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PER NON DIMENTICARE 27 gennaio

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PER NON DIMENTICARE 27 gennaio - PowerPoint PPT Presentation


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PER NON DIMENTICARE 27 gennaio. Che nel 1933 in EUROPA. h a inizio l’ Olocausto . Esso consistette nello sterminio di un numero compreso tra i 5 e i 6 milioni di ebrei, di ogni sesso ,età e di tutte le persone ritenute miserabili e inferiori dalla dottrina nazista.

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Presentation Transcript
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Che nel 1933 in EUROPA

ha inizio l’Olocausto .

Esso consistette nello sterminio di un numero compreso tra i 5 e i 6 milioni di ebrei, di ogni sesso ,età e di tutte le persone ritenute miserabili e inferiori dalla dottrina nazista.

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La segregazione degli ebrei proseguì, estendendosi a tutta l'Europa occupata dal Terzo Reich durante la seconda guerra mondiale.

La deportazione culminò dal 1941 in poi  con lo sterminio, da parte di reparti speciali ,in strutture appositamente predisposte :

i campi di concentramento.

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Nel 1934, dopo la morte del presidente della Germania Paul von Hindenburgsi attribuì per legge il titolo di Führer e Cancelliere del Reich.

H

I

T

L

E

R

Responsabile della morte di milioni di persone, Hitler fu fautore di una politica di discriminazione e sterminio .

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Dopo la cattura

per i prigionieri iniziava un

triste viaggio dal

quale pochissimi

tornarono.

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IL LAVORO

RENDE

LIBERI

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Lettera scritta in yiddish da un ragazzo di 14 anni da un campo di  concentramento.

Miei cari genitori,

se il cielo fosse carta e tutti i mari del mondo inchiostro, non potrei descrivervi le mie sofferenze e tutto ciò che vedo intorno a me.Il campo si trova in una radura. Sin dal mattino ci cacciano al lavoro nella foresta. I miei piedi sanguinano perché ci hanno portato via le scarpe… Tutto il giorno lavoriamo quasi senza mangiare e la notte dormiamo sulla terra (ci hanno portato via anche i nostri mantelli).Ogni notte soldati ubriachi vengono a picchiarci con bastoni di legno e il mio corpo è pieno di lividi come un pezzo di legno bruciacchiato. Alle volte ci gettano qualche carota cruda, una barbabietola, ed è una vergogna: ci si batte per averne un pezzetto e persino qualche foglia.L’altro giorno due ragazzi sono scappati, allora ci hanno messo in fila e ogni quinto della fila veniva fucilato… Io non ero il quinto, ma so che non uscirò vivo di qui. Dico addio a tutti, cara mamma, caro papà, mie sorelle e miei fratelli, e piango…

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Fotografie per

l’identificazione

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I SIMBOLI

La stella sulle divise

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Prigioniero

Numero….

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IlGiorno della Memoria

è una ricorrenza internazionale che si celebra il 27 gennaio di ogni anno .

I sopravvissuti del campo diconcentramento di Auschwitz,

avvenuta proprio il 27 gennaio 1945ad opera delle truppe sovietichedel – l’Armata Rossa , furono liberatidalla terribile prigionia.

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Gli indumenti dei bambini

240000 solo quelli

inferiori

ai 10 anni

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Perché ricordare una storia tanto triste?

Col passare degli anni le persone che hanno vissuto quella terribile esperienza non potranno più raccontarla e noi potremmo dimenticarla. Invece, la memoria delle terribili storie, ci deve aiutare a costruire un futuro migliore.

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Il Giorno della Memoria

Con la legge n. 211 del 20 luglio 2000 il Parlamento italiano aderisce alla proposta internazionale di dichiarare il 27 gennaio giornata dedicata alla commemorazione delle vittime dell'Olocausto e in onore di coloro che , a rischio della propria vita , hanno protetto e aiutato i perseguitati:

I GIUSTI.

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LA NOSTRA COSTITUZIONE RECITA COSI’

Art. 8

Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge.

Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l'ordinamento giuridico italiano.

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ART 19

Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume. 

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Si può ricordare anche

con una canzone

Novembre 1964Testo e musica di Francesco Guccini

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BAMBINO NEL VENTO

Son morto con altri cento

son morto ch'ero bambino

passato per il camino

e adesso sono nel vento.

Ad Auschwitz c'era la neve

il fumo saliva lento

nel freddo giorno d'inverno

e adesso sono nel vento.

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Ad Auschwitz tante persone

ma un solo grande silenzio

è strano non riesco ancora

a sorridere qui nel vento.

Io chiedo come può l'uomo

uccidere un suo fratello

eppure siamo a milioni

in polvere qui nel vento.

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Ancora tuona il cannone

ancora non è contento

di sangue la belva umana

e ancora ci porta il vento.

Io chiedo quando sarà

che l'uomo potrà imparare

a vivere senza ammazzare

e il vento si poserà.

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27 gennaio

2014

Sc. Parini

Gorla Minore

By Maestra EDY

Immagini tratte dal web