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La relazione sulla gestione Art. 2428 Codice Civile

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  1. . La relazione sulla gestione Art. 2428 Codice Civile La relazione sulla gestione dei bilanci d’esercizio alla luce delle novità introdotte dal D.Lgs. 32/2007 a cura del GRUPPO DI STUDIO ANALISI DI BILANCIO di OPEN Dot Com Spa www.adb.opendotcom.itadb@opendotcom.it tel. 0171700700 1

  2. La relazione sulla gestione • Soggetti obbligati • Riferimenti normativi • Entrata in vigore • I nuovi elementi (art. 2428 C.C., c. 1-2) • L’analisi della situazione della società, dell’andamento e del risultato della gestione • Gli indicatori di risultato • Informazioni attinenti all’ambiente e al personale • Le informazioni sui principali rischi ed incertezze • Ulteriori elementi (art. 2428 C.C., c. 3-5) • Ulteriori informazioni 2

  3. . RELAZIONE SULLA GESTIONE Novità del D.Lgs. n. 32/2007 3

  4. Soggetti obbligati Soggetti obbligati alla redazione della Relazione sulla Gestione Le società di capitali 4

  5. Soggetti obbligati - Eccezioni • Eccezione: art. 2435-bis C.c. - comma 6 • Gli amministratori che redigono il bilancio in forma abbreviata non sono tenuti alla redazione della relazione sulla gestione qualora nella Nota Integrativa forniscano le seguenti informazioni: • Numero e valore nominale delle azioni proprie e delle azioni/quote di società controllanti possedute dalla società • Numero e valore nominale delle azioni proprie e delle azioni/quote di società controllanti acquistate o alienate dalla società nel corso dell’esercizio 5

  6. Bilancio in forma abbreviata • L’art. 1 del D.Lgs. 173/2008 ha modificato i parametri al di sotto dei quali è possibile redigere il bilancio in forma abbreviata. • Ai sensi del novellato art. 2435-bis C.c., le società di capitali non quotate possono redigere il bilancio in forma abbreviata quando nel primo esercizio o, successivamente, per due esercizi consecutivi, non abbiano superato due dei seguenti limiti: • Totale dell’attivo dello stato patrimoniale: 4.400.000 euro • Ricavi delle vendite e delle prestazioni: 8.800.000 euro • Dipendenti occupati in media durante l’esercizio: 50 unità 6

  7. Bilancio in forma abbreviata DECORRENZA DEI NUOVI LIMITI Ai sensi dell’art. 6 del D.Lgs. 173/2008 le suddette novità si applicano ai bilanci relativi agli esercizi aventi inizio da data successiva a quella della sua entrata in vigore, coincidente con il 21.11.2008 7

  8. Bilancio in forma abbreviata • Fino agli esercizi aventi inizio prima del 21.11.2008 (per i soggetti “solari” fino all’esercizio 2008), le società di capitali non quotate possono redigere il bilancio in forma abbreviata quando nel primo esercizio o, successivamente, per due esercizi consecutivi, non abbiano superato due dei seguenti limiti: • Totale dell’attivo dello stato patrimoniale: 3.650.000 euro • Ricavi delle vendite e delle prestazioni: 7.300.000 euro • Dipendenti occupati in medio durante l’esercizio: 50 unità 8

  9. Per i soggetti “solari” Dall’esercizio 2009 Fino all’esercizio 2008 Ricavi delle vendite e delle prestazioni 8.800.000 euro 7.300.000 euro Bilancio in forma abbreviata 9

  10. Riferimenti normativi RIFERIMENTI NORMATIVI 10

  11. Riferimenti normativi • Il Decreto Legislativo 2 febbraio 2007 n. 32 ha recepito la Direttiva del Parlamento Europeo 2003/51/UE introducendo attraverso l’art. 1 le seguenti modifiche relative alla relazione sulla gestione: • al Codice Civile, art. 2428, per il bilancio di esercizio delle imprese mercantili, industriali e di servizi; • al D.Lgs. 09/04/1991 n. 127, art. 40, per i bilanci consolidati delle stesse; • al D.Lgs. 27/01/1992 n. 87, art. 3, in materia di intermediazione finanziaria; • al D.Lgs. 07/09/2005 n. 209, artt. 94 e 100, per le imprese di assicurazione. 11

  12. Riferimenti normativi 12

  13. Riferimenti normativi 13

  14. Riferimenti normativi Il Decreto Legislativo 6 novembre 2007 n. 195, art.2 comma 1 ha abrogato il quarto comma dell’art. 2428 del Codice Civile 14

  15. Altri riferimenti • Commissione per i Principi Contabili CNDCR: Relazione sulla gestione delle imprese mercantili, industriali e di servizi – 2007 – CNDCR • Documento n. 1 – ottobre 2008 – Istituto di Ricerca dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili • Circolare del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili: La relazione sulla gestione Art. 2428 Codice Civile – 14 gennaio 2009 - CNDCEC 15

  16. Altri riferimenti • La circolare CNDCEC del 14 gennaio 2009, ipotizza due livelli • di Relazione sulla Gestione: • il primo, più semplice, riservato alle società di minori dimensioni • il secondo, più articolato, riservato a quelle di maggiori dimensioni 16

  17. Altri riferimenti • Per stabilire il livello dimensionale, la circolare fa riferimento ai parametri quantitativi individuati dal Legislatore Comunitario (Direttiva 788/660/Cee, articolo 27). • Sono società di maggiori dimensioni quelle che alla data di chiusura del bilancio superano nel primo esercizio o, successivamente per due esercizi consecutivi, due dei tre limiti numerici seguenti: • totale dell’attivo dello stato patrimoniale: 43.000.000 euro; • ricavi delle vendite e delle prestazioni: 50.000.000 euro; • numero dei dipendenti occupati in media durante l’esercizio: 250. 17

  18. Entrata in vigore Si rammenta che, il D.Lgs 32/2007 ha introdotto il nuovo comma 2 dell’articolo 2409-ter del Codice Civile, dove alla lettera e), è previsto che l'organo di controllo deve pronunciarsi anche sulla coerenza della Relazione sulla Gestione con il bilancio. 18

  19. Entrata in vigore Entrata in vigore Le nuove disposizioni si applicano ai bilanci relativi agli esercizi aventi inizio dal 12/04/2007 (data di entrata in vigore del decreto) Quindi con riferimento alle società con esercizio coincidente con l’anno solare, dal bilancio d’esercizio chiuso al 31/12/2008 19

  20. I nuovi elementi – L’analisi della situazione della società e dell’andamento e del risultato della gestione L’ANALISI della SITUAZIONE della SOCIETA’ e dell’ANDAMENTO e del RISULTATO della GESTIONE 20

  21. I nuovi elementi – L’analisi della situazione della società e dell’andamento e del risultato della gestione • Scenario di mercato e posizionamento: • Scenario di mercato • Aspetti competitivi • Linea offerta • Posizionamento • Partnership strategiche • Mercato e rapporto con la clientela 21

  22. I nuovi elementi – L’analisi della situazione della società e dell’andamento e del risultato della gestione Descrizione dei principali investimenti effettuati 22

  23. I nuovi elementi – Gli indicatori di risultato • Gli INDICATORI di RISULTATO: • FINANZIARI • NON FINANZIARI 23

  24. I nuovi elementi – Gli indicatori di risultato • Gli indicatori di risultato finanziari: • Stato patrimoniale e conto economico riclassificati • Analisi degli indicatori di risultato finanziari 24

  25. I nuovi elementi – Gli indicatori di risultato LA RICLASSIFICAZIONE DEL BILANCIO 25

  26. I nuovi elementi – Gli indicatori di risultato Ha lo scopo di ricomporre i dati di bilancio sulla base di regole precise e predefinite al fine di ottenere degli aggregati con un significato superiore rispetto alla normale lettura. 26

  27. I nuovi elementi – Gli indicatori di risultato • Si ricorre alla Riclassificazione per diverse finalità: • concentrarsi sulla lettura di aggregati di un unico tipo: finanziario, gestionale, funzionale; • rendere omogenei i dati aggregati per agevolarne il confronto con gli esercizi precedenti della medesima azienda e/o con lo stesso esercizio di altre aziende appartenenti ad un gruppo omogeneo; • ricondurre i dati di bilancio ad una lettura più focalizzata all’andamento gestionale dell’azienda: valore aggiunto, reddito operativo, passività e attività correnti...etc. 27

  28. I nuovi elementi – Gli indicatori di risultato • separare ed evidenziare il risultato delle attività caratteristiche da quelle extra-caratteristiche; • cercare di smussare certe impostazioni di bilancio adottate solo per fini fiscali; • individuare aggregati precisi al fine di procedere all’analisi per indici. 28

  29. I nuovi elementi – Gli indicatori di risultato La riclassificazione interessa sia lo Stato Patrimoniale che il Conto Economico. 29

  30. I nuovi elementi – Gli indicatori di risultato Riclassificazione Finanziaria di Stato Patrimoniale 30

  31. I nuovi elementi – Gli indicatori di risultato 31

  32. I nuovi elementi – Gli indicatori di risultato • Questa riclassificazione ha lo scopo di riordinare le principali voci di patrimonio secondo un criterio temporaleche per l’attivo riguarda la rapidità di trasformarsi in liquidità, mentre per il passivo la velocità di estinzione. • Il discrimine temporale è individuato dal periodo di 12 mesi, dove ogni attività o passività che si “trasforma/estingue” entro 12 mesi verrà definita “a breve” o “corrente”, mentre oltre i 12 mesi verrà definita “differita” o “consolidata”. 32

  33. I nuovi elementi – Gli indicatori di risultato All’interno dell’Attivo Circolante (o A Breve) ci sono tutte le voci di bilancio che si trasformeranno in liquidità entro 12 mesi: le liquidità immediate ovvero le voci di bilancio di sicura trasformazione: denaro e assegni in cassa, conti correnti bancari attivi; le liquidità differite ovvero tutte le altre poste in scadenza, tra cui sicuramente i crediti commerciali; le rimanenze ovvero le giacenze di magazzino iscritte in bilancio. 33

  34. I nuovi elementi – Gli indicatori di risultato Nell’Attivo Immobilizzato (o A Lungo) vengono indicate tutte le voci di bilancio caratterizzate dalla possibilità di trasformarsi in liquidità in un tempo medio/lungo, ovvero, in special modo, le Immobilizzazioni in tutte le forme: Immateriali, Materiali e Finanziarie. Dalla somma dei due macro aggregati si ricava il Capitale Investito 34

  35. I nuovi elementi – Gli indicatori di risultato Le Passività Correnti sono le voci passive di bilancio che si estingueranno entro 12 mesi, pertanto rientrano in questo aggregato anche le voci di debito a lungo che si estingueranno entro 12 mesi (esempio: prossime rate di mutuo decennale). Le Passività Consolidate, sono le voci passive di bilancio che si estingueranno secondo un orizzonte temporale superiore ai 12 mesi, pertanto rientrano in questo aggregato anche il Fondo TFR al netto della quota relativa a dimissioni, pensionamenti, licenziamenti che si estingueranno entro i 12 mesi successivi. (per i fondi rischi ed oneri è necessario affrontare caso per caso). 35

  36. I nuovi elementi – Gli indicatori di risultato Il Patrimonio Netto rappresenta quella fonte di finanziamento destinata a rimanere nella società a garanzia degli impegni assunti nel corso dell’attività, ad eccezione delle operazioni riguardanti la distribuzione di utili. 36

  37. I nuovi elementi – Gli indicatori di risultato • La Riclassificazione Finanziaria dello Stato Patrimoniale, è in grado di dare informazioni sia su indicatori patrimoniali che su indicatori di liquidità, ovvero individuare, per ogni aggregato patrimoniale attivo la tipologia di finanziamento con cui è stato coperto: • MARGINE / INDICE di STRUTTURA PRIMARIO • MARGINE / INDICE di STRUTTURA SECONDARIO • MARGINE / INDICE di LIQUIDITA’ PRIMARIO O ACID TEST • MARGINE / INDICE di LIQUIDITA’ SECONDARIO 37

  38. I nuovi elementi – Gli indicatori di risultato Riclassificazione di Conto Economico 38

  39. I nuovi elementi – Gli indicatori di risultato • Le riclassificazioni di Conto Economico sono molteplici e dotate di diversi livelli di aggregazione a seconda dei risultati che si intende evidenziare. Le più utilizzate sono: • RICLASSIFICAZIONE A COSTO DEL VENDUTO • RICLASSIFICAZIONE A MARGINE DI CONTRIBUZIONE • RICLASSIFICAZIONE A VALORE AGGIUNTO 39

  40. I nuovi elementi – Gli indicatori di risultato RICLASSIFICAZIONE A COSTO DEL VENDUTO I costi sono riclassificati per destinazione in modo da essere direttamente imputati alle aree gestionali di riferimento. E’ uno schema solitamente utilizzato dalle imprese di trasformazione industriale, mentre ha minor valore di analisi nei casi di imprese di servizi o commerciali. 40

  41. I nuovi elementi – Gli indicatori di risultato RICLASSIFICAZIONE A MARGINE DI CONTRIBUZIONE I costi sono riclassificati facendo una distinzione tra quelli variabili -rispetto ai volumi di vendita - e quelli fissi, mettendo appunto in evidenza il margine di contribuzione. E’ uno schema utilizzato per valutare o verificare scelte di esternalizzazione (outsourcing), ovvero scegliere se produrre (Do) o comprare da altri (Buy), infatti se applicata a singoli gruppi di prodotti può evidenziare l’apporto di ogni singolo articolo alla copertura dei costi di struttura (costi fissi). 41

  42. I nuovi elementi – Gli indicatori di risultato RICLASSIFICAZIONE A VALORE AGGIUNTO I costi sono riclassificati secondo la loro natura e vengono suddivisi tra costi interni ed esterni all’azienda. E’ il tipico schema di riclassificazione utilizzato quando si dispone esclusivamente di dati di bilancio (civilistico) e proprio del bilancio mantiene la struttura scalare che partendo dai Ricavi giunge alla determinazione del risultato d’esercizio passando attraverso risultati reddituali intermedi. 42

  43. I nuovi elementi – Gli indicatori di risultato Conto economico riclassificazione a valore aggiunto: 43

  44. I nuovi elementi – Gli indicatori di risultato VALORE DELLA PRODUZIONE Indica il risultato derivante dalla reale attività caratteristica dell’azienda, ovvero della bontà del business come opera imprenditoriale senza le variazioni dipendenti da fattori esterni o di gestione aziendale, prende in considerazione sia l’attività produttiva svolta dall’azienda nei confronti di terzi esterni che quella rivolta all’interno: al magazzino, ai lavori in corso, all’incremento di immobilizzazioni. 44

  45. I nuovi elementi – Gli indicatori di risultato VALORE AGGIUNTO Deriva dalla differenza tra il valore della produzione ed i fattori esterni che direttamente entrano a far parte di questa (materie prime, servizi, godimento di beni di terzi); è un primo risultato che segnala l’ammontare residuo a disposizione dell’azienda per remunerare i fattori produttivi interni. 45

  46. I nuovi elementi – Gli indicatori di risultato MARGINE OPERATIVO LORDO (MOL) E’ dato dal Valore Aggiunto al netto dei costi del personale e, può essere considerato un primo indicatore di risultato operativo. Questo valore se rapportato al fatturato indica in maniera indicativa la capacità dell’azienda di autofinanziarsi tramite la produzione di liquidità derivante dall’attività operativa. 46

  47. I nuovi elementi – Gli indicatori di risultato REDDITO OPERATIVO Il margine operativo lordo al netto di ammortamenti, svalutazioni e accantonamenti genera questo risultato che esprime la redditività che l’azienda è in grado di conseguire esclusivamente tramite l’attività caratteristica, senza considerare gli effetti della gestione finanziaria, straordinaria e fiscale. E’ un ottimo indicatore che sintetizza le reali potenzialità dell’attività svolta dall’azienda. Tenendo conto che molto spesso la gestione straordinaria influisce poco o nulla sul risultato finale, già dal reddito operativo si possono verificare le reali potenzialità dell’azienda nel remunerare il capitale di terzi (gestione finanziaria) nonché il capitale proprio (utile d’esercizio). 47

  48. I nuovi elementi – Gli indicatori di risultato REDDITO CORRENTE Dato dal Reddito Operativo al netto del risultato della gestione finanziaria dell’azienda. Confrontato con il reddito operativo permette di comprendere immediatamente se l’attività dell’impresa è in grado di remunerare il capitale preso in prestito dai terzi, e parimenti apprezzare il peso della componente finanziaria sulla realizzazione dell’oggetto sociale. 48

  49. I nuovi elementi – Gli indicatori di risultato REDDITO ANTE-IMPOSTE E REDDITO NETTO Il Reddito ante-imposte è influenzato dal saldo della gestione straordinaria. Il Reddito netto è il reddito al netto delle imposte e deve corrispondere al risultato d’esercizio del bilancio civilistico. 49

  50. I nuovi elementi – Gli indicatori di risultato • Analisi degli indicatori finanziari di risultato: • Indicatori economici • Indicatori patrimoniali • Indicatori di liquidità 50