luridi e miserabili mai visti"Una immagine celebre della grande emigrazione italiana. • Per sapere com'erano accolti in America basta rileggere il New York Times del 6-11-1879: "Tra i passeggeri di terza classe (..) c'erano ieri 200 italiani, che il sovrintendente Jackson definì la parte più lurida e miserabile di esseri umani mai sbarcati a Castle Garden"

  26. Ammonticchiati come giumentiNel disegno di Beltrame sulla "Domenica" del Corriere dell'8-12-1901, la partenza da Genova di contadini che De Amicis descrisse "ammonticchiati come giumenti"Fonte: "La Domenica del Corriere"

  27. comunicazione con le mamme arabe e albanesi, perchè anche se sono in Italia da molto tempo, parlano poco e male l'italiano per cui chiedono di essere ricevute dopo le 19,per essere accompagnate dai padri che parlano meglio l'italiano (o vanno al PS)

  28. Con i cinesi parlo, se possibile, direttamente con i bambini, perchè se vanno all'asilo o a scuola parlano meglio dei genitori e fanno da   interpreti (cercando di non pensare  alle possibili conseguenze medico-legali!!!)

  29. - La comunità ecuadoriana è la più numerosa 1) le babymamme e i babypapà (l'ultima babymamma è stata mia assistita ora è ricomparsa con un  bambino avuto da un ragazzino di 16 anni, anche lui ecuadoriano,che apparentemente dimostra neppure 12 anni) • 2) l'abbandono scolastico (la madre lavora tutto il giorno,il padre spesso non esiste e i ragazzini di 11-12  si autogestiscono • 3) “Stili” educativi

  30. la circoncisione casalinga eseguita sul tavolo della cucina da un'amica della mamma o come nell'ultimo caso di pochi giorni fa da un connazionale cercato dal padre e che la madre  neppure conosceva

  31. Circoncisione fatta in casa: un bimbo muore dissanguato – Treviso -20/06/08 • Un bimbo di due mesi è morto a Treviso per un’emorragia causata da una circoncisione. Il bambino è giunto all’ospedale Ca’ Foncello di Treviso già privo di vita. La circoncisione era stata praticata mercoledì sera in casa, da una donna straniera di 43 anni, molto conosciuta proprio per l’esecuzione di circoncisioni su neonati. Il bimbo è figlio di una coppia nigeriana, immigrati regolari, che vive a Visnabello di Spresiano.

  32. Circonciso in casa
Muore un bambino a Bari • Morto dopo la circoncisione. Il secondo caso in poche settimane. Dopo il bambino di Treviso la stessa sorte è toccata a un neonato di Bari. L’intervento voluto dalla madre nigeriana eseguito in casa, in clandestinità e con attrezzi di fortuna è andato male. A nulla è servita la corsa in ospedale. L’emorragia è stata più veloce. Il connazionale della madre è ora irreperibile, mentre la donna è stata denunciata. • In Italia la circoncisione - rimozione chirurgica della pelle del prepuzio che ricopre il glande e in genere anche di parte o di tutto il frenulo (frenulectomia) - non è tra le prestazioni coperte dal servizio sanitario se non per motivi di salute, in presenza di infezioni o malformazioni. Non era questo il caso dei due bambini per i quali l’asportazione del prepuzio rappresenta un rituale di passaggio all’età adulta e al tempo stesso un simbolo con una forte valenza religiosa. Non a caso attualmente viene praticato nel mondo soprattutto dei fedeli di religione ebraica e musulmana e da qualche popolazione dell’Oceania. • Toscana, Liguria e Piemonte stanno hanno già adeguato la legislazione sanitaria per riconoscere questo tipo di prestazioni, anche per motivi religiosi. Nel nostro paese sono circa 27 mila le persone che ogni anno si sottopongono alla circoncisione, ma i dati sono sicuramente incompleti poiché è impossibile stimare quanti vengano fatti in modo clandestino. Sul bambino di Bari l’intervento era stato malamente eseguito utilizzando un bisturi artigianale e olio di cocco. (16/07/2008)

  33. 23 luglio 2008

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