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Bergamo 16 maggio 2012

I gruppi di cammino dall’esperienza del Veneto al progetto Ccm di promozione dell’attività motoria. Bergamo 16 maggio 2012. Dr.ssa Lucia De Noni già Responsabile del Progetto Nazionale di Promozione dell’Attività Motoria. L’epidemia del terzo millennio. Il problema sedentarietà :

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Bergamo 16 maggio 2012

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Presentation Transcript


  1. I gruppi di cammino dall’esperienza del Veneto al progetto Ccm di promozione dell’attività motoria Bergamo 16 maggio 2012 Dr.ssa Lucia De Noni già Responsabile del Progetto Nazionale di Promozione dell’Attività Motoria

  2. L’epidemia del terzo millennio Il problema sedentarietà: nel Veneto, analogamente alle altre regioni italiane, solo 1/3 della popolazione riferisce livelli di attività fisica sufficienti, 1/3 risulta totalmente sedentario Le prime esperienze locali: nel 1989 il Comune di Verona in collaborazione con l’ ULSS 20 e la Facoltà di Scienze Motorie promuove un progetto di educazione motoria per la popolazione veronese con più di 55 anni La diffusione : nel 2002 viene attivato nell’ambito del Piano Triennale dei Servizi Igiene e Sanità Pubblica il Progetto Veneto di lotta alla sedentarietà a cui partecipano tutte le aziende sanitarie della regione Le ricadute sull’organizzazione sanitaria locale I sedentari accedono all’ambulatorio del medico di famiglia tre volte tanto rispetto agli attivi (da 9.67a 6.88, media=8) Ne derivano circa 77.000 visite all’anno dal MMG (su un totale di 536.000 visite cioè -14%) che potrebbero essere evitate grazie all’AF regolare; potrebbero essere evitate grazie all’attività fisica anche il 20% delle visite specialistiche

  3. Bisogni e risposte Caratteristiche dei corsi in palestra e in piscina • Durata di circa sei mesi con due lezioni alla settimana di circa un’ora • Presenza media di 14.4± 2.2 persone • Diplomati ISEF con formazione specifica • Team specialistico • Formazione continua operatori • Questionari di autovalutazione • Test funzionali (resistenza, mobilità articolare, coordinazione, equilibrio e forza arti superiori/inferiori). • Valutazione sanitaria + ulteriori accertamenti clinici se necessari • Prezzo calmierato • Onere organizzativo ai comuni • Gradimento notevole con scarso ricambio Circa 1500 anziani coinvolti ogni anno su 97.000 in 18 comuni partecipanti

  4. Corsi in palestra: criticità • Costi pubblici per qualche decine di migliaia di euro (palestre, insegnanti, accertamenti medici) • Insufficiente numero di strutture al chiuso rispetto al bacino di utenza • Insufficiente coinvolgimento dei portatori di patologia per la limitatezza delle risorse e per lo scarso coinvolgimento dei MMG • Partecipazione prevalentemente femminile • Scarsa influenza sullo stile di vita globale • Mancata copertura del fabbisogno settimanale (1 ora 2 volte la settimana e pausa nei mesi estivi)

  5. Linee guida OMS: adulti (18-64 anni) • 150 minuti di attività aerobica moderata nella settimana - una combinazione equivalente di attività moderata-vigorosa • attività aerobica per un - tempo minimo di 10 minuti • per benefici aggiuntivi aumentare a 300 minuti di attività moderata o - 150 minuti di attività intensa o - una combinazione equivalente di attività moderata e intensa • per due o più giorni -attività di rinforzo dei maggiori gruppi muscolari • N.B. livelli superiori a 5 MET possono essere ottenuti con 20-40 minuti giornalieri di cammino veloce 5

  6. Relazione tra attività fisica e salute A EUROPEAN FRAMEWORK TO PROMOTE PHYSICAL ACTIVITY FOR HEALTH http://www.euro.who.int/Document/E90191.pdf

  7. Quali sono le principali problematiche del movimento nell’età anziana? • Percezione di inadeguatezza motoria • Paura del rischio di incidenti • Mancanza di forma fisica • Isolamento • Percezione che l’attività fisica coincida con l’attività sportiva e che debba essere effettuata in luoghi e tempi deputati sotto il controllo medico • Percezione che andare a piedi ed in bicicletta siano attività del tempo libero piuttosto che della vita quotidiana • La mancanza di tempo non è un problema rilevante

  8. 2005: oltre la palestra, il cammino • A disposizione di tutti senza costi per l’utente, senza vincoli di orario, strutture, stagione • Maggior gradimento agli uomini (a maggior rischio vascolare) • Permette di coinvolgere un numero maggiore di persone e la flessibilità favorisce la modulazione dl movimento per le categorie a rischio • Il contatto con la natura e il paesaggio sono valori aggiunti • Possibilità di parziale autogestione mediante l’addestramento di “walking leaders” non professionisti • Incremento graduale con miglioramento della spinta motivazionale all’attività fisica e sportiva

  9. Progetto Nazionale di Promozione dell’Attività Motoria • E’ nato da un accordo nell’ambito di • “Guadagnare salute”tra il : • - Ministero della Salute • Ministero della Gioventù • - Dipartimento di Prevenzione di Verona • per incrementare l’attività motoria • in tutta la popolazione, • privilegiando le modalità integrabili nella vita quotidiana • (cammino, bicicletta)

  10. Ricadute del cammino edella bicicletta sulla mortalità Usare la bicicletta per 3h alla settimana * RR 0.72 per la mortalità generale Camminare ogni giorno per 29 minuti* RR 0.78 per la mortalità generale * Corrected for co-variates including leisure time physical activity

  11. A che velocità cammina la “triste mietitrice”? Uno studio durato 5 anni ha messo in relazione la velocità di andatura di ben 1.705 uomini di 70 o più anni con la loro sopravvivenza e ha scoperto che la “Triste Mietitrice” cammina a 3km/h e poco più. Nessuna persona che camminava ad una velocità maggiore di 5km/h è morta durante il periodo di follow-up, ecco trovata la velocità massima di cammino della morte. 5km/h sarebbe quindi anche la velocità BMJ, Natale 2011 di camminata raccomandata a tutti coloro che hanno il desiderio di evitarla.

  12. Basic functioning of HEAT

  13. Lo strumentoHealth Economic Assessment Tools Cosa serve • La misura del movimento ( durata media del cammino o distanze coperte o numero di viaggi o di passi ecc..) • Scelta dei parametri epidemiologici di riferimento, si possono utilizzare quelli forniti su base europea o quelli nazionali o locali (aspettativa di vita,tassi di mortalità) • Il periodo di riferimento • Il costo dell’iniziativa se si vuole fare un bilancio costi- benefici

  14. Alcuni esempi di applicazione di HEAT • AustriaIl bike sharing è usato dal 5% della popolazione con circa 2 km a viaggio: il calcolo restituisce il dato di 412 vite salvate ogni anno e 405 milioni di euro risparmiati • CechiaI cittadini di Pilsen usano poco la bicicletta. Un sondaggio ha evidenziato che il 2% dei 165.000 abitanti (3300) userebbe la bici con regolarità (2 volte al giorno) se venissero migliorate le strade: il risparmio calcolato in questo caso è di 882.000 euro l’anno • SveziaL’ente strade ha adottatoHEATcome procedura per valutare l’impatto economico delle piste ciclabili • UKIl dipartimento dei trasporti ha adottatoHEATcome procedura per valutare l’impatto economico della programmazione di piste ciclabili. La scozia ha calcolato il risparmio di 1-2 miliardi di sterlini se l’uso della bicicletta passa dall’attuale 1% al 13%

  15. Il gruppo di cammino può essere la soluzione? • E’ necessario individuare il target (anziani con o senza patologie specifiche, presenta una valenza quasi di auto-mutuo aiuto) • E’ necessario definire le problematiche medico-legali e assicurative • Getta ponti tra la sanità pubblica, le amministrazioni locali, le associazioni sportive e culturali e le associazioni di volontariato • Bisogna coinvolgere la popolazione dei quartieri in forma attiva per migliorare le condizioni di contesto, pena l’estinzione delle iniziative • Offre opportunità di attività motoria in quartieri in cui mancano impianti e iniziativecorsi di ginnastica per anziani organizzati dal comune a prezzi “calmierati” • Permette di realizzare attività a basso costo inizialmente istituzionalizzate, che possono diventare in seguito auto-gestite ed auto-mantenersi nel tempo restando inserite in un quadro di riferimento generale • Può (deve) contribuire ad un progetto complessivo di miglioramento della salute e della qualità urbana

  16. Conclusioni Le iniziative dirette a favorire il movimento nella vita quotidiana hanno dimostrato di poter contribuire significativamente all’incremento dell’attività motoria però è un processo lungo che ha bisogno di coinvolgere più in profondità le comunità e gli amministratori per poter incidere efficacemente sul contesto ambientale e sociale. Queste iniziative attuate secondo i principi delle buone pratiche (rilevazione dei bisogni, intersettorialità e multifattorialità, partecipazione) si sono dimostrate efficaci e sostenibili a livello locale e nel breve termine. Il consolidamento dei cambiamenti culturali e comportamentali nella popolazione risulta ostacolato dall’assenza di un quadro strategico favorevole e dalla carenza di risorse. E’ necessario fare chiarezza sulle priorità, sul mandato, su ruoli e responsabilità. Alcune difficoltà e disomogeneità sono state riscontrate nella gestione della rete di collaborazioni e nel raccogliere indicatori di processo e di risultato, anche queste difficoltà non sono superabili senza un’effettiva integrazione degli obiettivi di salute in tutte le politiche nei vari livelli, centrali e periferici. Cosa pensavamo nel 2008 Cosa pensiamo oggi

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