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Corso di POPOLAZIONE TERRITORIO E SOCIETA’ 1 AA 2013-2014

Corso di POPOLAZIONE TERRITORIO E SOCIETA’ 1 AA 2013-2014. LEZIONE 0. INFORMAZIONI GENERALI SUL CORSO http://www.statistica.unimib.it/utenti/rimoldi / Esame frequentanti : - frequenza al corso - svolgimento esercitazioni 5/6 - discussione orale delle esercitazioni

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Corso di POPOLAZIONE TERRITORIO E SOCIETA’ 1 AA 2013-2014

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  1. Corso di POPOLAZIONE TERRITORIO E SOCIETA’ 1AA 2013-2014 LEZIONE 0

  2. INFORMAZIONI GENERALI SUL CORSO • http://www.statistica.unimib.it/utenti/rimoldi/ • Esamefrequentanti: • - frequenza al corso • - svolgimentoesercitazioni 5/6 • - discussioneoraledelleesercitazioni • Esame non frequentanti: • esameorale • Materialepreparazioneesame: dispense fornite e slides dellelezioni • SEMINARI: • 12 dicembreTinekeFokkema (NIDI) • Loneliness among older adults: Theory and empirical evidence • 18 (o 19) dicembrePetrosPétsimeris (Univ. Paris 1-Pantheon Sorbonne) • Social segregation in London • 7 (o 8) gennaio Camille Schmoll (Univ. Paris 4 Diderot) • Women migrants in Italy

  3. OBIETTIVO DEL CORSO: integrare la conoscenzadelletecniche di analisidellapopolazione con strumentispecifici per l’analisiterritoriale • Introduzioneautocorrelazionespaziale • Uso GIS

  4. Definizione di popolazione: “Insieme di individui, stabilmentecostituito, legato da vincoli di riproduzione e identificato da caratteristicheterritoriali, politiche, giuridiche, etniche o religiose” (LiviBacci 1990). L’attributopiùfrequente Il TEMPO è la dimensionefondamentaledeiprocessidemografici (Santini 1992) Ma èsul TERRITORIO cheessiconcretamentesiosservano e simisurano.

  5. OSSERVAZIONE DISPONIBILITA’ DEI DATI Per tutte le discipline (statistiche) applicate, come la demografia, la statisticaeconomica o la statisticasociale, la disponibilitàdelleinformazioni di base si pone come precondizioneindispensabile per la ricerca. La disponibilitàdelleinformazionivaria al variaredellascalaterritoriale e dipende : dal livello di rilevazionedelleinformazioni dal dettaglio di diffusionedelleinformazioni (segretostatistico) Un ulteriorevincoloriguardailtipo di misura del fenomenosu cui siindaga, misureassoluteo indicatori:nel secondo casosussistonovincoli di significato e consistenza (es. l’abortivitàvienemisurataattraverso I tassi, per aggregatiterritorialipiccoli I valoripossono non essereabbastanzaconsistenti) . Infine, ènecessarioconsiderarel’obiettivodelleanalisi: puressendorilevataindividualmenteun’informazionepuò non averealcunautilità se non èopportunamentemisurata: la fecondità, ad esempio, vienerilevata per ognisingola donna ma èsu un insieme di donnecheilfenomeno ha interessedemografico.

  6. CLASSIFICAZIONE DEL TERRITORIO A livello globale: http://unstats.un.org/unsd/methods/m49/m49.htm (UNITED NATIONS Standard Country or Area Codes for Statistical Use) - MACRO GEOGRAPHICAL REGIONS (Continenti, es. 002 Africa) -REGIONS (es. 014 Eastern Africa, 017 Middle Africa, 015 Northern Africa, 018 Southern Africa, 011 Western Africa) - COUNTRIES (es. 710 South Africa)

  7. CLASSIFICAZIONE DEL TERRITORIO A livello europeo: http://epp.eurostat.ec.europa.eu/portal/page/portal/nuts_nomenclature/introduction (EUROSTAT Nomenclature of territorial units for statistics - NUTS) NUTS 3: small regions for specific diagnoses(1294) Es, Le Province italiane, i Dipartimenti francesi, le province spagnole, NUTS 2: basic regions for the application of regional policies (270) Es, Le Regioni italiane, le Regioni francesi,, le comunità autonome in spagna NUTS 1: major socio-economic regions(97) Es, Le Macro-aree italiane, le Zone d'études et d'aménagement du territoire francesi, gli Stati federati tedeschi. Le Regioni in Belgio ecc.

  8. Principio 1 - dimensione Principio 2 – criterio normativo La definizione NUTS si basa sulle classificazioni amministrative degli Stati Principio 3 – criterio geografico generale Le unità geografiche generali sono preferibili rispetto a quelle specifiche per particolari obiettivi

  9. Scopi della classificazione EUROSTAT Raccolta e armonizzazione statistiche Analisi socio-economiche: - NUTS1 principali aree socio-economiche - NUTS2 aree base per l’applicazione di politiche regionali (ES- FONDI STRUTTURALI) - NUTS3 piccole aree per specifiche analisi

  10. CLASSIFICAZIONE DEL TERRITORIO A livello nazionale: http://sistat.istat.it/sistat/ ISTAT Classificazione istituzionale MACRO AREE: Nord-Ovest, Nord-Est, Centro, Sud, Isole (5) REGIONI: Piemonte, Valle d’Aosta..ecc. (20) PROVINCE: Alessandria, Torino…ecc. (110) COMUNI: (8091 al 30.06.12) di cui 10 città metropolitane dal 1.1.2014

  11. E, nelleregioni a StatutoSpeciale,

  12. Classificazione funzionale Sistemi Locali del Lavoro Distretti Industriali Distretti socio-sanitari Ecc.

  13. Il problemadella DIMENSIONE di un aggregatopuòconsiderarsi da 2 punti di vista: DIMENSIONE DEMOGRAFICA: consistenzaniumericadell’aggregato di individui DIMENSIONE GEOGRAFICA: ampiezza del territoriosu cui vienerilevato un certofenomenodemografico http://www.worldatlas.com/aatlas/populations/ctyareal.htm Ulterioreelemento di disturbo: ARBITRARIETA’ dellesuddivisioni Amministrative Statistichesiintersecano e sovrappongono Funzionali Quale scegliere? Dipende! Unicaregola: piùsiaggrega, piùsi media, piùsivaneldettaglioterritorialepiùsicoglie la differenza MAUP

  14. Concettifondamentalinelleanalisigeospaziali LUOGO (posto) Porzione di spazio di variamisura e forma. I luoghipossonosovrapporsi (un lagocheattraversa due comuni) o esserel’unoinclusonell’altro (l’Italiadentrol’Europa) I luoghicambiano e sitrasformanocontinuamente: perché le personesimuovono, per I cambiamentoclimatici, per tutti I processifisici e socialichetrasformanol’ambiente I cambiamentidovuti a cause naturalihannosolitamente tempi lunghi (eccetto le catastrofi come I terremoti, le inondazioniecc.); sonoininfluentisulciclo di vita dell’individuo. Ai luoghisono associate molteinformazioni, in genere legate al ruoloche I luoghisvolgono.

  15. L’informazione di base per definire un luogoè un sistema di coordinate geografiche. L’attuale WGS (World Geodetic System-1984) fornisceun’accuratastimadelle coordinate per ciascunluogodella terra. L’altitudinecostituisceancoraelemento un problematiconellamisura, essendoriferita al livello del mare che, a suavolta, èvariabile Accantoalletredimensionoigeografichesiassocianormalmenteil TEMPO. OGGETTO GEOGRAFICO Varianellamisura e nella forma: punti (es. stazioni di rilevamentodell’inquinamentoatmosferico), linee(es. retistradali, fiumi), poligoni (es. comuni, regioni, Stati)

  16. APPROCCIO SPAZIALE aifenomeni • E’ possibilesintetizzareilpunto di vista spaziale in 3 aspetti: • - Orientamento / Direzione Distanza Contiguità Esempio: Un gruppo di turisti con guida in un luogo di interesse (es. Museo). La guidasifermadavantialleopere di maggioreinteresse: I turistisidisporrannodavantiallaguida in modo da massimizzare vista e udito, possibilmente a semicerchiopartendo dal centro e raggiungendol’estremitàfinché non diventatalmenteperiferica da renderepiùconvenienteunaposizionepiùcentraleanche se piùlontana. Si noticheognituristaoccupaunospazio. Lo spaziotenderà ad esserepiù piccolo tantopiùsièviciniallaguida.

  17. ORIENTAMENTO/DIREZIONE • Vi èunaqualitàdirezionalenella voce dellaguida: ci sarà un fronte e un retro. • L’orientamentoèdunquedefinito da 2 puntie da unafrecciache li congiunge. • DISTANZA • L’efficaciadellaguidadiminuisceall’aumentaredelladistanza; questaèunaproprietàchecaratterizzamoltifenomeni. I tempi di trasporto, ad esempio, aumentano con la distanza. • Altrifenomenisonoinvarianti: ad esempio la giurisdizione di unaautoritàsu di un’areaè la stessasiaallaperiferiache al centrodell’area. • La distanzafra due puntiègeneralmentedefinita come ilcamminopiùbreve, qualunquesial’unità di misura. • Vi sonomoltemisurepossibili: NON cen’èunagiusta per tutti I problemi.Ogniproblemavaattentamentevalutato; la distanzafra le unitàpuòessereilsempliceordinamentooppurepuòessereasimmetrica. • In unospaziometrico la proncipaleproprietàdelladistanzaèche, dati a, b, c trepunti,

  18. CONTIGUITA’/CONNESSIONE • Si parla di connessione, contiguità, adiacenza o semplicementeposizionerelativa come proprietàtopologicadfellospazio. • La contiguitàpuòrimanereinvarianteanche se cambiano la direzione e la distanza. • Problematichedeitreelementi • Quandouna (o più) delletredimensionivengonoignorateemergonoalcunecriticità: ad es. Neglistudiurbani, l’analisicentro-periferia non èsufficiente. • Neglistudi di rete generalmentevengonoignoratesia la distanzache la direzione: le comunicazioni non hannobisogno di link fisici, possonoessere definite come associazioni (interazioni) funzionalichesimanifestanoattraverso SCAMBI. • Gliscambisiriferiescono a flussi di persone, beni o comunicazioni • Es. Nelcasodeituristi, la lorodistribuzionespazialedipendeunicamentedallalororelazionefunzionale (sonotutti li per ascoltare la guida): in questocaso lo scambioriguarda “le parole” • Se siprendeilgruppo di turisti e lo sispostafuori dal museo, le caratteristiche del nuovoluogomodificheranno la disposizionedeituristiattornoallaguida (ostacolifisicidiversi, ecc.)

  19. ALCUNI PROBLEMI GEOGRAFICI DI BASE TENSIONE STORICA Supponiamo di portareilgruppo di turistifuori dal museo. Se trovasserodellepanchinedisposteabbastanzaconvenientemente le utilizzerebberocosì come sono o con pochispostamenti. La disposizioneoriginariadellepanchinerappresentail “beneficio” e il “legame” con ilpassato. In generale, l’insiemedelleinfrastruttureesistentirapresentano un vincolooltrecheun’opportunitàper le società. TENSIONE DIMENSIONALE E’ la tensionechesicreatrapunti e aree: la relazionechelega I puntidentro le aree(qual’èl’allocazioneottimale?) 3. TENSIONE SPAZIO-TEMPORALE (when time is short, space is conserved) Ad esempioproblemachesicreaneltrafficonelle ore di punta o nellesanatorie a tempo. 4. SCALA DI OSSERVAZIONE Devedipenderedall’oggetto di studio

  20. La variabilitàdell’informazione al variaredell’areasu cui èrilevatarichiamail PROBLEMA DELL’UNITA’ AREALE MODIFICABILE MAUP (Modifiable Areal Unit Problem) • Il MAUP è la potenzialefonte di errorechesicommettenelleanalisispazialicheutilizzanodatiaggregati (Unwin 1996) • Per comprendere il MAUP dobbiamo partire dall’analisi dello spazio. • Lo spazio è continuo, ma la nostra rappresentazione dello spazio non può che essere discreta,

  21. A PUNTI A LINEE A POLIGONI REGOLARI A POLIGONI IRREGOLARI

  22. L’UTILIZZO DI UNITA’ AREALI DISCRETE E’ NECESSARIO OGNI VOLTA CHE VOGLIAMO MISURARE UN FENOMENO IN UN’AREA: AD ES: Il livello della disoccupazione in Lombardia è aumentato; e nelle province?” L’UTILIZZO DELLE UNITA’ AREALI E’ INDISPENSABILE OGNI VOLTA CHE VOGLIAMO MISURARE UN FENOMENO CHE NON PUO’ ESSERE MISURATO IN UN SINGOLO PUNTO AD ES:Tasso di natalità, % di fumatori, tasso di deforestamento L’UTILIZZO DELLE UNITA’ AREALI E’ UTILEQUANDO VOGLIAMO PROTEGGERE LA PRIVACY AD ES: I dati del Censimentodella popolazione che sono raccolti a livello individuale ma diffusi in modo aggregato L’UTILIZZO DELLE UNITA’ AREALI E’ UTILE QUANDO LE UNITA’ INDIVIDUALI SONO NUMEROSE AD ES:I dati sui consumi delle famiglie

  23. E’ quindi necessario attribuire CONFINI allo spazio Confini amministrativi, comuni, sezioni di censimento Linee costiere, fiumi Quando disegniamo confini arbitrari, la dimensione e la forma dell’area diventano elementi ARBITRARI, pertanto “soggettivi e discutibili” che hanno conseguenze sui risultati dell’analisi

  24. Esempio:LA DEFINIZIONE DEI COLLEGI ELETTORALI • Nella costruzione dei collegi, ottenuti per aggregazione di comuni, si possono configurare due situazioni: • la concentrazione dei voti di un partito in POCHI collegi, in modo da riservare TUTTI I RESTANTI collegi all’elettorato dell’altro partito [PACKING] • la dispersione dei voti di un partito sul maggior numero possibile di collegi in modo tale che in nessuno di essi ottenga la maggioranza [DILUTION] Es. Elezioni Politiche 2001: Il Centro–Destra vince nella maggioranza dei collegi elettorali e quindi ottiene il maggior numero dei parlamentari eletti nei collegi uninominali, anche se il numero complessivo di voti conquistati nella quota proporzionale dalle liste collegate al Centro-Sinistra è maggiore del numero di voti del Centro-Destra

  25. Il MAUP si compone di 2 effetti EFFETTO SCALA EFFETTO AGGREGAZIONE Problema statistico Problema geografico

  26. EFFETTO SCALA: variabilità dei risultati al variare del numero di aree, sulla stessa porzione di territorio n= 16 n= 4 n= 2

  27. (Weins, 1989)

  28. Esempio: Sia V una variabile osservata sulle 16 unità in cui è divisa l’area A Media = 3,75 Varianza = 2,60 Media = 3,75 Varianza = 0,50 Media = 3,75 Varianza = 0,0

  29. Esempio: L’area A è formata da 4 zone; si rileva l’età del capofamiglia delle famiglie 2°N C 1° 2°S

  30. ESEMPIO: Si considerino ora 2 variabili: X variabile indipendente e Y variabile dipendente

  31. AUMENTA!

  32. EFFETTO AGGREGAZIONE: variabilità dei risultati al variare della forma delle aree di aggregazione N=3 N=3 N=3 L’effettoaggregazione ha a che fare con la maggiore o minoreomogeneitàdeivaloriall’internodellearee aggregate

  33. ESEMPIO N=9 Media = 6,33 s = 3,2 … per l’effetto scala N=2 Media = 6,33 s = 1,5 N=3 Media = 6,33 s = 1,7

  34. Per l’effetto aggregazione… Media = (6+8,3+4,7)/3 = 6,33 s = 1,5 Media = (7,7+7,3+4)/3 = 6,33 s = 1,7

  35. ESEMPIO: Si considerino ora le 2 variabili: X variabile indipendente e Y variabile dipendente Originalmente R2=0,69

  36. SCHEMA DI RAGGRUPPAMENTO 1 Originalmente R2=0,69 raggruppando per colonna R2 = 0,82

  37. SCHEMA DI RAGGRUPPAMENTO 2 Originalmente R2=0,69 raggruppando per colonna R2 = 0,82 raggruppando per riga R2 = 0,90

  38. MAUP FALLACIA ECOLOGICA Le relazioni statistiche tra i caratteri cambiano al cambiare della scala e/o del raggruppamento La relazione statistica che si osserva al livello aggregato puònon essere vera a livello individuale Esempio:

  39. Gli individui di origine ispanica hanno una più elevata probabilità di essere disoccupati Grande variabilità nel Td, Analoga variabilità nella % Ispanici

  40. Esempio 2: comportamenti riproduttivi Sia s una generica area; Y un comportamento; X vettore delle variabili esplicative Quando non si dispone dei dati individuali si utilizzano spregiudicatamente i dati aggregati Ma facendo ciò ipotizziamo che: In generale, però, la relazione osservabile a livello individuale si nota anche a livello aggregato se, nel tempo, le variabili X e Y variano in modo simile in tutte le aree oggetto di studio (CASO DI NORMALITA’ ECOLOGICA).

  41. ESEMPIO 3: livello di religiosità e comportamento riproduttivo NORMALITA’ ECOLOGICA

  42. EFFETTI STRUTTURALI (Emile Durkheim 1858-1917) Comportamenti e caratteristiche proprie degli aggregati di popolazione, indipendenti dai comportamenti e dalle caratteristiche degli individui ma in grado di influenzarli • Studio dei suicidi derivati da anomia (mancanza di una direzione morale): • Essere protestanti • Non essere sposati

  43. ESEMPIO: tasso di natalità e % afro-americani Campione di 12 stati, elencati in ordine decrescente per proporzione di afro-americani sul complesso della popolazione (primi 6; ultimi 6) I tassi di natalità sono più elevati dove è più alta la proporzione di afro-americani Tasso di natalità In media, i tassi di natalità degli afro-americani sono più elevati

  44. ESISTE L’EFFETTO STRUTTURALE? Cisipuòchiedere se unaminorepresenza di afro-americaniinfluiscesullalorofeconditàriducendola NON SI PUO’ DIRE!... QUADRO CONFUSO

  45. Togliamo Illinois, New jersey, Missouri e Kentucky • I tassi afro-am. Sono più alti degli euro-am. sia negli stati a forte presenza afro-am che in quelli a bassa presenza • I tassi di natalità degli afro-am. Sono più elevati della media negli stati a forte presenza afro-am. ECCETTO COLORADO • I tassi di natalità degli euro-am. Sono più bassi negli stati con bassa presenza Afro-am. ECCETTO MASSACHUSSET • L’effetto strutturale è molto modesto, tenuto conto che le differenze tra i tassi complessivi del 1° e del 2° gruppo sono modeste

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