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ISTITUTO COMPRENSIVO DI AMANDOLA E MONTEFORTINO

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  1. ISTITUTO COMPRENSIVO DI AMANDOLA E MONTEFORTINO INCONTRO DI FORMAZIONE PER I LAVORATORI IN MATERIA DI SALUTE E SICUREZZA SUI LUOGHI DI LAVORO FORMAZIONE SPECIFICA AMANDOLA, 25 GIUGNO 2013

  2. LE EMERGENZE PUR ESSENDO DI DIVERSA NATURA HANNO UNA GESTIONE DI TIPO STANDARD SOPRATTUTTO NELL’EVAQUAZIONE LE SEQUENZE SONO MOLTO SIMILI

  3. COME INTERVENIRE INTERVENIRE SUL FOCOLAIO DI INCENDIO CON ESTINTORI O GETTI DI ACQUA O SABBIA NON USARE MAI L’ACQUA SULLE APPARECCHIATURE ELETTRICHE CHIUDERE IL RUBINETTO DEL GAS DAL CONTATORE ESTERNO FARE EVACUARE ORDINATAMENTE LE CLASSI ED IL PERSONALE NON ADDETTO ALL’EMERGENZA SECONDO QUANTO STABILITO DAL PIANO DI EVACUAZIONE NON USARE GLI ASCENSORI, MA UNICAMENTE LE SCALE VERIFICARE CHE AD OGNI PIANO, IN PARTICOLARE NEI SERVIZI IGIENICI E LOCALI ACCESSORI, NON SIANO RIMASTE BLOCCATE PERSONE IN CASO DI INCENDIO

  4. SE L’INTERVENTO NON E’ DOMATO IN 5 MINUTI AVVERTIRE TELEFONICAMENTE I VIGILI DEL FUOCO SE VI SONO USTIONATI O INTOSSICATI AVVERTIRE TELEFONICAMENTE IL PRONTO SOCCORSO O 118 AL TERMINE DELL’INCENDIO • VERIFICARE I DANNI PROVOCATI AD IMPIANTI ELETTRICI, RETE GAS, MACCHINARI, ARREDI E STRUTTURE CIVILI, CHIEDENDO OVE NECESSARIO CONSULENZA A TECNICI VVF • RIPRISTINARE CONDIZIONI DI AGIBILITÀ E SICUREZZA NEI LOCALI • DICHIARARE LA FINE DELL’EMERGENZA • FARE RIENTRARE ORDINATAMENTE LE CLASSI IN CASO DI INCENDIO

  5. COME INTERVENIRE • EVITARE DI PRECIPITARSI DISORDINATAMENTE ALL’ESTERNO • ADOTTARE LE MISURE DI AUTOPROTEZIONE APPRESE DURANTE LE ESERCITAZIONI (PROTEGGERSI SOTTO IL BANCO DALLA CADUTA DI OGGETTI) • CHIUDERE IL RUBINETTO GENERALE DEL GAS E DELL’ACQUA • APRIRE L’INTERRUTTORE GENERALE DELL’ENERGIA ELETTRICA IN CASO DI TERREMOTO

  6. IL COORDINATORE PER LE EMERGENZE DISPONE: • FARE EVACUARE ORDINATAMENTE LE CLASSI SECONDO QUANTO STABILITO DAL PIANO DI EVACUAZIONE • VERIFICARE CHE AD OGNI PIANO, IN PARTICOLARE NEI SERVIZI IGIENICI E LOCALI ACCESSORI, NON SIANO RIMASTE BLOCCATE PERSONE • PRESIDIARE L’INGRESSO IMPEDENDO L’ACCESSO A CHIUNQUE NON SIA ADDETTO ALLE OPERAZIONI DI EMERGENZA • VERIFICARE CHE NON VI SIANO PERSONE FERITE; IN CASO CONTRARIO AVVERTIRE IMMEDIATAMENTE IL PRONTO SOCCORSO • RIMANERE IN ATTESA DI ISTRUZIONI, NON INTASARE LE LINEE TELEFONICHE, SINTONIZZARE UNA RADIO A BATTERIE SULLA FREQUENZA PRESTABILITA IN CASO DI TERREMOTO

  7. IN CASO DI TERREMOTO

  8. COME INTERVENIRE • Spegnere le fiamme libere • Interrompere l’erogazione di gas dal contatore esterno • Aprire immediatamente tutte le finestre • Aprire interruttore Energia Elettrica centralizzato solo se esterno al locale e non effettuare altre operazioni elettriche • Fare evacuare ordinatamente le classi secondo quanto stabilito dal piano di evacuazione - Non usare gli ascensori, ma unicamente le scale • Verificare che ad ogni piano, in particolare nei servizi igienici e locali accessori, non siano rimaste bloccate persone • Presidiare l’ingresso impedendo l’accesso ai non addetti alle operazioni di emergenza • Verificare se vi sono cause accertabili di fughe di gas IN CASO DI FUGA DI GAS

  9. SI E’ IN GRADO DI DOMARE LA PERDITA ? SI • INDOSSARE LA MASCHERA A DISPOSIZIONE ED ELIMINARE LA PERDITA NO TELEFONARE DALL’ESTERNO DEI LOCALI ALL’AZIENDA GESTORE DEI SERVIZI GAS E AI VIGILI DEL FUOCO IN CASO DI FUGA DI GAS AL TERMINE DELLA FUGA DI GAS • LASCIARE VENTILARE IL LOCALE FINO A CHE NON SI PERCEPISCA PIÙ L’ODORE DEL GAS • DICHIARARE LA FINE DELL’EMERGENZA • FARE RIENTRARE LE CLASSI ORDINATAMENTE

  10. COME INTERVENIRE • Interrompere l’erogazione dell’acqua dal contatore esterno • Aprire interruttore EE centralizzato e non effettuare nessuna altra operazione elettrica • Fare evacuare ordinatamente le classi secondo quanto stabilito dal piano di evacuazione - Non usare gli ascensori, ma unicamente le scale • Verificare che ad ogni piano, in particolare nei servizi igienici e locali accessori, non siano rimaste bloccate persone • Presidiare l’ingresso impedendo l’accesso a chiunque non sia addetto alle operazioni di emergenza • Verificare se vi sono cause accertabili della perdita di acqua (rubinetti aperti, visibile rottura di tubazioni) IN CASO DI ALLAGAMENTO

  11. SI E’ IN GRADO DI DOMARE LA PERDITA ? SI RIMUOVERE LA PERDITA NO TELEFONARE ALL’AZIENDA GESTORE DEI SERVIZI IDRICI E AI VIGILI DEL FUOCO IN CASO DI ALLAGAMENTO AL TERMINE DELLA PERDITA D’ACQUA • DRENARE L’ACQUA DAL PAVIMENTO: ASSORBIRE CON SEGATURA E STRACCI • VERIFICARE CHE IL PAVIMENTO SIA ASCIUTTO E NON SCIVOLOSO • VERIFICARE CHE L’ACQUA NON ABBIA RAGGIUNTO QUADRI, APPARECCHI ELETTRICI E SCATOLE DI DERIVAZIONE; SE QUESTO È AVVENUTO NON RICHIUDERE L’INTERRUTTORE GENERALE FINO AL COMPLETAMENTO DELLE RELATIVE ATTIVITÀ DI MANUTENZIONE • DICHIARARE LA FINE DELL’EMERGENZA • FARE RIENTRARE ORDINATAMENTE LE CLASSI

  12. COME INTERVENIRE IN CASO DI GUASTO ELETTRICO ENTRANO IN FUNZIONE LE LUCI DI EMERGENZA • Invitare le classi ed il personale non addetto all’emergenza a rimanere nella posizione in cui si trovano • Attendere qualche minuto, poi fare evacuare ordinatamente le classi secondo quanto stabilito dal piano di evacuazione • Verificare che ad ogni piano, in particolare nei servizi igienici e locali • accessori, non siano rimaste bloccate persone IN CASO DI GUASTO ELETTRICO SE LE LUCI DI EMERGENZA NON FUNZIONANO • Invitare le classi e il personale non addetto all’emergenza a rimanere nella posizione in cui si trovano • Procurarsi torce elettriche e fare evacuare ordinatamente le classi secondo quanto stabilito dal piano di evacuazione • Verificare che ad ogni piano, in particolare nei servizi accessori, non siano rimaste bloccate persone

  13. VERIFICHE PER IL RIPRISTINO DELLA NORMALITA’ • Verificare se il black-out riguarda esclusivamente l’edificio scolastico o l’intero quartiere • Verificare se il black-out è dovuto all’intervento dell’interruttore differenziale (“salvavita”) • Non effettuare alcun intervento su parti elettriche e contattare un elettricista autorizzato IN CASO DI GUASTO ELETTRICO

  14. COME INTERVENIRE OVE SI RICEVA SEGNALAZIONE TELEFONICA O SI RISCONTRI LA PRESENZA DI CONTENITORI SOSPETTI: • Avvertire immediatamente le autorità di pubblica sicurezza telefonando alla polizia ed ai carabinieri • Non effettuare ricerche per individuare l’ordigno • Fare evacuare ordinatamente le classi secondo quanto stabilito dal piano di evacuazione - Non usare gli ascensori, ma unicamente le scale • Verificare che ad ogni piano, in particolare nei servizi igienici e locali accessori, non siano rimaste bloccate persone • Presidiare l’ingresso impedendo l’accesso a chiunque non sia addetto alle operazioni di emergenza IN CASO DI AZIONE CRIMINOSA

  15. MISURE PRECAUZIONALI SORVEGLIARE SEMPRE GLI ACCESSI ALL’EDIFICIO TENERE CHIUSI I CANCELLI DURANTE LE ORE DI LEZIONE DOTARE L’EDIFICIO DI IMPIANTO ANTINTRUSIONE COLLEGATO ALLA CENTRALE DI PRONTO INTERVENTO IN CASO DI AZIONE CRIMINOSA INFORMAZIONI UTILI SI SONO VERIFICATI EPISODI CRIMINOSI IN PASSATO? LE FORZE DELL’ORDINE NE SONO A CONOSCENZA? L’ADDETTO ALLA GUARDIANIA E’ INFORMATO E ADDESTRATO SULLE AZIONI DA INTRAPRENDERE PER TRASMETTERE L’ALLARME?

  16. COME INTERVENIRE • Evitare di uscire all’esterno dell’edificio e di utilizzare automezzi, se gli esterni sono già invasi da acque tumultuose • Sospendere le attività ponendo in sicurezza le macchine dei laboratori e dei locali di servizio • Chiudere il rubinetto generale del gas • Aprire l’interruttore generale dell’energia elettrica • Predisporre sacchetti di sabbia in corrispondenza delle porte • Predisporre l’evacuazione da locali interrati e seminterrati, ove possibile allontanare le classi ed il personale spostandoli dai piani bassi ai piani superiori • Verificare che ad ogni piano, in particolare nei servizi igienici e locali accessori, non siano rimaste bloccate persone • Rimanere in attesa di istruzioni, sintonizzando una radio a batterie sulla frequenza di una rete pubblica nazionale IN CASO DI ALLUVIONE

  17. IN CASO DI ALLUVIONE

  18. DALL'ESPERIENZA MATURATA.... SI RITIENE PRIORITARIO NON CONCENTRARSI SULL’EVENTO, MA EFFETTUARE TEMPESTIVAMENTE L’EVACUAZIONE, PRIVILEGIANDO LA SICUREZZA DELLE PERSONE ALL’INTERNO DELL’EDIFICIO.

  19. RISCHI PARTICOLARI CONNESSI ALL'ATTIVITA' LAVORATIVA RISCHI CONNESSI ALLE ATTREZZATURE DI LAVORO RISCHI CONNESSI CON LE MANSIONI SVOLTE RISCHI NORMATI CHE RICHIEDONO ATTENTA VALUTAZIONE

  20. RISCHI PARTICOLARI CONNESSI ALL'ATTIVITA' LAVORATIVA RISCHIO CHIMICO RISCHIO BIOLOGICO INSEGNANTI RISCHIO ELETTRICO RISCHI DA SOSTANZE CANCEROGENE COLLABORATORI RISCHI DA VIDEOTERMINALE RISCHI DA MOVIMENTAZIONE MANUALE DEI CARICHI PERSONALE AMMINISTRATIVO RISCHI DA RUMORE RISCHI DA VIBRAZIONI

  21. RISCHI PARTICOLARI CONNESSI ALL'ATTIVITA' LAVORATIVA NUOVI RISCHI DA VALUTARE STRESS LAVORO-CORRELATO LAVORATRICI IN GRAVIDANZA DIFFERENZE DI GENERE DIFFERENZA DI ETA’ DIVERSA PROVENIENZA

  22. RISCHIO CHIMICO SONO DA CONSIDERARE POTENZIALMENTE CAUSA DI INFORTUNIO I PRODOTTI CHE SULL’ETICHETTA O SULLA SCHEDA DATI DI SICUREZZA RIPORTANO I SIMBOLI DI PERICOLO E LE FRASI DI RISCHIO

  23. I SIMBOLI DI RISCHIO CHIMICO I simboli di rischio chimico vengono stampati sulle etichette dei prodotti chimici e servono ad informare immediatamente riguardo ai tipi di pericoli connessi all'uso, alla manipolazione, al trasporto ed alla conservazione degli stessi. RISCHIO CHIMICO I simboli sono di colore nero in un quadrato arancione incorniciato di nero. Le dimensioni minime di questo quadrato sono di 10 mm × 10 mm, oppure almeno il 10% della superficie totale dell'etichetta

  24. I SIMBOLI DI PERICOLO COMUNI NEI PRODOTTI PER PULIZIA RISCHIO CHIMICO

  25. ETICHETTATURA A NORMA DI LEGGE Art. 7 D.M. 28.01.1992 Le sostanze e i preparati pericolosi devono riportare sull’imballaggio ovvero su etichette, le seguenti indicazioni, scritte in modo leggibile ed indelebile, in lingua italiana NOME COMMERCIALE della sostanza o preparato • NOME, INDIRIZZO, n° TELEFONO DEL FABBRICANTE o IMPORTATORE RISCHIO CHIMICO NOME CHIMICO delle sostanze presenti nel preparato SIMBOLI e indicazione dei PERICOLI della sostanza o preparato FRASI R – indicanti i rischi specifici derivanti da questi pericoli FRASI S – indicanti i CONSIGLI DI PRUDENZA relativi all’uso QUANTITATIVI NOMINALI (massa o volume) del contenuto

  26. ETICHETTA A NORMA DI LEGGE RISCHIO CHIMICO

  27. FRASI R (frasi di rischio) Frasi convenzionali che descrivono i rischi per la salute umana, animale ed ambientale connessi alla manipolazione di sostanze chimiche. Sono codificate dall'Unione Europea nella direttiva 88/379/CEE (sostituita dalla direttiva 1999/45/CEE, a sua volta modificata dalla direttiva 2001/60/CEE) RISCHIO CHIMICO Ad ogni frase è associato un codice univoco composto dalla lettera R seguita da un numero. Ad ogni codice corrispondono le diverse traduzioni della frase in ogni lingua ufficiale dell'Unione Europea. Debbono obbligatoriamente essere riportate in etichetta el prodotto

  28. FRASI R (frasi di rischio) RISCHIO CHIMICO

  29. FRASI S (consigli di prudenza) Frasi convenzionali che descrivono i consigli di prudenza cui attenersi in caso di manipolazione di sostanze chimiche. Sono codificate dall'Unione Europea nella direttiva 88/379/CEE Ad ogni frase è associato un codice univoco composto dalla lettera S seguita da un numero. Ad ogni codice corrispondono le diverse traduzioni della frase in ogni lingua ufficiale dell'Unione Europea. RISCHIO CHIMICO Debbono obbligatoriamente essere riportate in etichetta el prodotto

  30. FRASI S (consigli di prudenza) RISCHIO CHIMICO

  31. ESEMPIO DI ETICHETTA RISCHIO CHIMICO

  32. L’ETICHETTA E’ UNO STRUMENTO UTILISSIMO LEGGERE L’ETICHETTA E’ UNA MISURA DI PREVENZIONE LEGGERE L’ETICHETTA SIGNIFICA PROTEGGERSI RISCHIO CHIMICO INFORMA IMMEDIATAMENTE L’UTILIZZATORE DEL PRODOTTO CONSENTE DI EVITARE MALINTESI AIUTA L’ORGANIZZAZIONE DELLA PREVENZIONE E’ UNA GUIDA PER L’ACQUISTO DEI PRODOTTI • AIUTA LE OPERAZIONI DI STOCCAGGIO-DEPOSITO DEL PRODOTTO

  33. L’ETICHETTA E’ UNO STRUMENTO UTILISSIMO SIMBOLI DI PERICOLO INDICAZIONI DI PERICOLO FRASI R RISCHIO CHIMICO FRASI S SOSTANZE PRESENTI

  34. OGNI PRODOTTO PRESENTE DEVE ESSERE FORNITO DI SCHEDA DI SICUREZZA RISCHIO CHIMICO

  35. A COSA SERVE LA SCHEDA DI SICUREZZA SERVE AL DATORE DI LAVORO O AL RSPP DEL LAVORATORE UTILIZZATORE DEL PRODOTTO PER: • EFFETTUAR L’ANALISI E LA VALUTAZIONE DEI RISCHI AZIENDALI • INDIVIDUARE LE MISURE PREVENTIVE TECNICHE, ORGANIZZATIVE E PROCEDURALI RISCHIO CHIMICO • INFORMARE E FORMARE I LAVORATORI SUI RISCHI E SU UNA CORRETTA E SICURA UTILIZZAZIONE DEI PRODOTTI • ELABORARE LE ISTRUZIONI E LE PROCEDURE, ORDINARIE E DI EMERGENZA, CHE EGLI DEVE STABILIRE PER OGNI POSTO DI LAVORO DOVE UN DIPENDENTE UTILIZZA DEI PRODOTTI CHIMICI PERICOLOSI

  36. I DATI DELLA SCHEDA DI SICUREZZA 1. Elementi identificatori della sostanza e della società/impresa 2. Composizione/informazione sugli ingredienti 3. Indicazione dei pericoli 4. Misure di pronto soccorso 5. Misure antincendio 6. Misure in caso di fuoriuscita accidentale 7. Manipolazione e stoccaggio 8. Controllo dell’esposizione e protezione individuale 9. Proprietà chimiche e fisiche 10. Stabilità e reattività 11. Informazioni tossicologiche 12. Informazioni ecologiche 13. Considerazioni sullo smaltimento 14. Informazioni sul trasporto 15. Informazioni sulla regolamentazione 16. Altre informazioni RISCHIO CHIMICO

  37. ALCUNI PRODOTTI DI PULIZIA “PERICOLOSI” RISCHIO CHIMICO

  38. ALCUNI PRODOTTI DI PULIZIA “PERICOLOSI” RISCHIO CHIMICO

  39. ALCUNI PRODOTTI DI PULIZIA “PERICOLOSI” RISCHIO CHIMICO

  40. ALCUNI PRODOTTI DI PULIZIA “PERICOLOSI” RISCHIO CHIMICO

  41. ALCUNI PRODOTTI DI PULIZIA “PERICOLOSI” RISCHIO CHIMICO

  42. VIETATA LA MISCELAZIONE DI SOSTANZE CANDEGGINA + AMMONIACA La loro miscelazione genera cloruro di ammonio che è un gas irritante per gli occhi e per le prime vie aeree CANDEGGINA + ANTICALCARE La loro miscelazione genera vapori pericolosi (cloro gassoso) che provoca irritazione “grave” per le vie respiratorie con effetti potenzialmente letali (edema polmonare) RISCHIO CHIMICO

  43. CONTROLLARE GLI IMBALLAGGI E LE CONFEZIONI • L’IMBALLAGGIO DEVE ESSERE CONFEZIONATO E CHIUSO IN MODO DA IMPEDIRE FUORIUSCITE DEL CONTENUTO L’IMBALLAGGIO, SE MUNITO DI UN SISTEMA DI CHIUSURA, DEVE POTER ESSERE RICHIUSO VARIE VOLTE SENZA PROVOCARE FUORIUSCITE DEL CONTENUTO RISCHIO CHIMICO I MATERIALI DI CUI È FATTO L’IMBALLAGGIO DEVONO ESSERE INATTACCABILI DAL CONTENUTO E NON FORMARE CON IL CONTENUTO COMBINAZIONI NOCIVE O PERICOLOSE GLI IMBALLAGGI E LE CHIUSURE DEVONO ESSERE SOLIDI E RESISTENTI

  44. CONTROLLARE GLI IMBALLAGGI E LE CONFEZIONI QUALSIASI RECIPIENTE, DI QUALSIASI CAPACITÀ, CHE CONTENGA SOSTANZE VENDUTE O DISPONIBILI AL DETTAGLIO E SIA ETICHETTATO COME “MOLTO TOSSICO”, O “TOSSICO” O “CORROSIVO” DEVE ESSERE DOTATO DI UNA CHIUSURA DI SICUREZZA PER LA PROTEZIONE DEI BAMBINI E RECARE UN’INDICAZIONE DI PERICOLO AVVERTIBILE AL TATTO. RISCHIO CHIMICO QUALSIASI RECIPIENTE, DI QUALSIASI CAPACITÀ, CHE CONTENGA SOSTANZE VENDUTE O DISPONIBILI AL DETTAGLIO E SIA ETICHETTATO COME “NOCIVO”, O “ESTREMAMENTE INFIAMMABILE” O “FACILMENTE INFIAMMABILE” DEVE RECARE UN’ INDICAZIONE DI PERICOLO AVVERTIBILE AL TATTO.

  45. IL CORRETTO UTILIZZO DELLE SOSTANZE CHIMICHE PERICOLOSE • SCEGLIERE LE SOSTANZE NON PERICOLOSE O LE MENO PERICOLOSE • UTILIZZARE QUANTITÀ CONTENUTE • CONSERVARLE NELLE CONFEZIONI ORIGINALI • EVITARE MISCELE CON ALTRI PRODOTTI • AERARE GLI AMBIENTI • RUOTARE GLI ADDETTI (PER ESPOSIZIONI PROLUNGATE) • INFORMARE I LAVORATORI SU CARATTERISTICHE E USO DELLE SOSTANZE • FORNIRE I D.P.I. (DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE) • TENERE A DISPOSIZIONE IL PACCHETTO DI MEDICAZIONE • PREDISPORRE PROTOCOLLI OPERATIVI DA SEGUIRE IN CASO DI INFORTUNIO RISCHIO CHIMICO

  46. DPI DISPOSITIVI PROTEZIONE INDIVIDUALE OBBLIGATORI GUANTI DI PROTEZIONE ABBLIGLIAMENTO IDONEO (grembiule, pantaloni lunghi, braccia coperte…) RISCHIO CHIMICO CALZATURE IDONEE (chiuse, non sandali…) FACOLTATIVI OCCHIALI E/O VISIERE MASCHERINE FILTRO (MONOUSO)

  47. NON FUMARE • Fumare non solo può provocare l’ingestione, ma facilita l’inalazione degli inquinanti e può esaltarne gli effetti. • Si può infatti avere un effetto somma con i prodotti di combustione del tabacco e di trasformazione termica di eventuali inquinanti ambientali in prodotti a maggiore nocività RISCHIO CHIMICO L’EDIFICIO SCOLASTICO E’ UN LUOGO PUBBLICO E NEI LUOGHI PUBBLICI E’ VIETATO FUMARE LEGGE 16 GENNAIO 2003 N. 3 IL FUMO È UN MEZZO DI DISTRAZIONE E DI DISATTENZIONE CHE INDUCE ALL’INFORTUNIO

  48. LABORATORI DI CHIMICA O CON USO DI PRODOTTI CHIMICI QUALORA I PROGRAMMI DIDATTICI PREVEDANO L’USO DILABORATORI CHIMICI DOVRÀ ESSERE FATTA UNA VALUTAZIONE SPECIFICA DEL RISCHIO DERIVANTE DALL’IMPIEGO DELLESOSTANZE PREVISTE, A CUI SEGUIRÀ LA FORMAZIONE NECESSARIA AI LAVORATORI RISCHIO CHIMICO

  49. RISCHIO BIOLOGICO TRANNE POCHE ECCEZIONI LEGATE AD ALCUNE ATTIVITA’ LAVORATIVE (ambienti sanitari), E’ SPESSO POCO CONOSCIUTO E SOTTOSTIMATO IN MOLTI LUOGHI DI LAVORO Le scuole sono annoverate tra i cosiddetti “ambienti indoor” (ambienti confinati di vita lavorativa) in cui si svolgono attività didattiche in aula, in palestra e/o laboratorio oltre ad attività amministrative.

  50. FONTI DI PERICOLO CATTIVO STATO MANUTENTIVO CATTIVA IGIENE DELL’EDIFICIO INADEGUATA VENTILAZIONE DEGLI AMBIENTI RISCHIO BIOLOGICO SCARSA MANUTENZIONE DI APPARECCHIATURE E IMPIANTI ARREDI E TENDAGGI PRESENZA DI PERSONE INTERVENTI DI PRIMO SOCCORSO USO DI ATTREZZATURE PARTICOLARI