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L’evoluzione: la gerarchia strutturale della mente

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  1. parte quarta L’evoluzione:la gerarchia strutturale della mente

  2. I “bisogni” dell’organismo biologico • metabolico: necessario per la formazione e il mantenimento delle strutture dell’organismo, si realizza con i processi di cattura e trasformazione dell’energia. • riproduttivo: necessario per il mantenimento e la trasformazione della specie, si realizza con i processi di trasmissione dell’informazione genetica.

  3. Metabolismo dei sistemi biologici • vegetali: energeticamente autosufficienti • animali: energeticamente non-autosufficienti necessità del movimento per esplorare l’ambiente al fine di ricercare e catturare l’energia e per accoppiarsi

  4. Il ruolo del sistema nervoso nella soddisfazione dei bisogni • il s.n. compare negli organismi animali pluricellulari complessi (coordina l’attività delle diverse parti dell’organismo) • regola il movimento nell’ambiente in funzione dei bisogni metabolico-riproduttivi dell’organismo e in funzione dell’ambiente (coordina il rapporto tra ambiente interno e ambiente esterno all’organismo)

  5. Valore euristico della prospettiva evoluzionista La p.e. afferma che nel nostro s.n. sono inscritte le diverse complessità strutturali e organizzative che caratterizzano le diverse specie animali con cui abbiamo condiviso un comune antenato • molteplicità delle disposizioni innate all’azione • omologia tra alcune delle disposizioni innate umane e quelle di altre specie animali

  6. Il “cervello trino” di Paul MacLean:il prototipo dei modelli neurobiologici di matrice evoluzionista • fondato sui dati derivanti dall’anatomia comparata e dall’etologia. • propone la distinzione, nel s.n.c. umano, di tre sezioni anatomo-funzionali, dette: cervello rettiliano, cervello limbico e cervello neocorticale

  7. cervello neocorticale cervello limbico cervello rettiliano

  8. Il modello di Paul MacLean • nel cervello umano è rilevabile una tripartizione strutturale- • funzionale, testimone del percorso filogenetico. • ogni parte sostiene un particolare tipo di intelligenza, di memoria, di organizzazione dello spazio e del tempo. • ogni parte è la struttura che permette la costituzione di un certo • tipo di relazione tra un certo tipo di corpo e un certo tipo di • mondo.

  9. I sistemi motivazionali • motivazioni rettiliane • motivazioni limbiche • motivazioni neocorticali

  10. Il rapporto motivazione-comportamento: struttura ed organizzazione nei sistemi biologici mondo corpo organizzazione categorizzazione memoria comportamento reti valore-rilevazione motivazione struttura (valore) oggetto rilevazione sensomotoria

  11. Motivazioni rettiliane • costituiscono le tendenze innate all’azione tese a sodddisfare i valori individuali di base (alimentazione e riproduzione) • sostengono i comportamenti di esplorazione, predazione, difesa

  12. Il sistema rettiliano

  13. Sistema dell’esplorazione grigio periacqueduttale dorsale ipotalamo laterale n. veget. troncoencefalo ipotalamo ventrale area tegmentale ventrale risposta stimolo esplorazione indici omeostatici negativi mediazione dopaminergica

  14. Strutture neuroanatomiche del sistema dell’esplorazione tegmento talamo, nuclei base ipot. laterale ipot. ventrale risposta: esplorazione grigio periacq.dorsale troncoencefalo stimoli interni

  15. Sistema della consumazione ipotalamo dorsolaterale grigio periacq. ventrale area preottica e del setto risposta stimolo stimolo consumazione (predazione/ foraggiamento) oggetto inibizione esplorazione indici omeostatici positivi mediazione endorfinica

  16. Strutture neuroanatomiche del sistema della consumazione tegmento talamo, nuclei base ipot. laterale area preottica, setto ipot. dorsolaterale ipot. ventrale risposta: consumazione grigio periacq.ventrale grigio periacq.dorsale troncoencefalo stimoli interni

  17. Sistema di difesa ipotalamo anteroventrale grigio periacqueduttale stimolo risposta inibizione attacco fuga immobilizzazione ostacoli ambientali esplorazione allontanamento ostacolo

  18. Strutture neuroanatomiche del sistema di difesa tegmento talamo, nuclei base ipot. anteroventrale ipot. laterale area preottica, setto ipot. dorsolaterale ipot. ventrale risposta: difesa grigio periacqueduttale troncoencefalo stimoli interni

  19. Interazione tra i sistemi comportamentali oggetto consumazione esplorazione difesa ostacolo fuga immobilizzazione attacco

  20. Sistemi comportamentali rettiliani e emotional systems (Panksepp) oggetto consumazione lust system seeking system esplorazione difesa ostacolo fuga immobilizzazione attacco fear system rage system

  21. Il cervello rettiliano

  22. Caratteristiche formali comportamento rettiliano • ciclicità • (sintonizzazione cicli metabolico-endocrini dell’ambiente interno con cicli ecologici stagionali, mensili, quotidiani dell’ambiente esterno) • automatismo • (comportamento sostenuto da una catena di riflessi, con impossibilità di arrestare l’azione una volta innescata da uno stimolo)

  23. Il cervello rettiliano

  24. Il cervello rettiliano

  25. Il cervello rettiliano

  26. Il cervello rettiliano

  27. Il cervello rettiliano

  28. Motivazioni limbiche • costituiscono le tendenze innate all’azione tese a sodddisfare i valori interindividuali diadici (richiesta di cura, offerta di cura, definizione del rango di accesso) • sostengono i comportamenti di attaccamento, accudimento, agonistici.

  29. Il sistema limbico

  30. Strutture neuroanatomiche del sistema di offerta di cura ippocampo, giro del cingolo amigdala tegmento talamo, nuclei base ipot. anteroventrale ipot. dorsolaterale area preottica ipot. laterale ipot. ventrale grigio periacq.ventrale accudimento grigio periacq.dorsale troncoencefalo ossitocina (sex) prolattina

  31. Sistemi motivazionali limbici ericonoscimento interindividuale • nelle specie con cervello rettiliano il riconoscimento del consimile come oggetto ambientale distinto in modo specifico da altri oggetti si evidenzia pressochè esclusivamente nel comportamento di accoppiamento. • il comportamento di accoppiamento è sostenuto dal sistema della consumazione (“piacere”) e mediato biochimicamente dalle endorfine. • il comportamento di offerta di cura è sostenuto da un sistema limbico che coopta il sistema della consumazione rettiliano, sia dal punto di vista strutturale che biochimico; analoghe considerazioni valgono per il sistema della richiesta di cura • è ipotizzabile che il riconoscimento del consimile che si realizza nelle dinamiche di offerta-richiesta di cura sia consolidato grazie all’attività dell’ippocampo (memoria) ed esteso alle interazioni dipendenti dal sistema agonistico

  32. Allevamento prole: l’offerta di cura • necessario per l’immaturità fisiologica della prole degli uccelli e dei mammiferi rispetto alla prole dei pesci e dei rettili • consente la soddisfazione dei bisogni omeostatici e la difesa dai predatori • sostenuta dalla comparsa della capacità di percepire il proprio piccolo come oggetto distinto rispetto agli altri piccoli della propria e di altre specie… • …e dalla comparsa della capacità di percepire il proprio genitore come oggetto distinto rispetto agli altri grandi della propria e di altre specie (riconoscimento interindividuale genitore-figlio) • l’intensità della discriminazione del riconoscimento interindividuale genitore-figlio è correlata alla complessità del sistema limbico (aumento della discriminazione dagli uccelli ai mammiferi)

  33. Allevamento prole: fattori sfavorenti l’offerta di cura(primati) • fattori relativi alla madre: inesperienza (prime cucciolate sfavorite); allevamento sfavorevole propria infanzia (maltrattamento, isolamento); mancata osservazione comportamento di allevamento da parte conspecifici; malattie fisiche. • fattori relativi alla gravidanza e al parto: gravidanze e parti difficili, alterazioni ormonali. • fattori relativi alla prole: malattie della prole

  34. Strutture neuroanatomiche del sistema di richiesta di cura ippocampo, giro del cingolo amigdala tegmento talamo, nuclei base ipot. anteroventrale ipot. dorsolaterale setto ipot. laterale ipot. ventrale grigio periacqueduttale attaccamento troncoencefalo endorfine

  35. Allevamento prole: la richiesta di cura • si attua tramite una serie di richiami (sonori, posturali) e di ricerca della vicinanza fisica • nei primati si manifesta il comportamento di aggrappamento alla madre • il comportamento di aggrappamento è primariamente espressione della richiesta di protezione (dai predatori), distinto dalla richiesta alimentare (esperimenti Harlow) • si rileva correlazione positiva tra la qualità dell’allevamento ricevuto e la qualità dello sviluppo somatico-comportamentale dell’individuo

  36. Strutture neuroanatomiche del sistema di competizione per il rango ippocampo, giro del cingolo amigdala tegmento talamo, nuclei base ipot. anteroventrale ipot. dorsolaterale ipot. laterale ipot. ventrale dominanza attacco (collera) grigio periacq.ventrale grigio periacq.dorsale sottomissione immobilizzazione-fuga (paura) troncoencefalo

  37. La competizione per il rango • si manifesta nelle condizioni in cui la presenza di un oggetto alimentare o sessuale a limitata disponibilità ambientale richiede la definizione di un ordine di accesso tra consimili. • si realizza tramite i comportamenti di attacco, fuga (alta nocività) o immobilizzazione (bassa nocività). • nell’individuo sconfitto (specie sociali) la resa si esprime con i comportamenti di sottomissione che rievocano atteggiamenti posturali e richiami propri della richiesta di cura e/o della disponibilità all’accoppiamento. • nell’individuo vincente (specie sociali) i segnali di resa dello sconfitto inibiscono l’attacco. • la competizione per il rango definisce la gerarchia di potere dei singoli nel gruppo, consentendone la permanenza.

  38. Interazione tra sistema dell’offerta e della richiesta di cura oggetto (disponibilità cura) offerta di cura gioia richiesta cura ostacolo (indisponibilità cura) (difesa) rabbia (attacco) tristezza ; ansia (immobilizzazione-fuga)

  39. Interazione tra sistema della competizione per il rango e consumazione oggetto consumazione esplorazione ostacolo (consimile) agonismo sottomissione (immobilizzazione-fuga) dominanza (attacco)

  40. Sistemi comportamentali limbici e emotional systems (Panksepp) offerta di cura care system competizione rango social dominance system richiesta di cura panic system

  41. Collaborazione paritetica • attiene a quel tipo di comportamento in cui due individui raggiungono un comune obiettivo tramite un reciproco contributo. • nelle specie con sistema limbico si assiste spesso all’allevamento della prole da parte di entrambi i genitori, e, a volte, con la partecipazione di altri adulti. • la caratteristica di questo tipo di comportamento collaborativo è l’alternanza della sequenza interattiva tra i genitori e il piccolo piuttosto che l’integrazione delle sequenze (tolleranza della presenza dell’altro piuttosto che collaborazione?).

  42. Gioco • si rileva in particolare nei piccoli dei mammiferi nei momenti in cui sono soddisfatti i bisogni alimentari e di ricerca di cura. • nel gioco si rileva l’alternanza di frammenti di comportamenti che, nell’adulto, costituiranno i maturi comportamenti interattivi di attaccamento-accudimento e agonistici: se il frammento comportamentale si prolunga, il gioco si interrompe (gioco come espressione dell’attivazione dei circuiti limbici immaturi?)

  43. Sistemi motivazionali limbici eSistemi Motivazionali Interpersonali • i sistemi motivazionali limbici costituiscono il riferimento neurobiologico per quella sezione della “teoria dei sistemi motivazionali” della mente umana, elaborata in ambito cognitivo-evoluzionista da Giovanni Liotti, relativa ai “sistemi motivazionali interpersonali”. • i s.m.i. sostengono un insieme di interazioni diadiche tra sé e l’altro, ciascuna delle quali è distinguibile per la specificità dell’obiettivointerattivo e del tipo di sintonizzazione interindividuale necessaria per l’attuazione dell’interazione stessa.

  44. Obiettivi interattivi delle motivazioni interpersonali • attaccamento: essere protetto. • accudimento: proteggere. • agonismo: dominare/sottomersi. • cooperazione: raggiungimento congiunto dell’obiettivo.

  45. Sintonizzazioni interindividuali necessarie per l’attuazione delle dinamiche diadiche • attaccamento: • sé (vulnerabile)-con-l’altro (protettivo) • accudimento: • sé (protettivo)-con-l’altro (vulnerabile) • agonismo: • sé (dominante/sottomesso)-con-l’altro (sottomesso/dominante) • cooperazione: • sé (verso obiettivo)-con-l’altro (verso medesimo obiettivo)

  46. Il cervello limbico

  47. Caratteristiche formali comportamento limbico • imprevedibilità • (connessa alla variabilità dell’incontro tra disposizioni del soggetto e disposizioni del consimile) • episodicità • (connessa all’arresto del comportamento una volta raggiunto l’obiettivo dell’interazione)

  48. Il cervello limbico

  49. Emozioni semplici(schemi innati viscero-motori) • gioia • rabbia • disgusto • paura • sorpresa • tristezza avvicinamento allontanamento immobilizzazione