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parte quarta. L’evoluzione: la gerarchia strutturale della mente. I “bisogni” dell’organismo biologico. metabolico : necessario per la formazione e il mantenimento delle strutture dell’organismo, si realizza con i processi di cattura e trasformazione dell’ energia .

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slide1

parte quarta

L’evoluzione:la gerarchia strutturale della mente

slide2

I “bisogni” dell’organismo biologico

  • metabolico: necessario per la formazione e il mantenimento delle strutture dell’organismo, si realizza con i processi di cattura e trasformazione dell’energia.
  • riproduttivo: necessario per il mantenimento e la trasformazione della specie, si realizza con i processi di trasmissione dell’informazione genetica.
slide3

Metabolismo dei sistemi biologici

  • vegetali: energeticamente autosufficienti
  • animali: energeticamente non-autosufficienti

necessità del movimento per esplorare l’ambiente al fine di

ricercare e catturare l’energia e per accoppiarsi

slide4

Il ruolo del sistema nervoso nella soddisfazione dei bisogni

  • il s.n. compare negli organismi animali pluricellulari complessi (coordina l’attività delle diverse parti dell’organismo)
  • regola il movimento nell’ambiente in funzione dei bisogni metabolico-riproduttivi dell’organismo e in funzione dell’ambiente (coordina il rapporto tra ambiente interno e ambiente esterno all’organismo)
slide5

Valore euristico della prospettiva evoluzionista

La p.e. afferma che nel nostro s.n. sono inscritte le diverse complessità strutturali e organizzative che caratterizzano le diverse specie animali con cui abbiamo condiviso un comune antenato

  • molteplicità delle disposizioni innate all’azione
  • omologia tra alcune delle disposizioni innate umane e quelle di altre specie animali
slide6

Il “cervello trino” di Paul MacLean:il prototipo dei modelli neurobiologici di matrice evoluzionista

  • fondato sui dati derivanti dall’anatomia comparata e dall’etologia.
  • propone la distinzione, nel s.n.c. umano, di tre sezioni anatomo-funzionali, dette: cervello rettiliano, cervello limbico e cervello neocorticale
slide8

cervello neocorticale

cervello limbico

cervello rettiliano

slide9

Il modello di Paul MacLean

  • nel cervello umano è rilevabile una tripartizione strutturale-
  • funzionale, testimone del percorso filogenetico.
  • ogni parte sostiene un particolare tipo di intelligenza, di memoria, di organizzazione dello spazio e del tempo.
  • ogni parte è la struttura che permette la costituzione di un certo
  • tipo di relazione tra un certo tipo di corpo e un certo tipo di
  • mondo.
slide10

I sistemi motivazionali

  • motivazioni rettiliane
  • motivazioni limbiche
  • motivazioni neocorticali
slide11

Il rapporto motivazione-comportamento: struttura ed organizzazione nei sistemi biologici

mondo

corpo

organizzazione

categorizzazione

memoria

comportamento

reti valore-rilevazione

motivazione

struttura

(valore)

oggetto

rilevazione

sensomotoria

slide12

Motivazioni rettiliane

  • costituiscono le tendenze innate all’azione tese a sodddisfare i valori individuali di base (alimentazione e riproduzione)
  • sostengono i comportamenti di esplorazione, predazione, difesa
slide14

Sistema dell’esplorazione

grigio periacqueduttale dorsale

ipotalamo laterale

n. veget. troncoencefalo

ipotalamo ventrale

area tegmentale ventrale

risposta

stimolo

esplorazione

indici omeostatici negativi

mediazione dopaminergica

slide15

Strutture neuroanatomiche del sistema dell’esplorazione

tegmento

talamo, nuclei base

ipot. laterale

ipot. ventrale

risposta: esplorazione

grigio periacq.dorsale

troncoencefalo

stimoli interni

slide16

Sistema della consumazione

ipotalamo

dorsolaterale

grigio periacq. ventrale

area preottica e del setto

risposta

stimolo

stimolo

consumazione

(predazione/

foraggiamento)

oggetto

inibizione

esplorazione

indici omeostatici positivi

mediazione endorfinica

slide17

Strutture neuroanatomiche del sistema della consumazione

tegmento

talamo, nuclei base

ipot. laterale

area preottica, setto

ipot. dorsolaterale

ipot. ventrale

risposta: consumazione

grigio periacq.ventrale

grigio periacq.dorsale

troncoencefalo

stimoli interni

slide18

Sistema di difesa

ipotalamo anteroventrale

grigio periacqueduttale

stimolo

risposta

inibizione

attacco

fuga

immobilizzazione

ostacoli ambientali

esplorazione

allontanamento ostacolo

slide19

Strutture neuroanatomiche del sistema di difesa

tegmento

talamo, nuclei base

ipot. anteroventrale

ipot. laterale

area preottica, setto

ipot. dorsolaterale

ipot. ventrale

risposta: difesa

grigio periacqueduttale

troncoencefalo

stimoli interni

slide20

Interazione tra i sistemi comportamentali

oggetto

consumazione

esplorazione

difesa

ostacolo

fuga

immobilizzazione

attacco

slide21

Sistemi comportamentali rettiliani

e emotional systems (Panksepp)

oggetto

consumazione

lust system

seeking system

esplorazione

difesa

ostacolo

fuga

immobilizzazione

attacco

fear system

rage system

slide23

Caratteristiche formali comportamento rettiliano

  • ciclicità
  • (sintonizzazione cicli metabolico-endocrini dell’ambiente interno con cicli ecologici stagionali, mensili, quotidiani dell’ambiente esterno)
  • automatismo
  • (comportamento sostenuto da una catena di riflessi, con impossibilità di arrestare l’azione una volta innescata da uno stimolo)
slide29

Motivazioni limbiche

  • costituiscono le tendenze innate all’azione tese a sodddisfare i valori interindividuali diadici (richiesta di cura, offerta di cura, definizione del rango di accesso)
  • sostengono i comportamenti di attaccamento, accudimento, agonistici.
slide31

Strutture neuroanatomiche del sistema di offerta di cura

ippocampo, giro del cingolo

amigdala

tegmento

talamo, nuclei base

ipot. anteroventrale

ipot. dorsolaterale

area preottica

ipot. laterale

ipot. ventrale

grigio periacq.ventrale

accudimento

grigio periacq.dorsale

troncoencefalo

ossitocina (sex)

prolattina

slide32

Sistemi motivazionali limbici ericonoscimento interindividuale

  • nelle specie con cervello rettiliano il riconoscimento del consimile come oggetto ambientale distinto in modo specifico da altri oggetti si evidenzia pressochè esclusivamente nel comportamento di accoppiamento.
  • il comportamento di accoppiamento è sostenuto dal sistema della consumazione (“piacere”) e mediato biochimicamente dalle endorfine.
  • il comportamento di offerta di cura è sostenuto da un sistema limbico che coopta il sistema della consumazione rettiliano, sia dal punto di vista strutturale che biochimico; analoghe considerazioni valgono per il sistema della richiesta di cura
  • è ipotizzabile che il riconoscimento del consimile che si realizza nelle dinamiche di offerta-richiesta di cura sia consolidato grazie all’attività dell’ippocampo (memoria) ed esteso alle interazioni dipendenti dal sistema agonistico
slide33

Allevamento prole: l’offerta di cura

  • necessario per l’immaturità fisiologica della prole degli uccelli e dei mammiferi rispetto alla prole dei pesci e dei rettili
  • consente la soddisfazione dei bisogni omeostatici e la difesa dai predatori
  • sostenuta dalla comparsa della capacità di percepire il proprio piccolo come oggetto distinto rispetto agli altri piccoli della propria e di altre specie…
  • …e dalla comparsa della capacità di percepire il proprio genitore come oggetto distinto rispetto agli altri grandi della propria e di altre specie (riconoscimento interindividuale genitore-figlio)
  • l’intensità della discriminazione del riconoscimento interindividuale genitore-figlio è correlata alla complessità del sistema limbico (aumento della discriminazione dagli uccelli ai mammiferi)
slide34

Allevamento prole: fattori sfavorenti l’offerta di cura(primati)

  • fattori relativi alla madre: inesperienza (prime cucciolate sfavorite); allevamento sfavorevole propria infanzia (maltrattamento, isolamento); mancata osservazione comportamento di allevamento da parte conspecifici; malattie fisiche.
  • fattori relativi alla gravidanza e al parto: gravidanze e parti difficili, alterazioni ormonali.
  • fattori relativi alla prole: malattie della prole
slide35

Strutture neuroanatomiche del sistema di richiesta di cura

ippocampo, giro del cingolo

amigdala

tegmento

talamo, nuclei base

ipot. anteroventrale

ipot. dorsolaterale

setto

ipot. laterale

ipot. ventrale

grigio periacqueduttale

attaccamento

troncoencefalo

endorfine

slide36

Allevamento prole: la richiesta di cura

  • si attua tramite una serie di richiami (sonori, posturali) e di ricerca della vicinanza fisica
  • nei primati si manifesta il comportamento di aggrappamento alla madre
  • il comportamento di aggrappamento è primariamente espressione della richiesta di protezione (dai predatori), distinto dalla richiesta alimentare (esperimenti Harlow)
  • si rileva correlazione positiva tra la qualità dell’allevamento ricevuto e la qualità dello sviluppo somatico-comportamentale dell’individuo
slide37

Strutture neuroanatomiche del sistema di competizione per il rango

ippocampo, giro del cingolo

amigdala

tegmento

talamo, nuclei base

ipot. anteroventrale

ipot. dorsolaterale

ipot. laterale

ipot. ventrale

dominanza

attacco

(collera)

grigio periacq.ventrale

grigio periacq.dorsale

sottomissione

immobilizzazione-fuga

(paura)

troncoencefalo

slide38

La competizione per il rango

  • si manifesta nelle condizioni in cui la presenza di un oggetto alimentare o sessuale a limitata disponibilità ambientale richiede la definizione di un ordine di accesso tra consimili.
  • si realizza tramite i comportamenti di attacco, fuga (alta nocività) o immobilizzazione (bassa nocività).
  • nell’individuo sconfitto (specie sociali) la resa si esprime con i comportamenti di sottomissione che rievocano atteggiamenti posturali e richiami propri della richiesta di cura e/o della disponibilità all’accoppiamento.
  • nell’individuo vincente (specie sociali) i segnali di resa dello sconfitto inibiscono l’attacco.
  • la competizione per il rango definisce la gerarchia di potere dei singoli nel gruppo, consentendone la permanenza.
slide39

Interazione tra sistema dell’offerta e della richiesta di cura

oggetto

(disponibilità cura)

offerta di cura

gioia

richiesta cura

ostacolo

(indisponibilità cura)

(difesa)

rabbia

(attacco)

tristezza ; ansia

(immobilizzazione-fuga)

slide40

Interazione tra sistema della competizione per il rango e consumazione

oggetto

consumazione

esplorazione

ostacolo

(consimile)

agonismo

sottomissione

(immobilizzazione-fuga)

dominanza

(attacco)

slide41

Sistemi comportamentali limbici

e emotional systems (Panksepp)

offerta di cura

care system

competizione rango

social dominance system

richiesta di cura

panic system

slide42

Collaborazione paritetica

  • attiene a quel tipo di comportamento in cui due individui raggiungono un comune obiettivo tramite un reciproco contributo.
  • nelle specie con sistema limbico si assiste spesso all’allevamento della prole da parte di entrambi i genitori, e, a volte, con la partecipazione di altri adulti.
  • la caratteristica di questo tipo di comportamento collaborativo è l’alternanza della sequenza interattiva tra i genitori e il piccolo piuttosto che l’integrazione delle sequenze (tolleranza della presenza dell’altro piuttosto che collaborazione?).
slide43

Gioco

  • si rileva in particolare nei piccoli dei mammiferi nei momenti in cui sono soddisfatti i bisogni alimentari e di ricerca di cura.
  • nel gioco si rileva l’alternanza di frammenti di comportamenti che, nell’adulto, costituiranno i maturi comportamenti interattivi di attaccamento-accudimento e agonistici: se il frammento comportamentale si prolunga, il gioco si interrompe (gioco come espressione dell’attivazione dei circuiti limbici immaturi?)
slide44

Sistemi motivazionali limbici eSistemi Motivazionali Interpersonali

  • i sistemi motivazionali limbici costituiscono il riferimento neurobiologico per quella sezione della “teoria dei sistemi motivazionali” della mente umana, elaborata in ambito cognitivo-evoluzionista da Giovanni Liotti, relativa ai “sistemi motivazionali interpersonali”.
  • i s.m.i. sostengono un insieme di interazioni diadiche tra sé e l’altro, ciascuna delle quali è distinguibile per la specificità dell’obiettivointerattivo e del tipo di sintonizzazione interindividuale necessaria per l’attuazione dell’interazione stessa.
slide45

Obiettivi interattivi delle motivazioni interpersonali

  • attaccamento: essere protetto.
  • accudimento: proteggere.
  • agonismo: dominare/sottomersi.
  • cooperazione: raggiungimento congiunto dell’obiettivo.
slide46

Sintonizzazioni interindividuali necessarie per l’attuazione delle dinamiche diadiche

  • attaccamento:
  • sé (vulnerabile)-con-l’altro (protettivo)
  • accudimento:
  • sé (protettivo)-con-l’altro (vulnerabile)
  • agonismo:
  • sé (dominante/sottomesso)-con-l’altro (sottomesso/dominante)
  • cooperazione:
  • sé (verso obiettivo)-con-l’altro (verso medesimo obiettivo)
slide48

Caratteristiche formali comportamento limbico

  • imprevedibilità
  • (connessa alla variabilità dell’incontro tra disposizioni del soggetto e disposizioni del consimile)
  • episodicità
  • (connessa all’arresto del comportamento una volta raggiunto l’obiettivo dell’interazione)
slide50

Emozioni semplici(schemi innati viscero-motori)

  • gioia
  • rabbia
  • disgusto
  • paura
  • sorpresa
  • tristezza

avvicinamento

allontanamento

immobilizzazione

slide51

Emozioni semplici e differenziazione interattivaes.: rabbia (avvicinamento aggressivo)

  • Attaccamento: richiamo conspecifico accudente
  • Accudimento: richiamo conspecifico da accudire
  • Agonismo: definizione dominanza sul conspecifico
  • Cooperazione: richiamo conspecifico cooperante
slide52

Emozioni semplici e riconoscimento interindividuale

  • percezione segnali emotivi
  • percezione del contesto
  • riferimento alla storia interattiva
slide57

Cervello limbico e mente episodica

cervello limbico

attività mentale

cervello rettiliano

slide58

Cervello limbico e mente episodica

sèconl’altro

sé-con-l’oggetto

sèconl’oggetto

slide59

Cervello limbico e coscienza primaria

sèconl’altro

coscienza

primaria

sé-con-l’oggetto

sèconl’oggetto

slide60

Motivazioni neocorticali

  • costituiscono le tendenze innate all’azione tese a sodddisfare i valori sovraindividuali (unitarietà e continuità di sé nella molteplicità e discontinuità dei contesti sociali)
  • sostengono i comportamenti affiliativi gruppali, sociali e culturali
slide64

Affiliazione gruppale

  • L’affiliazione gruppale indica la disposizione innata all’azione che consente al soggetto di relazionarsi con un gruppo riconoscendosi sia come un elemento omogeneo rispetto agli altri (appartenenza) sia come un elemento differenziato rispetto agli altri (individuazione)
slide65

Strutture neuroanatomiche del sistema affiliativo gruppale

corteccia frontoorbitoventromediale

ippocampo, giro del cingolo

amigdala

tegmento

talamo, nuclei base

ipot. anteroventrale

ipot. dorsolaterale

area preottica

ipot. laterale

ipot. ventrale

grigio periacq.ventrale

affiliazione gruppale

troncoencefalo

grigio periacq.dorsale

slide66

Cognizione, rappresentazione, intelligenza sociale: definizioni e interconnessioni

La cognizione sociale è il tipo di rappresentazione mentale che consente al soggetto di modulare il proprio comportamento in riferimento all’organizzazione sociale cui appartiene

(“intelligenza sociale”)

slide67

Cognizione, rappresentazione, intelligenza sociale ed encefalizzazione

  • la complessità della cognizione sociale è correlata al grado di encefalizzazione rilevabile nelle diverse specie animali
  • (“ipotesi sociologica”)
  • in particolare, la grandezza della neocortex è correlata alla dimensione del gruppo nei primati in grado di attuare comportamenti di coalizione-pacificazione
  • (Dunbar 1992)
slide69

Cognizione, rappresentazione, intelligenza sociale e categorizzazione nei primati

  • i primati, a differenza degli altri mammiferi, esprimono la capacità di elaborare categorizzazioni relazionali tra terzi fondate sulla parentela e/o sulla gerarchia
  • (Humphrey 1976; Tomasello 1999)
  • questo tipo di categorizzazione relazionale orienta i comportamenti di coalizione-pacificazione
  • (“intelligenza machiavellica”, Byrne e Whiten 1988)
  • la categorizzazione relazionale tra oggetti è possibile solo dopo lungo addestramento
  • (Tomasello 1999)
slide70

Cognizione, rappresentazione, intelligenza sociale e apprendimento nei primati

  • in natura i primati mostrano limitate capacità di apprendimento interindividuale (correlate a limitate capacità di insegnamento)
  • l’apprendimento è connesso, e limitato, alla focalizzazione dell’attenzione sul risultato ottenuto dall’azione del consimile, piuttosto che sull’azione del consimile necessaria per raggiungerlo
  • (“apprendimento per emulazione” Tomasello 1999)
slide71

Cognizione, rappresentazione, intelligenza sociale e intenzionalità nei primati

“i primati non umani sono esseri intenzionali e causali ma non comprendono il mondo in termini intenzionali e causali (…) pur possedendo la capacità di formare categorie relazionali e categorie di eventi, non sono in grado di comprendere le forze mediatrici (non percepibili) che sostengono le relazioni (intenzioni) e gli eventi (cause)”

Michael Tomasello

slide72

Cognizione e relazione negli scimpanzè

  • capacità di percepirsi dal punto di vista dell’oggetto percepito: combinazione tra percezione (autocentrica) attuale e memoria della percezione (eterocentrica) passata (inganno tattico-regolazione eterocentrica-percezione di sé in II persona-riconoscimento allo specchio; attenzione e vincolo contestuale)
  • abbozzo cooperativo (io e te-contro l’altro)
  • nelle specie sociali: coevoluzione tra complessità coalizione e complessità pacificazione (grooming, sessualità)
slide73

Comunicazione vocale nelle scimmie

come in tutte le altre specie animali (eccetto uomo) la comunicazione vocale è strettamente dipendente dallo stato emotivo

comunicazione non intenzionale e aspecifica rispetto al ricevente

slide74

Comunicazione gestuale nelle scimmie

  • a differenza delle vocalizzazioni, i gesti non sono risposte fisse a situazioni fisse: stesso gesto (braccio in alto) per fini diversi (pacificazione/pulizia); gesti diversi (braccio circonda testa consimile/mano afferra mano consimile) per stesso fine (giocare)
  • nel gesticolare lo sguardo si rivolge alternativamente al consimile e all’oggetto; sono prodotti soprattutto se il consimile guarda il soggetto; il soggetto aspetta la risposta del consimile -intenzionalità e direzionalità comunicazione-
  • sono iconici (mimano l’azione) piuttosto che simbolici (associazione convenzionale)
slide75

Comunicazione gestuale nelle scimmie

  • con l’esperienza (sviluppo) si assiste a convenzionalizzazione per ritualizzazione: presa dell’oggetto con la mano-> tendere mano aperta verso oggetto -> mano penzoloni
  • si riferiscono per lo più ad azioni piuttosto che ad oggetti –comunicazione diadica-
  • la focalizzazione dell’attenzione sull’oggetto si realizza per lo più tramite la percezione della vicinanza del corpo del consimile ad un oggetto piuttosto che sulla percezione della direzione dello sguardo del consimile ad un oggetto
  • si rilevano differenze nell’uso e nella forma dei gesti tra gruppi diversi di scimpanzè -cultura-
slide77

Cognizione in Homo Ergaster

trasporto oggetto(strumento):

emancipazione dell’oggetto(strumento) dal contesto concreto(uso)

emancipazione dello schema d’azione (fine) dal contesto concreto di azione

  • costruzione oggetto-strumento
slide78

Costruzione oggetto-strumento

  • pietre scheggiate (manufattura olduvaiana, 2.5 milioni anni fa): tagliare e scuoiare carcasse animali uccisi da altri predatori
  • mannaie, asce bipenni, picconi (manufattura acheuliana, 1.5 milioni anni fa): caccia
costruzione oggetto strumento
Costruzione oggetto-strumento
  • La costruzione dell’oggetto-strumento segnala il possesso di uno schema cognitivo invariante (modello dell’oggetto) che orienta l’azione sullo specifico e singolare oggetto concreto al fine di produrre una forma concreta simile alla forma astratta del modello.
  • Con l’invenzione dell’oggetto-strumento la selezione naturale si esercita sul “corpo-con-strumento”: favoriti gli individui capaci di apprendere per imitazione dalle azioni dei consimili (effetto Baldwin)
  • Favorito, cioè, l’apprendimento per imitazione mimica
slide80

Cognizione in Homo Ergaster

trasporto oggetto(strumento):

emancipazione dell’oggetto(strumento) dal contesto concreto(uso)

emancipazione dello schema d’azione (fine) dal contesto concreto di azione

  • costruzione oggetto-strumento
  • cooperazione gruppale
slide81

Cooperazione gruppale

  • La caccia in gruppo richiede la condivisione in tutti i partecipanti di uno schema d’azione gruppale condiviso
  • In questo schema convivono sia la rappresentazione di sé che la rappresentazione degli altri (percezione di sé in III persona)
  • La cooperazione richiede, ed è sostenuta, dall’attenzione congiunta
  • Necessità della modulazione del proprio comportamento (“vai-aspetta”) in sintonia con il comportamento degli altri (“allontanamento-avvicinamento”) in relazione al fine condiviso dell’azione (cooperazione)
slide82

Cognizione in Homo Ergaster

trasporto oggetto(strumento):

emancipazione dell’oggetto(strumento) dal contesto concreto(uso)

emancipazione dello schema d’azione (fine) dal contesto concreto di azione

  • costruzione oggetto-strumento
  • cooperazione gruppale
  • migrazione
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Migrazione

  • Segnala la capacità di adattamento ad habitat assai diversi, che necessita del possesso un modello cognitivo di relazione con l’ambiente in grado di combinare regole di comportamento necessarie per la sopravvivenza (invariante) con la flessibilità di comportamento necessaria per adattarsi alle diversità ambientali (variante).
slide84

Cognizione in Homo Ergaster

trasporto oggetto(strumento):

emancipazione dell’oggetto(strumento) dal contesto concreto(uso)

emancipazione dello schema d’azione (fine) dal contesto concreto di azione

  • costruzione oggetto-strumento
  • cooperazione gruppale
  • migrazione
  • rito
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Rito

riproposizione dello schema d’azione gruppale in assenza dell’oggetto concreto (fine dell’azione): attivazione endogena (grazie a riferimenti contestuali: il gruppo) della memoria

emancipazione del comportamento dal vincolo costituito dall’oggetto concreto

simbolizzazione mimico-corporea

slide86

Cognizione in Homo Ergaster

trasporto oggetto(strumento):

emancipazione dell’oggetto(strumento) dal contesto concreto(uso)

emancipazione dello schema d’azione (fine) dal contesto concreto di azione

  • costruzione oggetto-strumento
  • cooperazione gruppale
  • migrazione
  • rito
  • linguaggio gestuale
slide87

Linguaggio gestuale

  • i segni del linguaggio dei gesti hanno, rispetto alle parole del linguaggio vocale, una relazione con l’oggetto che rappresentano di tipo prevalentemente iconico (raffigurativa, mimica) piuttosto che simbolico (arbitrario e convenzionale)
  • il rapporto iconico-simbolico va inteso come un continuum
  • nella lingua dei segni i segni tendono, nel tempo, a diventare meno iconici e maggiormente simbolici (casa=dita riunite toccano bocca -mangiare- e guancia -dormire- -> due tocchi a dita riunite sulla guancia)
  • nel passaggio da iconico a simbolico i segni acquistano brevità (aumento velocità comunicazione) e aumenta la distinzione tra oggetto e azione (mimica può indurre confusione per azioni/oggetti simili)
slide88

Linguaggio gestuale

  • si ipotizza che circa 1 milione di anni fa Homo Ergaster fosse dotato di un linguaggio gestuale articolato, con accompagnamento vocale.
  • Corballis ritiene che l’impegno delle mani nel linguaggio gestuale abbia inibito lo sviluppo della manifattura in Homo Ergaster
slide95

Cervello neocorticalefrontorbitoventromediale e mente mimica

sènelgruppo

sé-con-l’altro

sèconl’altro

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Cervello neocorticalefrontorbitoventromediale e coscienza estesa

sènelgruppo

coscienza

estesa

sé-con-l’altro

sèconl’altro

slide98

Strutture neuroanatomiche del sistema affiliativo sociale

corteccia frontodorsolaterale

corteccia frontoorbitoventromediale

ippocampo, giro del cingolo

amigdala

tegmento

talamo, nuclei base

ipot. anteroventrale

ipot. dorsolaterale

area preottica

ipot. laterale

ipot. ventrale

grigio periacq.ventrale

affiliazione sociale

troncoencefalo

grigio periacq.dorsale

slide100

L’affiliazione sociale

  • L’affiliazione sociale indica la tendenza del soggetto a relazionarsi con più gruppi la cui differenziazione, sia per composizione che per funzione, è contesto-dipendente.
  • In tal modo il soggetto sviluppa una molteplicità di appartenenze-individuazione di sé(nella società)…
  • …che implicano il possesso di una molteplicità di regole di comportamento contesto-dipendenti (sociale)
slide101

Il linguaggio vocale

  • le variazioni anatomiche e neuroanatomiche necessarie per una vocalizzazione fluente si sono probabilmente completate con la comparsa di Homo Sapiens arcaico (300.000 anni fa)
  • dal punto di vista anatomico, elemento critico per la produzione dei suoni linguistici è l’abbassamento della laringe nella specie Homo rispetto alle scimmie antropomorfe (dipendente dalla postura eretta)
  • dal punto di vista neuroanatomico, elemento critico per la modulazione della produzione dei suoni è il controllo corticale (emisfero sin.) dei nuclei motori nervi laringe, presente negli uccelli e nell’uomo
slide102

Il linguaggio vocale

  • lesioni dell’area di Broca (prossima all’area che controlla movimenti mano e bocca e sede dei neuroni specchio) comportano deficit nella produzione del linguaggio; nelle scimmie la lesione non altera la vocalizzazione.
  • area di Broca si attiva nella produzione del linguaggio dei segni
  • probabile ruolo nella sintassi; probabile ruolo area supplementare motoria
slide103

Il linguaggio vocale

  • i fonemi (unità minime del discorso capaci di veicolare una differenza di significato: ruolo/suono - fonema ‘r’-‘s’) sono prodotti usando gli elementi articolatori del tratto vocale (labbra, lingua, palato molle, laringe)
  • secondo la teoria della derivazione del linguaggio vocale da quello gestuale -filosofo Condillac ‘700-, “il riconoscimento dei suoni verbali avviene non tanto per le proprietà acustiche bensì in base al modo in cui vengono prodotti”(Lieberman) -teoria motoria percezione del linguaggio-: i fonemi sono gesti sonori
slide104

linguaggio vocale versus gestuale

  • elementi del linguaggio vocale articolati in sequenza; nel linguaggio gestuale in contemporanea
  • arbitrarietà (convenzionalizzazione-simbolismo) del linguaggio vocale: “il linguaggio è un’invenzione” (Corballis)
  • maggiore categorizzazione e distinzione ‘azioni’ e ‘oggetti’ nel linguaggio vocale
  • uso del linguaggio vocale al buio e a distanza
  • liberazione uso delle mani: dalla costruzione strumenti (stabili da 2.5 milioni a 300.000 anni fa) alla costruzione oggetti (utensili compositi)
slide105

Linguaggio e costruzione oggetti

  • “noi combiniamo elementi costruttivi (mattoni, chiodi, assi, etc) nello stesso modo in cui combiniamo fonemi per la costruzione delle parole, parole per formare sintagmi, etc.” (Corballis)
  • linguaggio e manipolazione degli oggetti condividono la possibilità di essere regolate da una rappresentazione gerarchica e generativa (Greenfield)
  • “con il linguaggio compare il lavoro” (Vygotskji)
slide106

Costruzione degli oggetti e linguaggio

  • richiede la capacità di effettuare lunghe sequenze di schemi di azione ordinate e diversificate su oggetti diversi.
  • il ‘concetto’ rappresenta l’unitarietà nella diversità degli oggetti; l’ordine della sequenza concettuale è correlato all’ordine della sequenza temporale dell’azione; un insieme di concetti ordinati costituisce una “trama” di schemi di azione.
  • l’aumento numerico del gruppo e la dinamicità e molteplicità dei ruoli dei singoli è coevolutivo all’ordinamento del pensiero concettuale.
slide107

Costruzione degli oggetti e linguaggio

  • la comparsa del linguaggio ha costituito lo strumento idoneo per l’esplosione del pensiero concettuale; l’ordinamento concettuale coincide con la sintassi
  • il prodotto primario del linguaggio è la narrazione (Bruner), che veicola la “trama” delle relazioni tra l’uomo e il mondo (“miti”: regolazione della vita quotidiana).
  • la rievocazione, da parte dell’individuo, della narrazione mitica costituisce la percezione di sé in III persona che regola il comportamento (linguaggio interno percepito come ‘esterno’ a sé -Jaynes: “la mente bicamerale”-)
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Cognizione, rappresentazione, intelligenza sociale nell’uomo

  • la rappresentazione della cognizione sociale nell’uomo è arricchita, rispetto a quella dei primati, dai sistemi simbolici e semantici di matrice linguistico-culturale
  • in tal modo la cognizione sociale si fonda non solo sulla rappresentazione relazionale di tipo concreto propria dei gruppi di appartenenza esperenziale (come nei primati) ma anche sulla rappresentazione relazionale di tipo astratto propria dei gruppi di appartenenza socioculturale (apprendimento regole sociali)
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Cervello neocorticale frontodorsolaterale e mente mitica

sénellasocietà

sé-nel-gruppo

sènelgruppo

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Cervello neocorticale frontodorsolaterale e coscienza secondaria

sénellasocietà

coscienza

secondaria

sé-nel-gruppo

sènelgruppo

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L’affiliazione culturale

  • L’affiliazione culturale indica la tendenza del soggetto a relazionarsi con soggetti con cui non condivide prolungate azioni, per cui il riconoscimento interindividuale si fonda sulla condivisione di segni, di simboli e di regole di comportamento che indicano il riferimento ad un comune mondo di significati.
l invenzione della cultura simbolica
L’invenzione della cultura simbolica

I tappa: simbolico-iconica (40.000 anni fa)

pitture rupestri: immagini oggetti (animali) tramite traccia del contorno, alternati a segni non figurativi (punti, linee, etc.): “mitogrammi”?

“l’arte figurativa, alle origini, è direttamente collegata al linguaggio e più vicina alla scrittura, in senso ampio, che non all’opera d’arte”

Leroy-Gourhan

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L’invenzione della cultura simbolica

II tappa: simbolico-ideografica (6.000 anni fa)

caratteri cuneiformi: codice per numerazione e elencazione (commercio): inizialmente piccoli oggetti lavorati (coni, sfere, etc.) la cui forma diversa indica differenziazione numerica (unità e multipli) -> oggetti in contenitori con tacche indicanti numero oggetti -> tavolette con tacche e disegno del tipo merce (spiga->grano)

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L’invenzione della cultura simbolica

II tappa: simbolico-ideografica (6.000 anni fa)

egizi, sumeri, cinesi: combinazione di pittogrammi (raffigurazione stilizzata oggetto) e segni fonetici.

Limite: memorizzazione pittogrammi -> elite

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L’invenzione della cultura simbolica

III tappa: simbolico-fonetica (3.000 anni fa)

cultura protosinaica -> fenici -> greci

invenzione alfabeto: i segni (20) indicano solo suoni

M <-> Mem: onde

N <-> Nahasu : serpente

A <-> Aleph : testa di bue ->

facilità apprendimento -> diffusione

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L’invenzione della cultura simbolica

“non è il cervello ad essersi evoluto per la scrittura bensì è la scrittura ad essersi evoluta per il cervello”

“imparare a leggere/scrivere consiste nel connettere le aree visive con le aree del linguaggio”

Stanislas Dehaene

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Dall’oggetto culturale…

  • primi oggetti: sculture, incisioni, pitture rupestri
  • oggetti come stimoli esterni per riattivazione narrazione nel linguaggio interno (cultura come memoria extracerebrale)
  • apprendimento culturale transgenerazionale: dinamica lamarckiana (“trasmissione dei caratteri acquisiti) e trasmissione cumulativa (innovazioni a “dente d’arresto): crescita geometrica dell’evoluzione culturale
  • la trasmissione culturale richiede imitazione combinata ad istruzione e l’evoluzione culturale si fonda su processi collaborativi (sociogenesi della trasmissione ed evoluzione culturale –Tomasello 1999)
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…alla nascita delle teorie.

  • con l’invenzione dell’agricoltura, specializzazione ruoli sociali e commercio, l’aumento quantitativo e qualitativo rapporti sociali richiede l’aumento dei “modelli” (aumento narrazioni mitiche-Torre di Babele)
  • la nascita della scrittura permette di canonizzare la narrazione (scritture sacre) e i modelli di comportamento (leggi divine)
  • contemporaneamente, la scrittura permette di esercitare l’attività riflessivo-sintattica sulla narrazione stessa: nasce il pensiero logico-paradigmatico e il mondo delle teorie (mondo simbolico governato dalle regole logiche): filosofia (nascita: notazione dei dialoghi) e scienza.
  • con l’esercizio della riflessività sui prodotti del linguaggio la “voce interna” diventa “la mia voce” (“cogito ergo sum”: autocoscienza)
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Cervello neocorticale e mente teoretica

sénellacultura

sé-nella-società

sènellasocietà

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Cervello neocorticale e autocoscienza

sénellacultura

sé-nella-società

autocoscienza

sènellasocietà

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Motivazioni e qualità della relazione con l’ambiente

relazione con l’ambiente

relazione astratta

(indiretta e mediata)

relazione concreta

(diretta e immediata)

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Sviluppo

  • Le motivazioni costituiscono le tendenze innate alla relazione con l’ambiente le cui rappresentazioni si costruiscono nell’esperienza, durante lo sviluppo individuale