2 buss 2012 psicologia evoluzionistica n.
Skip this Video
Loading SlideShow in 5 Seconds..
2 – Buss (2012) Psicologia Evoluzionistica PowerPoint Presentation
Download Presentation
2 – Buss (2012) Psicologia Evoluzionistica

Loading in 2 Seconds...

  share
play fullscreen
1 / 72
Download Presentation

2 – Buss (2012) Psicologia Evoluzionistica - PowerPoint PPT Presentation

loe
445 Views
Download Presentation

2 – Buss (2012) Psicologia Evoluzionistica

- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - E N D - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
Presentation Transcript

  1. 2 – Buss (2012) Psicologia Evoluzionistica Le basi della moderna psicologia evoluzionistica Opporsi alle forze ostili della natura Strategie femminili di scelta del partner a lungo termine Strategie maschili di scelta del partner a lungo termine Strategie sessuali a breve termine

  2. Capitolo 1 • Le basi della moderna psicologia evoluzionistica

  3. 1.1 Tappe fondamentali nella storia del pensiero evoluzionistico • Charles Robert Darwin(1809-1882)  • In che modo emergono nuove specie e altre scompaiono? • Perché le diverse parti che compongono gli organismi biologici – il lungo collo delle giraffe, le ali degli uccelli, le proboscidi degli elefanti – esistono in quelle forme particolari? • Viaggio nelle Galapagos (1831-36) col brigantino Beagle • L’origine della specie (1859).

  4. 1.1 Tappe fondamentali nella storia del pensiero evoluzionistico • Teoria della selezione naturale  • Variazione: cambiamento genetico ereditario nel DNA dovuto a processi casuali, determina la variabilità tra individui rispetto a una determinata caratteristica che e alla base dei processi evolutivi. • Ereditarietà: trasmissione delle variazioni ereditarie ai figli. • Selezione: determina quali variazioni siano utili per la sopravvivenza e la riproduzione. L’evoluzione per selezione naturale si basa sul successo riproduttivo differenziale che deriva dal possesso delle varianti ereditarie; il successo (o il fallimento) riproduttivo differenziale si definisce come successo (o fallimento) riproduttivo rispetto ad altri individui.

  5. 1.1 Tappe fondamentali nella storia del pensiero evoluzionistico • Teoria della selezione sessuale  • Competizione intrasessuale: è la competizione tra membri dello stesso sesso. • Selezione intersessuale: la scelta preferenziale per l’accoppiamento. • Avendo osservato che nel regno animale le femmine di molte specie erano selettive nella scelta del compagno, Darwin chiamò il processo di selezione intersessuale scelta femminile.

  6. 1.1 Tappe fondamentali nella storia del pensiero evoluzionistico • Selezione naturale e sessuale nella teoria evoluzionistica  • Deriva genetica componente dell’evoluzione di una specie dovuta a fattori casuali, più che dalla selezione naturale, e che può essere quindi studiata con metodi statistici. • Effetto del fondatore  p.e., nuovi coloni • Collo di bottiglia genetico  p.e., disastri naturali • Gli equilibri punteggiati e l’exaptation • le specie presentano lunghi periodi di stasi, seguiti (punteggiati) da salti, da cambiamenti bruschi e dalla repentina comparsa di nuove forme di esistenza. • Questi salti evolutiviimplicano spesso forme di cooptazione: una struttura biologica destinata a una certa funzione e cooptata a svolgere una funzione nuova assieme a quella originaria.

  7. 1.1 Tappe fondamentali nella storia del pensiero evoluzionistico • La sintesi moderna: geni ed ereditarietà particellare di Mendel (1822-1884)  • L’ereditarietà è particellare, cioè le caratteristiche dei genitori non si miscelano tra loro, ma passano intatte alla loro prole in pacchetti separati chiamati geni. • I genitori sono nati con i geni che tramandano: essi non sono acquisiti attraverso l’esperienza. • I genotipi non passano intatti alla progenie e nelle specie a riproduzione sessuata, come la nostra, la loro unità viene rotta a ogni generazione. Ciascuno di noi eredita una metà a caso dei propri geni dal genotipo della madre e l’altra metà dal padre.

  8. 1.1 Tappe fondamentali nella storia del pensiero evoluzionistico • La sintesi moderna (neodarwinismo): Dobzhansky*, Huxley, Mayr, Simpson (anni ’30 e ’40)  • Ha chiarito l’infondatezza di parecchie idee sbagliate in biologia, come la teoria dell’eredità dei caratteri acquisiti di Lamarck(lamarckismo) e la teoria dell’eredità per mescolanza. • Lamarkin Philosophiezoologique (1809)  gli organismi sono il risultato di un processo graduale di modificazione che avviene sotto la pressione delle condizioni ambientali. • L’organismo ha un ruolo attivonel modificarsi in risposta agli stimoli ambientali, • La due leggi di Lamark: • Legge dell’uso e del non uso: un organo si sviluppa quanto più è utilizzato e regredisce quanto meno è sollecitato. • Legge dell’ereditarietà dei caratteri acquisiti: il carattere acquisito dall’animale durante la sua vita viene trasmesso alla progenie.

  9. 1.1 Tappe fondamentali nella storia del pensiero evoluzionistico • Rivoluzione della fitness inclusiva di Hamilton  • Nel 1964 in The Genetical Evolution of Social Behaviour dimostra: • Fitness inclusiva: la selezione naturale favorisce le caratteristiche che permettono ai geni di un organismo di passare alla generazione successiva, indipendentemente dal fatto che l’organismo produca direttamente dei figli o meno. • Gen’seyethinking:Se foste dei geni che cosa faciliterebbe la vostra replica? Innanzitutto potreste provare ad assicurare il benessere del veicolo (o corpo) in cui risiedete (sopravvivenza). Poi potreste provare a indurre il veicolo a riprodursi. • Rivoluzione del modo in cui pensiamo alla psicologia della famiglia, dell’altruismo, della formazione di gruppi e anche dell’aggressione.

  10. 1.1 Tappe fondamentali nella storia del pensiero evoluzionistico

  11. 1.2 Tappe fondamentali nell’origine degli esseri umani moderni • Circa 3,7 miliardidi anni per passare dalla prima forma di vita ai moderni esseri umani. • Circa 85 milionidi anni fa si evolvette una nuova linea di mammiferi, quella dei primati. • 5 dita su ogni zampa; • pollice opponibile; • corte unghie per una presa salda su rami e cibo; • dentatura non specializzata, caratteristica di dieta onnivora; • visione a colori e binoculare, con gli occhi cioè rivolti in avanti, per visualizzare bene le distanze in maniera tridimensionale.

  12. 1.2 Tappe fondamentali nell’origine degli esseri umani moderni Scala in migliaia di anni o Homo sapiens arcaico antico (2) o Homo sapiens arcaico recente

  13. 1.2 Tappe fondamentali nell’origine degli esseri umani moderni

  14. 1.2 Tappe fondamentali nell’origine degli esseri umani moderni • 4,4 milionidi anni fa: la locomozione bipede • la capacità di camminare e correre su due piedi invece che su quattro zampe. • Dopo 2 milioni di anni: primi rudimentali strumenti ritrovati dai paleontologi. • 1,2 milioni di anni fa i cervelli di un ramo del genere Homoraggiunsero i circa 1.350 cc dell’uomo moderno. • 30.000 anni fa: improvvisa estinzione dei neandertaliani dopo il successo che avevano avuto durante la glaciazione e dopo essere sopravvissuti agli improvvisi cambiamenti delle risorse disponibili. • Improvviso arrivo dell’uomo anatomicamente moderno, l’Homo sapiens.

  15. 1.3 Tappe fondamentali della ricerca in psicologia • Teoria psicoanalitica di Freud • istinti di vita (sopravvivenza e selezione sessuale) • istinti sessuali • istinti di morte (si distacca dalla teoria darwiniana) • Gli istinti psicologici di W. James (1842-1910) e la nascita del comportamentismo • Gli istinti (James) non sono né ciechi né inevitabili, dato che possono essere modificati dall’esperienza o annullati da altri istinti. • Condizionamento classico (Pavlov 1849-1936e Watson 1878-1958)e Condizionamento operante (Skinner 1904-1990) • poche caratteristiche innate, Iacapacità generale di apprendere e la forza delle contingenze ambientali di rinforzo. • Le sorprendenti scoperte della variabilità culturale • Boas e Meed Vedi slide: Corso 2 - Introduzione alla Psicologia Evoluzionistica, 46-52 • Freeman(1916-2001) scoprì che i samoiani, che Mead aveva dipinto in termini utopici, erano fortemente competitivi e che i loro tassi di omicidio e di stupro erano più elevati di quelli degli Stati Uniti! Inoltre, gli uomini erano molto gelosi, il che contraddiceva il quadro di “amore libero” tratteggiato dall’antropologa. • Brown(1991) Gli universali umani .

  16. 1.3 Tappe fondamentali della ricerca in psicologia • L’effetto Garcia, la predisposizione per paure specifiche e il declino del comportamentismo radicale • Harry Harlow(1905-81) Secondo i principi del condizionamento operante, poiché le scimmie ricevevano il loro rinforzo primario di cibo dalla madre di fil di ferro avrebbero dovuto sviluppare un attaccamento maggiore nei confronti di questa mamma artificiale. Invece accadde esattamente l’opposto. • John Garcia(1917-2012) Diede del cibo ad alcuni ratti e qualche ora dopo somministro loro una dose di radiazioni che provocavano la nausea. Sebbene la nausea sopraggiungesse diverse ore dopo che avevano mangiato, ai ratti bastava una sola prova per imparare a evitare quel cibo, che sembrava la causa dell’indigestione. Ma abbinando la nausea a suoni o flash di luce non si realizzava alcun apprendimento di evitamento. Sembrava dunque che i ratti venissero al mondo con delle predisposizioni ad apprendere certe cose, come a evitare cibi in presenza di nausea, ma trovassero straordinariamente difficile fare altre associazioni. • Martin Seligman(1942-) e i suoi collaboratori pensarono che fosse abbastanza semplice condizionarele persone a sviluppare certi tipi di paure, come quella per i serpenti, ma molto difficile condizionare le persone a svilupparne altre, meno naturali, come quella per le prese elettriche o le automobili.

  17. 1.3 Tappe fondamentali della ricerca in psicologia • René Spitz(1887-1974) psicoanalista austriaco naturalizzato statunitense • Condusse studi sui bambini ospedalizzati, quindi in situazioni di deprivazione di stimoli, elaborò la teoria sulla depressione anaclitica (1952) e descrisse in ordine progressivo i comportamenti di bambini che vengono separati dalla persona che si prendeva cura di loro. Tali comportamenti furono: • I mese: lamentele e richiami; • II mese: pianto e perdita di peso; • III mese: rifiuto del contatto fisico, insonnia, ritardo nello sviluppo motorio, assenza di mimica , perdita continua di peso; • Dopo il II mese: cessazione del pianto, stato letargico. • Questi sintomi scompariranno solo quando il bambino ritrova la madre o trova qualcuno si prenda cura di lui. • Un trauma del genere non si risolve del tutto in poco tempo, anzi qualora non dovesse essere superato Spitz afferma, e dimostra, la presenza di ritardi di sviluppo nella totalità dei soggetti osservati e di un aumento del tasso di mortalità.

  18. Capitolo 2 • Opporsi alle forze ostili della natura

  19. 2.1 I problemi della sopravvivenza umana • Per riprodursi gli organismi devono sopravvivere almeno per un po’. • Darwin (1859) On the origin of species by means of natural selection: • «siccome nascono più individui di quanti ne possano sopravvivere, in ogni caso vi deve essere una lotta per l’esistenza, sia tra gli individui della stessa specie sia tra quelli di specie differenti, oppure con le condizioni materiali di vita».

  20. 2.1 I problemi della sopravvivenza umana • I fattori che ostacolano la sopravvivenza • Darwin ha chiamato questi fattori forze ostili della natura, riferendosi a clima, tempo atmosferico, penuria di cibo, tossine, malattie, parassiti, predatori e conspecifici (membri della stessa specie) ostili. • «Nella grande lotta per la vita [...] la struttura di ciascun essere vivente è correlata, nel modo pili essenziale, eppure spesso pili occulto, con quella di tutti gli altri viventi con i quali entra in concorrenza per l’alimento e lo spazio vitale, o con quelli che deve sfuggire o con quelli che suole catturare».

  21. 2.1 I problemi della sopravvivenza umana • Biologia ingenua • Nell’ultimo decennio la comunità scientifica ha mostrato che gli esseri umani possiedono una biologia ingenuaabbastanza sofisticata. • Al centro di questa biologia ingenua c’è l’intuizione che gli esseri viventi esistano in blocchi discreti che corrispondono a specie diverse, e che ciascuna specie abbia una essenzainterna che ne determina la crescita, le funzioni corporee, la forma esterna e le qualità particolari: • l’essenza interna delle ortiche produce i peli urticanti; i leoni hanno un’essenza interna che determina i canini aguzzi e gli artigli che vi possono uccidere.

  22. 2.1 I problemi della sopravvivenza umana • La biologia ingenua sembra emergere presto nel ciclo di vita ed è universale in tutte le culture senza alcuna evidente istruzione da parte dei genitori. • in tutto il mondo le persone suddividono le specie in piante e animali; • i bambini di età prescolare possiedono delle credenze riguardo le essenze interne delle specie. • Essi credono, per esempio, che se si rimuovono le interiora da un cane esso perde la sua “essenza” e non e più davvero un cane, cioè non sara in grado di abbaiare o mordere. Ma se si rimuovono le parti esterne o si cambia l’aspetto fisico in modo tale che non sembri più un cane, credono ancora che abbia mantenuto la sua “caninità”. • I bambini credono che un maialino allevato da mucche una volta cresciuto grufolerà invece di muggire. • La biologia ingenua dei bambini sembra contenere anche un senso della funzione. • A soli tre anni i bambini credono che le spine di una rosa esistano perché in qualche modo aiutano la rosa, ma non ritengono che gli spunzoni del filo spinate esistano per aiutare il filo.

  23. 2.2 Acquisizione del cibo e selezione • Senza acqua e cibo moriremmo tutti  • La dieta è il fattore primario che permette di vincolare il resto del sistema degli adattamenti di una specie. • Il problema più pressante nella scelta del cibo è come ottenere una quantità adeguata di calorie e nutrienti specifici come sodio, calcio e zinco, senza al contempo consumare livelli pericolosi di tossine che potrebbero rapidamente portare alia morte. • I problemi della selezione del cibo diventano cruciali soprattutto per gli onnivori. • Un aspetto evoluzionistico importante e che le tossine sono a loro volta degli adattamenti che le piante utilizzano per ridurre la probabilità di essere mangiate

  24. 2.2 Acquisizione del cibo e selezione • Aspetti sociali e culturali del cibo • Non avere successo nel procacciare cibo può portare un uomo a perdere il suo status nel gruppo. • Nelle culture come quella delle tribù Ganda e Thonga nell’Africa centrale e nella cultura ashanti nella regione costiera della Nigeria non è infrequente che le donne cerchino di divorziare dai mariti che non procurano cibo.

  25. 2.2 Acquisizione del cibo e selezione • Preferenze relative al cibo • Esseri umani e ratti hanno evoluto delle preferenze per il gusto degli alimenti dolci, che forniscono molte calorie. • Uno studio sulle preferenze relative al cibo tra i cacciatori-raccoglitori Hadza della Tanzania ha evidenziato che il miele era il tipo di alimento favorito, oltre che quello con il valore calorico più elevato. • La nostra specie condivide con i ratti anche un adattamento chiamato neofobia, cioè la forte avversione per i cibi nuovi. • È interessante notare che quando un ratto mangia sia del cibo familiare sia un nuovo cibo nello stesso pasto e poi sta male, in seguito evita solo il cibo nuovo.

  26. 2.2 Acquisizione del cibo e selezione • Disgusto: l’ipotesi dell’evitamento della malattia • L’emozione del disgusto è stata ipotizzata come un adattamento che serve come difesa contro gli attacchi di microbi e come protezione dal rischio di malattie. • Il disgusto e un’emozione che implica sentimenti di repulsione e a volte di nausea, ed è una forte motivazione a ritrarsi dallo stimolo che lo induce. • L’espressione facciale di disgusto è riconosciuta universalmente; è espressa anche da persone che sono cieche dalla nascita, ed è interpretata correttamente da persone che sono nate sorde (Oaten et al., 2009).

  27. 2.2 Acquisizione del cibo e selezione

  28. 2.2 Acquisizione del cibo e selezione • Haidt, Mccauley, & Rozin(1994). Individual differences in sensitivity to disgust

  29. 2.2 Acquisizione del cibo e selezione

  30. 2.2 Acquisizione del cibo e selezione • Differenza di genere sul disgusto  Ipotesi: dal momento che di solito sono le donne a prendersi cura dei bambini, hanno bisogno di proteggere anche loro dalle malattie. • Infatti, le donne trovano più disgustose di quanto facciano gli uomini le immagini di oggetti portatori di malattie, e hanno una percezione più elevata del rischio connesso a quegli oggetti.

  31. 2.2 Acquisizione del cibo e selezione • Gli esseri umani hanno la capacità di spegnere o superare la reazione di disgusto in situazioni in cui è vantaggioso eliminare o sopprimere la reazione di disgusto per risolvere altri problemi adattativi: • Prendersi cura di un alleato ferito o di un parente stretto; • Valutare le feci dei propri figli considerevolmente meno disgustose di quelle di altri bambini, anche quando le etichette dei campioni di feci erano state scambiate dai ricercatori; • Mangiare carne umana in condizioni estreme in cui gli individui stanno morendo di fame 

  32. 2.2 Acquisizione del cibo e selezione • Disastro aereo delle Ande  • Incidente aereo avvenuto sulla Cordigliera delle Ande il 13 ottobre 1972 e ai drammatici avvenimenti successivi fino al salvataggio dei sopravvissuti alla vigilia di Natale dello stesso anno; nell’incidente e nel periodo seguente persero la vita 29 persone mentre sopravvissero in 16. • Terminate le ultime razioni di cibo i sopravvissuti furono costretti a cibarsi dei cadaveri dei loro compagni morti, che erano stati sepolti nella neve vicino all’aereo.

  33. 2.2 Acquisizione del cibo e selezione • La nausea nelle donne incinte: l’ipotesi della protezione dell’embrione  adattamento che impedisce alle donne di assumere e assorbire tossine che potrebbero danneggiare lo sviluppo del nascituro. • Durante i primi tre mesi di gravidanza dal 75%all’89% di donne sviluppano la nausea gestazionale. • Le percentuali di vomito sono più basse, intorno al 55%. • Se alla nausea si aggiungono le avversioni per il cibo allora si arriva al 100%di donne incinte. • Le donne che non hanno la nausea durante il primo trimestre hanno una probabilità circa tre volte più elevata di avere un abortospontaneo delle donne che hanno avuto questo disturbo.

  34. 2.2 Acquisizione del cibo e selezione • L’ipotesi della caccia • La transizione dalla semplice ricerca di cibo alle battute di caccia ha provocato: • una rapida espansione della produzione e dell’utilizzo di strumenti; • lo sviluppo del cervello di grandi dimensioni; e • l’evoluzione delle complesse abilità linguistiche necessarie a comunicare durante le attività di cooperazione necessarie per la caccia. • Una suddivisione dei compiti: la caccia gli uomini, raccolta le donne.

  35. 2.2 Acquisizione del cibo e selezione • Adattamenti per caccia e raccolta: differenze tra i sessi nelle specifiche abilità spaziali • Se le donne si sono specializzate nella raccolta e gli uomini nella caccia, ci aspettiamo che possiedano delle capacità specificamente dedicate allo svolgimento di queste attività. • La teoria prevede che • le donne siano più brave nella memoria della collocazione spazialecome adattamento per la raccolta, • gli uomini siano più bravi nella capacità di navigazione spaziale, nella lettura di mappe e nel tipo di rotazioni mentali che sono richieste per colpire un animale scagliando una lancia.

  36. 2.2 Acquisizione del cibo e selezione • Silverman, Choi, & Peters (2007) The Hunter-Gatherer Theory of Sex Differences in Spatial Abilities: Data from 40 Countries  • Questo studio ha utilizzato alcuni dei dati dello BBC Internet Study per valutare l’universalità delle differenze sessuali per le competenze spaziali. • Gli uomini hanno punteggi significativamente più alti rispetto alle donne su una prova di rotazioni mentali tridimensionali. • Le donne hanno ottenuto punteggi significativamente più alti rispetto agli uomini in un test di memoria di localizzazione degli oggetti.

  37. Test di memoria di localizzazione degli oggetti 1/2

  38. Test di memoria di localizzazione degli oggetti 2/2

  39. Test di rotazione mentale di oggetti tridimensionali

  40. 2.4 Lottare contro predatori e altri pericoli ambientali: paure, fobie, ansie e biasadattativi • Isaac Marks(1987)  • «Senza paura non sopravviveremmo a lungo in condizioni naturali. La paura ci prepara per l’azione rapida di fronte al pericolo e ci prepara ad agire bene sotto stress». • La paura è l’abituale sensazione spiacevole che emerge come risposta normale a un pericolo realistico. • Le paure si distinguono dalle fobie, che sono paure ampiamente sproporzionate rispetto al pericolo realistico; di solito sono fuori dal controllo volontario e portano all’evitamento della situazione temuta.

  41. 2.4 Lottare contro predatori e altri pericoli ambientali: paure, fobie, ansie e bias adattativi • 6 modi in cui la paura e l’ansia possono realizzare la protezione

  42. 2.4 Lottare contro predatori e altri pericoli ambientali: paure, fobie, ansie e bias adattativi • Reazioni fisiologiche evolute prodotte dalla paura  • L’adrenalinaè prodotta in risposta alla paura; questo ormone agisce aiutando la coagulazione del sangue, che serve nel caso di ferite. L’adrenalina agisce anche sul fegato in termini di rilascio del glucosio, in modo da rendere disponibile energia ai muscoli per fuggire o lottare. • Il battito cardiaco e la circolazione sanguigna aumentano, il sangue viene dirottato dallo stomaco ai muscoli. • Il respiro si fa più veloce, aumentando la fornitura di ossigeno ai muscoli e velocizzando l’emissione di diossido di carbonio.

  43. 2.4 Lottare contro predatori e altri pericoli ambientali: paure, fobie, ansie e bias adattativi • Le paure umane più comuni

  44. 2.4 Lottare contro predatori e altri pericoli ambientali: paure, fobie, ansie e bias adattativi • Epstein (1967) ha trovato che bambini molto piccoli e animali neonati indietreggiano dinanzi ad un precipizio visivo (visualcliff), quando – indotti dalla madre – debbono superarlo muovendosi a carponi. • Ciò depone a favore di un’indipendenza della capacità della visione della profondità, dall’esperienza individuale.

  45. 2.4 Lottare contro predatori e altri pericoli ambientali: paure, fobie, ansie e bias adattativi • Öhman, Flykt e Esteves (2001) Emotion Drives Attention: Detecting the Snake in the Grass  • Un gruppo di partecipanti doveva cercare immagini legate alla paura, come ragni e serpenti, inserite all’interno di immagini di stimoli non paurosi come funghi e fiori. In un’altra condizione la procedura era invertita: bisognava cercare stimoli non paurosi tra immagini di stimoli paurosi. • Le persone erano significativamente più veloci a trovare elementi legati alla paura che a trovare oggetti innocui, indipendentemente da quanto fosse confusa la composizione delle immagini e dal numero dei distrattori presenti. Era come se serpenti e ragni saltassero fuori e fossero percepiti automaticamente.

  46. Capitolo 3 • Strategie femminili di scelta del partner a lungo termine