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USTIONI. UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PALERMO FACOLTÀ DI MEDICINA E CHIRURGIA CORSO DI CHIRURGIA PLASTICA E RICOSTRUTTIVA. Prof.ssa A. Cordova. Le ustioni sono traumi cutanei complessi causati da un insulto termico di varia natura. (basta meno di un secondo di esposizione a 70°).

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ustioni
USTIONIUNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PALERMOFACOLTÀ DI MEDICINA E CHIRURGIACORSO DI CHIRURGIA PLASTICA E RICOSTRUTTIVA

Prof.ssa A. Cordova

le ustioni sono traumi cutanei complessi causati da un insulto termico di varia natura
Le ustioni sono traumi cutanei complessi causati da un insulto termico di varia natura

(basta meno di un secondo di esposizione a 70°)

la cute anatomia e funzione
La cute: anatomia e funzione
  • 15% peso corporeo
  • Superficie di quasi 2 m2

Epidermide:

  • Strato basale
  • Strato spinoso
  • Strato granuloso
  • Strato lucido
  • Strato corneo

Derma

  • Derma papillare, superficiale
  • Derma reticolare, profondo
  • Contiene vasi, terminazioni nervose e annessi cutanei (i cui cheratinociti sono responsabili della rigenerazione cutanea).
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La cute: anatomia e funzione

  • Meccanica (Protettiva da agenti esterni)‏
  • Secretiva e Metabolica (sintesi vit. D, protez. U.V.)‏
  • Termoregolatrice e depurativa
  • Barriera (contro la perdita di liquidi corporei)‏
  • Sensitiva (tattile, dolorifica, termica)‏
  • Immunitaria (cell. di Langherans, citochine locali)‏
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L’ustione può essere sia una lieve lesione locale che richiede solo una blanda terapia analgesica, sia una grave malattia sistemica che mette a rischio la vita del paziente.

le ustioni criteri clinici di valutazione della severit
LE USTIONICriteri clinici di valutazione della severità
  • Estensione (regola del 9, ≥ II grado)‏
  • Profondità
  • Età
  • Sede anatomica
  • Condizioni generali
  • Modalità del trauma danni da inalazione
profondita
PROFONDITA’

Le ustioni si dividono, in base alla profondità, in:

  • Ustioni di I grado
  • Ustioni di II grado
  • Ustioni di III grado
  • Ustioni di IV grado

A: dermiche superficiali

B: dermiche profonde

ustioni di i grado criteri clinici di valutazione della profondit
USTIONI DI I GRADO Criteri clinici di valutazione della profondità

Interessano soltanto l’epidermide . La cute coinvolta è integra, eritematosa, asciutta ed ipersensibile.

ustioni di ii grado
USTIONI DI II GRADO

Interessano l’epidermide ed il derma e si dividono in:

  • IIA, superficiale: interessa solo il derma superficiale, o papillare
  • IIB, dermica profonda: interessa il derma profondo, o reticolare
  • La flittene èl’elemento caratteristico delle ustioni di II grado
ustioni di ii grado a criteri clinici di valutazione della profondit
USTIONI DI II GRADO ACriteri clinici di valutazione della profondità

Si forma una flittene che ricopre il derma ancora roseo e ancora vitale.

ustioni di ii grado b criteri clinici di valutazione della profondit
USTIONI DI II GRADO BCriteri clinici di valutazione della profondità

La superficie sotto la flittene è biancastra.

La sensibilità nocicettiva è compromessa.

ustioni di iii grado criteri clinici di valutazione della profondit
USTIONI DI III GRADOCriteri clinici di valutazione della profondità

Interessano la cute a tutto spessore e l’ipoderma.

Il tessuto è esangue, contratto, ruvido, duro e insensibile.

Si trasforma in escara nell’arco di 48h.

ustioni di iv grado criteri clinici di valutazione della profondit
USTIONI DI IV GRADOCriteri clinici di valutazione della profondità

Interessano i piani muscolari, ossa, tendini, nervi o vasi. Pur se incluse nel terzo grado, meritano attenzione particolare per il convolgimento di strutture nobili sottostanti la cute

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ETA’

Negli anziani, per le condizioni generali compromesse, e nei bambini al di sotto di un anno, a parità di estensione la prognosi delle ustioni è più severa rispetto a giovani e adulti.

sede anatomica
SEDE ANATOMICA
  • Perineo e genitali (rapida colonizzazione batterica)‏
  • Mani e piedi (gravi sequele funzionali)‏
  • Viso (gravi sequele funzionali ed estetiche)‏
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SEDE ANATOMICA

Le ustioni circonferenziali del torace possono causare soffocamento per l’impossibilità all’espansione del torace provocata dalla retrazione cicatriziale.

condizioni generali
CONDIZIONI GENERALI

Condizioni generali compromesse dalla concomitanza di malattie :

  • Metaboliche
  • Cardiovascolari
  • Epatiche
  • Renali
  • Respiratorie
  • Neurologiche

aggravano la prognosi delle ustioni.

agente ustionante
AGENTE USTIONANTE

Le ustioni più severe sono quelle da olio, plastica o metalli fusi, capaci di trasmettere una maggiore quantità di calore ai tessuti rispetto ad es. all’acqua bollente.

trattamento locale ustioni di i grado
Trattamento locale Ustioni di I grado
  • Nessun trattamento locale
  • Terapia analgesica al bisogno
trattamento locale ustioni di ii grado
Trattamento locale Ustioni di II grado
  • Pulizia e disinfezione
  • Antisettici topici
  • Nessun trattamento per flittene

di diametro < 1 cm e

localizzate alla pianta del piede

  • Rottura delle flittene di diametro > 1 cm

e non localizzate alla pianta.

L’epidermide sollevata non si asporta

ustioni profonde trattamento chirurgico escarectomia
USTIONI PROFONDETrattamento chirurgico: ESCARECTOMIA
  • Ustioni II grado profonde che non guariscono entro 3 settimane
  • Ustioni III grado
ustioni profonde rimozione del tessuto necrotico
USTIONI PROFONDERimozione del tessuto necrotico

La rimozione del tessuto necrotico deve approfondirsi fino all’esposizione del tessuto sano, ai margini e sul fondo della ferita.

Il tessuto necrotico è infatti un impedimento alla proliferazione tessutale e pabulum per microorganismi

ustioni profonde copertura della perdita di sostanza
USTIONI PROFONDECopertura della perdita di sostanza
  • INNESTI DI CUTE AUTOLOGA
  • SOSTITUTI DERMICI
  • Innesti di cute coltivata
problematiche delle ustioni
PROBLEMATICHE DELLE USTIONI
  • Danno locale
  • Lesioni da inalazione
  • Risposta sistemica
danno locale
DANNO LOCALE

Già nel 1947 Jackson descrisse tre diverse zone:

  • Zona di necrosi

(per denaturazione delle proteine tissutali)

  • Zona di stasi

( con una minore perfusione)‏

  • Zona di iperemia (area marginale)
timing del danno locale
TIMING DEL DANNO LOCALE
  • Necrosi cutanea (immediata)
  • Sovra infezione batterica (tardiva)
  • Esiti cicatriziali (esiti a distanza)
trattamento

MALATTIA DA USTIONELesioni da inalazione

TRATTAMENTO

Broncocostrizione ed edema delle vie aeree

  • Intubazione tracheale
  • Ventilazione assistita
  • Antibioticoterapia, corticosteroidi
malattia da ustione quando la percentuale di superficie corporea ustionata supera il 30
MALATTIA DA USTIONE:Quando la percentuale di superficie corporea ustionata supera il 30%

Nel bambino di età inferiore a 4 anni, ustioni interessanti il 10% della superficie corporea rendono necessaria l’ospedalizzazione

malattia da ustione
MALATTIA DA USTIONE
  • F a s e A c u t a : l e p r i n c i p a l i a l t e r a z i o ni coinvolgono il sistema circolatorio (permeabilità capillare alterata, perdita di fluidi, edemi, emolisi)‏
  • Fase Subacuta:agenti tossici, ipermetabolismo.
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CAUSE DELLO SHOCK DA USTIONE

Citochine e mediatori

della flogosi

vasocostrittori

Perdite idriche,

elettrolitiche e proteiche

Ipovolemia

Vasocostrizione periferica

e splancnica

Riduzione della contrattilità

miocardica

Riduzione della perfusione ed ossigenazione tessutale

malattia da ustione risposta sistemica
MALATTIA DA USTIONE Risposta sistemica
  • Alterazioni dell’equilibrio idroelettrolitico
  • Depressione midollare
  • Stato ipercatabolico (secondario)‏
  • Insufficienza renale
  • Insufficienza cardiocircolatoria (MDF1, Inspiss. sang.)‏
  • MOF2

Miocardial Depressant Factor

Multiple Organ Failure

malattia da ustione rischio infettivo
MALATTIA DA USTIONERischio infettivo

Compromissione globale delle difese immunitarie

  • Perdita della barriera cutanea
  • Depressione midollare
  • Riduzione chemiotassi
  • Riduzione killing intracellulare
  • Riduzione immunità cellulo-mediata
  • Ridotta sintesi immunoglobuline
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MALATTIA DA USTIONE

Primo soccorso del grande ustionato

  • Esame clinico e valutazione delle condizioni generali ; osservazione delle mucose delle prime vie aeree
  • Rimozione degli indumenti e lavaggio (caustici)‏
  • Determinazione della superficie ustionata (regola del 9), della profondità e di altre lesioni
  • Determinazione del peso corporeo
  • Cateterizzazione venosa e vescicale
  • Sedazione
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MALATTIA DA USTIONE

Nelle prime 24 h non vanno somministrati colloidi (albumina, plasma exp., PPS) per non incrementare l’edema dei tessuti; infatti essi non rimangono in circolo , ma si riversano nei tessuti dove richiamano altri liquidi

Nelle 24h successive: albumina, Ringer lattato, glucosio e K

trattamento infusionale

Formula di Parkland:

4cc di Ringer Lattato x % superficie corporea ustionata x Peso corporeo.

Somministrazione:

½ nelle prime 8 ore, ½ nelle successive 16 ore

MANTENIMENTO DELLA DIURESI A 40 cc/h

TRATTAMENTO INFUSIONALE
trattamento chirurgico degli esiti cicatriziali
TRATTAMENTO CHIRURGICO DEGLI ESITI CICATRIZIALI
  • Innesti dermo-epidermici
  • Plastiche a Z
  • Lembi piani di vicinanza
  • Lembi muscolocutanei
  • Lembi di cute espansa
  • Lembi liberi microchirurgici