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  1. Scuola Primaria Statale Giacomo Leopardi Foggia

  2. anno scolastico 2006 - 2007

  3. progetto mediterraneo

  4. ipertesto a cura degli alunni delle classi 4A 4B 4C 4D

  5. nota dell'insegnante Fauna Flora mediterraneo I Luoghi Le Genti Le Mappe

  6. bacino del Mediterraneo

  7. bacino del Mediterraneo

  8. bacino del Mediterraneo

  9. Mesopotamia

  10. Egitto

  11. Grecia

  12. la fauna gli Uccelli gli Invertebrati i Mammiferi gli Anfibi i Rettili Fauna Marina

  13. Gli Invertebrati la coccinella la cleopatra l'ape il lombrico le formiche la cicala

  14. Gli Invertebrati Gonepteryx cleopatraappartiene alla superfamiglia Papilionoidea, caratterizzata da antenne clavate e alla famiglia PIERIDAE: in questa famiglia sono riunite alcune specie dannose all'agricoltura, quali per esempio la Cavolaia. I colori vanno dal bianco puro fino ad arrivare al giallo aranciato. Le sei zampe sono funzionanti in entrambi i sessi. La Cleopatra, come tutte le farfalle, si nutre suggendo il nettare dei fiori; per far questo utilizza la proboscide (mascelle modificate) o spiritromba (stato di riposo).Il maschioha una grande macchia arancione sulle ali superiori, mentre le inferiori sono di colore giallo, con due puntini rossi al centro.La femmina ha due paia d'ali dello stesso colore (bianco giallastro), con un puntino rosso su ogni ala. la cleopatra

  15. Gli Invertebrati 1 il lombrico

  16. Gli Invertebrati 2 il lombrico Contemporaneamente questa attività di ingestione di terra e di sua espulsione in superficie consente una notevole ossigenazione del suolo e quindi un arricchimento dell'humus. Le sostanze di scarto vengono espulse sotto forma di piccoli caratteristici cumuli.Sia l'estremità anteriore che quella posteriore di un lombrico sono in grado, entro certi limiti, di rigenerarsi. La capacità di rigenerazione dipende dalla specie, dalla posizione della ferita e dalla taglia del frammento che rimane. Generalmente più è grande il numero dei segmenti perduti più corto sarà il verme rigenerato, fino al punto in cui la rigenerazione non avviene affattoNella parte centrale del corpo si trova un anello rigonfio detto clitello formato da un ispessimento del tessuto di rivestimento: se il lombrico vienesezionato a questo livello, non rigenera la parte mancante. In corrispondenza del clitello i lombrichi si scambiano i gameti. Come diversi altri lumbricidi, il lombrico è ermafrodita ed oviparo. Depone le uova in una ooteca (chiamata coccon) che costruisce con i secreti espulsi dal clitello, che si estende dal 31° al 37° metamero.

  17. Gli Invertebrati 1 Le cicale sono insetti normalmente di grandi dimensioni, con il corpo di forma tozza, la testa considerevolmente larga con due paia di ali trasparenti e membranose che a riposo vengono tenute a tetto al di sopra del corpo. La lunghezza si aggira intorno ai 2-4 cm. Vivono sugli alberi di diversa specie e sullavegetazione. la cicala Le cicale sono celebri soprattutto per il canto dei loro maschi che emettono un suono stridente e monotono. Il suono prodotto è alto, continuo e stridulo. Gli organi stridulanti (timballi) sono situati ventralmente all'inizio dell'addome, quasi sempre protetti da un paio di larghe piastre protettive, gli opercoli; sollevati gli opercoli ci sono due cavità per ciascun lato: una più grande ventrale, ed una più piccola laterale. All'interno sono presenti sottili membrane e dei sacchi aerei. Un paio di poderosi muscoli striati -fra i più potenti descritti nel Regno Animale- si collegano alla membrana e contraendosi producono vibrazioni da cui deriva il suono.

  18. Gli Invertebrati 2 la cicala Le femmine depongono le uova entro i tessuti vegetali provocando spesso delle deformazioni dette galle e pseudogalle.L'alimento sia negli adulti che nelle larve è costituito da linfa e succhi vegetali di vari alberi; possiedono, infatti, un apparato boccale di tipo pungitore-succhiatore.Le larve delle cicale sono sotterranee e possiedono zampe anteriori scavatrici grazie alle quali si spostano da una radice all'altra per nutrirsi. La larva della specie descritta ha uno sviluppo preimmaginale che dura ben quattro anni: al termine, la ninfa matura lascia il terreno e ne sfarfalla l'adulto.Hanno antenne molto corte e 3 ocelli.

  19. Gli Invertebrati 3 la cicala Nelle campagne il cicaleccio accompagnava i mietitori nelle loro fatiche, facendoli meditare sull'ingiustizia che lì a poco avrebbero subito nella spartizione del raccolto col padrone. Spesso pensavano che il canto non annunciasse che questo, tanto che, in Romagna, accatastando i covoni, ripetevano amaramente: "Dice la cicala al cicalino: il grano al padrone e la paglia al contadino".Un'altra caratteristica della cicala è quella di avere gli occhi molto sporgenti, quasi stessero per schizzare fuori dalla testa. In un'antica leggenda si diceva: «Una volta, tanti anni fa, un cuculo lavorava nella costruzione di una casa, trascinandosi su e giù per le scale portando sulle spalle la calce, ed aiutandosi, per la gran fatica, ripetendo so pu', so pu', so pu' (su pure, su pure, su pure). Un insolente cicala, posata poco lontano, lo canzonava dicendogli: dai, dai, dai (dagli, dagli, dagli). Il cuculo, persa la pazienza, la rincorse, raggiungendola proprio in una bottega di un fabbro, dove, preso un martello, la schiacciò su un'incudine, facendogli schizzare gli occhi fuori dalla testa».

  20. Gli Invertebrati 4 la cicala La proverbiale inoperosità della cicala, traspare anche da un detto bolognese: Gratar la panza alla zigala (Grattare la pancia alla cicala), riferito a chi se ne sta in panciolle tutto il giorno e chiacchiera tanto per far trascorrere il tempo. Un gioco molto comune tra i fanciulli era quello di catturare questi insetti alla mattina, quando erano ancora intorpiditi dal freddo della notte, per poi infilarvi una pagliuzza nell'addome. Dopo tale tortura, le cicale non erano più in grado di cambiare direzione nel volo, ed erano costrette a volare in linea retta fino a quando non cadevano stremate dalla fatica. Di questo crudele trastullo fanciullesco, resta il detto "Andar dritto come la cicala con la paglia nel sedere", riferito a chi, dopo avere subito un torto, cammina via dritto, senza mai voltarsi. Comunque sia, il canto della cicala era di buon augurio, specialmente se lo si udiva nel mese di settembre. A Modena dicevano che "Se la cicala canta in settembre, non comprare frumento da vendere", in quanto il suo canto era il segno che la buona stagione si era conservata a lungo, permettendo ai contadini di fare scorte alimentari per l'intero inverno.

  21. Gli Invertebrati 1 la coccinella La coccinella dai sette punti è un coleottero appartenente alla famiglia dei Coccinellidi. Si tratta di una delle coccinelle più comuni nelle nostre regioni; è anche una delle più grosse, raggiungendo la lunghezza di 8 mm. La sua livrea è caratteristica e facilmente riconoscibile: il torace, che nasconde quasi completamente la testa, è nero con due macchie bianche; le elitre, rosse, portano 7 punti neri, le brevi zampe sono nere, e le antenne sono corte, terminanti in una piccola clava. Durante l'inverno si ritirano sotto le foglie accartocciate, o nelle spaccature delle cortecce. Lasciano il nascondiglio invernale agli inizi della primavera quando comincia il periodo degli accoppiamenti; la coccinella femmina depone poi sulle foglie grandi quantità di uova giallo-arancioni, simili a granellini allungati, in gruppi compatti. Verso la fine di maggio, le larve hanno quasi raggiunto la maturità.

  22. Gli Invertebrati 2 la coccinella In luglio le coccinelle divengono sempre più numerose. Le piccole larve, dapprima nerissime, vivono in società, aggirandosi nei luoghi dove abbondano le colonie dei pidocchi delle piante (degli Afidi, di cui ricordiamo il noto afide delle rose,). Più voraci degli adulti, si sviluppano molto rapidamente, cambiando parecchie volte la pelle. Per trasformarsi in ninfa, la larva si aggrappa a un supporto con la estremità dell'addome, incurvando il dorso finché non riesce a lacerare la pelle. Liberatasi dell'involucro, la ninfa rimane posata sulla pelle abbandonata; è rossa e nera; se viene disturbata durante il riposo, solleva la parte superiore del corpo e la lascia ricadere ritmicamente, come un pendolo. In capo a 8 giorni fa la sua apparizione l'insetto adulto; eccezionalmente può accadere che manchi uno dei punti neri.Questi coleotteri sono sempre stati tenuti in gran conto dall'Uomo, per l'aiuto che apportano nella lotta contro alcuni insetti che infestano sia le specie ornamentali (ad es. la rosa) sia quelle di interesse alimentare (leguminose, graminacee, solanacee), come dimostrano i loro nomi popolari: "gallinelle del Signore"

  23. Gli Invertebrati 1 l'ape Le api fanno parte della famiglia delle Apidi, dell'ordine degli Imenotteri. Come tutti gli insetti, le api hanno sei zampe ed il loro corpo è diviso in tre parti: capo, torace ed addome. Hanno delle parti del corpo modificate per poter raccogliere nettare e polline, il primo dei quali è trasformato in miele; queste modificazioni riguardano la struttura delle parti boccali e quella delle zampe.L'apparato boccale è costituito da vari elementi:le mandibole prive di denti; i due lobi interni (glosse) del labbro inferiore sono saldati insieme e formano un lunghissimo pezzo, ricoperto di peluria, che si chiama ligula e funziona come lingua;alla base della ligula stanno i due lobi esterni del labbro inferiore, sono brevissimi e si chiamano paraglosse;i palpi labiali hanno la forma di spatola;i lobi esterni delle mascelle e i palpi labiali, insieme alla ligula, sono estremamente allungati e formano una specie di proboscide.

  24. Gli Invertebrati 2 l'ape Oltre al nettare e all'acqua un altro alimento indispensabile per i melliferi è il polline che fornisce loro sostanze azotate. Il polline viene raccolto ed immagazzinato principalmente dalle zampe. Il primo articolo del tarso, soprattutto nelle zampe posteriori è molto lungo e largo e possiede verso l'interno una spazzola di peli che serve all'insetto per raccogliere il polline sparso sul corpo. La tibia delle zampe posteriori ha una depressione longitudinale sulla faccia esterna che si chiama cestella; in questa viene ammassato il polline. Quando questo complesso è in stato di riposo, l'intero apparato risulta nascosto ma quando la ligula è distesa può essere lunga fino a 7mm. Questo apparato è adatto alla raccolta dei liquidi: se l'insetto vuole raccogliere dell'acqua o dello zucchero disciolto impregna il labello di liquido che poi passa nel solco ligulare e vi sale per capillarità. Quando i liquidi arrivano alla faringe si mescolano al secreto delle ghiandole salivari che vi sboccano, e una volta entrati nell'ingluvie o borsa melaria, subiscono l'azione enzimatica della saliva che cambia il nettare in miele.

  25. Gli Invertebrati 3 l'ape Le api vivono nell'alveare; la costruzione dei favi è affidata a giovani api (10-15 giorni di età). Queste vengono nutrite abbondantemente con miele e si attaccano alla volta dell'arnia, allacciandosi le une alle altre in modo da formare una catena; le secretrici di cera rimangono in questa posizione anche per 24 ore, dopo di che la cera comincia a comparire sotto forma di esili lamelle sull'addome. A questo punto un'ape si stacca dal festone e sale verso la volta dell'arnia, dove depone la cera staccata dall'addome e manipolata dalle mandibole e costruisce un primo piccolo blocco; questa operaia rientrerà nel gruppo per lasciare il posto ad un'altra. Le cellette di un alveare non hanno tutte lo stesso scopo: infatti alcune servono per l'allevamento ed altre come deposito degli approvvigionamenti, miele e polline. Le celle dove vengono deposte le uova sono chiuse da un opercolo di cera così come quelle che contengono miele, mentre le celle con il polline rimangono aperte. Un alveare può contenere da 30 a 100.000 operaie a seconda della grandezza dell'arnia; le api operaie hanno una vita non superiore alle 5-6 settimane nel periodo di grande lavoro, ma quelle nate in autunno riescono ad arrivare fino alla primavera.

  26. Gli Invertebrati 4 l'ape La società delle api è matriarcale e persistente, è inoltre monoginica e si moltiplica per sciami. La società è divisa in tre caste: regina, fuchi ed operaie.L'ape regina è una femmina destinata, dopo il volo nuziale, a vivere nel nido deponendovi le uova, a meno che non debba sciamare. Il primo sciame che esce da un alveare è infatti sempre guidato da una vecchia regina. Prima che esso si formi, le api operaie costruiscono un certo numero di celle reali, per ottenere regine destinate a rimanere nell'alveare oppure ad accompagnare successivi sciami.

  27. Gli Invertebrati 5 l'ape Quando la giovane regina, nata nella più vecchia di queste celle, si è liberata, cerca di uccidere le sorelle regali che si trovano ancora all'interno delle celle. Questo fenomeno viene evitato perché sciami di operaie e maschi sono pronti a sciamare non appena le giovani regine escono dalle celle; al primo sciame ne seguiranno degli altri fino a quando ci saranno abbastanza api nell'alveare; a questo punto la prima regina che nasce e non sciama ucciderà le regine non nate e diventerà l'unica regina dell'alveare. I fuchi sono maschi, nascono da uova non fecondate, deposte dalla regina in grosse celle esagonali ed, in via molto eccezionale, da operaie di alveari orfani divenute ovificatrici. I maschi sono più pesanti delle operaie, abbondantemente ricoperti di peli e ricchi di sensilli olfattori e tattili, servono esclusivamente alla fecondazione delle regine ed è per questo che si trovano nell'alveare quando la società è pronta per dividersi. La loro vita è molto breve, vivono circa 24 ore.Le api operaie sono femmine che non depongono le uova salvo che in casi eccezionali. Le operaie delle api possono essere distinte in varie categorie a seconda dell'età, nella quale compiono lavori diversi. Le api giovanissime si dedicano alla pulizia delle celle; a partire dal terzo giorno alimentano con miele e polline le larve da operaie e da fuchi.

  28. Gli Invertebrati 6 l'ape Quando hanno raggiunto dai tre ai sei giorni d'età, secernono pappa reale che forniscono alle giovani larve. Soltanto più tardi, e cioè al quindicesimo giorno di età, si addestrano a divenire bottinatrici, con prudenti voli di orientamento nelle vicinanze dell'arnia; nel frattempo compiono la guardia all'alveare, collocandosi sulla porticina dell'arnia e scacciando tutti gli intrusi. Al ventesimo giorno divengono definitivamente bottinatrici, dedicandosi esclusivamente alla raccolta del nettare e del polline, in un raggio di volo di circa 4 o 5 km attorno all'alveare. Al momento della schiusa, la giovane ape pratica una fenditura nell'opercolo e lo solleva per uscire. Le uova sono tutte identiche, sebbene quelle che daranno origine ai maschi non siano state fecondate. Le larve vengono nutrite per tre giorni con la pappa reale, in seguito il regime alimentare cambia a seconda del destino delle larve: le reali ricevono ancora pappa reale, mentre le altre ricevono miele e polline. La durata della vita larvale è di 24 giorni per i maschi, di 21 per le operaie e di 15 o 16 per le regine.

  29. Gli Invertebrati 7 l'ape Le api sono provviste di un pungiglione formato da tre elementi: uno stiletto e da due lancette. Lo stiletto è provvisto di dentelli ricurvi che fanno in modo che l'animale non è più in grado di ritrarlo, una volta che l'ape usa il pungiglione è quindi destinata allamorte.

  30. Gli Invertebrati 1 le formiche Le formiche fanno parte della famiglia delle Formicidae, dell'ordine degli Imenotteri. Come tutti gli insetti le formiche hanno sei zampe e il loro corpo è diviso in tre parti: capo, torace e addome; sul capo è presente un paio di antenne piegate a gomito che sono il principale organo di senso per le formiche. Hanno delle mandibole molto resistenti e robuste che servono come difesa e per trasportare gli oggetti. Le formiche vivono nel formicaio che può avere diverse strutture a seconda delle abitudini delle formiche che ci abitano: troviamo infatti dei formicai sotterranei e altri superficiali, che possono essere di legno, per le formiche che sfruttano i tronchi degli alberi morti, di foglie, per le formiche tessitrici che uniscono più foglie tra di loro con una sostanza secreta dalle larve, ed infine possono essere di terra e detriti ed appesi ad un albero.

  31. Gli Invertebrati 2 le formiche La società delle formiche è divisa in caste: regina, maschi ed operaie. La formica regina è l'unica femmina feconda, è più grande delle operaie, ha due grandi occhi composti sul capo, il torace molto largo e l'addome voluminoso. Prima dell'accoppiamento è provvista di due paia di ali che cadono subito dopo il volo nuziale, ma se ne riconoscono le tracce sotto forma di moncherini. I maschi sono grandi come la regina, hanno due occhi composti molto grandi, il capo è più piccolo di quello della regina ed il torace è più stretto; hanno due paia di ali che non cadono mai. Le operaie sono tutte formiche femmine che non depongono le uova; hanno occhi molto piccoli o non hanno occhi (nel formicaio non c'è luce), il torace è stretto e le zampe sono sottili per potersi muovere con estrema agilità in qualunque situazione. Le operaie hanno vari compiti: si aggirano sul terreno in solitudine oppure in gruppi formando delle colonne, raccolgono alimenti, fabbricano, riparano e difendono i nidi, allevano la prole e infine accudiscono la regina. Le antenne sono il più importante organo di senso per le formiche e sono sempre in movimento, palpeggiando tutto ciò che incontrano: oggetti, alimenti e compagne; è per mezzo delle antenne che le formiche si riconoscono tra loro, utilizzando sia il tatto che l'olfatto (una formica che ha perso le antenne non è più in grado di riconoscere le sue compagne, viene isolata dalla sua comunità, è destinata a morire).

  32. Gli Invertebrati 3 le formiche Le formiche fanno parte della famiglia delle Formicidae, dell'ordine degli Imenotteri. Come tutti gli insetti le formiche hanno sei zampe e il loro corpo è diviso in tre parti: capo, torace e addome; sul capo è presente un paio di antenne piegate a gomito che sono il principale organo di senso per le formiche. Hanno delle mandibole molto resistenti e robuste che servono come difesa e per trasportare gli oggetti. Le formiche vivono nel formicaio che può avere diverse strutture a seconda delle abitudini delle formiche che ci abitano: troviamo infatti dei formicai sotterranei e altri superficiali, che possono essere di legno, per le formiche che sfruttano i tronchi degli alberi morti, di foglie, per le formiche tessitrici che uniscono più foglie tra di loro con una sostanza secreta dalle larve, ed infine possono essere di terra e detriti ed appesi ad un albero.

  33. Gli Anfibi il rospo la raganella la rana verde il tritone punteggiato

  34. Gli Anfibi 1 la raganella Appartenente all'ordine degli Anuri e alla famiglia degli Ilidi, la raganella può essere facilmente riconosciuta per il corpo globoso di circa 5 cm di lunghezza massima, per la colorazione solitamente verde brillante e per la presenza di due fasce brune che, partendo dalle narici e attraversando l'occhio, scendono lungo i fianchi delimitando cosi un'area ventrale di colore grigio fumo o bruno-giallastro che nel maschio si presenta sempre più scuro che nella femmina.Un altro carattere molto utile per la distinzione di quest'animale è la  presenza dei dischi adesivi alle estremità delle dita che le permettono di arrampicarsi agevolmente su alberi e cespugli; questo comunque è un comportamento riscontrabile solo negli esemplari adulti, infatti i giovani preferiscono trascorrere il tempo in prossimità del terreno. In

  35. 2 Gli Anfibi la raganella Europa esistono due specie distinte di Raganelle: Hyla arborea o Raganella, diffusa in tutta Italia e gran parte dell'Europa, con le caratteristiche fin ora descritte; Hyla meridionalis o Raganella mediterranea, diffusa nella Penisola iberica meridionale, Francia meridionale e in Italia solo in Liguria, con le fasce laterali che s'interrompono subito dopo l'area temporale. In

  36. Gli Anfibi 1 il tritone punteggiato Il tritone punteggiato, presente in Europa ed in Asia minore è diviso in varie sottospecie di cui due presenti in Italia. Il tritone punteggiato presente in Italia è una sottospecie endemica dell'Italia, della Svizzera e della Slovenia settentrionale. In Italia spesso divide l'habitat con il tritone crestato (Trituruscarnifex) ; nell'Italia meridionale è sostituito dall'endemico  tritone italiano (Triturus italicus) sua specie vicariante.La caratteristica punteggiatura, molto evidente nel maschio, gli ha valso il nome. Il maschio si distingue dalla femmina per una colorazione generalmente più accesa, per  una striatura molto marcata ai lati della testa, per la cresta caudale e per la cloaca ingrossata nel periodo riproduttivo

  37. 2 Gli Anfibi il tritone punteggiato

  38. Gli Anfibi la rana verde La rana verde o esculenta, denominata anche rana comune, è una specie appartenente alla famiglia dei Ranidi, nell'ordine Anuri.Di circa 12 centimetri di lunghezza, presenta un dorso di colore verde smagliante o bruno oliva, talvolta cosparso di macchie nere e ornato, da ogni lato, da una piega ricca di ghiandole di color bronzo. I fianchi sono macchiati di nero o di bruno scuro. Una linea dorsale, chiara, mediale si estende dalla testa fino all'ano, ma manca in parecchi individui.Il ventre è bianco, punteggiato di nero e di grigio.Vive ai margini degli stagni e dei corsi d'acqua lenti e con vegetazione fitta. Al minimo segnale di pericolo si tuffa e scompare tra la vegetazione. E' un animale voracissimo che si nutre di insetti, tra cui farfalle che si avventurano sopra l'acqua, larve, vermi, lumache, ma anche di prede voluminose come giovani rane, piccole lucertole, piccoli roditori.I maschi, provvisti da ogni lato della testa di un sacco vocale esterno, che si gonfia come una vescica, riempiono le notti d'estate con il loro assordante gracidio. L'accoppiamento (ascellare, vale a dire che il maschio tiene la femmina per le ascelle) ha luogo in giugno; le uova vengono depositate su grossi ammassi

  39. Gli Anfibi il rospo Diffuso nella maggior parte dell'Europa (eccetto Irlanda, Corsica, Sardegna, Baleari, Malta e Creta) in Italia è molto comune. Lo si ritrova in una gran quantità di ambienti, spesso piuttosto asciutti.Gli adulti arrivano a 15 cm di lunghezza con le femmine più grandi dei maschi. Ha una pelle molto verrucosa e delle ghiandole paratoidi molto prominenti e leggermente oblique. Ha un colore brunastro ma variabile da color sabbia a quasi rosso mattone, grigiastro e verde oliva. Può avere delle macchie e chiazze più scure sul dorso, mentre la parte ventrale è biancastra o grigia, spesso con strie più scure. Gli occhi, con una pupilla orizzontale, sono dorato scuro o color rame. Non ha dei sacchi vocale esterni.Il rospo ha delle abitudini crepuscolari e notturne, anche se con un tempo piovoso o durante il periodo riproduttivo, è possibile rinvenirlo di giorno. E' un anfibio terragnolo, ma nella stagione riproduttiva compie delle vere e proprie migrazioni per raggiungere l'ambiente acquatico, come stagni e corsi d'acqua a moto lento, lanciando richiami facilmente udibili. La maggior parte della popolazione migra negli stessi giorni e si hanno allora degli addensamenti presso le rive e in acqua anche centinaia di individui; è questa la fase più rischiosa: per raggiungere la meta spesso devono attraversare strade ad intenso traffico veicolare, con le disastrose conseguenze immaginabili.

  40. I Mammiferi il tasso la volpe la faina la donnola l'istrice la talpa il moscardino il riccio il pipistrello nano

  41. I Rettili la testuggine palustre la vipera comune la testuggine di Hermann il geco l'orbettino il ramarro

  42. Gli Uccelli la rondine l'usignolo l'occhiocotto il pettirosso il cuculo la gallinella d'acqua la cinciallegra il gruccione il martin pescatore il gheppio il tuffetto la poiana

  43. La Fauna Marina I Pesci I Molluschi I Crostacei

  44. I Molluschi notizie la Seppia il Polpo

  45. I Pesci I Delfini xxx la Murena

  46. I Crostacei notizie xxx l'aragosta

  47. 1 I Delfini Il delfino è senza alcun dubbio il mammifero acquatico più conosciuto e amato. Le specie che si possono più facilmente incontrare nelle acque delle Galapagos sono il delfino a “naso di bottiglia”(Tursiops Truncatus) e il delfino comune (Delphinus Delphis). La specie più grande di delfino è senza dubbio l’orca, che è possibile incontrare nel mare delle Galapagos. I delfini sono mammiferi, non possono dunque rimanere sott’acqua senza respirare, se non per pochi minuti. Sono soliti aggirarsi in grandi branchi di 1000 o 1500 individui. Lunghezza media: 200-250 cm Peso medio: 70-130 kg Longevità: 25-30 anni

  48. 2 I Delfini caratteristiche fisiche Il corpo di un delfino, o di un qualsiasi altro Cetaceo, si presenta estremamente idrodinamico, in modo da consentirgli di nuotare agilmente. La pelle, estremamente liscia e senza peli, contribuisce a ridurre la resistenza dell'acqua secernendo olio o muco. Infatti è dotata, all' interno, di speciali creste cutanee che contrastano la formazione di vortici, così come particolari secrezioni oleose eliminano la turbolenza dell'acqua ed ne agevolano lo scivolamento sulla superficie. Riescono quindi a raggiungere velocità massima di circa 45 km/h e navigare per lunghi periodi ad una velocità di 18-20km/h. Lo scheletro è assai debole dal momento che non hanno alcun bisogno di sostenere il loro corpo.

  49. 3 I Delfini caratteristiche fisiche Le vertebre del cervicali sono corte e spesso fuse in modo da conferire una grande forza al collo, impedendogli di flettersi e quindi costituire un ostacolo per il nuoto. Gli arti anteriori si sono trasformati in due natatoie ben sviluppate, mentre gli arti posteriori sono scomparsi e gli unici residui di osso pelvico sono due ossicini dietro ai muscoli. Le natatoie e la pinna dorsale servono a mantenere la direzione e l'equilibrio, mentre i lobi della coda spingono il corpo dentro l'acqua. La coda rappresenta una delle caratteristiche anatomiche peculiari dei Cetacei, in quanto si differenzia da quelle dei pesci poiché si è sviluppata in senso orizzontale.